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Monchi: “La sfida contro il Barça dirà a che punto siamo”

Il direttore di Sky Sport 24 De Bellis ha incontrato in esclusiva Monchi, ds della Roma, che ha parlato di questi primi mesi in giallorosso e di quelli che sono gli obiettivi per il futuro. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: "Quella con il Barcellona è una bella sfida utile soprattutto per capire se siamo sulla strada giusta in questa crescita che vogliamo fare per il presente e per il futuro. È bello andare al Camp Nou e avere di fronte calciatori di un livello molto alto. Arrivare ai quarti di Champions e affrontare una squadra così è motivo di grossa soddisfazione. Per questo motivo mi dimentico delle mie esperienze precedenti, di essere spagnolo perché sono un professionista, sono il direttore sportivo della Roma e questa sfida significa molto, ma solo da un punto di vista professionale, conosciamo l'importanza di questa eliminatoria. Francesco Totti è stato un supporto molto importante perché la squadra ha avuto momenti difficili durante la stagione. Abbiamo lavorato sempre insieme e avere avuto la conoscenza della Roma che ha lui per me è stato importante, avere l'opportunità di lavorare con Francesco e con Eusebio, perché entrambi conoscono bene questo ambiente, è stato un vantaggio incredibile. Eusebio è una persona preparata ed equilibrata e per il lavoro di un direttore sportivo questa cosa è importante. Mi trovo benissimo a lavorare con lui, innanzitutto perché parliamo la stessa lingua che è quella del lavoro perché lui è un grande lavoratore e questo per me è il primo valore che deve avere un professionista.

Io sono un gran sostenitore della riduzione della finestra temporale del mercato perché credo che sia meglio per tutti che il mercato sia chiuso una volta che il campionato è iniziato ma soprattutto per l'adattamento che ci vuole per i giocatori nuovi, per questo sono felice di questa nuova disposizione. Alisson Florenzi sono nella mia testa per la Roma del futuro ma dobbiamo capire anche cosa pensino loro, io ho sempre parlato con Alessandro, ama la Roma, vuole restare qui, poi dobbiamo trovare un accordo per andare avanti insieme. Il livello di resilienza qui è molto elevato, ma credo che la cosa più importante sarà trovare la strada più vicina al successo e questa sarà la mia soddisfazione, portare la Roma sempre più vicina al successo. Da questo punto di vista sono un direttore un po' matto… Ci sono pochi momenti di felicità e molti momenti di preoccupazione, provo sempre a trovare una soluzione ai problemi ma non lo faccio solo per la mia felicità, ma per la felicità dei tifosi, alla fine è il nostro lavoro arrivare al successo per trasferirlo ai tifosi. Oggi è importante la crescita della credibilità di una società. Oggi la Roma ha considerazione non solo nel calcio italiano ma anche nel calcio internazionale, il brand Roma ha avuto una crescita importante, la crescita deve essere non solo sportiva ma strutturale, deve esserci una crescita verticale (sportiva) ma anche orizzontale (a livello della società). Non sono solo i soldi, i ricavi ma si può fare un lavoro importante, che già stiamo facendo, per trovare prima di tutto i calciatori e credo che si possa fare anche se non è facile, se guardiamo le otto squadre nei quarti di Champions, possiamo dire che non sono le otto più ricche e questa è la miglior risposta che possiamo avere per noi stessi".

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Keita: “Il Barcellona è favorito ma deve avere rispetto della Roma”

Seydou Keita, ex giocatore di Barcellona e Roma, è stato intervistato dal Mundo Deportivo ed ha parlato della sfida di questa sera tra le due squadre. Queste le sue parole:

Barcellona favorito…
Prima di iniziare la competizione, non solo nelle fasi finali, il Barcellona è favorito per vincere la Champions, però deve avere rispetto per la Roma perché sono ai quarti di finale e quindi è tra le migliori squadre d’Europa.

La Roma tra Champions e campionato…
Nella fase a gironi ha guidato il gruppo davanti a Chelsea e Atletico Madrid e questo è significativo del fatto che sarà un avversario duro. A differenza degli altri anni in cui andava meglio in campionato e peggio in Europa, quest’anno è al contrario, la vedo più forte in Champions e meno attenta in Serie A.

Su Nainggolan…
E’ un giocatore molto forte, fisicamente incredibile e se non potrà giocare, secondo me la Roma perde uno dei suoi migliori giocatori. Però ci sono molte alternative a centrocampo: al suo posto può giocare Gerson, Perotti che può scalare di posizione, Florenzi che già ha giocato lì, De Rossi… dipende quello che vuole fare l’allenatore.

Su Gerson…
Io c’ero al suo primo anno. Si poteva solo allenare perché aveva meno di 18 anni ma si vedevano le sue qualità, anche se si doveva adattare perché era tutto nuovo per lui. Ora sto vedendo la sua evoluzione e sta giocando bene.

Su Monchi…
E’ una persona che conosce molto bene il calcio ed il suo arrivo ha fatto portate cose nuove alla Roma. Non so se riuscirà a fare lo stesso che ha ottenuto a Siviglia, ma spero che faccia bene perché è una persona per cui nutro grande stima.

Il tifo…
Sono molto rispettoso con tutte le squadre nelle quali ho giocato perché mi hanno trattato molto bene. Per questo preferisco dire, che vinca il migliore.

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Luis Enrique: “La Roma è un club differente. Messi dice la sua in ogni gara”

"La Roma? È un club differente. Non hanno vinto molto ma hanno una bella tifoseria, molto passionale". Parola di Luis Enrique: l'ex tecnico giallorosso, intervistato dal ciclista spagnolo Ibon Zugasti a margine della Cape Epic, una corsa ciclistica che si tiene in Sudafrica, ha rilasciato anche alcune battute sul Barcellona e il porprio futuro: "Ho lasciato un Barcellona con i migliori giocatori, però avevo le idee chiare e non mi pento. Messi dice la sua in ogni partita. Sono stato più felice come calciatore. Per tornare in panchina dipende da chi mi vuole, ma deve essere qualcosa che mi emozioni moltissimo. La nazionale spagnola? Potrebbe essere".

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Barcellona-Roma, la rifinitura dei giallorossi al Camp Nou: in gruppo Nainggolan e Pellegrini (FOTO e VIDEO)

Dopo la conferenza stampa pre match alla quale hanno partecipato Di Francesco e Fazio, la Roma è scesa in campo al Camp Nou per la consueta rifinitura. La squadra ha iniziato l’allenamento con un torello, per poi dedicarsi ad una partitella a campo ridotto. Nainggolan e Pellegrini hanno lavorato regolarmente col resto del gruppo: per quanto riguarda il Ninja, verrà sottoposto ad un provino definitivo fra oggi e domani dopo il quale si deciderà se farlo partire titolare o meno.

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Barcellona-Roma, Messi in gruppo nella rifinitura

Il Barcellona è sceso in campo alla "Ciudad Deportiva Joan Gamper" per effettuare la rifinitura alla vigilia dell'andata dei quarti di finale di Champions League contro la Roma. Presente regolarmente con i compagni Lionel Messi.

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Gonalons: “Voglio dimostrare di poter essere utile alla Roma, non faremo i turisti a Barcellona”

Il centrocampista della Roma Maxime Gonalons ha rilasciato un’intervista all’agenzia AFP. Temi delle dichiarazioni la sua esperienza in giallorosso e la partita contro il Barcellona. Queste le sue parole:

“Non andiamo a Barcellona come turisti, questo è certo, altrimenti era meglio restare a Roma. Ma è un doppio confronto e abbiamo in casa il ritorno. Quindi abbiamo bisogno di essere intelligenti nell’approccio del gioco e sul campo, di essere nelle migliori condizioni in casa. La posta in gioco è alta per un club che non ha raggiunto questa fase della competizione per dieci anni. È una maturità incredibile per il club. Mi rendo conto che non ci sono stati grandi quarti di finale qui… Quando parliamo con i tifosi, capiamo che una squadra come la Roma deve vincere di nuovo titoli“.

Su Alisson…
Alisson è uno dei migliori in Europa. Quello che fa nel match e nella pratica dimostra che ha molto talento. Non è titolare del Brasile per caso. È ancora giovane, ha solo 25 anni e ha un enorme futuro davanti a sé. È un portiere top.

Su Dzeko e De Rossi…
Dzeko è un grande attaccante, in grado di segnare in qualsiasi momento. L’ha già fatto in altri campionati, a City e Wolfsburg e lo sta facendo ora a Roma, è uno dei migliori in Europa. De Rossi è un giocatore eccezionale, in campo e fuori. Ero consapevole della difficoltà quando ho firmato, con l’iconico capitano del club, ma non mi ha spaventato, so cosa rappresenta qui, sapevo che non ci sono problemi.

Su Totti…
È un Dio qui, ha fatto 25 stagioni e quando sei un giocatore ti rendi conto che è incredibile, ha giocato quasi 800 partite, ha segnato quasi 300 gol… È incredibile, ed è un vero piacere per noi. Ha sempre una bella parola, sempre un sorriso.

I primi mesi alla Roma…
Quando passi 17 anni in un club e vai altrove per la prima volta, tutto è nuovo: lingua, cultura, compagni di squadra. Mentre andiamo avanti, ci scopriamo, non è stato facile, ma oggi sono molto felice e, anche se ho avuto delle difficoltà, sono orgoglioso di aver fatto questa scelta. Lavoriamo molto sul campo e sul video, ma all’inizio era un problema per me perché a Lione non eravamo necessariamente concentrati su questo aspetto, eravamo più concentrati sul gioco. Sapevo che il primo anno sarebbe stato difficile, con molti cambiamenti: ho firmato per quattro anni, non voglio andarmene, ma dimostrare che posso dare il mio contributo.

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Champions League, Aquilani: “Roma, sarà dura ma il Barça lascia giocare”

Alberto Aquilani, centrocampista ex Roma in forza al Las Palmas, ha commentato la sfida dei giallorossi impegnati contro il Barcellona nei quarti di finale di Champions League. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport: "Le squadre italiane non sono state fortunate, hanno preso le due squadre migliori in Europa. Sono due sfide complicate, il Barcellona è una squadra che gioca un calcio perfetto da moltissimi anni ed ha un valore aggiunto che è Messi. Noi abbiamo giocato contro di loro già due volte, l’unica cosa è che ti fanno un po’ giocare e la Roma deve sfruttare questo aspetto. Se riesci a superare la prima pressione ti possono lasciare un po’ di spazi, ma se il numero 10 è in forma sarà veramente dura. Due nomi per la corsa alla Champions? La Roma penso di sì, poi se la giocheranno Inter e Lazio. Se passa la Roma o il Barcellona? Dico la Roma perché il cuore mi porta a dirlo, ma deve succedere qualcosa di straordinario".

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Barcellona, la Roma arriva in hotel. Alle 17.30 la conferenza stampa di Di Francesco (FOTO e VIDEO)

La Roma è arrivata a Barcellona presso l’hotel che ospiterà i giallorossi fino alla partita di domani valevole per i quarti di finale di Champions League. A guidare il gruppo c’erano i dirigenti Francesco Totti e Morgan De Sanctis. I calciatori sono scesi alla spicciolata e si sono diretti verso l’albergo. Ha chiuso il gruppo Radja Nainggolan, il grande dubbio di formazione di questa vigilia. Il belga porta ancora addosso i segni dell’infortunio e camminando trascinava leggermente la gamba ma dovrebbe farcela per il match di domani. Qualche minuto dopo è arrivato lo staff e altri membri della Roma Bruno Conti, Stefano Desideri e Vito Scala accompagnato da Christian Totti. Il figlio dell’ex capitano si trova a seguito della squadra e avrà l’opportunità di incontrare Leo Messi nel post partita. Presenti circa una decina di tifosi venuti ad acclamare i loro beniamini. Alle 17.30 è prevista la conferenza stampa di mister Di Francesco e alle 18.15 la rifinitura al Camp Nou. 

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Monchi: “Non ci sono squadre invincibili, siamo soddisfatti di Di Francesco”

Il direttore sportivo giallorosso, Monchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media spagnoli El Periodico e L’Esportiu. Ecco le sue parole:

A L'Esportiu

In un quarto di finale di Champions League contro il Barcellona, per una squadra come la Roma è impossibile schivare le pallottole?
Ovviamente è più facile per le big. Quando si arriva ai quarti, non ci sono avversari facili. E, attenzione, questo vale anche per il Barcellona. Però non possiamo chiudere gli occhi davanti all’evidenza, ci sono squadre più favorite di altre: Barcellona, Real Madrid, Manchester City e Bayern Monaco per citarne 4.

Perché vede il Barcellona così favorito?
Per gli stessi motivi che vedono tutti, no? Per il calcio che fanno, per la loro storia, per le vittorie, la tradizione, l’esperienza, l’obiettivo e la necessità che hanno, perché sono stati costruiti per vincere la Champions ogni anno.

A questa domanda molti, tra cui Guardiola, rispondono sempre: “Perché hanno Messi, che è il migliore”.
Magari il Barcellona fosse soltanto Messi! Magari tutte le nostre preoccupazioni arrivassero soltanto da lui! Guarda, Messi è certamente il migliore. Come ha fatto l’altro giorno a Siviglia, è in grado di risolvere una gara in appena 60 secondi, ma per me è soltanto una parte molto importante dei successi del Barcellona. Il Barcellona è sempre stato un club immenso, che gioca un calcio fantastico con giocatori che, con o senza Messi, formano un blocco impressionante.

È evidente che lei abbia analizzato il gioco del Barcellona per anni. Oltre a Messi, chi le piace?
Oltre a Messi, che è meraviglioso, adoro il nuovo equilibrio che fa vedere il Barcellona sul campo. È migliorato tantissimo nella transizione difesa-attacco. Mi piace, e molto, come si sono adattati al nuovo sistema, un tradizionale 4-4-2. E a livello individuale mi piacciono tutti, o quasi tutti. Mi piacciono i due centrali, mi piace la capacità di recupero di Umtiti, l’uscita del pallone di Piqué, l’abilità di Rakitic, l’equilibrio che dà Busquets e la sua saggezza, il lavoro di Suarez e i suoi gol. Non c’è bisogno che parli ancora di Messi, vero?

Crede che Ernesto Valverde abbia portato al Barcellona qualità che prima non aveva?
Non ha dato nulla che non aveva, ma ha dato qualcosa di diverso. Né migliore, né peggiore, ma diverso. E i risultati dimostrano che questo qualcosa funziona. E molto bene.

È evidente che lei, il tecnico e i calciatori della Roma credete di poter eliminare il Barcellona.
Tutti gli sportivi pensano di poter superare qualsiasi sfida, si preparano per questo. E molto. Non ci sono squadre invincibili e questo lo sanno tutti, anche il Barcellona, anche se in questa stagione hanno perso soltanto 3 partite delle 48 che hanno giocato. Ma io, quando gioco questa partita nei miei sogni, vedo spazi, difetti, opportunità di gol. Vedo tutto questo guidato dalla speranza ma, ovviamente, quando mi sveglio, so che non sarà facile.

Che Barcellona si aspetta mercoledì? Crede che andrà subito all’attacco per chiudere il discorso qualificazione nella prima gara al Camp Nou?
No, non credo. Penso che all’inizio saranno cauti. Non vorranno farci segnare un gol o due, perché sarebbe dura. Vedo ovviamente un Barcellona dominante e una Roma che proverà a mettere pressione ai blaugrana, provando a verticalizzare quando recupereremo il pallone.

Crede che Di Francesco abbia preparato una marcatura speciale su Messi?
Non ne ho davvero idea. Parlerò con il mister durante il viaggio di domani (oggi, ndr). Non credo che faremo qualcosa di speciale su Messi, però ripeto: non so ancora nulla.

Vedremo qualcosa della Roma del futuro, della sua Roma, al Camp Nou?
Vedremo una squadra che ha molta voglia di essere protagonista, di competere, di piacere, di lottare, di non mollare, di fare il suo calcio, ma queste non sono caratteristiche della Roma di Monchi, ma della Roma di sempre. La Roma che vogliamo per il futuro non sarà facile da costruire e mantenere. È un club, una squadra, un’idea che ci permette di stare sempre vicino al successo in alcune occasioni e/o competizioni, di andare all’assalto. Al momento questo mi rende orgoglioso, ho il supporto della società e la fiducia dello staff tecnico e dei giocatori per poterlo fare o, almeno, provare a farlo.

Non ha la sensazione che il calcio sia diventato pazzo?
Beh, io direi più che lo è diventato il mercato, non il calcio.

Sì, è vero, mi perdoni, che il mercato sia impazzito.
Sì, sì, dopo Neymar il mercato è impazzito e non ha più senso.

Si riferisce a quando l’ha comprato il Barcellona o quando l’ha acquistato il PSG?
Mi riferisco ai 222 milioni pagati dal PSG al Barcellona. A partire da quel giorno, il mercato è impazzito e si chiedono vere e proprie fortune per calciatori minori.

È chiaro che questo sia un problema serio per chi, come lei, sta provando a ricostruire la rosa della Roma per portarla più in alto.
Beh, sì, chiaramente questo ci colpisce, ma la follia colpisce anche i club milionari, anche se in misura minore. Ma credo che tutto questo prima poi passerà e tutto tornerà alla normalità. O almeno mi piace pensarla così, spero di non sbagliarmi.

A El Periodico

Come vede la doppia sfida contro il Barcellona?
Molto complicata. Il Barcellona è chiaramente favorito, per il suo calcio e la sua storia, ma la Roma ha il potenziale per poter competere con qualsiasi squadra, Barcellona incluso. Se sfrutteremo le occasioni che avremo e seguiremo i dettami di Di Francesco, avremo la possibilità di andare in semifinale.

Crede che la Roma sia sottovalutata?
È impossibile conoscere l’opinione di tutti, quindi trarre questa conclusione vorrebbe dire generalizzare. Il tecnico e i calciatori del Barcellona ci rispettano.

Come dovrebbe giocare la Roma per creare problemi al Barcellona?
La chiave sarà quella di giocare senza perdere la nostra essenza. La Roma è una squadra che pressa molto alta, con una difesa avanzata e delle linee molto strette. Conosciamo le qualità del Barcellona e proveremo ovviamente a contrastarle, ma soprattutto dobbiamo essere noi stessi, dobbiamo seguire la nostra filosofia.

Cosa ne pensa del Barcellona di Valverde?
Ha uno stile diverso, che non considero né migliore né peggiore. Il livello di eccellenza è rimasto intatto con Valverde, e in questo lui ha molto merito. In campionato non ha perso una sola gara, nella Coppa del Re è arrivato alla fine ed è ai quarti di Champions. È il massimo che ci si potesse aspettare a questo punto della stagione.

Pensa che il Barça abbia guadagnato forza in difesa diventando però meno vistoso?
Forse sì. Ora il Barcellona ha più equilibrio tra attacco e difesa, è più solido.

Ha vissuto tutta l’evoluzione di Messi. Crede che l’argentino sia al suo meglio?
Sembra incredibile, ma sì, penso sia così. A parte la sua grande capacità di giocare a calcio, è maturato molto, e questo gli permette di scegliere cosa fare in ogni momento della gara. È in un bel momento. È un piacere vederlo giocare, e siamo fortunati a vivere la sua epoca.

Neymar è passato al PSG per 222 milioni: cosa ha pensato quel giorno?
In quel momento non ho analizzato molto cosa potesse significare quel trasferimento, ma è chiaro che nel mondo del calcio ci sia un prima e un dopo. Ci sono state cessioni molto alte da allora, come quelle di Dembélé, Coutinho, Van Dick… Il Barcellona è stato bravo a contrastare la partenza di un giocatore importantissimo, uno dei tre migliori al mondo, senza farlo notare nei risultati.

Conosce bene il calcio francese. Pensa che Dembélé possa far bene a Barcellona?
Penso di sì, ci sono tutte le condizioni per far bene. Ora ha solo bisogno di tempo. È un giocatore giovane arrivato al Barcellona dopo un trasferimento molto costoso, poi si è fatto male al suo esordio. Questo lo penalizza molto, ma se saranno pazienti con lui, potrà esplodere in qualsiasi momento.

Un buon esempio può essere Under.
Sì, è un caso simile. Lo conoscevamo molto bene ed eravamo convinti che fosse un calciatore in grado di fare grandi cose nel calcio importante. L’unico dubbio era sul suo adattamento, visto che è un giocatore giovane che non aveva mai lasciato la Turchia. Di Francesco l’ha capito e gli ha dato tempo, ecco perché ha giocato poco nella prima parte di stagione. Alla fine sono venute fuori le sue qualità. È un peccato che, per un piccolo infortunio, Under non possa giocare al Camp Nou.

Quando ha deciso di lasciare Siviglia, credevo che potesse firmare per qualsiasi club al mondo. Perché ha scelto la Roma?
È stata una decisione matura e pensata. Ero contento di poter fare un’esperienza in Italia, un calcio che non conoscevo molto, e volevo lavorare in un club dove potessi avere la stessa libertà che avevo a Siviglia. Me lo hanno promesso e lo stanno facendo, quindi sono felice.

Il calcio italiano sta rispettando le aspettative che si era fatto quando è arrivato a Roma?
Sì. Il campionato italiano è molto competitivo. Ora sta acquistando anche diverse qualità individuali e ci sono buoni allenatori. Si sta rinforzando.

Ha dovuto adattarsi?
Sì, più di quanto mi aspettassi, visto che è stato tutto molto veloce. Dopo aver lavorato tutta la mia vita a Siviglia, anche io sono dovuto cambiare, c’erano cose del Monchi di Siviglia che non servono a Roma e viceversa. Ho dovuto conoscermi meglio. Ho deciso di lasciare la mia comfort zone e crescere professionalmente, ed è per questo che sono contento di come le cose stanno andando in questa nuova esperienza.

C’è mai stata la possibilità di diventare il ds del Barcellona?
È una canzone che mi accompagnerà per sempre, ma la verità è che non ho mai avuto contatti con il Barcellona. Solo voci e indiscrezioni.

È più difficile acquistare giocatori da ds della Roma o del Siviglia?
Acquistare giocatori è sempre complicato, ma la verità è che a Roma c’è una pressione maggiore rispetto a Siviglia. È un club molto grande che ha tradizione in Italia, perciò tutto quello che succede a Roma ha una grande ripercussione mediatica. In più, non vince nulla da anni. Arrivare dove vogliamo, comunque, ha bisogno di tempo, e il club lo capisce.

Una delle prime decisioni che ha preso è stato scegliere Di Francesco come allenatore. Non sarebbe stato più facile prendere un veterano per iniziare?
Non ci abbiamo pensato molto, era il profilo che stavamo cercando. È un tecnico calmo, che prende decisioni con tutta la naturalezza del mondo. Inoltre conosce il club perfettamente, avendo giocato qui per 4 anni in cui ha anche vinto uno scudetto. Sta soddisfacendo le nostre aspettative iniziali.

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Nainggolan: “Sto alla grande, altrimenti non sarei partito”

"Mi sento bene, alla grande, o altrimenti non sarei partito". Ci pensa Nainggolan a dipanare i dubbi circa il suo stato di forma alla vigilia del match contro il Barcellona al Camp Nou. La Roma, in partenza dall'aeroporto di Fiumicino alle 10.45 per raggiungere la città iberica, sarà impegnata domani alle 20.45 nell'andata dei quarti di finale di Champions League: il 'Ninja' ha voluto rilasciare qualche battuta ai cronisti presenti per tranquillizzare i tifosi. Eusebio Di Francesco ha inserito il belga nella lista dei convocati, insieme a Lorenzo Pellegrini. Escluso, invece, Cengiz Ünder che resta nella Capitale. In attesa dell'imbarco per il volo anche Francesco : lo storico capitano, neo dirigente giallorosso, viaggia al seguito della squadra come ormai consuetudine.