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Calciomercato Roma: suggestione Conte in caso di addio di Mourinho

È iniziata male la terza stagione di José Mourinho sulla panchina della Roma. Lo Special One, infatti, ha raccolto solo 5 punti in altrettante gare malgrado un calendario abbastanza agevole. Come riporta Tuttomercatoweb, questo per i Friedkin rappresenta un anno chiave per la proprietà che ha ribadito scelte triennali. Tutti sono legati ai risultati e quindi in bilico. In caso di addio di José Mourinho il primo nome che verrebbe sondato sarebbe quello di Antonio Conte.

È un’opzione per chiunque anche se è difficile che possa tornare in club già allenati come Juventus e Inter. I Friedkin comunque sceglieranno un tecnico al top, come nome e come vittorie, come fatto con Mourinho. Tutto dipenderà dai risultati, in primis, poi dalla voglia del portoghese di rimanere. Ben sapendo che tre anni fa sembrava Sarri il prescelto, salvo poi – con un coup de theatre – virare sullo Special One.

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Roma, maggior possesso palla e pressione alta ma più gol subiti: i numeri di una mutazione incompleta

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La terza versione della Roma di Mourinho fatica a prendere velocità. I giallorossi, infatti, hanno raccolto solo 5 punti in altrettante partite. Lo Special One in estate ha lavorato su principi diversi rispetto a quelli attuati nel biennio precedente: costruzione dal basso più qualitativa e maggior pressing in fase di non possesso. I numeri delle prime giornate di campionato confermano tale cambiamento, ma la Roma incassa molti più gol. Alcuni meccanismi da perfezionare, a cui si aggiungono l’assenza di Smalling e il lento inserimento di Ndicka, sicuramente influiscono su quest’ultimo aspetto. Di fatto i giallorossi in 6 partite stagionali hanno mantenuto la porta inviolata solo contro l’Empoli e hanno subito 8 reti (media 1,33). La scorsa stagione, invece, la formazione di Mourinho ha incassato 38 gol in altrettante gare (media 1). Se i giallorossi dovessero continuare così subiranno circa 12/13 gol in più.

I numeri della mutazione incompleta della Roma

Siamo migliorati tanto dal punto di vista della costruzione dal basso, Paredes dà una qualità diversa alla squadra; Cristante, che adesso gioca in una posizione diversa, mi piace per i suoi inserimenti, ad esempio nell’occasione in cui ha preso il palo”. Ha dichiarato Mourinho dopo il pareggio in casa del Torino. Il tecnico portoghese ha sottolineato gli aspetti sui quali si è concentrato anche in estate: più qualità con il pallone fra i piedi, maggior pressing e più inserimenti dei centrocampisti che contribuiscono così alla manovra offensiva.

I numeri ci delineano la mutazione incompleta della Roma. Partendo dal pressing, emergono le differenze rispetto alla scorsa stagione. Un anno fa, infatti, i giallorossi erano 13°esimi nella speciale classifica che quantifica il numero di passaggi della squadra avversaria prima di un recupero palla (13,78). Nel corso di queste prime 5 giornate di campionato, invece, la formazione di Mourinho è 4° con circa due passaggi in meno consentiti agli avversari (12,15).

Analizzando il possesso palla, si palesano altre divergenze rispetto ad un anno fa. I giallorossi, infatti, solo contro il Milan hanno avuto un dominio del campo minore rispetto all’avversario (43% vs 57%). Nelle altre 4 gare (80%) di campionato, invece, hanno sempre mantenuto una percentuale di possesso palla maggiore: Salernitana 60% vs 40%, Verona 28 vs 72%, Empoli 53% vs 47 e Torino 42% vs 58%.

La scorsa stagione, invece, i giallorossi solo in 13 gare su 38 (34%) mantennero maggiormente il pallone rispetto agli avversari. Ciò che accomuna le due annate, però, sono i gol subiti quando la squadra ha cercato o è stata costretta a giocare di più il pallone. La media di reti incassate, infatti, è la stessa: 1,40 nel corso di questa stagione e 1,38 durante le 13 gare sopra citate.

Mourinho, quindi, deve perfezionare i meccanismi che si innescano quando la squadra ha un possesso palla maggiore rispetto all’avversario e un baricentro più alto. Numeri alla mano, la mutazione della Roma è iniziata ma va perfezionata velocemente altrimenti si rischia di non centrare gli obiettivi stagionali. Le qualità e l’esperienza dell’allenatore ci sono, quello che progressivamente viene meno è il tempo.

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Roma, ora bisogna correre: dal 2000-2001 solo 6 squadre tra le prime 4 dopo 5 punti in altrettante gare

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) Zapata risponde a Lukaku e la Roma pareggia 1-1 contro il Torino. I giallorossi, dopo la vittoria contro l’Empoli, rallentano nuovamente. Alla quinta giornata di campionato la classifica è impietosa: 5 punti in altrettante gare. Mourinho ha consigliato di non osservarla: ”Se guardi la classifica oggi non ti piace, ma è meglio non guardarla, perché non è veritiera. Se la guardi a dicembre o a gennaio non ci saranno delle squadre che oggi sono nelle zone alte e noi non saremo sicuramente dove siamo oggi”. Lo Special One è consapevole del fatto che ci sono ancora 99 punti a disposizione ma è arrivato il momento di premere il piede sull’acceleratore altrimenti sarà impossibile partecipare alla prossima Champions League. Dalla stagione 2000-2001, infatti, solo 6 squadre che hanno raccolto massimo 5 punti in altrettante partite sono arrivate a fine campionato tra le prime 4.

Roma, vietato sbagliare: Genoa, Frosinone, Cagliari e Monza per trovare continuità

La Roma dall’arrivo di Mourinho non ha mai vinto 4 partite consecutive. Per i giallorossi, però, è arrivato il momento di accelerare e fare uno strappo a questa regola che limita fortemente le ambizioni della squadra. Il calendario potrebbe agevolare la formazione dello Special One: Genoa, Frosinone, Cagliari e Monza non rappresentano degli ostacoli insormontabili. La Roma per colmare il gap di 5 punti dalla quarta posizione occupata dalla Juventus e i 10 dall’Inter capolista, ha l’esigenza di trovare la grande assente delle ultime stagioni: la continuità.

Dal 2000-2001, solo Udinese, Atalanta e Juventus, due volte ciascuna, sono arrivate tra le prime 4 dopo aver raccolto al massimo 5 punti in altrettante partite. I friulani nel 2010-2011 (66 punti finali), e i nerazzurri nel 2016-2017 (72 punti), nonostante racimolarono appena un pareggio, riuscirono a centrare la Champions League. La Juventus nel 2015-2016 (5 punti) riuscì addirittura a vincere il campionato. Precedenti rari di cui Mourinho è a conoscenza che testimoniano come sia possibile invertire la rotta che attualmente porterebbe alla mediocrità delle ultime stagioni. La Roma, però, nell’epoca dei 3 punti (dal 94-95), quando ne ha raccolti solo 5 in altrettante gare, non è mai riuscita a cambiare strada: 5° posto nel 1996-97, 8° posizione nel 2004-2005 e 6° posto nel 2010-2011 e nel 2018-2019. Ora spetta a Mourinho fare uno strappo alla regola.

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Zaniolo: ”Voglio il meglio per i tifosi della Roma. Mourinho? È una grande persona, siamo ancora in contatto”

Nicolò Zaniolo ha rilasciato un’intervista al Daily Mail nella quale ha parlato anche della sua esperienza alla Roma. Di seguito le dichiarazione dell’attaccante in forza all’Aston Villa.

La vittoria in Conference League?
“È stata una giornata fantastica, unica. Segnare l’unico gol è stata un’emozione incredibile. È stato il primo trofeo che ho vinto in carriera e lo porterò sempre nel cuore. Sarà sempre un ricordo meraviglioso. In questa stagione l’Aston Villa è uno dei principali candidati alla vittoria della competizione. Non sarà facile, perché ci sono tante squadre molto brave e organizzate ed è sempre difficile giocare fuori casa, ma siamo un’ottima squadra e vogliamo alzare questo trofeo importante. Se facciamo quello di cui siamo capaci in questa stagione, possiamo rendere i nostri tifosi molto felici”.

L’addio alla Roma?
“Ci saranno sempre momenti difficili nella vita ed è importante rimanere uniti a chi ti sta vicino e darsi forza a vicenda. Ma preferirei tenere per me le questioni familiari e non parlare del mio stato d’animo in quel periodo (il riferimento è all’inseguimento a Casal Palocco e alle successive minacce, ndr). Ho ricordi meravigliosi di Roma e della Roma fin dal mio primo giorno lì, ma le cose nella vita hanno un inizio e una fine. Purtroppo la fine è avvenuta a gennaio, ma non voglio altro che il meglio per i tifosi giallorossi e ho amato i colori della Roma. Adesso sono all’Aston Villa, mi trovo bene, sono tornato in Nazionale e ho riscoperto il piacere di giocare con la maglia azzurra. Ritornare al passato per me non è positivo, perché è finito”.

Mourinho?
“È una grande persona. Lo rispetto moltissimo e mi ha insegnato moltissimo. Devo ringraziarlo per tutte le volte che mi ha scelto e ha riposto la sua fiducia. Ogni tanto ci sentiamo, siamo ancora in contatto”.

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Pellegatti (ag.Azmoun): ”L’obiettivo è restare a Roma. Ha preferito i giallorossi alla Premier per Mourinho”

L’agente di Azmoun è intervenuto ai microfoni di Sportitalia e ha parlato dell’arrivo a Roma del suo assistito. Di seguito le dichiarazioni di Andrea Pellegatti.

Con che spirito affronta questa stagione in Italia Azmoun? “Essendoci il diritto di riscatto, l’obiettivo del ragazzo è quello di fare bene per poi restare a Roma. Si è subito ben immerso nell’ambiente, con i compagni, l’allenatore e la società. Ha sempre sognato di essere allenato da Mourinho. È stato un traguardo importante. Sta a lui ora rilanciarsi dopo una stagione difficile, ma sicuramente la società gli ha messo a disposizione tutto ciò che è necessario affinché possa fare bene. La Roma gioca spesso con il 3-5-2, lui è un giocatore polivalente che può giocare sia come numero 9, che coesistere con Lukaku giocando più arretrato. Così come può coesistere con Dybala ed anche con Belotti, Abraham ed El Shaarawy. Il contesto tattico lo aiuta”.

Mi parlava di Mourinho: che peso ha avuto nella sua scelta, la sua presenza in panchina?

“Come dicevo è sempre stato un sogno per lui essere allenato dal tecnico portoghese. La Roma è un grandissimo club ed il ragazzo ha sempre amato l’Italia. Ma il fattore Mourinho ha fatto sì che lui propendesse di più per i giallorossi nonostante il fatto che all’estero, soprattutto in Inghilterra, ci fossero squadre che avevano preso informazioni su di lui. Che a quelle condizioni era un’opportunità di mercato, vista la sua esperienza in Champions League.

L’acquisto di Lukaku è arrivato quasi a sorpresa sul finire del mercato. Lo è stata anche per voi? “L’arrivo di Romelu è sicuramente una cosa positiva per lui, perché alza il livello tecnico e di esperienza della rosa. La Roma dovendo giocare su tre fronti, Europa League, campionato e Coppa Italia, e dovendo schierare due giocatori d’attacco per volta, lo ha preso. Lukaku è un attaccante di spessore che aumenta sia il tasso numerico che qualitativo del reparto”.

Riguardo l’esclusione dalla lista Uefa, cosa commenta? “Non mi permetto mai di entrare nelle scelte del club”.

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Mourinho: ”A Budapest non abbiamo perso. Svilar e Karsdorp titolari. Vogliamo vincere il girone”

Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara di domani in programma alle 18:45 contro lo Sheriff Tiraspol. Di seguito le parole del tecnico portoghese.

Con il doppio centravanti l’anno scorso giocò solo tre partite, nella gestione degli attaccanti quest’anno, è possibile domani vedere Belotti-Lukaku insieme?
“Io non voglio dire chi gioca domani, sicuramente gioca Karsdorp, perchè Kristensen non può giocare, e senza Smalling il nostro quarto difensore è Celik che partirà dalla panchina, con Mancini, Llorente e Ndicka che partiranno dall’inizio. Sui due attaccanti non dico chi gioca, se mi chiedi in generale come questione strategica a me filosoficamente preferisco giocare con due punte, di cui una abbia più creatività, per questo abbiamo giocato Belotti El Sha, Dybala Tammy o Dybala Lukaku, per natura in generale della coppia mi piace di più”

Dopo la finale di Budapest ripartite da zero. Con che spirito si ricomincia da Tiraspol dopo una finale persa? Con quale spirito ripartite? Gioca Svilar?
“E’ una stagione diversa questa, una competizione diversa rispetto allo scorso anno. Continuerò a dire sempre, fino all’ultimo giorno della mia carriera che la finale di Budapest non l’abbiamo persa, ogni volta che mi chiederanno anche dopo la mia carriera che lì non abbiamo perso. Ripartiamo comunque da zero, l’obiettivo oggi è qualificarci alla prossima fase. L’anno scorso iniziammo con una sconfitta e questo ci creò difficoltà nella qualificazione, ma anche di fare i play-off con una squadra di Champions. Dobbiamo cercare di vincere il girone, per questioni strategiche. Svilar? Meriti una risposta perchè sei venuto da Roma e non è facile venire. Gioca Svilar domani, ma perchè nell’ultima partita Rui ha fatto bene, abbiamo vinto 7-0, senza prendere gol. Se avessimo preso gol o avesse ricevuto critiche avrebbe giocato nuovamente Rui”

Lo Sheriff non è una squadra top, è difficile dare un impulso maggiore nel giocare contro la nostra squadra?
“Noi abbiamo rispetto per tutti gli avversari, abbiamo perso due anni fa 6-1 contro il Bodo, scorso anno con il Ludogorets, non è mai facile giocare in Europa, principalmente fuori casa. Giochiamo contro un avversario, un pubblico che verrà, una motivazione speciale per una squadra che vuole qualificarsi alla prossima fase. Giochiamo anche contro la storia, perchè hanno fatto cose incredibili in Champions due anni fa. Non sarà una partita facile. Metterò una formazione forte per questi motivi, con titolari come Ndicka, Llorente, Karsdorp e Mancini. Abbiamo portato con noi anche Mannini e D’Alessio, ma non inizieranno loro ovviamente, non andremo in campo seriamente”

Domani sarà squalificato? E’ un peso per lei e per la squadra? Può essere un problema?
“Certamente è un problema perché non posso comunicare con la squadra, ma stiamo cercando di limitare il problema preparando al meglio la partita, oggi abbiamo fatto un ottimo allenamento e abbiamo preparato tutte le strategie in fase difensiva e quando avremo il pallone. Mi metterò dove indicherà la società dello Sheriff. Ho fiducia nella squadra e nello staff, questo secondo me porterà al successo”

Ogni partita è difficile soprattutto in Europa, a sensazione visto che anche in campionato ci sono squadroni, per raggiungere questa qualificazione in Champions è più facile arrivarci in Italia o in Europa?
“Non lo so onestamente lo scorso anno avevamo tutti noi all’interno la sensazione che si potesse fare in campionato e in Europa, alla 31° giornata eravamo terzi e ai quarti di Europa League, poi abbiamo perso giocatori importanti e siamo andati in difficoltà, abbiamo perso punti in campionato che in condizioni normali non avremmo perso e siamo arrivati in condizioni difficilissime in finale, contro una squadra che aveva le nostre stesse ambizioni. Quest’anno ci sono tre squadre inglesi importanti, c’è il Leverkusen, l’Atalanta, non riesco a dire qual è la strada più facile e non sceglierò nessuna competizione, perchè per me vale sempre la prossima partita”

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Calciomercato

Calciomercato Roma, ipotesi rinnovo per Mourinho: possibili contatti a dicembre

Il contratto di José Mourinho scade il 30 giugno 2024. La stagione in corso, quindi, potrebbe essere l’ultima dello Special One sulla panchina della Roma. Come riporta Calciomercato.com, il tecnico portoghese nella Capitale si trova bene, infatti, per restare il terzo anno di fila ha rinunciato ai soldi arabi.

L’ipotesi rinnovo non è da scartate. Per rimanere più a lungo, però, dovrebbero esserci alcuni cambiamenti: in primis la presenza di almeno un altro dirigente oltre a Pinto in grado di aiutare l’allenatore anche da un punto di vista mediatico. Poi i rinnovi: quello di Dybala e quello possibile del prestito di Lukaku (o il riscatto). Un incontro propedeutico al rinnovo potrebbe esserci a Natale o forse anche prima.

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Primavera, Roma-Frosinone: presenti Mourinho, Nuno Santos, Totti e Pagano

Alle 16:30 è iniziata la gara tra la Roma Primavera e il Frosinone. I ragazzi di Federico Guidi hanno voglia di riscattare la sconfitta a tavolino contro l’Empoli. A seguire il match del Tre Fontane ci sono José Mourinho, Nuno Santos, Francesco Totti (in compagnia della fidanzata Noemi Bocchi e del suo amico storico e socio dell’agenzia CT10Management Giancarlo Pantano), che osserverà da vicino il figlio attualmente in forza al Frosinone, e Cristian Volpato.

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José #Mourinho e Nuno Santos sono arrivati allo stadio Tre Fontane per seguire il match tra #Roma e Frosinone #Primavera1TIM ⚽️

Live in esclusiva su #Sportitalia ???? pic.twitter.com/5kb3BT4ksX— Sportitalia (@tvdellosport) September 18, 2023

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Interviste

Mourinho: ”Pellegrini out, Smalling rischia di non essere convocato. Lukaku e Dybala titolari. Totti? Non ho chiesto nulla”

Josè Mourinho è tornato a parlare in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Empoli. Di seguito le parole dello Special One.

Che squadra si aspetta di fronte?
“L’importante non è la partenza ma la fine, sono sicuro che l’Empoli non è in crisi perché è ultimo, non è quello il loro potenziale e non finiranno così la stagione. Mi aspetto una squadra tranquilla e con ambizione. Abbiamo vinto quattro partite su quattro con loro, ma sono state tutte difficili. Sono una squadra organizzata, che sta giocando in modo diverso, ma può tornare alla base dell’anno scorso. Abbiamo lavorato con rispetto verso loro e con l’ambizione di vincere la prima partita”.

Prima dell’arrivo di Lukaku aveva detto che questa squadra potesse ambire tra il quinto e l’ottavo posto, ora cambia qualcosa? Come sta Smalling?
“Siete sempre negativi, noi siamo più positivi. Smalling è fondamentale per noi, ha una maturità che prima di iniziare a parlare degli errori fatti sa perfettamente analizzare se stesso, è molto facile comunicare con lui. Penso che domani non sarà a disposizione, vediamo l’allenamento odierno, magari torna in extremis per la panchina e per aiutare in caso di necessità, ma c’è grande possibilità che non giochi. Ovviamente è diverso parlare prima e dopo la chiusura del mercato. La Roma ha preso due attaccanti, è praticamente impossibile avere giocatori come Lukaku e Azmoun. Se siamo tutti disponibili e in forma cambia il nostro profilo di squadra. Nelle prime due partite abbiamo giocato con Belotti ed El Shaarawy e non avevamo cambi, nella terza Lukaku ha giocato 15 minuti e adesso vogliamo migliorare. Abbiamo bravi attaccanti, Azmoun è arrivato in una condizione molto difficile dopo l’infortunio e senza allenamenti, ma ha lavorato molto per avvicinarsi a una condizione positiva. Quando Dybala c’è abbiamo sempre un po’ di paura, ma anche con la speranza che possa darci una mano importante. Belotti ed El Shaarawy hanno fatto un grande sacrificio, hanno giocato al limite della stanchezza. Ora siamo positivi, i giocatori sono arrivati l’altro ieri, abbiamo bisogno di allenamenti e partite per migliorare, ma sono contento per i giocatori che sono a disposizione. Piazzamento? Il mio obiettivo è vincere domani e l’altro obiettivo sarà vincere la prossima. Voglio vincere tutte le partite”.

La Roma ha giocato quasi 110 partite nelle ultime due stagioni, c’è qualche possibilità che alcuni dei giocatori del gruppo storico accusi fatica e tensione in virtù dello sforzo negli ultimi due anni?
“Abbiamo giocato 2 finali europee, il primo anno abbiamo giocato una quindicina di partite, il secondo idem. Non penso che sia un crimine, ma una cosa molto importante per la gioia di una città e per l’autostima dei giocatori e del gruppo. Alla trentesima giornata eravamo terzi l’anno scorso, abbiamo giocato contro il Feyenoord e il Leverkusen e siamo andati in finale, ma ci sono stati gli infortuni di Smalling e Dybala e alcuni giocatori come Matic non potevano giocarle tutte e siamo arrivati stanchi. Dal punto di vista della quantità ne abbiamo meno rispetto all’anno scorso, siamo 20 più i ragazzi della Primavera, che per me non sono un problema ma un’opportunità. Sono felice quando aiuto questi ragazzi e possono diventare importanti per noi. Non abbiamo quantità altissima, ma moltissima qualità. Quando siamo tutti disponibili e in grande forma, e sono convinto che ci arriveremo, penso che siamo una squadra veramente forte. Quando abbiamo dei problemi dobbiamo essere tranquilli ed equilibrati. Ci servono dei punti però, ne abbiamo fatto uno su 9 e ora vogliamo farne. Siamo consapevoli del potenziale e dei problemi che abbiamo, ma lavoriamo con tranquillità”.

Come stanno gli altri? Dybala e Lukaku quanta autonomia hanno?
“Al momento Pellegrini è fuori, Smalling anche secondo me, ma magari succede qualcosa di positivo nell’ultimo momento. Mancini? Ringrazio Spalletti, ha fatto tanti anni da allenatore di club e ha capito che quando uno è infortunato per la seconda partita lo ha mandato a casa. Lo ha fatto con Mancini, Pellegrini e penso con giocatori di altri club. Questo tipo di sensibilità è positiva per noi. Mancini? Penso che giocherà. Siamo rimasti in 9 a Trigoria, ma 7 erano infortunati. Non siamo andati in vacanza e abbiamo lavorato con Belotti, Azmoun, Svilar, Boer e quelli della Primavera. Noi siamo così e moriremo con questa professionalità. Abbiamo lavorato tutti insieme solamente ieri, ma sono disponibili per giocare. Dobbiamo gestire intelligentemente la gara, prendendo anche qualche rischio, ma saranno tutti convocati. Lukaku non era in una condizione drammatica quando è arrivato, non aveva mai lavorato con la squadra, ma ha lavorato molto da solo e con il Milan ha giocato una ventina di minuti. Sanches e Paredes sono arrivati peggio di Lukaku, Azmoun ancora peggio perché era infortunato. Ora Lukaku sta bene, giocherà titolare e non sarei sorpreso se giocasse 90 minuti. Gli altri vanno gestiti differentemente, Lukaku è quello che sta meglio. Dybala? Gioca, ma non sarà facile per lui giocare 90 minuti. Sta bene fisicamente, vuole giocare e lo farà dall’inizio”.

Parla con Totti della Roma? Lo vorrebbe come dirigente?
“Io sono l’allenatore, non sono nessuno per parlare neanche con un mito del romanismo come lui. Non posso dire ‘Ti voglio, ti offro’. Io con lui parlo di banalità, ‘Come stai? I figli?’. Parliamo di questo. La mia vita sociale a Roma è praticamente inesistente, ma dai pochi contatti che ho Totti è nella Roma, non è mai uscito da qua e non lo farà mai. Tutti i tifosi mi dimostrano l’affetto per lui, per me Francesco è qua. Ma ‘Mourinho ha fatto, Mourinho ha chiesto’ non è vero, non ho fatto niente”.

Spinazzola come sta? Gli esterni non hanno dato molto, state facendo un lavoro specifico o sono le caratteristiche dei calciatori che non permettono di avere tanti bonus?
“Quando un giocatore va in nazionale è sempre preso in considerazione. E’ il sogno di tutti i giocatori, se ti chiedono di fare il magazziniere devi farlo. Spalletti ha preferito Dimarco e Biraghi, Leo deve lavorare di più con noi e fare meglio. Se fa bene con noi tornerà a giocare con la Nazionale. Abbiamo delle opzioni sulle fasce, sono giocatori diversi e hanno bisogno di cose diverse. Dal punto di vista fisico chi sta meglio è Kristensen, ma dal punto di vista tecnico e della fiducia non è al massimo. Karsdorp ha avuto un ritiro difficile con infortuni e con il dubbio della cessione fino all’ultimo giorno, finalmente ora ha trovato l’equilibrio. Zalewski era infortunato, si è allenato per la prima volta ieri. Spinazzola è arrivato molto bene dalla Nazionale. El Shaarawy ha fatto tutti i ruoli. Faranno sicuramente meglio e la crescita della squadra avverrà anche qui. In Europa non avremo Kristensen, ma non sarà un dramma perché abbiamo tanti esterni”.

Dopo la finale di Siviglia ha detto che era stanco di fare tutto lei e dopo il Milan non si è presentato ai microfoni. Questa situazione è sanata? “Ho deciso di non essere in controllo totale della situazione. Non sono perfetto e una cosa è quello che penso di fare e una è quella che farò. Il mio obiettivo è avere 0 giornate di squalifica sia per campo che in conferenza. Se non vado in conferenza è una decisone mia, ma mai per essere nervoso. Ho tante partite e uno come me non è nervoso. Se ce una cosa che non posso cambiare è la mia onestà e la mia incapacità di non dire la mia verità. Quando ho deciso di non andare in conferenza era quella l’intenzione. E’ una sfida per me stesso, cercherò di non avere problemi”.

Pensavo che la Roma affrontasse il Milan in un’altra maniera. Quale è stato il momento della preparazione della partita in cui Mourinho ha deciso di affrontarlo così. C’è stato qualche rimpianto?
“La formula del successo è di non sentire le persone che hanno meno capacità di te stesso, questo è importante. Sentire chi sa più di te o lo staff va bene, ma chi non è mai stato seduto su una panchina vera o chi non ha mai preparato gare di questo livello…”

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Roma-Empoli, domani alle 14:30 Mourinho parlerà in conferenza stampa

Mourinho, dopo il silenzio assordante nel post partita contro il Milan, tornerà a parlare alla vigilia di Roma-Empoli. Lo Special One, infatti, sosterrà la consueta conferenza stampa alle 14:30.