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[VIDEO] – Udinese-Roma, i tifosi contestano la squadra in aeroporto. A Di Francesco: “È colpa tua”

Nessun passo avanti della Roma, che al rientro dalla terza sosta stagionale trova un nuovo stop a Udine. La sconfitta per 1-0 riacutizza il malumore dei (tanti) tifosi al seguito della squadra. Così, dopo l'episodio di Firenze, ancora una constestazione: alcuni tifosi ha incrociato la squadra in partenza dall'aeroporto di Trieste dopo la gara e non sono mancate le accuse di responsabilità a giocatori e, soprattuto, all'allenatore. Tra tutti, è Alessandro Florenzi a fermarsi per chiarire la situazione con un gruppetto di ultras.

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El Shaarawy: “Voglio essere importante per la Roma e la Nazionale. Non avremo paura del Real”

Stephan El Shaarawy, attaccante della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo 'As' alla vigilia della sfida di Champions League in programma domani sera all'Olimpico tra Roma e Real Madrid. Queste le sua parole:

Sta vivendo il suo miglior inizio si stagione…
È un momento molto positivo, anche se so come nel calcio tutto cambia molto velocemente. Devo avere equilibrio e continuità, che mi sono sempre mancati.

Di Francesco ti ha aiutato così tanto?
Da quando è arrivato, mi ha dato molta fiducia. Questa era la chiave, mi fa sentire bene.

Ma Mancini ancora non l'ha convocata in Nazionale…
Non me l'aspettavo, fa male. Ho fatto quasi sempre parte del gruppo Azzurro. Proverò a guadagnarmi la prossima chiamata lavorando ancora meglio.

Ti piace la nuova Italia?
Senza dubbio: era da tanto tempo che vedevamo l'Italia giocare in quel modo.

Tu e la Roma siete simili: capaci di grandi imprese e periodi prolungati di assenza…
In entrambi i casi è un problema mentale. Se ottieni grandi cose è perché puoi farlo. Dobbiamo migliorare in questo aspetto. Io prima di chiunque altro. Posso dare molto di più.

La cresta è il tuo segno di riconoscimento. Come è successo?
Per caso, non gli ho mai dato importanza, anche se i media la adoravano. L'ho tagliata: voglio che si parli di me per altre cose (ride).

La Roma ha iniziato questa stagione in modo molto irregolare. E' stato per il cambiamento e l'arrivo di tanti nuovi giocatori?
Non ci credo. Un anno fa c'erano anche giocatori importanti e abbiamo raggiunto la semifinale di Champions. Sarà molto difficile, ma vogliamo provare a fare lo stesso.

Il Real?
Il Madrid è il Madrid, conosciamo la sua forza. Sarà una partita difficile, giocheremo con determinazione perché la qualificazione è fondamentale. E se è come prima, meglio.

Quali obiettivi hai tu e la Roma per questa stagione?
Prima di tutto, qualificarsi per gli ottavi. E in Serie A dobbiamo essere tra le prime quattro. Voglio tornare in nazionale, segnare almeno dieci gol e finalmente avere continuità. Voglio trovare il mio equilibrio, essere importante per questa squadra.

Qual è la migliore virtù di Roma?
Abbiamo giocatori molto bravi, ma i nostri migliori risultati sono venuti dal lavorare in squadra, spingendo forte e con una buona fase difensiva.

Cosa ricordi di quella vittoria contro il Barcellona?
Il fischio finale. In quel momento ho capito subito che avevamo raggiunto qualcosa di storico. Ricordo la felicità nei nostri occhi. È stato indimenticabile.

E cosa significherebbe ripeteresi ora contro il Real Madrid?
Giocare una grande partita ci darebbe maggiore consapevolezza della nostra forza. È il nostro obiettivo: ce l'abbiamo già fatta con il Chelsea, con il Barcellona…

Al Bernabéu non c'è stata storia: 3-0 per Madrid…
Siamo arrivati ​​lì con un po' di paura, ne hanno approfittato e hanno avuto molte occasioni oltre le reti che hanno segnato. Questa volta non dovremo avere quella paura.

Ti sorprende l'andamento del Real Madrid da allora?
Con la qualità che hanno, deve essere stato molto difficile inanelare così tante partite negative, ma è ancora il Real: hanno grandi giocatori, la loro forza non può essere discussa, forse mancava qualcosa a livello mentale e Solari avrebbe potuto migliorarlo.

Conte potrebbe allenare a Madrid. Lo ritiene adeguato?
Lui è un grande allenatore. In tutte le sue squadre ha affermato il suo carattere, il suo desiderio di successo, la sua fame. Ho un grande ricordo, con lui ho vissuto una bellissimo Europeo, mi ha lasciato molto.

Quanto pesa l'addio di Ronaldo sul Madrid?
È un giocatore che ha battuto tutti i record lì… Qualcosa puoi perdere, ma il Real Madrid, nonostante cambi allenatori e giocatori importanti, ha sempre lo stesso valore.

Chi dovrebbe vincere il prossimo Pallone d'oro?
Ronaldo. Sono impressionato dalla sua continuità, come quella di Messi. Quello che continua a fare nonostante la sua età è straordinario.

Ha trascorso alcuni mesi a Monaco, ha giocato con Mbappé.
Fin dal primo giorno di allenamento sono rimasto impressionato. Ricordo bene la finta che mi ha fatto, la sua velocità, la sua qualità… Se non vincerà il Pallone d'Oro quest'anno, lo farà negli anni successivi e sicuramente migliorerà molto. Ha solo 19 anni e ha già vinto un Mondiale.

In campo ha incrociato sia Cristiano che Messi. Chi la ha colpito di più?
Di Messi ricordo una partita del 2013, quando ha segnato una doppietta al Camp Nou, e la sua qualità nelle partite con poco spazio. Ha preso una palla e dal nulla la ha messa in porta. Cristiano, nel 2016, ci ha segnato un gol qui a Roma prendendo il pallone con il tacco… Sono i migliori. Dirne uno è complicato.

Quale giocatore di questo Madrid ammiri di più?
Modric. Per la sua qualità, la gara che ha fatto e la Coppa del Mondo ha giocato. Guida il gioco del Real, mi piace molto.

Sergio Ramos è duro come può sembrare?
Ogni difensore deve farsi sentire fisicamente, non lo vedo diversamente dall'Italia. Ha vinto tutto, ha segnato molti gol… È molto completo.

È stato un compagno di Totti, una leggenda…
Era una delle poche persone con cui all'inizio mi sentivo in imbarazzo a parlare. Hai la sensazione di essere vicino a un monumento. È stato un onore.

Come va con Monchi?
Cerca un sacco di dialogo con tutti. Quando i risultati arrivano, tutto è più facile, quindi speriamo di raggiungerli in modo che possa essere calmo (ride).

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Eusebio, due occasioni per non essere Rudi

IL MESSAGGERO (U.Trani) –  La panchina di Di Francesco, proprio come 2 mesi fa dopo la sconfitta del Dall'Ara contro il Bologna (23 settembre), è a orologeria. Il tecnico, 19 punti in 13 partite di campionato, è nuovamente in bilico. La proprietà Usa non accetterebbe mai la nuova figuraccia domani sera contro il Real Madrid e soprattutto l'ennesimo ko stagionale (già 5 in 17 match) domenica sera contro l'Inter. Pallotta, da Boston, è stato però chiaro con i suoi interlocutori nella Capitale: Eusebio, al momento, non rischia di fare la fine di Garcia che, nonostante la promozione agli ottavi di Champions, nel gennaio del 2016 fu esonerato. Il presidente non ce l'ha con l'allenatore, anche se è inquieto e irritato per la piega che ha preso l'annata. Non capisce che cosa stia accadendo a Trigoria. E' deluso dai singoli. Quindi, soprattutto dalla squadra. E anche da Monchi che ha scelto i rinforzi nella scorsa estate. Non vorrebbe, dunque, intervenire ancora in corsa, come fece quando convocò Spalletti a Miami per rivestirlo di giallorosso. Ma questa è comunque la settimana della verità: la Roma deve ripartire. Se, invece, crollerà nelle prossime 2 gare, l'avvicendamento sarà inevitabile. Baldini ha già dato il suo parere di consulente: il candidato in pole è sempre Paulo Sousa. Che ha già dato il suo gradimento, pure in pubblico.

NESSUN PASSO INDIETRO – Anche il management di Pallotta non ha cambiato idea: Di Francesco non si può mettere in discussione dopo ogni partita persa. Monchi rimane il punto di riferimento dell'allenatore. Anche giovedì sera sono stati insieme a cena. Hanno fatto il punto della situazione, affrontando la delicata questione degli infortuni muscolari. E confrontandosi anche sullo scontato intervento del club nella sessione invernale di mercato. Il ko alla Dacia Arena ha però spostato l'attenzione nuovamente sul futuro del tecnico. Che, come ha chiarito a chi gli sta vicino, non ha mai pensato di chiamarsi fuori. Sa bene che la Roma di oggi è senza identità e carattere. È, però, convinto di poterla rigenerare, superando pure questo periodo delicatissimo. Intende, dunque, tenersi stretta la panchina (il suo contratto scade il 30 giugno 2020). Il ds, nei colloqui avuti con lui dopo la sconfitta contro l'Udinese, lo ha visto combattivo. Motivo in più per non scaricarlo. Così, in caso di esonero dopo l'Inter, non è da escludere che lo spagnolo possa dare le dimissioni. Oggi si sente responsabile almeno quanto Eusebio. Baldissoni, invece, si tiene in contatto con Boston per relazionare il presidente che ha rinunciato al viaggio in Italia per assistere alla partita con il Real. Sabato sera il dg, appena rientrato da Udine, si è spostato allo studio Tonucci, dietro Piazza del Popolo, lasciando poi l'ufficio solo dopo la mezzanotte. Telefonate e conference call mirate alla crisi.

SCARSA PROFESSIONALITÀ – Di Francesco, e ne parlerà nelle ore che precederanno la partita di Champions direttamente con gli interessati, è deluso dall'atteggiamento di qualche giovane. In allenamento e anche in partita. Loro, più dei senatori, pensano e soprattutto giocano in proprio. E, quando dovrebbero usare la personalità, si nascondono. Timidi e fiacchi, in ogni scelta. Eusebio ha urlato a vuoto dalla panchina. Non gli è piaciuto, prima della trasferta in Friuli, come hanno lavorato Under e Kluivert. Né come è entrato Zaniolo nel finale della partita alla Dacia Arena. Lo stesso Under si è presentato in campo con sufficienza. E Kluivert, quando gli ha lasciato il posto, si è ribellato alla decisione del tecnico, buttando via la tuta: lo ha calmato Florenzi.

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Pellegrini è solo l’ultimo ko. Con i cerotti contro il Real

LA REPUBBLICA (F.Ferrazza) – Nel limbo tra il disastro in campionato e la possibilità di continuare il cammino Champions a testa alta, la Roma si lecca le ferite e conta i feriti sul campo. Di Francesco, in perenne equilibrio tra il conquistare la capitale e l’essere cacciato, ha guardato in faccia i suoi dopo la sconfitta di Udine (1-0), arrabbiato per gli errori che si continuano a fare, ma, allo stesso tempo, determinato a non farsi sfuggire la qualificazione agli ottavi in Europa. Domani sera all’Olimpico arriverà il Real Madrid, e ai giallorossi basterebbe un pareggio per avere la certezza matematica del superamento del girone, ma le preoccupazioni di queste ore sono legate alle assenze. È pesante la tegola dell’infortunio di Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista si è fermato durante il secondo tempo della partita di Udine, a causa di un problema muscolare al flessore della coscia destra. Molto complicato possa farcela per domani, ma non impossibile, anche se i medici non vogliono rischiare di compromettere la stagione magari forzando il rientro. Nelle prossime ore verranno fatti ulteriori accertamenti e il ragazzo potrebbe recuperare per la sfida di domenica prossima contro l’Inter, sempre all’Olimpico.

L’assenza di Pellegrini (al suo posto pronto Zaniolo) si aggiungerebbe a quelle già sicure di De Rossi, Pastore e Perotti, uomini fondamentali che mancano da tanto a Di Francesco e che rendono incerottato e in bilico il centrocampo giallorosso. C’è invece ottimismo per Olsen, costretto a saltare la gara di Udine per un problema muscolare che però non sembra grave e domani sera il portiere dovrebbe essere al suo posto. Rientrerà anche Manolas, di nuovo in coppia con Fazio, davanti ai 65 mila che renderanno speciale la notte Champions. Un “tutto esaurito” per accompagnare la Roma agli ottavi, festeggiare Totti (ci sarà la cerimonia per l’ingresso ufficiale nella Hall of Fame) e provare a salvare una stagione che in campionato ha finora visto il gruppo allenato da Di Francesco conquistare solamente sette punti contro le ultime sei della classifica. Tra l’altro il cammino europeo prosciuga le energie della squadra, visto che prima della coppa il bilancio di questa stagione racconta di una gara vinta, due pareggiate e due perse. Un andamento piuttosto indicativo di come sia una Roma a due facce, bella nelle notti europee, disastrosa in quelle nostrane.

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Roma-Real, domani la conferenza di Di Francesco. Lo affiancherà Kolarov

Non c'è tempo per leccarsi le ferite. Si avvicina Roma-Real Madrid: Eusebio Di Francesco sarà nella giornata di domani in conferenza stampa alle ore 13.30. Ad affiancarlo, Aleksandar Kolarov. A seguire, a Trigoria, è in programma la rifinitura in vista della Champions League. Il tecnico degli avversari, Santiago Solari, incontrerà invece i giornalisti alle 18.15, per poi dirigere l’allenamento alle 19.00 sul prato dell’Olimpico.

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Calciomercato

Barcellona, Rafinha fa crack: rottura del legamento crociato

Stagione finita per Rafinha. “Ha riscontrato una rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Nei prossimi giorni si procederà al trattamento chirurgico” recita il comunicato emesso dal Barcellona per quanto riguarda l'ex Inter, finito in orbita Roma per quanto riguarda il mercato di gennaio. Ora, i programmi giallorossi e dello stesso agente dovranno essere rivisti: dai cinque ai sette mesi il periodo di stop che dovrà osservare il brasiliano.

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SERIE A TIM

Pradè, ds Udinese: “Questa è una grande serata, perché abbiamo vinto contro una grande squadra”

Il responsabile dell’area tecnica dell’Udinese, Daniele Pradè, ha rilasciato delle dichiarazioni a Udinews TV dopo la vittoria contro la Roma. Queste le sue parole:

Stasera è una grande serata. Abbiamo fatto due mesi di grande fatica; quando venivo qua avevo una faccia che cercava di migliorare la situazione perché le sconfitte buttano giù l’ambiente; venivamo anche dalla mancanza di risultati dall’anno scorso. Queste sono le partite che però cambiano gli eventi di un’annata, perché hai vinto contro una squadra molto forte, che martedì gioca in Champions League contro il Real Madrid. Perciò vuol dire che l’applicazione, il sudore e il sacrificio pagano. Il mio primo pensiero va a Velazquez, che ringrazio ancora. Il secondo pensiero va a Nicola, che in pochi giorni ha capito quali potevano essere i problemi caratteriali di un gruppo. Dovevamo fare poche cose, ma semplici: la squadra è stata eccezionale dal punto di vista dell’impegno e della passione. Siamo stati fortissimi sulle seconde palle contro una squadra tosta fisicamente. Ho visto tanta determinazione, soprattutto in Pussetto e nella difesa, attenta ai particolari finalmente. La vittoria è dedicata a tutti i tifosi e alla nostra proprietà, che ha faticato in questo periodo; ho sofferto anch’io con essa. Vincere di sabato e potersi godere la vittoria per due giorni penso sia una cosa meravigliosa”.

Ho visto che ha detto qualcosa a Machis per quell’errore nel finale.
Non vi dico quello che gli ho detto logicamente; però vi dico che Machis ci darà delle grandissime gioie.

Sognavate una reazione del genere dopo il cambio nella guida tecnica.
Sì, è vero perché nessuno di noi si aspettava una difficoltà così grande da parte dei nostri giocatori, che sono di livello. Ci aspettavamo un campionato diverso e il campionato diverso inizia da oggi.

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Pellegrini, risentimento al flessore. Rischio forfait contro il Real Madrid

Suona l'allarme in casa Roma. Dopo Olsen, infatti, anche Lorenzo Pellegrini si ferma per un infortunio muscolare. Più precisamente, il centrocampista giallorosso ha accusato un risentimento al flessore della coscia destra. Le sue condizioni saranno valutate nei prossimi giorni, ma la presenza contro il Real Madrid, a questo punto, è seriamente a rischio

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SERIE A TIM

Udinese-Roma 1-0, El Shaarawy: “Ormai è una costante, creiamo tanto, ma siamo poco precisi”

Stephan El Shaarawy prova a spiegare i motivi della sconfitta. Queste le dichiarazioni rilasciate al canale ufficiale del club giallorosso: 

 

Tante occasioni ma niente gol…
Credo sia stata la costante negativa di tante partite. Creiamo tanto e quando arriviamo davanti siamo poco precisi. Credo che c’è stato tanto impegno nel costruire, ma poi davanti siamo stati poco precisi.

Dopo il gol subito c’è stata ancora più difficoltà? 
Nel primo tempo abbiamo fatto tanto, con un gol le cose diventavano più semplici. Dopo il gol preso ci siamo allungati, volevamo subito riprendere la partita e viene a mancare lucidità. Quello che ha fatto la differenza è non aver segnato.

Il mister voleva maggiore iniziativa sull’uno contro uno… 
Condivido, erano molto stretti e compatti. Riuscire a trovare l’uomo tra le linee era difficile, voleva andassimo sull’esterno. In parte ci siamo riusciti, nel primo tempo le occasioni ci sono state. La cosa principale è buttarla dentro e non è stato così.

Come mai questi alti e bassi? 
A tratti ci è mancato qualcosa, dal punto di vista della ricerca e dello spunto in qualche situazione l’abbiamo fatta. Non c’è stata lucidità sotto porta, come la mia prima palla che mi ha dato Pellegrini. Di solito faccio meglio, e sarebbe potuta cambiare la partita. Credo che c’è stata la ricerca dello spunto, ma si deve essere più cattivi. Brutto da dire, perché siamo nella Roma e dobbiamo fare la differenza, ci dobbiamo prendere le responsabilità.

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Udinese, Nicola: “Abbiamo affrontato una squadra molto forte. Battere la Roma è sempre gratificante”

Davide Nicola, neo tecnico dell’Udinese, si goode il debutto sulla panchina friulana. Queste le dichiarazioni rilasciate a Sky dopo il successo sulla Roma: 

Il ritorno che si immaginava… 
Vincere contro la Roma è sempre gratificante per noi e l’ambiente. Abbiamo affrontato una squadra molto forte, per noi la partita doveva essere giocata secondo certi concetti. Sono felice perché hanno applicato tutto.

Il gol di De Paul…
Credo ciecamente che la differenza nelle partite la fanno le transizioni di gioco. Abbiamo chiesto di chiudere determinati spazi, non siamo riusciti a farlo a tutte le altezze di campo. In questo momento per la mia filosofia ci sono da rispettare altre cose.

La determinazione sulle palle perse era cercata? 
Nel calcio non ci sono segreti, cerco di semplificare. La partita è stata impostata non per prenderli alti sulla costruzione del loro portiere, la Roma è brava a saltare la pressione, ma un baricentro offensivo cercando di mantenerci sempre compatti, ordinati e organizzati a centrocampo e sulle catene laterali. Tutto il resto è da migliorare, questa è una prima parte. Tutti i giocatori e lo staff dell’Udinese hanno capito che siamo in una situazione dalla quale dobbiamo uscire quanto prima e a volte se ne esce con atteggiamenti diversi. La nostra intenzione sarà di imporre il nostro gioco, ma non può essere fatto subito.

De Paul si sta affermando… 
Abbiamo parlato con i giocatori dicendo di non protestare né disperarsi se si sbagliava un tiro o un passaggio, ma di essere sempre presenti. Questo fa la differenza nel calcio moderno. Rodrigo non lo scopro io ma ho la fortuna di allenare, è un giocatore che ha intelligenza tattica e grande capacità di tenere alta intensità sia quando abbiamo palla sia quando non ce l’abbiamo.

La voglia fa la differenza… 
Tutti sappiamo quanto sia importante stabilire determinate relazioni. Ho visto i ragazzi partecipare con grande passione. Lo sport è passione, voglia di rappresentare certi colori, un popolo e poi se stessi. Il marchio è la determinazione, per competere tutto il campionato vanno interpretate bene tutte e due le fasi, mantenendo sempre determinazione e voglia di battersi. Più della vittoria, stasera era importante la voglia di battersi.