23.4.2022 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma inaugura il 2023 con una vittoria che vale oro. I giallorossi escono dallo stadio Olimpico con 3 punti grazie al rigore conquistato da Dybala e realizzato da Pellegrini dopo 6 minuti. La squadra di Mourinho aggancia la Lazio e distanzia l’Atalanta di 2 punti. Pragmaticamente era difficile iniziare meglio.
Poi è tempo di analisi e bisogna riflettere sulla modalità con la quale è arrivata la vittoria di ieri contro il Bologna. Sui social vige l’insoddisfazione:”Cambiamo allenatore”, ”Siamo orrendi”, ”Vittoria miracolosa”, ”Solo fortuna, salvo il risultato e basta”.Oggettivamente i giallorossi hanno creato poco ed esteticamente sono stati brutti da vedere ma attenzione a definire la vittoria fortunata. La cronaca ci impone di definirla ‘Mourinhana’, poiché, non è la prima volta che la Roma ottiene i 3 punti in questo modo.
Solo il Milan ha perso meno punti della Roma da situazione di vantaggio
31.10.2021 Roma vs Milan (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Zaniolo
(Foto Gino Mancini)
La Roma vince ma non convince. L’immagine che sintetizza la gara contro il Bologna è il salvataggio di Abraham sulla linea di porta: partita sofferta nella quale la squadra ha dato tutto.
I giallorossi, al netto dell’episodio finale in cui l’attaccante inglese si è fatto trovato al posto giusto al momento giusto, hanno concesso poco ai rossoblù. La vittoria, quindi, non è fortunata, poiché, quando una situazione si replica molte volte non si può definire tale. I giallorossi, infatti, in Serie A, quando sono passati in vantaggio, fatta eccezione per il pareggio contro il Sassuolo, hanno sempre vinto. La squadra di Mou quando segna prima dell’avversario raramente non esce con i 3 punti. Questa non è fortuna, non è casualità. Nel campionato italiano, solo il Milan ha sempre vinto una volta passato in vantaggio. L’Atalanta, infatti, ha perso 12 punti, la Lazio 11, l’Inter 9, la Juventus 4 e il Napoli 2 (come la Roma). Non è un caso. I numeri sono oggettivi, per cui, la vittoria di ieri della Roma contro il Bologna non si può definire fortunata bensì ‘Mourinhana’.
Proiettandoci subito alla sfida di domenica contro i rossoneri, il fatto che la Roma sia passata in svantaggio in tutti gli scontri diretti non è sfortuna. Non è frutto del caso. Certamente la squadra di Mourinho, visti i numeri del Milan una volta portatosi avanti all’avversario, se vuole uscire con dei punti da San Siro, dovrà cambiare marcia. Se l’obiettivo è quello di crescere, sarà un obbligo categorico invertire la rotta, migliorare la mentalità e correggere l’approccio alle grandi sfide.
La Roma si prepara a tornare in campo. Oggi alle 16:30 in un Olimpico tutto esaurito, i giallorossi vogliono inaugurare il 2023 con una vittoria. Il capitano della Roma Lorenzo Pellegrini ha rilasciato un’intervista a DAZN. Ecco le sue parole:
Quale è il tuo primo ricordo della Roma?
”Io non posso non pensare alla mia famiglia e a mio papa. Al di là delle partite che lui mi portava a vedere allo stadio che alla fine quell’anno non furono neanche molte perché poi dopo finì con la vittoria dello scudetto ed era molto impegnativo portarmi allo stadio. Avevo 5 anni e tante volte papà non mi portava. La prima cosa che mi viene in mente è mio papà perché lui viveva la partita a casa come se fosse allo stadio: urlava, era seduto sul divano ma è come se fosse allo stadio. Mia madre ogni tanto gli diceva di non strillare e lui gli rispondeva che avevamo fatto gol”
Ti ha portato a Roma-Parma o era troppo rischioso?
”No non mi portò”.
Gli hai perdonato questa cosa?
”No (ride). Era bello anche solo stare a casa. Dopo mi ricordo che per tutta la città ci furono un sacco di festeggiamenti: bandiere della Roma per 4 mesi attaccate alle macchine. Roma è questa: l’entusiasmo, la passione, la felicità della gente qui si vivono ogni giorno. È una cosa che per me non si vive da nessuna altra parte”.
Ricordi che gol è (prima rete in Serie A con la maglia del Sassuolo)?
”Si è il primo. È a Marassi vincemmo 3-1. L’emozione è grandissima perché trasferirmi non fu facile ma fu una mia decisione. Non essere più il ragazzo della Primavera mi ha fatto tanto bene. I primi mesi al Sassuolo non giocai mai. La prima partita la feci a fine ottobre perché c’erano degli aspetti in cui dovevo migliorare. Ho capito che per giocare ad un certo livello bisognava migliorarsi sotto determinati aspetti: fisici mentali, un po’ tutto. Con il Cagliari, in Coppa Italia, giocai 90 minuti poi rimasi sorpreso di giocare la domenica successiva perché non avevo mai avuto continuità. Mi sentii benissimo e riuscì a segnare anche il primo gol. La maglietta l’ho data a mio Papà perché le perdo tutte quindi quelle importanti le do a lui”.
Pellegrini continua parlando del tecnico che lo fece esordire in Serie A con la maglia della Roma:
”Quell’anno c’era Rudi Garcia e con lui avevo un rapporto eccezionale ci sentiamo spessissimo. È una persona che stimo infinitamente e ovviamente è anche un allenatore top”.
Il capitano della Roma aggiunge:
”Mi vengono attribuite un sacco di cose ma non si dice mai che sono un lavoratore che non lascia niente al caso. Entro a Trigoria consapevole che devo lavorare per me stesso e per dare l’esempio agli altri. Sono molto esigente verso il prossimo”.
Pellegrini sottolinea la differenza tra giocare in Primavera e in Serie A: ”È diverso. Quando sei un giocatore della Primavera e fai il salto in Serie A ti cambia il mondo. Quando hai la possibilità a 18 anni di condividere lo spogliatoio con gente di 33-34 anni e che ha 200 presenze in Serie A ti viene naturale chiederti di più”.
Il 7 giallorosso parla di Totti: ”Con Francesco abbiamo parlato sempre liberamente. Lui per me è Francesco non è una cosa che si può spiegare. Conoscerlo è stato importantissimo perché tante volte mi è stato a fianco, mi ha aiutato. È una persona eccezionale che ha un cuore grande”.
Pellegrini continua: ”Portare la fascia al braccio quando fai gli scalini dell’Olimpico è un brivido, è un’emozione grande. Però finita la partita il giorno dopo devi entrare con la fascia da capitano anche dentro gli spogliatoi, dentro nelle riunioni tecniche. Non ho mai pensato di prendere la maglia numero 10. Primo perché il 7 è il mio numero preferito e poi perché secondo me non avrebbe senso cambiare numero. Alla fine conta quello che fai in campo. Quando vedi la 10 pensi a Francesco, mi piace ed è giusto che sia così”.
Nell’essere capitano di Lorenzo Pellegrini c’è qualcosa che hai visto fare a loro (Totti e De Rossi) e hai fatto tuo?
”Francesco e Daniele sono stati due simboli di Roma e sarà sempre così. Sicuramente la cosa che mi piaceva tanto di Francesco era che quando si entrava in campo li non si parla, però, lui era come se potessi sentirlo. Tutti riconoscevano in lui questa leadership. Questo mi piace tanto perché so che con il mio carattere posso aiutare un mio compagno in difficoltà. A volte le parole non bastano, a me piace più dare l’esempio”.
Pellegrini parla di Zaniolo: ”Con Nicolò ho un rapporto particolare: per me è come un fratello più piccolo. Mi dispiace che tante volte viene fatto passare per quello che non è. È un ragazzo eccezionale, un giocatore straordinario”.
Li hai esultato da solo… (gol di Zaniolo a Tirana contro il Feyenoord)
”Questa è l’unica partita che non ho mai rivisto e non rivedrò mai”.
Perché?
”Perché non c’è bisogno di rivederla, basta che entro a Trigoria e c’è la coppa. Mi ricordo tutto”.
Che effetto ti fa rivedere le immagini di Tirana?
”Mi fa l’effetto che voglio vincere un’altra coppa”.
Pellegrini continua sulla vittoria della Conference League: ”L’abbiamo voluta tanto è stata una cosa sudata perché abbiamo lottato. Era il mio sogno ed bello quando raggiungi i tuoi sogni. Io sono uno ambizioso che sa per cosa lavora. Non vengo qui a Trigoria ad allenarmi e poi vado a casa. Anche a casa penso tutti i giorni a cosa posso fare meglio nella Roma”.
Nella mentalità di Pellegrini, Mourinho che posto occupa? “Occupa il primo posto. Per me è stato fondamentale, mi ha insegnato delle cose che non avrei mai pensato. La cosa che mi piace di più è che a lui non gli basta mai. Se non vince il prossimo trofeo sta male. Se non vince domenica sta male. Ti fa esprimere al cento per cento e ti fa percepire la passione di una persona che ha vinto tutto e ha ancora voglia di vincere una partita. Abbiamo vissuto solo una finale con lui e non si parlava di altro che vincere”.
C’è una volta in cui ti ha sorpreso?
“Tante volte, in realtà. Qui quando non si vince c’è un’aria di chi non ha vinto, chi non dà peso alla vittoria o alla sconfitta non può stare qui. Una volta, dopo una gara non vinta, entrò nello spogliatoio e disse di essere molto soddisfatto. Disse che, nonostante fossero passate poche settimane, sentiva che c’era un feeling importante e che ci saremmo tolti una soddisfazione a fine anno”.
Le punizioni? “Nei primi anni qui, mi sono allenato con Kolarov ed era incredibile. Mi aiutò tanto, a lui non piaceva la mia rincorsa e l’ho modificata per seguire il suo consiglio. Contro il Cagliari, mi veniva da ridere perché tutti mi dicevano perché continuassi a tirare le punizioni. Sono migliorato e contro il Cagliari è stata una liberazione. Ora quando c’è una punizione mi sento in obbligo di fare bene, di fare gol”.
Il gol di tacco contro l’Hellas il più bel gol della tua carriera?
“Sì, anche la punizione nel derby contro la Lazio. Il primo contro i biancocelesti è però quello a cui sono maggiormente affezionato. Era un brutto periodo, penso che fossimo in ritiro e quel gol ha cambiato tante cose”.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Mancano solo 2 giorni al ritorno in campo dei giallorossi. Mercoledì alle 16:30, in un Olimpico tutto esaurito, la Roma affronterà il Bologna. La squadra allenata da Tiago Motta ha diverse defezioni: Bonifazi, Barrow, Zirkzee e De Silvestri, infatti, non saranno della gara.
La seduta tattica odierna dei rossoblù è stata incentrata principalmente sui calci piazzati. Il motivo è semplice: il Bologna è la squadra di Serie A che ha subito più reti (9) su questa situazione di gioco. In aggiunta la squadra emiliana ha incassato 4 gol di testa: solo Inter e Milan (5 entrambe) hanno subito più reti con questo fondamentale.
La Roma, invece, ha nei calci piazzati la propria virtù. I giallorossi, infatti, sono la squadra che in percentuale ha realizzato più reti su questa situazione di gioco: 38,9% (7 su 18). In aggiunta la formazione di Mourinho ha segnato il 33,3% dei gol di testa (6 su 18). Il tecnico portoghese sui calci piazzati, dopo l’assenza di entrambi nel mese di novembre, potrà contare sulle qualità di Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini. Numeri, alla mano, le situazioni di gioco in cui i giallorossi sono più incisivi corrispondono ai punti deboli del Bologna. Il calcio non è una scienza esatta ma i corner e le punizioni potrebbero aiutare la Roma in una gara che si prospetta ricca di insidie.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Tra due giorni la Roma tornerà in campo e giocherà una partita ufficiale. La Serie A, infatti, scalda i motori per una seconda parte di stagione che si prospetta spumeggiante. I giallorossi il 4 gennaio alle 16.30, in un Olimpico tutto esaurito, affronteranno il Bologna di Thiago Motta. Mourinho finalmente avrà a disposizione tutti i calciatori migliori e non sarà vincolato dalle assenze. L’ultima gara in cui il tecnico portoghese avrebbe potuto servirsi della qualità dei fantastici quattro risale al 9 ottobre: Roma-Lecce 2-1. In quell’occasione Mourinho decise di non schierare Abraham, Dybala, Zaniolo e Pellegrini contemporaneamente ma per la sfida contro il Bologna un pensiero ce lo sta facendo.
Tra amichevoli e gare ufficiali solo 239 minuti con i fantastici 4 in campo
La Roma che sarebbe potuta essere ma non è stata. Probabilmente uno dei rimpianti più grandi di questa prima parte di stagione. I giallorossi, infatti, raramente hanno avuto a disposizione contemporaneamente la qualità di Abraham, Dybala, Zaniolo e Pellegrini. I fantastici 4, considerando anche le amichevoli precampionato, hanno giocato solo 239 minuti. Il risultato è stato sempre lo stesso: vittoria e 0 gol subiti. La gara in cui hanno esordito è stata Tottenham-Roma del 30 luglio. I giallorossi vinsero 0-1 e mantennero la porta inviolata.
Il 7 agosto contro lo Shakhtar, durante la presentazione della squadra, bastano 19 minuti per ammirare quello che potrà essere ma non è stato: Pellegrini serve Zaniolo che passa il pallone a Dybala che a sua volta vede Abraham che si avvale dell’inserimento del capitano della Roma per chiudere un’azione da manuale del calcio. Gol e un’intera tifoseria che sogna. La gara termina 5-0 e i giallorossi si proiettano con un entusiasmo straripante all’inizio del campionato.
La Roma va a Salerno e Mou sceglie nuovamente i fantastici 4 e il risultato non cambia: la squadra vince e non subisce gol (0-1). Una settimana dopo, i giallorossi tornano all’Olimpico (Roma-Cremonese) e per l’ultima volta Abraham, Dybala, Zaniolo e Pellegrini giocano contemporaneamente. Dopo 45 minuti Zaniolo, infatti, si infortuna alla spalla e fino alla gara del 13 novembre contro il Torino, a causa di molti problemi fisici e raramente per scelta tecnica, i fantastici 4 non si sono più visti in campo. La gara contro la Cremonese comunque finì 1-0 per la Roma: 4 su 4.
Mourinho vuole cancellare dalla testa dei tifosi la squadra che ha brancolato nel buio nell’ultima parte di campionato e la soluzione di riproporre i fantastici 4 contemporaneamente potrebbe prendere il sopravvento. La luce, la qualità, la tecnica sicuramente non mancherebbero. Il tutto, in attesa di riavere una squadra che calcisticamente potrebbe schiaffeggiare gli avversari grazie alla ‘cinquina’ che vede in aggiunta ai fantastici 4 Gini Wijnaldum.
La Roma è alla ricerca di un centrocampista. Secondo quanto scrive il reporter di Marca Ekrem Konur, la società giallorossa sta monitorando Rodrigo De Paul. Il classe 94 gradirebbe un ritorno in Italia e anche Juventus, Inter e Milan hanno messo gli occhi sul talento argentino. In estate potrebbe scatenarsi un’asta per l’ex udinese che nell’ultima stagione in Serie A ha realizzato 9 gol e 10 assist. De Paul è molto amico di Dybala e chissà se questo potrà influire sulla scelta finale.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Tra pochi giorni verrà ufficializzato l’inizio della sessione invernale di calciomercato. La Roma ha già acquistato un calciatore a parametro zero: Ola Solbakken. La società giallorossa proverà a fare anche altre operazioni ma sarà complicato impreziosire la rosa con calciatori di qualità che possano spostare gli equilibri. Pinto vorrebbe chiudere l’operazione Frattesi con il Sassuolo ma non sarà semplice.
La sessione invernale di calciomercato è indispensabile per raggiungere la Champions League? Sarà un mercato incisivo? Dalla stagione 2000-2001, la Roma poche volte è riuscita a cambiare volto grazie ai calciatori arrivati a gennaio.
Dal 2000-2001 alla stagione 2009-2010: tante meteore e qualche raggio di sole
La Roma raramente ha trovato fortuna attingendo al mercato invernale. La società giallorossa, infatti, in diverse occasioni ha rinunciato ad acquistare dei calciatori nella cosiddetta sessione di riparazione (dal 2000-2001, 7 volte su 23). Dall’anno dello scudetto romanista sino alla stagione 2009-2010, sono arrivate diverse meteore che non hanno lasciato il segno nella Capitale. In mezzo a loro, però, c’è stato anche qualche raggio di sole che ha scaldato il cuore dei tifosi giallorossi.
2002-2003: Amantino Mancini, Dacourt e Massimo Marazzina
2004-2005: Felipe Spellmeier e Abel Xavier
2006-2007: Christian Wilhelmsson e Francesco Tavano
2008-2009: Marco Motta e Souleymane Diamoutene
2009-2010: Luca Toni
In questa lista di calciatori pochi vengono ricordati con particolare affetto per le gesta in campo. Tra questi sicuramente c’è Amantino Mancini. L’ala brasiliana realizzò dei gol straordinari come il colpo di tacco contro la Lazio e la rete pazzesca in Champions League in casa del Lione. Un altro calciatore che ha fatto sognare la tifoseria giallorossa è stato Luca Toni. L’ex Verona, infatti, segnò, sotto la Curva Sud, il gol decisivo per la vittoria contro l’Inter di Josè Mourinho nello scontro diretto per lo scudetto. L’esperienza in giallorosso di Toni, però, si concluse a giugno. In conclusione c’è Olivier Dacourt. Il centrocampista francese, infatti, progressivamente riuscì ad imporsi nella Capitale e, dal 2003 al 2006, collezionò 122 presenze impreziosite da 2 gol e 5 assist.
Da Marazzina a Diamoutene, invece, sono diverse le meteore passate nella Capitale durante la sessione invernale di calciomercato. Tra queste emerge Abel Xavier. Il difensore classe 72 disputò 4 gare con la maglia giallorossa e viene ricordato più per le sue acconciature stravaganti che per le sue gesta in campo. Marazzina (7), Felipe Spellmeier (0), Xavier (4), Wilhelmsson (25), Tavano (16), Motta (42) e Diamoutene (6), in tutte le competizioni, hanno disputato 100 gare con la Roma.
Il mercato invernale dalla stagione 2010-2011 sino ad oggi
La Roma nelle sessioni invernali di calciomercato, dalla stagione 2010-2011, ha acquistato 22 calciatori. In questa lista emergono pochi profili che si sono contraddistinti per le loro giocate in campo: su tutti, Nainggolan, El Shaarawy, Perotti e Ibanez. La lista di meteore, invece, è molto lunga: si passa da Nico Lopez a Maitland Niles.
2011-2012: Nico Lopez e Marquinho
2012-2013: Torosidis
2013-2014: Nainggolan, Bastos e Toloi
2014-2015: Doumbia, Ibarbo e Spolli
2015-2016: El Shaarawy, Perotti e Zukanovic
2016-2017: Grenier
2017-2018: Jonathan Silva
2018-2019: Carles Perez, Villar e Ibanez
2020-2021: Reynolds ed El Shaarawy
2021-2022: Sergio Oliveira e Maitland Niles
2022-2023: Solbakken
Le finestre di mercato più decisive: da Nainggolan ad El Shaarawy
Tra le 10 sessioni di calciomercato effettuate dalla stagione 2010-2011, (esclusa quella corrente) solo 2 o 3 si sono rivelate incisive ai fini del raggiungimento degli obiettivi stagionali.
Nel 2013-2014, ad esempio, Nainggolan si rivelò un acquisto prezioso poiché sopperì all’infortunio di Strootman (9 marzo, lesione al legamento crociato). Nelle stagioni successive il Ninja grazie al suo modo di giocare caratterizzato da corsa, aggressività, recuperi, gol e assist è entrato nel cuore dei tifosi romanisti. Nainggolan ha collezionato 203 presenze arricchite da 33 gol e 28 assist.
Successivamente, il mercato invernale effettuato nella stagione 2015-2016, si rivelò molto importante. In quella finestra di mercato, infatti, Perotti ed El Shaarawy diedero un contributo significativo alla squadra giallorossa: 11 gol e giocate decisive.
Infine, tra le sessioni invernali che sono risultate importanti ai fini del raggiungimento degli obiettivi stagionali, si può inserire il precedente mercato di riparazione. L’arrivo di Sergio Oliveira, infatti, si rivelò significativo soprattutto nella finale di Conference League contro il Feyenoord. Il classe 92 sopperì all’infortunio di Mkhitaryan e, in virtù della sua esperienza internazionale, riuscì a dare equilibrio e qualità al centrocampo giallorosso in una delle partite più importanti della storia recente della Roma.
La sessione invernale del 2015-2016: una sciagura calcistica
Le altre 7 finestre di mercato invernale effettuate dalla stagione 2010-2011, invece, si sono rivelate inutili poiché i calciatori sbarcati nella Capitale non sono riusciti a dare un contributo immediato alla squadra. La lista di meteore è lunghissima. Il mercato di riparazione effettuato nella stagione 2015-2016 è stato il peggiore: Doumbia, Ibarbo e Spolli. Tra prestazioni disastrose ed errori grossolani i calciatori arrivati in quella finestra mercato furono una sciagura calcistica. Doumbia siglò 2 reti in 14 gare, Ibarbo giocò 11 partite mentre Spolli disputò solo un match in cui procurò un calcio di rigore al Palermo.
Ola Solbakken si rivelerà una meteora o si aggiungerà alla lista di calciatori decisivi? Il mercato invernale sarà importante ai fini del raggiungimento degli obiettivi stagionali? I prossimi mesi ci daranno delle risposte.
La Roma sta giocando l’ultima partita dell’anno. Una gara per pochissimi dato che si sta disputando a porte chiuse e non verrà trasmessa in tv. I giallorossi questa mattina hanno affrontato la Viterbese (milita in Serie C) in un’amichevole a Trigoria.
Mourinho ha confermato Tahirovic a centrocampo e ha escluso inizialmente Abraham schierando Zaniolo ed El Shaarawy in attacco. Scelto il modulo con la difesa a 3. Dybala, tornato solo ieri, non sarà della gara. Prima dell’inizio della partita è stato osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Pelè.
Un match rigorosamente a porte chiuse, vinto però dai giallorossi per 3-1 contro la formazione che milita in Serie C.
In rete nel primo tempo Pellegrini e Zaniolo, schierati in un tridente veloce con El Shaarawy. Mourinho è ripartito dalla difesa a 3 con Tahirovic di nuovo titolare al fianco di Cristante in mezzo al campo. Nella ripresa ingresso per Abraham che è andato a segno, bissando dunque la rete siglata nella precedente amichevole a Faro.
FORMAZIONE (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Ibanez, Smalling; Celik, Tahirovic, Cristante, Zalewski; Pellegrini, El Shaarawy; Zaniolo
La Roma valuta costantemente i calciatori in scadenza di contratto e che potrebbero liberarsi a parametro zero. Tra questi profili c’è Memphis Depay che attualmente è ultimo nelle gerarchie di Xavi nel Barcellona. Come riporta ‘Sport’, l’olandese – reduce dal Mondiale, dove ha ritrovato la forma dopo l’infortunio – è sul mercato e il giocatore ne è consapevole. Il classe 94′ resta in attesa di offerte e tra queste potrebbe esserci quella della Roma di Mourinho. Ma l’ex United non è convinto di andare via a gennaio, anche perché in estate sa di aver più scelta in quanto sarà svincolato. I giallorossi, inoltre, sono a posto nel reparto avanzato e potrebbero pensare all’olandese soprattutto a luglio. Ma in quel caso non sarà facile avere la meglio su tutti gli altri club interessati.
IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Si avvicina la ripresa del campionato. Tra 6 giorni, infatti, la Roma tornerà in campo contro il Bologna per la 16° giornata di Serie A. Mourinho in Portogallo nell’amichevole contro il Waalwijk ha provato a cambiare veste tattica alla squadra schierando i giallorossi con il 4-2-3-1 e potrebbe replicare questa variazione anche nella seconda parte di stagione. Al netto dei cambiamenti tattici, lo Special One sicuramente ripartirà da una certezza: Roger Ibanez. Il tecnico portoghese, infatti, non rinuncia mai al difensore brasiliano: dal 13 marzo (Roma-Udinese), in Serie A, Mourinho lo ha sempre schierato titolare (25 gare consecutive di campionato).
La crescita di Ibanez rispetto alla scorsa stagione: i numeri del difensore brasiliano
Foto Fraioli
Ibanez, al netto dell’errore contro la Lazio, continua il suo percorso di crescita. Mourinho non lo toglie mai dal campo e probabilmente se dovesse ripartire dalla difesa a 4 le chiavi del reparto verrebbero affidate a lui e a Smalling.
Numeri alla mano, il difensore brasiliano sta migliorando sensibilmente: 1° in Serie A per palloni intercettati (31) e rubati (50). Rispetto alla scorsa stagione la crescita è oggettiva: l’ex Atalanta, infatti, effettua meno falli (si passa da 1 ogni 71 minuti ad 1 ogni 61) e vince più duelli (95, miglior romanista e 3° calciatore in Serie A). Ibanez, in quest’ultimo fondamentale ha la meglio ogni 14,2 minuti mentre durante il campionato passato vinceva un duello ogni 16,69 minuti. Il miglioramento è anche nella precisione dei passaggi: 89,3 % rispetto al 87,5% della scorsa stagione. Ibanez è cresciuto anche nei duelli aerei, infatti, durante le prime 15 giornate di Serie A ne vinti il 76,74% (33 su 43). Lo scorso campionato, invece, il difensore brasiliano aveva una percentuale minore di duelli aerei vinti: solo il 61,61%.
Numeri alla mano, quindi, Ibanez è migliorato in quasi tutti i fondamentali ma lo strafalcione contro la Lazio è impresso nella mente dei tifosi romanisti. Il classe 98, infatti, per alzare ulteriormente il livello delle sue prestazioni, deve eliminare gli errori di concentrazione che a volte hanno complicato le gare ai giallorossi. Mou gli dà fiducia, ora sta a Ibanez ripagarla.
Il mercato della Roma comincia a muoversi sia in entrata che in uscita. Come riportato da Sky, il Torino, infatti, sta insistendo per portare Eldor Shomurodov alla corte di Ivan Juric. L’infortunio di Pellegri (lesione al bicipite femorale della coscia destra) ha complicato i piani in casa granata che ora stanno spingendo per arrivare al classe ’95 giallorosso che risulta essere il primo obiettivo per il reparto offensivo. In questa stagione l’uzbeko non è stato quasi mai chiamato in causa da José Mourinho (appena 151 minuti stagionali) realizzando solamente un gol, nella trasferta europea contro il Ludogorets.