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Trigoria, Roma a lavoro in vista dell’Inter: ok Oliveira, ma Veretout ha una chance

Nuova mattinata di lavoro a Trigoria per la squadra giallorossa che ha proseguito la preparazione del big match di sabato pomeriggio a San Siro contro l’Inter.

Giallorossi in campo e divisi tra un lavoro atletico ed uno tecnico-tattico. Sergio Oliveira è recuperato e contro i nerazzurri ci sarà, ma Jordan Veretout ha una chance per partire dal 1′ minuto al fianco di Cristante. In avanti tornerà Mkhitaryan dall’inizio alle spalle di Abraham, con Pellegrini a supporto come nel derby.

Probabile formazione: 3-4-2-1 Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira/Veretout, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan, Abraham

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Leicester-Roma, in mezz’ora è già sold out il settore ospiti

E’ già sold out il settore ospiti del King Power Stadium di Leicester. Questa mattina alle 10 è stata aperta la prenotazione dei biglietti della sfida di andata della semifinale di Conference League: in circa mezz’ora sono già stati prenotati tutti e i 1600 tagliandi resi disponibili dal club inglese (il 5% della capienza dello stadio) per i tifosi romanisti.

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Mourinho torna a San Siro e sfida un tabù

Nonostante i risultati raccolti negli ultimi mesi, la filosofia di José Mourinho non cambia: pensare una partita alla volta. Per questo, scrive il Tempo, fino a sabato la testa della Roma dovrà essere rivolta solamente al big match con l’Inter e a mantenere viva la corsa per un posto di prestigio in Europa. Quello con i nerazzurri rappresenta probabilmente il più difficile dei cinque match di campionato rimasti da giocare. Oltre a fare i conti con gli uomini di Inzaghi infatti – due ko stagionali in altrettanti scontri diretti – i giallorossi dovranno vedersela anche con il rinnovato tabù Meazza.

È dalla stagione 16/17 che la Roma non torna da Milano con i tre punti dopo una sfida con l‘Inter:l’ultimo tecnico ad espugnare San Siro contro i nerazzurri è stato Spalletti, uscito con un 3-1 dalla Scala del calcio grazie a una doppietta di Nainggolan e a un rigore trasformato da Perotti. Da allora sono arrivati 3 pareggi e 2 sconfitte mentre l’ultima vittoria in casa del Milan risale alla stagione 17/18.

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La guida Mkhitarayn: non si fermerà fino alla fine

L’indispensabile si è fermato una volta, perché anche la Ferrari di Leclerc ogni tanto è obbligata al rifornimento, ma adesso corre dritto verso un appassionante rettilineo finale.

Inter e Leicester: Scrive il Corriere dello Sport, Henrikh Mkhitaryan “le gioca tutte“, come ha scherzosamente raccontato Mourinho, che al giocatore più esperto e vincente ha affidato la gestione della Roma nel momento decisivo della stagione, tra campionato e Conference League.

Non è un leader di spogliatoio, Micki. È anzi un tipo piuttosto introverso, fuori dal campo. Ma è unleader tecnico, di quelli che chiedono la palla quando scotta e la custodiscono gelosamente.

Nella doppia sfida contro il Leicester la sua esperienza di qualità sarà un fattore da valorizzare. Con Mourinho in panchina e con Smalling come compagno, Micki ha già segnato al King Power Stadium nel campionato 2016/17, contro Ranieri che era campione d’Inghilterra in carica. Il Man United vinse 3-0, Mkhitaryan fece gol e firmò anche l’assist per la terza rete di Mata. La sua speranza è ovviamente ripetersi.

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Verso l’Inter: Zaniolo non c’è, torna Oliveira. Mourinho schiera l’undici del derby

Contro l’Inter scenderà in campo la stessa Roma che ha battuto la Lazio 3-0. Sabato a San Siro, scrive il Messaggero, davanti a 70 mila persone, non giocherà Zaniolo per squalifica e la formazione sarà quella con Oliveira in campo, anche perché ci sarà il tempo di riposare in vista di giovedì prossimo quando i giallorossi voleranno in Inghilterra per affrontare il Leicester nella prima semifinale di Conference League.

Mourinho schiererà il 3-4-2-1: trio difensivo composto da ManciniSmalling Ibanez, in mediana l’ex Porto accanto a Cristante con ai lati Karsdorp Zalewski. Dietro ad Abraham, spazio a Mkhitaryan Pellegrini. L’alternativa è Afena-Gyan al posto di Oliveira con Miki pronto a scalare. Ipotesi percorribile, ma forse troppo spregiudicata, per mettere in difficoltà Inzaghi.

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Lotito: “Prezzi popolari della Roma? Ripagano tutto con la pubblicità”

Claudio Lotito ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero. Il presidente della Lazio è intervenuto circa l’affannosa questione in casa biancoceleste del poco seguito dei tifosi, l’opposto di quello che succede in casa Roma dove l’Olimpico viene riempito in ogni ordine di posto anche per le partite non di cartello. Queste le parole di Lotito.

Sull’altra sponda del Tevere, la Roma da un anno sta utilizzando politiche popolari per fidelizzare i tifosi. Inevitabile il confronto. 

Loro si ripagano tutto con la pubblicità. Noi non abbiamo fatto gli abbonamenti perché dall’inizio, con le restrizioni Covid, non si capiva quale sarebbe stata la capienza dello stadio. Anche a gennaio sono cambiate di continuo le direttive.

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Un pieno d’amore: contro il Leicester arriva l’ennesimo sold-out

La corsa al biglietto di Roma-Leicester ha fatto registrare un assalto alla diligenza online senza precedenti, scrive Il Messaggero. Letteralmente polverizzati i tagliandi a disposizione con code virtuali che hanno fatto registrare la bellezza di 130mila persone in attesa dell’agognato ticket. Per intenderci, è come se l’intera città di Salerno si fosse messa in fila per poter acquisire il biglietto per il match di ritorno della semifinale di Conference League. La società giallorossa ha deciso la solita modalità di acquisizione per i tagliandi che normalmente effettua per le gare europee. Ossia concedere la prelazione agli abbonati (circa 21mila) che poi, da mezzogiorno alle 14.59 di ieri, hanno avuto anche la possibilità di acquisire altri due tagliandi. Ma non è finita qui. Perché poi è scattata la vendita libera con i circa 10 mila biglietti rimasti disponibili, presi d’assalto con picchi di 130mila attese. Sarebbe praticamente servito un secondo Olimpico per soddisfare tutti. Una risposta che a Trigoria si attendevano ma che ha lasciato comunque a bocca aperta Mourinho e i calciatori. Si tratta della conseguenza di un rapporto ricostruito tra squadra e tifoseria, frutto sia di un’amore senza limiti che di una politica societaria portata avanti dai Friedkin (che per la gara contro il Leicester hanno lasciati inalterati i prezzi) nell’ultimo anno.

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Mourinho e Sarri, gli arbitri del campionato

Le romane arbitre dello scudetto. Sabato Inter-Roma, domenica Lazio-Milan: Inzaghi e Pioli, entrambi ex allenatori biancocelesti, cercheranno punti decisivi contro Mourinho e Sarri, scrive il Corriere della Sera. Non sarà certo la prima volta che le squadre della Capitale potranno decidere un campionato: la Lazio ne ha fatti perdere 2 all’Inter, battendola per 4-2 all’ultima giornata sia nel 1935 sia nel 2002 (favorendo in entrambi i casi il sorpasso della Juventus), e ne ha regalato uno al Cagliari, l’unico per i sardi, battendo 2-0 la Juve al terzultimo turno nel 1970; la Roma fermò il sorprendente Livorno (1-0 nel 1943) favorendo il sorpasso del Grande Torino che 3 settimane dopo vinse il primo di 5 campionati consecutivi, e nel 1974 fece addirittura un favore ai cugini battendo 3-2 la Juventus e lasciando a +3 la Lazio che nel turno successivo conquistò il suo primo scudetto.

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Da Appiano al “suo” hotel. Con vino, risate e manie Josè strega ancora Milano

Puoi togliere l’Inter a José, ma mai José dall’Inter, scrive La Gazzetta dello Sport. Puoi non vederlo più alla Pinetina, certo. Ma è impossibile che ad Appiano, a Milano, a Como, nel cuore di ogni tifoso dell’Inter non ci sia almeno un centimetro quadrato riservato a Mourinho. Torna Mou e San Siro si veste a festa: per lo scudetto, certo, ma pure per omaggiare l’amico di sempre, l’uomo dei sogni. D’argento e di cristallo è la miniatura di San Siro che l’Inter gli ha regalato a febbraio, quando si riaffacciò per la prima volta. D’oro, invece, è la sua eredità. Un primo esempio? Oggi l’ufficio dell’allenatore ad Appiano è esattamente nel luogo in cui lo fece posizionare, spostandolo, Mourinho all’inizio del suo biennio. José viveva la Pinetina, non ci lavorava. Nel secondo anno praticamente si era trasferito nel centro sportivo, lasciando moglie e famiglia a godersi la villa di Como. “Mou amava controllare tutto. Per dire: dalla palestra, allora, non si vedeva quel che accadeva nei campi. Bene: lui fece abbattere la siepe, così da poter tenere d’occhio sempre tutto, dall’esterno verso l’interno e viceversa. – ricorda Antonio Santoro, allora responsabile della gestione del centro sportivo – Limitò gli accessi, prima di lui i calciatori venivano avvicinati da troppo persone. Fu il primo ad alzare i teloni per evitare che gli allenanti fossero spiati da giornalisti e osservatori avversari. Raccontava le barzellette, ma erano sempre le stesse, solo che nessuno aveva il coraggio di dirglielo. Se litigavi con lui, il primo giorno era meglio lasciar stare, dal secondo poi si tornava a ragionare. Quante volte ho fatto da mediatore tra lui e Maicon, lui e Julio Cesar, lui ed Eto’o…“.  La Pinetina è stata la culla del Triplete. In giro per il mondo ci sono Inter club dedicati a José un po’ ovunque. Ce n’è uno pure a Ciampino, mescolato tra i romanisti che allora lo vedevano come principale rivale e oggi hanno imparato ad amarlo. Ad Appiano, del gruppo squadra di José, è rimasto qualche protagonista. Javier Zanetti, capitano di allora, oggi è vicepresidente. Piero Ausilio, ex responsabile del settore giovanile ma già a contatto con la prima squadra con Mou, ora è il direttore sportivo. E poi Christian Chivu, che allora lottava col caschetto protettivo e oggi guida la Primavera.  José viveva a Como, nella splendida Villa Ratti. A Milano frequentava ogni tanto l’Osteria del Corso, i figli andavano a scuola in Svizzera. Ma il suo (e dello staff) quartier generale era il Melia di San Siro, sede ogni tanto dei ritiri prepartita. Il responsabile dell’hotel era Alessandro Misani: “Mi volle sul bus con la squadra dopo lo scudetto. E poi: andai a Barcellona in Champions l’anno del Triplete. Ma la gara del girone, dove perdemmo malamente. José allora mi vietò di continuare a seguire la squadra all’estero. Mi regalò una bottiglia di vino portoghese prima degli ottavi: “Durante la partita bevi questa”. Eseguii: vincemmo, io mi ubriacai, andammo ai quarti, E così, stessa scena, per i quarti col Chelsea e poi col Barcellona: ubriaco, ma qualificato. Prima della finale mi disse: “Questa puoi venire, è campo neutro”. Mi regalò 30 biglietti“.  Oggi Alessandro è direttore operativo di tutti i Melia: “Mi sa che sabato passo a trovarlo, prima della partita. Allo stesso hotel? No, in quello è andato a febbraio. Ma ha perso, così ha cambiato…“. È sempre il solito Mou.

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Olimpico già esaurito per il Leicester: in un pomeriggio 130mila richieste

Sold out, in neanche un pomeriggio. Ieri la Roma ha venduto tutti i biglietti per la partita di ritorno della semifinale di Conference League, in programma il 5 maggio, quando all’Olimpico arriverà il Leicester, scrive La Gazzetta dello Sport. Di fatto, l’undicesimo sold-out della stagione giallorossa, con la tifoseria romanista che ha praticamente preso d’assalto la biglietteria giallorossa, con quasi 130mila richieste totali. Impossibile esaudirle tutte, ci sarebbero voluti due stadi interi. Considerando la quota riservata alla tifoseria inglese, invece, di fatto sono già più di 62mila gli spettatori muniti di biglietto per la semifinale. E oggi ci sarà la vendita dei 1600 tagliandi riservati ai romanisti per la gara d’andata, quella che si giocherà a Leicester il 28 aprile. Facile pensare che anche quelli andranno polverizzati in pochissimo.