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Salzano, ambasciatore italiano in Qatar: “Il paese guarda con molto interesse gli investimenti in Italia”

Pasquale Salzano, ambasciatore italiano in Qatar, è stato intervistato dall’agenzia AdnKronos ed ha parlato delle possibili sponsorizzazioni dell’azienda negli stadi italiani, in particolare riguardo l'eventuale nuovo Stadio della Roma: 

"Il Qatar guarda con crescente attenzione agli investimenti in Italia e in particolare il mondo del calcio occupa un posto speciale. Sono certo che tutto ciò che verra loro proposto sarà valutato con molto interesse".  

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Trigoria, torna a lavorare la Roma. Ancora individuale per Dzeko

Dopo la vittoria con il Genoa e il giorno di riposo concesso da mister Di Francesco, torna al lavoro la Roma: l'obiettivo è ovviamente quello di preparare la sfida di sabato sera contro la Juventus (20.30, Dazn).

La squadra ha iniziato la seduta in palestra prima di trasferirsi in campo, dove hanno proseguito il lavoro individuale Dzeko, El Shaarawy e Lorenzo Pellegrini. Seduta particolare anche per Daniele De Rossi: ieri il capitano giallorosso è stato vittima di un attacco influenzale, ma già da domani tornerà in gruppo.

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[UFFICIALE] – Mourinho-United, è divorzio

Da questa mattina José Mourinho non è più ufficialmente l'allenatore del Manchester United. Dopo due anni e mezzo, si chiude l'esperienza dello Special One all'Old Trafford: i Red Devils, in una nota, hanno annunciato che il tecnico portoghese "ha lasciato il club con effetto immediato. Il club ringrazia José per il lavoro svolto allo United e gli augura il meglio per il futuro". Ora è caccia al successore: negli ultimi giorni si è parlato spesso anche della possibilità per Antonio Conte, sogno non troppo segreto di molti tifosi romanisti, di sedersi su quella panchina. Resta in auge la soluzione di un tecnico ad interim per aprire un nuovo ciclo solo a fine stagione: nei prossimi giorni sarà il secondo del portoghese, l'ex calciatore Michael Carrick, a dirigere le operazioni.

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Bosnia, Dzeko premiato come sportivo del 2018: “Orgoglioso del mio contributo alla Roma, sarà difficile ripetere la scorsa stagione”

Il miglior sportivo della Bosnia per il 2018, neanche a dirlo, è Edin Dzeko. Il capitano della Nazionale e attaccante della Roma, per l'occasione, ha rilasciato un'intervista al quotidiano Nezavisne. Questo un estratto delle sue parole:

È la seconda volta che sei stato selezionato come miglior sportivo della Bosnia, cosa significa questo prestigioso riconoscimento per te?
Sono orgoglioso che ho potuto, prima di tutto come uomo, soddisfare tutte le aspettative dei miei genitori, poi sono felice che il pubblico, i tifosi, i media e tutti riconoscono il mio duro lavoro e la dedizione nei miei sforzi per promuovere la Bosnia-Erzegovina in Europa e nel mondo. Quindi, sono molto orgoglioso di questo riconoscimento.

Come ti comporti nel ruolo di papà?
Essere un padre è il ruolo più bello e impegnativo che abbia mai avuto. Luci teatrali, faretti, 50 o 100.000 persone sugli spalti, tutto è davvero bello. Mi danno un senso di orgoglio e felicità. Però, quando un figlio ti chiama, abbraccia, bacia, è la sensazione più bella del mondo. Chi ha figli sa quello che sto dicendo, perché adesso quando torno a casa, e dopo una sconfitta sono sempre lunatico e arrabbiato, incontrare la mia famiglia mi fa sorridere. Con loro tutto è possibile.

Come descriveresti brevemente il tuo 2018?
Lotta, desiderio, volontà, gioia, tristezza, felicità. Tutto ho provato in questo 2018, che è stato davvero pieno di eventi. Ho continuato a fare del mio meglio, come negli anni precedenti, e così continuerò finché gioco.

La scorsa stagione hai disputato la semifinale della Champions League e segnato uno dei gol più belli della carriera. Come valuteresti la performance in Champions?
Se qualcuno ci avesse detto che avremmo giocato la semifinale della Champions League prima dell'inizio della scorsa stagione, avrei riso. Tuttavia, quando è iniziata la competizione, abbiamo lentamente raccolto la nostra fiducia e creduto nelle nostre possibilità. Alla fine, abbiamo disputato una delle migliori stagioni nella storia della Roma, e ho giocato la mia migliore stagione in Champions League, in cui ho segnato davvero grandi successi. Forse quel gol contro il Chelsea è il migliore nella mia carriera, ma a fine compatizione, ho sentito un po' di rammarico perché sono convinto che avremmo potuto giocare la finale, se non ci fossero stati errori a nostro discapito. Tuttavia, è successo che questo è successo e in questa stagione proveremo a ripetere qualcosa di simile, anche se penso che la scorsa stagione non possa essere ripetuta. Era molto particolare, specialmente in quelle partite contro il Barcellona e il Liverpool, che sono state fantastiche e incerte fino alla fine.

Sei entrato nella classifica dei migliori marcatori di sempre della Roma in soli tre anni. Cosa si prova?
Ovunque vada, faccio del mio meglio per svolgere il mio lavoro nel miglior modo possibile. Sono davvero felice di aver scritto il mio nome nella storia di un club come la Roma in così poco tempo, che in passato ha avuto alcuni tra i migliori attaccanti. Tuttavia, è solo un incentivo a dare ancora di più in futuro. Le aspettative dei tifosi sono grandi, ma le mie aspettative sono enormi.

Sei a Roma dal 2015, sembri felice, finirai la carriera lì o vestirai la maglia di qualche altra squadra?
Non sto pensando ora a dove finirò la mia carriera. Ho ancora diverse stagioni davanti a me se resto sano, davvero non voglio pensarci adesso fino a quando non sarà il momento. Ci sarà tempo per parlare di questi argomenti, e ora sono interessato solo alle prossime partite.

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Da«bello di nonna» a «traditore». La strana discesa di Florenzi

Da «bello di nonna» a «capitano traditore». Da insostituibile e inossidabile, a giocatore operato due volte al ginocchio. La storia di Alessandro Florenzi è una storia di cadute e risalite, scrive La Gazzetta dello Sport. Il meno romano tra i romani della Roma sembra vivere un nuovo momento di scarsa popolarità: contro il Genoa la sua peggior partita stagionale. Da qualche settimana su Florenzi sono ricominciate le voci, i gossip e i rumors sul suo scarso feeling con una parte della tifoseria. Alla lettura delle formazioni, domenica sera, insieme a Schick è stato il più fischiato, e la sensazione è che, più che per motivi di campo, i fischi fossero rivolti a quella camminata appena accennata sotto al settore ospiti di Plzen.

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Roma avvisata da Pallotta: 140 milioni di addii senza quarto posto

LA REPUBBLICA (M.Pinci) – Ora che la Roma conosce il proprio avversario europeo (il Porto) deve solo capire da chi farsi guidare per affrontarlo. Se il 12 febbraio ci sarà ancora Di Francesco o uno tra Paulo Sousa e Blanc (con Montella e Donadoni sullo sfondo) lo decideranno Monchi e Pallotta, insieme, a Boston. L’aereo che ha portato negli States il ds spagnolo e i manager Fienga e Calvo è atterrato intorno alle 20.30 italiane di ieri: sarà oggi il giorno in cui i discorsi entreranno nel vivo. Ma se battendo il Genoa Di Francesco ha guadagnato qualche ora, non può certo star sereno: almeno fino al 29 dicembre, quando dopo Parma-Roma e con davanti la sosta di due settimane ci sarà il tempo per fare riflessioni. Da anticipare in caso di tracolli, ad esempio sabato con la Juve. Ma il discorso non si sarebbe potuto affrontare con calma se domenica sera la Roma – pure grazie a una lettura favorevole di arbitro e Var – non fosse tornata a vincere. Addirittura era già pronto il programma: l’esonero sarebbe scattato la sera stessa, ieri sarebbe stato annunciato un nuovo allenatore.

Ora invece si può provare a guardare anche ad altro. Il viaggio americano in effetti servirà al direttivo giallorosso per definire le strategie sul mercato di gennaio. E soprattutto il budget per la prossima stagione: quello in caso di qualificazione alla prossima Champions e quello se la competizione dovesse guardarla in tv. Se la squadra non centrasse un posto tra le prime quattro, ci sarebbe bisogno di sacrifici sanguinosi in termini di cessioni. Che dovranno fruttare qualcosa come 140 milioni, euro più euro meno, anche se spalmati tra luglio, gennaio e giugno. Il conto è molto semplice, visto che nell’ultimo anno, con una Champions da 100 milioni, la Roma ha avuto bisogno di raccoglierne una quarantina di plusvalenze da Emerson e Nainggolan. Colpa, si fa per dire, di costi ancora pesantissimi a bilancio, tra stipendi (è il quarto monte ingaggi della A) e ammortamento del prezzo dei calciatori. Il rovescio della medaglia, questo, del fare molto mercato in entrata e uscita. Per ora a Trigoria si vive di quello, oltre che dei soldi dell’Uefa. Ma qualcosa sta cambiando: Pallotta potrà anche apprezzare l’aumento dei ricavi, che in questa stagione, al netto dei soldi della Champions, saranno circa 170 milioni, ossia quanto raccolse nel 2017 partecipando all’Europa League. Oggi, l’idea dell’indipendenza economica a Trigoria è un obiettivo reale. Più difficile far sì che tutto questo entusiasmi i tifosi.

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Roma, allo Stadium De Rossi c’è. Dzeko forse

IL TEMPO (E.Menghi) – Un giorno di pausa dopo l’apice della tensione vissuto nella settimana appena conclusa, tra il ritiro a Trigoria, la trasferta a Plzen e la sfida interna col Genoa in piena contestazione. Di Francesco ha lasciato i giocatori liberi, solo gli infortunati ieri si sono presentati al centro sportivo per lavorare e oggi tutta la squadra si ritroverà per preparare la missione Juve. Per provare a sfatare il tabù Stadium i giallorossi recupereranno due leader come De Rossi e Dzeko, ma il tecnico sta riflettendo sul rischio di utilizzare entrambi dal 1’. Il capitano è stato convocato domenica, ma viene da quasi due mesi di terapie e pochissimo campo, perciò non è nella migliore condizione, mentre Nzonzi e Cristante, al di là della stanchezza, stanno dando garanzie in mediana, dove un altro intoccabile è Zaniolo, pronto a tornare sulla trequarti dopo l’esperimento da falso nove.

La reazione di nervi di Schick a gara in corso non basta per convincere Di Francesco a puntare di nuovo su di lui, il bosniaco vuole riprendersi subito il posto. Ammesso che fili tutto liscio: oggi testerà i suoi muscoli per capire quanto e quando spingere, la Roma spera di rivederlo presto in gruppo, ma dopo il caso Lorenzo Pellegrini un pizzico di cautela in più non guasta. L’ ex Sassuolo non riuscirà ad esserci a Torino, difficile anche il Sassuolo, mentre il Parma è un obiettivo realistico. Quello di Dzeko è sempre stato la Juventus, domenica ha sofferto in tribuna all’Olimpico e non vede l’ora di tornare protagonista. Su El Shaarawy si decide nei prossimi giorni, una piccola possibilità di ritrovarlo tra i convocati per la sfida coi bianconeri c’è, ma è più indietro rispetto al bosniaco e in ogni caso andrebbe al massimo in panchina. La difesa dovrebbe tornare a 4, con MandasFazio coppia centrale.

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Eusebio trema, Sousa aspetta

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Di Francesco resta lì, in stand by, come se domenica sera non fosse accaduto niente. Il successo sofferto (e nemmeno limpido: rigore solare negato a Pandev) contro il Genoa non rafforza la posizione del tecnico. Anzi, ad ascoltare i rumors di giornata, adesso sarebbe addirittura peggiorata. L'atteggiamento controproducente di alcuni giocatori e la prestazione scadente della squadra non escludono che il ribaltone sia più vicino di quanto si possa pensare. I 3 punti presi contro i rossoblù sono vitali per la classifica, ma non per l'allenatore. Il suo destino sembra segnato. Basta vedere la Roma in campo. Non gioca più. Disorganizzata e anarchica, capace di sopravvivere solo per merito del singolo. E non sempre accade. Ogni esibizione, a prescindere dallo spessore dell'avversario, è più brutta della precedente. La scossa, dunque, è l'unica exit strategy a disposizione della proprietà Usa.

PANCHINA GIÀ PROMESSA – Pallotta, indirizzato dal suggeritore Baldini, ha già l'erede di Di Francesco (da quasi 3 mesi: 23 settembre, sconfitta al Dall'Ara contro il Bologna): è Paulo Sousa. Che corre da solo. Se la Roma non fosse riuscita a battere il Genoa, si sarebbe insediato ieri a Trigoria. C'è chi garantisce di averlo intercettato domenica sera a Monte Mario (collina e non tribuna). Lì, appollaiato sul trespolo dell'albergo con vista sull'Olimpico, o altrove, ha comunque tifato per Prandelli, ex giocatore juventino (ed ex allenatore della Fiorentina) come lui. L'arbitro Di Bello (e anche il Var Chiffi) gli hanno mandato di traverso la cena. Rimane, dunque, in attesa. Come il collega in bilico. In questo senso il viaggio di Monchi a Boston assume il significato della resa dei conti (pure di mercato): il ds, accompagnato dai dirigenti Calvo (marketing) e Fienga (comunicazione), continuerà a difendere l'allenatore davanti al presidente. Che non vorrebbe più aspettare. Come si intende anche dalla smentita del messaggio girato su WhatsApp, dopo Roma-Genoa, al giornalista di Sky. Il malinteso è nel testo «acque calme, tutto a posto». La foto dell'inviato, in posa davanti al mare in Sicilia, alla base dell'equivoco nella traduzione. Meglio «acqua chiara», come la situazione a Trigoria, guardandola dagli States. Non da qui. Stasera, all'Auditorium in via della Conciliazione, la cena di Natale. Presenti gli sponsor e i giocatori. E il tecnico. Ospite chissà fino a che punto gradito.

SOTTO OSSERVAZIONE – Oggi il vertice a Boston. Sousa non convince Monchi che, prima di partire, ha rassicurato Di Francesco, confermandolo in panchina, sabato sera allo Stadium di Torino, per il match contro la Juve. E magari resterà anche per quelli contro il Sassuolo all'Olimpico (26 dicembre) e il Parma al Tardini (29). Alla fine del girone d'andata verrebbero poi tirate le somme. Pallotta vota per l'esonero. Inequivocabile Baldissoni: tecnico sotto esame, per i 24 punti in 16 gare. Il dg da Nyon: «Il calcio insegna che i risultati sono determinanti per l'allenatore e vale anche per il nostro caso. Le valutazioni si fanno quotidianamente ma Di Francesco ha dimostrato di poter allenare la Roma». Ieri più che adesso, però: «Oggi come oggi siamo preoccupati di sfidare l'Entella in Coppa Italia, figuriamoci se non lo siamo di affrontare il Porto. Dobbiamo tornare a essere la Roma. Quest'anno abbiamo fatto qualche errore in più e avuto gli infortuni tutti insieme. Gli sbagli possono dipendere da tante cose, ma l'importante è lavorare per trovare delle soluzioni». Totti è meno definitivo: «Di Francesco ha le idee chiare. Da noi ha tutto l'appoggio possibile. È bravo e preparato, tirerà fuori la squadra da questo momento critico». Monchi, intanto, presenterà al presidente la lista con le eventuali operazioni di mercato, in entrata e in uscita, da fare a gennaio. Il manager di Sanogo è in Italia e aspetta il ds: confermato l'interesse della Roma per il centrocampista low cost dello Young Boys.

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Monchi: “Di Francesco non è a rischio”

"Di Francesco non è a rischio". Con queste parole il ds giallorosso Monchi, al suo arrivo a Boston, a commentato la situazione dell'allenatore della Roma, come riporta il Corriere dello Sport. Negli Stati Uniti, insieme ai dirigenti Calvo e Fienga, incontrerà James Pallotta per fare il punto della situazione del club giallorosso. Il direttore sportivo ha poi aggiunto: "Non ho cambiato idea sull'allenatore".

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Nainggolan: “Ero davvero amareggiato per l’addio alla Roma, ora sono sereno. L’Inter mi ha fortemente voluto”

Radja Nainggolan sta vivendo un momento non troppo positivo all'Inter, anche se, dopo il difficile periodo di adattamento, sembra convinto della bontà della scelta effettuata in estate. Queste le parole del centrocampista alla rivista Undici: 

Come sei stato accolto all’Inter?
Mi hanno accolto bene sia i compagni che la società, contando che per me non è facile cambiare piazza. Sono sempre rimasto affezionato ai posti dove sono stato, Cagliari e Roma, ho dato e ricevuto molto. Sono contento di essere qui, c’è un allenatore che mi ha fortemente voluto e con cui sono in ottimi rapporti.

L’addio alla Roma?
Da quando ho saputo che volevano vendermi, ho chiuso i rapporti. Ho passato un periodo in cui ero davvero amareggiato per come era finita la mia avventura a Roma. Ora pero’ sono sereno. Il mio modo di giocare mi porta a essere rispettato e benvoluto, perché do sempre il massimo in campo.