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Di Francesco: “Lavoriamo sugli atteggiamenti. Kluivert col Cska? Non ho paura a buttare dentro i giovani”

È il giorno della conferenza stampa di Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, alla vigilia della gara di Champions League contro il Cska Mosca. Al suo fianco, Edin Dzeko. Queste le sue parole:

Ipotizzabile una formazione più equilibrata con Florenzi alto o più aggressiva per chiudere il discorso qualificazione? 
Dico subito che al di là di Florenzi alto o basso, non è quella la differenza nell’essere aggressivi o meno. Anzi al contrario, potresti essere più aggressivo perché metti un giocatore più di gamba che sa difendere, al contrario di chi magari è più abituato ad attaccare. Questo diventa relativo, la dimostrazione è stata con la Lazio. Si può optare per qualsiasi cosa, perché un’opzione può essere anche Florenzi alto come già ho fatto, ma non deve cambiare la mentalità, il desiderio di non pensare di controllare le gare, è l’errore più grande che possiamo fare. Dovremo impattare bene la gara per poi capire quali sono le situazioni giuste da trasmettere alla squadra. Come identità e come idea non dobbiamo perdere il desiderio di far male agli avversari.

Qual è il suo stato d’animo dopo Firenze e cosa c’è da mettere domani in campo? C’è rivalsa? 
Credo che le immagini del caso di Firenze parlino chiaro, abbiamo preso un rigore che non c’era e ci ha un po’ condizionato. Io guardo l’aspetto di crescita, non dobbiamo fermarci agli episodi ma migliorare e la squadra doveva reagire ugualmente, abbiamo aspettato troppo per ricominciare a giocare. Per quello che avevamo fatto nella prima mezz’ora a Firenze, in cui sembravamo in dominio della gara, e abbiamo aspettato troppo per cercare il pareggio e magari la vittoria. Potevamo far gol da un momento all’altro, poi siamo stati un po’ tardivi. Ci accade spesso, anche con la Spal quando prima di prendere il gol avevamo fatto alcuni tiri e dopo non abbiamo reagito nel momento giusto. Stessa cosa può accadere in altre occasioni, per crescere e diventare grandi dobbiamo migliorare in tanti atteggiamenti nelle partite e non fermarci alle proteste ma pensare a giocare.

Psicologicamente come sta la squadra? 
Stiamo continuando, in campionato ci sono ancora 27 partite da giocare che non sono poche e dobbiamo essere bravi a riprendere il cammino. Domani dobbiamo dimostrare di essere presenti anche in Champions dove stiamo facendo un grande cammino, nella squadra, dal punto di vista fisico, nell’atteggiamento, nella crescita nel sistema di gioco si sta vedendo, anche se non c’è continuità. Ribadisco che credo la continuità alla lunga faccia la differenza, le grandi squadre che vincono speso alla fine o di misura, questa è una questione di mentalità. Dobbiamo essere bravi a migliorare e a credere nei nostri mezzi che sono importanti se ci uniamo e non ci fermiamo ai piccoli episodi o particolari che possono condizionare una gara. Questo è un aspetto fondamentale.

Le hanno dato fastidio le parole di Paulo Sousa? 
Sinceramente non mi interessano per niente, non le ho sentite e me le hanno riferite. Io ho cose più importante a cui pensare e cioè la partita di domani, sta a voi a dire se è indelicato o meno visto che siete così bravi a leggere nel pensiero di tanti, magari anche nel mio.

Nelle varie rotazioni che ci sono state, cosa è cambiato a centrocampo? 
Avevamo difficoltà ad avvicinare giocatori a Edin, ci appiattivamo troppo senza ripartire. Abbiamo migliorato dei meccanismi, stanno facendo bene in certe situazioni, come Pellegrini a Firenze, che cercava di creare triangoli offensivi. Siamo usciti spesso dalle pressioni giocando tra mediano e trequartista. Edin ha più possibilità di svariare e gli piace, cercando poi di farlo tornare a segnare non solo in Champions ma anche in campionato.

Cambierà qualcosa in attacco? Ci sarà il portiere titolare del CSKA… 
Cambierà qualcosa, lui è un portiere esperto che gioca bene con mani e piedi. Sa far partire bene l’azione da dietro, ma gli attaccanti non li cambio per i portieri, ma in base alle esigenze mie legate alla gara.

Quali sono le insidie principali che vedi della partita oltre la temperatura? 
Siamo arrivati ieri per adattarci anche a questo. Riguardo la partita, loro sono bravi con i due trequartisti e l’attaccante ad allungare la squadra, ha tanti giovani e un bel terzino. Sono pericolosi, noi dobbiamo interpretare la gara ancora meglio rispetto a Roma, specialmente sarà determinate l’inizio gara. Ci dobbiamo aspettare una loro pressione perché ci sarà gran pubblico.

Per giovani come Kluivert può essere una serata giusta? 
Non ho avuto paura a buttare dentro i giovani, dipende dalle situazioni. Kluivert è uno che potrebbe giocare dall’inizio, non meravigliatevi se giocherà dal primo minuto.

Ci si abitua mai ai momenti di alto e di basso? 
Sarebbe piacevole avere sempre i momenti di alto, ma viviamo di alti e bassi in questo inizio. Vorrei riabituarmi in maniera differenza, ma per farlo bisogna credere in quello che si propone, bisogna convincere la squadra in quello che si fa. E poi portare a casa dei risultati importanti. Edin ha parlato di Schick, dicendo che un gol potrebbe cambiare tutto. Lo sa lui prima di tutti, è uguale per noi. Vincere partite importanti ci potrebbe dare fiducia, ci siamo andati vicini come a Napoli, i risultati ci aiuteranno a risalire. Sono sereno nel fare il mio lavoro in maniera serena, il primo pensiero è di preparare al meglio la partita di domani.

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Casarin tra Var, errori e futuro della tecnologia: “Fiorentina-Roma? Il protocollo non è il Vangelo”

Si continua a parlare di arbitri, Var ed errori in casa Roma dopo il discusso rigore concesso dalla coppia BantiOrsato alla Fiorentina nel match terminato 1-1 al Franchi. Nella mattina di Rete Sport, ospiti della trasmissione condotta da Massimiliano Magni ed Alessandro Cristofori, sono intervenuti Paolo Casarin, ex arbitro e dirigente ed oggi noto opinionista della carta stampata e della tv, e Tiziano Pieri, ex arbitro e abituale opinionista sui 104.200. 

"Il protocollo Var non è la regola, non è il Vangelo. Parliamo di un documento, inizialmente realizzato anche bene, atto ad introdurre un nuovo modo di arbitrare, rivoluzionario rispetto al passato – afferma Casarin -. Il protocollo è solo una fase, utile per introdurre la cooperazione tra due uomini e la tecnologia. Oggi c'è una tale diversificazione di volontà a livello di Federazioni che è comprensibile che ci sia una resistenza al Var. Destinata a cadere però, perché ormai la tecnologia c'è. Più si opera senza sbagliare, però, più si indebolisce la cosiddetta moviola oltre il Var, ovvero tutte le discussioni su errori ed interpretazioni. Per poter cambiare il Calcio, a livello mondiale, in Paesi con tradizione diversa dalla nostra, ci vogliono fermezza e pazienza. La realizzazione definitiva di un'idea, come fu con l'introduzione dei minuti di recupero, ha bisogno di tempo: oggi l'interpretazione che ne dà, con tutte queste precisazioni, l'IFAB (International Football Association Board) è ridicola".

"L'arbitraggio è un'attività straordinaria – prosegue Casarin -, per raggiungere ottimi livelli serve molto addestramento e questo porta delle volte a forme di egocentrismo negli arbitri, che mal volentieri accettano un aiuto esterno convinti della propria preparazione ed abilità. Ma un arbitro da solo non riesce a tenere le redini, il futuro non può altro che essere composto da due arbitri, magari di pari livello, e dalla tecnologia. Bisogna demolire questa infrastruttura fatta di invidia. Rocchi ed Irrati al momento compongono la coppia arbitro-Var migliore in Italia e al mondo, capaci entrambi di essere in campo e dietro al monitor comportandosi da squadra e alla stessa maniera. Solo questa può essere la strada".

Non si tira indietro Casarin neanche dal commentare la possibilità per i direttori di gara di parlare alla stampa: "Il giorno che l'arbitro potrà dire qualcosa, questo farà globalmente una più meravigliosa figura rispetto a chi oggi conduce la classe arbitrale stessa. Bisogna allenarli i direttori di gara, anche a questo, così come è successo con i calciatori". Su questo tema, anche Pieri si trova d'accordo: "Bisogna sicuramente dire che non tutti gli arbitri sarebbero capaci di parlare davanti ai microfoni allo stesso modo, ma Nicchi ormai dovrebbe prendere in considerazione questa soluzione, è una campana di vetro da eliminare. Gli arbitri dovrebbero farsi conoscere, allineandosi al Calcio moderno, perché in questo modo probabilmente le persone sarebbero anche più comprensive in caso di errori".

La chiusura dell'intervento, Casarin la dedica a quanto successo in Fiorentina-Roma: "Il può o non può andare al Var sono tutte balle create dai gestori di questo protocollo, un arbitro deve rivedere quella cosa della quale è incerto. Ora un arbitro che afferma 'qui comando io' non esiste più, col contraddittorio televisivo non può sopravvivere, chi ancora si comporta in questa maniera è semplicemente una persona non evoluta. Il collega che ha potuto rivedere l'azione incriminata deve richiamare l'attenzione di chi è in campo, che a sua volta deve recarsi al monitor per confermare o modificare la propria decisione. La sostanza di tutte queste argomentazioni di buon senso è la seguente: oggi non si può più arbitrare una partita nella quale pubblico e panchine godono di strumenti tecnologici utili per rivedere ogni fase di gioco. L'unico sprovvisto di supporto era proprio l'arbitro: il Var vuole colmare questo vuoto. L'obiettivo è un risultato al 90' senza errori arbitrali".

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Fisichella porta Florenzi in libreria: esce oggi “Il profumo dell’asfalto”

Sarà da oggi in edicola "Il profumo dell'asfalto", libro pensato e realizzato da Giancarlo Fisichella con la collaborazione del giornalista Carlo Baffi, la cui prefazione porta la firma di Alessandro Florenzi. Il pilota, romano e romanista, racconta i grandi protagonisti dei motori che hanno segnato un'epoca.

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Rassegna stampa

Florenzi in avanti, Kluivert spera. Però si teme anche il freddo

Capitan De Rossi, come Perotti, non ce l’ha fatta ad aggregarsi alla squadra, arrivata a Mosca ieri sera. Contro i russi sicuro il rientro di Manolas (per Juan Jesus), assai probabile quello di Cristante (per Zaniolo), possibile l’inserimento di Santon a terzino destro, consentendo così a Florenzi di poter essere schierato in attacco per contenere meglio le sfuriate avversarie, soprattutto in avvio. Un’altra mossa possibile, infine, potrebbe essere l’impiego di Kluivert a sinistra al posto di El Shaarawy. Avversario da battere, poi, è anche il freddo. Per questo lo staff sta pensando sia ad una dieta che ad un abbigliamento adatti alla temperatura, vicina allo zero, attesa per domani sera, quando di giocherà alle 21 locali (le 19 italiane).

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STADIO

Stadio, la relazione sul traffico il 9 gennaio

IL TEMPO (F.M.Magliaro) – Emergono nuovi dettagli sull'affidamento al Politecnico di Torino dell'analisi sulla mobilità del progetto Stadio della Roma di Tor di Valle così come modificata dopo le decisioni della Giunta Raggi di tagliare le opere pubbliche. Il presidente della Commissione Trasparenza, Marco Palumbo (Pd), ha richiesto un accesso agli atti da cui risulta innanzitutto la data di stipula ufficiale del contratto tra Campidoglio e Ateneo. Il 9 ottobre scorso, il direttore del Dipartimento Mobilità ha firmato e depositato il contratto che, quindi, entra formalmente in vigore a quella data determinando nel 9 dicembre il giorno entro cui il Politecnico dovrà inviare alla Raggi una relazione preliminare. E nel 9 gennaio la data entro cui dovrà essere conclusa la relazione definitiva.

Relazioni – lo ricordiamo – che sono sotto segreto e che solo l'Amministrazione Raggi potrà conoscere decidendo se e cosa rendere noto, almeno stando a quanto stabilito nell'articolo 9 del contratto stesso che, tra l'altro, obbliga il Politecnico a consegnare al Comune o distruggere ogni copia di ogni documento redatto in questi tre mesi. Politecnico, inoltre, che dovrà rivedere quanto già fatto, senza poter fare neanche una simulazione. Insomma, un bollino blu e basta. Ed è a questo proposito che va segnalato che negli accordi preliminari, I'Ateneo scrive: "nel caso in cui emergesse che, per svolgere l'intera verifica richiesta, fosse necessario realizzare delle simulazioni, chiederemmo tempo ed importi aggiuntivi". Insomma, un minimo di dignità scientifica è rimasto.

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Cska, Magnusson: “Totti un mito. Un vantaggio giocare in casa, per la Roma non sarà facile batterci”

A parlare alla vigilia della sfida tra Cska Mosca e Roma ai microfoni del Corriere dello Sport è Hordur Magnusson, difensore centrale dei russi. Queste le sue dichiarazioni, con un elogio anche a Francesco Totti: "Totti è sempre stato un mito per me. Ho affrontato la Roma con il Cesena ma lui non giocò. Stavolta lo acchiappo".

Come pensate di fermare la Roma?
"Stiamo studiando le mosse. Di sicuro sarà una partita diversa. Recuperiamo i nostro portiere, Akinfeev, che è un leader. Ci sarà Dzagoev al 100%. Forse ci sarà anche Hernandez, che avete conosciuto a Palermo. E poi avremo l’effetto Luzhniki".

È così spaventoso questo stadio per chi lo visita?
"Se ne è già accorto il Real Madrid. È un grande vantaggio giocare qui, con quasi 80.000 persone a sostenere il CSKA. Non sarà semplice per la Roma batterci in casa nostra".

All’andata siete sembrati un po’ arrendevoli…
"Ma no, dovete ricordare che noi siamo una squadra giovane. Abbiamo fatta esperienza. Se penso che qui sono considerato un veterano, mi viene da ridere".

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Calciomercato

Mancini e Hazard jr piacciono a Trigoria

La Roma, almeno quella attuale, a gennaio dovrà quasi certamente fare qualcosa sul mercato scrive oggi La Gazzetta dello Sport, in entrata e in uscita. Con due priorità assolute in entrata, un centrocampista che sappia ragionare e un difensore centrale che dia il cambio a Manolas e Fazio. Ecco perché domenica al Dall’Ara di Bologna c’erano degli osservatori della Roma (ma anche dell’Inter) per vedere ancora dal vivo Gianluca Mancini, 22 anni, difensore centrale dell’Atalanta e della Nazionale Under 21. Rumours arrivano anche dalla Germania, con un interessamento di Monchi per Thorgan Hazard, centrocampista belga del Borussia Mönchengladbach.

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Rassegna stampa

Roma, c’è Nzonzi in mezzo al mondo

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) – E’ l’uomo che corre da fermo: cioè, è uno di quelli che percorre più chilometri (di media 11 a partita), ma sembra che non si muova. Steven Nzonzi è così, lo dice la sua stazza, le sue leve da polipo, il suo andamento lento. Quello che gioca a uno, due tocchi: prende il pallone, te lo dà, lo rivuole e te lo ridà. Dici, a che serve? Creare movimento, sposta le squadre avversarie. Oggi, per i risultati e per come sta giocando la squadra, pare non serva a niente. E non è il solo. Questo incantesimo dovrà finire se la Roma vorrà risalire la classifica. Nzonzi si è sudato la Roma e Monchi ha sudato un po’ per prenderlo. La Roma aveva bisogno di un centrocampista fisico in grado di dare fiato a De Rossi, o di prenderne il posto nel famoso 4-3-3, che poi è sparito. Non Nzonzi. Né De Rossi (infortunio a parte). Ed ecco che gli incompatibili, Daniele e Steven, si sono ritrovati a fare coppia, quasi da inseparabili. A un certo punto, inseparabili anche nel 4-3-3, basti ricordare la notte di Madrid, con il francese a fare la mezz’ala. Faticava lui e tutta la Roma (sostituito dopo sessanta minuti da Schick al Bernabeu).

MODULI DIVERSI – Nei due del 4-2-3-1 funziona meglio, anche se da lui – in generale – ci si aspetta qualcosa di più. «L’importante non è tanto iniziare bene, quanto finire bene», discorso che Steven ha fatto per la Roma, ma vale anche per se stesso, il primo a sapere che i margini di miglioramento sono ampi. «So che l’ultimo francese a vincere lo scudetto con la Roma è stato Candela. Spero di emulare Vincent il più presto possibile». Domani Nzonzi giocherà da titolare la sua terza partita di Champions con la maglia della Roma addosso. Sarà ospitato allo stadio Lužniki, a Mosca, dove tre mesi e mezzo fa alzò la Coppa del Mondo con la Francia (contro la Croazia) di Deschamps. La scorsa estate non era il cardine della Francia, ma solo uno dei tanti, uno che nella finale con la Croazia è entrano al 10’ della ripresa al posto di Kantè. Qui ormai è diventato un indispensabile, invece, anche perché è stata azzerata la concorrenza. Con De Rossi o senza De Rossi, il centrocampo si regge sulle sue gambe.

Il suo arrivo è stato accolto con un certo entusiasmo. Umore cambiato appena la Roma ha ceduto Strootman e tanti non hanno capito, compreso la convenienza, né per una questione di età (Nzonzi ha due anni in più dell’olandese) né per una questione economica (26 milioni più 4 di bonus sono finiti nelle casse del Siviglia, 25 più 3 di bonus sono arrivati dal Marsiglia). La questione è che i due non sono paragonabili, starebbero stati bene insieme nello stesso centrocampo. Per ora Nzonzi è uno Strootman senza la verticalizzazione; Kevin al momento è diventato un giocatore spaesato lontano dalla Capitale. DiFra ha rimesso al centro il francese, sperando che la squadra riprenda a girare, almeno come ha sempre fatto in Champions. In casa, non in trasferta: fuori, la Roma di Di Francesco, ha ottenuto un pari col Chelsea, una vittoria con il Quarabag. E poi sconfitte a Madrid, a Barcellona, a Donetsk, a Liverpool e quest’anno al Bernabeu. Domani si va a Mosca, almeno lì, Nonzi, ha vinto. Questo può essere un indizio e un augurio.

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Tutti gli errori di Orsato: scatta l’allontanamento, ma gli arbitri difendono quel rigore contestato

LA REPUBBLICA (M.Pinci) – Per i vertici arbitrali, il rigore della Fiorentina non è "un chiaro ed evidente errore". Ciò nonostante, quella decisione dovrebbe aver già mietuto una vittima: le strade della Roma e dell'arbitro Orsato non si incroceranno per un po'. Una sorta di "bando" dopo l'ennesimo episodio discutibile del direttore di gara di Schio con i giallorossi. A Firenze era il Var che non ha indicato all'arbitro Banti di andarsi a rivedere quell'episodio dubbio. Una scelta condivisa dal designatore Rizzoli ma che ha prodotto comunque grosse polemiche: "C'è una persona che oggi come l'anno scorso contro l'Inter continua a essere protagonista in negativo", aveva detto il ds Monchi dal Franchi, a caldo. Quel "qualcuno" era proprio Orsato, che nella scorsa stagione non vide — sempre da Var — un chiaro fallo da rigore di Skriniar su Perotti sull'1-0 per la Roma (la partita poi la perse 1-3). E l'anno prima cacciò Salah per una timidissima protesta fatta persino col sorriso. Ma sbagliò anche al rovescio, quando nel 2017 nel derby concesse un rigore ai giallorossi per una goffa simulazione di Strootman. La Roma perse la partita, lui la faccia. Ora lo stop per far calmare le acque. La Roma però ha anche altri problemi. Ad esempio, recuperare il vero Dzeko. La Champions e un alleato del bosniaco, che trail Viktoria e il Cska ha colpito già 5 volte. Un rendimento in linea con quello della stagione scorsa in Europa, quando segnò 8 gol in 12 partite. In Serie A invece e il più sterile degli attaccanti del campionato: Cristiano Ronaldo è l'unico ad aver tirato in porta più di lui, che però, nonostante 49 conclusioni è riuscito a far gol solo in 2 occasioni, uno ogni 24,5 tiri. La notte europea, l'occasione per riscattarsi. E tornare a mettersi in vetrina.

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[VIDEO] Sampdoria, Osti: “Abbiamo dei valori e dobbiamo metterli in mostra nuovamente già a partire da Roma”.

Carlo Osti, ds della Sampdoria e prossimo avversario della Roma in campionato, ha parlato attraverso il canale Youtube del club. Queste le sue parole:

“È una sconfitta che brucia e che ci fa riflettere, perché i granata hanno fatto una grande partita, ci sono stati superiori in tutto e hanno vinto meritatamente. Dobbiamo crescere: i numeri dicono che abbiamo preso tanti gol nelle ultime due partite, bisogna migliorare. Ora però è giusto archiviare in fretta”.

Sul prossimo match con la Roma…
Abbiamo dei valori, come già dimostrato, e dobbiamo metterli in mostra nuovamente già a partire da Roma. Sogni europei? Non ne avevamo mai parlato, la parte sinistra della classifica è il nostro obiettivo, dipende solo da noi quale sarà la posizione finale. Abbiamo 27 partite per arrivarci. Dobbiamo lavorare e il mister è una garanzia in questo senso.