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Calciomercato

Calciomercato Roma, i Friedkin vogliono tenere Lukaku: possibile scambio con Abraham

La Roma vuole tenere Romelu Lukaku. L’attaccante belga, attualmente in prestito, con 8 gol in 11 gare sta trascinando i giallorossi. Come riporta calciomercato.com, i Friedkin vogliono confermare l’ex Inter in rosa anche la prossima stagione e l’ipotesi di uno scambio con Abraham potrebbe diventare realtà. Il club capitolino considera Tammy un patrimonio che può essere sacrificato sull’altare del mercato dinanzi a un’offerta ritenuta adeguata al valore del giocatore.

Pinto valuta Abraham circa 52 milioni di euro. Il Chelsea è alla ricerca di un grande numero 9, sogna Osimhen e osserva anche altri profili in giro per l’Europa. Resta da capire se il club londinese sia realmente interessato a riportare a casa il classe 97′. La certezza è che la Roma vuole costruire il futuro con Lukaku al centro del progetto ed è pronta a fare anche dei sacrifici importanti sul mercato per riuscire ad acquistarne il cartellino dal Chelsea.

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Interviste

Materazzi: ”Lukaku deve spiegare, gli interisti sono in attesa”

Marco Materazzi, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato di Inter-Roma e della situazione legata a Romelu Lukaku. Di seguito le dichiarazione dell’ex difensore nerazzurro.

È il silenzio che non viene perdonato a Lukaku.
«Il silenzio e i suoi tempi. Dice che quando parlerà si capiranno tante cose: speriamo, ma noi tifosi interisti stiamo ancora aspettando. Io, se avessi fatto una scelta come la sua, avrei già avuto bisogno di spiegare. E avrei spiegato, da un pezzo».

Dunque ci ricorda cosa Mourinho le disse all’orecchio in campo, la sera del 22 maggio 2010?
«Marco, eri in campo nella puta finale del Mondiale e sei in campo in questa puta finale di Champions. Ci ho provato per l’ultima volta, con la maglia in bocca per non far capire cosa gli stavo dicendo: ‘Resta, nessuno ti amerà come è successo nella nostra famiglia’».

Secondo lei Mourinho è stato mai più amato come all’Inter?
«Non sono nessuno per dirlo. Al massimo posso dire che probabilmente non è stato più amato in quel modo. Perché quei due anni sono stati una storia unica: non per forza migliore di altre, ma unica. E forse irripetibile».

Ci dice in poche parole cosa c’è di irripetibile in Mourinho?
«Le dico cosa è sicuramente ‘da Mourinho’. La capacità di saper essere tutto: allenatore, padre di famiglia, amico con cui puoi scherzare, ma che si incazza se non ti comporti da amico. Di creare empatia. Affrontava a brutto muso soprattutto quelli forti di carattere. Di non accettare compromessi. Di toccare i tasti giusti: i tuoi, quelli più profondi, e soprattutto quelli dei ‘nemici’. E di moltiplicare le energie, fino a farti sentire forte, più forte di tutti. Può bastare?».

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Rassegna stampa

Stop dalla Questura: salta la protesta ultras per il ritorno di Lukaku

Non ci sarà l’assordante rumore di 30mila fischietti ad accompagnare Inter-Roma. Come riporta La Gazzetta dello Sport, lo ha deciso il questore di Milano, Petronzi. I controlli saranno più rigidi del solito all’ingresso dello stadio per evitare che vengano introdotti i fischietti. Ieri mattina si era riunito il GOS, Gruppo Operativo di Sicurezza con, tra gli altri, un funzionario di polizia, gli addetti alla sicurezza dei due club e i rispettivi SLO, ovvero i dirigenti che hanno il compito di tenere il contatto con la tifoseria organizzata.

È stata richiesta una foto dei fischietti per verificare che non fossero di ferro e quindi potenzialmente pericolosi: erano di plastica. A quel punto è stato dato un ok all’iniziativa. La Roma sostiene ufficialmente di non aver fatto passi ufficiali per cambiare la decisione, ma fonti istituzionali sostengono che nel pomeriggio sarebbe arrivata una Pec giallorossa alle prefetture e alle questure di Roma e Milano con in copia gli ufficiali FIGC e la procura federale. Si sarebbe fatto riferimento a un passaggio dell’articolo 62 delle norme interne federali sulla tutela dell’ordine pubblico, in base al quale vanno presi “tutti i provvedimenti idonei ad impedire che lo svolgimento di gara sia disturbato dal suono di strumenti che rechino molestia”. Accolta la segnalazione, il questore avrebbe cambiato in seguito la decisione.

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Rassegna stampa

Lukaku superstar ha rialzato la Roma, ma l’addio è possibile

Alla luce della stagione straordinaria che Lukaku sta compiendo, difficile sorprendersi che l’interesse intorno al cannoniere stia tornando a lievitare. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la Roma dei Friedkin che – tra ingaggio, commissioni e prestito oneroso – ha speso circa venti milioni per averlo una sola stagione. Il motivo è chiaro: andare in Champions.

E se accadrà, sarà proprio grazie a Big Rom, i cui numeri potete vedere accanto, senza contare le reti segnate con la sua nazionale in questo spicchio di stagione: tre in tre partite. Perciò i suoi manager si stanno già fregando le mani, visto che in estate – quando scadrà il prestito – si riaprirà per lui sia il ricco mercato della Premier, sia quello ancora più ricco dell’Arabia Saudita. Una sfida che, compiuti i 31 anni, potrebbe anche accettare.

Una cosa però è certa: a Roma si sta trovando molto bene, anche se sa come la clausola di rescissione da circa 40 milioni che il Chelsea (proprietario del suo cartellino) ha posto, è impegnativa. Soprattutto se non arrivasse la qualificazione in Champions. D’altronde, lo stesso g.m. Pinto ha detto: “Come farei a convincere giocatori come Lukaku a venire se non avessimo quell’obiettivo?“. Vero, e proprio per questo le variabili possono essere molte, prima fra tutte il possibile addio di Mourinho.

Come sorprendersi per il fatto che gli arabi sono pronti a fare follie per lui? La risposta, per ora, è una porta socchiusa: “Onorato dell’interesse dell’Al Hilal, ma non sono stato completamente convinto. Sono il più grande club del Medio Oriente e il campionato saudita diventerà uno dei più grandi al mondo, ma non volevo ancora lasciare l’Europa”. Occhio alla parola “ancora”. Presto potrebbe fare tutta la differenza del mondo.

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APPROFONDIMENTI

Roma, da Lukaku ad Azmoun: tra le big nessuna campagna acquisti ha partecipato a più gol in Serie A

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – ”Il calciomercato fatto da Pinto non è all’altezza della Roma di Mourinho”. Tra radio e social il pensiero dominante è quello di una campagna acquisti insufficiente per fare il salto di qualità nella terza stagione con lo Special One sulla panchina giallorossa. Gli arrivi di Lukaku, Azmoun, Paredes, Renato Sanches, Aouar, Kristensesn, Ndicka e la conferma di Llorente non hanno convinto gran parte della tifoseria. Il ritardo nell’effettuare la maggior parte degli acquisti ha incisivo negativamente soprattutto nelle prime gare stagionali. Ma dopo 8 giornate qual è stato il rendimento dei nuovi arrivati? Tra le squadre più competitive della Serie A, c’è una campagna acquisti che ha inciso maggiormente rispetto alle altre? Numeri alla mano, la risposta stupirà i più scettici suoi nuovi arrivi giallorossi.

Da Lukaku a Paredes, 13 partecipazioni al gol: tra le big nessuna campagna acquisti ha inciso di più in Serie A

”Dal punto di vista individuale non è responsabilità dei ragazzi arrivati, ma di chi sta qui fargli capire come giocare”. Dopo Roma-Frosinone, Mourinho si è espresso così a chi gli chiedeva delle difficoltà di Evan Ndicka. Il discorso poi è stato generalizzato anche ad altri calciatori come Aouar che ”ha bisogno di tempo, perché con la palla è bravo, ma senza è tutto diverso”.

Malgrado i problemi fisici e di inserimento, i nuovi acquisti giallorossi, tra le big del campionato, sono quelli che hanno partecipato a più gol. Nessuno ha fatto meglio di Lukaku (5), Paredes (3), Aouar (2), Renato Sanches (1), Kristensen (1) e Llorente (1). I nuovi acquisti, infatti, hanno partecipato a 13 gol: 8 reti e 5 assist totali. Tra le big, solo Inter e Milan fanno registrare gli stessi numeri. Thuram (9), Arnautovic (1), Cuadrado (1), Frattesi (1) e Carlos Augusto (1) si fermano a un contributo pari a 13 reti totali: 3 gol e 10 assist. Anche i nuovi acquisti del Milan non vanno oltre a tale cifra (7 reti e 6 passaggi vincenti): Pulisic (5), Loftus-Cheek (3), Reijnders(2), Okafor (2) e Musah (1).

Dati che dovrebbero far riflettere sulle qualità dei calciatori acquistati nel corso dell’ultima sessione di mercato da parte della Roma, soprattutto in virtù delle difficoltà che molti dei nuovi hanno trovato. Malgrado tutto, infatti, nessuna campagna acquisti tra le big della Serie A, è stata più determinante in termini di partecipazione al gol. Azmoun ha disputato solo 19 minuti, Aouar 251, Renato Sanches 70, Paredes sta entrando progressivamente in forma, Ndicka sembra assumere maggior sicurezza dopo un inizio con molte difficoltà, Llorente si prepara a tornare dopo la sosta, Kristensen ha mostrato alcuni limiti ma si sta adattando al calcio italiano e infine c’è Lukaku che è una macchina da gol.

Le potenzialità del mercato giallorosso sono ancora inespresse e nonostante le mille difficoltà che i nuovi hanno trovato, nelle prime 8 giornate di Serie A, non c’è stata una campagna acquisti che è risultata più determinante. La scalata della classifica da parte degli uomini di José Mourinho passerà anche dal contributo che dovranno dare i nuovi arrivi.

A seguire, le campagne acquisti più incisive per quanto concerne la partecipazione al gol.

Roma (13): Lukaku 5 gol, Paredes 3 assist, Aouar 2 gol, Renato Sanches 1 gol, Kristensen 1 assist, Llorente 1 assist

Inter (13): Thuram 2 gol e 7 assist, Arnautovic 1 assist, Cuadrado 1 assist, Frattesi 1 gol, Carlos Augusto 1 assist

Milan (13): Pulisic 4 gol e 1 assist, Reijnders 2 assist, Loftus-Cheek 1gol, 1 assist e un rigore procurato, Okafor 2 gol, Musah 1 assist

Atalanta (7): De Ketelaere 1 gol e 2 assist, Scamacca 2 gol, Kolasinac 1 gol, Adopo 1 assist

Fiorentina (5): Nzola 1 gol e 1 assist, Beltran 1 assist, Arthur 1 assist, Parisi 1 assist

Lazio (4): Kamada 1 gol e 1 assist, Castellanos 1 gol e 1 assist

Juventus (4): Milik 2 gol e 1 assist, Cambiaso 1 assist

Napoli (1): Cajuste 1 assist

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NEWS

Lukaku: ”Ringrazio Nainggolan per aver dato il contatto alla Roma. Se dicessi cosa è accaduto in estate rimarrebbero tutti scioccati”

Romelu Lukaku, in conferenza stampa dal ritiro del Belgio, ha parlato della sua estate turbolenta e del suo trasferimento alla Roma. Di seguito le sue parole: “La maggior parte delle persone in sala mi conoscono. Sapete che non mi piace girare intorno ad un argomento. Parlerò per tempo, ma se dicessi davvero come è andata l’estate scorsa, tutti rimarrebbero scioccati. Ci sono stati momenti in cui ho pensato davvero di poter esplodere, cinque anni fa probabilmente lo avrei fatto. Ora mi sono concentrato su quello che so fare meglio: giocare a calcio. Ho lavorato duro tutta l’estate. Devo ringraziare anche Radja Nainggolan per aver dato il contatto alla Roma”.

L’interesse dell’Al-Hilal?
“Sono stato onorato di questo interesse, ma dopo le conversazioni non ero del tutto convinto. Sono il club più grande del Medio Oriente e il campionato lì diventerà uno dei più grandi al mondo, ma non volevo ancora lasciare l’Europa”.

Cosa rappresenta per te giocare per il Belgio?
“Giocare per la nazionale è speciale. All’inizio avevo difficoltà, ma ora non vedo l’ora di fare grandi cose qui. Tedesco? È molto diretto e sa quello che vuole. Anche il gruppo lavora duro, quindi le cose stanno andando abbastanza bene con il nuovo ct”.

Le occasioni mancate nella finale di Champions League?
“Ero un po’ a disagio, la mia mente era fuori posto per quello che era successo nei giorni prima. Di questo parlerò più avanti”.

Cosa è successo questa estate?
“Sapevo perfettamente cosa sarebbe successo quest’estate. C’erano alcuni club in cui sicuramente non sarei andato. Alla fine bisogna anche soppesare quello che è successo a livello calcistico e personale negli ultimi anni ed è per questo che ho fatto la mia scelta. Non parlo molto fuori dal campo, non è nel mio stile. Preferisco parlare sul campo, ma a volte è anche bello dire alla gente cosa è successo e cosa no. Penso che un giorno lo farò. Perché non adesso? Perché voglio concentrarmi sul calcio. Quando dico delle cose, queste vengono prese fuori contesto e io non voglio che accada. Voglio mantenere il giusto profilo ora che sono in forma”.

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APPROFONDIMENTI

Cinismo Roma, la squadra segna più di quanto è atteso: prima volta dall’era Mourinho

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma chiude il tour de force (7 gare in 21 giorni) prima della sosta con una vittoria eloquente in casa del Cagliari: 4-1 e terzo trionfo consecutivo in tutte le competizioni. I giallorossi dopo 8 giornate hanno il secondo attacco del campionato (19 reti, solo l’Inter ha fatto meglio con 21). Un dato inconsueto, poiché, nel biennio precedente la squadra di Mourinho ha faticato molto a segnare: 50 gol (quarto peggior rendimento della Roma in un campionato a 20 squadre) la scorsa stagione e 59 nel 2021-2022. ”Non è un problema di qualità, ma di profilo dei giocatori” dichiarò lo Special One durante il suo primo anno nella Capitale quando il reparto offensivo era composto da Shomurodov, Felix, Abraham, Zaniolo, Carles Perez ed El Shaarawy.

L’attacco della Roma è mutato nei giocatori e nei numeri. Il tecnico portoghese, infatti, ora può affidarsi a un reparto composto da Lukaku, Dybala, Belotti, Azmoun ed El Shaarawy (oltre 800 reti con i club). Il profilo dei calciatori è cambiato e anche i numeri sottolineano tale variazione. I giallorossi, infatti, nelle prime 8 giornate di Serie A, dopo la Fiorentina, sono stati la squadra più cinica del torneo.

I numeri della mutazione dell’attacco della Roma

La Roma è tornata a essere trascinata dai suoi attaccanti. L’arrivo di Lukaku, la metamorfosi di Belotti e la qualità di Paulo Dybala hanno fatto tornare il sole in un reparto che nell’ultima stagione brancolava nel buio. I giallorossi, in questo inizio di stagione, hanno segnato 19 gol malgrado avrebbero dovuto realizzarne 12. In Serie A, solo la Fiorentina è stata più cinica della Roma: 18 reti effettuate a dispetto delle 9 attese.

La squadra di Mourinho in queste prime 8 giornate di campionato ha segnato un gol (19) ogni 2 tiri in porta (37). I giallorossi per la prima volta dall’arrivo dello Special One stanno realizzando più reti rispetto a quelle attese. Il trend, nel biennio precedente, infatti, è stato completamente diverso. La Roma la scorsa stagione ha segnato solo 50 gol rispetto ai 57 attesi ed è stata la terza formazione del campionato con il differenziale negativo maggiore (1° Sampdoria e 2° Spezia entrambe retrocesse). Nel 2021-2022 i giallorossi hanno fatto peggio solo del Genoa (-10): 65 gol attesi e 59 reti effettuate (-6).

Numeri alla mano, la freddezza di Lukaku e Belotti sta facendo la differenza. L’attaccante belga ha calciato 7 volte in porta segnando 5 gol e l’ex Torino ha effettuato 5 tiri nello specchio effettuando 3 reti. Cinismo. Parola sconosciuta alla versioni peggiori di Abraham e Belotti viste la scorsa stagione. L’attaccante inglese segnò solo 8 gol nonostante i 30 tiri in porta mentre il Gallo non riuscì mai a superare il portiere avversario malgrado i 9 tiri nello specchio. Mourinho è pronto ad affidarsi al suo attacco a 5 stelle, di cui solo 2 particolarmente brillanti, per raggiungere la Champions League: Lukaku, Belotti, Dybala, Azmoun ed El Shaarawy.

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Interviste

Lukaku: ”Tanta gente ha parlato di me, io dimostro sul campo. Mou? Rapporto speciale”

La Roma cala il poker in casa del Cagliari: all’Unipol Domus finisce 4-1 per i giallorossi grazie alla doppietta di Lukaku e ai gol di Aouar e Belotti. Dopo la gara, l’attaccante belga ha parlato ai microfoni di DAZN. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sei partito alla grande in Serie A, segni quasi un gol a partita. Questa è già la Roma di Lukaku?

“No, la Roma è la Roma. Come ho detto già, siamo una squadra, dobbiamo migliorare. Siamo in una situazione difficile. Vogliamo far meglio, dobbiamo far meglio, per i nostri tifosi, per la città, abbiamo un popolo intero dietro di noi. Sono contento per questa vittoria”.

Si è parlato di una forma da recuperare con il tempo, invece hai impattato subito alla grande in questo nuovo Club. Qual è il segreto?

“Sono un professionista. In estate tanta gente ha parlato su di me. Io non parlo, dimostro in campo quello che devo fare per la squadra. Siamo felici di aver vinto, dobbiamo continuare così”.

Con Dybala sembrate già una coppia perfetta. Quanto ti stai trovando bene con questo giocatore?

“Benissimo, veramente benissimo. Ho avuto la fortuna di giocare con grandi calciatori da quando sono arrivato in Italia. Paulo è un giocatore che aiuta la squadra, che mi aiuta tanto. Peccato che si è fatto male oggi. Mi auguro che possa recuperare presto perché è il giocatore più importante della nostra rosa”.

Quanto è stato importante Mourinho nella tua scelta di venire a Roma e nella tua esplosione immediata qui.

“Con il mister abbiamo una relazione molto speciale. Conosce la mia famiglia, conosce i miei figli, ho fiducia in lui, lui ha fiducia in me. Ma è anche duro quando c’è da esserlo, come anche altri allenatori che ho avuto, questa è l’unica maniera per far crescere i giocatori”.

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Roma-Servette, probabile formazione: tornano Zalewski e Aouar. In attacco Lukaku e Belotti

La Roma domani alle 21:00 ospiterà il Servette in uno stadio Olimpico ancora una volta tutto esaurito. Mourinho è stato chiaro in conferenza stampa: ‘Qualche cambio si farà ma non sarà turnover totale perché vogliamo vincere la partita”. Il tecnico portoghese successivamente ai microfoni di Sky ha confermato anche la presenza di Lukaku dal primo minuto. Di seguito la probabile formazione dei giallorossi.

Probabile formazione: Svilar, Celik, Mancini, Ndicka; Zalewski, Bove, Cristante, Aouar, El Shaarawy; Belotti, Lukaku

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Interviste

Mourinho: ”Domani gioca Lukaku. Ndicka ha bisogno di imparare a giocare con noi”

José Mourinho, dopo aver parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Servette, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue parole.

Il significato di questa partita contro il Servette?
“Cercare il primo obiettivo di questa competizione, che è quello di qualificarci. Il secondo è arrivare primi, ma ora l’obiettivo è qualificarci. I tre punti fuori casa ci hanno dato un po’ di fiducia, la gara in casa va vinta per metterci in buone condizioni per qualificarci. Loro hanno perso con lo Slavia ma hanno fatto una buona qualificazione Champions, sono quasi andati ai gironi. Sono organizzati, l’allenatore lo conosco perché l’ho affrontato con lo Utd, è organizzato e le sue squadre hanno identità chiara. Non sarà facile ma vogliamo vincere”

Che tipo di gestione verrà fatta con Lukaku?
“Nessuna gestione. Dobbiamo gestire i giocatori con una storia clinica più complessa, con i giocatori che soffrono le tante partite, io mi fido dei feedback dei giocatori e delle loro sensazioni. Lukaku dice che ha bisogno di lavorare e per lui vuol dire giocare. Dobbiamo partire con Romelu e lui è molto felice di farlo”

C’è il problema numerico in difesa, la scelta di Cristante è la più affidabile?
“Abbiamo provato prima del Frosinone con altri giocatori lì e non c’è quella stabilità che volevamo, c’è già Ndicka che è un ragazzo che ha bisogno di imparare a giocare con noi, giocare con lui più un giocatore che non è un difensore diventa troppo complesso. Ci siamo fidati di Bryan e di far giocare Bove con Paredes, dobbiamo aspettare che Smalling e Llorente tornino”.

Sapete come si fa ad arrivare fino in fondo, ci vuole tanta energia…
“Lunghissima. Non solo questa competizione, anche la stagione. L’anno scorso abbiamo fatto due partite extra perché eravamo finiti secondi nel girone. Il primo obiettivo è qualificarci, poi finire primi ed evitare queste due gare di playoff. Pensare ora alla finale è prematuro, adesso pensiamo solo partita per partita”.