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STADIO

Oggi da Torino la relazione su Tor di Valle

IL TEMPO (F.M.Magliaro) – Oggi scade il termine stabilito dal contratto fra Campidoglio e il Dipartimento Trasporti del Politecnico di Torino guidato dal professor Bruno Dalla Chiara, per la consegna della relazione finale sulla mobilità del progetto Stadio della Roma di Tor di Valle. Fino al tardo pomeriggio di ieri, stando alle fonti del Comune, il testo finale dell'Ateneo torinese non era ancora stato consegnato. Vero è che negli accordi iniziali – c'è una lettera di fine luglio dal Politecnico al Comune – era prevista la possibilità che qualora fosse emersa la necessità di «realizzare simulazioni, costruire modelli, caricare dati su un simulatore di traffico, analizzare i risultati» l'Università avrebbe potuto chiedere tempo aggiuntivo «da valutare in corso d'opera». Questa eventualità, però, non pare essere all'ordine del giorno, per cui è plausibile attendersi per oggi la consegna della relazione definitiva. Un documento che – stando al contratto firmato dal direttore del Dipartimento Mobilità del Campidoglio, Gianmario Nardi – dovrebbe essere secretato come era avvenuto per la relazione preliminare anche se il «segreto» è stato violato in pochissime ore.

Nella prima analisi del Politecnico si evidenziavano carenze gravi nella mobilità che, in occasione delle partite serali infrasettimanali, è stata definita «catastrofica» con virgolette dei tecnici torinesi. Ora, se giuridicamente non aveva valore la bozza preliminare e non ne avrà quella definitiva, politicamente per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, incassare la benedizione del Dipartimento Mobilità di Torino è fondamentale per convincere i 5/7 consiglieri riottosi in vista del voto su variante e convenzione urbanistica. Chi invece sembra scommettere comunque non solo sul buon esito ma anche su una rapida conclusione del tutto è la borsa dove il titolo As Roma, ieri, ha fatto registrare una buona performance chiudendo con un un rialzo del 7,69%.

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NEWS

Florenzi: “Vorrei essere come Totti e De Rossi”

Alessandro Florenzi, terzino della Roma, ha parlato a Mediaset in vista della seconda parte di stagione. Questo le sue parole:

La Roma è guarita?
La Roma ha finito il 2018 con il piglio giusto. Sappiamo che possiamo e dobbiamo fare meglio. Nel 2019 serve più continuità e più risultati positivi.

Come è possibile ritrovare la continuità?
Dobbiamo ritrovarci noi come gruppo. Anche se il gruppo è sempre stata la nostra base da dove siamo ripartiti, il gruppo ti può salvare in qualsiasi circostanza. Fare vittorie tutti insieme deve essere il nostro obiettivo. Da soli le partite non si vincono.

La Coppa Italia?
Potrebbe essere un obiettivo importante per la Roma, ma non dobbiamo levare i sogni dalla nostra testa. Anche se sappiamo che è una cosa impossibile abbiamo anche un altro obiettivo, che è quello della Champions. Ripercorrere quanto fatto l’anno scorso non dico che è un’utopia ma sarebbe un sogno, ovviamente non sarà facile migliorarsi.

C’è poca cattiveria nella squadra?
Non penso, basti vedere alcuni allenamenti nostri. Alle volte siamo mancati sotto alcuni profili, non siamo stati magari concreti tirando tante volte in porta. Parlo di tutta la squadra, me incluso. Non parlo solo degli attaccanti. In questo siamo un po’ mancati, come siamo mancati nella voglia di non prendere gol, e qui non parlo solo dei quattro difensori, ma di tutta la squadra. Cosa che l’anno scorso c’era un pochino di più e dobbiamo sicuramente ritrovarla.

Chi è che ti ha stupito di più dei tuoi compagni?
Sicuramente Zaniolo sta facendo molto bene, è entrato molto bene nella nostra filosofia. Adesso è sulle ali dell’entusiasmo, ma deve restare molto tranquillo, già gliel’ho detto. Deve restare con i piedi per terra. Anche se credo che abbia una famiglia alle spalle con i piedi per terra, che possa sicuramente aiutarlo. Non scordiamoci che Pellegrini è un ’96, anche se io lo conoscevo, sta facendo grandi cose. Saranno due pilastri della Roma.

De Rossi manca da molto tempo, quanto pesa la sua assenza? Che capitano sei e vorresti essere?
Mi piacerebbe essere un capitano che si avvicini a Daniele. So che non è una cosa facile, so che davanti a me ho una strada difficile per arrivare a quello che è Daniele e a quello che è stato Francesco (Totti, ndr) per 20 anni. Quello in cui penso posso reincarnarmi di più è sicuramente Daniele, ma per essere persone come lui e Francesco ci vogliono anni e anni. Ancora devo sicuramente migliorare per arrivare a quello fatto da loro.

Ti sei legato alla Roma a vita, ma sei stato anche contestato. Come vivi il rapporto col gradimento dei tifosi? Ti stimola? Ti disturba? Ti ferisce?
Lo sento… Lo sento… Lo faccio ovviamente passare perché so che posso fare un qualcosa di più in campo, finché quello rimanga in campo ed è giusto che i tifosi facciano la loro parte. La cosa che posso sicuramente affermare, ed è una cosa che ci accomuna, è la maglia della Roma, il bene della Roma. Non lo dico perché voglio far arrivare qualcosa di diverso da quello che non sono. Sono rientrato dopo undici mesi di assenza e dico la verità, alcune volte dovevo non giocare. Dico la sincera verità. L’amore per questa maglia mi ha fatto fare cose che non dovevo fare, mi ha fatto prendere antinfiammatori che era meglio non prendere per giocare una determinata partita, che poteva non essere Roma-Juventus o Roma-Real Madrid. In quel momento arriva un’altra cosa dentro di me, che è quello che accomuna me e i tifosi della Roma, è questa maglietta, per cui ho firmato un contratto veramente importante, spero che con le mie prestazioni future possa ritornare, ma non è mai finito l’amore per la Roma e i suoi tifosi.

Insulti, buu razzisti: è emergenza sociale?
È un’emergenza sì. Nel senso, la mia famiglia viene allo stadio, non vorrei mai che mia figlia sentisse degli ululati, non sono cose che insegno. Detto questo, dei tifosi, non facciamo di tutta un’erba un fascio, non facciamone un macro-problema del calcio. Quello che posso volere io è portare più famiglie allo stadio e rendere lo sport quello che è, una delle cose più belle della vita.

Pensi sarebbe giusto interrompere come chiede Ancelotti?
Non lo so, ci sono posizioni discordanti, chi si vuole fermare diventa il salvatore e chi pensa che sia sbagliato magari diventa un bersaglio, questo non so se può aiutare o no.

Cosa devi a Di Francesco?
Al mister devo sicuramente la fiducia. Sono rientrato l’anno scorso dopo 11 mesi e ho fatto più di 40 partite. Sinceramente non me l’aspettavo, mi ha dato fiducia e ho cercato di ripagarlo col massimo.

Vi sentite tutti più al sicuro adesso, mister compreso?
Siamo noi che dobbiamo finire di scacciare queste nubi rimaste, la prossima partita sarà importante. Già la Coppa Italia ci ha dato un dispiacere contro una squadra di minore categoria qualche anno fa. Non sottovalutare la Coppa Italia per noi è un obiettivo.

Per il quarto posto sarà derby con Lazio e lotta col Milan?
Non dobbiamo precluderci quello che la matematica non ci può dare. Noi dobbiamo iniziare a vincere, cercare di riprendere l’obiettivo di quest’anno, entrare in Champions. Il nostro obiettivo è quello da quarta o da terza.

L’alchimia della scorsa Champions pensi si possa ricreare?
Penso sia rimasta in noi giocatori, in tanti tifosi, nella città e anche nella storia, perché nella sua storia la Roma è andata solo due volte in semifinale, resta una pagina importante. Non dico che ci cambiamo quando sentiamo la musichetta, ma hai uno stimolo in più che ti fa dare quell’uno o due per cento in più.

Che Nazionale vedi?
Siamo partiti col piede giusto, siamo un buon gruppo, tanti giovani, alcuni molto esperti, alcuni una via di mezzo e io mi ritengo tale. Abbiamo riportato entusiasmo che mancava e a marzo ci sono subito due partite in cui vogliamo fare sei punti.

Pensi che Kolarov abbia ragione sui tifosi che non capiscono di calcio?
Non lo so, ci sono tante variabili, tante persone. C’è un mio amico che è un tifoso e penso sia un intenditore di calcio, c’è il mio miglior amico che è uno dei più passionali ma di calcio capisce poco. C’è spazio per tutti.

Ti aspetti che il mercato rafforzi questa Roma?
Stiamo riprendendo pedine importanti che ci sono mancate in questo autunno, siamo rimasti un po’ corti, poi c’è la società e fa il suo lavoro.

Ieri sarebbe stato il compleanno di Astori…
Ci ho pensato… Penso che questa domanda possa finire qui, veramente, grazie.

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Calciomercato

Ag. Dendoncker: “Nessun contatto con la Roma”. Ds Anderlecht: “La decisione spetta al Wolverhampton”

Uno dei nomi accostati più frequentemente alla Roma in queste ore è quello di Leander Dendoncker, centrocampista di proprietà dell'Anderlecht in prestito al Wolverhampton (accordo fino al 1 luglio 2019 con diritto di riscatto fissato a 13,5 milioni di euro). Andres Dendoncker, fratello e agente del giocatore, frena sull’ipotesi di un tempestivo trasferimento in Italia. “Non c'è nulla di deciso – sottolinea a LaRoma24 – Dobbiamo capire un po' di cose. Ieri in FA CUP Leander ha giocato tutta la partita (appena 3 presenze finora, ndr) ed è andata bene. Ora dovremmo vedere un po' di cose con i Wolves e poi decideremo di comune accordo. Monchi? Per ora nessun contatto. Via in prestito? Si è una soluzione se il club che lo vuole lo richiede”.

Del centrocampista classe '95 ha parlato anche Michael Verschueren, direttore sportivo dell'Anderlecht: "Leander é un giocatore ceduto in prestito ai Wolves, motivo per cui ogni decisione eventuale per gennaio spetta a loro".

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NEWS

Roma, Vizoco: “Il rischio della pausa è nella perdita del ritmo degli allenamenti”

Il preparatore atletico della Roma Nicandro Vizoco ha parlato ai microfoni di Sky Sport raccontando come è andata la ripresa degli allenamenti dopo la sosta. 

Per noi la preparazione cambia poco in questo momento, siamo tutti concentrati sulla Virtus Entella, giocare lunedì ci dà la possibilità di migliorare ancora”.

Come gestire i richiami atletici?
"Con gradualità, pur con una sola settimana di stop si perde qualcosa e si deve cercare di riprendere il ritmo ed evitare rischi dovuti alla pausa".

Traumi muscolari?
"Si cerca di monitorarli e per farlo centelliniamo i carichi di lavoro".

Benefici e svantaggi dopo la sosta?
"Ci sono solo benefici perché il calendario della Roma è molto fitto, quindi è indispensabile avere una pausa. Gli svantaggi sono dovuti a una perdita di ritmo, che poi viene ripresa non appena si scenderà in campo"

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Roma femminile: Pipitone, Bonfantini, Serturini, Bartoli, Bernauer, Swaby convocate in nazionale

Una bella realtà la Roma femminile, che sta ottenendo buoni risultati in campionato dopo un inizio difficile dovuto sopratutto alla ricerca dell'assetto della nuova rosa e a qualche infortunio di troppo.

La ricompensa per le azzurre di Elisabetta Bavagnoli arriva dalle convocazioni in nazionale, riconoscimento dell'ottimo lavoro svolto finore: Rosalia Pipitone, Agnese Bonfantini, Annamaria Serturini e Elisa Bartoli si uniranno alla nazionale azzurra, mentre Vanessa Bernauer è stata convocata dalla rappresentativa svizzera e Alysson Swaby dalla nazionale giamaicana. 

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Florenzi: “Sogniamo di migliorarci in Champions. La continuità? Dobbiamo ritrovarci come gruppo”

Dopo la vacanza con moglie e figlie alle Maldive, tornato a disposizione di Di Francesco, Alessandro Florenzi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sport Mediaset. Ecco una parte delle sue dichiarazioni:

La Roma è guarita?
La Roma ha finito il 2018 con il piglio giusto. Possiamo e dobbiamo fare meglio. Nel 2019 serve più continuità.

Come è possibile ritrovare la continuità?
Dobbiamo ritrovarci noi come gruppo. Il gruppo ti può salvare sempre, continuare a vincere tutti insieme è il nostro obiettivo. Da soli non si vince.

La Coppa Italia?
Potrebbe essere un obiettivo importante per la Roma, ma non dobbiamo levare i sogni dalla nostra testa. Abbiamo anche un altro obiettivo, che è quello della Champions. Ripercorrere quanto fatto l’anno scorso e magari migliorarci non dico che è un’utopia ma è un sogno, ovviamente non sarà facile.

Poca cattiveria nella squadra?
Non penso. Alle volte siamo mancati sotto alcuni profili, non siamo stati concreti. Parlo di tutta la squadra, me incluso. Non parlo solo degli attaccanti. In questo siamo un po’ mancati, come siamo mancati nella voglia di non prendere gol, e qui non parlo solo dei difensori.

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De Rossi, esclusa l’operazione: si prosegue con le terapie

Continua a mancare, Daniele De Rossi, alla Roma e ai suoi tifosi. Il capitano giallorosso nella giornata di ieri si è sottoposto ad una risonanza magnetica di controllo presso la clinica Villa Stuart con l'obiettivo di fare un bilancio sulla possibilità di recupero in tempo brevi. Come riporta Sky Sport, al momento è stata nuovamente scongiurata l'ipotesi di un'operazione chirurgica per risolvere il problema alla cartilagine del ginocchio, mentre si proseguirà con la terapia conservativa osservata fin qui.

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Allenamenti

Trigoria. Individuale per Manolas, ElShaa con l’influenza

Riprende il lavoro della Roma in questo 2019, al secondo allenamento dalla ripresa nella giornata di ieri nel centro sportivo Fulvio Bernardini. Ancora esentato dalla seduta El Shaarawy, a casa per una sindrome influenzale, mentre prosegue il lavoro in palestra per capitan De Rossi. Lavoro individuale in campo, invece, per Manolas, Coric e Santon, così come osservato ieri. Il resto del gruppo ha iniziato l'allenamento in palestra, per poi proseguire con il lavoro atletico in campo e ad alcune esercitazioni tattiche prima della partitella finale.

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Rassegna stampa

Di Francesco cambia marcia contro il gennaio nero

La Roma lavora per non ripetere gli errori del passato. Come ricorda La Gazzetta dello Sport, lo scorso anno durante il mese di gennaio i giallorossi hanno totalizzato 2 punti su 12 disponibili, archiviando in anticipo le velleità scudetto e costringendola alla corsa per la Champions League. Quest’anno ci sarà un altro ciclo di partite di diversa natura nel primo mese dell’anno, ma con diverse insidie: i capitolini inizieranno affrontando l’Entella in Coppa Italia e poi si ributeranno nel campionato nelle sfide con Torino, Atalanta e Milan. Di Francesco e il suo staff, per evitare il crollo, hanno cambiato già in estate qualcosa dal punto di vista della preparazione.

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Rassegna stampa

Roma, il colpo sta al centro

IL MESSAGGERO (U.Trani) – De Rossi ancora non corre. E nessuno, nè lo staff medico nè il diretto interessato, può avere alcuna certezza sul giorno in cui il capitano potrà riprendere il suo posto in mezzo al campo. La Roma ha bisogno della sua presenza che incide nel gioco e nello spirito del gruppo. Ecco perché la priorità, proprio alla luce del periodo di inattività di De Rossi che al momento non è possibile calcolare con precisione, è il centrocampista. Monchi, su input della proprietà Usa, lo deve cercare low cost. Ma non può essere contemporaneamente low profile. Così il ds ha deciso di tornare su un giocatore, almeno ultimamente, ignorato, richiamando il Porto per Herrera, mediano classe 90 in scadenza di contratto a fine giugno. L'obiettivo è mirato: Di Francesco, in 17 delle 25 partite stagionali, ha scelto il 4-2-3-1.

PISTA COMPLICATA – Il messicano è l'ideale per questo sistema di gioco. E quindi per giocare accanto a Nzonzi o Cristante, permettendo a Lorenzo Pellegrini di restare più avanti, nel ruolo di trequartista. Monchi, per ora, ha incassato il no del Porto. Che non vuole cedere il suo titolare alla prossima avversaria negli ottavi Champions. Atteggiamento comprensibile e da mettere in preventivo. Il ds, però, insiste: meglio 7-10 milioni oggi che niente in estate, quando il calciatore se ne andrà da svincolato. Lo stesso Herrera, però, non è più convinto di partire in questa sessione invernale di mercato: a fine stagione spunterebbe sicuramente un ingaggio migliore, andando via a costo zero. Il Milan gli ha già detto che è pronto ad accontentarlo a giugno. L'alternativa rimane Bennacer, anche se l'Empoli non lo vuole liberare a gennaio. Accardi, ds del club toscano, ha addirittura negato l'offerta giallorossa. Piace il brasiliano Thiago Mendes, 26 anni, regista del Lille, trattato a luglio dalla Lazio e a dicembre dal Monaco: possibile il prestito con riscatto a 20 milioni. Tentativo pure per de Roon dell'Atalanta, incedibile per Gasperini.

RILANCIO IN VISTA – Il monte-ingaggi, da abbassare su richiesta di Pallotta, frena Monchi. L'Inter è pronta a far partire Miranda, ma vuole 5 milioni. Niente prestito, dunque. Il centrale, 34 anni, prende 3,5 milioni, stipendio che la Roma, se partirà Marcano, non può concedergli. Come, sempre per non far lievitare il costo del personale, non ha intenzione di incontrare gli agenti di Manolas e Pellegrini per potenziargli il contratto, magari alzando le loro clausole (rispettivamente di 36 e 30 milioni), valide solo in estate. Dall'Inghilterra, nuovi rumors sulla proposta fatta dallo United a Manolas: contratto quinquennale da 6 milioni netti a stagione, con il difensore che andrebbe a guadagnare il doppio. A giugno, invece, il ds giallorosso si concentrerà su Mancini, difensore dell'Atalanta, e su Piatek, centravanti del Genoa. Karsdorp, intanto, può finire in Belgio.