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Ufficiale, Strootman al Marsiglia per 25 milioni. Il calciatore: “Era giusto andare via”

Kevin Strootman è ufficialmente un calciatore del Marsiglia. "Il centrocampista olandese – si legge nella nota ufficiale del club giallorosso – passa al club francese a fronte di un corrispettivo fisso di 25 milioni. Inoltre, in caso di futuro trasferimento del calciatore, e al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi, il club francese riconoscerà alla Roma degli ulteriori importi variabili, fino ad un massimo di 3 milioni di euro. Il Club augura a Kevin le migliori fortune per il futuro".

Poco dopo sono giunte le prime parole del calciatore in merito al trasferimento. 

Quali sono le ragioni per cui hai lasciato la Roma e scelto il Marsiglia?
E’ veramente un gran club, è una grande sfida, sono veramente contento di essere qui, ho parlato col presidente, col ds e col tecnico. Il club vuole vincere, io voglio aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. Sono felice di essere qui.

Ritroverai Rudi Garcia come allenatore…
E’ una persona speciale per me, mi ha portato a Roma e mi ha voluto di nuovo. Ho parlato con lui del sistema di gioco e di tutto, spero che sia felice di me come era felice di me negli anni passati.

Hai lasciato la Roma per l’arrivo di Nzonzi?
Non è che se viene un giocatore io me ne vado, hanno preso molti giocatori, è normale, è un grande club, è giusto prenderli, è normale la competizione. Era giusto andare via, era arrivato il momento adatto, ero alla Roma da cinque anni. Benatia mi ha detto cose positive sul club. Sono approdato in un gran club con dei tifosi fantastici. Anche Benatia mi ha suggerito di venire qua. E poi l’OM ha fatto di tutto per avermi, e questo è stato fondamentale.

Avete già parlato con Garcia del sistema di gioco e di cosa vuole da te nel suo gioco?
Sì, ovviamente. Non mi userà come attaccante o come portiere, e ne sono felice. Si, lasciando stare gli scherzi ne abbiamo parlato, è normale parlarne. Posso giocare in ogni posizione del centrocampo, posso giocare in differenti moduli, voglio solo indossare la maglia e giocare.

Come è andata la trattativa?
I primi contatti sono stati positivi. I colloqui sono iniziati non molto tempo fa, ma è andato tutto bene. Ho davvero avuto un buon feeling con il club. Ogni giocatore ha un suo valore per essere ceduto. Sono stati 5 anni buoni a Roma.

Che cosa ti ha detto esattamente Benatia?
Ho parlato con lui di Marsiglia, conosco molti giocatori, anche se non personalmente. Abbiamo una buona squadra, con giocatori forti, non voglio fare nomi di qualcuno nello specifico. Ci sono veramente dei giocatori forti qui, voglio aiutare la squadra, oggi parlo con la stampa, ma non vedo l’ora di scendere in campo e giocare.

Alla Roma avresti giocato la Champions League, qui no…
Ciò che conta è che si tratta di un club con ambizione. Il mio compito è quello di riportare il club in Champions League. C’è sintonia tra i miei pensieri e quelli del club.

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Calciomercato

[VIDEO E FOTO] – Strotman, le prime immagini con la maglia del Marsiglia

Kevin Strootman a breve sosterrà la prima conferenza stampa da nuovo giocatore dell'Olimpique Marsiglia. Il centrocmapista ha ultimato oggi le visite mediche e si è recato al centro sportivo del club marsigliese, dove verrà presentato al suo nuovo pubblico e ai giornalisti. Il centrocampista ritroverà in panchina Rudi Garcia, che lo affiancherà in conferenza. 

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Ceferin: “Il Var non mi convince, molte cose non sono chiare”

Il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin smentisce seccamente l'introduzione della Var nella prossima Champions League, rilasciando un'intervista al quotidiano sloveno Ekipa in cui spiega i motivi della mancata introduzione della tecnologia nell massima competizione europea per club:

"Non so da dove sia uscito, ma non ne abbiamo parlato. E io non sono ancora convinto del Var, ci sono cose non chiare. Chi decide se vedere il Var? L’arbitro video o quello principale? I tifosi non lo capiscono e neanche i giornalisti. Quali cose vedono gli arbitri e quali no? Le cose non sono chiare, però sappiamo che un giorno sarà necessario usarlo. L’ho detto a Roberto Rosetti: quando saremo pronti. Dobbiamo scegliere la tecnologia, gli arbitri… perché giochiamo in tutta Europa, non è solo un torneo. E abbiamo bisogno di un regolamento. Guardate gli assistenti al Mondiale che non facevano nulla, aspettavano e basta. Un arbitro mi ha detto: ‘Quando c’era una situazione al limite, mettevo un dito all’orecchio e tutti mi lasciavano solo. Guardate il caso della Serbia, alla quale non hanno concesso un rigore chiarissimo contro la Svizzera e ad altri sì per molto meno".

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Ranieri: “Strootman era una bandiera, non avrei mai rinunciato a lui. Gli acquisti di Sabatini si sono rivelati un affare per la Roma”

Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico giallorosso Claudio Ranieri ha commentato l'inizio di questa nuova Serie A, affrontando anche il tema legato alla cessione dell'ultima ora di Kevin Strootman. Queste le sue parole:

La Roma ha venduto Strootman, un simbolo oltre che un calciatore: a volte il business non potrebbe essere sacrificato di fronte ai valori umani?
Mi dispiace davvero che Strootman sia andato via. Era diventato romanista dentro. Ma, soprattutto, appartiene a quella categoria di giocatori che non devi mai perdere. Kevin era una bandiera, un punto di riferimento e un professionista esemplare. Sul tema business non intervengo, ma dal punto di vista tecnico non avrei mai rinunciato a Strootman. Considerazione finale: gli acquisti di Sabatini si sono rivelati un affare per la Roma.

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Rassegna stampa

La perla di Pastore, il buio e poi il pareggio: “Rilassati dopo il gol”

LA REPUBBLICA (F.Ferrazza) – Malissimo la “Prima” di una Roma che riesce comunque a raddrizzare il suo sofferto esordio stagionale all’Olimpico, pareggiando in rimonta contro l’Atalanta (3-3). E i fischi alla fine del primo tempo, con i giallorossi sotto di due gol (1-3), rendono l’idea di come la squadra sia rimasta in avvio sotto l’ombrellone, entrando molle sulle gambe e con la testa da un’altra parte. Alla fine arrivano gli applausi ai giocatori, per l’impegno della rimonta, con il bellissimo gol di tacco in apertura di Pastore che non si disperde. «Ho fatto un bel gol, che per fortuna è servito per il pareggio finale – ammette Pastore a fine gara – è stata una bella partita per gli spettatori, ma abbiamo regalato all’Atalanta il primo tempo, mentre nella ripresa siamo entrati con un altro carattere e potevamo pure vincere. Ci stiamo mettendo a punto per il campionato. Sapevamo che loro giocano così, dopo il gol ci siamo rilassati e gli abbiamo lasciato la palla e non va bene, dobbiamo essere protagonisti. La posizione in campo dipende dal mister, posso fare la mezzala e l’esterno, nessun problema».

Le reti della rimonta portano la firma di Florenzi e Manolas, mentre, su un Olimpico che ogni tanto fa da cassa di risonanza a dei cori di contestazione contro Pallotta, aleggia il fantasma di Strootman, appena venduto al Marsiglia. «È stata una decisione presa tutti insieme, da giocatore, società e allenatore – prova a spiegare Monchinon voglio entrare nella questione tecnica, tattica ed economica. Chi è della Roma è anche perché lo vuole, a nessuno viene puntata una pistola alla testa per dire ‘Vai via’. Kevin lo scorso anno ha giocato 42 partite, è un calciatore forte e non possiamo dimenticarlo. Lo ribadisco, è una scelta fatta da tutti». Strootman ha lasciato ieri mattina la capitale per trasferirsi a Marsiglia, mentre Di Francesco ridisegnava immediatamente il centrocampo, stravolgendolo poi di nuovo nella ripresa, ieri sera, metttendosi con un 4-2-3-1: fa il suo esordio Nzonzi, subito accanto a De Rossi, con Pastore trequartista alle spalle di Dzeko, con Under e Kluivert esterni.

Costretto a uscire in anticipo, Florenzi (al suo posto entra Schick e la Roma si è messa con la difesa a tre), preoccupato per un fastidio al ginocchio sinistro, da verificare le sue condizioni in vista della partita di venerdì. Perché la Roma non avrà troppo tempo per rifiatare, giovedì dovrà partire per Milano dove, la sera successiva, affronterà il Milan nella terza di campionato. Ha intanto funzionato bene la prima volta dei palchetti “lanciacori”, grazie al buonsenso degli steward che hanno fatto accedere i tifosi ai palchetti senza la necessità di identificarli. Gli ultras, constatato che non si controllassero precedenti o documenti, li hanno tranquillamente utilizzati.

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Rassegna stampa

La Roma esiste solo un tempo

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Cambia la stagione, non il trend: la Roma stecca ancora all'Olimpico, come è successo in 8 delle 19 gare interne del campionato scorso (6 sconfitte e 2 pareggi), e perde subito di vista la Juventus e il Napoli che, con la Spal, sono a punteggio pieno. Così Di Francesco, nella notte della sua partita numero 200 in A e del debutto stagionale in casa, si deve accontentare del pari in rimonta contro l'Atalanta: 3-3, dopo aver chiuso la prima parte sotto di 2 reti con la scontata bocciatura del pubblico per la prestazione fin lì scadente. Gasperini spreca la grande occasione, ma vince il duello con il collega, costretto a modificare 3 volte l'assetto per non finire ko. I nerazzurri, qui con le riserve, sono già al top della condizione, avendo cominciato in anticipo l'annata con i preliminari di Europa League. I giallorossi, invece, sembrano straniti dallla recente rivoluzione di mercato. Non si comportano da squadra e incassano 3 gol. Come nelllo scorso torneo, e sempre al 2° turno, contro l'Inter. Ma pur giocando peggio di un anno fa, non perdono. È la buona notizia di questa serata al buio.

MAXI TURNOVER NERAZZURRO – I ricambi dell'Atalanta, insomma, sono per ora più forti dei titolari della Roma. La conferma viene da Gasperini che, dando la priorità al playoff di ritorno contro il Copenaghen leader nel suo campionato, preserva gran parte dei suoi interpreti migliori per il match decisivo di giovedì in Danimarca. La rotazione è extralarge, anche perché la formazione iniziale cambia per otto-undicesimi da quelle delle ultime 2 gare (Frosinone e andata contro i danesi). Fuori, dunque, i big, a cominciare da capitan Gomez. Ma bastano i panchinari a umiliare i giallorossi nel primo tempo. In mezz'ora i nerazzurri calciano 9 corner, raccolto che conferma la loro superiorità, e ripartono con continuità verso Olsen che alza subito bandiera bianca. Il 3-4-1-2 è aggressivo, equilibrato e dinamico. Dietro imposta sicuro Mancini e combatte come al solito Palomino, volano sui lati Castagne e Adnan, ricama semplice e preciso Pasalic da trequartista. A fare la differenza è il tandem offensivo: parte potente Zapata e si scatena, incrociando, Rigoni che, al debutto in A, si presenta con una doppietta dopo il pari di Castagne. La Roma, fino all'intervallo, proprio non c'è. Errori di gruppo e individuali.

FLOP NAZIONALE – Il tacco elegante di Pastore, che su assist di Under, fa centro in Italia dopo più di 7 anni (1° maggio 2011 a Parma), è l'unica azione della prima parte. Il 3-4-3 si dimostra subito fragile. Il tridente è statico e allunga la squadra, il centrocampo non fa pressing e si divide in due, la difesa diventa di conseguenza vulnerabile. I mancati rientri di Pastore e Under, come quelli di Cristante e Pellegrini, mandano in tilt Fazio e lo stesso Manolas. Da più di 15 anni i giallorossi non subivano 16 tiri nei primi 45 minuti. Anche Florenzi e Kolarov perdono spesso la posizione e Olsen para poco o niente, fino a prendere gol (il terzo) sul palo coperto. De Rossi, doppio salvataggio, evita la goleada. Ma la Sud fischia e, prima dell'intervallo, se la prende con il presidente Pallotta. A pagare l'esibizione indecente sono gli azzurri Cristante e Pellegrini che non sfruttano l'addio di Strootman e steccano proprio sotto lo sguardo del ct Mancini.

PARZIALE RISVEGLIO – I cambi di Di Francesco risvegliano la Roma. Nzonzi fa il suo esordio e si sistema accanto a De Rossi, Kluivert va a sinistra e permette a Pastore di riabilitarsi da trequartista nel 4-2-3-1. Florenzi, prima di uscire (trauma distrattivo al ginocchio sinistro), riporta in partita i compagni. Con Schick in campo, ecco il 3-3-4: adesso Pastore arretra da mezzala nella formula con il doppio centravanti. Il pari è di Manolas (dal derby dell'11 gennaio 2011, doppietta di Totti i giallorossi non rimontavano due gol). Schick, prima del recupero, si pappa la chance per il sorpasso. Poi lancia Kluivert. Che ritarda la conclusione. I panchinari, dunque, ancora non sono pronti.

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NEWS

[VIDEO] – Florenzi, solo paura: escluse lesioni. DiFra operato alla mano

Trauma distrattivo al ginocchio sinistro per Alessandro Florenzi, causato da un appoggio maldestro sul terreno dopo un contrasto di gioco. Questa l'impressione della prima ora per quanto riguarda le condizioni del terzino giallorosso, costretto ad abbandonare il terreno di gioco nel finale della gara contro l'Atalanta. Al momento non vi sono segni clinici che destino alcuna preoccupazione, anche se il giocatore ha preferito essere sostituito anche in virtù dello spavento preso.

AGGIORNAMENTO 10.15 – Dopo gli accertamenti svolti in mattinata, è possibile per Florenzi confermare il trauma distrattivo al ginocchio sinistro, a seguito di un trauma in appoggio. Da valutare i tempi di recupero. Il traffico verso Villa Stuart ha riguardato anche Eusebio Di Francesco: il pugno alla panchina ha provocato la rottura di un dito (il quinto metacarpo della mano sinistra) e stamattina è stato operato presso la nota clinica. Nel pomeriggio dovrebbe però dirigere regolarmente l’allenamento, il primo in vista della sfida contro il Milan di venerdì sera.

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Roma-Atalanta 3-3, le pagelle del match. De Rossi tiene a galla la squadra, Pellegrini e Cristante non pervenuti

ROMA-ATALANTA – Finisce 3-3 il monday night dell'Olimpico, con la Roma che rimonta lo svantaggio maturato nel primo tempo contro l'Atalanta. Ecco le pagelle del match:

OLSEN 5,5 – Incolpevole sui gol. Non fa miracoli, né danni. In un mondo di errori (dei suoi compagni), nessuno vorrebbe essere Robin.

FLORENZI 6 – Primo tempo di nulla, anche a causa di un problema fisico. Nel secondo tempo passa il dolore e arriva il gol in percussione di sinistro. Double-face. Esce per un dolore al ginocchio. SCHICK 6,5 (dal 73’) – Gollini gli nega il gol del clamoroso 4-3 che avrebbe fatto esplodere il suo talento e l’Olimpico. Fornisce un assist al bacio a Kluivert, che non riesce a segnare dopo venti metri di folle corsa.

MANOLAS 6 – Parte con qualche incertezza come quel cambio di campo col piede opposto che non avrebbe dovuto fare nemmeno col piede giusto. Colpevole e distratto quando Zapata gli fa sparire la palla che poi dà a Rigoni per il secondo gol bergamasco. Prende la sufficienza perché si fa trovare pronto per il 3-3.

FAZIO 4 – Lento, pachidermico, a tratti sembra svogliato. Complice del compagno Kostas su ogni gol che prende la Roma. Quando qualcuno sbaglia, stasera c’è una certezza: lui non recupera. Se continua così Marcano non faticherà a trovare spazio. 

KOLAROV 5,5 – Ordinario, nella mediocrità della Roma del primo tempo non può nulla, ma non argina e non spinge. Non sta dietro a rigoni sul secondo gol. Da rivedere.

CRISTANTE 4,5 – Evanescente, ma almeno prova a rimbalzare sugli avversari in fase di ripiegamento. Molliccio. NZONZI 6 (dal 45’) – Aiuta De Rossi con personalità, prova un paio di tiri e fa capire che non sono il suo forte. Ci mette gamba, sostanza e grinta, facendo arretrare l’Atalanta. Farà la differenza lì in mezzo. 

DE ROSSI 7 – Ne resterà soltanto uno: lui. Nel nulla del primo tempo è l’unico che tiene a galla una Roma versione Titanic. Capitan presente, per fortuna. 

PELLEGRINI 4 – Non pervenuto. Zero personalità e zero azioni degne di nota. Sembra un giovane di brutte speranze, sotto gli occhi di Mancini. Deve capire in fretta chi è e anche la Roma. KLUIVERT 6 (dal 45’) – Una scheggia che sulla sinistra impensierisce costantemente la difesa avversaria. Deve crescere, ma è più pronto di altri per giocare titolare. Peccato per l’occasione nel finale, serviva più lucidità.

ÜNDER 6 – Primo tempo in assenza se non per uno spunto. Cresce nel secondo, ma sbaglia ancora qualche scelta. 

DZEKO 6 – Lotta, combatte, ci prova sempre ma stavolta sbaglia un gol clamoroso di testa all’83esimo. Quando la squadra soffre non si tira indietro e se serve fa il difensore.

PASTORE 7 –  Pronti via segna di tacco il gol del ritorno, davanti al proprio pubblico. Illumina Ünder con un passaggio che oltrepassa la difesa ma che il turco non riesce a sfruttare. Da trequartista nel 4-2-3-1 cresce notevolmente e si sente più libero. Suo l’assist del 3-3 di Manolas.

DI FRANCESCO 6 – Nel primo tempo horror, veste i panni di Dario Argento, complici i suoi giocatori che lo tradiscono. Nel secondo aggiusta la squadra con due cambi e il copione del film cambia, ma non si va oltre il thriller. 

Giorgio De Angelis

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Pastore: “Dobbiamo ripartire da questo secondo tempo”. Di Francesco: “Siamo stati brutti, ma loro correvano il doppio, ci è mancata anche la velocità di pensiero”

Tutte le dichiarazioni dei protagonisti in giallorosso nel post Roma-Atalanta 3-3. Ecco i commenti di tecnico e giocatori dalla pancia dell'Olimpico:

Di Francesco a Sky

Aver cominciato con una magia può aver fatto calare la tensione? 
Bisogna dar merito all’Atalanta per la condizione fisica che magari è avanti rispetto ad altre squadre, andavano più di noi che siamo più dei diesel. Se avessi potuto ne avrei dovuti cambiare sette o otto. Negli ultimi minuti abbiamo riperso gli equilibri e mi hanno fatto incavolare. Siamo diventati una squadra lunga che voleva la vittoria ma che non poteva concedere così tanto all’Atalanta.

Lavorate molto per azioni come quelle di Florenzi? 
Abbiamo fatto poco rispetto a quello fatto in settimana. Abbiamo dato palloni ad Olsen senza senso. Quando sei bravo a muoverti e a venire in contro come Edin è facile trovare spazio, ma è quello che avrei voluto vedere sempre. Siamo stati brutti.

Tre punti sul polso?
Divento matto a volte. Vorrei più attenzione e volevo più equilibrio negli ultimi minuti. Non possiamo permetterci certe cose se sei una squadra importante.

La partita la faceva sempre l’Atalanta… 
Dico solo che ci è mancata anche la velocità di pensiero. Questo ti dimostra che hai subito la partita, quando accorciavano non avevamo la bravura di ripartire con loro. Manolas ha subito troppo per le qualità che ha. Rincorrevamo sempre e non correvamo avanti come piace a me e come siamo abituati.

Pastore è stato importante, qual è la sua posizione? Preferisci il 4-3-3? 
La scorsa settimana non poteva fare niente perché sbagliava tutti i palloni. Mi serviva maggiore qualità e me l’ha data. Dopo il gol è sparito, andavamo molli e poco determinati. Lui quando viene tra le linee diventa determinante e importante, è quello che voglio. Non sono fissato su un modulo specifico, cerco di mettere i giocatori nella posizione giusta.

Capiterà spesso di vederlo lì?
Sì, quando uno sa giocare un giocatore può stare ovunque.

Pastore a Sky

Alti e bassi, ci racconti il gol?
Sì è stato un bel gol, il cross di Under è stato buono e per fortuna abbiamo pareggiato.

E’ stata una bella partita… 
Sì, abbiamo regalato il primo tempo e siamo usciti con un’altra voglia e più carattere. Abbiamo fatto due gol e la potevamo vincere, abbiamo fatto una buona gara.

Da cosa siete rimasti sorpresi?
Sapevamo che loro giocano così, siamo partiti ad alta intensità ma ci siamo rilassati dopo il gol. Non dobbiamo farlo, dobbiamo essere protagonisti come il secondo tempo.

Ti piace giocare più avanti? 
Quelle sono scelte dell’allenatore. Deciderà il mister, io devo solo fare il meglio per la squadra. Avevamo parlato di fare la mezzala, ma a Parigi facevo la fascia.

Si corre di più in Serie A… 
Ho corso molto in queste due partite. Mi sento bene e speriamo di continuare così per fare delle buone gare.

Di Francesco alla tv del club

Analisi della gara? 
Il primo tempo non potevamo essere quelli, dopo il vantaggio abbiamo subito l’impeto degli avversari e ci hanno messo in difficoltà, ma anche per demeriti nostri. A livello tattico eravamo in ritardo sulle pressioni e nel leggere le situazioni e questo ci ha creato difficoltà, poi nel secondo tempo siamo stati bravi, tranne gli ultimi 8 minuti dopo il pari e lì mi sono veramente incavolato. Andava tenuto l’equilibrio e avevamo dimostrato che potevamo farne un altro da un momento all’altro. Invece era diventata una partita scapoli contro ammogliati, questo non deve succedere. Noi dobbiamo ambire a una crescita costante.

La Roma ha cambiato atteggiamento nella ripresa… 
Nel primo tempo dovevamo più giocare la palla, leggendo le situazioni prima. Si doveva essere più bravi nelle seconde palle, era una situazione fisica che poi è diventata anche mentale perché abbiamo subito e non sapevamo fare un passaggio in avanti, abbiamo scaricato tantissimi palloni a Olsen. Dovevamo cercare giocate tipo quella di Florenzi nell’occasione del gol, cercando palle morbide sull’attaccante.

Perché hai tolto Cristante e Pellegrini? 
Se avessi potuto ne avrei cambiati 5 o 6, dico così se no sembra di crocifiggere loro due che sono per me due ottimi giocatori. Tatticamente volevo cambiare, mettendo Pastore nel 4-2-3-1 e mettendo più fisicità con Nzonzi, che ha retto 25 minuti e poi anche lui ha subito la poca preparazione. Abbiamo ritrovato personalità ed equilibri, peggio del primo tempo non si poteva fare.

Non è stata messa in pratica l’aggressività… 
Eravamo poco aggressivi in determinate situazioni, è stato bravo De Rossi a sostituirsi ai centrali in 3 o 4 occasioni. Per il resto tatticamente arrivavamo sempre dopo, questo ha compromesso tutto. L’errore più grande è che andavamo oltre la palla, loro erano sempre in superiorità numerica. Non sentivamo l’uomo, certe volte va fatto.

Cosa prendi di positivo? 
Voglio dare anche merito all’Atalanta, non posso pensare che siamo quelli del primo tempo. Mi auguro che sia solo questo, mi ha fatto veramente arrabbiare la capacità di non comunicare come avrei voluto. Quando sono in panchina è dura, sono diventato matto nel finale per far capire certe situazioni. Stavamo giocando con 4-5 attaccanti, se non ti abbassi diventa difficile difendere e si poteva subire gol dopo aver ripreso una partita complicata.

Problemi in difesa, miglioramenti in attacco… 
Abbiamo sbagliato tanti gol come l’anno scorso, ci sono state le occasioni per vincerla, questo ci manca. Dobbiamo lavorare molto sul blocco squadra difensivo, sono rimasto impressionato negativamente, non mi aspettavo questo atteggiamento e questa difficoltà nel leggere le situazioni.

Ci prepariamo a venerdì… 
Non posso dire come partiremo tatticamente per Gattuso, devo fare tante valutazioni. Quando si arriva sempre in ritardo tutto il resto va a farsi friggere.

Pastore alla tv del club

Un gol che ti ha sbloccato, poi che è successo? 
Ci siamo rilassati dopo il primo gol, ci siamo messi dietro senza giocare come sappiamo fare. Abbiamo regalato il primo tempo, per fortuna siamo usciti nella ripresa con un altro carattere, giocando da Roma. Abbiamo ripreso la partita e potevamo anche vincere.

La Roma ha cambiato gioco nel secondo tempo…
Sono le prime partite e dobbiamo migliorare come squadra, ma è importante quello che abbiamo fatto nel secondo tempo perché è quello che sappiamo fare e dobbiamo mantenerlo. Si deve giocare con tanto movimento, dobbiamo scordare il primo tempo perché non si può ripetere.

Il secondo tempo dà morale… 
Certo, contro una squadra che gioca bene al calcio, è una delle migliori in Italia. Oggi abbiamo corso più o come loro, e quella è una gran cosa.

Perché molte volte la squadra non sembra coinvolta? 
Abbiamo parlato, ma il problema è che non riuscivamo a fare le cose. Non c’era giocata per imbucare, buttavamo la palla davanti. Ci siamo incoraggiati ma non riuscivamo a uscire, poi nell’intervallo abbiamo comunicato più serenamente ed è stata una cosa positiva. Non so perché nel primo tempo siamo stati così, nel secondo tempo eravamo diversi.

Il sistema di gioco e la tua posizione? 
Il mister ha cambiato per cercare il pareggio, c’era un attaccante in più e sono stato dietro le punte per avere la possibilità di fare più giocate. Nel secondo tempo ha funzionato, ma sono scelte dell’allenatore e dobbiamo essere disponibili in qualsiasi posto.

Com’è nato il gol? 
È stata la prima palla nostra giocata, mi è rimasta dietro dal cross e ho pensato subito a fare quel colpo. Per fortuna è entrato, ogni tanto lo provo in allenamento, sbaglio e divento ridicolo. Oggi per fortuna è andata dentro.

Nzonzi alla tv del club

Qual è stato l’impatto con l’Olimpico? 
Ho avuto buone sensazioni, non è mai facile rimontare due gol e la squadra si è impegnata dando il massimo. Abbiamo accusato un po’ di stanchezza, abbiamo preso un buon punto anche se avrei voluto vincere.

Come stai personalmente? 
Mi sento bene, è vero che è stata una preparazione corta ma sto bene anche mentalmente. Continuando a lavorare potrò solamente crescere.

Quanto tempo ti dai per dare disponibilità piena all’allenatore? 
Difficile da dire con precisione, dipende dalle prossime partite. Quello che conta di più è che cresca tutta la squadra, io continuerò a lavorare ma la squadra viene prima di tutto quanto.

Che problemi hai visto nella Roma del primo tempo? 
Difficile capire quale sia stato il problema, poi ogni partita ha la sua storia. Credo che ci servirà da lezione per le prossime partite, la squadra è stata comunque brava a rimontare. Ci sono cose comunque da migliorare, l’Atalanta ha spinto molto ma il secondo tempo è stato positivo. Credo che questo lasci ben sperare per il futuro.

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SERIE A TIM

Roma-Atalanta 3-3. Ritmo e tanti errori: giallorossi di rimonta, nella ripresa la svolta

Finisce in pareggio l'esordio casalingo della Roma nella Serie A 2018/19. I giallorossi nel secondo tempo riescono a rimontare lo svantaggio di due reti maturato nella prima frazione. Ad aprire le danze un gol incredibile col tacco di Javier Pastore, prima del ritorno di fiamma dell'Atalanta che trova la via della rete con Castagne e con la doppietta dell'argentino Rigoni. Ritmo alto, pressing e tanti errori condizionano il match, riacciuffato per i capelli nel finale con Florenzi e Manolas. Bocciato il centrocampo schierato titolare, con le sostituzioni di Lorenzo Pellegrini e Bryan Cristante già dopo 45' minuti. Esordio anche per il neoacquisto Nzonzi. La curva Sud ha applaudito i giocatori a fine partita, dopo i fischi arrivati invece all’intervallo, premiando la rimonta della squadra di Di Francesco. Al terzo gol degli orobici si sono invece alzati cori contro il presidente Pallotta dagli spalti.

IL TABELLINO

Marcatori: 1′ Pastore (Roma), 19′ Castagne (Atalanta), 22′ Rigoni (Atalanta), 37′ Rigoni (Atalanta), 60′ Florenzi (Roma), 82′ Manolas (Roma).
Ammoniti: 57′ Nzonzi (Roma), 80′ Djimsiti (Atalanta)
Note: 0′ di recupero nel primo tempo e 4′ di recupero nel secondo tempo. Biglietti 18.327, abbonati 23.398, totale paganti 41.725. Incasso totale 1.348.455,00.

AS ROMA (4-3-3): Olsen; Florenzi (72′ Schick), Manolas, Fazio, Kolarov; Cristante (46′ Nzonzi), De Rossi (C), Pellegrini (46′ Kluivert); Cengiz Under, Dzeko, Pastore.
A disposizione: Mirante, Fuzato, Karsdorp, Juan Jesus, Marcano, Santon, Coric, Zaniolo, El Shaarawy.
Allenatore: Eusebio Di Francesco.
Indisponibili: Bianda, Luca Pellegrini, Perotti, Strootman, Nura.
Diffidati: -.
Squalificati: -.

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Djimsiti, Mancini (63′ Toloi), Palomino (C); Castagne, Valzania (52′ De Roon), Pessina (49′ Hateboer), Ali Adnan; Pasalic; Zapata, Rigoni.
A disposizione: Berisha, Rossi, Reca, Gosens, Masiello, Barrow, Freuler, Cornelius, Gomez.
Allenatore: Gian Piero Gasperini.
Indisponibili: Ilicic, Tumminello, Varnier.
Diffidati: -.
Squalificati: -.

Arbitro: Fabbri della sezione di Ravenna.
Assistenti: Alassio, Lo Cicero.
IV Uomo: Calvarese.
VAR: Di Bello.
AVAR: Passeri.