Categorie
NEWS

Giudice Sportivo, ammonizione con diffida per Dzeko. Niente prova tv per Chiellini

Il Giudice Sportivo dott. Gerardo Mastrandrea, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 20 febbraio 2018, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate. Non risulta alcuna prova tv per il difensore della Juventus Giorgio Chiellini, che nel match contro il Torino ha dato un colpo al viso ad Andrea Belotti.

b) CALCIATORI NON ESPULSI PER COMPORTAMENTO SCORRETTO NEI CONFRONTI DI UN AVVERSARIO

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (QUARTA SANZIONE)

DZEKO Edin (Roma)
ANDREOLLI Marco (Cagliari)
FERRARI Giammarco (Sampdoria)
KURTIC Jasmin (Spal 2013)
LARSEN Jens Stryger (Udinese)
LINETTY Karol (Sampdoria)
PELUSO Federico (Sassuolo)
SALAMON Bartosz (Spal 2013)

Categorie
Allenamenti

Trigoria, lungo riscaldamento prima di alcune prove tattiche e della partitella. Assente Florenzi (VIDEO)

Dopo la conferenza stampa di mister Eusebio Di Francesco e di Daniele De Rossi, la Roma è scesa in campo per svolgere la rifinitura all’interno dello stadio Metalist. Visto il gran freddo, i giocatori hanno svolto un lungo riscaldamento muscolare, per poi dedicarsi a delle esercitazioni tattiche prima di affrontare una partitella, libera con indicazioni precise, a campo ridotto sui 50 metri. Come annunciato dal tecnico, assente Florenzi, le cui condizioni saranno valutate ora per ora. Intanto, Bruno Peres, scalda i motori.

Categorie
NEWS

De Rossi: “La squadra è unita. Raccomandazioni? Non servono, sono uno di loro”

Daniele De Rossi, capitano della Roma, è intervenuto in conferenza stampa, insieme al tecnico Eusebio Di Francesco, alla vigilia del match di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk, in programma domani alle ore 20:45. Queste le sue parole:

Sei tornato a Udine dopo un periodo fuori. A che punto sei come condizione? Considerando anche le condizioni atmosferiche…
"La condizione è buona. Sabato è stato meglio di quanto pensassi. Vedrò presto se sono in grado di fare due partite di seguito ma penso di si, mi sento bene e ho lavorato molto".

Tu arrivi a questa partita come capitano, maturo e consapevole, romano e romanista. Come stai psicologicamente? 
"Arrivo tranquillo, consapevole dell’importanza ma senza pressioni. La partita si gocherà in due scontri. I miei compagni stanno lavorando bene dopo un momento di difficoltà, ma la squadra è molto unita. Siamo usciti – spero – da questo momento. Non c’è stato bisogno di dire nulla, sono tutti molto attaccati alla squdra e alla loro professione. Sono uno di loro, naturalmente".

Dzeko ha detto: “La Roma è in condizioni migliori allo Shakhtar”. Sei d’accordo? 
"Non penso di essere più in forma. Loro sono stati fermi per tempo, ma hanno passato due mesia preparare solo questa partita, anche se non giocare può essere uno svantaggio. Ce la giocheremo. Anche quando giocammo anni fa contro di loro erano reduci dalla pausa e sappiamo come è finita. Non ci sono vantaggi o svantaggi".

Hai già giocato in queste situazioni meteo. Quanto influiscono? 
"Un po’ contano, è qualcosa di nuovo per noi. Ma conterà fino ad un certo punto, le qualità in campo faranno la differenza. Saremo 11 vs 11, dobbiamo solo stare attenti all’inizio perché potrebbero essere alterati da questo shock, ma poi basta. Chi passerà lo farà per le proprie qualità, non per il clima".

La Roma non ha un grande palmares internazionale. Non pensi che manchi proprio uno scatto per dar lustro alla stagione?
"Dicevamo le stesse cose prima del girone. Lì uno scatto lo abbiamo avuto. C’è bisogno di passare il turno, sarebbe qualcosa che porterebbe a vedere questa stagione in modo diverso, saremmo tra le prime 8 d’Europa. A fine stagione sarebbe un punto d’arrivo diverso, e potremmo continuare fino a chissà dove. Vogliamo fare bene e toglierci delle soddisfazioni, non dobbiamo pensare a una stagione sbiadita anche se in campionato ci siamo allontanati dalla lotta scudetto".

Hai detto che i tuoi compagni non servono motivazioni. Per te la partita però sarà speciale perché solo tu hai già affrontato lo Shakhtar nel 2011. Sarebbe una sorta di vendetta? 
"Sono passati tanti anni, è dimenticata. La gioia per un passaggio del turno sarebbe uguale per me come i miei compagni. Ho perso tante partite, non la vedo come una vendetta, non mi fa nessun effetto. Non c’è nulla di legato al passato".

Qualche impresa in Europa però l’avete fatta. Che Roma è questa rispetto a quella di certe imprese come Lione e Madrid? 
"Stiamo crescendo, vorrei dire di più ma per scaramanzia non lo dico. In Europa abbiamo fatto cose strabilianti con un percorso semi perfetto. Se guardassimo solo la Champions dovremmo essere entusiasti di quanto fatto. Ma ora inizia una nuova fase, le partite contano di più ora perché ne abbiamo solo due per qualificarci. Non c’è da fare un paragone con una squadra diversa da quella di oggi. Sarebbe ripetere il risultato di quegli ottavi, ma nulla di più. Abbiamo il 50% di possibilità di passare".

 

Categorie
CHAMPIONS LEAGUE

Di Francesco: “Under? Voglio tutti sull’attenti. Dobbiamo evitare cali di tensione”

Vigilia di Champions per la Roma, impegnata a Khirkev per preparare la sfida di domani contro lo Shakhtar Donetsk di Fonseca. Queste le parole del tecnico giallorosso in conferenza stampa accompagnato dal capitano Daniele De Rossi: 

Questa è una squadra che si accende e ogni tanto si spegne. Dopo tre vittorie di fila, qual è l’antidoto contro i cali?
"Nell’arco della gara dobbiamo evitare i cali dando continuità al nostro lavoro. Ci saranno momenti alterni, loro sono bravi nel palleggio. Noi dobbiamo essere concentrati e compatti. Mi auguro di vederla in crescita come l’ho vista".

Si è guadagnato questa partita arrivando primo in un girone difficilissimo. Dopo un periodo no siete tornati forti. La preparazione era in chiave Champions?
"Non era mirata a far male prima. Abbiamo alzato i ritmi degli allenamenti per arrivare forti nel finale, a partire da questa gara. Ma sarà il campo a dirlo. Dobbiamo avere determinazione e cattiveria, in entrambe le fase".

Come si gestisce in questo momento un giocatore così sorprendente come Under? Si può fare a meno di lui?
"Inanzitutto parliamo di Under che è cresciuto tantissimo e che in questo periodo determina tanto, ma me piace parlare di squadra. Siamo felici di averlo con noi e lo gestiremo nel migliore dei modi. Non vi dirò chi giocherà dall’inizio, voglio tutti sull’attenti e sceglierò domani chi giocherà". 

In campionato siete in lotta per la Champions. In questo turno ci sono scontri diretti che potrebbero eliminare tante squadre, avete mai pensato di puntare alla Champions? 
"Noi ragioniamo partita per partita. Cerchiamo di sfruttare il turno per arrivare ai quarti, sapendo che loro sono molto forti, specialmente davanti. Loro hanno più abitudine di noi, ma vedremo cosa accadrà. La viviamo con il giusto equilibrio".

Questa squadra si esprime con due sistemi di gioco simili. Domani potrebbero essere usati entrambi o ne userai uno solo?
"Il modulo cambia poco, abbiamo la possibilità di cambiare durante la gara. Cercheremo di dare continuità a quello che abbiamo fatto nell’ultimo periodo con lo stesso sistema di gioco".

 

 

 

Categorie
SOCIAL ROMA

Kharkiv, freddo per El Shaarawy e Nainggolan. Il belga: “Occhio che cadi!”

La Roma si trova a Kharkiv per l'andata degli ottavi di Champions contro lo Shakhtar Donetsk. In Ucraina fa molto freddo (domani arriverà a -11) e Radja Nainggolan, facendo un sopralluogo fuori dall'albergo, commenta così: "Ma che roba".

Categorie
Rassegna stampa

Dossier Shakhtar. C’è un Brasile nel ghiaccio

CORRIERE DELLO SPORT  (R.Maida) – Sono originari di Donetsk, si allenano a Kiev, giocano a Kharkiv. La vita con il trolley dello Shakhtar rappresenta un caso unico nel mondo e si deve a una storia seria, dolorosa: è stata la guerra civile del 2014, con tanto di bombardamento allo stadio, a costringere i giocatori al nomadismo in giro per l’Ucraina.

LA SPINTA UCRAINA – Ora il tempio dello Shakhtar è il Metalist Stadion, un’ora di aereo dalla capitale, rimasto praticamente disabitato a causa del fallimento della squadra locale. L’hanno ammodernato per l’Europeo 2012 dandogli il soprannome di Spider Arena per le caratteristiche architettoniche che rimandano a un’enorme ragnatela. Non sarà vuoto domani sera, tutt’altro, nonostante le tante centinaia di chilometri di distanza da Donetsk, città ormai fuori controllo del governo ucraino. Hanno venduto già 35.000 biglietti dei 40.000 disponibili, quindi la squadra che non gioca mai in casa avrà il supporto dell’intero Paese. Curioso: la Roma aveva vissuto un’atmosfera simile a Baku,dove gli azeri del Qarabag si erano trasferiti alla fine della guerra che aveva cancellato il loro villaggio.

L’ASSESTAMENTO TECNICO – Lo Shakhtar, che arriverà a Kharkiv solo oggi, un giorno dopo la Roma, non sembra pagare il disorientamento territoriale. Anzi: se non avesse creato strutture alternative avrebbe perso tutto. Alcuni calciatori erano scappati, quattro anni fa, minacciando di non tornare mai più. Quella crisi almeno è passata e i vari Marlos, Taison, Fred, Bernard, Facundo Ferreira formano il cuore sudamericano di una colonia unica al mondo: l’ha formata Mircea Lucescu, ora ct della Turchia, vero santone della crescita internazionale del club. Con lui in panchina lo Shakhtar ha vinto non solo scudetti in serie, ma anche una Coppa Uefa, l’ultima, nel 2009, prima che diventi Europa League. «Non sarà facile per la Roma – ci ha raccontato – perché questa è una squadra che gioca a memoria. L’unico handicap può essere la ripresa dopo la pausa invernale». Con il nuovo allenatore, il portoghese Paulo Fonseca preso dal Braga, lo Shakhtar ha vinto tutte e tre le partite del girone di Champions, consentendo allo stesso Fonseca di onorare il voto-qualificazione: dopo aver battuto il City è andato in sala conferenze mascherato da Zorro.

Categorie
Rassegna stampa

Ünder o non Ünder, il dilemma di Di Francesco

CORRIERE DELLA SERA (G.Piacentini) – Esordiente dal primo minuto o cambio in corsa, per mettere pressione con la sua velocità alla difesa, non proprio irresistibile, dello Shakhtar.Che Cengiz Ünder, domani sera, sarà un protagonista dell’andata di Champions tra gli ucraini e la Roma è indubbio, se lo sarà dall’inizio o, invece, a partita in corso, Di Francesco lo deciderà soltanto dopo la rifinitura di oggi. Il talento turco, quattro gol e un assist nelle ultime tre partite di campionato, è in forma e non vede l’ora di debuttare nella coppa più prestigiosa, ma domenica è uscito con i crampi (niente di preoccupante) dalla Dacia Arena di Udine. Gengo, come lo chiama Di Francesco, in Europa è ancora fermo a zero minuti, ma ha voglia di lasciare la sua firma anche in Champions: da qualche settimana le sue gambe vanno più veloci rispetto a quelle dei compagni e la sua testa è libera da pressioni. In campo si diverte, ha fiducia, tenta giocate anche complicate e, pur essendo il più giovane, spesso trascina i compagni. In una squadra che non entra tra le prime otto d’Europa da dieci anni(c’era Luciano Spalletti in panchina) la sua freschezza può e deve essere un valore aggiunto.

E forse può e deve esserlo anche la sua personalità, nonostante Di Francesco, al sito della Uefa, ieri gli abbia «consigliato» di continuare a lavorare con umiltà, senza mai mollare. «In questo momento – le parole del tecnico – ha la spigliatezza per far diventare importante qualsiasi cosa io gli chieda». Strappi sulla fascia, cross, triangolazioni ma soprattutto quel tiro in porta «improvviso, che sembra che col piede nasconda il pallone». Come faceva Vincenzo Montella, uno che in giallorosso ha vinto uno scudetto e che è stato l’ultimo allenatore della Roma a guidare la squadra in Champions in Ucraina. Era il 2011, si giocava a Donetsk, accanto a lui in conferenza c’era Totti: stavolta invece si scenderà in campo a Kharkiv, la Donbass Arena è stata bombardata, accanto a Di Francesco ci sarà Florenzi. Non Cengiz, perché la società ha deciso di lasciarlo lontano dai riflettori, anche se a Roma è già stato battezzato come il «nuovo Salah». Se però domani dovesse fare ancora bene sarà difficile, se non impossibile, continuare su questa linea. 

Categorie
NEWS

Dzeko: “Gennaio? Non è stato facile, ma ora voglio dare tutto per la Roma”

Queste le parole di Edin Dzeko ai canali ufficiali del club, a due giorni dal match d'andata degli ottavi di finale di Champions League.

Partiamo da Udinese-Roma, un primo tempo difficile e un secondo invece nel quale avete portato a casa la vittoria dimostrando carattere. 

Nel primo tempo abbiamo fatto fatica perché l’arrivo di Oddo ha reso l’Udinese una buona squadra, nonostante ultimamente non giocasse così bene e abbia avuto delle battute d’arresto. Sapevamo che la trasferta di Udine non sarebbe stata facile, ma nel secondo tempo abbiamo giocato bene e Cengiz ha sbloccato il risultato in maniera fantastica. Speriamo che continui così.

Nel post partita Fazio e Perotti hanno sottolineato come la squadra abbia cambiato rotta. Sente anche lei che qualcosa sia cambiato da quando siete tornati a vincere con regolarità in queste tre partite. 
Sì il mister ha cambiato modulo e questo ci ha aiutato, e nelle ultime tre partite Ceniz ha fatto 4 gol e i suoi gol hanno fatto la differenza. Però abbiamo le qualità per migliorare ancora di più. Ci aspettano tre mesi importanti per la Champions e in Champions, dobbiamo migliorare in tutte le cose sicuramente, se vogliamo rimanere dove siamo adesso.

Il Mister dice che probabilmente nel ritorno alla vittoria ha influito anche il passaggio al 4-2-3-1. 
Con il 4-2-3-1, Radja mi sta più vicino poi giochiamo dietro con due centrocampisti. Stiamo facendo risultati quindi è evidente che qualcosa è cambiato. Non posso dire che giocassimo male con il 4-3-3, ma abbiamo avuto un periodo difficile. La flessione ha richiesto un cambiamento, abbiamo ricominciato a vincere e speriamo di continuare così perché ci sono altre partite importanti.

Qual è l’ingrediente necessario per continuare a vincere? 
Dobbiamo sapere che possiamo migliorare, non dobbiamo accontentarci, tre vittorie non bastano. Abbiamo altre squadre vicine a distanza di pochi punti e non possono perdere sempre. Fisicamente stiamo bene e anche io sto bene e speriamo che gli ultimi tre mesi siano fantastici.

Torna la Champions League. Come ci arrivate? 
Bene, la fiducia c’è con tre vittorie alle spalle, la squadra sta bene e ci troviamo al meglio nel nuovo modulo. Lo Shakhtar è molto forte tecnicamente e hanno giocato solo una gara dopo la sosta invernale, per questo fisicamente noi dovremmo essere un po’ più avanti come preparazione. Dobbiamo dare tutto.

Il sorteggio vi ha messo contro lo Shakhtar, una squadra che ha esperienza in questa competizione e nella fase a gironi è arrivata sopra al Napoli. 
Hanno battuto il Napoli in casa, perso fuori e poi sono arrivati secondi. Sono molto forti tecnicamente con giocatori veloci avanti. Lo Shakhtar insieme al Liverpool solo le uniche ad aver battuto il Manchester City che in questo momento è la squadra più forte di tutti. Per questo non dobbiamo mollare nulla, e provare a dare sempre di più. Queste gare si decidono in 180 minuti, non solo novanta e dobbiamo ragionare sulle due gare.

Giocare la prima in trasferta può essere un vantaggio? 
Non lo so, quando ci si pensa è meglio giocare la prima a casa, ma ultimamente abbiamo fatto più fatica all’Olimpico. Dobbiamo cercare di fare risultato da loro e poi vediamo.

Con De Rossi e Kolarov siete i giocatori in squadra con più esperienza in Champions League. Quanto è importante conoscere le difficoltà di questa competizione, soprattutto quando si affrontano le ultime fasi? 
Come ho già detto dobbiamo pensare non solo ai primi 90 minuti in Ucraina, queste gare si decidono a 180 minuti. Abbiamo giocatori con tanta esperienza in Europa, non solo io, De Rossi e Kolarov, ma altri che giocano in nazionale. Sappiamo cosa dobbiamo fare.

Riuscire ad approdare ai quarti di finale non è una cosa che capita tutti i giorni qui a Roma. Nello spogliatoio c’è la sensazione di avere tra le mani un’occasione importante? 
Abbiamo fatto un girone di Champions League importante, nessuno pensava che potessimo battere il Chelsea o lasciare l’Atletico Madrid dietro di noi. Significa che in Europa abbiamo fatto bene, ma non ci dobbiamo accontentare. È una occasione per tutti, noi giocatori, società, tifosi di andare più avanti. E daremo tutto.

Parliamo della sua stagione fin qui. Come la valuta? 
Ho fatto meno gol dell’anno scorso ma per me la squadra è la cosa che conta di più. Se faccio gol e perdiamo, come contro l’Atalanta, non mi importa niente. Quando vinciamo sono contento, anche se certamente voglio fare sempre gol. Arrivano partite impegnative, ci aspettano 3 mesi densi di impegni, arriveranno i gol, ma la cosa più importante è che la squadra faccia tanti punti.

Il mese di gennaio è stato abbastanza particolare per lei, ci sono state molte voci sul suo conto e sul tuo futuro. Come lo ha vissuto? 
È stato un mese un po’ troppo particolare (ride n.d.r.). Non era facile, sono stati dieci giorni complicati. Si vedeva anche in campo sicuramente, ma ora non ci voglio più pensare. Ormai è alle spalle, voglio guardare avanti e dare tutto per la Roma.

Roma è casa mia e la Roma la mia famiglia”, sono state le sue parole a fine gennaio? 
Ho detto tutto…

Quali sono gli obiettivi di squadra in questa seconda parte di stagione? 
Dobbiamo cercare superare il turno e arrivare in zona Champions in campionato.

E lei ha un obiettivo personale in testa da voler centrare? 
Non mi pongo obiettivi personali. Non va bene pensare ad obiettivi individuali, perché siamo una squadra che deve essere ogni anno in Champions League. Dobbiamo lavorare bene in questi ultimi 3 mesi, tutti insieme, non importa chi fa gol o chi fa assist. Dobbiamo guardare in un’unica direzione per aiutare la Roma a vincere.

I tifosi non hanno ancora potuto vedere in campo con continuità Schick. Che impressione le ha fatto in questi mesi? 
Dobbiamo dare tempo a Schick, è un giocatore giovane, ma forte. Se gioca una partita male, non significa niente. Mi ricordo quando ero giovane come lui e non era facile trovare continuità. Poi se ti fai male, è ancora più difficile, non ti aiuta. Ma è un giocatore forte che adesso e in futuro aiuterà la Roma a essere dove merita.

Categorie
NEWS

Rissa sugli spalti al derby di Torino. Tifoso cade e la curva urla: “Uccidilo!” (VIDEO)

Rissa sugli spalti durante il derby della Mole. Due tifosi si sono affrontati sulla balaustra che separa i settori dello stadio "Grande Torino". Una scazzottata terminata con la caduta al suolo di uno dei due mentre la curva incitava l'altro, ancora appeso ai mancorrenti ad uccidere l'avversario. L'intervento degli steward e degli agenti della digos ha evitato che la situazione degenerasse in qualcosa di più grave.
 

Categorie
NEWS

De Rossi: “Voglio vincere con la Roma, poi smetto. Io allenatore? Vorrei fare il secondo a Di Francesco o a Spalletti”

Daniele De Rossi e la Nazionale, un rapporto chiuso dopo la mancata qualificazione al Mondiale in Russia che adesso sembra però riaprirsi. Il capitano della Roma, infatti, non esclude un ritorno in Azzurro, anche se molto dipenderà dal nuovo commissario tecnico che verrà scelto. “L’addio alla Nazionale? Con la partita con la Svezia penso si sia chiuso il ciclo di alcuni di noi e del resto, quando si fallisce, bisogna pur sapere fare un passo indietro. Ora sceglieranno un nuovo allenatore, bisognerà vedere, ce ne sono di giocatori forti – spiega il mediano di Ostia intervistato all’interno della rivista dell’Aic ‘Il Calciatore’ –. Io pero’ la Nazionale l’ho sempre vista come una famiglia e non è insomma che abbia messo un paletto, punto e basta. Se capita, chissà, che l’allenatore si fa vivo con me, che ritiene che possa servire, che dica che c’è bisogno, allora? Certo che gli anni sono quelli che sono, sempre 34″.

“Potrei anche chiamarla utopia, so che sono più vicino a smettere ormai, ma il sogno che mi rimane è vincere qualcosa di grande con la Roma. Noi siamo forti, ma so che ce ne sono di più forti di noi, ma non posso smettere di sognare, anche perché questo vorrebbe dire che finirei per allenarmi più piano, mangiare peggio, andare a dormire più tardi”. Così Daniele De Rossi a 48 ore dall’impegno della Roma negli ottavi di Champions League con lo Shakhtar Donetsk. Il capitano giallorosso confessa che “mi piace la vita che faccio, e so già che soffrirò quando me ne staccherò. Al dopo così ci penso, non voglio arrivare a svegliarmi una mattina e ritrovarmi a dire, che faccio adesso? Allora ci penso, senza togliere spazio e forze. Non mi piace la cravatta, mi vedo meglio ancora con gli scarpini ai piedi.Allenare magari? Forse, credo che fare il secondo potrebbe essere un qualcosa che mi andrebbe di fare, che so, con Di Francesco o Spalletti o altri con cui mi sono trovato bene. Così sì, stare ancora sul campo e vivere lo spogliatoio, niente giacca e cravatta”.