Non si placano le voci intorno a Mourinho. Il giornalista britannico Simon Phillips rilancia un’indiscrezione sul futuro dello Special One: il tecnico portoghese sarebbe lusingato di tornare al Chelsea. Di seguito le parole al portale givemesport.com: “È vero, l’ho sentito mesi fa e in realtà l’ho riportato sul mio sito perché mi è stato detto che Mourinho si è avvicinato ad alcuni dei potenziali acquirenti del Chelsea quando il club è stato messo in vendita per la prima volta attraverso Jorge Mendes, ovviamente, l’agente che ha buoni legami con Mourinho e Chelsea. Ha detto ‘Voglio tornare, se stai pensando a un nuovo manager, voglio tornare per un terzo incantesimo’, quindi Mourinho è desideroso di tornare al Chelsea. È vero al 100%”.
Luigi Cagni ex allenatore dell’Empoli (2006-2008), ultimo tecnico sulla panchina dei toscani ad aver vinto contro la Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Negli ultimi anni ha avuto proposte ed è pronto per una nuova avventura in panchina?
”Dall’esperienza di Brescia (2017) ho capito di chiudere. Sono fuori dal sistema. Dopo l’impresa fatta, pensavo di avere qualche proposta invece zero. Il sistema è quello che se tu non hai un procuratore non puoi lavorare. A me questo tipo di figura non è mai andata bene e quindi magari sbagliando mi sono tirato fuori”.
Ha portato l’Empoli ai preliminari di Coppa Uefa
”Non succederà mai più. Il pianeta Empoli andrebbe studiato perché è un posto in cui ti danno tutto il possibile, non hai pressioni di nessun tipo e ti mettono a disposizione giocatori bravi, perché hanno uno scouting eccezionale. Negli ultimi anni, infatti, hanno tirato fuori calciatori che sono andati ovunque e anche quest’anno stanno facendo molto bene: Baldanzi e Parisi sono un esempio. Ad Empoli ti puoi permettere di far esordire giovani bravi, hanno una catena di contatti che gli permette di fare acquisti giusti e c’è un settore giovanile che gli permette di farli crescere in fretta”.
A livello giovanile, cosa manca in Italia?
”Non c’è lungimiranza. Si pensa troppo al presente e poco al futuro. Mancano anche gli stadi di proprietà e con questa mentalità stiamo andando sempre peggio, così non si cresce. In Federazione ci sono dirigenti di scarsa qualità perché non si fa nulla riguardo al futuro. Gli allenatori hanno il timore di far giocare troppi giovani perché se non vai bene ti mandano via, bisognerebbe cambiare mentalità. Chiunque potrebbe fare l’allenatore della Nazionale perché ci sono solo 30 giocatori”.
Hai affrontato: Spalletti, Gasperini, Pioli, Sarri e Ballardini, quali allenatori tra questi la stanno sorprendendo in Serie A?
”Questi allenatori sono cresciuti molto stimo Spalletti ma secondo me Gasperini è l’unico che ha portato modernità nel calcio: è il tecnico che fa rendere meglio. L’Atalanta è una società in cui c’è un ottimo settore giovanile e allenatori adatti per il miglioramento dei ragazzi. In Italia ci sono allenatori dei settori giovanili che non fanno crescere i calciatori, basta guardare quello che è successo a Zaniolo”.
Che idea si è fatto della situazione Zaniolo?
”L’errore è culturale. A me hanno insegnato di rispettare le regole, avere dei valori, essere un uomo, mi hanno spiegato cosa sarebbe successo se io fossi diventato calciatore di fronte a 20.000 persone e quindi mi hanno trasmesso tutte le componenti per fare il professionista”.
La Roma di Josè Mourinho?
La squadra non ha continuità: fa delle grandi partite poi cade. Non mi piace quando Mourinho dice di avere una rosa composta solo da 15 giocatori ma è la verità, per cui, forse escono fuori della gare come quella contro la Cremonese. Poi è inevitabile che anche lui ha delle responsabilità perché i calciatori scesi in campo non erano scarsi.
Mister Cagni conclude parlando ancora di Zanioloe ha allargato il discorso a come dovrebbero comportarsi i calciatori
”Mourinho, dato il suo status, infatti, per questo alcuni allenatori hanno degli staff grossi, non sta a guardare il particolare non può mettersi a insegnare le basi ai calciatori. A determinati livelli dovrebbe essere così, però, per i nostri giovani purtroppo il discorso è diverso, questi calciatori hanno difficoltà a gestire le situazioni difficili: quando arrivano determinate pressioni crollano, non sono stati abituati.
I giocatori non vanno motivati. L’allenatore deve pensare ad altro se il calciatore deve essere motivato deve fare un altro mestiere. I calciatori sono professionisti pagati che devono rispettare la società e i tifosi”.
IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Cercasi Mady Camara. Il centrocampista guineano è sparito dai radar di Josè Mourinho: nel 2023, infatti, ha giocato solo i minuti di recupero nel finale di Spezia-Roma. Il classe 97, in Serie A, prima della sosta ha disputato 5 gare su 6 dall’inizio e ha dimostrato di avere caratteristiche che completano il centrocampo giallorosso. Eppure dalla ripresa del campionato Camara è sparito. Perché? Come mai non riesce a giocare neanche per pochi minuti?
Camara ‘ruba palloni’: nessun centrocampista della Roma ha fatto meglio
Foto Tano Pecoraro/LaPresse 17 Ottobre 2022 – Genova, Italia Sport, CalcioSampdoria vs Roma – Campionato italiano di calcio Serie A TIM 2022/2023 – Stadio Luigi FerrarisNella foto: gabbiadini, camaraPhoto Tano Pecoraro/LaPresse October 17, 2022 – Genoa, Italy Sport, Soccer Sampdoria vs Roma – Italian Serie A Football Championship 2022/2023 – Luigi Ferraris StadiumIn the photo: gabbiadini, camara
Camara con la maglia della Roma complessivamente ha disputato 595 minuti e ha servito un assist. In campionato, ha creato una grande occasione da gol e ha effettuato 2 passaggi chiave. I numeri che evidenziano le sue virtù, però, sono altri. Il centrocampista guineano, infatti, in Serie A, ha rubato 14 palloni in 378 minuti. Camara, quindi, mediamente ruba un pallone ogni 27′ minuti e nessun compagno di reparto ha fatto meglio. Matic, Cristante, Pellegrini e Bove, infatti, hanno numeri inferiori.
In aggiunta, il classe 97′ di media ha intercettato un pallone ogni 75 minuti e solo Matic ha statistiche superiori: uno ogni 69′. La Roma in diverse occasioni, in mezzo al campo, ha mostrato di aver bisogno di vivacità, dinamismo, aggressività in fase di non possesso palla e Mady ha evidenziato di avere tutte queste virtù. La domanda sorge spontanea: perché è sparito dai radar di Josè Mourinho?
5.3.2022 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Foti
(Foto Gino Mancini)
Durante Roma-Cremonese Salvatore Foti è stato espulso per proteste. Come riporta Il Tempo, la sanzione per il vice di Josè Mourinho è pesante: il giudice sportivo lo ha squalificato per tutto il mese di febbraio. I motivi sono diversi: insulti agli arbitri, minacce ad un dirigente della Cremonese, varie espressioni blasfeme dopo l’espulsione ed espressioni offensive con tono minaccioso all’arbitro davanti allo spogliatoio.
L’agente di Shomurodov (German Tkachenko) in un’intervista a ‘Calcio Napoli 24 Live’ ha accusato la Roma di aver avuto un atteggiamento poco corretto nei confronti del suo assistito: “Quest’estate c’erano già offerte per Eldor, ma la Roma non è mai stata sensibile a certe offerte, ci aspettavano un trattamento diverso.Ci siamo stufati ora a gennaio e abbiamo preso una decisione, c’erano tante offerte in Italia, Spagna, Germania e Inghilterra. Abbiamo scelto Spezia per i giusti valori. Non so se giocherà subito col Napoli domenica, fisicamente è pronto per dare un contributo. Non ho sentito Giuntoli per lui in passato, ma i miei partner potrebbero averlo fatto. Non mi esprimo sul fatto che avesse potuto vestire la maglia del Napoli, può affrontarlo però ora con lo Spezia. Vediamo in estate quale sarà il suo futuro, tratteremo tutto nelle tempistiche giuste. Ora vuole solo giocare il più possibile”.
Leandro Castan ha parlato della sua esperienza alla Roma in un’intervista a Cronache di Spogliatoio. Di seguito le sue dichiarazioni:
Approdo alla Roma: “Cosa ho provato appena ho saputo della Roma? Mi sono sentito una pressione sopra le spalle… ma ero pronto a tutto. Però dai, il primo pensiero in realtà è stato: ‘O mio Dio, giocherò con Totti’”.
Il derby di Coppa Italia perso contro la Lazio: “Ancora oggi non ho capito perché abbiamo perso quella finale di Coppa Italia. Non avevamo una squadra fortissima, ma loro erano peggio di noi. Io arrivavo da due anni con 2 titoli. Per me era chiaro che avrei vinto anche quella finale. Non è che giocammo male, non giocammo proprio. Ricordo che nello spogliatoio nessuno parlava. Io ho buttato la medaglia del 2° posto. Una stupidaggine. Se tornassi indietro, non lo rifarei… ma ero davvero troppo arrabbiato”.
Su Benatia: “È stato il compagno di difesa più forte. In allenamento Garcia urlava alla squadra: ‘Perché avete paura di giocare la palla? Giocatela, giocatela. Tanto dietro abbiamo Castán e Benatia’. Non aver vinto nulla quell’anno è uno dei più grandi rammarichi della mia carriera. A fine stagione credevo che lì avrei fatto il salto che per arrivare davvero al top…”.
Un pensiero su De Rossi: “Se mi dicessi un esempio da seguire ti direi: ‘De Rossi’. Quando parlava, i miei occhi brillavano. De Rossi era il braccio destro di Totti. A lui neanche serviva parlare, bastava lo sguardo. Erano la coppia perfetta… Anche perché se in una squadra hai solo un leader è un bel casino”.
Mourinho a Mediaset dopo la partita persa 1-2 contro la Cremonese.
Finisce con una contestazione: giocatori fischiati. Dopo la grande partita di Napoli siete usciti dalla Coppa Italia “Complimenti alla Cremonese. È una coppa strana, che penalizza le squadre inferiori e per questo hanno ancora più merito. Noi paghiamo per un primo tempo orribile. Nel secondo tempo c’è stato un errore individuale fuori contesto a differenza del primo. Abbiamo giocato male. Poi abbiamo reagito, ma siamo stati poco fortunati perché potevamo fare gol prima. Ci sta, ho imparato a non piangere dopo la sconfitta e a pensare alla prossima. La nostra rosa fa fatica a giocare tre partite in una settimana”.
Passo indietro? “Il calcio fa così, succede sia alla squadra top sia alle altre. A Napoli grande partita, meritavamo un risultato diverso ed ero orgoglioso. Oggi no. C’è una partita tra tre giorni e mi devo concentrare su questo”.
Ti sei pentito di non aver messo subito i titolari? “Questa è sempre la vecchia storia del prepartita. Quando lo staff ti dice le condizioni dei giocatori fai delle scelte. Se oggi avesse giocato Dybala e si fosse fatto male per un mese? Avete visto Abraham e Matic come hanno finito la partita a Napoli. È strano per me capire perché abbiamo giocato oggi e poi sabato, mi dicono che è a causa del rugby. Se non cambio i giocatori si fanno male, se li cambio e giochiamo male però è un problema. Sono obiettivo, abbiamo giocato male, soprattutto nel primo tempo. Siamo una squadra, non voglio responsabilizzare i giocatori, abbiamo sbagliato tutti”.
La lettera di Zaniolo? “La proprietà è stata chiara e io non farò nessun ulteriore commento”.
Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di Mediaset prima del match contro la Cremonese. Ecco le parole del GM giallorosso:
Il calendario vi sorride. “La Cremonese ha battuto il Napoli e questo dice tutto. Ovviamente noi abbiamo grande voglia di arrivare fino in fondo, dobbiamo giocare questa partita come una finale. Il calendario è solo sulla carta”.
La lettera di Zaniolo? “Oggi non è il momento di parlarne, c’è una partita molto importante e siamo concentrati su questo. Parlerò di Zaniolo al momento giusto, ad oggi pensiamo solamente alla Cremonese”.
Il rapporto di Zaniolo con i compagni? “Capisco la curiosità, ma il club deve prendersi un paio di giorni per valutare la situazione. Parlerò di Zaniolo al momento giusto”.
Sul mercato. “E’ stato un mercato difficile per tutti. Abbiamo fatto il possibile, ma non sono soddisfatto del mercato”.
Zaniolo tende la mano verso la Roma e attraverso una lettera all’ANSA espone il suo pensiero sulla vicenda:”Sono state dette e scritte molte cose che mi riguardano in queste ultime settimane e parecchie non sono veritiere”.Comincia così la lettera aperta inviata all’agenzia di stampa, con la quale Nicolò Zaniolo tende la mano alla Roma dopo la rottura.
‘‘Sono arrivato a Roma da sconosciuto e Roma e i romanisti mi hanno accolto come uno di loro. Mi hanno trasmesso fiducia, coraggio e affetto nei momenti terribili e bui degli infortuni – continua -. A Tirana, con quel gol, sentivo di aver ricambiato tutto ciò che avevo ricevuto, contribuendo a regalare una gioia indimenticabile a tutti i romanisti”
”A 23 anni – prosegue il numero 22 – ho vissuto esperienze che molti miei colleghi non vivono in un’intera carriera: cadere, rialzarsi, cadere di nuovo, rialzarsi ancora, vincere. In questi ultimi mesi ho attraversato un periodo delicato, in cui risultava difficile capire quale sarebbe stato il mio futuro professionale. Mi sono però sempre impegnato sul campo e in allenamento con la massima professionalità. Per la prima volta in questi giorni ho avuto paura, per me e per la mia famiglia, e mi sono sentito abbandonato – conclude – Non mi era mai successo e mi sono spaventato molto. Il futuro è nelle nostre mani: io tendo la mia e mi metto a completa disposizione della famiglia della Roma”.
Zaniolo è sempre più un separato in casa. Secondo quanto riporta Repubblica, la società giallorossa ha tolto sia le immagini che il nome del giocatore dallo spogliatoio di Trigoria. Una presa di posizione forte che testimonia come il rapporto sia difficilmente recuperabile. Il classe 99 è in bilico fra il tentare una complicata riconciliazione con reintegro e il portare avanti la linea dura.