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La rabbia della Lazio, l’euforia della Roma: “Vale la Champions”

Mancano poco più di 24 ore alla sfida tra Roma e Lazio ed Eusebio Di Francesco sta scegliendo l’assetto tattico e gli uomini che scenderanno in campo nel derby della Capitale. Come scrive La Repubblica, il tecnico giallorosso dovrà rinunciare a Perotti e Defrel (distorsione alla caviglia per il francese) e alla luce di questo è probabile che venga riproposto il 3-4-3, modulo con il quale i giallorossi hanno annientato il Barcellona di Messi. Non da escludere però il ritorno al 4-3-3, con il tridente offensivo composto da Under, Dzeko e Schick.

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Sarà derby con Salah. Fame e spirito Barça: la Roma pronta al bis

La Roma pesca il Liverpool ai sorteggi delle semifinali di Champions League ed è subito sfida Di Francesco-Klopp. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, il tecnico giallorosso,ì dopo il 3-4-3 che ha annientato il Barcellona potrebbe tornare ad una difesa a quattro. Le punte inglesi, tra cui Salah, rischierebbero di trovarsi uno contro uno con i difensori giallorossi ed essendo più veloci costringerebbero la Roma ad abbassarsi troppo. Il 4-3-3 del Liverpool però è molto teorico perché Klopp tiene di solito un doppio centrale (Henderson e Milner) e sgancia la mezzala destra per arricchire l’attacco. DiFra può allora ricorrere a un mediano in più (Pellegrini) per pareggiare in mezzo, dove i Reds hanno più ritmo, con Nainggolan e Schick (o Under) larghi.

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Perotti: “Dobbiamo portare quella gioia, l’energia che ci ha dato battere il Barcellona e metterla in campo contro la Lazio”

A due giorni dal derby della Capitale, Diego Perotti ha rilasciato un'intervista al Match Program ufficiale della società giallorossa. Questo il servizio completo:

Quando è sceso negli spogliatoi prima di Roma-Barcellona ha provato invidia, una invidia sana per quello che sarebbe successo e che lui avrebbe vissuto sugli spalti. Sul viso dei suoi compagni “si vedeva la concentrazione, si capiva benissimo che non era una partita normale e soprattutto che non era una partita chiusa”. Diego Perotti sta recuperando da un infortunio: “Sto meglio e valuterò giorno per giorno con il medico le mie condizioni”. Vuole esserci per il finale di stagione, ora che c’è la semifinale di Champions e molto altro in gioco. E proprio dalla qualificazione vogliamo partire.

Cosa si prova a essere tra le 4 squadre più forti d’Europa?
“È una delle gioie più forti che io abbia mai sentito in vita mia, soprattutto per come arrivata. Non solo per il traguardo che hanno raggiunto i ragazzi, l’aver ribaltato il risultato con il Barça, ma anche per le gare giocate prima contro Chelsea, Atletico Madrid, e Shakhtar. Fino ad ora abbiamo fatto una Champions molto positiva, non abbiamo preso gol in casa contro squadre fortissime. È un momento da sfruttare, vivendolo con responsabilità, è una roba pazzesca”.

Che doppio confronto è stato nei 180° minuti?
“Il doppio confronto con il Barcellona è risultato molto positivo, al di là del risultato dell’andata che a mio parere è stato bugiardo. Per il gioco in sé… loro non hanno dominato come facevano anni fa. Purtroppo ho “vissuto” quella squadra fortissima quando ero al Siviglia, sapevi che per novanta minuti non avresti mai preso la palla. Non sono riusciti a fare il loro vero gioco e credo sia grazie al lavoro che abbiamo fatto noi. In casa abbiamo bloccato tutti, non riuscivano nemmeno a passare la metà campo. Il merito è della squadra e di come l’allenatore ha preparato la partita, non è stato il Barcellona ad aver abbassato il livello. È stata la Roma a costringere il Barcellona a non fare il suo gioco”.

Com’è stato vederla dagli spalti?
“Per me è stata una della peggiori cose che mi potessero capitare. Da una parte è stata una sensazione bellissima sapere che avrò la fortuna di giocare la semifinale di Champions, ma dall’altra non essere stato in campo è stato bruttissimo. La mia sensazione però è molto diversa da quella di chi ha giocato o chi era seduto in panchina. E non solo per la partita in sé; anche il giorno prima, quando sono andato a dormire, non ero così nervoso, perché sapevo che il giorno dopo non avrei giocato, non dovevo affrontare questa partita. Da una parte sono molto contento e dall’altra ho una invidia, una invidia sana, per quelli che hanno giocato, mi sarebbe piaciuto tanto stare nella loro pelle almeno per qualche momento”.

Qual è stato il momento in cui ha sofferto di più?
“Nei 90 minuti non abbiamo sofferto, l’unica sofferenza che avevamo era sapere di dover fare 3 gol e riuscire a non subirne, altrimenti sarebbe diventato più complicato. Non hanno calciato in porta, non hanno avuto una vera una chance. Certo quanto Edin ha calciato la palla e non era ancora entrata io ero nervoso, urlavo, volevo entrare in campo. Poi quando abbiamo fatto il 3-0 volevo aiutare a difendere, andare a coprire spazi. Hanno fatto una partita talmente brillante che non abbiamo sofferto, poi il timore degli ultimi dieci minuti è normale, tutti noi sappiamo quello di cui è capace il Barcellona in pochi minuti. Secondo me è stata la partita più concreta e brillante della stagione”.

Contro il Barcellona, la Roma ha cambiato modulo. Saper cambiare può essere considerato uno dei punti di forza di questa squadra?
“Sì il cambio credo abbia aiutato, ma come ha detto il mister in conferenza se la Roma avesse preso 4 gol, il modulo sarebbe stato una follia e il mister un tecnico che non capisce nulla di calcio. Purtroppo quello che conta è il risultato: per fortuna abbiamo giocato bene, abbiamo fatto tre gol e ribaltato la partita. È stata importante la disponibilità del mister di cambiare e dei ragazzi in due/tre giorni di capire come giocare. Speriamo che con il 3-4-3 o il 4-3-3 di giocare sempre così come contro il Barcellona”.

Vedere tanti tifosi festeggiare che effetto le ha fatto?
“Vedere i tifosi così felici ti fa sentire bene. Ho sempre detto che vincere qualcosa qua sarebbe una follia, pensa se dovessimo vincere la Champions. Rimarresti nella storia per sempre”.

Come farete ad arginare l’entusiasmo di Manolas ora che ha anche segnato un gol decisivo?
“Kostas è già uno abbastanza “insopportabile”, adesso dovremmo chiudere le orecchie. Lo fa sempre e ora lo farà ancora di più ma se lo è meritato, penso che tutti quanti lo possiamo sopportare meglio, perché ci ha dato una vittoria bellissima. A dieci minuti dalla fine, un bel colpo di testa. Noi lo prendiamo in giro perché vince spesso nel gioco aereo ma non prende mai la porta, invece questa volta è stato bravissimo”.

Prima della gara è sceso negli spogliatoi: che aria c’era?
Quando scendi in spogliatoio c’è poco da dire, nella loro faccia si vedeva la concentrazione, si capiva benissimo che non era una partita normale e soprattutto che non era una partita chiusa. L’atteggiamento si è visto sin dall’inizio, non è stato casuale, non si fanno 3 gol al Barcellona per fortuna, nei puoi fare uno, possono fare un autogol, come abbiamo fatto noi ma mai tre gol e non fare loro prendere mai palla. Li ho salutati, sono stato con loro fino a quando sono usciti per il riscaldamento con un coltello nel petto di non andare con loro, però dandogli la mia forza”.

Si continuerà a giocare ogni tre giorni…
“Giocare ogni tre giorni per me è una delle cose più belle. Tutti noi vogliamo giocare sempre, ma abbiamo la fortuna di avere una squadra con una rosa ampia, quando uno si infortuna c’è un altro che lo sostituisce benissimo. Giocare la semifinale di Champions è la occasione più importante della nostra vita, adesso dobbiamo essere consapevoli di quello che abbiamo fatto e domenica c’è il derby”.

Il derby, appunto…
“La partita più importante della stagione in campionato. Non solo per quello che significa il derby ma anche perché ci arriviamo a pari punti e dopo la vittoria dell’andata vogliamo allontanarli almeno tre punti”.

A proposito di derby, come si sente?
Sto meglio e voglio andare avanti giorno per giorno, parlando con il dottore. Conosco abbastanza il mio corpo per sentire quando posso tornare”.

C’è il rischio di sottovalutare il campionato?
“Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che abbiamo fatto qualcosa di importante. Già è successo quando abbiamo vinto con il Qarabag e siamo passati per primi nel girone; abbiamo avuto un calo di risultati e di prestazioni pazzesco. Non ce lo possiamo permettere, poi oggi non ci sarebbe più il tempo per ribaltare la situazione. Siamo tutti vicini in pochi punti con Inter, Lazio, il Milan… quindi dobbiamo subito cambiare chip, dobbiamo portare quella gioia, l’energia che ci ha dato battere il Barcellona e metterla in campo contro la Lazio”.

Quali sono i punti di forza dei biancocelesti?
“Ha tanti punti di forza, Inzaghi è stato bravo a alzare il livello. Per esempio Luis Alberto che conosco dai tempi del Siviglia, lo scorso stava andando via, ora sta facendo benissimo ed è merito dell’allenatore. Hanno un attaccante come Immobile che non si ferma di fare gol, un giocatore di esperienza come Parolo… Milinkovic-Savic. Insomma sono una buona squadra che ha fatto una buona stagione, al di là dell’eliminazione in Europa League, del tutto inaspettata. Sarà una partita dura, dobbiamo essere attenti al loro gioco, soprattutto ad Immobile che non si ferma mai di correre, e in ogni momento te la può buttare dentro. Però noi veniamo da questa gioia e dobbiamo continuare con questa energia positiva”.

In questa stagione avete alternato grandi vittorie contro grandi squadre a prestazioni meno convincenti con squadre sulla carta inferiori. Come se lo spiega?
“Il fatto di non essere sempre concreti è una cosa a cui penso sempre. La Roma deve avere la consapevolezza di essere una grande squadra e che può vincere con chiunque. Da due anni e mezzo, da quando sono arrivato, ci penso sempre. Abbiamo una squadra fortissima che in certi momenti, soprattutto quando stiamo meglio, quando sembra che possa fare un passo in avanti, sbagliamo. Speriamo che questa semifinale ci aiuti, e possa essere punto di partenza”.

In corsa per le prime 4 posizioni e in semifinale di Champions. Ora quali sono gli obiettivi della Roma?
“Il mio obiettivo e quello dei miei compagni è arrivare fino in fondo in Champions e in campionato. Quando arrivi alla semifinale di Champions non ti puoi fermare. Adesso ogni squadra è forte, ma abbiamo dimostrato che ce la possiamo giocare con qualsiasi avversario. Ora che sono arrivato fino a qui la voglio vincere, come ho detto vincere uno scudetto deve essere bello ma vincere la Champions qui a Roma può essere qualcosa di pazzesco. Non conosco neppure un aggettivo per spiegare quello che può essere, al solo pensiero mi vengono i brividi. Dobbiamo anche finire bene il campionato per giocare la Champions anche il prossimo anno. Ora che siamo in semifinale me la voglio giocare tutta: campionato, derby e Champions”.

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Lazio-Roma, tavolo tecnico in Questura per misure di sicurezza

Quest’oggi si è tenuto il tavolo tecnico, presieduto dal Questore di Roma Guido Marino, dove sono state esaminate le misure di sicurezza per il derby tra Roma e Lazio, che si giocherà domenica sera allo Stadio Olimpico. Come riferisce Italpress, attesi circa 55.000 spettatori che sono invitati a raggiungere l’impianto con i mezzi pubblici al fine di facilitare l’afflusso e il deflusso di persone. Organizzata la ripartizione delle aree di parcheggio per chi raggiungerà lo stadio in auto e sarà possessore del tagliando del match. Per i tifosi laziali: Area “XVII Olimpiade” e Area “Tor di Quinto”. Per i tifosi della Roma: Area “Clodio” e Area “Cipro” parte del parcheggio di scambio a servizio della stazione “Cipro” della metropolitana, ubicato tra Via Angelo Emo angolo Via Cipro. Nelle aree delocalizzate “XII Olimpiade”, “Tor di Quinto” e “Clodio”, a cura degli steward, sarà effettuato un servizio di accoglienza e indirizzamento degli spettatori verso l’itinerario di afflusso al settore di appartenenza.

Lo Stadio potrà essere raggiunto percorrendo il percorso a piedi o attraverso l’utilizzo del servizio di trasporto pubblico, che sarà maggiorato negli orari di afflusso e deflusso. L’orario di apertura dei cancelli è fissato alle 18. Il piano di sicurezza scatterà già da domani pomeriggio, con controlli e bonifiche sia nell’area dello stadio sia nel centro storico. Per l’occasione, il Prefetto ha esteso ad alcune zone limitrofe allo stadio, direttrici di afflusso e deflusso, il provvedimento di disciplina della vendita per asporto e trasporto nella pubblica via, di bevande in bottiglia o in contenitori di vetro (fatta eccezione ai generi alimentari di prima necessità venduti esclusivamente in vetro), da tre ore prima dell’inizio dell’incontro e fino ad un’ora successiva al termine dello stesso. Domenica, per coordinare le operazioni di ordine pubblico, nella sala operativa “Grandi eventi” della Questura opererà una task force composta dai vari enti impegnati nei servizi.

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LA ROMA BATTE IL BARCELLONA, RETESPORT RINGRAZIA I PROPRI ASCOLTATORI 

La doppia sfida di Champions League con il Barcellona resterà una delle pagine più belle della storia romanista. Oltre alla gioia per il risultato ottenuto dalla squadra, Retesport vuole condividere la soddisfazione per averla seguita dall’inizio alla fine al seguito della Roma. Il 4 aprile, in occasione della gara di andata, la Radio ha spostato la propria “base” al  Pub Fiction, sede del Roma Club Barcellona, Carrer de Casanova, 96. 

La diretta, affidata a Massimiliano Magni, Fabrizio Aspri e Marco Madeddu, si è svolta alla presenza dei tesserati del club e di diversi altri tifosi, arrivati sul posto. La trasmissione ha vissuto del coinvolgimento del presidente del Roma Club Barcellona, Gerardo De Nicola, del proprietario del locale, Mirko Dantonio, e di tantissime altre voci, come quella del fondatore del Roma Club Mosca, del vicepresidente del Roma Club Sofia, e di diversi altri tifosi, compresi quelli giunti dall’Italia in generale e da Roma in particolare. Coinvolti anche il presidente del Roma Club Montecitorio e conduttore di Radio Roma Capitale, Paolo Cento, il giornalista dell’Avvenire, Piergiorgio Sandri.   

A ridosso della partita (tra le ore 18,30 e le 19,00) la Radio ha spostato l’attrezzatura al Camp Nou, trasmettendo direttamente dallo stadio. E’ stata confezionata una trasmissione apposita che ha riguardato l’immediato pre-partita, la partita e l’immediato post-partita, compresi interventi, interviste e contributi vari con i protagonisti della gara. Intervistati, tra gli altri, il tecnico della Roma, Eusebio Di Francesco, il direttore sportivo, Monchi, e i calciatori Perotti e Bruno Peres.

Il post-partita è proseguito con collegamenti in radio dei 3 conduttori sia la notte stessa, sia al mattino successivo.

Copione ampliato in occasione della gara di ritorno, il 10 aprile scorso, quando la Radio non si è limitata a trasmettere, come di consueto, dallo stadio Olimpico la partita e il post-partita, ma ha deciso di raccogliere l’amore della gente restando accesa per tutta la notte

La voce dei conduttori, i collegamenti dai posti più emblematici della città e, soprattutto, il contributo dei tifosi che, da ogni parte del mondo, hanno riempito tutti i minuti di una giornata indimenticabile, resteranno motivo di vanto e di orgoglio per Retesport. Gente di tutte le età che ha voluto partecipare chiamando in diretta dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Brasile, dall’Olanda, addirittura dall’Australia si è mescolata a mille altre voci romaniste in una notte per soli romanisti

Retesport continuerà a seguire la Roma in ogni occasione con la stessa cura ed identica dedizione, ma prima di proseguire vuole ringraziare ognuno dei suoi ascoltatori. 

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Maicon: “Per Totti non ci sono parole, ringrazio la Roma per avermi permesso di raggiungere certi obiettivi”

L'ex terzino giallorosso Maicon, intervenuto a Sky durante la trasmissione I signori del calcio, ha ricordato anche il periodo alla Roma. Queste le sue parole:

Sulla Roma e su Totti…
A Roma è stato un momento importante della mia carriera, perché il direttore Sabatini mi ha chiamato e questo è stato importante per me, perché era un momento in cui avevo degli obiettivi da conquistare e la Roma mi ha dato quest’opportunità. Ringrazio tantissimo la Roma per questo. Per Totti non ci sono parole. Noi diciamo sempre che i giocatori quando fanno le cose semplici diventano fenomeni, no? Lui è uno così, fa le cose semplici e così è diventato questo grande giocatore.

Che differenza c’è tra il derby romano e quello milanese?
Il derby romano è una partita veramente speciale. Il mio primo derby tutta la gente diceva: “Dai, adesso dobbiamo vincere il derby”. Perché era successa quella finale di Coppa Italia che la Roma aveva perso. E quindi il primo derby successivo lo dovevi vincere. È andata bene perché abbiamo vinto 2-0, ed è stato perfetto. La partita che sentivo di più però era il derby contro il Milan, perché è un derby speciale. Come abbiamo vinto il primo, è stato importante. Sentivo di più la partita contro il Milan che contro la Juve.

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Pallotta: “Nessuna rivincita, sarà una grande partita che non vediamo l’ora di affrontare” (VIDEO)

Intercettato dai cronisti, il presidente James Pallotta ha commentato il sorteggio di Champions League tra Roma e Liverpool per le semifinali del torneo. Ecco le sue parole:

Il sorteggio? 
Grandioso, mi piace. È come un derby. Il Liverpool è dei ragazzi di Boston, John Henry, sarà divertente e sarà bello rivedere Salah.

L’ha chiamato? 
Mi ha telefonato l’altra sera, gli ho scritto un messaggio ma non ci ho parlato oggi perché ero impegnato in riunioni. Sarà grandioso.

Può essere la rivincita dell’84?
Non ero ancora nato (ride, ndr). No non è vero, ero nato. Non credo sia una rivincita, è un’altra generazione. Dovrebbe essere una bella partita che non vediamo l’ora di affrontare.

Ha scritto a Salah?
L’abbiamo già fatto. Per 180′ sarà una guerra ma per il resto della vita saremo amici e lui ha risposto “al 100%”.

Preferisce la prima ad Anfield e il ritorno a Roma?
Mi piace l’andata a Liverpool e il ritorno a Roma. Va bene così.

La Roma è favorita?
Non lo so, abbiamo eliminato il Barcellona che è la squadra più forte del mondo. Abbiamo giocato con il Chelsea e abbiamo fatto bene. Dobbiamo giocare senza commettere errori, quando giochi contro queste squadre devi dare il massimo per tutta la partita.

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Dzeko, la carica in vista di Liverpool (FOTO)

Carica se stesso e l'ambiente, Edin Dzeko, in vista del doppio confronto con il Liverpool per le semifinali di Champions League. Il bosniaco, autore di 6 reti in 10 partite in questa edizione del torneo, lancia un messaggio attraverso i propri canali social: "Due grandi serate ci attendono".

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Di Francesco: “Questa partita era nei cuori di tutti i tifosi romanisti, il nostro obiettivo è la finale” (FOTO)

Il tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco, fresco vincitore del Premio Bearzot, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla semifinale di Champions League tra Roma e Liverpool ai microfoni del sito della Uefa:

“Stiamo raccogliendo i frutti per tutto il duro lavoro che abbiamo svolto. Sono l’allenatore, quindi prendo le lodi proprio nello stesso modo in cui prendo le critiche, ma voglio guardare avanti. Perché non dovremmo credere che possiamo raggiungere la finale? Questo deve essere il nostro obiettivo”.

Queste, invece, le sue parole riportate dal Twitter ufficiale del club:

“Sono sicuro che nei cuori di tutti i romanisti c’era questa partita. Sincronizziamo ancora i nostri battiti con i loro e affrontiamo la semifinale con la grinta e l’orgoglio che ci hanno portato fin qui“.

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Premio Bearzot, Di Francesco il vincitore dell’VIII edizione

Ancora una soddisfazione personale per Eusebio Di Francesco: il tecnico giallorosso è il vincitore dell'VIII edizione del premio "Enzo Bearzot", organizzato dall'Us Acli in collaborazione con la Figc, perché "coraggioso, caparbio, tenace". Di Francesco succede al collega del Napoli, Maurizio Sarri, che aveva vinto la passata edizione. A stabilirlo è stata la giuria presieduta dal commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini. La cerimonia di consegna si svolgerà al Salone d'Onore del Coni a Roma il 21 maggio alle ore 12 e verrà trasmessa in diretta su Rai Sport HD. Queste le parole di Fabbricini: "Grazie all’Us Acli per una iniziativa che è diventata una tradizione. È stata una riunione molto sofferta, quest’anno ci volevano due premi Bearzot, ma sono state fatte alcune considerazioni. Di Francesco ha fatto molto bene a livello europeo, ha fatto un percorso straordinario, ma anche Simone Inzaghi ha fatto un percorso eccellente: guardando le partite della Lazio ci si diverte, la sconfitta di ieri non ha pesato nella decisione. Ci vediamo il 21 maggio per la premiazione al Salone d’Onore del Coni". Il commissario straordinario ha parlato anche del percorso dei capitolini in Champions: "Kiev è dietro l’angolo, il calcio ci ha fatto capire che tutto è possibile: la stagione della Roma a livello europeo può consentire di inseguire un sogno. C’e’ questo romantico discorso. Ai meno giovani il Liverpool ricorda qualcosa di doloroso: sarebbe molto bello poter dedicare una rivincita a quei protagonisti. Certo le altre tre squadre delle semifinali hanno vinto insieme 22 coppe, mentre la Roma nessuna: praticamente e’ un po’ un pulcino all’interno di un pollaio, ma non escluderei che possa fare ancora un altro passo in avanti“. "Coraggioso, caparbio, tenace. In Eusebio Di Francesco si fondono tre caratteristiche proprie della sua terra d'origine, l'Abruzzo, dove ha cominciato la sua carriera d'allenatore dopo quella da calciatore, che ha avuto il suo culmine con la maglia della Roma quando conquistò lo scudetto nel 2001", si legge nelle motivazioni della giuria del premio Bearzot. "Diventato mister, Eusebio ha saputo mettere insieme la voglia di fare calcio propositivo dell'antico maestro Zeman, con la concretezza praticata da Fabio Capello. Valori tattici e valori umani dimostrati anche partecipando a tante iniziative benefiche, pure al fianco dell'Us Acli. Un bagaglio che ha saputo trasmettere sempre ai suoi giocatori dagli inizi con il Sassuolo e poi senza patire il salto nella grande piazza alla Roma. Alla guida dei giallorossi -conclude la giuria-, ha realizzato un cammino in Champions League tanto clamoroso quanto esaltante, perché costruito da matricola all'esordio nella massima competizione continentale per club".