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SOCIAL ROMA

De Rossi: “Barcellona? Non partiamo sconfitti”

Il capitano della Roma Daniele De Rossi ha commentato a caldo l'esito del sorteggio dei quarti di Champions League. "Dobbiamo giocare contro una delle migliori 8 d'Europa, forse la peggiore – le dichiarazioni del capitano giallorosso, riportate dai canali social del club –  Siamo consapevoli di essere meno forti di loro ma non siamo sconfitti in partenza. Per arrivare bene a Barcellona-Roma è necessario vincere contro Crotone e Bologna in campionato. Con il Barcellona saranno due grandi serate di calcio, vanno preparate bene, per vincere: vogliamo metterli in difficoltà".

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SOCIAL ROMA

Di Francesco: “Viviamola con entusiasmo e consapevolezza”

Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, ha commentato il sorteggio di Champions League tramite il profilo twitter del club giallorosso. Queste le parole del tecnico sulla sfida con il Barcellona:

Dall’urna è uscita una delle squadre più forti del mondo, con il giocatore più forte al mondo, Messi. Siamo arrivati fin qui giocando con coraggio, determinazione e applicazione: viviamola con entusiasmo e consapevolezza. Forza Roma!“.

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NEWS

Monchi: “Barça? Dobbiamo giocarcela. Bene il ritorno all’Olimpico”

Il direttore sportivo della Roma, Monchi, si è fermato a parlare ai microfoni di Premium Sport dopo il sorteggio dei quarti di finale di Champions League che vedrà il Barcellonacome avversario dei giallorossi. Queste le sue parole:

La Roma sta conquistando un peso in Europa?
È vero che non abbiamo avuto tanta fortuna ma dobbiamo giocarla. Ho fiducia nella mia squadra e so che la Roma è rispettata e avrà la sua possibilità Dobbiamo avere la mentalità di poter fare qualcosa di importante anche se è difficile perché è la miglior squadra del mondo.

C’è la possibilità di coltivare la mentalità di non concentrarsi su un unico giocatore?

Si dobbiamo capire che si gioca 11 contro 11 e tutte le squadre se fanno le cose bene possono andare avanti. Loro non sono solo un giocatore ma tutta la squadra è difficile. La Roma ha la capacità di poter vincere.

È vero che il Napoli vi ha chiesto Alisson?

Sorrido per rispetto. Ogni volta escono numeri che fanno notizia ma che non sono assolutamente veri.

In cosa è diverso il Barcellona di Valverde rispetto agli altri Barça?
Per me è più equilibrato, sono migliorati in difesa e sono cresciuti tanto come collettivo.

Dalla Spagna dicono che temono molto Alisson e Monchi, gioca lei?
Se gioco io non c’è nessuna possibilità di qualificarci. Tante volte abbiamo giocato contro e forse ho una conoscenza maggiore ma non credo che questo possa fare la differenza.

È un vantaggio giocare la prima fuori casa?
A me sempre piace di più giocare la seconda partita all’Olimpico. Se riusciamo ad uscire dal Camp Nou con un risultato buono c’è la possibilità concreta di passare con l’aiuto dei 70mila dell’Olimpico.

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NEWS

Totti: “Affrontiamo il Barça con tranquillità, possiamo fare bene”

Francesco Totti, dirigente della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Mediaset Premium dopo i sorteggi dei quarti di finale di Champions. Queste le parole del Capitano sull’accoppiamento con il Barcellona:

Gliel’hai dato un buffetto a Shevchenko?
Gliel’ho dato abbiamo scherzato. A dir la verità sono contento perché siamo le 8 squadre più forti d’Europa ed era uguale affrontare Real o City. L’affrontiamo con tranquillità ma possiamo fare bene anche contro di loro.

Un avversario così forte può essere uno stimo più grande rispetto ad una squadra come il Siviglia?
Sulla carta Siviglia e Liverpool erano le più abbordabili ma sul campo sarebbe stato diverso. Anche loro saranno preoccupati di affrontare la Roma e sono più che convinto, dopo aver letto il giornale As, che loro avrebbero preferito affrontare la Juve piuttosto che la Roma. Normale che tutti si aspettano il passaggio del turno del Barcellona ma davanti troveranno una squadra competitiva.

Hai visto l’altra sera Messi?
Lo vedo sempre perché mio figlio è innamorato di lui, di come gioca. L’ultima volta gli ho anche chiesto la maglia per lui.

Se giocate con lo stesso spirito dello Shakhtar potete uscire a testa alta e chissà…
Il calcio è bello perché può succedere di tutto. Per vincere questa competizione devi affrontarle tutte perciò l’abbiamo messo in preventivo. Affrontare gente come Messi, Suarez e Pique ti dà molto più stimoli.

Florenzi sta scaldando il destro?
(Ride) Spero possa rifare quello che ha fatto anche se non è facile.

Avete passato un girone non facile, siete al vostro massimo?
E’ vero abbiamo passato un girone difficile e abbiamo eliminato lo Shakhtar che era una squadra forte. La squadra che ci affronterà avrà da sudare.

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CHAMPIONS LEAGUE

Champions League, ostacolo Barcellona per la Roma. La Juve affronterà il Real Madrid

Dopo la qualificazione contro lo Shakhtar Donetsk, alle ore 12 la Roma ha scoperto il nome degli avversari che incontreranno nei quarti di finale di Champions League. Nell’urna di Nyon hanno pescato il Barcellona di Messi e compagni. Come sempre presenti per conto della Roma i dirigenti Monchi, Tonino Tempestilli e Francesco Totti. La gara d'andata si giocherà il 4 Aprile al Camp Nou, ritorno all'Olimpico il 10 Aprile. 

Ecco tutti gli accoppiamenti dei quarti di Champions, la prima squadra giocherà l’andata in casa:

Barcellona-Roma

Siviglia-Bayern Monaco

Juventus – Real Madrid

Liverpool – Manchester City

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NEWS

Cagliari, Castan: “La Roma paga la pressione della vittoria. Ho avuto qualche problema con Spalletti”

Leandro Castan, giocatore della Roma in prestito al Cagliari, si è raccontato in una lunga intervista pubblicata sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole che ha ripercorso i suoi ultimi anni, a partire dal problema fisico che lo ha tenuto per oltre 2 anni lontano dal campo: “Nel 2014 fui colpito dal male: cavernoma al cervello, la malattia mi ha insegnato a superare. Vomitavo, persi 15 kg, la forza è tutta in mia moglie Bruna che mi ha dato tutto, una grande donna, starò con lei fino alla fine della mia vita. Un giorno racconterò tutto ai miei figli che allora erano troppo piccoli per capire. Io sono atleta di Cristo, credo nella Bibbia. A Roma c’è un piccolo gruppo che fa capo all’ex calciatore Rodrigo che è un pastore. Qualche volta ci siamo trovati a Milano. Ho incontrato anche Nicola Legrottaglie”. Il brasiliano ha poi proseguito: “Alla Samp mi chiamò Montella nell’estate del 2016 ma poi andò al Milan. Arrivò Giampaolo e capii che il suo non era il mio stile di gioco perché a me piace marcare a uomo, fare i contrasti e le scivolate. Mi chiamò Mihajlovic per andare a Torino dove i primi sei mesi sono stati ottimi anche perché ne vincemmo 9 su 14. Poi mi sono fatto male al flessore e sono tornato a Roma. Nel 2013-2014 la mia fu una grande annata ma non dimentico di aver vinto la Libertadores con il Corinthians due anni prima. A Roma, poi, ho avuto un piccolo problema con Spalletti ma ormai è alle spalle e ora sono qui. A Cagliari ho ripreso a lavorare dopo aver fatto già un paio di mesi alla Roma per tornare al top. Non pensavo di muovermi ma a gennaio Lopez, Giulini e il ds Rossi mi hanno convinto. Posso solo ringraziare l’allenatore per quello che ha fatto per me e per quanto e come si è fidato di me. È emozionante giocare per la salvezza, mi sento bene cerco di dare il mio contributo“. E ancora: “Qui i brasiliani mi aiutano molto, sono contento di loro e di quello che mi hanno dato. Adesso siamo tutti vicini a Joao Pedro dopo quello che è successo, io avevo legato con lui da subito ma anche con gli altri. In questo bel gruppo è facile inserirsi. Restare qui? A me piace giocare e mi piacerebbe rimanere ma il presidente deve avere la voglia di comprarmi. Per quanto riguarda la Roma, secondo me non vince perché paga la pressione di vincere e giocare all’Olimpico che non è mai facile. Io comunque sono un giramondo, sono stato dappertutto e mi mancano solo Asia e Africa… La Svezia è stata la parte più difficile, vivevo da solo, andavo al McDonald’s tutti i giorni ma quell’esperienza è servita per crescere. Qui a Cagliari mi sono imposto che riso e fagioli, il piatto a cui noi brasiliani teniamo di più, li mangio una volta settimana. La pasta invece la mangio a pranzo e il pesce la sera. Vivo in albergo e non è la prima volta: non volevo che la mia vita andasse in confusione”. Per chiudere, Castan dedica un pensiero anche all’ex compagno incrociato alla Roma, Davide Astori: “Un ragazzo che mi è stato vicino nel momento più difficile. Stavo male, lui prese il mio posto in difesa. Mi scriveva sempre invitandomi a tornare al più presto in campo”.

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Rassegna stampa

Dieci ex giallorossi scelgono: «E ora vogliamo l’Aeroplanino»

CORRIERE DELLO SPORT  (M.Evangelisti – A.Ancona) – Tutti volevano Montella, ex collega, per qualcuno ancora collega e di sicuro ancora amico, quando si cercavano nomi esotici per la panchina. E tutti vogliono Montella adesso che si cerca, o meglio bisogna pescare, un avversario nei quarti di Champions League. E’ normale: noi restiamo uguali, il mondo e i tempi intorno si trasformano. Oggi la Roma e la Juventus scoprono che cosa li aspetta oltre il primo turno a eliminazione diretta, superare il quale ha significato festa composta ma entusiasta per la prima e giusto la sufficienza per la seconda. Si gioca ai bussolotti senza regole: può capitare qualsiasi cosa ormai a Nyon, niente teste di serie, niente barriere etiche a impedire le sfide nazionali. Può capitare persino un Roma-Juventus, come no. Svantaggio: perdiamo una squadra. Vantaggio: ne portiamo di sicuro una sull’ultimo ostacolo prima della finale. C’è una foto costruita che gira per l’universo digitale: una bella ragazza dal corpo di ballerina e i tratti spagnoli seduta al bancone di un bar, con lo stemma del Siviglia sul petto. E intorno bellimbusti vestiti dei colori degli altri club giunti ai quarti che tentano di attirare l’attenzione di lei. D’accordo, è persino facile immaginare che si preferisca generalmente incontrare il Siviglia piuttosto che andare incontro a blindati tipo Bayern, Real, City.

Poi dire che prima o poi devi incontrare tutte è una bella baggianata. Meglio atterrare morbidi finché si può. Ogni passaggio del turno significa visibilità, soldi, morale e, se l’avversario non è troppo feroce, energie salvate. Gli ex giallorossi che abbiamo interpellato, comunque, non si limitano a fare nomi. Motivano la scelta. Chi parla della leggibilità del Siviglia in quanto squadra allenata da un italiano, chi mette a paragone le rose delle varie contendenti eccetera. La scelta sempre lì cade: visto che ogni passo avanti vale almeno una decina di milioni e che una volta arrivati in semifinale mettere limiti alla provvidenza sarebe peccaminoso, tutti chiedono Montella e il Sivigliaper la Roma reduce dall’esecuzione dello Shakhtar. Tutti tranne uno, cioè Fulvio Collovati, difensore storico, critico calcistico reputato. Lui vorrebbe il Liverpool, non perché abbia tendenze suicide bensì perché sa benissimo come a tutti i romanisti sia rimasta qui la celebre finale di Coppa dei Campioni del 1984. Così Collovati vuole una rivincita mai ottenuta. E poi c’è la piacevolezza di incontrare nuovamente la faccia sorridente di Mohamed Salah, un volto amico che non riesci a immaginare ti guardi in cagnesco. Anche se nel caso lo farà, statene certi.

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Rassegna stampa

Messi, Ronaldo o il derby. Juve & Roma, quarti di nobiltà

LA STAMPA (A.Barillà) – Road to Kiev. Oggi Juventus e Roma conosceranno la prossima tappa. Il destino delle due squadre italiane approdate ai quarti di finale di Champions – l’ultima volta undici anni fa – sarà scritto alle 12 nella sede dell’Uefa a Nyon: non esistono, a questo punto, avversarie semplici, ma insistere sull’indifferenza dell’urna è una bugia o almeno un luogo comune. Abolite le teste di serie, il sorteggio è libero e le gerarchie innegabili, di sicuro il Barcellona, favorito per Dna e trascinato da un Messiispiratissimo, non ha lo stesso peso del Siviglia che ha sfrattato, contro ogni pronostico, il Manchester United. Ultima volta Prima di addentrarci nell’analisi delle rivali straniere, è opportuno soffermarsi sulla possibilità più crudele e affascinante: quella di un derby italiano. L’ultimo nella competizione risale al 2004/2005 quando, proprio ai quarti, si trovarono di fronte Inter e Milan, ma il precedente più vicino è quello dell’Europa League 2014/2015, con Fiorentina e Roma opposte agli ottavi. In assoluto, nella storia delle coppe internazionali le sfide Made in Italy sono state 17 di cui ben 7 finali.

Il rischio derby appartiene anche all’Inghilterra, che schiera Liverpool e Manchester City, e, ancora di più, alla Spagna che a Barcellona e Siviglia aggiunge il Real Madrid.Record in panchina In fondo, in qualche modo, sarebbe derby anche se Juventus o Romadovessero incrociare i Los Nervionenses di Vincenzo Montella: è la quarta volta che tre tecnici italiani si ritrovano ai quarti e nessun altro Paese può vantare lo stesso primato. Se poi venisse fuori Roma-Siviglia, le emozioni si moltiplicherebbero, perché Eusebio Di Francesco e Montella non sono semplici colleghi: amici fin da ragazzini, quando giocavano nelle giovanili dell’Empoli, da dodici anni sono anche soci in una boutique nel centro della città toscana. Evitare la paura Sulla carta, al di là delle suggestioni sulla panchina, il Siviglia è l’avversaria più morbida, ma Mourinho, battuto a Old Trafford,racconterebbe un’altra storia.

Di sicuro le più temute sono Barcellona e Manchester City, macchine perfette cui è difficile individuare dei difetti: al massimo può far coraggio la possibilità che, consce del loro valore, si deconcentrino inconsciamente o, nel caso blaugrana, la tradizione sfavorevole ai quarti: dal 2013/2014 a oggi tre eliminazioni, due con l’Atletico Madrid e una con la Juve. «Un po’ di clemenza, basta Barça», esclama Massimiliano Allegri che nell’urna, tra Milan e Juventus, l’ha pescato tantissime volte, ma aggiunge di voler evitare pure il Real. Di Francesco non fa nomi: «Vorrei evitare solo la paura e continuare a sognare con questa squadra». Ritmo travolgente Avversario tostissimo anche il Bayern Monaco, che con Jupp Heynckes ha trovato un ritmo travolgente: il tecnico ha battuto il record delle undici vittorie consecutive in Champions, sommando alle cinque del 2013 le sei ottenute dopo aver preso il posto di Carlo Ancelotti. Più accessibile, ma appena appena, il Liverpool: non ha lo spessore delle big citate, ma non manca di fuoriclasse e può contare sull’organizzazione brillante di Jürgen Klopp.

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Rassegna stampa

Roma, pericolo a ore 12

LEGGO (F.Balzani) – Più equilibrio, nella gioia e nel dolore. E quindi nelle vittorie così come nelle sconfitte. Il consiglio arriva da Monchi che oggi vivrà con emozione ilsorteggio dei quarti di Champions. Ma alle 12 a fermarsi sarà tutta la città (almeno quella giallorossa) con la speranza di beccare proprio il Siviglia costruito negli anni dal direttore sportivo spagnolo. «Ma non dobbiamo avere paura di nessuno – avvisa Monchi – È difficile sapere quale squadra sia meglio affrontare. Il Siviglia è abituato a queste partite, a gestire la pressione dei match importanti. Ieri scherzavo con la mia famiglia: se uscisse Roma-Siviglia ai quarti, il primo problema sarebbero i biglietti (ride, ndr). Il Chelsea non avrebbe meritato di perdere 3-0, ma se il Barcellona ha Messi in giornata sono dolori. Il City per me è la squadra più forte di tutte. Ieri sera mia figlio ha pubblicato su Twitter una foto delle migliori otto squadre, è bello vederci lì. Le altre sette vogliono la Roma? Va bene, ok. Meglio così». Il passaggio ai quarti ha permesso un bel salto anche per quanto riguarda ilranking Uefa: in quello generale la Roma sale al 24° posto, in quello stagionale al nono

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NEWS

Repubblica Ceca, Schick convocato per la China Cup. Jarolim: “Gli manca il ritmo partita”

Il CT della Repubblica Ceca, Karel Jarolím, ha annunciato di aver convocato Patrik Schick per la China Cup, che vedrà i cechi affrontare prima l'Uruguay e poi una tra Cina e Galles: "L'abbiamo visto contro il Torino e non era andato male – le parole del CT riferite all'attaccante giallorosso -. Non ha molta esperienza con la nazionale ma guardiamo al futuro, quindi è convocato".