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Trigoria. Florenzi alle prese con l’influenza, individuale in campo per De Rossi

Continua il lavoro della Roma sui campi del centro sportivo Fulvio Bernardini. Sabato, alle ore 15, i giallorossi affronteranno il Torino nella prima gare del girone di ritorno del campionato di Serie A. Seduta mattutina per gli uomini agli ordini di Di Francesco: assenti ovviamente Perotti e Jesus, impegnati nelle personali terapie di recupero così come Mirante. Per il brasiliano, l'iperestensione innaturale dell’articolazione del ginocchio ha provocato una rottura meniscale durante la partita con l'Entella e nelle prossime ore si deciderà se sottoporre il giocatore ad intervento chirurgico o tentare la cura conservativa. Allenamento individuale per De Rossi e Nzonzi, mentre per Pastore e Kluivert esercizi personalizzati in un'ottica programmata di gestione fisica. Costretto allo stop anche Florenzi, a causa di un'influenza stagionale. Il resto del gruppo si è diviso tra lavoro atletico per coloro che sono scesi in campo nel match di Coppa Italia ed esercitazioni tattiche per gli altri.

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Tognazzi: “Farei subito lo scambio Dzeko-Higuaín. Spero nel seguito di ‘Non ci resta che il crimine’”

"Dzeko-Higuain? Da milanista, farei subito il cambio. Non è il valore del giocatore in assoluto, ma c'è uno strano clima attorno all'argentino". Ospite ai microfoni di ReteSport durante la trasmissione odierna condotta da Francesca Ferrazza e Chiara Zucchelli, l'attore romano Gianmarco Tognazzi si racconta a 360 gradi, tra i temi d'attualità calcistica come la Supercoppa italiana tra Juventus e Milan (squadra per la quale tifa) a Gedda e l'ultimo lavoro con il quale è tutt'oggi sui grandi schermi del nostro paese, 'Non ci resta che il crimine', del regista Massimiliano Bruno, insieme ad Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo e Ilenia Pastorelli"È già la seconda volta che alcuni giocatori, sempre con la stessa provenienza, non si capisce bene perché abbiano fatto la scelta di voler venire al Milan. Penso che non ci sia nulla di peggio di un giocatore che sta in un posto controvoglia, anche se non l'ha obbligato nessuno. Quindi è chiaro che farei il cambio: poi Dzeko una decina di anni fa fu un pallino del Milan di Berlusconi. Per quanto riguarda Schick-Cutrone il discorso è diverso: noi abbiamo bisogno di tanta sostanza, Schick è elegante però allo stesso tempo mi sembra che stia mancando in qualche cosa. Dzeko lo prenderei subito – prosegue Tognazzi – , mi sembra uno che in questo momento ci starebbe con più voglia. Resta un punto interrogativo, Higuain forse ha qualche problema ed è bene lo risolva".

LA SUPERCOPPA – "La Supercoppa? Pensavo oggi ci fosse la supercazzola – scherza Tognazzi -. Allegri ha ragione, le partite secche, e lui lo sa bene così come la Juventus per quanto riguarda le finali, sono molto diverse da un percorso fatto di continuità e soprattutto chi in genere è sfavorito ha a livello emotivo una marcia in più, ha una motivazione in più rispetto a chi è abituato a vincere sempre. Con merito, ovviamente, per il livello raggiunto in questo periodo che ormai dura da un po'. Partono con tutti i favori del pronostico i bianconeri, ma il Milan negli ultimi anni ha quasi sempre 'favorito' molto le sconfitte contro la Juve. Io c'ero nella finale di Coppa Italia a Roma e sicuramente il Milan avrebbe perso ma non con quello scarto di gol se non ci fosse stata una serata veramente nera di Gigio Donnarumma per fare un esempio. E via di seguito: potremmo andare dal rigore di De Sciglio dato all'ultimo secondo a Torino ad altre partite dove se si guarda bene il Milan non aveva demeritato ma la Juve con la sua forza e con la sua capacità di saper risolvere la partita sfruttando quei 10 minuti di blackout è riuscita ad avere la meglio". Se c'è un allenatore che si finali ne ha vinte, però, è Gennaro Gattuso. "Sono in posizione scongiuri da prima della domanda – ride, ndr -. Continuo a dire che sono favoriti e che vinceranno a mani basse, ma tutto può succedere".

NON CI RESTA CHE IL CRIMINE – "Pensate che set: Leo, Giallini e Gassmann della Roma, io del Milan e Bruno della Juventus. Per fortuna abbiamo registrato a Giugno senza partite – ride, ndr -. Comunque, chi vive a Roma o nel Lazio difficilmente non può seguire le gesta della Roma e io lo faccio a mia volta – conferma Tognazzi -, soprattutto attraverso le radio, che sono lo strumento con il quale interagisco di più spostandomi spesso nell'arco della giornata. Tra l'altro Massimiliano Bruno è un esperto totale di calcio, oltre ad essere il più grande collezionista di figurine del mondo: ricorda nomi di calciatori a me semisconosciuti, sapendone citare storia e carriera e questa caratteristica peculiare l'ha riversata nel mio personaggio all'interno del film". La chiusura è dedicata al successo che 'Non ci resta che il crimine' ha raggiunto a pochi giorni dall'uscita nelle sale cinematografiche: "Se pensiamo già ad un seguito? Me lo auguro – dice l'attore -, per una serie di motivi. Innanzitutto perché ho potuto lavorare con un regista come Massimiliano Bruno che è una persona che io adoro e che mi ha permesso di tornare a una commedia più simile a quelle con cui ho iniziato. Credo che ci possa essere poi questa possibilità perché il ritorno indietro nel tempo è un meccanismo che ti permette di inventare tutta una serie di cose. Questo dipenderà molto dal successo reale che avrà il film, che è partito benissimo. Essere i primi in classifica riuscendo ad andare contro colossi americani come Aquaman è una grandissima soddisfazione, è un grandissimo riconoscimento, come l'esser stati menzionati direttamente dai Kiss. Se si mantiene così c'è la possibilità che sia distribuzione che produzione decidano di dare vita ad un seguito".

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I pirati tv all’assalto del calcio: nel 2018 crescita record del 50%

IL SOLE 24 ORE (A.Biondi) – Record su record. I pirati della tv vanno sempre di più all’assalto del calcio. E pazienza che il campionato concluso sia stato quello dei record di violazioni individuate: oltre 64 mila eventi live, il quadruplo rispetto al 2011-12. I numeri sulla prima metà del campionato 2018/2019, alla 19ma giornata, secondo le elaborazioni della Lega Serie A mostrano un incremento drammatico: 43.167 violazioni, +50% rispetto allo stesso periodo del campionato passato.

La Serie A alle prese con la finale di Supercoppa italiana fra Milan e Juventus che si disputerà oggi a Gedda, in Arabia Saudita, alla ripresa dovrà fare ancora di più i conti con un crescendo che sembra inarrestabile. Qualcosa fa però pensare che stia per iniziare una stagione in cui si proverà a dare una zampata al fenomeno. Del resto un tris di condizioni rende sulla carta il quadro favorevole ad accelerare su una campagna di contrasto al fenomeno: in legge di Bilancio per il 2019 sono state inserite misure ad hoc. I vertici della Lega Serie A hanno messo la pirateria fra i punti in cima all'agenda: i numeri segnalano algebricamente come il limite sia stato superato.

I NUMERI – Basti pensare – e questi sono dati diffusi a novembre – che in base a una ricerca Ipsos/Fapav 4,6 milioni di italiani fruiscono illegalmente di eventi sportivi live, con una stima di circa 21 milioni di atti di pirateria compiuti nell'anno passato. Il più colpito è naturalmente il mondo del calcio: 3 pirati su 4 guardano le partite di calcio. Seguono poi Formula 1, Moto GP e Tennis. Insomma, un'ondata di contenuti piratati, attraverso siti web che diffondono illegalmente le immagini live, ma anche attraverso Iptv illegali (contenuti televisivi attraverso tv online illegali) e decoder contraffatti (i "pezzotti"). Per questi esiste una vera e propria attività di riscossione in cui il confine fra gli esattori e criminalità organizzata è spesso inesistente. Le cifre sono da capogiro. Un abbonamento che può includere sport, ma anche cinema, serie tv, canali per i più piccoli, documentari, può essere pagato somme variabili fra i 10 e i 20 euro. A questo si unisce il business dei siti pirata che per sostenersi fanno leva sulla raccolta pubblicitaria.

COSA SI RISCHIA – I reati per chi organizza siti con contenuti piratati o iptv possono essere hackeraggio, riciclaggio di denaro, reati valutari, associazione a delinquere. C'è l'articolo 473 del codice penale che indica multe dai 2.500 euro ai 25mila euro, oltre alla reclusione da sei mesi a tre anni per chi vede contenuti attraverso Iptv illegali. Tutti rischi evidentemente non percepiti come tali, a giudicare da quel 50% in più di partite piratate a metà campionato che fa pensare a un altro anno record. Non una bella notizia per Sky e Dazn che sono titolari dei diritti per la Serie A (Sky 7 partite su 10 ogni giornata e Dazn per le ulteriori 3). «Tanto è stato fatto, ma molto è ancora da fare, partendo da un processo di educazione sociale, in particolare rivolto ai giovani, con l'ausilio delle autorità competenti e degli altri player interessati», dice Veronica Diquattro, Executive vicepresident Italy di Dazn. L'aumento della pirateria non è però neanche una buona notizia per gli stessi club: nei contratti per il triennio in corso con Sky e Dazn sono stati inseriti compensi variabili in funzione del numero di abbonati. Non a caso già a ottobre il presidente della Lega Miccichè ha voluto segnalare come sia «necessario che le istituzioni, le autorità e le forze dell'ordine proseguano in questa lotta, anche perché l'evoluzione tecnologica fornisce sempre nuove armi alla pirateria e rende necessario un monitoraggio costante e una risposta dinamica con nuove soluzioni, anche da un punto di vista normativo».

LA POLITICA BATTA UN COLPO – Solo qualche giorno fa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi, ha tuonato su Facebook contro il calcio pirata dopo aver ricevuto una proposta sponsorizzata su Telegram. «Altro che Robin Hood», ha scritto formulando un invito perentorio: «Denunciate la pirateria televisiva che danneggia le pay tv e l'economia del nostro Paese, io l'ho fatto». Per il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, intervistato da Sky Sport, «la pirateria non è un atto di furbizia, ma qualcosa che deve essere sanzionato. Certo, è un percorso su cui non bastano le leggi, ma deve crescere complessivamente il senso civico». Il riferimento sulle norme è a quanto previsto nella legge di Bilancio per il 2019 dove è stata introdotta una misura che rafforza la lotta alla pirateria, affiancando alla Lega Serie A (titolare dei diritti) anche i broadcaster e detentori di diritti che, in accordo con la Lega, possono far valere i loro diritti, denunciando i pirati e chiedendo l'intervento del giudice per chiudere il sito pirata. La nuova norma dispone anche misure per impedire la reiterazione della violazione, con un "Daspo online" per siti e server pirati.

LE ALTRE LEGHE – Il problema non è solo italiano, ovviamente. Lo sanno soprattutto i campionati più "esportati" come Liga spagnola e Premier League inglese. Quest'ultima ha creato un ufficio a Singapore per combattere in maniera mirata il tema della pirateria. E c'è un punto sul quale dall'Italia si guarda con un po'di invidia Oltremanica. Per i contenuti sportivi protetti dal copyright la Premier League e gli Internet service provider hanno trovato un accordo che poi è stato reso esecutivo dall'Alta Corte di Giustizia di Londra: l'inibizione non solo dell'accesso ai domini (Dns) dei siti pirata (in Italia il Regolamento Agcom, comunque apprezzato sul tema dal mondo del calcio e recentemente rafforzato, prevede questo), ma anche dell'accesso ai server che consentono a tali siti pirata di operare. Solo nella stagione 2017-2018 le violazioni bloccate sono state 200 mila.

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Roma, la maledizione infortuni: i contrattempi a quota 35

Bollettino di guerra da aggiornare dopo i ko di Perotti e Juan Jesus arrivati prima e durante il match di Coppa Italia con l'Entella. In casa Roma salgono a 35 gli infortuni di una stagione che sembra essere maledetta. 25 di natura muscolare e 10 di natura traumatica, specifica oggi La Gazzetta dello Sport.  Tra l’altro – si pensi ai casi di Pastore, Pellegrini e Perotti – per molti si tratta di ricadute.

Qualche buona notizia non manca: fra tutte il ritorno per il match contro il Torino di Manolas ed El Shaarawy. C’è ottimismo anche per Florenzi, anche se ieri il jolly giallorosso aveva ancora la febbre alta. Più difficile il recupero di Nzonzi, che sarà probabilmente disponibile per la trasferta di Bergamo. Anche capitan De Rossi potrebbe ritornare a disposizione per l'Atalanta.

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Lazio, Lotito: “Cori razzisti? Non ho sentito nulla all’Olimpico, sta diventando una psicosi”

"Devono essere messe in campo tutta una serie di azioni volte a reprimere certi episodi, quando questi però sono palesi, evidenti e percepibili. Invece così si rendono le società ostaggio dei comportamenti di dieci stupidi". Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, intercettato ieri da alcuni cronisti davanti Palazzo Chigi, è tornato sulle polemiche seguite ai cori razzisti ed antisemiti di una parte degli ultras della curva Nord in occasione del match di Coppa Italia contro il Novara.

"In uno stadio semideserto – ha aggiunto – si sarebbero sentiti. Invece chi era allo stadio nessuno ha sentito nulla, nemmeno io, tanto è vero che la giustizia sportiva ha ritenuto di non fare nessun tipo di considerazione. Sta diventando una psicosi, una situazione ridicola. La società non deve pagare nulla. Sotto la curva si può sentire qualsiasi cosa, ma in questo caso non li ha sentiti l'arbitro, non li ha sentiti la procura e nemmeno il quarto uomo".

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Roma, blitz a Boston per il rush finale sullo stadio

IL TEMPO – Gli stati generali della Roma negli Usa per prepararsi al rush finale sullo stadio. Ieri i dirigenti giallorossi Baldissoni, Fienga e Calvo hanno raggiunto Pallotta negli States per una serie di meeting programmati. Non si parlerà di calciomercato, vista l'assenza di Monchi, ma sul tavolo vi sarà certamente il dossier di Tor di Valle: Baldissoni aveva saltato le ultime riunioni a Boston proprio per definire con il Comune alcuni dettagli del progetto, che a breve dovrebbe tornare in Aula per l'approvazione di variante e convenzione urbanistica. Pallotta si prepara anche a siglare gli accordi con Eurnova per l'acquisto dei terreni. Il futuro della Roma passa sempre per lo stadio.

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[FOTO] Roma-Virtus Entella, Riccardi, “Cuore a mille e brividi che non ho mai provato!”

Serata da ricordare quella di ieri per Alessio Riccardi, il centrocampista della Roma che ha fatto il suo esordio tra i grandi entrando in campo nei minuti finali della gara di Coppa Italia contro la Virtus Entella. Il classe 2001 ha espresso la sua gioia su Instagram: “Cuore a mille e brividi che non ho mai provato! Piccola grande soddisfazione #forzaroma"

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Trigoria: tornano in gruppo Manolas e El Shaarawy. Individuale per De Rossi e Nzonzi

La Roma è scesa in campo nel pomeriggio a Trigoria per preparare la gara di sabato contro il Torino. La squadra è stata divisa in due gruppi: chi ha giocato ieri contro la Virtus Entella ha effettuato lavoro di scarico in palestra, mentre gli altri hanno lavorato sul campo. Chi ha lavorato sul terreno di gioco ha svolto lavoro atletico, seguito da alcune partite a tema e da una partitella finale a metà campo.

Buona notizie arrivano da Manolas ed El Shaarawy che sono tornati a lavorare in gruppo; Mirante e Perotti hanno svolto terapie e De Rossi e Nzonzi si sono allenati seguendo un programma individuale. 

Unico assente Alessandro Florenzi a causa di influenza. Terapie per Mirante e Perotti, mentre De Rossi e Nzonzi hanno svolto lavoro individuale.

 

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La Roma perde Juan Jesus: lesione al menisco interno del ginocchio destro

Altro pesante infortunio per la Roma, che perde Juan Jesus a causa dell'infortunio occorsogli ieri durante la partita di Coppa Italia contro la Virtus Entella. Dopo gli esami strumentali effettuati già nella scrosa serata si è riscontrata una lesione del menisco interno del ginocchio destro. Ora il calciatore seguirà il consueto protocollo per recuperare più in fretta possibile, ma i tempi di recupero non sono ancora prevedibili. 

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Monchi: “Il budget per gli acquisti non è fisso. Prezzo e stipendio dei calciatori sono fondamentali”

Il direttore sportivo giallorosso Monchi ha rilasciato un'intervista a Sky Sport in cui ha parlato delle sue strategie di mercato e delle possibilità ecnomiche della Roma:

Il tempo.
“In una squadra più grande hai meno tempo, è così. Se sei il DS del Barcellona il tempo non esiste, se sei il DS della Roma il tempo è piccolino. Per dire, avessimo bisogno di un portiere, provo a prenderlo pensando che può diventare un portiere forte della Roma in due anni, ho tempo perché abbiamo Olsen, Mirante e Fuzato. Caso diverso in cui ti servisse un terzino destro, ti servirebbe uno che arriva e gioca.”

Le scelte. 
“Per me l’allenatore deve decidere il profilo, poi la direzione sportiva deve mettere a disposizione dei nomi. È difficile che un allenatore conosca i nomi, salvo che siano giocatori che giocano nel calcio italiano. È normale, perché fanno un mestiere diverso. Se l’allenatore vuole un terzino destro di determinate caratteristiche, io dico i profili che posso proporre. Normalmente ho avuto la fortuna di avere la fiducia degli allenatori con cui ho lavorato. Difficilmente impongo qualcosa. Non mi piace condividere tutto, a volte gli allenatori si fidano di me, ma provo sempre a trovare una squadra condivisa.”

L’uso dei dati. 
“Se cerchi un difensore centrale bravo di testa, i dati ti aiutano. Per fare la prima scrematura il dato è fondamentale, poi devi guardare il giocatore. Qui ho trovato più facilità, si lavora tanto in forma analitica. Ma gli estremi non sono buoni, è meglio mischiare.”

Il budget.
“Ho sempre detto che lavoro con l’excel, non dimentico mai i numeri. Oggi il budget è uno, domani può cambiare. A gennaio può cambiare, perché magari arriva un’offerta di 200 milioni di euro per Lorenzo Serafini (ufficio stampa, ndr) e se lo portano via. Il budget non è fisso, bisogna sapere che c’è sempre qualche rischio. Lavoro molto vicino al direttore finanziario e al direttore marketing.”

Quanto può spendere la Roma nel mercato? 
“Non è quanto può spendere, puoi comprare un giocatore da 20 milioni, ma conta anche lo stipendio. È tutto insieme.”

Malcom. 
“Immagino che il Barcellona lo volesse prima. Non voglio pensare che una squadra che spende 42 milioni di euro lo faccia perché lo vuole la Roma, non sarebbe molto professionale e al Barcellona sono grandi professionisti.”

Le cessioni. 
“Prima di arrivare qui, l’acquisto più costoso che ho fatto è stato Vazquez, a 15 milioni. Se guardi i giocatori che ho ceduto, il più costoso è stato Dani Alves per 42, qui ho venduto Salah per 50, Radja per 40, Alisson, Rüdiger per 40… I costi dei giocatori si sono alzati, per me è un po’ una follia.”

Spegni il telefonino a Natale? 
“Mai. È il mio lavoro. Racconto una storia: era Natale 2002-2003, ero andato a vedere Reinaldo Navia, un giocatore cileno che giocava in Messico. Mi ricordo che era Capodanno, in Spagna si mangia un chicco d’uva a mezzanotte per ogni rintocco. 5 minuti prima ero al telefono con i dirigenti della squadra messicana. Poi non l’ho preso perché non avevamo una lira (ride, ndr). Quelli che mi conoscono sanno che è difficile avere una conversazione senza il telefono a fianco. Non dico che sono il DS più bravo, sicuramente no, ma uno di quelli che lavorano di più sicuramente. Da mio padre ho imparato che per diventare qualcuno, l’unica strada è il lavoro.”