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Totti: “Con il Barcellona gara da pelle d’oca, ci davano per spacciati”

Francesco Totti, ex capitano e dirigente della Roma, è intervenuto nel corso della trasmissione 'Amici' in onda su Canale 5. L'ex numero 10 ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla vittoria della Roma con il Barcellona in Champions League. Queste le sue parole:

Che sensazioni hai?
Diciamo nella partita di ritorno ci davano tutti per spacciati, a inizio sorteggio il Barcellonaera abbastanza contento di aver pescato la Roma, ci avevano definito un bonbon. Sono circostanze in cui ti piace confrontarti in competizioni così importanti, fortunatamente erano due partite di 90′. La prima partita è andata come il 90% delle persone si aspettava.

Cosa hai pensato vedendo le immagini della gara?
A rivedere il ritorno viene la pelle d’oca, se lo sono meritato. È stata una partita memorabile.

Quanti sacrifici hai fatto per arrivare dove sei arrivato?
Nel nostro mondo bisogna farne tanti, alla loro età bisogna accantonare tante cose, come ho fatto io. A 18 anni si va in giro col motorino, si esce con gli amici, si va in discoteca: tante cose le devi mettere da parte e pensare a un obiettivo, se hai un obiettivo in futuro. Vedendo loro, credo che ne abbiano, di obiettivi. E’ un sogno che cerchi di realizzare, da piccolo vorresti fare una cosa e cerchi di agguantarla con determinazione, voglia e fortuna. Io volevo fare quello, solo il calciatore sono capace di fare.

Com'è andare in panchina?
Gli ultimi due anni ho avuto il cuscinetto. Ho dovuto lavorare il doppio per convincere il mister, ma dalle cose negative si passa a quelle positive.

 

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Lazio-Roma, i convocati di Di Francesco. Recuperano Florenzi e Manolas

Sono ventitre i giocatori convocati da Eusebio Di Francesco per il derby di domani sera con la Lazio. Il tecnico della Roma può sorridere per quanto riguarda le due situazioni dubbie legate a Florenzi e Manolas, entrambi nella lista per il match con i biancocelesti. Presente anche Luca Pellegrini, tornato in campo con la Primavera, out invece gli infortunati Defrel e Perotti. Ecco l’elenco completo diramato da Roma Tv:

Alisson Becker
Bogdan Lobont
Lukasz Skorupski

Luca Pellegrini
Juan Jesus
Aleksandar Kolarov
Elio Capradossi
Federico Fazio
Alessandro Florenzi
Bruno Peres
Jonathan Silva
Kostas Manolas

Radja Nainggolan
Kevin Strootman
Lorenzo Pellegrini
Daniele De Rossi
Maxime Gonalons
Gerson

Edin Dzeko
Patrik Schick
Cengiz Under
Mirko Antonucci
Stephan El Shaarawy

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GIOVANILI

Primavera, Roma fermata sul 2-2 dalla Sampdoria

La Roma ci prova in tutti i modi, ma non riesce a tornare al successo. E’ solo 2-2 contro la Sampdoria, con Valeau e Celar che rispondono colpo su colpo alle reti blucerchiate. Giallorossi sfortunati in più occasioni, colpendo addirittura tre legni nell’arco del match. La nota positiva è senza dubbio il ritorno in campo di Luca Pellegrini, che resta in campo per 60 minuti giocando con una buona intensità.

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Inzaghi: “Veniamo da una profonda delusione. Domani faremo una grande prestazione”

Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, ha parlato in conferenza stampa prima della gara contro la Roma, in programma domenica sera alle 20.45 allo Stadio Olimpico. Ecco le sue dichiarazioni:

Difficilmente si va avanti guardando indietro, state soltanto guardando avanti? 
Quello è normale, domani abbiamo un partita importantissima che vorrà dire tanto sulla classifica e viene dopo due giorni da Salisburgo, da una profonda delusione, da una qualificazione che era lì a portata di mano ma che poi non è avvenuta.

Come sta la squadra mentalmente oltre che fisicamente?
Mentalmente è normale che la delusione di giovedì è grandissima, abbiamo visto che avevamo la partita in mano, non avevano rischiato praticamente nulla, e paradossalmente il gol di Immobile secondo me ci ha fatto perdere un pochettino di lucidità. In quel momento abbiamo preso l’1-1 e poi due autoreti. Nel calcio quando si subiscono due autoreti solitamente si perde. La cosa che mi è dispiaciuta di più è che la squadra in questi due anni ha dimostrato di rimanere sempre lucida invece da quando è subentrata la seconda autorete abbiamo perso lucidità perché abbiamo avuto un po’ di paura. Sono convinto che nello sport, come nella vita, le delusioni aiutano a crescere. Questa sicuramente aiuterà la mia squadra a crescere ma è normale che ci dispiaccia tanto perché avevamo la semifinale a portata di mano. Sono contento che domani ci sia una grande partita e sono sicuro che la squadra farà una prestazione di alto livello.

Nelle ultime sette partite bisogna mettere il cuore oltre l’ostacolo?
Io penso che i miei ragazzi il cuore l’hanno sempre messo. Ieri ho ringraziato i ragazzi, quando siamo rientrati, per la stupenda cavalcata che abbiamo fatto in Europa. Ho detto ai miei ragazzi di non dimenticarsinche siamo l’unica squadra che ha alzato un trofeo, che in classifica siamo appaiate con Inter e Roma che probabilmente alla vigilia sono state costruite per vincere lo scudetto e invecesono lì con noi a lottarsi la Champions. Ho detto quindi ai miei ragazzi di non dimenticarsi delle grandissime cose che abbiamo fatto. Questa è una macchia profonda che non situò cancellare perché nel calcio non si può tornare indietro ma la mia squadra mi ha sempre dato tutto e una macchia non può cancellare 8 mesi meravigliosi di questi ragazzi.

Quanto influisce la partita di Salisburgo sulla formazione di domani?
Per la formazione ho visto in questi sette mesi, con la coppa il giovedì pensare ad una formazione adesso probabilmente un’idea ce l’ho ma bisogna vedere come recuperano i ragazzi. Al di là della formazione mi interessa lo spirito con il quale la squadra scenderà in campo che deve essere vincente. Abbiamo più di 24 ore, un allenamento oggi pomeriggio, una sgambatura domattina e poi cercherò di mettere la migliore formazione possibile campo.

Che Roma ti aspetti tatticamente? 
Non so quello che può fare Di Francesco. Noi siamo pronti per ogni soluzione tattica, sia se giocherà normalmente con il 433 sia come ha giocato martedì con il Barcellona, con il 3412 che a volte diventava a 3421 o 343 se i due esterni erano larghi. Vedremo ma al di là della Roma, mi interessa dei miei ragazzi perché hanno dimostrato che possono giocarsela con tutti, contro grandissime squadre ce la siamo sempre giocata alla grande.

Quanto influirà il fatto di avere meno giorni di preparazione? 
Non penso tanto perché giocare il derby è una delle cose più belle che possono capitare ad un giocatore. Non saremmo soli, avremmo i nostri tifosi che ci daranno energia.

Come stanno gli esterni? 
Marusic sta bene, Lulic, Lukaku, Patric e Basta sono da valutare ma come ho detto spero di recuperare tutti i giocatori per avere l’opportunità di scegliere. La cosa che mi interessa è la mentalità. Mancano le ultime 7 che sono quelle più importanti.

Quali sono le contromisure che la Lazio prenderà contro la Roma? 
All’andata perdemmo 2-1 con un rigore e con un gol che regalammo noi in uscita. Fu una partita giocata alla pari. Dobbiamo fare una partita importante, ci giochiamo tanto. E’ fondamentale per la classifica ma siamo concentrati e ad agosto era impensabile trovarci con gli stessi punti di Roma e Inter. Probabilmente avremmo meritato qualche punto in più.

Ti preoccupano tutti questi gol subiti? 
Si è normale. Dobbiamo cercare di ridurre gli errori. Domani cercheremo di difenderci nel modo migliore.

Come sta Milinkovic? 
Milinkovic giovedì stava facendo una grande partita ma dal momento che ho deciso di mettere Felipe Anderson ho preferito lasciare in campo Luis Alberto perché volevo un po’ più di palleggio. Gli episodi hanno fatto la differenza, io non credo in fortuna e in sfortuna. In 57 minuti non avevamo subito tiri in porta. Abbiamo perso lucidità per provare una reazione.

Lei pensa che ci sia una favorita per questa gara? 
Penso che abbia detto bene Di Francesco. Non c’è una favorita, loro ci arrivano con un passaggio del turno, noi con un’uscita ma gli stimoli sono altissimi per tutte e due le squadre.

Qual è la lezione che portate a casa da Salisburgo? Domani cambierai modulo? 
Per il modulo penso che la squadra sa che a volte si può cambiare. Per domani valuteremo le due sedute che mancano. Dalle grandi sconfitte si possono trarre grandi insegnamenti ma non è sempre una sconfitta che ti dà quella spinta, ricordiamoci la Supercoppa ad agosto. Le grandi delusioni aiutano a crescere ma anche le grandi vittorie.

Qual è la critica che ti ha fatto più male da Salisburgo? Sacchi ha detto: “Di Francesco più europeista e Inzaghi più italianista”…
Sarebbe stato diverso se non fossimo usciti giovedì. Siamo arrivati ai quarti meritando. Avevamo la semifinale a portata di mano. Alle critiche sono abituato, è normale. Se avessimo segnato sarei stato bravissimo, sono cose che nel calcio ci sono ma il saluto dei nostri tifosi alla fine è la cosa più importante. Adesso si azzera tutto, mancano 7 partite, si inizia un mini torneo e la più importante è domani.

Felipe Anderson l’anno corso contro la Roma fu decisivo, che ruolo avrà domani? 
Sarà della partita, non so se dall’inizio o se dalla panchina. Sono contento di quello che sta facendo Felipe dopo essere rientrato dall’infortunio. Ha sempre un atteggiamento propositivo verso noi dello staff e verso i suoi compagni.

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Di Francesco: “Derby che vale doppio. Perotti out, in dubbio Manolas e Florenzi”

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Lazio. Queste le sue parole:

Come si gestisce questa euforia in vista della Lazio? 
Ben venga una gara come quella contro la Lazio, perché solitamente quando giocavo a calcio queste gare si preparano da sole dal punto di vista motivazionale. L’entusiasmo si, la consapevolezza di quello che abbiamo fatto ma dobbiamo mettere in campo la stessa determinazione, la stessa cattiveria agonistica e il desiderio di cercare di prevalere in questa gara che secondo me vale più di tre punti, vale il posto in Champions. Ha un valore doppio, il derby ha un valore a sè, esula da tutte le altre gare, ma allo stesso tempo questa è fondamentale per la classifica in campionato.

Questo modulo nuovo che abbiamo visto contro il Barça può essere una soluzione per la squadra? 
Siccome vi piace parlare di numeri noi abbiamo fatto il 3-4-2-1 in questa partita o il 3-4-3, a seconda di come si sviluppa la palla, perché ribadisco per l’ennesima volta che il modulo è dinamico. E’ stata una scelta ponderata che ha dato un valore aggiunto a questa squadra e mi ha fatto capire che si può giocare in questo modo anche in altri casi. Non dimentichiamoci che siamo arrivati ai quarti di finale giocando 4-3-3, tutto può diventare nulla e niente di importante se non si ha cattiveria, determinazione, convinzione e atteggiamento giusto che è quello che abbiamo avuto in questa gara. I numeri vanno a farsi friggere senza l’atteggiamento corretto.

Oltre alla determinazione metterà in campo anche Schick? 
Della formazione assolutamente non parlo, e non posso dare vantaggi perché non penso che Inzaghi me la venga a dire come è giusto che sia. Uno tra lui e Cengiz Under scenderà in campo, sono 50 e 50.

Qual è l’aspetto di Dzeko che la colpisce di più? 
Ha delle qualità, sia tecniche che fisiche, impressionanti per la struttura che ha e che a volte non sfrutta al meglio delle sue potenzialità. Nella gara con il Barcellona ha fatto la sua miglior partita da quando è con me per applicazione, attenzione, determinazione e allo stesso tempo con grandissima convinzione. Mi auguro che tutto ciò lo ripeta nelle grandi partite, con le grandi squadre, ma anche con quelle squadre, che io ritengo allo stesso livello ed è da qua che passa la nostra crescita, ma che sono considerate meno importanti come blasone. Dal punto di vista generale è un giocatore che ha qualità straordinarie.

E’ una partita che può cambiare la storia della Roma? 
Lo vedremo più avanti, ovviamente sì. Io credo che sia stato qualcosa di straordinario, non dobbiamo nasconderci che abbiamo raggiunto un qualcosa dove uno si sveglia la mattina e dice “Siamo in semifinale di Champions”. Inaspettato da parte di tutti ma io sono molto sereno perché questo ci deve dare grande consapevolezza. Io nella conferenza stampa pre gare avevo parlato di mentalità, questa partita deve dare seguito alla crescita di mentalità. Era quello che dicevo sulla considerazione su Dzeko che dobbiamo essere bravi tutti a trattare tutte le partite allo stesso modo. Questo ci farà diventare sempre più forti.

Lei al fischio finale è andato negli spogliatoi, perché? 
E’ una cosa che faccio sempre ultimamente, da più gare, preferisco lasciare spazio ai ragazzi e ai miei collaboratori nell’andare a festeggiare e godere di questo momento. Io voglio far crescere l’ambiente e la mia squadra dentro Trigoria, quello che dovevo fare, quello che dovevo esternare, l’ho esternato ai miei calciatori e ai miei collaboratori dentro lo spogliatoio.

Un aggiornamento sulle condizioni di Defrel e Perotti? 
Non saranno, nessuno dei due, disponibili per la gara contro la Lazio. Defrel non lo sappiamo, lo valuteremo nel corso del tempo quale sarà il suo problema alla caviglia. Perotti ci auguriamo di metterlo dentro contro il Genoa o con la Spal, più facile la seconda, questa è la speranza. Per quanto riguarda quei giocatori che hanno avuto febbre, non sono stati bene, qualcuno non si è allenato ieri, abbiamo qualche dubbio su Manolas e Florenzi. Vedremo tra oggi e domani mattina. L’allenamento mi darà qualche responso e maggiore sicurezza sulla formazione da mandare in campo contro la Lazio perché qualche problemino c’è stato nelle scelte che si sono fatte con lo Shakhtar con qualche giocatore a metà. Quella volta abbiamo rischiato a metterli in campo e in questo caso non ci possiamo permettere più di sbagliare.

Questo 3-4-2-1 può diventare la nuova base da qui in avanti? E’ una rosa corta per questo modulo, visto che la Roma è stata costruita per un altro schema?
Ovviamente se dovessi portare avanti un certo sistema di gioco la tua analisi è perfetta, nel seno che non ho tante pedine per poter fare qualcosa, ho più centrocampisti che difensori centrali. Come ho detto prima è un grandissimo valore aggiunto per questa Roma, può essere ripresentato domani, potremmo tornare al 4-3-3. Quello che mi interessa più di tutti veramente, è che al di là delle scelte che posso fare loro sanno di poter agire in un certo modo, mi interessa l’atteggiamento e i principi di gioco. La grande forza nostra è stata quella di saper far uscire quasi sempre uno dei centrali forti in aggressione, quindi spesso difendevamo a 4 o anche a 3 e non era più una difesa a cinque perché nella dinamica uno dei difensori centrali diventava un centrocampista. Per fare questo ho scelto una squadra con maggiore fisicità ed impatto forte sulla gara e ho avvicinato qualche giocatore in più a Dzeko. Devo dire che mi ha dato dei risultati importanti, sono molto contento di averla interpreta in questo modo, ma non è detto che sia la medicina definitiva di tutto.

Chi arriva meglio al derby, la Roma che arriva con l’entusiasmo o la Lazio che arriva con la rabbia? 
Vengono tutte annullate le situazioni, non conta nulla, perché è una storia a sé. Mi auguro di essere avvantaggiato in questo senso ma sono convinto che non sarà così. Possiamo fare mille valutazioni, ognuno può dare il suo giudizio ma questa è una partita da prendere veramente con le molle. È una squadra rabbiosa, per di più lo abbiamo dimostrato noi con il Barcellona, feriti dalla partita contro la Fiorentina dove nessuno po pensava potesse finire con un risultato del genere. Dobbiamo pensare che dall’altra parte ci possa essere una prestazione come la nostra col Barcellona. Dobbiamo avere la capacità di prepararla allo stesso modo ma non tanto fisicamente e tecnicamente ma mentalmente, è fondamentale.

La fisicità è una delle principali qualità della Roma? 
Io credo che la fisicità è determinante per diventare importanti in Italia e in Europa. Se ci metti dentro tutte le altre qualità è meglio ma per giocare a calcio a certi livelli è fondamentale. Anche la condizione fisica, che in questo momento è in grande crescita e che poteva sembrare sotto le scarpe con la Fiorentina ma quel match va analizzato con maggiore attenzione magari rivista anche insieme per quella che è stata un po’ la dinamica di quella gara.

Quali sono le caratteristiche e i giocatori della Lazio che teme di più? Le fa piacere essere l’unica italiana rimasta in Europa?
E’ una grande gratificazione per la Roma poter rappresentare l’Italia in Europa. Ci sono state alcune partite in cui mi è dispiaciuto per come sono andate. La Lazio dava la sensazione di avere nettamente in mano la gara, non c’era motivo per pensare a 4 gol del Salisburgo. Questo ti fa capire che non devi abbassare mai la guardia, non dare forza ad una squadra che sembrava demotivata o quantomeno sembrava non poter impensierire la Lazio. Con un gol ha cambiato la gara. Io vedo la Lazio una squadra di grande fisicità, il che è importantissimo. Ha davanti un giocatore bravissimo ad attaccare la profondità, noi siamo una squadre che dà un po’ di campo all’avversario perciò dobbiamo stare veramente attenti. Ci si mettono due giocatori come Milinkovic e lo spagnolo, che sono fortissimi nel fare assist e imbucare gli avversari, come l’ultimo di tacco senza guardare nell’ultima partita. Hanno un’ottima qualità negli ultimi 30 metri, la Lazio è la squadra più brava nel mandare in porta i propri giocatori.

La squadra è pronta, dal punto di vista fisico e psicologico, per reggere fino alla fine della stagione? 
Io del Liverpool non ho parlato ancora con la squadra, perché davanti ci sono tre partite importantissime, a partire dal derby. Poi cominceremo a dare un occhi a quello che sarà, io lo darò prima loro devono pensare prima a questa gara. La nostra gente, il tifoso romanista, aspettava da 34 anni questa gara. Ben venga il Liverpool, sapendo che davanti abbiamo una squadra forte, ha giocatori di gamba, tra cui uno che conoscete benissimo. Sappiamo che non sarà facile ma siamo contentissimi di potercela giocare. Io lo dico da quando eravamo ai gironi, quello che dobbiamo affrontare affrontiamo. Il destino è questo, il destino ci ha portato in semifinale e mi auguro che ci porti ancora più avanti. Non so cosa pensa la squadra e non mi interessa nemmeno saperlo.

Quanto ci ha lavorato sulla mentalità della squadra? Potete ancora migliorare? 
Ci sto lavorando, sono ancora lavori in corso. Abbiamo dimostrato, in tutta questa annata, una grande capacità nel fare grandi prestazioni, ma ancheggi farne al di sotto delle nostre possibilità. È un percorso che è fatto di alti e bassi e mi auguro che avremo la capacità di rimanere meno oscillanti possibile, come la borsa, nelle prestazioni e negli atteggiamenti. Questo deve essere un lavoro importante da parte mia e di chi mista vicino, di tutto un po’ l’ambiente.

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Maldini: “Derby? La Lazio ha un grande attacco ma non è favorita”

Paolo Maldini, bandiera del Milan, è stato intervistato dai canali social di William Hill ed ha parlato anche del derby di Roma. Queste le sue parole:

Due parole su un altro capitano: Totti…
“Francesco è stato uno dei migliori giocatori italiani di sempre, tecnicamente fortissimo. Ha una storia molto simile alla mia, è sempre rimasto con la Roma. Forse, a differenza mia, non ha avuto la fortuna di vincere così tanto con il proprio club”.

Paragonando l’attacco delle due squadre, la Lazio è favorita in questo derby?
“Direi di no, anche se la Lazio ha un grande attacco. Però la Roma ha giocatori molto in forma, su tutti Dzeko e Ünder, che è la piacevole sorpresa del girone di ritorno”.

La difesa muscolare della Roma riuscirà ad arginare l’estro dell’attacco laziale?
“Credo di sì, ma stiamo parlando comunque di un derby che è importante perché tutte e due le squadre stanno lottando per un posto in Champions. Di conseguenza, anche a livello emotivo, le due squadre sono nella stessa situazione”.

Tra le squadre di testa, la Roma fa pochi gol. Secondo te è una questione psicologica o tattica?
“Io credo che sia più una questione tattica. Con Di Francesco lavorano molto di più sulla fase difensiva e questo ha sicuramente reso il loro attacco meno prolifico”.

Immobile contro la Roma si esalta. Sarà una giornataccia per Alisson?
“Non credo, perché Alisson secondo me è il miglior portiere nel campionato italiano. È anche vero che Immobile è uno dei migliori attaccanti. Sarà una sfida tutta da scoprire”

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Champions League, pregi e difetti del Liverpool di Klopp

L'urna di Nyon ha deciso. Una delle due semifinali di Champions League vedrà protagonista la Roma di Eusebio Di Francesco affrontare il rigenerato Liverpool di Klopp. Con il City di Guardiola al comando assoluto del campionato, gli inglesi occupano attualmente il terzo posto con 67 punti. In Europa, dopo aver ha vinto il proprio girone di Champions League davanti a Siviglia, Spartak Mosca e Maribor, sbarazzandosi del Porto agli ottavi ma, soprattutto, eliminando proprio il City di Guardiola ai quarti, la squadra di Klopp troverà davanti al proprio cammino la Roma, avversaria storicamente benevola ai reds.  Andiamo ora a scoprire i suoi pregi e difetti. 

DIFETTI – Uno dei deficit che si evidenziano rientrano nella tenuta difensiva. I trentacinque gol incassati nelle trentatré gare di Premier League, media di una rete a partita, rappresentano il biglietto da visita più  stimolante per la Roma di Eusebio Di Francesco. Possiamo definire quindi il Liverpool una squadra attaccabile: l’innesto milionario di Van Dijk sta iniziando a far intravedere i propri frutti, inserito in un comparto che non brilla in termini di valori individuali. Lovren ha alternato buone cose a prestazioni meno incoraggianti, i laterali – sia Clyne che Arnold a destra, sia Robertson che Moreno sul versante sinistro – sono più funzionali nella fase di spinta che in quella di contenimento. Come sostanzialmente i centrocampisti: tipici e perfettamente adeguati al calcio inglese, come Chamberlain, Henderson e Milner sono esemplari nell’aggressione degli spazi richiesta dal calcio di Klopp, ma meno puntuali nella fase di schermo della linea difensiva. Ed è su questo pianto che la Roma potrà impostare il suo assetto tattico: agire tra le linee non sempre compatte del Liverpool, trovare in quel nervo scoperto dei riferimenti in grado di fare la differenza. In questo lavoro Radja Nainggolan avrà la possibilità di sfruttare le sue qualità

PREGI – Una coperta corta che trova però nella fase offensiva la sua vera arma letale. Firmino e Salah con 8 gol a testa restano i bomber di coppa, ma è l'ex giallorosso a essersi guadagnato gli elogi da parte di tutto il mondo per una stagione straordinaria. L'egiziano ha segnato 29 gol in campionato, oltre a 9 assist, e potrebbe addirittura vincere il pallone d'oro se il Liverpool dovesse alzare la Champions League. Il reparto offensivo inglese è formato da tanta fantasia e qualità e, in contropiede, il Liverpool può essere molto pericoloso. in Premier League soltanto lo schiacciasassi Manchester City ha segnato più del Liverpool, che con ben settantacinque reti rappresenta per distacco il secondo attacco del torneo. Ad una media di 2.27 gol a partita. Alta, altissima sarebbe il caso di dire, rispecchiante i valori di una rosa costruita con evidente proporzione offensiva. 

IL SEGRETO E' LA PALLA Il riferimento specifico è la palla: i reds corrono per arrivare prima dell’avversario, occupano il campo per ritrovarsi in condizioni di superiorità numerica. Senza un particolare equilibrio si passa dal costringere l’avversario a pagare dazio sul piano fisico, sulla tenuta. Le squadre di Klopp in tal senso sono logoranti. 

Andrea Fagnano 

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Grobbelaar: “La danza dello spaghetto? Sono ancora qui che rido, ho paralizzato la Roma”

Bruce Grobbelaar e la sua stravaganza furono alcuni dei protagonisti di quella finale del 1984: «Il balletto? Improvvisai. Mi sentivo le gambe come due spaghetti flosci, anche la rete sembrava uno spaghetto e così la mangiai. Sono ancora qui che rido. I fotografi erano impazziti, io strizzavo l’occhio e scuotevo la testa. Così Bruno Conti sbagliò: ho paralizzato la Roma». L’ex portiere del Liverpool al quotidiano La Repubblica esprime la propria opinione sulla doppia sfida delle semifinali di Champions si quest’anno tra la Roma ed i Reds: «Vincerà il Liverpool e poi anche la finale. Il calcio è una faccenda inglese, mica per niente l’hanno inventato loro. Salah? Bisogna essere matti per vendere un giocatore del genere, oppure aver bisogno di molti soldi».

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CHAMPIONS LEAGUE

Liverpool, Lovren: “In Premier abbiamo ancora partite difficili, poi penseremo alla Roma”

Il difensore del Liverpool, Dejan Lovren, ha parlato ai microfoni di liverpoolfc.com a proposito delle semifinali di Champions League contro la Roma. Queste le sue parole:

 “Il nostro obiettivo è assicurarci un posto nella prossima Champions League. Abbiamo ancora delle partite difficili contro Bournemouth, West Bromwich, Stoke City e Chelsea. Facciamo bene in questi incontri e poi speriamo di concentrarci sulla semifinale”.

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Rassegna stampa

Derby: la carica dei 55 mila. Allerta ultrà, stadio blindato

Domani per Lazio-Roma sono previsti circa 55mila spettatori e l’attenzione delle forze dell’ordine è al livello più alto. Come riporta Il Messaggero, ieri pomeriggio si è riunito il primo tavolo tecnico in Questura per delineare nel dettaglio le misure della security: è stata organizzata una speciale ripartizione dei parcheggi, accessibili ai soli possessori del biglietto per il derby. Inoltre il servizio di trasporto pubblico sarà potenziato. L’area dell’Olimpico sarà zona rossa già da oggi pomeriggio con le bonifiche di polizia e carabinieri lungo le aree sugli itinerari dei tifosi. Mille gli agenti schierati per garantire la sicurezza di operatori e spettatori, oltre a 800 steward. Attesi anche dei rappresentanti delle tifoserie straniere gemellate alla Lazio: supporters bulgari, inglesi ed una parte della tifoseria del Real Madrid. A sostenere un po’ entrambe le parti possibile l’arrivo dei tifosi francesi del Paris Saint Germain.