L’urlo si ripete: Paulooo. C’è la Roma, c’è Mourinho, ma il protagonista delle giornate portoghesi è soprattutto lui. Dybala. Come riporta il Corriere dello Sport, i suoi agenti, Antun in testa, sono a Roma da qualche giorno e dovrebbero incontrare nelle prossime ore Tiago Pinto. Il General Manager giallorosso ancora non è partito per il Portogallo proprio perché è impegnato nelle questioni di mercato: le cessioni, il centravanti, sì, ma anche il contratto di Dybala.
Oggi, grazie ai bonus scattati nella prima stagione alla Roma legati a minuti, gol e assist, la Joya guadagna circa 6 milioni netti. Questo step è già garantito da qui al 2025. Con questo adeguamento si è già issato al livello dei compagni più pagati, cioè Pellegrini e Abraham. Ma la Roma è disposta a fare un ulteriore sforzo pur di vederlo sorridere ancora di più: migliorando premi individuali, che diventerebbero più facili da conseguire, e aumentando anche la parte fissa dello stipendio.
Dybala potrà diventare così un simbolo del club. In campo e fuori. In cambio del sacrificio economico, la Roma chiederà di inserire una clausola rescissoria più alta o addirittura di eliminarla dal contratto, che potrebbe essere allungato fino al 2026. Un anno in più di Joya.
I Friedkin in questo senso non presenteranno alcuna obiezione perché hanno compreso che con Dybala, come raccontato da Mourinho sin dai primi giorni, sarà più facile ritornare in Champions League e quindi alimentare il circolo vizioso dei ricavi. Non si può rinunciare all’unico fuoriclasse della squadra.
La Roma è vicina al vedersi sfumare un obiettivo per il centrocampo. Come riportato da Florian Plettenberg, giornalista tedesco di Sky Sport Deutschland, il Borussia Dortmund sta accelerando per chiudere l’acquisto di Sabitzer dal Bayer Monaco. Le due società nelle prossime 48 ore dovrebbero formalizzare l’acquisto del classe 94′. Sabitzer firmerà un contratto almeno sino al 2027. L’operazione si aggira intorno ai 19 milioni di euro.
La Roma si prepara a salutare Eldor Shomurodov. Come riporta Sky Sport, i giallorossi hanno definito la cessione dell’attaccante uzbeko in prestito con diritto di riscatto (intorno ai 9-10 milioni) al Cagliari. Il classe 95′ domani sosterrà le visite mediche e si aggregherà alla squadra allenata da Ranieri.
7.3.2021 Roma vs Genoa (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Bryan Reynolds
(Foto Gino Mancini)
La Roma lavora sulle cessioni dei calciatori che non rientrano nel progetto di Mourinho. Tra questi c’è Reynolds. Come riporta Filippo Biafora, il terzino statunitense è ormai pronto a trasferirsi a titolo definitivo al Westerlo. La società belga verserà nelle casse giallorosse 3,5 milioni più bonus oltre a garantire il 25% sulla futura rivendita.
IL FOCUS (di Nicolas Terriaca) – Oltre 5000 tifosi, nella notte tra il 21 e il 22 luglio, hanno festeggiato i 96 anni dell’AS Roma. Bandiere, fumogeni, fuochi d’artificio, cori e un amore incondizionato verso la squadra che rappresenta la capitale d’Italia. Il corteo giallorosso è iniziato al Pantheon per poi proseguire in via degli Uffici del Vicario 35: prima sede storica del club. Proprio in quel luogo, il 22 luglio 1927 venne emanato l’ordine del giorno numero 1 al fine di fissare l’operatività della società. L’artefice fu Italo Foschi: primo presidente della Roma.
Viaggio romanista, dal primo scudetto alla Conference League
Dopo un decennio di piazzamenti più o meno buoni, nella stagione 1941-42 la Roma vinse il suo primo scudetto (14 giugno 1942). I giallorossi, allenati da Alfred Schaffer, si imposero grazie ad una stagione straordinaria e scrissero la storia: per la prima volta un club del centro-sud vinse il tricolore.Masetti e Amedei furono gli uomini simbolo. Nel corso di quella stagione la squadra aveva un appuntamento fisso: prima della gare casalinghe, alle 12, si ritrovava nella tipica trattoria di Roma ”Da Augusto” per pranzare tutti insieme e andare alla Stadio Flaminio.
Dopo la vittoria dello scudetto, la Roma entrò in un periodo buio che portò anche all‘unica retrocessione del club (1950-1951). Per tornare ad alzare un trofeo, i tifosi giallorossi videro cambiare 21 allenatori e 5 presidenti. Dopo 7059 giorni (poco più di 19 anni), l’11 ottobre 1961 il capitano Giacomo Losi alzò la Coppa delle Fiere. In seguito al vantaggio romanista, grazie all’autorete di Farmer, gli inglesi del Birmingham cominciarono a giocare in modo duro e l’allenatore giallorosso Carniglia si avvicinò alla panchina del suo collega britannico Merrick urlandogli: ‘’Fai smettere i tuoi di picchiare o ti prendo a pugni. Buttiamoci noi 2 e lasciamo i ragazzi’’. Alla fine la Roma raddoppiò con Pestrin e vinse la gara 2-0 (andata 2-2 a Birmingham). Oltre 55mila lupi all’Olimpico finalmente poterono tornare a festeggiare.
Gli Anni 60 regalarono altre soddisfazioni ai tifosi giallorossi. Il primo novembre 1964, infatti, la Roma vinse la sua prima Coppa Italia. Dopo lo 0-0 all’Olimpico contro il Torino, la società granata, conoscendo i problemi economici della Roma, propose la ripetizione della finale tra le proprie mura in cambio della fetta più consistente dell’incasso. Juan Carlo Lorenzo, attuale tecnico giallorosso, convinse il presidente Dettina ad accettare perché avrebbe favorito il contropiede della sua squadra. Finì 0-1 con gol di Nicolè e con i romanisti a cantare: ‘’Non ce vonno sta’’.
Il 28 giugno 1969 i giallorossi replicarono la vittoria in Coppa Italia. La Roma trionfò 3-1 in casa del Foggia e arrivò prima nel girone aggiudicandosi il trofeo. La partita si disputò in un clima incandescente tant’è che ad Herrera, attuale allenatore giallorosso, venne lanciato di tutto tra cui una scarpa. In conferenza il tecnico argentino disse: ‘’Ringrazio i ragazzi, la stampa, i dirigenti e il pubblico che mi ha tirato una scarpa… Ma io calzo 43 e non mi è servita’’.
Gli Anni 70 furono caratterizzati dalla presidenza di Gaetano Anzalone che ebbe il merito di portare per la prima volta l’artefice del secondo scudetto della Roma: Nils Liedholm. I giallorossi, però, tornarono a vincere quando al timone del club arrivò Dino Viola. Nell’estate del 1979, con il suo approdo in società, ci fu una svolta storica. In 12 anni di presidenza portò la Roma ai vertici del calcio italiano ed europeo: 1 scudetto, 5 Coppe Italia (3 vinte dal Principe Giannini) e una finale di Coppa Campioni persa all’Olimpico, che rappresenta la cicatrice più profonda per i tifosi giallorossi.
L’8 maggio 1983 è una data scolpita nella testa dei sostenitori romanisti: la Roma, dopo 41 anni, divenne aritmeticamente campione d’Italia. Alla penultima giornata, grazie a un gol di Pruzzo che fruttò il pareggio a Genova (1-1), i capitolini vinsero il loro secondo scudetto. Dino Viola raggiunse il suo obiettivo.
Il capitano simbolo dell’epopea romanista fu Agostino Di Bartolomei (succeduto da Ancelotti e Giannini). L’ultima gara ufficiale che disputò con la maglia giallorossa fu la finale di Coppa Italia del 26 giugno vinta 1-0 contro il Verona, un mese dopo la delusione della finale di Coppa Campioni persa contro il Liverpool (30 maggio 1984).
La seconda svolta societaria ci fu nella stagione 1993-94. Dopo un breve periodo di interregno che vide alla testa del club capitolino Pietro Mezzaroma e Franco Sensi, il secondo divenne unico proprietario della Roma. La famiglia Sensi rimase al timone della società per 18 anni: uno scudetto, 2 Coppe Italia e altrettante Supercoppe italiane. I due capitani che segnarono un’epoca furono Francesco Totti e Daniele De Rossi.
Il primo trofeo vinto da Franco Sensi fu quello più importante: il campionato 2000-2001. Sensi, stimolato dalla vittoria dello scudetto della Lazio (1999-2000), mise a disposizione di Capello: Batistuta, Samuel ed Emerson. La Roma dominò gli avversari dall’inizio alla fine, rimanendo sempre padrona del torneo. Il 17 giugno 2001, di fronte ad un Olimpico pieno di amore, alle 17:03 la squadra capitanata da Totti divenne campione d’Italia. E via con l’invasione di campo. Il destino ha voluto che accadde nello stesso giorno in cui, nel 1951, i giallorossi precipitarono per l’unica volta nella loro storia in Serie B. Dopo 18 anni i tifosi romanisti tornarono a cantare: ”I campioni dell’Italia siamo noi”.
Nell’estate del 2011 iniziò una nuova era per l’AS Roma: l’arrivo di nuovi proprietari americani. Nella prima fase, i giallorossi furono guidati da Thomas DiBenedetto e successivamente da James Pallotta che fu nominato presidente. Negli 8 anni in cui ricoprì tale ruolo, terminarono contrariati la loro carriera a Roma i 2 uomini simbolo della squadra: Totti e De Rossi. Momenti indelebili, scolpiti nel cuore dei tifosi giallorossi.
Il club, dopo 8 anni in cui non arrivò nessun trofeo (sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio nel 2013), cambiò nuovamente il proprio vertice: il 17 agosto 2019, Dan Friedkin diventò il nuovo proprietario della Roma.
Dopo 14 anni grazie all’arrivo di uno degli allenatori più vincenti del calcio, Josè Mourinho, i giallorossi sono tornati ad alzare un trofeo. Nella prima stagione dello Special One (2021-2022), infatti, i giallorossi vincono la prima edizione della Uefa Conference League battendo in finale 1-0 il Feyenoord. Il 25 maggio 2022, per la prima volta un capitano romano e romanista (Lorenzo Pellegrini) alza un trofeo internazionale. L’anno successivo e quindi nella stagione appena terminata, la Roma tenta di replicarsi in Europa League ma a causa di una direzione arbitrale oscena, i giallorossi perdono in finale ai calci di rigore contro il Siviglia.
Emozioni contrastanti che hanno caratterizzato tutta la storia giallorossa sin dal 22 luglio 1927: giorno in cui la capitale d’Italia ha avuto una squadra che portasse il suo nome, data in cui è iniziata la storia d’amore più bella per i tifosi romanisti. Finché morte non ci separi, auguri Roma!
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Pellegrini Coppa
(Foto Gino Mancini)
Oltre 5000 tifosi, nella notte tra il 21 e il 22 luglio, hanno festeggiato i 96 anni dell’AS Roma. Bandiere, fumogeni, fuochi d’artificio, cori e un amore incondizionato verso la squadra che rappresenta la capitale d’Italia. Il corteo giallorosso è iniziato al Pantheon per poi proseguire in via degli Uffici del Vicario 35: prima sede storica del club.
Nel mentre anche José Mourinho ha voluto celebrare su Instagram il compleanno del club. Lo Special One, infatti, ha scritto: “Auguri a questo club storico e ai suoi tifosi unici. Forza Roma sempre”.
La Roma ha vinto la seconda amichevole del precampionato 6-0 contro il Latina. Al termine della partita, ha parlato Kristensen che è subentrato nella ripresa. Di seguito le sue dichiarazioni.
Come sono andati i primi giorni?
“Sto cercando di ambientarmi, è molto caldo, caldissimo per uno come me che viene dalla Scandinavia. Sono stato accolto bene, non vedo l’ora di prendere il ritmo”
Quali sono i tuoi obiettivi?
“Raggiungere il mio massimo livello possibile e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi. Sono un giocatore di squadra e devo aiutare i miei compagni”
Il tuo impatto con l’ambiente?
“Molto buono, sono arrivato solo lunedì. Sono state giornate di intenso lavoro fisico come è giusto che siano i primi giorni. Finora sta andando bene, mi sto godendo la squadra e la città”
Come sta andando con Mourinho?
“Si aspetta che io possa aiutare la squadra ed essere una valida opzione sulla destra. La cosa più importante è lottare per la squadra, per l’allenatore e per i compagni, per questo sono qui”
Sei più un giocatore da difesa a 3 o a 4?
“La difesa a 3 o a 5 è adatta alle mie caratteristiche di terzino di spinta, lì emergono le mie qualità. Posso giocare anche in una difesa a 4”
La Roma è alla ricerca dell’attaccante che possa sostituire Abraham. I giallorossi, oltre a Morata, sono fortemente interessati a Gianluca Scamacca. Pinto, da tempo, ha trovato l’accordo con il calciatore. Come riporta Sportitalia, però, l’Inter, nelle ultime ore, ha fatto un sondaggio esplorativo con il West Ham per comprendere le richieste degli Hammers ed aprire, eventualmente in un secondo momento, le valutazioni anche rispetto al centravanti italiano. Il duello di mercato con i nerazzurri, quindi, si potrebbe aprire su due fronti: Scamacca e Morata.
Sandro Tovalieri ex attaccante della Roma è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Scamacca o Morata? Sono due attaccanti interessanti. Morata è una sicurezza anche non se non è un bomber. Scamacca è un giovane emergente ma, rispetto allo spagnolo, vede più la porta. Se potessi li prenderei entrambi ma se devo scegliere punterei su Scamacca. L’ex Sassuolo ha fatto bene in Serie A, è romano e romanista e questo è un valore aggiunto. Morata se, vediamo il suo storico, non è un bomber e non ha mai avuto queste caratteristiche: è più una seconda punta che con Dybala potrebbe formare una coppia importante. Il centravanti che devi prendere, però, deve essere un goleador, quindi, punterei su Scamacca che, data la giovane età, è anche più futuribile rispetto allo spagnolo.
Quanto può crescere Scamacca? A Sassuolo ha fatto gol eccezionali: è dotato fisicamente, tecnicamente ed è anche bravo di testa. I margini di crescita sono ampi. La Roma ha bisogno di due attaccanti: Belotti lo stimo, però, è un’incognita. Se la Roma fa altri due, tre colpi oltre a quelli che sono arrivati, la rosa sarebbe rafforzata.
Il centrocampista? Avrei voluto Frattesi ma non è stato possibile. Renato Sanches è un buon calciatore.
Ti convince Rui Patricio, gli affiancheresti qualcuno? Ha fatto bene ogni tanto ha commesso qualche errore ma può succedere nel corso di un campionato. In finale di Conference fece della parate determinanti. Gli avrei affiancato Vicario, peccato che è andato all’estero come tanti calciatori italiani.
Sandro Tovalieri conclude con un pensiero sulla proprietà giallorossa.
I Friedkin sono arrivati in un momento particolare però stanno operando bene: Mourinho, Dybala, Matic e Wijnaldum ne sono la dimostrazione. Se non ci fossero stati i limiti di cui siamo a conoscenza con la UEFA, avrebbero potuto costruire una squadra molto competitiva degna della tifoseria.
La Roma ha messo nel mirino Renato Sanches. Come scrive Gianluca Di Marzio, i giallorossi vorrebbero il portoghese in prestito, ma il PSG, per il momento, non sembra intenzionato a lasciar partire il giocatore a titolo temporaneo con diritto di riscatto. La Roma, in ogni caso, ha fiducia di riuscire a prendere, alle sue condizioni, il classe 97′, primo nome nella lista per il centrocampo.