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Verdone, Amendola, Mannoia, Cuccarini: l’urlo sui social

CORRIERE DELLA SERA (S.Ulivi) – «È un sogno, nun ce credevo, però Nerone ce credeva, sì Nerone sì… oddio che serata…. me sta a partì la pompa davero, famme ferma’». Interpretazione memorabile quella di Carlo Verdone, cuore giallorosso che martedì sera dopo il gol di Manolas ha battuto così forte da costringerlo a interrompere la registrazione del video di giubilo postato, per la gioia dei fan, su Facebook. Per la cronaca, poi, ieri mattina poi l’attore e regista ha rassicurato tutti sulle sue condizioni di salute. Ai cori e caroselli per le strade di Roma nella notte magica come non mai del 10 aprile si sono uniti quelli, tnatissimi, via social a cui hanno partecipato con gioia fanciullesca tifosi notissimi. Un selfie affollato per Claudio Amendola, direttamente dall’Olimpico, in mezzo ai 60 mila di Roma-Barcellona, con gli amici e colleghi Edoardo Leo, Ricky Memphis e Max Giusti, rilanciato via Twitter: «Riky Edo Max #giallorossi dentro».

È diventato virale quello di Pierfrancesco Favino: «Il destino è Dzeko. Sempre forza Roma», mentre Alessandro Gassmann si è dilettato in paralleli fotografici tra l’urlo del difensore greco della Roma, quello padre Vittorio, e anche suo. Hashtag: #mepijanosturbo. Decisamente più telegrafico Valerio Mastandrea: «Questa è pe’ noi. Maledetti» il suo tweet. Solo due sillabe: «Vivi!» per Andrea Salerno e Diego Zoro Bianchi che certo venerdì sera commenteranno i sorteggi delle semifinali a Propaganda Live .Non poteva mancare Antonello Venditti all’appello social dei tifosi. In cantautore, padre di quello che è diventato l’inno ufficiale della società giallorossa, ha affidato a Facebook una diretta, da un salotto popolato da amici, con una Grazie Roma intonata a capella, con qualche esitazione iniziale sul testo e l’intonazione. Emozione canaglia, certo. «Il senso di Grazie Roma stasera è perfetto ci abbiamo creduto, abbiamo pianto, i miracoli succedono».

Serenata con dedica anche da una non romana, Gianna Nannini. In occasione della tappa del suo tour al Palalottomatica, la cantautrice senese si è infilata la storica maglia giallorossa con il 10 di Francesco Totti e ha intonato con passione Notti magiche . Fiorella Mannoia, invece, anziché pescare dal suo repertorio ( Combattente , per dire, o anche Che sia benedetta , sarebbero andate benissimo) ha scelto si postare un video con i Minions impegnati in pernacchie e risatine. Stessa scelta per Lorella Cuccarini che rilanciava l’ hashtag rubato al titolo, geniale, della prima pagina del quotidiani francese L’Equipe : «Romantada».L’ha usata anche l’account satirico Bufalanews per il tweet: «Raggi: Dopo aver asfaltato il Barça, proveremo con le strade di Roma».

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La Sud dedicherà a De Rossi una coreografia da applausi

LEGGO – I cori d’incoraggiamento della Sud sono arrivati ben prima del rigore del 2-0. La Curva, infatti, Daniele De Rossi non lo ha mai abbandonato. E non lo ha fatto nemmeno martedì sera durante il riscaldamento pre Barcellona, a meno di una settimana dall’autogol del Camp Nou. E ora quella curva è pronta ad omaggiarlo durante il derby con la Lazio, quando si prevede una coreografia da applausi che potrebbe riguardare proprio il capitano tanto amato. Anche perché quella di domenica potrebbe essere la sua ultima stracittadina.

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Di Francesco: scalando l’Europa con un pizzico di follia

IL MESSAGGERO (U.Trani) – La foto del profilo di WhatsApp è inequivocabile quanto la frase che l’accompagna. Di Francesco sceglie il paesaggio di montagna e sullo sfondo, in lontananza, la vetta è altissima. «Se fosse facile lo farebbero tutti». Il messaggio viene dal debuttante di questa Champions che al primo colpo, superando gli ostacoli come cantano i tifosi, è già in semifinale, dove la Roma arriva per la seconda volta nella sua storia. Eusebio, anche se è abruzzese di mare più che di monte (è nato in collina a Sambuceto, ma il suo albergo è a 7 chilometri da Pescara), ha scansato le top d’Europa, eliminando l’Atletico Madrid e mettendosi alle spalle il Chelsea nella prima fase, facendo tornare a casa il Barcellona e Messi nei quarti. E pedala ancora, perché non rinuncia al ruolo di scalatore. Il gruppo lo segue e lui lo trascina sempre più su. «Non ci dobbiamo fermare». Lo ha detto ieri mattina a Trigoria, uscendo dal cancello a piedi, a quel gruppo di tifosi che gli ha chiesto il selfie da incorniciare insieme con l’Impresa. In precedenza lo ha ricordato anche ai suoi calciatori: «La nostra partita più bella e la gioia più grande dovranno essere le prossime».

ALTA QUOTA – La cima Di Francesco, partendo dalla Capitale, non è stata mai raggiunta. Domani a Nyon si prenderanno le misure: 22/0. Sono le Champions delle 3 possibili rivali della Roma: le 12 del Real, le 5 a testa del Bayern e del Liverpool. Ma Eusebio è già scattato, subito dopo il successo contro il Barça. «Vogliamo andare a Kiev, perché non crederci?». Il 3 a 0 di martedì sera, insomma, entra nel percorso. Straordinario e storico. «Abbiamo fatto il Barcellona» ammette sorridente a cena, nel ristorante al Salario, durante l’irruzione delle Iene. E’ a tavola con la moglie Sandra e gli amici, accanto ha l’ultimogenito Luca. Ma l’abruzzese già guarda alla nuova tappa che non è solo il derby di domenica. L’ultima è già nell’album dei (piacevoli) ricordi. Sulla porta dello spogliatoio ha aspettato i giocatori. Lui è rientrato subito nella pancia mai così sazia dell’Olimpico, lasciando la vetrina ai protagonisti. Li ha poi abbracciati e ringraziati uno alla volta. Con affetto. E orgoglio. Perché lo hanno ascoltato, lo hanno seguito.

NESSUN SOGNO – Si è definito pazzo, per aver cambiato, al 42° match della stagione, il sistema di gioco. Di sicuro è stato il guizzo del sonnambulo. Di Francesco non ha dormito tra sabato e domenica, cioè dopo la sconfitta contro la Fiorentina (11° ko stagionale, 7° in casa). La notte passata in bianco per annientare ancora Valverde, come fece da tecnico del Sassuolo vincendo a Reggio Emilia, sempre 3 a 0, e umiliando il collega all’epoca sulla panchina dell’Athletic. Lì fece venire l’idea meravigliosa a Monchi. L’inquietudine notturna è per la ferocia di qualche critica che gli hanno assestato in faccia. «Ho preso gli schiaffi, ma ho sempre saputo reagire». Eusebio, all’alba di 4 giorni fa, ha ribaltato il Barcellona tra le pareti della sua casa all’Eur. La linea a 3 dietro, usata fin qui solo in corsa e per pareggiare contro l’Atletico in casa e l’Inter fuori, e 5 difensori, alzando 2 terzini. E non per evitare la figuraccia. Perché mai la Roma è stata così aggressiva. Sacchi, l’allenatore che alla fine degli anni Ottanta cambiò il nostro movimento, lo chiama maestro. Lui, inforcati gli occhialini, ha preparato la lezione. Pressing, finalmente collettivo, con il centravanti Dzeko, le mezzepunte Schick e Nainggolan, i mediani Strootman e De Rossi. Chissà se il nuovo assetto diventerà quello definitivo. Ha già chiarito che gli interpreti sono quelli giusti per giocare con il 3-4-2-1 (o 3-4-3). Pure il convalescente Karsdorp per capirsi (esterno a destra) o l’infortunato Perotti (trequartista a sinistra), aggiungiamo noi. La svolta è comunque autentica. Perché l’idea è moderna, offensiva e soprattutto europea. L’Italia, con la sua Roma tra le migliori 4 squadre del nostro continente, gli deve essere riconoscente. Il suo capolavoro riaccende l’anno più oscuro del nostro calcio. «Mi fa piacere che siamo noi a rappresentare il Paese, ma la più grande soddisfazione è vedere la nostra gente felice». Ma a coinvolgerla è stato lui. Romanista vero e i tifosi lo sanno.

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E gli italiani si riscoprirono fieri dei giallorossi

LEGGO (R.Buffoni) – Trentaquattro anni. È il lasso di tempo trascorso dalla prima e, fino a ieri ultima, semifinale di Coppa dei Campioni raggiunta dalla Roma: una vita. Ieri, mentre la città di fede giallorossa si riversava sulle strade della città, squagliando i clacson e dribblando le buche, tutta Italia ha guardato con fierezza alla squadra della Capitale. Fierezza e ammirazione, sentimenti lontani anni luce dalla commiserazione e, nei casi più estremi, disprezzo che si è attirata in anni di pesanti umiliazioni. Il trionfo sul Barcellona, infatti, ha cancellato 10 anni esatti dopo il 7-1 subito in casa del Manchester United. Cappotto che la Roma ha replicato in casa contro il Bayern Monaco tre anni e mezzo fa e proprio al Camp Nou, tana di Messi e compagni, nell’autunno del 2015 rimediò un 6-1. Tonfi terrificanti, accolti dal resto d’Italia nel migliore dei casi con sorrisetti di circostanza.

Strada terribilmente in salita per una squadra che, anche per i troppi episodi di cronaca nera che in questi anni hanno visto coinvolti i suoi ultrà (dalle “puncicate” all’omicidio di Ciro Esposito) o semplicemente per la loro proverbiale invadenza (leitmotiv di tanti cinepanettoni), non risulta proprio fra le più simpatiche del nostro Paese.

Martedì sera, complice la diretta in chiaro su Canale 5, si è verificato un altro miracolo chissà se meno importante di quello avvenuto in campo. Tantissimi tifosi o simpatizzanti di altre squadre, finanche dell’acerrima avversaria Lazio, si sono detti felici del risultato colto dai romanisti. Non siamo all’idillio degli Anni 80 quando, grazie alla squadra dal gioco sopraffino allestita da Liedholm e formata da Falcao, Conti, Pruzzo, Di Bartolomei, Cerezo, la Roma finì per entrare in moltissimi cuori extra Raccordo Anulare. Un patrimonio che a 34 anni dal punto più alto raggiunto dal club giallorosso, ovvero la finale di Coppa dei Campioni persa nell’84 ai rigori contro il Liverpool all’Olimpico, può essere rinverdito e rinforzato. A patto di continuare a vincere, convincere e divertire. Come contro il Barcellona.

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Pallotta, conti a posto. I big possono restare

IL MESSAGGERO (S.Carina) – La notte magica dell’Olimpico regala nuove certezze alla Roma. Non solo tecniche, con una squadra capace di riconquistare la semifinale di Champions (ex Coppa Campioni) dopo 34 anni. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è soprattutto a livello finanziario. A Trigoria infatti possono già gioire. La qualificazione alle semifinali della massima competizione per club, regala alle casse giallorosse altri 7,5, milioni soltanto di premi Uefa. Ai quali vanno poi sommati un sicuro incasso sui 4 milioni e la quota di market-pool che si aggira attorno ai 10. In un calcio dove ormai l’assist, il gol e il colpo di tacco hanno la stessa importanza dei conti in ordine, l’exploit giallorosso deve a questo punto indurre il club di Pallotta a rivedere la strategia riguardante le cessioni entro il 30 di giugno in ottica fair play. Anche perché proprio il cammino della squadra di Di Francesco è la dimostrazione di come a volte il timore che un determinato calciatore possa perdere di valore, può essere spazzato via dai risultati sportivi. Prendiamo ad esempio i casi di Manolas e Dzeko, due degli artefici dell’impresa dell’altra sera. Entrambi ceduti in tempi diversi (il greco allo Zenit quest’estate con il trasferimento saltato perché Kostas non si presentò alle visite mediche; il centravanti invece al Chelsea a gennaio, prima del suo no, ribadito anche martedì sera con una frase sibillina: «Ho rinunciato ai soldi non andando a Londra per vivere questo genere di partite, sono felice. Penso che altrettanto possa esserlo la società») ora chi temeva che il loro cartellino si fosse svalutato, dovrà ricredersi. Perché esiste anche un valore che non può essere quantificato: tutti i giocatori della Roma, da martedì, valgono di più sul mercato.

QUESTIONE DI PRESTIGIO – E vale di più anche l’immagine del club, l’unico tra quelli qualificati per le semifinali (ma il discorso valeva anche per i quarti) senza un main sponsor. Discorso che va di pari passo con i conti. Sino a questo momento la Roma ha guadagnato 38,2 milioni dall’Uefa per i risultati sportivi: 12,7 sono per la qualificazione ai gruppi, 5,5 per i risultati ottenuti nelle prime 6 gare (vittorie e pareggi), altri 6 per la qualificazione agli ottavi ai quali vanno sommati 6,5 milioni con il biglietto staccato per i quarti e altri 7,5 per quello prenotato per le semifinali. A questi soldi, va aggiunto il market pool, ossia i premi relativi al valore dei diritti tv dei singoli campionati, considerando la posizione nell’ultimo torneo (2016-17): in questo contesto i giallorossi hanno incassato inizialmente 17,5 milioni ai quali si sono aggiunti prima di martedì sera altri 19 milioni. L’exploit contro il Barcellona, fa lievitare ulteriormente la quota di altri 10 milioni. Il totale è 46,5 milioni che se sommati ai premi sportivi, già fa 84,7 milioni. Ma non finisce qui. Perché vanno contemplati gli introiti del botteghino: 1.152.967 milioni con l’Atletico Madrid, 2.361.180 con il Chelsea, 1.481.153 con il Qarabag, 2.694.212 con lo Shakhtar e 3.674.762 con il Barcellona. Totale: 11.364.004. Che una volta aggiunti agli 84.7 milioni, porta il totale a 96.064.004. Considerando almeno un altro incasso da almeno 3,6/4 milioni per la gara casalinga delle semifinali, il traguardo dei 100 milioni è prossimo dall’essere raggiunto.

CONSOLIDAMENTO – Introiti che permettono alla società (che di fatturato supererà abbondantemente i 200 milioni) di attendere con maggiore serenità il responso di Nyon in tema fair play finanziario e di vivere più tranquillamente la prossima sessione di mercato. Che rispetto agli anni scorsi, può ora tramutarsi in un consolidamento della rosa (tenendo i big) e non essere schiava del trading necessario per far quadrare i conti. Per intenderci: non si rischierà di essere costretti a cedere un altro Salah, come nella scorsa estate, pur di avere tutto e subito. «Finalmente farò il mio mercato» assicura Monchi. Questo non significa che il ds non ascolterà però le offerte. Ma ora potrà lavorare con più tranquillità e, avere margini di manovra più ampi per confermare alcuni talenti. Il riferimento ad Alisson, è espressamente voluto.

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Jesus: “Sapevamo di poter fare risultato, sono riuscito a non lasciar fare nulla a Messi”

Molti non ci credevano, io invece ci ho sempre creduto. Se prendiamo la partita d’andata abbiamo giocato bene e siamo riusciti a mettere in difficoltà il Barcellona. Con tutto il dovuto rispetto per il Barcellona, gli abbiamo impartito una lezione di tattica". L'orgoglio di Juan Jesus, protagonista quasi a sorpresa nella gara di ieri contro i blaugrana, emerge dalle parole rilasciate a Spor Tv: "E’ stato molto bravo Di Francesco. Eravamo molto concentrati e sapevamo di poter fare il risultato che ci serviva. Abbiamo avuto due giorni per preparala dopo la partita con la Fiorentina. Sapevamo che sarebbe stato difficile, ma il calcio è questo. Lunedì il mister ci ha detto che avrebbe cambiato formazione, usando i tre difensori in un 3-4-3. Mi sono preparato subito – conclude il brasiliano –, sapevo che sarebbe stato difficile marcare Messi, il miglior giocatore al mondo. Ho dato tutto e sono riuscito nell’intento di non prendere gol e non lasciare fare niente a Messi, aiutando i miei compagni ad ottenere questa vittoria molto difficile”.

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SERIE A TIM

Figc, Fabbricini: “Seconde squadre in Lega Pro già dalla prossima stagione, la volontà di procedere accomuna tutti”

C’è massima convergenza ad aprire alle seconde squadre, come succede nei massimi campionati europei. Possiamo dire che è una piccola riforma già di fatto varata, ma prima di renderla effettiva occorrono approfondimenti normativi sulle regole e bisogna affrontare problemi legati a impiantistica“. Così il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, come riporta l'Ansa, al termine della riunione con le componenti svoltesi in via Allegri. “Aic, Lega serie A e Lega di B e LegaPro hanno una convergenza forte su questo argomento. L’idea e’ partire proprio dalla Lega Pro e cercare di farlo già nel 2018/19“, ha proseguito Fabbricini. “C’è da risolvere delle questioni ma credo che potremo essere pronti perché la la volontà di procedere accomuna tutti“.

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SOCIAL ROMA

Fazio: “Improbabile significa soltanto che può succedere” (FOTO)

"Improbabile significa soltanto che può succedere". Firmato: Federico Fazio. Il Comandante ieri ha guidato la difesa giallorossa nella rimonta al Barcellona, risultando uno dei più positivi in campo: ancora molto l'ardore, tanto da voler lanciare il messaggio sui social a quasi un giorno di distanza dall'impresa.

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Rudi Garcia: “La Roma è un esempio da seguire, ieri ero davanti alla tv”

"È stato un grande momento quello di ieri, ero davanti alla televisione, felice per i giocatori. È stato un colpo di scena assurdo". Lo stupore è di Rudi Garcia, ex tecnico giallorosso ora al Marsiglia, che al quotidiano francese L'Equipe ha voluto fare i complimenti alla Roma dopo la rimonta al Barcellona: "È un esempio da seguire: giocheremo in uno stadio pieno, un ambiente fantastico, il Velodrome batterá il suo record per un match di Europa League domani sera. Ai nostri giocatori il dovere di sacrificarsi per ottenere la qualificazione alla semifinale che, in Francia, è cosa piuttosto rara”.

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Inzaghi: “Complimenti alla Roma, una Supercoppa europea contro i giallorossi sarebbe meravigliosa”

Alla vigilia di Salisburgo-Lazio, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di SkySport. Queste le sue parole del tecnico, prossimo diretto avversario della Roma nel derby:

“Settimana importante, quest’anno ne abbiamo avute tante. Domani abbiamo una partita importantissima, per noi vorrebbe dire entrare in semifinale. Mancano 90 minuti, abbiamo un piccolo vantaggio ma dovremo fare un’ottima gara. Difficile non pensare al derby? Dovrò essere bravo a cercare di capire quali saranno i giocatori che domani mi daranno maggiori garanzie, senza pensare a domenica ma pensando solo al Salisburgo. È la partita che dovremo fare nel migliore dei modi, per quanto riguarda domenica ci penseremo dopo. Riposo per Immobile? Dovrò valutare, viene da tante partite. Sicuramente due che giocheranno dall’inizio sono Radu e Parolo, che hanno riposato domenica. Supercoppa Europea Roma-Lazio? Non sarebbe male per la città di Roma, sarebbe una cosa meravigliosa. La Roma è un passo avanti rispetto a noi, noi dobbiamo ancora conquistare la semifinale. Sappiamo che incontriamo un avversario difficile da affrontare. Complimenti alla Roma, sono stati bravissimi: in coppa non ci si ferma ai 90 minuti e bisogna far bene nei 180. Speriamo che anche la Juventus possa andare avanti, ha nelle corde determinate partite. Domani toccherà a noi”.