Categorie
SERIE A TIM

Spal-Roma 0-3, tris giallorosso aspettando il Liverpool. Prima gioia per Schick

La Roma non si ferma. Al contrario del Liverpool i giallorossi espugnano il Mazza di Ferrara e non steccano in campionato battendo per tre reti a zero la Spal di Semplici. 

Di Francesco prosegue il turnover facendo esordire Jonathan Silva confermando Gonalons e Pellegrini a centrocampo. Fuori anche Florenzi e Dzeko sostituiti da Bruno Peres e Schick davanti a Nainggolan ed El Shaarawy. 

Dopo i primi 20 minuti molto contratti, la Roma sfiora il gol per bene due volte con El Shaarawy. La Spal protesta per un'intervento al limite di Fazio ma la squadra di Semplici non crea particolari pericoli ai giallorossi che al 37' ne approfitano e vanno in vantaggio grazie all'autorete di Vicari. Nella ripresa, dopo aver sprecato ben tre occasioni da rete dopo il vantaggio, trovano subito il raddoppio con Nainggolan, la rasoiata da fuori area del belga diventa imparabile per Meret. Al 59' arriva anche la prima gioia in campionato per Schick. L'attaccante ceco insacca di testa il traversone di Pellegrini trovando il suo primo sigillo in campionato con la maglia della Roma e rompendo il digiuno in Serie A dopo un anno. Il tris permette a Di Francesco di far rifatare Strootman al 65', al posto dell'olandese Cengiz Under. Nel finale spazio anche per Perotti e Gerson. Ritmi decisamente contenuti negli ultimi minuti che portano la Roma di Eusebio Di Francesco a ottenere ulteriori tre punti preziosi per la lotta al terzo posto. Ora, finalmente, la testa può essere rivolta esclusivamente al primo atto della semifinale di Champions League contro il Liverpool di Klopp. 

Andrea Fagnano 

Categorie
Tifosi

Spal-Roma, striscione nel settore ospiti: “Aldrovandi vive”. Applausi del Mazza

Con la testa rivolta alla Champions League i tifosi della Roma supportano a gran voce la Roma anche durante la trasferta di Ferrara contro la Spal.  Intorno alla mezz’ora del primo tempo alcuni tifosi giallorossi hanno esposto uno striscione su Federico Aldrovandi, studente ferrarese, deceduto il 25 settembre 2005. Omicidio colposo per il quale quattro poliziotti sono stati condannati a tre anni e sei mesi di reclusione nel luglio del 2009. Tutto lo stadio ha applaudito all’alzarsi del suddetto striscione.

Categorie
NEWS

Premier League, Liverpool fermato dal West Bromwich

Il Liverpool, prossimo avversario della Roma in Champions League, è sceso in campo contro il West Bromwich Albion, nella gara valida per il 35° turno della Premier League. Il tecnico Klopp ha rinunciato a Firmino, Chamberlain e Mignolet, ma ha schierato dal primo minuto Salah e Manè. Il match è terminato 2-2, con i Reds avanti di due reti, firmate da Ings e Salah, che si son visti rimontare da Livermore e Rondon.

Di seguito l'undici al completo:

LIVERPOOL (4-3-3): Karius; Gomez, van Dijk, Klavan, Moreno; Wijnaldum, Henderson, Milner; Salah, Ings, Manè.
A disp.: Mignolet, Lovren, Robertson, Alexander-Arnold, Oxlade-Chamberlain, Solanke, Firmino.

 

Categorie
NEWS

Monchi: “In campionato ogni gara è decisiva. Difficile non pensare al Liverpool”

Monchi, direttore sportivo della Roma, prima della gara di campionato in casa della SPAL ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole a Premium sport: 

Questa è finalmente l’ultima partita prima del Liverpool…
E’ difficile, ma è il nostro compito dimenticare il Liverpool e stare attenti al campionato, perché c’è tanto in gioco. Il campionato è decisivo e molto importante per la prossima stagione.

C’è il rammarico di non aver potuto fare un mercato di gennaio più corposo in entrata? 
No, la squadra è pronta. Abbiamo fatto turn over contro il Genoa ed oggi. La squadra che scende in campo è forte, tutte sono migliorabili. Abbiamo la competitività per andare avanti in due competizioni.

Ci sarà il sacrificio di un big in estate o tutti confermati? 
La strada è già fatta. Noi sappiamo che cosa fare e dove, ma ora dobbiamo essere concentrati nell’ultimo mese, che sarà emozionante per tutti i romanisti. Il nostro lavoro è provare ad avere il prossimo anno la miglior squadra possibile: non è il momento di pensare a chi prendere o chi mandare via. Ora abbiamo davanti tante gare importanti, il mio lavoro è in secondo piano.

Oggi saranno importanti le alternative…
Sono d’accordo. La partita più importante è quella più vicino. Abbiamo bisogno di concentrazione perché fa caldo, è un po’ complicato. Dobbiamo gestirlo bene e vincere la partita. Sono d’accordo che oggi è una partita importante per il presente e per il futuro della squadra.

Ha parlato con Schick?
Io credo che lui stia arrivando a ciò che tutti pensiamo. Ha fatto due buone partite contro Barcellona e Lazio. Non è la partita di Schick, ma della Roma. Ha la fiducia della società e del direttore perché siamo convinti che ha qualità

Categorie
SERIE A TIM

SPAL-Roma, le formazioni ufficiali: esordio per Silva, Schick davanti

Tre giorni dopo la vittoria contro il Genoa, la Roma è chiamata a confermarsi in casa della SPAL. Di seguito le formazioni ufficiali: 

SPAL 2013 (3-5-2): Meret; Cionek, Vicari, Felipe; Lazzari, Everton Luiz, Viviani, Kurtic, Mattiello; Bonazzoli, Antenucci.
A disposizione: Gomis, Marchegiani, Simic, Vaisanen, Floccari, Schiavon, Salamon, Vitale, Schiattarella, Paloschi, Dramé, Grassi.
Allenatore: Semplici.

ROMA (4-3-2-1): Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Silva; Pellegrini Lo., Gonalons, Strootman; Nainggolan (C), El Shaarawy; Schick.
A disp.: Lobont, Skorupski, Pellegrini Lu., Jesus, Capradossi, Florenzi, De Rossi, Gerson, Perotti, Dzeko, Ünder, Antonucci.
All. Eusebio Di Francesco

Arbitro: Paolo Tagliavento della sezione di Terni
Assistenti: Meli – Vivenzi
Quarto Ufficiale: Calvarese
VAR: Fabbri
AVAR: Peretti

Categorie
Rassegna stampa

Manolas: “Io e Salah, duello a mille all’ora. La Roma è nata per l’Europa”

LA STAMPA (G. BUCCHERI) –  Una divinità greca a Roma. Lo hanno urlato dentro alle radio capitoline mentre Kostas Manolas sgranava gli occhi in mezzo al campo, quando il Barcellona veniva spinto fuori dalla Champions grazie a un suo gol. L’Europa giallorossa non era così bella da 34 anni e può diventarlo ancora di più se l’ostacolo Liverpool venisse saltato.

Quante volte ha rivisto, o rivissuto, l’attimo in cui con un suo colpo di testa la rimonta impossibile contro il Barcellona era compiuta?
«Tante, ma tutte subito dopo la partita. Poi, basta».

Basta?
«Se ti fermi a pensare che hai toccato il punto più alto della tua carriera sei finito: io, nella testa, ho altro».

Vederla correre sul prato dell’Olimpico con quello stupore, a noi italiani ha ricordato l’urlo mondiale di Tardelli.
«C’era tanta pressione, volevamo fare qualcosa di incredibile. Ho esultato così».

Poi, le lacrime in panchina al fischio finale…
«Una liberazione. Anche perché temevo che, dopo la mia rete, il Barcellona potesse segnare e vanificare tutto quello che avevamo costruito durante la partita».

Nella sua testa c’è altro. Le hanno raccontato cosa significa il Liverpool nella storia della sua Roma?
«Sì. So benissimo che, diversi anni fa, ci hanno battuto ai rigori nella finale di Coppa dei Campioni all’Olimpico».

Che rapporto c'è con Salah?
«Ottimo. Momo è un ragazzo straordinario. Una persona perbene e, poi, ha il sorriso sempre stampato sul volto. Mi piace».

Il segreto per fermarlo?
«Lui è veloce. Molto veloce. Ma lo sono anch’io (sorride, ndr)».

Nessuna blindatura, quindi?
«No, ma gioco di squadra sì. Se abbiamo fermato il Barcellona di Messi, possiamo fermare il Liverpool di Salah: non sarà facile, ma siamo pronti».

Martedì primo round delle semifinali ad Anfield. Ci è mai stato?
«Una volta, in amichevole con l’Olympiacos. Stiamo parlando di uno stadio dove si respira un’aria diversa».

Diverso sembra essere il vostro atteggiamento in Europa rispetto a un campionato arricchito da troppi alti e bassi.
«In campionato dovremmo avere almeno sette o otto punti in più. Ma è vero: quando giochiamo in Champions è come se avessimo stimoli maggiori».

Atletico e Chelsea messi alle spalle nel girone. È nata là la convinzione di poter sfidare tutti alla pari?
«No. La nostra convinzione nasce dalla filosofia di gioco che ci trasmette l’allenatore: la Roma non deve mai cambiare il modo di pensare».

Di Francesco lo ritiene un tecnico moderno?
«Europeo. Ci chiede sempre di provare a dominare la partita con pressing alto e intensità. E in Europa si va avanti così».

Ci racconta come, e quando, è nata la Roma anti-Barcellona nella versione mai vista?
«All’allenamento del lunedì. A 48 ore dalla gara con il Barcellona, il giorno dopo la sconfitta con la Fiorentina in casa».

Difesa a tre, due trequartisti dietro a Dzeko…
«Cambiava il sistema di disporci in campo, non, come detto, la nostra filosofia»

Oltre a suo zio, a chi si ispira?
«Mi piace Cannavaro. Ma io non vincerò mai il Pallone d’oro come lui».

Vincere la Champions è solo un sogno?
«Siamo fra le migliori quattro e, a questo punto, non ci sono favorite».

E, allora, chiuda gli occhi e si immagini con la coppa fra le mani a Kiev. Roma impazzirebbe…
«Pensiamo al Liverpool».

Cosa teme di più dei ragazzi di Jurgen Klopp?
«La loro freschezza e imprevedibilità».

Torniamo alla notte della rimonta impossibile. L’hanno chiamata dalla Grecia?
«Tutti. Troppi: a me non piace stare al centro dell’attenzione per quello che ho fatto, ma farlo ancora. Non ho voluto parlare con nessun giornalista del mio Paese, quotidiani o tv».

Il messaggio più bello che ha ricevuto dopo il colpo eliminazione al Barcellona?
«Da mia madre. Mi ha scritto: sono orgogliosa di te».

A proposito di messaggi. Ve ne scrivete con l’amico Salah?
«Certo. Gli faccio spesso i complimenti per la stagione straordinaria che sta facendo».

L’ultimo?
«Mi ha chiesto come sto. Anzi, in queste ore, me lo chiede spesso».

Ha paura di sfidarla?
«Si informa…». (sorride, ndr)

Manolas, una divinità greca nella Capitale. Le piace?
«L’ho sentita. Sì mi piace, come il racconto su Roma Tv…»

Categorie
NEWS

Nainggolan: “Liverpool? La peggiore da pescare. A capodanno ho sbagliato ma voglio essere un esempio in campo”

Radja Nainggolan, centrocampista della Roma e della nazionale belga, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano belga Het Laaste Nieuws. Queste le sue parole: “Il rapporto con il ct Roberto Martinez? Mi parla un po 'più di prima. E anche in un altro modo. In ogni caso, ho un feeling migliore con lui, la nostra relazione è migliorata. Non siamo i migliori amici del mondo perché siamo sempre diversi l'uno dall'altro. Ma noto che la nostra relazione è migliore. Il mio stile di vita? Ho molti tatuaggi, fumo e bevo di tanto in tanto. E ho fatto degli errori. Ad esempio, a Capodanno, non è stato molto intelligente da parte mia filmarmi in quello stato. Proprio come non era stato molto saggio a guidare sotto l'influenza dell'alcool. Ma io voglio vivere come un uomo normale. Il calcio è un hobby per me. Quando sei improvvisamente supportato come sono stato, è bello. Ho sentito il rispetto provenire dall'esterno. Rispetto che non ho avuto per anni, e non sto parlando di sostenitori qui in Belgio. Molte persone trovano che non sia un buon esempio per i giovani. Ma io sono un calciatore. Cerco di dare un esempio sul campo, spetta ai genitori crescere i loro figli. Questo è quello che sto cercando di fare con mia figlia. I miei non hanno fatto nulla, anche se ero un bambino ribelle. Ho vissuto molte cose nella mia vita. Cose che certamente non voglio per i miei figli”. Poi ha aggiunto un commento sulla sua speranza di andare al Mondiale 2018: “Ho avuto la sfortuna di crederci molto in passato e la delusione è stata ancora più grande. Ci crederò solo quando sarò nel 23”.

Queste invece le sue parole sul passaggio in Champions League contro il Barcellona: “Sono stati giorni agitati, sai che ho ancora da leggere 120 messaggi?".

Di quanti giorni hai avuto bisogno per credere all'impresa contro il Barcellona?
"Il giorno dopo non ci credevo, la Roma in semifinale di Champions League. Sembrava un'impresa impossibile, quello che abbiamo fatto è unico e nessuno credeva che sarebbe stato possibile".

Perché? Non avevi detto che la Roma aveva una possibilità per realizzare la remuntada?
"Cosa altro si può dire in conferenza stampa? Voglio essere onesto: pensavo che vincere contro il Barcellona sarebbe stata una cosa ottima. Ma solo quando eravamo sul 2-0 ho iniziato a credere alla qualificazione. Perché avvertivo che avevamo più fame, che continuavamo a correre e a pressare. Quanto fisicamente che tatticamente, e l'allenatore ha optato per il modulo perfetto, stavamo meglio del Barça. Volevamo davvero le semifinali, invece il Barça si sentiva al sicuro dopo il 4-1 al Camp Nou. Ma nel calcio non puoi mai rilassarti".

Sei consapevole che accade una volta nella vita?
"Sì, è qualcosa che non vedremo a breve di nuovo. In realtà, tutta la nostra stagione in Champions è stata incredibile. Nella fase a gironi, abbiamo superato squadre contro Chelsea e Atletico Madrid , tutti erano sorpresi che avevamo vinto il girone. E allo stesso modo di eliminare il Barça ai quarti di finale… vinto! E nessuno parla dei rigori che c'erano per noi al Camp Nou".

Al Camp Nou eri in tribuna, perché il colpo preso contro il Bologna in campionato ti causava dolore?
"Ovviamente ero frustato, non tanto perché ero a Barcellona, ma perché da bambino sogni di giocare queste partite. Se non puoi giocare fino al giorno prima della partita, allora ti arrabbi. Avrei voluto essere in campo, non in tribuna".

Come stai ora?
"Ancora ho un piccolo problema, c'è sangue intorno al nervo per questo non posso muovermi senza dolore. Ora lo sopporto".

Meglio, martedì c'è la semifinale. Soddisfatto di aver pescato il Liverpool?
"No, secondo me il Liverpool è la squadra più dura tra le tre. Non perché abbia più qualità di Real Madrid e Bayern Monaco, ma perché è una squadra che ci mette molto impegno e non ha nulla da perdere. Mi creda, sarà molto difficile. Il Real e il Bayern avrebbero potuto sottovalutarci, come il Barcellona, ma nel Liverpool ci sono guerrieri, un po' come noi".

Roma sta sognando la finale di Kiev…
"Sognare non fa male. Dobbiamo crederci ora che siamo in semifinale".

Se vincerai ti tatuerai la Coppa?
"Sì (ride, ndr), però solo se vinciamo".

Hai sentito Salah recentemente?
"Anche lui non riusciva a credere che avevamo vinto contro il Barcellona. Su Instagram ha scherzato sul fatto che ascolteremo per molto tempo Manolas dire che aveva segnato il gol vittoria. Sarà bello rivedere Momo, avevo un bel rapporto con lui. Non posso criticarlo, è un ragazzo buono, dolce e rispettoso, e un ottimo giocatore".

Salah è la rivelazione della Premier League. Notevole no? È cambiato dall'anno scorso a Roma.
"Non mi sorprende, ha sempre avuto queste qualità. L'unica differenza è che ora ha più opportunità. Forse ha imparato ad essere freddo sotto porta":

O sono peggiori le difese in Premier League?
"È possibile, ma Momo anche la scorsa stagione poteva segnare 30 gol. Lui è un vincitore, sono un suo fan".

Sei in semifinale di Champions League ma non automaticamente al Mondiale?
"(Ride, ndr) Non lo deve chiedere a me, spero di poterci essere, ho dimostrato di poter essere un giocatore importante per la nazionale".

Se devi scegliere: Champions League con la Roma oppure il Mondiale con il Belgio?
"Dico Champions League perché il Belgio ha ancora un cammino lungo da percorrere per diventare campiona, la Roma invece è già in semifinale".

Il giorno prima dell'amichevole contro l'Arabia Saudita, Martinez le ha permesso di lasciare la Nazionale per ragioni personali.
"Quel giorno persi mio nonno, otto anni dopo la morte di mia madre ed era l'unico parente che mi era rimasto della famiglia di mia madre. Ho voluto dirgli addio, lo sentivo spesso. Avevo paura di non giocare contro l'Arabia Saudita se avessi saltato l'ultimo allenamento, ma quando sono andato dall'allenatore per chiedergli il permesso di lasciare il ritiro lui mi ha detto «vai, ci sono cose più importanti del calcio». Mi ha permesso di assentarmi anche il giorno successivo, questo mi ha dimostrato che è un allenatore sensibile a queste situazioni, ha un buon lato umano".

Categorie
NEWS

Wake up Flaminio, Frongia: “Stadio della Roma? Siamo nei tempi previsti dalla legge” (VIDEO)

L'assessore dello Sport di Roma Capitale, Daniele Frongia, in occasione dell'evento di riqualificazione dello Stadio Flaminio organizzato da Retake Roma e Credito Sportivo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle: “Stadio della Roma? Ho sempre confermato i segnali positivi, lo confermo anche adesso. Ci sono i tempi previsti dalla legge. Contiamo di far arrivare la variante in Assemblea Capitolina tra luglio e agosto, poi si andrà in Regione. A quel punto ci sarà bisogno di una delibera consigliare della Regione Lazio. Una volta approvata, immediatamente questo rappresenta i titoli esecutivi autorizzativi per poter partire con le gare e quindi con i lavori".

Una battuta anche su Campo Testaccio: "Come per il Flaminio, abbiamo già richiesto un preventivo per la riqualifica del verde verticale (quello che non possono fare oggi i ragazzi) e anche per la rimozione dei detriti. Sono due interventi distinti: uno a Campo Testaccio e uno qui al Flaminio. Quello lo opereremo noi con soldi già messi a bilancio. Non so se ci saranno iniziative analoghe a Campo Testaccio, ma noi ovviamente saremo sempre pronti a sostenerle. Tempistiche? Non è una questione di dare numeri tanto per darli. Campo Testaccio ha ancora un problema di attribuzione. Non è un impianto sportivo, non è ancora conferito allo sport. C’è tutta la diatriba di chi, genialmente, 10 anni fa e più decise di fare lì, e in altri posti, di fare un parcheggio al posto di un campo storico, e la maggior parte di questi parcheggi poi non è neanche stata completata. Un gravissimo danno per la collettività. Purtroppo dai Mondiale del ’90 ad oggi, c’è stata una serie infinita di impianti sportivi non completati".

Categorie
SERIE A TIM

Spal-Roma – Le probabili formazioni dei quotidiani

Alle ore 15.00 la Roma scende in campo a Ferrara per affrontare la Spal, cercando di non pensare al Liverpool. Eusebio Di Francesco, tuttavia, ha scelto di fare dei cambi proprio per far rifiatare i giocatori più "spremuti". Kolarov resta a casa, mentre Dzeko si accomoderà in panchina. Ecco le probabili formazioni dei quotidiani:

Gazzetta dello Sport: 4-3-2-1 Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Silva; Pellegrini, Gonalons, Strootman: Nainggolan, El Shaarawy; Schick

Corriere dello Sport: 4-3-2-1 Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Silva; Pellegrini, Gonalons, Strootman; Nainggolan, El Shaarawy; Schick

Corriere della Sera: 4-3-2-1 Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Silva; Pellegrini, Gonalons, Strootman; Nainggolan, El Shaarawy; Schick

Repubblica:  4-3-3 Alisson; Florenzi, Manolas, Jesus, Peres; Strootman, De Rossi, Nainggolan; Under, Schick,El Shaarawy

Il Tempo: 4-2-3-1 Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Silva; Strootman, Pellegrini; Under, Nainggolan, El Shaarawy; Schick

Il Messaggero:  4-3-2-1 Alisson; Peres, Manolas, Fazio, Silva; Pellegrini, Gonalons, Strootman: Nainggolan, El Shaarawy; Schick

 

 

Categorie
Esclusive

Tagliandi Roma-Liverpool, Bardelli: “La grande richiesta crea sempre problemi, bisogna riflettere sulle politiche di vendita. Vi spiego il secondary ticketing”

Intervenuto nel corso del pomeriggio di Rete Sport, il director of sport business di Ticketone, Amedeo Bardelli, ci ha aiutato a fare chiarezza sui problemi in occasione della vendita dei tagliandi di Roma-Liverpool e sul fenomeno del secondary ticketing. Ecco le sue parole:

Premettendo che Ticketone non c'entra più niente con i biglietti della Roma, volevamo approfittare dell'esperienza maturata. Cosa succede quando un evento del genere non si riesce fino in fondo a governare?
Eventi di questo tipo hanno una rilevanza ed una risposta di pubblico sicuramente anomala data la grande richiesta di biglietti che c'è. Questo chiaramente dà adito a tutta una serie di congetture che vengono prodotte sia dai tifosi che dalla stampa perché giustamente c'è tanta gente che resta senza biglietto, rimanendoci male e protestando. Il giorno della vendita libera è sicuramente il giorno più caldo in genere, è normale che una grandissima richiesta di biglietti crei i problemi che ci sono stati. Poi è ovvio che questo va gestito dalla politica di vendita della società, ma la società deve avere i mezzi per essere supportata dalla società di ticketing che utilizza. Se no si dovrebbe cercare di fare una politica generale sull'acquisto dei biglietti come altri club di Serie A, come Napoli e Juventus, che in modi opposti hanno venduto i loro biglietti per i propri grandi eventi affrontando bene la vendita. Il club di Torino ha impostato una politica mirata sulla fidelity, cioè su un tifoso che negli ultimi tempi è stato fornito di una serie di card e membership che acquista e da cui ha una serie di vantaggi in prelazione, scaglionata in più fasi fino al totale sold out: ad esempio, Juventus-Napoli di questo turno di campionato è andata esaurita proprio in questo modo.

Sono state quindi dilazionate le richieste attraverso gli scaglionamenti, con meno corsa affannata?
Esatto. Il Napoli ad esempio distribuisce i propri tagliandi in tre fasi di vendita: la prima rivolta agli abbonati, la seconda a chi possiede la fidelity card e infine la vendita libera, che va soprattutto nei punti vendita dato che la città partenopea è quella che utilizza di meno i servizi internet per acquistare biglietti. Lì chiaramente la rete di vendita deve funzionare. La vendita di un biglietto calcistico è molto più lenta rispetto a quella di altri eventi, ci sono più controlli, bisogna scrivere il nominativo, così del genere. Ancora, il Napoli non effettua il cambio nominativo: la persona che acquista il biglietto deve andare allo stadio, non può passare il proprio tagliando ad un altro, e questo permette di evitare tutto il discorso bagarinaggio e secondary ticketing. Dove non è possibile cambiare il nominativo non è poi possibile rivendere un biglietto su un circuito secondario.

Cosa avviene dietro queste reti di vendita secondarie?
Per quanto riguarda lo Sport, non ho mai visto una società di calcio alimentare il secondary ticketing. Facciamo un esempio, prendendo una partita di calcio per la quale i biglietti non sono ancora in vendita. L'abitudine di tutte le società è non dare il prezzo per un evento prima di una settimana o dieci giorni. Difficile che una società di calcio venda sul lungo periodo, soprattutto se su un evento ci sono restrizioni di sicurezza. Capita, invece, di trovare siti che già mesi prima vendono questi biglietti: non fanno altro che accettare prenotazioni, facendosi pagare, per poi presentarsi al momento in cui inizia la vendita con i propri agenti muniti di dati personali dei clienti ad acquistare i tagliandi presso i punti vendita o facendolo tramite internet. Per i match clou, ovviamente, non sapranno mai quanti biglietti riusciranno a reperire. In molti tra coloro che hanno acquistato questa sorta di prevendita hanno poi la possibilità di restare senza nulla in mano. Altri al momento del ritiro dei biglietti se ne trovano in tasca di diversi rispetto a quelli scelti. Ce ne sono decine e decine di siti che offrono questo servizio a prezzi maggiorati. Fermarli? Lottiamo da tempo contro questo fenomeno, che è un danno di immagine anche per le società incaricate della vendita dai club. Una mossa potrebbe essere quella di controllare i flussi di acquisto: l'enorme richiesta al pronti e via delle vendite per un evento può evidenziare comportamenti anomali su alcuni lotti di biglietti, che potrebbero quindi essere annullati con tanto di rimborso nel caso si riscontrino irregolarità. 

Andare in strada ed intasare contemporaneamente il punto vendita e la recivitoria online causa ingorgo? Come si contrasta questo aspetto?
La gestione di una vendita di questo tipo era prevedibile sarebbe andata così. Io non condivido la gestione dell'attesa online, perché poi alla fine succede che chi si trova davanti il punto vendita è anche in coda sul web. Tutti loro intasano il canale internet. Chi acquista su internet deve lavorare su un allotment di posti. Le persone poi è chiaro devono essere abituate piano piano a lavorare di più su internet, ma con un concetto tecnologico diverso. Sposo quelle che sono le tecniche della Juventus. Ad un pubblico più abituato invece a recarsi al punto di vendita, invece, si possono dedicare allotment di tagliandi diversi, canalizzando i posti, così da avere un'organizzazione della vendita diversa. Non credo però che la Roma non abbia pensato a tutto questo, anche perché ha con sè il numero uno in Italia del settore, Carlo Feliziani, sempre attento ad accontentare i tifosi. Però se gli strumenti non ci sono o non funzionano bene, si creano i disagi.

Infascelli – Loghi