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Malagò: “Roma-Barcellona? Vittoria del calcio italiano. In semifinale senza paura”

Intercettato dai cronisti presenti alla premiazione degli atleti delle fiamme gialle, Giovanni Malagò ha parlato di Roma-Barcellona:

"È riduttivo parlare di vittoria di una squadra, bisogna volare un attimo alto. L'Italia è un paese di campanilismo, sacrosanto e legittimo tifo. Ma contro una squadra riconosciuta se non la più forte, una delle più forti al mondo, ribaltare un risultato così, contro la Spagna che ci ha messo in condizione di giocare lo spareggio e di essere eliminati, penso sia in assoluto una vittoria del calcio italiano. Come altrettanto importante, uscendo fuori da questo logiche, che la stessa impresa la faccia la Juventus stasera e che la Lazio passi il turno. Due squadre della stessa città in semifinale in due competizioni mi sembra un caso più unico che raro, bisogna ragionare così. Chiaro che ognuno fa il tifo per una squadra, ma ieri c’erano molti atleti della Guardia di Finanza che erano a Roma per questa cerimonia che non sono certo tifosi della Roma però hanno convissuto questo tipo di valori. Sono quelli della cultura sportiva per cui sto molto cercando di adoperarmi e gran parte del paese credo che lo stia recependo. C’è una frangia di chi è più tifoso degli altri che queste cose non le capisce o non le vuole capire ma bisogna rispettare tutti. Chi vorrei in finale? Quando si arriva in semifinale, questo vale per chi ha fatto gare di short track o canottaggio, sarebbe una cosa senza senso non auspicarsi questa opportunità. Gli avversari sono spaventosi ma non c’è nulla da aver paura. Non entro nel merito degli avversari"

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Trigoria, scarico per chi ha giocato ieri. Tifosi in festa al Fulvio Bernardini (VIDEO)

Poco tempo per festeggiare. A Trigoria, la Roma inizia a lavorare in vista del derby. Agli ordini di Di Francesco, i giallorossi reduci dall’impresa contro il Barcellona si sono dedicati a lavoro di scarico, mentre gli altri hanno svolto lavoro sul campo. Programma individuale per Diego Perotti e Rick Karsdorp ancora alle prese con i rispettivi problemi fisici. Fuori dai cancelli del centro sportivo circa una 50ina di tifosi, giunti per sostenere la squadra dopo la qualificazione alla semifinale di Champions League.

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Tuffo nella fontana, Pallotta si scusa con il sindaco Raggi. Alle 15 incontro in Campidoglio

James Pallotta, dopo il bagno di ieri notte nella fontana di Piazza del Popolo, si è sentito con il sindaco capitolino Virginia Raggi, scusandosi per il gesto. Inoltre, il patron giallorosso ha assicurato che pagherà la multa, come riferito da Dire. I due si incontreranno nel pomeriggio intorno alle 15:00 in Campidoglio.

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È un segnale forte per il nostro calcio. Non siamo gli ultimi

Corriere della Sera (M.Sconcerti) – Non so quanto questa vittoria sarà di stimolo stasera per la Juve, ma è stata prima di tutto una grande partita della Roma. Era tanto tempo che non si vedeva una squadra italiana giocare con questa forza tecnica e questa continuità. Ci siamo chiesti in questi ultimi tempi tante volte come poter arginare il calco spagnolo. La Roma ha dimostrato che è semplice: basta correre per tutta la partita, marcare a uomo pressandolo nei suoi metri, giocare in profondità di prima, là dove i difensori sono abituati al tempo lungo, al non avere sorprese individuali. È quasi impossibile, ma la Roma lo ha fatto, ha ridotto il Barcellona a una squadra meno che normale, che ha tirato una sola volta e da fuori area.

Non credo c’entri molto il tipo di calcio, italiano o spagnolo è la stessa cosa. Questa partita è solo della Roma, solo di Di Francesco che ha avuto una visione irreale della gara ed è stato seguito nel sogno da tutti i suoi giocatori. La decisione fondamentale è stata scegliere di marcare a uomo in difesa, anche qualcosa in meno. Tre difensori hanno portato la Roma a avere un uomo in più a centrocampo, più Fazio che spesso andava a cercare la profondità sulla fascia destra. Aggredito da tanti più uomini, ombroso in Messi, assente in Suarez che la squadra metteva fuori gara, il Barcellona ha fatto tutto quello che non ha mai saputo fare, difendersi in velocità. Ed è crollato. È entusiasmante che l’Italia abbia una squadra in semifinale, ma l’Italia credo che c’entri poco. È stata una straordinaria partita di una squadra preparata bene che ha saputo giocare ancora meglio.

C’è stata solo la Roma, sotto qualunque punto di vista. Non c’è stata tattica, solo un corpo a corpo continuo che ha prima sorpreso il Barcellona, abituato a se stesso, alla sua compostezza lenta, e poi rapidamente lo ha travolto. Un vero capolavoro atletico, tattico, nervoso. Una continuità di sforzo ormai quasi impossibile da vedere in un calcio insistente come quello attuale. Non so se la Roma abbia tracciato una linea anche per la Juve, sono comunque partite uniche. Però ha scosso dopo tanto tempo l’intero calcio italiano dalle fondamenta. C’è qualcosa di impossibile che è stato cancellato. Credo che la Roma sia più adatta della Juve al torneo breve, ne abbiamo parlato altre volte. La Juve è potente, meno agile. Forse anche meno portata a un calcio totale come questa eccezionale unicità della Roma, ma ha solisti che possono inventare di più. E comunque adesso almeno un sentiero, una speranza, è stata tracciata. Non siamo gli ultimi. E c’è ancora tempo per pensare di arrivare primi.

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Roma-Barcellona, le pagelle dei quotidiani

Una serata indimenticabile all’Olimpico con l’impresa compiuta dalla Roma che sbatte il Barcellona fuori dalla Champions League. Nel perentorio 3-0 vanno in rete Dzeko, che apre le marcature ad inizio partita, De Rossi, che trasforma il rigore con grandissima freddezza, e Manolas, che ci mette la testa spedendo la palla nell’angolino lontano. Di seguitole pagelle dei quotidiani: 

 

LEGGO (R.Buffoni)

Alisson 7; Fazio 7, Manolas 9, Jesus 8; Florenzi 8, De Rossi 9, Strootman 8, Kolarov 8; Nainggolan 7,5; Schick 6,5, Dzeko 10. Subentrati: Under 7, El Shaarawy 7. Allenatore: Di Francesco 9.

IL MESSAGGERO (A.Angeloni)

Alisson SV; Fazio 8, Manolas 9, Jesus 8; Florenzi 8, De Rossi 9, Strootman 8, Kolarov 8; Nainggolan 7; Schick 7, Dzeko 9. Subentrati: Under 7, El Shaarawy 7. Allenatore: Di Francesco 9.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (M.Cecchini e A.Pugliese)

Alisson 7; Fazio 7,5, Manolas 8,5, Jesus 7; Florenzi 7, De Rossi 8,5, Strootman 7, Kolarov 7,5; Nainggolan 7; Schick 7, Dzeko 9. Subentrati: Under 7, El Shaarawy 7. Allenatore: Di Francesco 9.

LA REPUBBLICA (M.Pinci)

Alisson 7; Fazio 7, Manolas 8, Jesus 7,5; Florenzi 8, De Rossi 8,5, Strootman 7,5, Kolarov 7,5; Nainggolan 7; Schick 7, Dzeko 9. Subentrati: Under 6,5, El Shaarawy 7. Allenatore: Di Francesco.

CORRIERE DELLA SERA (S.Agresti)

Alisson 7; Fazio 7.5, Manolas 9, Jesus 7,5; Florenzi 7,5, De Rossi 9, Strootman 8, Kolarov 7,5; Nainggolan 7; Schick 7, Dzeko 9. Subentrati: Under 7, El Shaarawy 7. Allenatore: Di Francesco 9.

CORRIERE DELLO SPORT (R.Maida)

Alisson 10; Fazio 10, Manolas 10, Jesus 10; Florenzi 10, De Rossi 10, Strootman 10, Kolarov 10; Nainggolan 10; Schick 10, Dzeko v. Subentrati: Under v, El Shaarawy 10. Allenatore: Di Francesco 10.

LA STAMPA (M.De Santis)

Alisson 6; Fazio 7, Manolas 8, Jesus 7; Florenzi 7, De Rossi 8, Strootman 7, Kolarov 7; Nainggolan 7; Schick 7, Dzeko 9. Subentrati: Under 6,5, El Shaarawy 6,5. Allenatore: Di Francesco 9.

 

IL GIORNALE (F.Malerba)

Alisson 6,5; Fazio 6,5, Manolas 8, Jesus 7; Florenzi 7,5, De Rossi 8,5, Strootman 7, Kolarov 7,5; Nainggolan 6,5; Schick 6,5, Dzeko 8. Subentrati: Under 6,5, El Shaarawy 6,5. Allenatore: Di Francesco 9.

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STADIO

Roma, la terza rimonta di sempre

Uno, due, tre. La Roma compie una rimonta storica contro il Barcellona e ogni previsione della vigilia. I giallorossi ribaltano il 4-1 del Camp Nou vincendo 3-0 nella sfida di ritorno all'Olimpico grazie alle reti di Dzeko, De Rossi e Manolas. Un successo inaspettato racchiuso nel numero tre. La rosa guidata da Eusebio DI Francesco è infatti la terza squadra di sempre a recuperare tre gol nella storia della Champions League. In passato un passivo così alto recuperato si era visto solo due volte. La prima impresa fu merito del Deportivo La Coruna nel 2004 contro il Milan, il secondo caso è più recente e ritorna  nella scorsa stagione proprio dove protagonisti furono proprio i blaugrana ai danni del beffato Paris Saint Germain. Tra scaramanzie e scarse aspettive, il calcio può dunque regalare  ancora occasioni rare di imprevedibilità  rendendo l'impossibile possibile. La Roma fa parte di queste dopo aver superato un girone di ferro e l'ostico Shakhtar Donetsk agli ottavi di finale. 

A.F. 

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Pallotta, tuffo nella fontana dopo Roma-Barcellona (VIDEO)

Pallotta si tuffa nella fontana di Piazza del Popolo. Dopo la gioia per la vittoria per 3-0 contro il Barcellona, che ha portato la Roma in semifinale di Champions League, si è tuffato nella fonta di Piazza nel popolo braccato dai tifosi giallorossi . 

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Festa giallorossa nella notte: «Una gioia come lo scudetto»

Il Messaggero (R.Troilli) – «Non succede ma se succede», il detto del tifoso romanista ha preso forma minuto dopo minuto. Ed è successo. Il tempo tecnico di metabolizzare, e Roma esplode di gioia. Dai caroselli timidi e scaramantici dopo il terzo gol, a dieci minuti dalla fine il countdown, fino all’onda d’urto del fischio finale: i giallorossi sono in semifinale di Champions League, l’impresa di asfaltare il Barcellona di Messi è riuscita, la festa ha inizio. Le strade della città si riempiono di auto, suonano il clacson i tassisti e gli operatori dell’Ama sui camioncini, tutti in centro, per i caroselli che accompagneranno questa notte improvvisamente magica. I tifosi escono dall’Olimpico e si dirigono in centro, a piazza Venezia, piazza del Popolo, un andirivieni di volti felici, affacciati ai finestrini, sciarpe e bandiere da sventolare, trombette da suonare. Arrivano i papà in scooter con i figli seduti dietro, le piazze si riempiono, anche nei quartieri più lontani. Hanno la faccia spiazzata e felice della vittoria, da tanto a Romanon si respira quest’aria, le sere cupe e buie sono di colpo annullate in questa notte dei miracoli, in questa serata di primavera. Il passaggio alla semifinale è vero, reale, incredibile. Una gioia incontenibile. Festa nello stadio esaurito in ogni ordine di posto – con i tifosi che cantano a squarciagola e chi chiede: «Quando c’è il concerto di Venditti?».

IL FRAGORE – «Daje Roma daje», gridano dai finestrini i romani. Festeggiano i turisti, riprendono la festa sotto l’Altare della Patria. Si tuffano nelle fontane di piazza del Popolo, tra urla, brindisi, canti improvvisati: con loro va a fare un “bagno” nella fontana anche il presidente della Roma James Pallotta. Mentre uomini in giacca e cravatta spiegano che «la Roma ogni giorno riscrive la sua storia, la lasci pensando ai dolori che ti dà e il giorno dopo te ne trovi un’altra. Vera, sofferta, trionfante, è solo lei così e non la puoi capire solo vedendola come una semplice modesta squadra di calcio». Fini analisi sportive travolte da chi ha voglia di urlare, «perché è come vincere lo scudetto», perché c’è da sfottere i laziali e stasera pure gli spagnoli. Alla Garbatella si sparano i fuochi d’artificio, nelle piazzette dell’Appio si sventolano bandiere e si fanno serenate ai laziali. «Qui è capodanno. Non potete immaginare che sta succedendo», scrivono i tifosi sui social. Ed è così anche a piazza Bologna, a Pietralata, a Monteverde,si riempie Testaccio dove tutto si è amplifica e rischia di durare, anzi durerà, tutta la notte. Si riempiono Piazza Trilussa, i lungotevere, la festa esce dalle case, non c’è più voglia di dormire. C’è chi gioisce spavaldo, chi per l’emozione ha un nodo in gola. «Un risultato storico, battere il Barcellona dopo una partita di andata amarissima…». Un’impresa. Che ha il ruore di una città che si accende, viva finalmente. Roma, 10 aprile 2018: data che resterà nella storia e nei ricordi.

I CAROSELLI – «Ora pensiamo al derby, con la stessa grinta», dice Fabrizio di ritorno dallo stadio. E soprattutto «alla semifinale ragazzi e arriviamo a Kiev». È primavera finalmente. C’è chi scopre l’auto e si agita con le braccia, si saluta dalle auto. Una sinfonia di clacson quasi melodiosa, accompagnerà la notte. Suoneranno gli Ncc e gli autobus. Sventoleranno antichi vessilli, quelli del titolo del 2001. E, chissà

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Una Roma da impazzire

Il Messaggero (U.Trani) – Orgoglio, prestigio, carattere, gioco e cuore per l’impresa mai vista: la Roma, spinta dai 60 mila dell’Olimpico che nella notte cantano sulle note di Lando Fiorini, vola in semifinale di Champions. Eliminato il Barcellona di Messi: 3 a 0, il punteggio esatto per cancellare il ko di mercoledì scorso, il 4 a 1 del Camp Nou. DiFrancesco, 34 anni dopo Liedholm, va oltre i quarti. È la seconda volta nella storia del club, nel 1984 era la Coppa dei Campioni e adesso è la Champions. Ma è la prima rimonta di queste dimensioni, cioè recuperando lo svantaggio di 3 reti. Dzeko, con il suo 20° gol stagionale, apre la sfida e Manolas la chiude, in mezzo il rigore di De Rossi: il centravanti ha detto no al Chelsea a gennaio, il difensore allo Zenit a giugno. Il presidente Pallotta, riapparso in tribuna direttamente da Boston, deve ringraziare quei rifiuti. Che hanno portato euro e gloria.

ASSETTO RIVOLUZIONATO – È il trionfo di Di Francesco che, nella settimana che si concluderà con il derby, si tiene stretta la Champions di oggi prima di pensare a quella di domani: in 2 partite contro il Barça non ha fatto segnare Messi e soprattutto ha umiliato ancora Valverde. La strategia è d’autore. La Roma, per la prima volta in 42 partite stagionali, parte con la difesa a 3. Diversificando dunque il sistema di gioco, passando dal solito 4-3-3 all’inedito 3-4-2-1, e i ruoli di 6 interpreti, con Manolas in mezzo al reparto arretrato e Fazio sul centro destra, con Florenzi e Kolarov esterni a tutta fascia e con Nainggolan e Schick, al debutto nel torneo, trequartisti. I 5 difensori permettono ai giallorossi di chiudersi con il 5-4-1. Ma l’atteggiamento è spavaldo. Baricentro alto, con Manolas a spingere i compagni verso la metà campo e al tempo stesso a rincorrere gli avversari che ripartono. Davanti Dzeko guida il pressing su Umtiti e Piquè. Schick e Nainggolan lo seguono. Come Florenzi, Kolarov e a turno Strootman e De Rossi. L’aggressività di gruppo infastidisce il Barcellona, lento e statico. Valverde, nel suo 4-4-2, ripropone gli stessi interpreti dell’andata. Ma qui non entrano in partita. Dzeko fa il pivot a centrocampo e, all’improvviso, attacca la profondità. E timbra al primo tentativo, su verticalizzazione di De Rossi, battendo allo sprint Jordi Alba, anticipando di sinistro terStegen e festeggiando il 6° gol in questa Champions (superato il record di Pruzzo che si fermò, nell’84, a 5). La Roma aumenta il ritmo. E, senza concedere spazi a Messi e Suarez, costruisce altre 3 chance, con Schick (2) e Dzeko.

ASSALTO COINVOLGENTE – Il volo di Dzeko prosegue nella ripresa. E, su lancio di Nainggolan, scappa a Piquè che lo atterra. Il mediocre arbitro Turpin non interviene, ma l’assistente di porta Buquet concede il rigore. De Rossi firma il raddoppio e indica il tempo ai compagni. Manca ancora mezz’ora. Di Francesco interviene per il colpo di grazia: Under per Schick ed El Shaarawy per Nainggolan. Ter Stegen salva su ElShaarawy. Il capolavoro spetta a Manolas, colpo di testa prepotente sul corner di Under. A completare la rimonta, i due giocatori che sbagliarono porta al Camp Nou. Il Barça non c’è più: 3 gol li aveva presi nelle precedenti 9 partite e mai più di 1 a gara. Valverde, già caduto con l’identico risultato davanti al collega (Athletic Bilbao-Sassuolo, nell’Euroleague della stagione scorsa), ci prova con Alcacer e Dembelè e con Piquè centravanti. Alisson, però, resta imbattuto in casa: 5 partite su 5. Il Barça, per il 3° anno di fila, esce ai quarti. Un anno fa contro la Juve: ancora 3 a 0, allo Stadium.

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Roma-Barcellona, la stampa spagnola: “Barcellona spazzato via. Roma superiore”

Pugno duro del quotidiano spagnolo AS nei confronti del Barcellona, dopo l'eliminazione ad opera della Roma. Il giornale iberico titola infatti: "Fallimento imperiale". Poi prosegue: "Il peggiore Barça della stagione spazzato via dalla Roma e fuori di nuovo dalle semifinali. Senza personalità, senza gioco, senza Messi e senza alcun argomento, il Barcellona è naufragato all'Olimpico contro un avversario immensamente superiore"

"Fallimento senza scuse". Così titola, su sfondo nero, il quotidiano sportivo di Barcellona, Sport, in merito all'eliminazione dei blaugrana.