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Ufficiale, Reynolds è un nuovo calciatore del Westerlo: alla Roma 3,5 milioni più il 25% sulla rivendita (COMUNICATO)

Mancava solo l’ufficialità: Bryan Reynolds è un nuovo calciatore del Westerlo. Il terzino statunitense saluta definitivamente la Roma e torna nel club belga con il quale ha giocato l’ultimo anno in prestito. Ai giallorossi andranno 3,5 milioni più il 25% sulla futura rivendita del giocatore.

Di seguito il comunicato della società.

“L’AS Roma comunica di aver ceduto a titolo definitivo Bryan Reynolds al Westerlo. Arrivato in giallorosso nella sessione di mercato invernale del 2021, l’esterno destro statunitense ha collezionato 8 presenze con la Roma. Dal gennaio 2022 milita nella massima divisione belga: prima al Kortrijk e nell’ultima stagione proprio al Westerlo. Il Club augura a Bryan il meglio per il prosieguo della sua carriera”.

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Calciomercato Roma, l’Inter si inserisce per Scamacca: avviati i contatti con il West Ham

Dopo Frattesi, Roma e Inter potrebbero sfidarsi nuovamente sul mercato. I due club, infatti, sono alla ricerca di un nuovo centravanti ed entrambi sono interessati a Gianluca Scamacca. Come riporta Calciomercato.com, i nerazzurri avrebbero avviato i dialoghi con il West Ham. Scamacca vorrebbe lasciare gli Hammers e avrebbe già detto di sì alla Roma, con Tiago Pinto pronto a volare a Londra per chiudere l’affare.

Le richieste degli inglesi, però, sarebbero ancora molto elevate e la formula proposta dalla Roma, (prestito oneroso con diritto di riscatto che diventerà obbligo in caso di qualificazione Champions) non sembra soddisfare il West Ham. L’Inter, quindi, si sarebbe inserita ed ora Scamacca è il nome più caldo per i nerazzurri.

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Scamacca, si intromette l’Inter. Pinto a Londra per chiudere

Pinto ha un obiettivo chiaro: chiudere l’affare Scamacca entro i primi giorni della prossima settimana. Così da evitare fastidiose (e pericolose) intromissioni dell’ultimo momento. Come riporta il Corriere della Sera, è il momento di raccogliere quanto seminato con il West Ham, per cui, Pinto quando partirà per Londra (ossia nelle prossime ore), dopo l’ok della proprietà, lo farà per chiudere.

Di sirene, intorno all’attaccante di Fidene, che ieri è partito dalla panchina nel match che gli «Hammers» hanno disputato contro il Rennes, ce ne sono state molte nelle ultime ore, a partire dal suo ex compagno Davide Frattesi. L’Inter e il Milan hanno fatto un tentativo. Ad entrambe, però, Scamacca ha risposto di aver scelto la Roma. Al momento a Trigoria non è previsto il piano B, per quanto riguarda l’attaccante, anche se il nome di Alvaro Morata resta sempre sul taccuino di Pinto. Piace Lucas Beltran, attaccante argentino (con passaporto italiano) classe 2001 ma costa tanto: il River Plate lo valuta 20 milioni più bonus e ha rifiutato un’offerta di 16 milioni della Fiorentina. A mezzanotte scadrà la clausola rescissoria di Paulo Dybala: l’argentino rimarrà alla Roma, e solo dopo la fine del mercato discuterà il rinnovo del contratto.

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Roma, colpi finali: Sanches e Scamacca più vicini. Settimana decisiva per Pinto

È la settimana in cui si può sbloccare il mercato in entrata. José Mourinho spera di avere la squadra al completo prima dell’amichevole di Tolosa, in Francia, prevista per domenica prossima, il 6 agosto. Come riporta La Gazzetta dello Sport, è la settimana in cui Scamacca e Renato Sanches possono diventare giallorossi. Il general manager giallorosso proverà a chiudere le due trattative in entrata.

Ieri Scamacca è rimasto inizialmente in panchina nell’amichevole che il West Ham ha perso in Francia per 3-1, contro il Rennes (i transalpini tra l’altro stanno pensando anche a Matic per sostituire Ugochukwu, in procinto di passare al Chelsea, ma difficilmente il serbo lascerà Trigoria). Moyes lo ha inserito solo a 20 minuti dalla fine. Il rapporto con gli inglesi ormai è agli sgoccioli.

Pinto a metà della prossima settimana sarà a Londra proprio per chiudere l’affare. Gli Hammers continuano a chiedere un prestito con obbligo di riscatto condizionato alle presenze e alla qualificazione alla Champions League (3 milioni più 22-23). La Roma invece vorrebbe avere le mani più libere, con un semplice diritto di acquisto. Il giocatore è praticamente d’accordo con il club giallorosso oramai da tempo e di questo ha preso cognizione anche David Moyes, che però prima di lasciarlo andare vorrebbe trovare un altro centravanti (le trattative per Broja e Origi si sono arenate strada facendo).

L’altro fronte aperto è quello legato a Renato Sanches. Il centrocampista portoghese in settimana tornerà a Parigi insieme al Psg, una volta conclusa la tournée asiatica della squadra di Luis Enrique. Nelle due amichevoli giocate finora in Giappone dalla squadra francese il classe 97′ non è mai sceso in campo, anche lui oramai tagliato fuori dalle scelte per la prossima stagione (e nell’unico match giocato quest’anno, con il Le Havre, Luis Enrique lo ha schierato addirittura come terzino).

Così, una volta rientrato in Europa, il centrocampista portoghese potrà finalmente mettere nero su bianco il suo futuro. Che, appunto, a meno di clamorosi colpi di scena prevede lo sbarco in giallorosso, con la formula del prestito con diritto di riscatto (intorno ai 12-13 milioni). Nei giorni scorsi Sanches al telefono ha parlato sia con Mourinho sia con Nuno Santos, il preparatore dei portieri della Roma. Il centrocampista si è oramai convinto ad accettare l’offerta giallorossa, nonostante inizialmente cercasse una squadra che potesse offrirgli di giocare ancora in Champions League. Vorrà dire che quella coppa proverà a giocarla proprio con la Roma, cercando di aiutare i giallorossi a tornarci dopo 5 anni di assenza.

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Calciomercato Roma: Scamacca entra al 71′ nell’amichevole contro il Rennes

Moyes lancia un altro segnale a Scamacca. Dopo aver dichiarato che la società sta cercando altri attaccanti, nel corso dell’amichevole tra West Ham e Rennes (1-3) l’ex Sassuolo è partito dalla panchina. Solo al minuto 71′ il tecnico degli Hammers ha deciso di farlo entrare in campo.

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Calciomercato Roma, dalla Francia: interesse del Rennes per Matic

Sirene francesi per Matic. Come riporta l’Equipe, infatti, il Rennes ha inserito il numero 8 giallorosso nella lista dei desideri. Il club bretone è alla ricerca di un nuovo mediano per sostituire Lesley Ugochukwu (destinato al Chelsea) e vede nel classe 88′ il sostituto. Oltre a Matic, il Rennes segue con interesse anche Tiemoué Bakayoko che attualmente è svincolato.

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Carnevali: ”Scamacca deve rimanere in Premier. Non so se gli faccia bene tornare alla Roma”

Giovanni Carnevali ha rilasciato un’intervista al programma Calcio Totale in onda su Rai 2. L’amministratore delegato dei neroverdi ha parlato di Scamacca e del suo possibile ritorno alla Roma, bocciando quest’ultima ipotesi. Di seguito le sue parole:

Credo che per una società importante Scamacca potrebbe essere un ottimo acquisto. Ha delle caratteristiche straordinarie, con grandi potenzialità e con dei margini di crescita notevoli. Se fossi un club di prima fascia lo prenderei, se fossi in Scamacca però rimarrei ancora in Premier. Ha fatto un solo anno, ha bisogno di ambientarsi, non conosceva la lingua ed ha avuto un infortunio che lo ha condizionato. Farebbe bene a rimanere ancora in Premier e non aver voglia di tornare in Italia, soprattutto alla Roma. In questo momento ha questo desiderio ma non so se faccia bene per lui”.

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Nuova Roma, c’è più Pinto che Mourinho: due orientamenti diversi a confronto

È la Roma a chilometro zero, è la Roma del risparmio. Le strettoie finanziarie hanno tracciato un limite divisivo tra le esigenze della società, e quindi l’orientamento di Tiago Pinto, e le ambizioni di Mourinho. Lo stesso allenatore che già dopo la finale di Budapest aveva chiesto investimenti corposi. Come riporta il Corriere dello Sport, la bilancia – o meglio il bilancio – pende per adesso tutta dalla parte del general manager.

Oggi le strategie aziendali sembrano indipendenti: senza spendere un euro sono arrivati Aouar, Ndicka, Llorente e Kristensen, che comincerà da titolare. Nel contempo la società ha incassato circa 35 milioni dalle cessioni dei giovani Tahirovic, Volpato e Missori più Kluivert e Carles Perez, a cui si aggiungeranno Villar e Reynolds.

La distanza nella valutazioni tra Pinto e Mourinho sembra esserci sia in attacco che a centrocampo. Se per la punta, infatti, il gm ha sempre puntato su Scamacca, il tecnico spinge per Morata che ha più volte contattato insieme a Dybala. Lo stesso sta accadendo con la mezzala: lo Special One sarebbe felice di avere Kamada, ma le pretese economiche del giapponese sono state considerate irricevibili da Pinto. Da qui la virata su Renato Sanches, in uscita dal Psg, una scommessa da tentare in prestito. Così la Uefa sarà contenta, Mourinho un po’ meno.

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Cristante: ”Mourinho sa tutto prima degli altri. L’obiettivo principale è la Champions”

Bryan Cristante ha rilasciato un intervista al Messaggero, in cui parla della sua carriere e del percorso nella Roma. Di seguito le dichiarazioni del numero 4 giallorosso.

Il Friuli terra di grandi calciatori, per non fare torto a nessuno, ne prendiamo tre a caso: Nereo Rocco, Fabio Capello e Dino Zoff. Lei ce l’ha un po’ la tempra friulana.

“Si, siamo un popolo di lavoratori, dedito alla fatica, tosto, serio. Quando si tratta di mettere il cento per cento, ci siamo sempre”.

Ha mosso i primi passi nel Casarsa, uno dei fondatori è stato Pasolini, pure lui per buona parte friulano.

“Ho visitato la sua casa, che oggi è un museo a lui dedicato”.

Lei è un anti-divo, questo al giorno d’oggi è un problema o ne va orgoglioso?

“Sono fatto cosi, non mi piace stare al centro dell’attenzione, non amo i social. Mi viene naturale. Non penso sia un problema”.

Come si pone, invece, davanti ai suoi colleghi più social?

“Ognuno fa ciò che vuole, mi rapporto con chiunque. Uno deve essere se stesso”.

Essere “personaggio”, però, aiuta.

“Io non sono stato penalizzato nella mia carriera. Magari qualche articolo in più aiuta, ma non ci do peso”.

Essere leader della Roma è stata una conquista?

“Lo trovo normale, è una questione di età, di esperienza. Oggi posso prendermi responsabilità diverse, conosco meglio Roma, sento il bisogno di aiutare i più giovani, trasmettere una certa mentalità che è stata trasmessa a me”.

Leader parlante o silenzioso?

“Parlo, eccome. Mi faccio sentire, sono un rompiscatole in campo. Mi trasformo quando gioco”.

De Rossi disse: “Servono undici Cristante”. Ci ripensa ogni tanto?

“Si, certo. Mi ha onorato, reso orgoglioso di giocare con lui e in questa piazza, che ha rappresentato al cento per cento. È stato l’emblema della passione, capace di trasmettere a noi giovani la passione per la maglia. Dire quelle parole il giorno del suo addio alla Roma ha avuto un peso. E lo ringrazierò sempre”.

Da giovane era al Milan, poi la fuga al Benfica. Un’occasione persa?

“No, quell’esperienza all’estero mi ha formato. Ho capito il mondo che c’è fuori dall’Italia, una scelta che rifarei. Ho imparato il portoghese, ho fatto esperienza, ho conosciuto pure i posti dove siamo qui ora al lavoro. E si sta bene”.

Le difficoltà ne ha avute, anche perché aveva solo 19 anni?

“Sono entrato in una cultura diversa, ho dovuto adattarmi. Capire un nuovo Paese, non era facile”.

Poi, il ritorno in Italia è stato naturale.

“L’italiano sta meglio in Italia”.

Bergamo il trampolino della sua carriera.

“Un ambiente serio, è stata una fortuna trovarsi lì. Basi solide, una presidenza italiana, a gestione familiare. Gasperini sapeva come valorizzare i giovani. Un’isola felice, insomma, dove è stato più semplice crescere”.

Si è mai sentito sottovalutato?

“Ci sono due aspetti da considerare. All’esterno forse è così, mi sottovalutano; dentro gli spogliatoi e nel calcio mi sono sempre sentito trattato come meritavo”.

Lei un ragazzo equilibrato, le è mai capitato di arrabbiarsi con qualche allenatore?

“Certo, è successo. Varie volte. Lo trovo normale”.

Con Mourinho discute?

“Capita, anche se lui sa come prenderci. Diciamo che mi è successo meno”.

L’approccio in una grande città come Roma?

“Ci sono pressioni diverse, all’inizio è stato difficile, poi è arrivato tutto quello che mi aspettavo: io metto sempre il massimo, diventa più semplice ritrovarsi. Oggi mi sono un po’ innamorato di questa città, per le sue bellezze, per la passione della gente verso la Roma”.

Cosa ha di speciale giocare con la maglia giallorossa?

“C’è un’atmosfera particolare, come vivere ventiquattro ore al giorno di calcio. Questo lo senti, più passa il tempo e più è così anche per un calciatore. Poi, cerco sempre di staccare quando sono a casa: ho la mia famiglia, gli amici, i miei cani”.

Il monumento di Roma che porta nel cuore?

“Facile: il Colosseo”.

Cosa ha Mourinho di speciale?

“Sa tutto prima degli altri. Ha la visione giusta delle situazioni, sa cosa fare e come comportarsi sempre. È un grande”.

Tra dieci anni come si vede?

“Non ci ho ancora pensato. Di sicuro vorrei avere qualche trofeo in più in tasca”.

La questione Arabia. Lì ci si va perché si fa calcio o è solo questione di soldi?

“In questo momento il calcio arabo non è paragonabile al nostro. Bisogna vedere come si evolve o se resta una questione legata a una sola estate. Oggi se mi offrissero di andarci, direi di no. Voglio competere qui. In avanti, chissà, è tutto da verificare”.

Il suo ruolo, dopo averne ricoperti tanti, qual è?

“Nei due di centrocampo, il play. Fare il trequartista è stata una cosa estemporanea, anche divertente, ma è un ruolo che non sento totalmente mio”.

La Roma con Mou atto terzo riparte dalla rabbia di Budapest?

“Sì. Vogliamo andare avanti nelle coppe e guadagnarci la Champions”.

Che serve per trattenere Mou?

“Questo va chiesto a lui”.

L’ultimo campionato non è andato bene, colpa solo degli arbitri?

“No, penso che le ragioni siano anche altre. Ad aprile eravamo terzi e in lotta per ogni competizione, ma gli infortuni arrivati tutti insieme ci hanno creato problemi. Io facevo il difensore, i ragazzi della Primavera erano titolari, avevamo un solo attaccante. Non è stato facile”.

Budapest è ancora un brutto ricordo per via dell’arbitro, però.

“Ci sono stati episodi controversi, ma ormai è andata”.

La Champions, questione necessaria per la prossima stagione.

“L’obiettivo principale è quello”.

Per lo scudetto, invece?

“È difficile. A gennaio sapremo qualcosa di più. Sperare non costa. Dobbiamo tornare a giocare la Champions. Vorrei tanto vincerne una”.

Più del Mondiale?

“Mah, non saprei. Vincere la Champions con il tuo club forse dà qualcosa in più. Ma al Mondiale bisogna andare, stavolta non possiamo fallire, non ci sono scuse”.

Ha mai pensato di perdere Mancini dopo la mancata qualificazione in Qatar?

“No, anche se so che nella testa di un allenatore a volte girano certi pensieri. Il suo non è un compito facile”.

Pochi italiani convocabili, ad esempio.

“Sì, e poi tante partite. I momenti per costruire una Nazionale sono sempre pochi. Ma ora con Mancio vogliamo toglierci altre soddisfazioni”.

Un aggettivo per i tre nuovi romanisti.

“Aouar tecnico. Kristensen potente. Ndicka grande forza e un bel sinistro”.

Insomma, la Roma si sta migliorando, anche se manca qualcosa?

“Quelli che sono arrivati fino a ora sono bravi e ci daranno una grossa mano”.

Lungo ritiro in Algarve, ci sembra che ci si diverta anche, no?

“Siamo un bel gruppo, l’ambiente è tranquillo. Si gioca a carte, Mancini, Spinazzola, Belotti sono i più accaniti. Io mi dedico al ping pong, le mie sfide con Bove”.

Dybala è uno che sposta?

“È un fuoriclasse. Quando sta bene, ci fa la differenza”.

Quanto starà alla Roma?

“Finché mi tengono. Clima e città fantastici. Ora dobbiamo solo ricaricarci e provare a vincere qualcosa. Con la Champions come obiettivo primario

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Sanches sempre più vicino. Roma alla finestra per Scamacca

Renato Sanches continua a rimanere in panchina con il PSG. Anche ieri, è rimasto a guardare l’amichevole persa dai parigini per 3-2 contro i giapponesi del Cerezo Osaka. Cosa che era già successa nel test precedente, quello con gli arabi dell’Al Nassr. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il centrocampista portoghese sta trattando con la Roma il suo passaggio in prestito con diritto di riscatto, mentre i giallorossi ed il Psg dovrebbero trovare un accordo ad inizio della prossima settimana, al ritorno dei parigini in Francia. Sanches nel frattempo ha avuto contatti sia con José Mourinho, che con Nuno Santos. Il preparatore dei portieri della Roma, infatti, lo conosce di persona per averci lavorato per qualche mese insieme a Lille.

Sul fronte Scamacca, invece, David Moyes ha confermato a Sky UK come il West Ham stia cercando una punta. “Abbiamo fatto diverse offerte, sul mercato siamo attivi, aspettiamo soltanto che qualcuna si concretizzi presto”. Lo aspetta anche la Roma, per poi mettersi a tavolino e provare a chiudere per il centravanti azzurro. In uscita, invece, Vina è sempre più vicino al Sassuolo, mentre Reynolds è virtualmente un giocatore del Westerlo. Manca solo di piazzare Villar, la cui trattativa con il Granada va avanti da qualche giorno.