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Roma-Milan, gomitata di Kessie a Nainggolan. Il belga perde un dente

Nel corso del primo tempo di Roma-Milan, Radja Nainggolan è stato colpito  al volto da Kessie, centrocampista rossonero, con una gomitata involontaria. Ad avere la peggio è stato il belga che sfortunatamente ha perso un dente. Dopo essere rimasto a terra alcuni secondi il belga si è rialzato e ha ricominciato a giocare senza particolari problemi.

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Totti: “In Champions possiamo passare. Schick? E’ straordinario, a Dzeko serve riposo”

Francesco Totti, attuale dirigente della Roma, ha parlato nel prepartita di Roma-Milan ai microfoni di Premium Sport:

"Ormai sono entrato nella parte da dirigente. Il ko contro lo Shakhtar Donetsk? La Roma in certi momenti è stata inaspettata, primo tempo straordinario, il secondo non è stato da Roma, volevamo fare la nostra partita e fare risultato, purtroppo alla fine abbiamo perso però rimaniamo in corsa, abbiamo le carte in regola per passare. Stasera vogliamo giocare come nel primo tempo di mercoledì, è la Roma che tutti vogliono. Schick? Sappiamo tutti che è un giocatore straordinario, speriamo che lo possa dimostrare stasera, cercherà di sfruttare questa chance nel migliore dei modi, per noi è fondamentale e siamo riusciti a strapparlo alla Juventus, ci puntiamo tantissimo. Con Ciro Ferrara abbiamo condiviso belle esperienze insieme, come nel 2006. Perché Schick al posto di Dzeko? È una decisione che ha preso il mister e va rispettata, Edin ha sempre giocato e gli serve un po' di riposo per ritrovare brillantezza, Schick ha potenzialità fisiche e tecniche per fare la prima punta, lo sfrutteremo fino alla fine. Nainggolan? Appannato, affannato, dite come volete ma essendo un giocatore top, la gente si aspetta sempre grandi prestazioni da lui, è sempre attivo su più fronti e noi siamo contenti di averlo. Se mi hanno imposto il ritiro? Ho detto quello che ho pensato, ognuno è libero di dire ciò che vuole, non era riferito a nessuno, quando uno smette deve essere cosciente di quello che fa. Continuare a giocare? Con i ma e con i se si possono fare tante cose, in tribuna è vero che qualche volta vorresti giocare, è una cosa fresca".

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Roma-Milan: le formazioni: out De Rossi, Florenzi e Dzeko

La Roma deve riscattare il ko in Champions League contro lo Shakhtar Donetsk e per farlo dovrà superare il Milan, apparso rigenerato dalla cura Gattuso in questo inizio di 2018.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

AS ROMA (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman, Nainggolan; Cengiz Under, Schick, Perotti.
A disposizione: Skorupski, Lobont, Florenzi, Juan Jesus, Capradossi, Silva, De Rossi, Gerson, Defrel, El Shaarawy, Dzeko.
Allenatore: Eusebio Di Francesco.
Squalificati: –
Diffidati: De Rossi, Fazio, Dzeko.
Indisponibili: Gonalons, Karsdorp.

AC MILAN Probabile (4-3-3): G.Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bonaventura; Suso, Cutrone, Calhanoglu.
A disposizione: A.Donnarumma, Guarnone, Abate, Musacchio, Gomez, Zapata, Locatelli, Montolivo, Mauri, Borini, André Silva, Kalinic.
Allenatore: Gennaro Gattuso.
Squalificati: –
Diffidati: Bonucci.
Indisponibili: Conti, Storari, Antonelli.

Arbitro: Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo.
Assistente I: Peretti.
Assistente II: Preti.
IV Uomo: Guida.
VAR: Irrati.
AVAR: Carbone.

 

 

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Totti e Federer tra le stelle dei Laureus Sport Awards

Ci sarà anche Francesco Totti a illuminare la scena dei Laureus World Sports Awards, gli Oscar dello sport, che si terranno martedì 27 febbraio, alle ore 19.00, presso la Salle des Ėtoiles dello Sporting Club di Montecarlo. L'ex capitano della Roma, oggi dirigente giallorosso contenderà le luci della ribalta a Roger Federer, che ha rinunciato al torneo di Dubai pur di essere presente nel Principato, dove è candidato in due diverse categorie: «Miglior sportivo dell'anno» e «Ritorno dell'anno».  Il tennista svizzero, che ha già all'attivo quattro statuette, potrebbe diventare lo sportivo più premiato di sempre. Assieme a Totti e Federer sfileranno sul Red Carpet stelle di primo piano come Alessandro Del Piero, Laureus Academy Member, e Bebe Vio, premiata lo scorso anno, sempre a Montecarlo, come «Migliore atleta con disabilità dell'anno».  Insieme a loro, Cafù e Hidetoshi Nakata, che con Totti hanno conquistato l'ultimo scudetto della Roma nella stagione 2000/2001. Inoltre, saranno presenti, tra gli altri Toto Wolff, Ruud Gullit, Luis Figo, Raul, Ryan Giggs, Marcel Desailly, Nadia Comaneci, Martina Navratilova, Boris Becker, Monica Seles, Fabian Cancellara, Marvin Hagler, Emerson Fittipaldi, Michael Johnson, Sean Fitzpatrick, Maria Hõfl-Riesch, Edwin Moses. La cerimonia di premiazione, in diretta sul canale interattivo di Sky Sport 24HD e in streaming sul sito Skysport.it, sarà presentata da Benedict Cumberbatch.  Per l'attore inglese, che ha interpretato ruoli di primo piano in numerosi film e serie TV di successo, tra cui spicca il ruolo di Sherlock Holmes in «Sherlock» e di Allan Turing in «The Imitation Game», si tratta di un ritorno sul palcoscenico dei prestigiosi premi internazionali: Cumberbatch ha infatti già presentato le edizioni del 2014, a Kuala Lumpur, e del 2015, a Shanghai.  A impreziosire la cerimonia ci sarà anche la performance di Emeli Sandé, la cantautrice soul e R&B inglese già protagonista delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012.  

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Rassegna stampa

Tifo no gelo. Oltre quarantamila spettatori all’Olimpico

Corriere dello Sport (R.Maida) – Quarantunomila presenze già sicure, nonostante il meteo ostile e il blocco del traffico che fermerà i tifosi fino alle 19. Per Roma-Milan è prevista una dignitosa cornice di pubblico anche se siamo lontani dal tutto esaurito: alla maggioranza degli abitudinari dell’Olimpico si aggiungeranno comunque circa 2.000 milanisti, gran parte dei quali sistemati nel settore ospiti ai Distinti Nord.

ATTENZIONE – La Curva Sud si regolerà come al solito, incitando la squadra, mentre non è chiaro se proseguirà la contestazione contro il presidente Pallotta, che ieri durante un convegno a Boston ha parlato in termini non proprio entusiastici di una parte del sistema mediatico romano. Pallotta non prevede di tornare in Italia a breve, neppure per il ritorno di Champions League contro lo Shakhtar, ma ha invitato Monchi a raggiungerlo negli Stati Uniti per un briefing sul club: il diesse partirà domani mattina e farà rientro a Trigoria venerdì, giusto in tempo per la trasferta di Napoli che la Romaaffronterà in treno all’andata e forse in aereo al ritorno, a seconda delle raccomandazioni che arriveranno dalle questure.

CHAMPIONS – Procede spedita intanto anche la prevendita per Roma-Shakhtar, il ritorno degli ottavi di Champions League in programma il 13 marzo. Il risultato “interlocutorio” di Kharkiv lascia immaginare che per quel martedì da dentro/fuori l’Olimpico possa vestirsi a festa: a ieri sera erano stati venduti 31.000 biglietti. Ma visto che mancano più di due settimane all’evento, l’obiettivo della società è raggiungere almeno quota 50.000. Lo Shakhtar, a differenza della Roma, si muoverà un giorno prima della partita e non due: alloggerà in un albergo alla Balduina a pochi metri dalla strada finita al centro dell’attenzione nei giorni scorsi per la voragine che si era aperta nel manto stradale.

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Rassegna stampa

Roma-Milan: le probabili formazioni dei quotidiani. Schick e Peres titolari

La Roma in campionato cerca la quarta vittoria consecutiva e per farlo dovrà superare il Milan in grande condizione psico-fisica. Questo l'undici probabile secondo i principali quotidiani nazionali:

IL TEMPO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman; Under, Nainggolan, Perotti; Schick.

IL MESSAGGERO

Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman, Nainggolan; Under, Schick, Perotti.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman, Nainggolan; Under, Schick, Perotti.

CORRIERE DELLA SERA

Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman, Nainggolan; Under, Schick, Perotti.

LA REPUBBLICA

Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman; Under, Nainggolan, Perotti; Schick.

CORRIERE DELLO SPORT

Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman, Nainggolan; Under, Schick, Perotti.

IL GIORNALE

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman; Under, Nainggolan, Perotti; Dzeko.

LA STAMPA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman; Under, Nainggolan, El Shaarawy; Dzeko.

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SERIE A TIM

Roma-Milan, tra i convocati c’è anche Jonathan Silva

C'è anche Jonathan Silva nella lista dei convocati per la gara contro il Milan, in programma domani alle 20.30 all'Olimpico. Nell'elenco dei 22 giocatori a disposizione di Di Francesco è presente anche il terzino arrivato a gennaio a Trigoria. Restano fuori solamente Gonalons e Karsdorp.

Alisson Becker
Bogdan Lobont
Lukasz Skorupski

Juan Jesus
Aleksandar Kolarov
Elio Capradossi
Federico Fazio
Alessandro Florenzi
Bruno Peres
Jonathan Silva
Kostas Manolas

Radja Nainggolan
Kevin Strootman
Lorenzo Pellegrini
Daniele De Rossi
Gerson

Diego Perotti
edin Dzeko
Patrik Schick
Cengiz Under
Gregoire Defrel
Stephan El Shaarawy

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Allenamenti

Trigoria, sala video, palestra e campo nella rifinitura in vista del Milan

Dopo la conferenza stampa di Eusebio Di Francesco, la Roma è tornata ad allenarsi alla vigilia della sfida contro il Milan. I giallorossi si ritroveranno alle 14:45 in sala video per studiare l'avversario. Alle 15:00 è in programma un lavoro in palestra, seguito poi dall'allenamento sul campo. Tutti a disposizione per il tecnico pescarese tranne Gonalons e Rick Karsdorp.

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Di Francesco: “Milan? Gattuso sta facendo bene. Nessun confronto con la squadra dopo lo Shakhtar”

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro il Milan. Queste le sue parole:

E’ iniziato un periodo tosto, è il periodo più delicato della stagione? 
"I periodi sono sempre delicati, dipende dai punti di vista. Adesso le partite iniziano ad essere meno e il margine di errore inizia a ridursi, adesso il momento ella stagione diventa delicato. In campionato dobbiamo volere fortemente questo terzo posto, in Champions dobbiamo passare perché ne abbiamo ancora la possibilità. Certamente è un momento molto importante della stagione".

Gattuso ha dato una scossa al Milan, sia in termini di classifica che in termini tecnici. E’ sorpreso dal suo rendimento?
"Il Milan ha un’ottima squadra ed un ottima rosa, Gattuso è riuscita a sfruttarla al meglio con il suo lavoro. Il Milan gioca un buon calcio, ha una buona organizzazione. Il 4-3-3 esalta le caratteristiche della rosa, Rino ha fatto un ottimo lavoro, gli faccio i complimenti".

Schick come sta andando in allenamento? Domani può giocare titolare? Dzeko è pronto?
"I giocatori sono tutti pronti, anche perché ieri si sono allenati tutti con il gruppo, anche chi ha fatto 90 minuti con lo Shakhtar. Schick potrebbe giocare dall’inizio come tanti altri. Nella normale turnazione di squadra che ho sempre fatto, e non si parla di senatori e altro, ci potrà essere qualcuno che gioca e qualcuno no, come ho sempre fatto quando ci sono tre partite ravvicinate. Schick si è allenato con grande continuità e potrebbe essere uno di quelli che giocherà dall’inizio".

Che cosa vi siete detti a caldo con la squadra dopo la partita con lo Shakhtar? 
"Grazie della domanda, così avrò modo di chiarire tante cose uscite non vere. Io dopo la partita non parlo mai con la squadra, non ho parlato con i dirigenti, se non due chiacchiere a cena. Neanche il giorno dopo ho parlato con la squadra, perché volevo rivedere determinate cose ed esaminarle a freddo e non a caldo per non dire cose sbagliate. Ho riparlato con la squadra solo ieri. Ho dato alla squadra il messaggio che in Champions possiamo passare il turno e lo abbiamo dimostrato nei primi 50 minuti, ed in campionato dobbiamo ritrovare la forza e la continuità, cosa che ci ha contraddistinto nelle ultime partite. Non dico per 90 minuti, ma anche per 70, sarebbe il top per vincere le partite. Se c’è qualcosa di personale rimane sul personale".

Nainggolan ha avuto ultimamente un rendimento basso, nonostante l’avvicinamento alla porta con il 4-2-3-1. Che cosa ci dice?
"Mi fate sorridere con questa domanda. Mi avete massacrato per farlo giocare trequartista e ora non siete contenti. Non è una questione di sistema di gioco, ma è lui deve ritrovare forza e determinazione, al di là del sistema di gioco. Sono quasi felice che questa cosa del modulo è stata smentita, anche se io sarei stato contento se avesse segnato 10 gol giocando in quel ruolo, perché mi sarebbe piaciuto darvi ragione perché io voglio il bene della Roma e voglio sempre il meglio. Al di là di Nainggolan, io alleno la Roma, l’importante non è il singolo, ma la squadra, e anche se un singolo può rendere meno l’importante è sempre l’obiettivo finale. Devo portare la Roma a fare delle prestazioni di squadra importanti. A proposito di Nainggolan, 4-3-3 o 4-2-3-1 non fa differenza, è l’aspetto mentale e l’atteggiamento che la fanno, e sono convinto che tornerà ad essere il Nainggolan che tutti conosciamo perché ne ha le potenzialità. Al di là dei gol, sono le prestazioni che mi interessano".

Che cosa manca alla Roma attuale per arrivare ai livelli di quella del 2001? 
"Il desiderio è di costruire insieme una mentalità. Che passa attraverso tante cose: regole, progettazione, continuità. Lì si è costruito qualcosa perché era un gruppo che ha giocato insieme per diversi anni, c’era una coesione fondamentale. Non si può però fare il paragone, sono mondi e generazioni diverse".

Ci sarà il ritorno al 4-3-3?
"Le caratteristiche dei giocatori sono alla base del sistema di gioco. Però devo dire che si potrebbe tornare al 4-3-3, ma lo avevo già detto. La forza della squadra deve essere quella di saper fare tutti i sistemi di gioco. Il problema è quello di interpretazione della gara. Nel primo tempo c’è stata una cosa, nel secondo tempo un’altra. E’ un aspetto totalmente mentale e non fisico. Io alleno in una determinata maniera, dobbiamo crescere nella continuità".

Schick e Defrel posso giocare con o al posto di Dzeko? 
"Sia con che senza. Voi spesso mi chiedete di Schick quando la squadra perde, è un giocatore forte e importante, come lo è Edin Dzeko. Loro possono essere i centravanti di questa squadra, Defrel è un pochino più un jolly, può giocare dietro la punta o sull’esterno. E’ più facile che giochi uno tra Dzeko e Schick e non entrambi".

Pallotta ha parlato nuovamente delle radio romane. Lei avverte questo problema? 
"Non ho sentito queste dichiarazioni. Non ascolto le radio, è una mia scelta, nel bene e nel male non le ascolto. Non posso dare risposte su cose che non conosco. L’argomento non lo conosco".

Dopo 8 mesi da allenatore ha capito meglio perché lei è il 14° a sedersi sulla panchina della Roma dal dopo Capello?
"Allenare una grande squadra non è mai facile, si vive di alti e di bassi. Ero consapevole di trovare questo tipo di ambiente, queste gioie e queste difficoltà. Non mi piace il tirare somme e bilanci troppo prematuramente. Arriviamo a fine stagione per dare una risposta definitiva. E’ inutile nascondersi dietro qualcosa, se ci sono stati 14 allenatori qualcosa c’è stato. Vi assicuro che sono me stesso sempre, cerco di essere coerente con tutto il modo di fare. Sia fuori che all’interno dello spogliatoio. Continuerò ad esserlo, con pregi e difetti".

Nainggolan fisicamente sta bene? Florenzi come sta? 
"Radja nell’ultimo periodo ha avuto qualche problemino ad un polpaccio, superato questo parlo di qualche numero. L’analisi dell’ultima gara dice che quella con lo Shakhtar è stata una delle migliori prestazioni di Nainggolan a livello fisico. Dal punto di vista fisico è in crescita, come lo è il resto della squadra".

Come si supera il problema della continuità?
"Cercando di stimolarli costantemente al fatto di lavorare. Nel primo gol la liena difensivas è scappata benissimo per tutto il primo tempo. Nell’attimo in cui hai avuto meno attenzione ti hanno fatto subito male. Dobbiamo farne tesoro per il ritorno ed anche per il campionato. Il concetto è solo allenarlo".

Ha mandato El Shaarawy in tribuna, come mai? 
"Ho preferito Cengiz che ha fatto gol, ho sbagliato anche lì. Più che il pedigree contano le condizioni psicofisiche dei calciatori. Stephan è uno di quelli che ci ha portato lì, ma era una scelta dovuta al fatto che non lo vedevo al top della condizione fisica e mentale. Avevo bisogno di due difensori viste le condizioni di Florenzi. Non l’ho fatto volentieri, ma ho dovuto fare una scelta. Ho parlato con Stephan, deve ritrovarsi, tornerà un giocatore importante. E’ una scelta che mi dispiace, l’ho fatta ed è tecnica. Inutile nascondersi".

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Rassegna stampa

Vai Nainggolan, ora dicci chi sei

CORRIERE DELLO SPORT (R.Maida) – Non era un problema di sistema di gioco. Che si parli di 4-3-3 o di 4-2-3-1, ammesso che le differenze siano così sostanziose, Radja Nainggolan continua a giocare al di sotto delle sue (enormi) possibilità. E la Roma soffre in termini di dinamismo e intensità, oltre che in zona-gol.

DANNO – Condizionato da un problema muscolare che si porta dietro da novembre – ricordate il derby giocato pochi giorni dopo aver lasciato il ritiro della nazionale belga – Nainggolan sta facendo una fatica incredibile a tornare in forma. Rispetto allo scorso anno i numeri lo bocciano in maniera sonora, specialmente in area di rigore: Nainggolan ha segnato 2 gol contro i 7 che aveva incasellato con Spalletti. E alla ventiseiesima giornata, cioè la prossima, nel 2017 visse la sua serata sublime con la doppietta a San Siro contro l’Inter.

COINCIDENZA – Stavolta la ventiseiesima è contro l’altra milanese e magari è di buon auspicio. Perché sempre nella scorsa stagione fu lui a decidere la sfida contro il Milan all’Olimpico, in capo a un match equilibrato nel quale la giocata del singolo fece la differenza. Domani, dopo la deludente esibizione di Kharkiv in cui è stato addirittura sostituito per una scelta tecnico-tattica, gli si presenta l’occasione giusta per un immediato rilancio.

SPOSTAMENTO –  Non è bastato il cambio di sistema di gioco, che l’ha avvicinato alla porta avversaria come in passato, a renderlo più pericoloso. Anzi, si può tranquillamente osservare che la sua pericolosità offensiva è rimasta invariata: a Udine ha creato 7 potenziali palle-gol, incluso un assist per Perotti, quando giocava trequartista nel 4-2-3-1. Ma il 30 dicembre contro il Sassuolo, da mezz’ala del 4-3-3, era andato al tiro 5 volte senza essere adeguatamente preciso (uno solo nello specchio della porta). Sembra di risentire le parole di inizio stagione di Eusebio Di Francesco che ad agosto, dopo l’amichevole di Siviglia, spiegò bene l’evoluzione di Nainggolan: «A me non sembra poco convinto di tornare a fare l’interno, il ruolo che ha ricoperto più spesso in carriera. Altrimenti me lo avrebbe comunicato. E poi un grande centrocampista deve sapere interpretare le due fasi: si attacca e si difende insieme. Lo facevo io da giocatore, lo farà anche lui».

ADATTAMENTO –  Lo stesso giocatore, interpellato sulla novità tattica nei giorni del rinnovo contrattuale con la Roma, aveva minimizzato: «Ci vorrà un po’ di tempo per assimilare i nuovi meccanismi ma non è un dramma, ho già giocato a lungo in quella posizione». Il problema allora è ritrovarsi, e farlo velocemente perché il campionato e la Champions si stanno avvicinando alla fase conclusiva. A prescindere dalla casella occupata in partenza. Nainggolan è il primo a sapere di non aver reso secondo le proprie potenzialità ma nel prossimo delicatissimo ciclo di partite (Milan, Napoli, Torino, Shakhtar) si augura di riprendere il filo. Per la Roma e per se stesso: per ogni partita grigia che passa, le sue possibilità di conquistare una convocazione per il Mondiale diminuiscono. Anzi il ct del Belgio, Roberto Martinez, sembra averlo già bocciato: toccherà a Nainggolan stracciare il copione scrivendo un libro nuovo e avvincente che preveda il lieto fine.