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Keita: “Il Barcellona è favorito ma deve avere rispetto della Roma”

Seydou Keita, ex giocatore di Barcellona e Roma, è stato intervistato dal Mundo Deportivo ed ha parlato della sfida di questa sera tra le due squadre. Queste le sue parole:

Barcellona favorito…
Prima di iniziare la competizione, non solo nelle fasi finali, il Barcellona è favorito per vincere la Champions, però deve avere rispetto per la Roma perché sono ai quarti di finale e quindi è tra le migliori squadre d’Europa.

La Roma tra Champions e campionato…
Nella fase a gironi ha guidato il gruppo davanti a Chelsea e Atletico Madrid e questo è significativo del fatto che sarà un avversario duro. A differenza degli altri anni in cui andava meglio in campionato e peggio in Europa, quest’anno è al contrario, la vedo più forte in Champions e meno attenta in Serie A.

Su Nainggolan…
E’ un giocatore molto forte, fisicamente incredibile e se non potrà giocare, secondo me la Roma perde uno dei suoi migliori giocatori. Però ci sono molte alternative a centrocampo: al suo posto può giocare Gerson, Perotti che può scalare di posizione, Florenzi che già ha giocato lì, De Rossi… dipende quello che vuole fare l’allenatore.

Su Gerson…
Io c’ero al suo primo anno. Si poteva solo allenare perché aveva meno di 18 anni ma si vedevano le sue qualità, anche se si doveva adattare perché era tutto nuovo per lui. Ora sto vedendo la sua evoluzione e sta giocando bene.

Su Monchi…
E’ una persona che conosce molto bene il calcio ed il suo arrivo ha fatto portate cose nuove alla Roma. Non so se riuscirà a fare lo stesso che ha ottenuto a Siviglia, ma spero che faccia bene perché è una persona per cui nutro grande stima.

Il tifo…
Sono molto rispettoso con tutte le squadre nelle quali ho giocato perché mi hanno trattato molto bene. Per questo preferisco dire, che vinca il migliore.

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Calciomercato

Mercato Roma. Monchi punta Bianda del Lens

Il ds della Roma, Monchi, continua a lavorare in ottica mercato. L'ultimo nome finito sul taccuino dello spagnolo è quello di William Bianda, centrocampista del Lens classe '00. La Roma, riporta tmw.com, aveva avuto dei contatti con i francesi già a gennaio, ma l'obiettivo ora è quello chi chiudere per anticipare la folta concorrenza.

 

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Luis Enrique: “La Roma è un club differente. Messi dice la sua in ogni gara”

"La Roma? È un club differente. Non hanno vinto molto ma hanno una bella tifoseria, molto passionale". Parola di Luis Enrique: l'ex tecnico giallorosso, intervistato dal ciclista spagnolo Ibon Zugasti a margine della Cape Epic, una corsa ciclistica che si tiene in Sudafrica, ha rilasciato anche alcune battute sul Barcellona e il porprio futuro: "Ho lasciato un Barcellona con i migliori giocatori, però avevo le idee chiare e non mi pento. Messi dice la sua in ogni partita. Sono stato più felice come calciatore. Per tornare in panchina dipende da chi mi vuole, ma deve essere qualcosa che mi emozioni moltissimo. La nazionale spagnola? Potrebbe essere".

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Roma, la notte dell’impossibile

Il Messaggero (U.Trani) – Més que un Club. Motto, slogan o nessuno dei due. Ma è lì stampato al Camp Nou e sul cuore dei 160 mila soci del Barça e dei milioni di tifosi blaugrana. Perché, entrando nell’astronave catalana, non giochi solo contro Messi e Suarez, Piquè e Iniesta. La squadra è il simbolo della città, del Paese, cioè della Catalogna. E quindi ha la sua identità, la sua storia, la sua lingua e il suo modo di essere e pensare. Di vivere, anche il calcio. La Roma conosce il pianeta e gli extraterrestri che lo abitano. E’ già stata qui, l’ultima volta poco più di 2 anni fa. Finì malissimo il 24 novembre 2015, contro i campioni d’Europa in carica, allenati dall’ex giallorosso Luis Enrique: 6-1, set senza storia. Segnò Dzeko, dopo aver fallito un rigore. Sempre lui, ieri come oggi. Ma almeno passò agli ottavi, giocati poi senza segnare, con Spalletti in panchina al posto di Garcia, e quindi senza interrompere il volo verso il trionfo del Real di Zidane. Adesso è di nuovo qui. Ma se avesse potuto scegliere, avrebbe certamente preferito festeggiare il 100°match in Champions da un’altra parte e soprattutto contro altri rivali.

NUOVO TENTATIVO – La presenza è solo la numero 4: la Roma, dopo 10 anni, riscopre i quarti di finale. Non è il suo mondo. La sfida, insomma, è condizionata dalla storia. Quella giallorossa prima ancora di quella del Barça. L’unica qualificazione, per giocare le semifinali, con Liedholm, nella Coppa dei Campioni del 1983-1984, eliminando la Dinamo Berlino. Sempre cilecca, invece, in Champions. Nel 2007 e nel 2008, in entrambi i casi contro lo United e con Spalletti allenatore. Ko nelle ultime 3 partite di fila, subendo 10 gol e segnandone 1 all’Old Trafford la sera dell’umiliante 7 a 1. Stasera sarà entusiasmante riprovarci, sapendo che il vento è contrario già prima del fischio di inizio dell’olandese Makkelie che, 13 mesi fa e proprio in Spagna, è stato l’arbitro del largo successo, 4 a 0, contro il Villarreal nell’andata dei sedicesimi di Europa League. E’ l’unico totem a cui guardare. Il percorso del Barcellona, con la migliore difesa di questa edizione (solo 2 gol incassati in 8 partite), è inutile guardarlo. I blaugrana vivono da protagonisti il torneo. E, dopo aver eliminato il Chelsea di Conte agli ottavi, si sono presentati ai quarti per l’11°annodi fila. E’ record, ovviamente. E in casa non perde da 25 gare (23 vittorie e 2 pareggi). Tutto questo, dominando nella Liga: 9 punti di vantaggio sull’Atletico Madrid di Simeone e Messi capocannoniere con 26 gol, seguito da Suarez comunque a quota 22. A proposito: il centravanti, in Champions, si è fermato nella notte della storica remuntada contro il Psg di Emery. E’ a digiuno dall’8 marzo del 2017. Meglio non fidarsi.

NAINGGOLAN, OGGI IL TEST – Di Francesco, e lo ha chiarito in pubblico, userà la tattica per limitare la qualità. E’ l’unica arma della Roma contro il Barça che è più organizzato di quanto si possa credere. Il 4-3-3, in fase difensiva il 4-1-4-1, prevede il pressing già su Piquè e Umtiti. La mossa che Valverde conosce bene, essendo caduto nella trappola del collega, il 15 settembre 2016 a Bilbao, da tecnico dell’Athletic. Finì 3 a 0 per il Sassuolo, in Europa League. Stasera è la Champions, con Messi e il Camp Nou. Ancora in dubbio Nainggolan, pronto Pellegrini, c’è da scegliere l’esterno alto a destra, nel tridente in cui Dzeko sarà il centravanti: El Shaarawy o Florenzi (in questo caso con Peres terzino). In quel ruolo, nel Barça, Dembelè più di Paulinho.

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Tutti su Dzeko, l’equilibratore pieno di veleno

La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – Sarà dura, eccome se sarà dura. Ma forse è proprio per questo che Edin Dzeko ci vuole credere, perché poi da perdere lui e la Roma stasera hanno davvero poco. Nel senso che l’obbligo di vincere e di passare il turno tocca ad altri e cioè al Barcellona, esattamente come l’obbligo di segnare e trascinare i propri compagni spetta a quei due lì, Messi e Suarez. Ma c’è una statistica che a Dzeko proprio non va giù e che vuole iniziare a correggere. E cioè il fatto di non aver mai vinto una volta contro il Barcellona. Niente, un solo pari in cinque sfide personali e quella sesta dove non ha giocato (era in panchina con il City, nel ritorno degli ottavi della Champions 2014-15) che è finita esattamente come tutte le altre: catalani con le braccia al cielo, citizens delusi e sconfitti. Ecco, paradossalmente se c’è un momento in cui Dzeko ha iniziato a cambiare le carte in tavola in questa sfida personale con il Barcellona è proprio da quando è alla Roma. Nonostante quel 6-1 del 2015 che ancora non gli va giù. Ma che era stato preceduto, appunto, dall’unico sorriso raccolto fin qui, l’1-1 dell’andata (quello dell’eurogol di Florenzi).

UOMO CHIAVE – E se c’è una possibilità che la Roma oggi possa davvero provare a far male al Barcellona è tutta legata al suo centravanti. Se sta bene Dzeko, sta bene anche la Roma, altrimenti si rischia di impantanarsi strada facendo in chissà quali paludi. E non è neanche un caso che il bosniaco sia entrato in più della metà dei gol segnati dai giallorossi in questa edizione di Champions, esattamente il 55% (4 gol e 2 assist nel totale di 11 reti realizzate). E’ semplicemente il teorema di un giocatore fondamentale per tutti gli equilibri gliallorossi.

IL SOGNO – «Il Barcellona è favorito, ma ognuno di noi darà il meglio di sé – ha detto Dzeko durante l’ultima pausa delle nazionali –. Se giochiamo da squadra possiamo fare qualcosa di buono. Giocheremo senza pressioni, mettendoci l’anima, senza arrenderci mai. La Roma non ha nulla da perdere. Anzi, c’è solo da guadagnarci». Che poi non è neanche il duello con Messi e Suarez a stuzzicarlo davvero fino in fondo, almeno non quanto il sogno di arrivare in Champions dove non è mai arrivato prima. E cioè in semifinale, traguardo che non ha mai neanche sfiorato prima, visto che con il City si era sempre fermato massimo agli ottavi. Per inseguire quel sogno, però, servirà davvero il miglior Dzeko. Se non di sempre, quasi.

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Bandiere. Barça-Roma è anche Iniesta contro De Rossi, due carriere e una scelta: un club per sempre

Corriere dello Sport (R.Maida) – Andatelo a dire a loro, che le bandiere non esistono. Sarebbe come sfregiarne i cuori. Barcellona-Roma è anche la sfida tra due pezzi di storia, due capitani che non hanno voluto mai tatuare altre maglie sulla pelle, a dispetto di un oscurantismo emotivo che ha impedito a entrambi, con le debite proporzioni, di raccogliere quanto meritassero. Andrés Iniesta contro Daniele De Rossi: sono quasi coetanei, uno è del 1984 e l’altro del 1983, e appartengono al calcio delle figurine, dei numeri primi, dell’immaginazione.

ATTACCAMENTO – Sono due centrocampisti, hanno vinto un Mondiale a testa. E vabbè. Le parabole non possono essere accostate, né per valore assoluto né per titoli conquistati. Iniesta è un fuoriclasse che grazie al Barcellona ha festeggiato 30 trofei, mentre De Rossi è un ottimo giocatore che ha vinto dieci volte meno (due Coppa Italia, una Supercoppa italiana) e da dieci anni esatti aspetta di rinverdire i ricordi dell’ultima gioia. Iniesta è il campione leggiadro che una madre vorrebbe per genero: mai una polemica, mai un’espulsione. De Rossi è il combattente irascibile a cui ogni tanto parte la brocca, come si dice a Roma. Ma quello che li accomuna, oltre al senso di fedeltà, è un’idea di incompiutezza astrale: Iniesta non ha mai vinto un Pallone d’Oro, anche nell’anno in cui ha segnato il gol decisivo nella finale mondiale, perché da sempre gioca nella squadra di Leo Messi, l’inarrivabile; De Rossi è diventato capitano della Roma soltanto a 34 anni, per meriti sportivi e per successione ereditaria, senza però mai arrivare ai livelli di popolarità e idolatria del fratello maggiore Totti.

INQUIETUDINE – Per questo forse hanno ipotizzato di voler provare emozioni diverse. Non si sono ancora mai mossi dal punto di partenza, è vero, ma mai hanno escluso la prospettiva di farlo. Iniesta anzi oggi è più fuori che dentro, avendo il contratto in scadenza: in Spagna giurano che andrà in Cina ma chissà, magari prevarrà ancora una volta il legame con la Catalogna che lo ha accolto a 12 anni dopo un torneo giocato con l’Albacete. Anche De Rossi è stato preso dalla Roma in età preadolescenziale, dopo essere stato individuato nell’Ostia mare. E anche De Rossi, più volte, è stato sul punto di lasciare Trigoria: cinque anni fa, in piena estate, guidava verso il centro sportivo con il fermo proposito di annunciare l’addio ma scoppiò a piangere sulla Laurentina e cambiò tracciato, rinunciando ai soldi del Manchester United. Adesso, dopo aver rinnovato fino al 2019, a emigrare non pensa. Ma nella sua testa rimane il languorino di un’esperienza finale negli Stati Uniti o in Argentina, nel Boca Juniors, per poter giocare un Superclasico contro il River Plate.

STIMA – Ci sarà tempo per decidere. Di sicuro stasera nessuno avrà la testa altrove. Iniesta e De Rossi si saluteranno a centrocampo come è già successo diverse volte e poi si affronteranno lealmente, ognuno con le proprie armi. Curiosamente non si sono sfidati nel precedente di Champions League del novembre 2015 al Camp Nou: erano entrambi infortunati. Si sono incrociati invece con le nazionali, pure recentemente. A Euro 2016 addirittura la natura ha ribaltato le proprie gerarchie per un secondo: De Rossi ha fatto un tunnel a Iniesta, l’Italia ha battuto la Spagna. Non sempre vincono i favoriti, nello sport. De Rossi se lo continua a ripetere dal giorno del sorteggio.

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Barcellona-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

È il giorno di Barcellona-Roma. Ultimi dubbi da sciogliere per Di Francesco in vista dell'impegno delle 20.45: tiene banco la questione dell'esterno offensivo che affiancherà Perotti e Dzeko nel tridente scelto dal mister, con El Shaarawy preferito dalla maggior parte dei quotidiani odierni. Il rebus, poi, riguarda la presenza o meno di Nainggolan: per la carta stampata il belga sarà del match. Ecco l'undici iniziale secondo i principali giornali in edicola:

IL TEMPO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Dzeko, Perotti.

IL MESSAGGERO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Dzeko, Perotti.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Dzeko, Perotti.

LA REPUBBLICA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Gerson, Dzeko, Perotti.

CORRIERE DELLA SERA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Dzeko, Perotti.

CORRIERE DELLO SPORT

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Dzeko, Perotti.

LEGGO

Alisson; Bruno Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Florenzi, Dzeko, Perotti.

IL GIORNALE

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Dzeko, Perotti.

LA STAMPA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Gerson, Dzeko, Perotti.

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CHAMPIONS LEAGUE

Barcellona-Roma: Nainggolan sente ancora dolore, salta il Barça

Domani Radja Nainggolan non sarà della partita. A riferirlo è la trasmissione Il mio canto libero, in onda sulle frequenze di Retesport. Il Ninja sente ancora dolore e non riuscirà a farcela per la partita del Camp Nou contro il Barcellona di Messi e Valverde. Di Francesco sarà costretto a rinunciare ad un jolly prezioso in grado di far cambiare volto e modulo alla Roma. Con ogni probabilità la linea mediana della squadra giallorossa vedrà schierati Pellegrini, De Rossi e Strootman, con le possibili alternative Gerson e Gonalons

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SERIE A TIM

Serie A, squalifica in arrivo per Chiesa: salterà Roma-Fiorentina

Brutte notizie in casa Fiorentina. Ammonito sotto diffida nel corso del match contro l'Udinese, Federico Chiesa salterà il match tra Roma e la viola in programma sabato prossimo alle 18:00 allo Stadio Olimpico. A tal riguardo è arrivato il commento del tecnico Pioli ai microfoni di Sky Sport: "L’assenza di Chiesa sabato? La Roma tiene una linea di difesa alta, ma abbiamo altre caratteristiche, proveremo a stare compatti e a renderci pericolosi".

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CHAMPIONS LEAGUE

Barcellona-Roma, i convocati blaugrana: presenti Messi e Busquets

Nessuna sorpresa per Ernesto Valverde, allenatore del Barcellona, che ha diramato la lista dei convocati in vista del match di andata dei quarti di finale di Champions League in programma domani sera al Camp Nou contro la Roma. Queste le scelte del tecnico blaugrana per la gara delle 20.45:

Ter Stegen
Semedo
Piqué
Rakitic
Sergio Busquets
D. Suarez
Iniesta
Suarez
Messi
Dembele
Cillessen
Paulinho
Paco Alcacer
Jorgi Alba
S. Roberto
André Gomes
Umtiti
Vermaelen