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Pastore: “Farò la mezzala, Di Francesco è stato chiarissimo”

Javier Pastore, da Boston, parla del suo ruolo e di come potersi inserire nel contesto di squadra voluto da Di Francesco e lo fa in un'intervista a Il Romanista: 

"La Roma gioca 433, non posso mettermi in testa di giocare da trequartista, non c'è motivo di farlo. Quando ho firmato con la Roma ho parlato con Di Francesco e lui è stato chiarissimo, mi ha detto che avrebbero giocato 433 e che se avessi accettato la proposta avrei giocato mezzala, correndo anche per la fase difensiva.

Io gli ho dato la mia parola, so di poterlo fare. L'ho fatto spesso anche a Parigi, sia pure nella diversità di certe idee. ma mi conosco perfettamente, conosco la mia capacità aerobica e so di poterlo fare. E se poi una partita cambierà qualcosa lo farò pure, sono disponibile e pronto a giocare ovunque.

Come ho fatto a Parigi, passando da attaccante a sinistra, a destra, mezzala sinistra, trequartista, mezzala destra, a 2 in mezzo, ho fatto tutto. Devo dire che io mi sento più comodo quando sono utilizzato in una sola posizione, così io so che è lì che devo giocarmi il posto. Sai a volte se sei un bravo jolly il tuo posto ideale è la panchina…"

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Rassegna stampa

RASSEGNA STAMPA – In regia spunta Xhaka. Marlos o Neres a destra

La Roma continua a inseguire due pedine fondamentali per completare la rosa e metetre a disposizione di Eusebio Di Francesco la migliore squadra possibile per la nuova stagione, che dovrà portare conferme e, se possibile, trofei. Perché il tifoso della Roma ha un bisogno spasmodico di essere rassicurato e confortato dai risultati, ma soprattuto vuole poter dire, citando un film molto celebre ambientato, guarda caso, a Tor di Valle, "HO VINTO".  

Dalla rassegna stampa di oggi emergono vari nomi. Andiamo con ordine, cominciando dall'ala destra. Le piste più credibili restano quelle di Marlos dello Shakhtar Donetsk e Neres dell'Ajax (Corriere dello Sport e Gazzetta dello Sport): se il primo è più raggiungibile come ingaggio e come prezzo del cartellino (è in scadenza 2019 e si può prendere con 10-15 milioni), il secondo è invece più caro. Gli olandesi chiedono 50 milioni per cederlo e la Roma non è disposta ad arrivare a quella cifra, perché il calciatore convince, ma non come Malcom

Quindi meglio dirottare il budget verso il centrocampo: Ndombelé del Lione è un profilo che si sta valutando, ma il nuovo nome è quello di Granit Xhaka dell'Arsenal, come riportato da Il Tempo. Sullo sfondo resta Nzonzi, ma con ogni probabilità si aspetterà la chiusura del mercanto inglese (il mediano interessa all'Arsenal) per sferrare l'attacco decisivo abbassando richieste di club e calciatore. 

Nel frattempo, buone notizie da Boston. Marcano convince sempre più Di Francesco (Gazzetta), e Karsdorp rivela a Il Messaggero che è pronto a rientrare in gruppo e per la nuova stagione. In bocca al lupo a lui. 

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Calciomercato

Roma, torna di moda il nome di Herrera

Mentre dalla Spagna arriva la notizia di un'offerta della Roma per Nzonzi, Sky Sport riferisce di un interesse per Hector Herrera, centrocampista messicano del Porto. Il club iberico tuttavia, non avrebbe intenzione di cedere il centrocampista, se non dietro il pagamento dell'intera clausola rescissoria, fissata a 40 milioni

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Calciomercato

Roma, offerti 25 milioni per Nzonzi. Il Siviglia ne vuole 30

Nonostante le smentite di Monchi durante la conferenza per il rinnovo di Florenzi di ieri, la Roma avrebbe offerto 25 milioni di euro per Steven Nnonzi, neo campione del mondo con la nazionale francese, ma il Siviglia vuole almeno ottenerne 30. Con il calciatore ci sarebbe già un'intesa di massima sulla base di un ingaggio da 3,5 milioni di euro. A riferirlo è un quotidiano spagnolo, molto vicino al club sevillista. Questo l'articolo originale

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SOCIAL ROMA

VIDEO – Monchi: “Basta poco per far felice un bambino”

Il direttore sportivo della Roma Monchi fa felice un bambino che stava assistendo all'allenamento dei giallorossi a Boston regalandogli un cappello. Il dirigente spagnolo stava facendo il fgiro di campo per fare coto e autografi coi tifosi presenti quando il piccolo romanista ha indicato il suo cappello. Monchi, senza pensarci un attimo, glielo ha regalato. Il ds ha poi postato il video sul proprio account instagram corredato dalla frase: "Quanto poco costa rendere felice un bambino…"

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Calciomercato

Assalto a Neres. Pronta l’offerta: 40 milioni all’Ajax

Da Boston ha fatto il punto Monchi, il d.s. che sta provando a trovare la soluzione giusta per rendere migliore la sua Roma. Con due priorità, come scrive La Gazzetta dello Sport, il centrocampista e l’attaccante destro. Ieri si è diffusa la voce di un incontro odierno ad Amsterdam per David Neres, 21 anni, l’esterno brasiliano dell’Ajax. Neres costa 50 milioni, la Roma eventualmente sarebbe disposta ad offrire quei 40 pronti per Malcom. Da Boston, però, arrivano solo smentite sul possibile incontro. Resta, però, un gradimento di fondo del d.s. spagnolo, che va a caccia di un’alternativa al brasiliano che ha scelto il Barcellona. «Ne sto cercando uno forte uguale o anche di più, ma il cui nome magari non entusiasmerà come non entusiasmava quello di Under – ha detto ieri –. Se oggi però mi sedessi per venderlo, forse non potrei neanche tornare a Roma». Sul taccuino del d.s. c’è Marlos, altro brasiliano (ma con passaporto ucraino) dello Shakhtar, contratto in scadenza nel 2019. Non è giovane (30 anni), ma ha un costo accessibile. Resta intanto alto l’interesse della Roma per Steve N’Zonzi, anche se viste le richieste del francese (4 milioni a stagione) Monchi si sta guardando intorno. «Stiamo valutando il mercato in diversi ruoli, anche quello del centrocampista – ha detto il d.s. – N’Zonzi è un nome ma non è l’unico e forse neanche il più vicino». Una delle piste che potrebbero aprirsi a breve è quella che porta a Tanguy Ndombele, centrocampista 21enne del Lione. Ha un costo di 25 milioni, sostanzialmente quelli che la Roma voleva investire su N’Zonzi.

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Roma, Monchi finta su N’Zonzi

IL MESSAGGERO (S.Carina) –  Come spesso capita, anche ieri, durante l'annuncio del prolungamento di Florenzi sino al 2023, Monchi ha indirizzato su di sé le attenzioni della platea. Inevitabile, soprattutto a due settimane dalla conclusione del mercato, con una rosa che va ancora completata in due ruoli: il mediano e l'esterno alto a destra. Il ds, come spesso capita in queste occasioni, gioca in difesa. E alla domanda, scontata, su N'Zonzi, prende tempo: «Si parla tanto di lui e di qualcun altro. Stiamo valutando il mercato per diversi ruoli. Uno è certamente il centrocampo e N'Zonzi è un nome. Ma non è l'unico. Non è il più vicino, credo che sia il momento di pensare ad altre possibilità, lo dico per voi (ride, ndc) Ci sono tanti calciatori che mi piacciono ma non tutti arrivano. Il mio compito è quello di allestire una rosa più forte. Se sono preoccupato degli acquisti delle altre? Non sta a me valutare, penso a fare il meglio per la mia società e conosco bene sia i numeri che quello che mi è stato chiesto dal mio club. Comunque dormo un po' di più rispetto a quello che ha detto Eusebio ma non troppo». Ironia a parte – e al netto della volontà di mettere pressione al francese – le parole del ds sono la conferma di come la Roma, in questo momento, sia in una posizione d'attesa.

LE TRATTATIVE – N'Zonzi, infatti, vuole capire se si concretizzerà a breve un'offerta più vantaggiosa, rispetto a quella giallorossa (3,5 milioni, compresi i premi). Il riferimento è all'Arsenal che tuttavia, prima di acquistarlo, deve cedere Ramsey, in scadenza nel 2019. Le parole ieri del tecnico Emery, ne sono la conferma: «N'Zonzi? Acquisteremo soltanto se ci capiterà una buona opportunità. Ramsey? A me piacerebbe che restasse ma dipende da lui e dal club. Chiedete a loro». Tradotto: se i Gunners si liberano del gallese (in scadenza nel giugno del 2019, senza velleità di voler rinnovare), puntano dritto su N'Zonzi superando l'offerta giallorossa. I tempi però stringono: il 9, ossia giovedì prossimo alle ore 18, chiude il mercato inglese. E la Roma non vuole tra l'altro essere un ripiego. Persiste la volontà di regalare a Di Francesco anche un esterno offensivo: «Stiamo cercando un profilo sportivo ed economico – continua il ds – non lavoro soltanto per il presente ma anche per il futuro. Quando comprai Under, tutti parlavano di questo ragazzino preso da un ds scarso… Oggi se lo vendessi, mi menerebbero. Il giudice finale sarà il tempo». Senza girarci troppo intorno, Malcom era l'ideale. Ora serve un profilo analogo per età, talento e investimento economico. Con un occhio quindi al presente e l'altro al domani. Neres, Bailey e Pulisic, al momento sembrano però fuori portata. Anche se dal Brasile rilanciano un nuovo tentativo della Roma per l'attaccante dell'Ajax: pronti 40 milioni.

L'ARRIVO DI CALVO – Passerella finale sulle condizioni di Karsdorp: «Sono tranquillo, ha avvertito soltanto un piccolo problema muscolare, normale per un ragazzo che è stato un anno senza giocare. Nel giro di un paio di giorni tornerà in gruppo. Siamo convinti che sia un elemento sul quale puntare». Aspettando novità dal mercato, quella di ieri a Boston è stata una giornata di annunci. Oltre al prolungamento di Florenzi, il club giallorosso – attraverso il proprio profilo Twitter – ha rivelato che sarà Francesco Calvo il nuovo chief revenue officer. Una carica che, rispetto al passato, unirà i settori del marketing e del commerciale. Il quarantunenne manager italiano arriva dal Barcellona dove ricopriva lo stesso ruolo. Per lui, un passato anche nella Juventus.

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Monchi: “Con il rinnovo di Florenzi siamo più forti. Seguiamo N’Zonzi, ma non è il nome più vicino. Sarà il tempo a giudicare il mio lavoro”

Intervenuto insieme ad Alessandro Florenzi in conferenza stampa, Monchi ha commentato il rinnovo del terzino giallorosso e le ultime operazioni di mercato. Ecco le sue parole:

“Oggi dopo 15 mesi qui, è uno dei giorni in cui sono più contento, non tanto come ds ma come persona che inizia ad amare la Roma. Uno dei nostri figli ha rinnovato il contratto e resterà qui almeno cinque anni. E’ un giorno di felicità, non so quanto tempo sarò qui alla Roma ma se resto a lungo voglio essere romanista come lo è lui. E’ stata una trattativa lunga, ma dal primo momento ero convinto che sarebbe finita bene, perché Alessandro voleva rimanere qui. Ha avuto offerte importanti per partire a livello sportivo ed economico ma è voluto rimanere qui. E’ un esempio come professionista e come romanista”.

Che significato tecnico ha aver confermato un giocatore di questo valore? 
Ho voluto parlare di cuore perché mi piace, mi conoscete a volte parlo troppo di cuore. Lui è forte, ha una virtù: può giocare in diversi ruoli e li fa tutti bene. La Roma col suo rinnovo è più forte, è un acquisto importantissimo per la Roma.

Ha voluto il rinnovo di De Rossi e Florenzi. Cosa significa avere i figli di Roma nello spogliatoio?
Tanto, Alessandro ha detto bene, ci servono giocatori che capiscano cos’è la Roma. Vivere la Roma e giocare per la Roma. E’ importante questo percorso che devono fare i giocatori che arrivano. La Roma è diversa, è difficile da capire ma è molto grande, così diversa che bisogna che qualcuno te la spieghi. Meglio di Daniele o Alessandro è difficile che ci siano. Dopo 15 mesi qui ho iniziato a capire cosa vuol dire essere romanista, è diverso e bello.

Si parla di N’Zonzi, Pallotta ha detto che è una questione di soldi… 
Si parla tanto di N’Zonzi e di qualcun altro. Noi stiamo valutando il mercato in diversi ruoli, uno di loro è il centrocampo e N’Zonzi è un nome. Un nome che voi seguite ma che non è l’unico. Voglio dire che non è il più vicino, credo sia il momento di pensare ad altre possibilità, dico per voi. Io so perfettamente dove voglio arrivare e avere un giocatore che mi piace. Me ne piacciono tanti, ma non tutti arrivano qui alla Roma perciò credo che il mio lavoro sia provare a fare la rosa più forte possibile. Lavorerò fino al 18 agosto, è quello che devo fare e che sto facendo, dormo un po’ più di quello che ha detto il mister, ma non tanto.

E’ preoccupato da Karsdorp? 
No, io sono tranquillo. Ha un piccolo problema muscolare, normale per un ragazzo che è stato un anno senza giocare. Ha fatto un ritiro importante ha giocato due partite a Latina e Frosinone, per fortuna il problema è piccolo. Domani o dopodomani sarà con il gruppo, è un percorso logico di un giocatore che ha avuto un infortunio importante. Siamo convinti che sarà un giocatore su cui puntare in questi anni.

Quest’anno altre squadre hanno fatto ragionamenti diversi dal vostro. E’ preoccupato? La vostra filosofia è migliore delle altre? 
Non è il mio lavoro valutare quello che fanno gli altri, la mia forma di lavorare è questa e non posso cambiare quello che ho fatto nella mia vita. Per me sarebbe più facile pensare solo al presente, perché è per quello che sarò giudicato, ma credo sarebbe ingiusto verso chi mi ha portato qui. Conosco perfettamente la società, i numeri, e dove vuole arrivare la società e sto lavorando solo per questo, per fare quello di cui secondo me ha bisogno la società. Potrei fare qualcosa di diverso pensando di più a me stesso, ma credo che sarebbe ingiusto, penso soprattutto alla società e a dare una stabilità per il presente e per il futuro. La mia forma di lavorare è così. Il tempo sarà il giudice finale. La prima stagione che ho fatto in questa società è stata bella, ma non voglio fermarmi qui e continuare a lavorare a modo mio, sempre pensando alla società. Capisco che qualcuno che non conosce la realtà possa pensare che quello che ha detto Pallotta su Messi sia bello. Ma so che scherzava. Non è un progetto, è una parola che mi hanno detto che non devo dire. E’ la realtà.

Dopo la vicenda Malcom un altro colpo potrebbe non accendere le fantasie dei tifosi? 
Torniamo a dicembre/gennaio, tutti parlavano del ragazzino Cengiz Under preso da quello scarso del ds della Roma. Oggi in conferenza stampa se dico che sto pensando di vendere Under non arrivo a Roma perché mi menano. Nel calcio le cose cambiano. Malcom è fortissimo, magari quando e se prendo un altro giocatore il nome non entusiasma. Molti di quelli che dicono che Malcom è fortissimo 10 giorni fa dicevano che non era forte, te lo garantisco al 100%. Il giudice finale è il tempo.

E’ possibile che i soldi non vengano reinvestiti?
Nessuno lo sa, possiamo sapere i numeri, non la realtà. Non è lo stesso prendere un giocatore pagandolo 15 milioni subito o 30 in sei anni. Stiamo cercando un profilo sportivo ed economico, purtroppo al ds della Roma piacciono i numeri. E’ la mia forma di lavorare e non cambio. I numeri sono importanti, non lavoro solo per il presidente, ma per il futuro della società. Stiamo cercando dei profili forti a livello sportivo e abbordabili per la società a livello economico. Ho avuto la fortuna, quando ho fatto questo nella mia prima squadra, di vincere. Qui sto provando a fare la stessa cosa.

Numericamente la rosa è importante, ci possono essere difficoltà in uscita?
I giocatori che sono qui prendono dei soldi. Avere i 27 giocatori che abbiamo adesso non aiuta, ma non dipende solo da me. E’ un problema a livello di gestione della squadra, sono d’accordo con quello che ha detto il mister.

Gli 11 acquisti aiuteranno in campionato o in Champions? 
Prima di tutto credo che sia difficile fare meglio in Champions League, ma anche in campionato alla fine siamo arrivati terzi. Noi ci proviamo. Il mio discorso è sempre ambizioso, vogliamo lottare per quello per cui giochiamo. Coppa, campionato e Champions. Dobbiamo lottare per tutto. Se abbiamo una rosa più profonda sarà più facile, stiamo dando all’allenatore la possibilità di fare i cambi per arrivare in forma migliore possibile a fine campionato. Non faccio il mercato con un solo obiettivo, ma per provare ad avere la rosa più forte possibile. E’ la mia forma di capire questo lavoro.

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Florenzi: “C’erano proposte più alte, ma sono orgoglioso di legarmi eternamente alla mia città. Qualcuno non è contento, gli farò cambiare idea, penso di aver dato tutto”

Il vice capitano della Roma Alessandro Florenzi è intervenuto in conferenza stampa per commentare il neo rinnovo di contratto fino al 2023. Queste le sue parole:

“Partiamo da una cosa semplice da dire, oggi è un giorno felice e importante per me, voglio abbracciare idealmente tutti i tifosi che sono contenti insieme a me di questo rinnovo. Li abbraccio uno per uno e so che magari ci sono tifosi che stanno così e così, perché pensano che non merito questo rinnovo per le prestazioni dell’anno scorso. Sto lavorando per fargli cambiare idea, questo è il mio obiettivo. Ci sono anche persone che a prescindere da come posso giocare non gli va bene che indossi questa maglia. Ho sempre cercato una cosa nella vita, quella di piacere a tutti e una cosa che mi ha insegnato questa trattativa è che non posso piacere a tutti. E’ una cosa che mi porterò dietro nella vita, non solo nell’ambito calcistico. Non ho la stessa qualità di Francesco e non mi viene riconosciuta giustamente la stessa visceralità che ha Daniele per la Roma anche se per qualcuno vengono visti come un ingombro per Alessandro ma si sbagliano del tutto. Francesco e Daniele sono due amici fuori dal campo, mi hanno insegnato tanto, mi hanno insegnato cosa vuol dire essere romano e romanista e un giocatore di Roma nella Roma. Bisogna dare tutto per questa maglia ed è quello che ho fatto, quello che faccio e quello che farò negli anni a venire. Dentro di me penso di aver dato tutto, a volte troppo per la Roma, aver messo a volte il cuore oltre la ragione quando c’era da fermarsi. Tante volte questo mi ha danneggiato e non mi ha fatto giocare per alcuni mesi con questa maglia. Detto questo, sono veramente orgoglioso e felice di essermi legato eternamente alla mia città, nella città eterna”.

Che giocatore hai intenzione di essere nei prossimi anni a prescindere dal ruolo? 
Voglio essere un esempio per i giocatori che acquisteremo in futuro e per quelli acquistati quest’anno. Insieme a me ci sono altri giocatori che possono insegnare cos’è Roma, ma chi più di me e Daniele può farlo? Mi sento e mi sentirò un giocatore importante per tutti. Dal tifoso, al magazziniere, all’addetto stampa che condividerà con me tanti anni.

Quanto sei cresciuto e quanto puoi ancora crescere?
Non si finisce mai di crescere e imparare, anche a quarant’anni. Parlo di calcio giocato ovviamente. Sono cresciuto tanto, ero un bambino con un sogno e sono diventato in carne ed ossa il sogno che volevo essere. Volevo vestire la maglia della mia città e ci sono riuscito, a parte un anno, che come uomo mi ha fatto crescere più delle giovanili, che è stato quello di Crotone, molto bello sotto tutti i punti di vista. Mi ha fatto crescere come uomo, posso solo ringraziare tutti quelli che sono stati vicino a me, tutti gli allenatori che mi hanno dato qualcosa e mi hanno fatto diventare il giocatore che sono oggi.

In che ruolo ti trovi meglio? C’è stato un momento in cui hai pensato di andar via?
La posizione non è compito mio, come ho detto sempre, mi collocherò dove il mister pensa possa dar mano alla squadra, non è un problema. Mi trovo bene terzino, ala, centrocampista, portiere, magazziniere, se serve qualcuno in radio (ride, ndr). Direttore sportivo? No direttore sportivo è difficile (ride con Monchi, ndr). La trattativa con la Roma è stata lunga, non lo nascondo, ci sono tante situazioni una dentro l’altra e quando vai a mettere la bilancia, ce n’era una dove c’erano più soldi, ma ha vinto quella meno piena perché qui non c’erano solo i soldi, ma anche l’amore per la città, per la maglia, tutto quello che è Roma per me. E’ stata una scelta molto semplice per me.

Ti sei chiesto perché c’è qualche tifoso a cui non piaci? 
No. Sinceramente no. Non so se è per quel Roma-Sampdoria dell’anno scorso, dove è stato più volte detto che non si poteva andare sotto al settore. Forse l’unica cosa che potevo fare era salutare da più vicino, arrivando all’area di rigore, ma rischiavamo sanzioni. E’ la legge che lo dice, ma non credo sia stato quello il motivo fulminante. Finché restano sul campo giocato, le critiche le prendo sempre in modo costruttivo. Ogni trattativa è a sé, non so, vedremo da oggi come si comporteranno i tifosi, ma sono sicuro che saranno dalla mia parte per quello che ho dimostrato essere per me la Roma.

Che cosa è mancato alla Roma in quel momento difficile in campionato? Ripartirete dagli errori?
Partiamo da una base importante, abbiamo lo stesso allenatore, sappiamo già cosa vuole e abbiamo nella nostra testa cosa vuole da noi in campo in tutte le varie fasi. Partiamo da una base diversa dall’anno scorso, dove magari parti perché vuoi far vedere a tutti quello che vuoi fare. C’è stato un piccolo calo che ci può stare, sta a noi squadra cercare di non averlo per ambire a qualcosa di importante. Non sto qui a fare proclami o promesse ai tifosi, quello che vogliamo fare quest’anno è cercare di migliorare quello che abbiamo fatto l’anno scorso, sia da una parte che dall’altra. Dobbiamo superare i nostri limiti, se come gruppo abbiamo la stessa unità di intenti, riusciremo a sorpassare gli ostacoli che ci si porranno davanti. Non sarà facile, abbiamo tante squadre contro che vorranno fare una bella annata come noi, ma abbiamo un grande gruppo che può superare questi ostacoli. Dobbiamo partire da una base, ma non solo noi. Dentro la Roma ci metto giocatori, allenatore, direttore sportivo e vicino ci metto giornalisti e tifosi. Per migliorare a Roma ci vuole equilibrio in tutto quello che si fa e se ci riusciremo si avranno grandi soddisfazioni.

E’ il contratto della maturità. Ti senti più predisposto a confrontarti con i giovani acquisti?
Ci sono giovani e non giovani. C’è Javier che ha un’esperienza insieme a Ivan veramente importante, porteranno qualità ed esperienza alla squadra. Ci sono tanti giovani bravi che abbiamo preso quest’anno, l’unico problema che ha detto il ds è il tempo. Ci sono giovani a cui non serve, ed è quello che tutti ci auguriamo per Ante, Justin, Willie, Zaniolo. L’equilibrio che può servire a un giovane è che se sbaglia una partita non gli si metta la croce sopra. Allo stesso modo, se Justin alla prima giornata fa tripletta non bisogna dire che è Messi. E’ forte, in una squadra forte, ma può sbagliare una partita perché è giovane, e lì servirà da parte della società, dei giocatori e dell’ambiente farlo sentire non solo un giocatore, ma anche un uomo e un uomo può sbagliare. Ci può stare che un giovane possa sbagliare una partita, abbiamo tanti giovani forti e speriamo che si ambientino velocemente e che non ci saranno problemi di mettere croci sopra ai giocatori.

Florenzi chiude così la conferenza: “Vorrei, anche se non gli farà piacere, ringraziare il mio procuratore Alessandro Lucci, mia moglie e le mie figlie che mi sono state accanto in questa trattativa difficile. Forza Roma”.

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Francesco Calvo nuovo Chief Revenue Officier. Pallotta ci scherza su: “Questo non cambia nulla, vogliamo ancora Messi”

La Roma ha annunciato oggi la nomina di Francesco Calvo, ex Barcellona, come nuovo Chief Revenue Officer. Il profilo twitter in lingua inglese della società giallorossa ha riportato le parole scherzose di James Pallotta: “Questo non cambia nulla, vogliamo ancora Messi”, in riferimento alle dichiarazioni del presidente giallorosso dopo l’affaire Malcom.

Il presidente aveva mostra grande soddisfazione per l'acquisizione dell'ex direttore commerciale di Barcellona e Juventus: "Siamo molto fortunati ad averlo, visto che vanta una ricca esperienza nel mondo del calcio italiano ed europeo".