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Infermeria

La Roma recupera Pellegrini: tac negativa, giocherà con un casco protettivo

La Roma recupera Lorenzo Pellegrini. Il capitano giallorosso stamane il si è sottoposto ad una tac che ha dato esito negativo, per cui, il numero 7 è pronto a tornare in campo. Pellegrini si allenerà e giocherà con un casco che proteggerà la ferita ricevuta nella zona fronto-parietale che si sta rimarginando grazie ai 30 punti di sutura

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NEWS

Roma-Juventus, Pellegrini è in dubbio: il capitano giallorosso è stato colpito da un attacco influenzale

Lorenzo Pellegrini rischia di saltare Roma-Juventus. Il capitano giallorosso, come riporta Sky Sport, infatti, nelle ultime ore, ha accusato un leggero attacco influenzale che mette in dubbio la sua presenza per la partita contro i bianconeri. Domani il numero 7 si sottoporrà a un provino decisivo per capire la sua eventuale disponibilità. Mourinho aspetta di conoscere le condizioni di Pellegrini e in caso di forfait è pronto Stephan El Shaarawy.

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Allenamenti

Trigoria, individuale per Dybala, Pellegrini in gruppo. Abraham valuta la possibilità di giocare con una maschera protettiva

La Roma stamane si è allenata a Trigoria. I calciatori che hanno giocato ieri hanno svolto un lavoro di scarico mentre gli altri, compresi i subentrati, hanno lavorato in campo. In vista della gara contro il Salisburgo ci sono novità importanti: Pellegrini ha svolto gli esercizi con il gruppo mentre Dybala, nonostante abbia svolto un allenamento individuale, dovrebbe smaltire il sovraccarico al flessore. Abraham, invece, valuta la possibilità di giocare con una mascherina dopo i problemi che ieri lo hanno costretto a uscire dopo pochi minuti contro il Verona. Durante l’allenamento odierno era presente anche Tiago Pinto.

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Rassegna stampa

Pellegrini c’è. Pericolo giallo per quattro

Tutti meno uno. Ovvero tutti meno Nicolò Zaniolo. Come riporta Il Tempo, Per la trasferta di La Spezia Mourinho potrà contare su tutti gli effettivi a disposizione (meno Wijnaldum, fermo da fine agosto) fatta eccezione per il numero 22, che ha chiesto esplicitamente di non essere convocato per la gara del Picco. Nessuno strascico di influenza o problema fisico, perciò, ma una scelta chiara e precisa.

Ci sarà, con tutta probabilità, invece, capitan Pellegrini. Il colpo subito non è grave, e dopo una settimana di gestione da parte dello staff, partirà con i compagni per chiudere il girone d’andata. Restano da capire le scelte di Mourinho, che senza Zaniolo potrebbe puntare ancora su Pellegrini, come già accaduto contro la Fiorentina.

Ma allo stesso tempo un po’ di prudenza in vista del doppio impegno tra Napoli e Coppa Italia non stupirebbe. Con la presenza del capitano, l’undici che affronterà i bianconeri sarà pressoché lo stesso di quello visto domenica (recuperato anche Zalewski), con il ritorno di Ibanez dalla squalifica al posto di Kumbulla.

C’è l’insidia dei diffidati, che in vista del match del Maradona sono quattro (Mancini, Smalling, Celik, Cristante e Zaniolo), di cui tre nel reparto difensivo, con due centrali su tre a rischio squalifica. Solitamente il tecnico portoghese non fa calcoli, anche perché, calendario alla mano, dare continuità all’ottimo avvio di seconda parte di stagione potrebbe risultare decisivo in ottica classifica.

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Rassegna stampa

Roma e Mourinho, sale la tensione. Pellegrini ok, pronto per la Fiorentina

Ha scelto di nuovo la via del silenzio, José Mourinho, alla vigilia della gara contro la Fiorentina che si giocherà all’Olimpico (di nuovo tutto esaurito) di domani sera. Come riporta il Corriere della Sera, le parole pronunciate nel post partita di Coppa Italia contro il Genoa, arrivate dopo circa due mesi dall’ultima conferenza, hanno creato delle polemiche su vari fronti.

Quello per certi versi più preoccupante riguarda il suo futuro e il rapporto con Tiago Pinto, che recentemente ha dichiarato che la Roma ha una rosa per andare in Champions, e la società. “Al direttore non rispondo, lui fa il direttore e io l’allenatore”. E poi: “Voglio ringraziare il presidente della federazione portoghese, che mi ha detto di essere l’unica scelta. A nessuno deve importare se sono contento o meno, perché io darò sempre il massimo“.

Infine la polemica con Vincent Candela, il quale che nella stessa serata di giovedì ha chiarito con un post sui social: “Non credo che la gente abbia fischiato Zaniolo per le mie dichiarazioni (come aveva lasciato intendere Mou). Mi dispiacerebbe tanto perché chi mi conosce sa che a volte, quando me lo chiedono, posso dire la mia sulla Roma, però sempre con grande rispetto e amore per società, squadra, allenatore e popolo romanista. Non volevo fare polemica, non mi appartiene”. Mourinho non perderà Pellegrini, uscito contro il Genoa per un affaticamento al flessore: gli esami hanno escluso lesioni e il capitano sarà a disposizione.

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NEWS

Pellegrini, sospiro di sollievo: nessuna lesione muscolare

Lorenzo Pellegrini nella gara di ieri contro Genoa è stato sostituito a fine primo tempo per un problema muscolare. Secondo quanto riportato da Sky, il capitano giallorosso stamattina si è sottoposto agli accertamenti clinici che non hanno evidenziato lesioni muscolari. Ottima notizia per Mourinho.

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Interviste

Pellegrini: ”Mou per me è fondamentale. Zaniolo è come un fratello minore”

La Roma si prepara a tornare in campo. Oggi alle 16:30 in un Olimpico tutto esaurito, i giallorossi vogliono inaugurare il 2023 con una vittoria. Il capitano della Roma Lorenzo Pellegrini ha rilasciato un’intervista a DAZN. Ecco le sue parole:

Quale è il tuo primo ricordo della Roma?

”Io non posso non pensare alla mia famiglia e a mio papa. Al di là delle partite che lui mi portava a vedere allo stadio che alla fine quell’anno non furono neanche molte perché poi dopo finì con la vittoria dello scudetto ed era molto impegnativo portarmi allo stadio. Avevo 5 anni e tante volte papà non mi portava. La prima cosa che mi viene in mente è mio papà perché lui viveva la partita a casa come se fosse allo stadio: urlava, era seduto sul divano ma è come se fosse allo stadio. Mia madre ogni tanto gli diceva di non strillare e lui gli rispondeva che avevamo fatto gol”

Ti ha portato a Roma-Parma o era troppo rischioso?

”No non mi portò”.

Gli hai perdonato questa cosa?

”No (ride). Era bello anche solo stare a casa. Dopo mi ricordo che per tutta la città ci furono un sacco di festeggiamenti: bandiere della Roma per 4 mesi attaccate alle macchine. Roma è questa: l’entusiasmo, la passione, la felicità della gente qui si vivono ogni giorno. È una cosa che per me non si vive da nessuna altra parte”.

Ricordi che gol è (prima rete in Serie A con la maglia del Sassuolo)?

”Si è il primo. È a Marassi vincemmo 3-1. L’emozione è grandissima perché trasferirmi non fu facile ma fu una mia decisione. Non essere più il ragazzo della Primavera mi ha fatto tanto bene. I primi mesi al Sassuolo non giocai mai. La prima partita la feci a fine ottobre perché c’erano degli aspetti in cui dovevo migliorare. Ho capito che per giocare ad un certo livello bisognava migliorarsi sotto determinati aspetti: fisici mentali, un po’ tutto. Con il Cagliari, in Coppa Italia, giocai 90 minuti poi rimasi sorpreso di giocare la domenica successiva perché non avevo mai avuto continuità. Mi sentii benissimo e riuscì a segnare anche il primo gol. La maglietta l’ho data a mio Papà perché le perdo tutte quindi quelle importanti le do a lui”.

Pellegrini continua parlando del tecnico che lo fece esordire in Serie A con la maglia della Roma:

”Quell’anno c’era Rudi Garcia e con lui avevo un rapporto eccezionale ci sentiamo spessissimo. È una persona che stimo infinitamente e ovviamente è anche un allenatore top”.

Il capitano della Roma aggiunge:

”Mi vengono attribuite un sacco di cose ma non si dice mai che sono un lavoratore che non lascia niente al caso. Entro a Trigoria consapevole che devo lavorare per me stesso e per dare l’esempio agli altri. Sono molto esigente verso il prossimo”.

Pellegrini sottolinea la differenza tra giocare in Primavera e in Serie A: ”È diverso. Quando sei un giocatore della Primavera e fai il salto in Serie A ti cambia il mondo. Quando hai la possibilità a 18 anni di condividere lo spogliatoio con gente di 33-34 anni e che ha 200 presenze in Serie A ti viene naturale chiederti di più”.

Il 7 giallorosso parla di Totti: ”Con Francesco abbiamo parlato sempre liberamente. Lui per me è Francesco non è una cosa che si può spiegare. Conoscerlo è stato importantissimo perché tante volte mi è stato a fianco, mi ha aiutato. È una persona eccezionale che ha un cuore grande”.

Pellegrini continua: ”Portare la fascia al braccio quando fai gli scalini dell’Olimpico è un brivido, è un’emozione grande. Però finita la partita il giorno dopo devi entrare con la fascia da capitano anche dentro gli spogliatoi, dentro nelle riunioni tecniche. Non ho mai pensato di prendere la maglia numero 10. Primo perché il 7 è il mio numero preferito e poi perché secondo me non avrebbe senso cambiare numero. Alla fine conta quello che fai in campo. Quando vedi la 10 pensi a Francesco, mi piace ed è giusto che sia così”.

Nell’essere capitano di Lorenzo Pellegrini c’è qualcosa che hai visto fare a loro (Totti e De Rossi) e hai fatto tuo?

”Francesco e Daniele sono stati due simboli di Roma e sarà sempre così. Sicuramente la cosa che mi piaceva tanto di Francesco era che quando si entrava in campo li non si parla, però, lui era come se potessi sentirlo. Tutti riconoscevano in lui questa leadership. Questo mi piace tanto perché so che con il mio carattere posso aiutare un mio compagno in difficoltà. A volte le parole non bastano, a me piace più dare l’esempio”.

Pellegrini parla di Zaniolo: ”Con Nicolò ho un rapporto particolare: per me è come un fratello più piccolo. Mi dispiace che tante volte viene fatto passare per quello che non è. È un ragazzo eccezionale, un giocatore straordinario”.

Li hai esultato da solo… (gol di Zaniolo a Tirana contro il Feyenoord)

”Questa è l’unica partita che non ho mai rivisto e non rivedrò mai”.

Perché?

”Perché non c’è bisogno di rivederla, basta che entro a Trigoria e c’è la coppa. Mi ricordo tutto”.

Che effetto ti fa rivedere le immagini di Tirana?

”Mi fa l’effetto che voglio vincere un’altra coppa”.

Pellegrini continua sulla vittoria della Conference League: ”L’abbiamo voluta tanto è stata una cosa sudata perché abbiamo lottato. Era il mio sogno ed bello quando raggiungi i tuoi sogni. Io sono uno ambizioso che sa per cosa lavora. Non vengo qui a Trigoria ad allenarmi e poi vado a casa. Anche a casa penso tutti i giorni a cosa posso fare meglio nella Roma”.

Nella mentalità di Pellegrini, Mourinho che posto occupa?
“Occupa il primo posto. Per me è stato fondamentale, mi ha insegnato delle cose che non avrei mai pensato. La cosa che mi piace di più è che a lui non gli basta mai. Se non vince il prossimo trofeo sta male. Se non vince domenica sta male. Ti fa esprimere al cento per cento e ti fa percepire la passione di una persona che ha vinto tutto e ha ancora voglia di vincere una partita. Abbiamo vissuto solo una finale con lui e non si parlava di altro che vincere”.

C’è una volta in cui ti ha sorpreso?

“Tante volte, in realtà. Qui quando non si vince c’è un’aria di chi non ha vinto, chi non dà peso alla vittoria o alla sconfitta non può stare qui. Una volta, dopo una gara non vinta, entrò nello spogliatoio e disse di essere molto soddisfatto. Disse che, nonostante fossero passate poche settimane, sentiva che c’era un feeling importante e che ci saremmo tolti una soddisfazione a fine anno”.

Le punizioni?
“Nei primi anni qui, mi sono allenato con Kolarov ed era incredibile. Mi aiutò tanto, a lui non piaceva la mia rincorsa e l’ho modificata per seguire il suo consiglio. Contro il Cagliari, mi veniva da ridere perché tutti mi dicevano perché continuassi a tirare le punizioni. Sono migliorato e contro il Cagliari è stata una liberazione. Ora quando c’è una punizione mi sento in obbligo di fare bene, di fare gol”.

Il gol di tacco contro l’Hellas il più bel gol della tua carriera?

“Sì, anche la punizione nel derby contro la Lazio. Il primo contro i biancocelesti è però quello a cui sono maggiormente affezionato. Era un brutto periodo, penso che fossimo in ritiro e quel gol ha cambiato tante cose”.

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APPROFONDIMENTI

La Roma che non è stata ma potrà essere: con i fantastici 4, i giallorossi hanno sempre vinto

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Tra due giorni la Roma tornerà in campo e giocherà una partita ufficiale. La Serie A, infatti, scalda i motori per una seconda parte di stagione che si prospetta spumeggiante. I giallorossi il 4 gennaio alle 16.30, in un Olimpico tutto esaurito, affronteranno il Bologna di Thiago Motta. Mourinho finalmente avrà a disposizione tutti i calciatori migliori e non sarà vincolato dalle assenze. L’ultima gara in cui il tecnico portoghese avrebbe potuto servirsi della qualità dei fantastici quattro risale al 9 ottobre: Roma-Lecce 2-1. In quell’occasione Mourinho decise di non schierare Abraham, Dybala, Zaniolo e Pellegrini contemporaneamente ma per la sfida contro il Bologna un pensiero ce lo sta facendo.

Tra amichevoli e gare ufficiali solo 239 minuti con i fantastici 4 in campo

La Roma che sarebbe potuta essere ma non è stata. Probabilmente uno dei rimpianti più grandi di questa prima parte di stagione. I giallorossi, infatti, raramente hanno avuto a disposizione contemporaneamente la qualità di Abraham, Dybala, Zaniolo e Pellegrini. I fantastici 4, considerando anche le amichevoli precampionato, hanno giocato solo 239 minuti. Il risultato è stato sempre lo stesso: vittoria e 0 gol subiti. La gara in cui hanno esordito è stata Tottenham-Roma del 30 luglio. I giallorossi vinsero 0-1 e mantennero la porta inviolata.

Il 7 agosto contro lo Shakhtar, durante la presentazione della squadra, bastano 19 minuti per ammirare quello che potrà essere ma non è stato: Pellegrini serve Zaniolo che passa il pallone a Dybala che a sua volta vede Abraham che si avvale dell’inserimento del capitano della Roma per chiudere un’azione da manuale del calcio. Gol e un’intera tifoseria che sogna. La gara termina 5-0 e i giallorossi si proiettano con un entusiasmo straripante all’inizio del campionato.

La Roma va a Salerno e Mou sceglie nuovamente i fantastici 4 e il risultato non cambia: la squadra vince e non subisce gol (0-1). Una settimana dopo, i giallorossi tornano all’Olimpico (Roma-Cremonese) e per l’ultima volta Abraham, Dybala, Zaniolo e Pellegrini giocano contemporaneamente. Dopo 45 minuti Zaniolo, infatti, si infortuna alla spalla e fino alla gara del 13 novembre contro il Torino, a causa di molti problemi fisici e raramente per scelta tecnica, i fantastici 4 non si sono più visti in campo. La gara contro la Cremonese comunque finì 1-0 per la Roma: 4 su 4.

Mourinho vuole cancellare dalla testa dei tifosi la squadra che ha brancolato nel buio nell’ultima parte di campionato e la soluzione di riproporre i fantastici 4 contemporaneamente potrebbe prendere il sopravvento. La luce, la qualità, la tecnica sicuramente non mancherebbero. Il tutto, in attesa di riavere una squadra che calcisticamente potrebbe schiaffeggiare gli avversari grazie alla ‘cinquina’ che vede in aggiunta ai fantastici 4 Gini Wijnaldum.

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Pellegrini out contro Sassuolo e Torino: lesione di primo grado al flessore destro

Si ferma Lorenzo Pellegrini. Il capitano della Roma ieri è uscito al 54esimo per un problema al flessore destro. Oggi il 7 giallorosso ha svolto gli esami a Villa Stuart che hanno evidenziato una lesione di primo grado. Pellegrini quindi salterà le ultime due gare dell’anno contro Sassuolo (mercoledì alle 18.30) e Torino (domenica alle 15). 

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Pellegrini, ‘ritorno al passato’: meno gol ma più assist decisivi

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Lorenzo Pellegrini continua a disegnare calcio con i suoi assist. Il capitano giallorosso, infatti, anche nella gara di ieri contro l’Helsinki ha offerto un cross perfetto a Tammy Abraham che è tornato al gol. L’attaccante inglese non segnava da 8 gare, ma ci ha pensato Pellegrini ad offrirgli un pallone prezioso per farlo tornare ad esultare. Il 7 giallorosso in questo inizio di stagione sta segnando molto meno rispetto ad un anno fa: da 8 gol in 15 gare si è passati agli attuali 2. Stesso numero di partite giocate ma meno prolificità sotto porta. L’altro dato da evidenziare, però, è la crescita esponenziale degli assist serviti ai compagni: 7 in questa stagione rispetto ai 3 di un anno fa (furono 8 totali a fine annata). Pellegrini, tra campionato ed Europa League, ha ‘disegnato’ un assist ogni 184 minuti (dato migliore della sua carriera).

L’importanza di Pellegrini: i numeri del capitano della Roma

Senza gli assist non si fanno i gol, eppure questi ultimi attirano maggiormente l’attenzione del grande pubblico. Numeri alla mano, Pellegrini non ha iniziato la stagione nello stesso modo in cui aveva impressionato un anno fa, infatti, all’appello mancano 6 reti e l’incisività è minore: si è passati da un gol o un assist ogni 114 minuti agli attuali 143′. Il capitano giallorosso, però, nonostante sembri non attraversare un ottimo periodo di forma, si dimostra un calciatore fondamentale per Josè Mourinho.

In campionato su calcio piazzato, Pellegrini ha permesso a Smalling (3) e Ibanez (1) di realizzare 4 gol. Le reti del difensore inglese sono valse punti importanti contro Cremonese e Inter (4). La precisione e i ‘disegni’ del capitano della Roma permettono alla squadra di Mourinho di essere un costante pericolo sui calci piazzati (5 reti su 13 in campionato escludendo i calci di rigore). Il 7 giallorosso è anche il quinto giocatore di Serie A che ha servito almeno 15 assist in tutte le competizioni dall’inizio della scorsa stagione, insieme a Milinkovic-Savic (19), Leao (16), Barella (16) e Calhanoglu (15). In aggiunta, Pellegrini ha creato 7 grandi occasioni da gol in questo campionato (nessuno ha fatto meglio) ed è 4° in Serie A per passaggi chiave (27). ‘Se avessi 3 Pellegrini giocherebbero tutti e 3’. Parola di Josè.