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Curva Sud: “Portate la sciarpa a Roma-Milan per ricordare De Falchi”

"In occasione di Roma-Milan i ragazzi della Sud ricorderanno Antonio De Falchi nel trentesimo anniversario della sua scomparsa. Vi invitiamo a portare la sciarpa che tesa durante l'inno andrà ad abbracciare idealmente Antonio". Il testo su un volantino diffuso dalla Curva Sud che in occasione di Roma-Milan in programma domenica prossima alle ore 20:30 allo stadio Olimpico, vorrà ricordare Antonio De Falchi, il tifoso romanista ucciso nel giugno del 1989 fuori dai cancelli di San Siro durante il pre-partita di Milan-Roma. 

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Di Francesco: “Con questa Roma divento matto, non siamo guariti. La rimonta è demerito nostro”

Il tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della gara pareggiata per 3-3 da Roma ed Atalanta. Queste le sue parole:

DI FRANCESCO A SKY

Partiamo dalla prestazione. Perché due volti così differenti?
Bella domanda. Nel primo tempo abbiamo scelto bene, sapendo che loro attaccavano con tanti uomini, abbiamo cercato bene la verticalità e difeso bene certe situazioni. Non è la prima volta che ci capita, ma è una questione di caratteristiche mentali della squadra. E’ assurdo, dal punto di vista mentale non finisce il nostro lavoro. La squadra non è guarita o ha deficienze tali che non gli permette di farlo. Diamo anche i meriti all’Atalanta, ma il vantaggio di 3 a 0 non puoi buttarlo all’aria. Ti è andata anche bene perché poi hai preso il pareggio.

E’ la gestione del risultato che fa la differenza? 
Non vuol dire mettersi sotto la traversa, ma avere la capacità di aggredire, ripartire velocemente sapendo che loro hanno come riferimento l’uomo. Abbiamo perso troppi duelli individuali e perso troppi palloni. Quando non riesci a salire e ti abbassi la squadra ti uccide. Non ci siamo stati nella continuità. Merito all’Atalanta e grande demerito nostro. Il gol è un’ingenuità che ha dato fiducia e forza ad una squadra che prima era in estrema difficoltà.

Nel secondo tempo gli attaccanti non sono più stati in partita… 
Quando si gioca con chi è bravo a fare duelli sia fisici che tecnici. Noi abbiamo perso un po’ da tutte le parti, non siamo stati puliti sul palleggio. Ho dovuto cambiare per rafforzare la linea difensiva, arrivavano con troppa facilità alla linea nostra sinistra. Mi fa impazzire e divento matto perché non riusciamo ad avere continuità di partita. Com’è successo a Cagliari, domenica col Torino. Non possiamo essere una squadra di livello se poi non cambiamo questa cosa qua.

Escludi completamente che ci sia un aspetto fisico? 
Il primo tempo abbiamo retto, non nella continuità della gara. Avevamo giocatori in difficoltà, che magari veniva da un infortunio, ma c’era Zaniolo esterno che ha dato gamba e corsa, tant’è che Gasperini ha messo Palomino ed ha tolto un difensore. Non parliamo di cambi, se la squadra è quella giusta nel primo tempo o se metti un difensore a difenderti il gol lo prendi uguale. Se metto uno come Kluivert non solo deve difendere, ma quando ha palla deve far male.

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Pagelle

Atalanta-Roma, le pagelle. La ripresa è un disastro, DiFra pesca male dalla panchina

La Roma del primo tempo è tutto ciò che dovrebbe essere: cinica, precisa, spietata. L’Atalanta però non molla e spinge come un rullo compressore. Il gol di Castagne a fine primo tempo rompe gli argini. La ripresa giallorossa è un disastro, la Roma non solo non tira mai, ma fa fatica a superare la metà campo. Peccato, perché tutto il lavoro visto all’inizio viene buttato alle ortiche da una squadra vittima delle proprie paure e di alcuni cambi insipidi. 

Olsen 5,5: Appare un po’ insicuro nelle uscite alte, invece che aspettare la palla dovrebbe andare a prenderla in alto. Sui gol non può far nulla e miracoli non ne arrivano.

Karsdorp 5: Gioca la terza di fila, su un campo difficile mostrando pregi e difetti. Bene in fase di palleggio e spinta, peccato per le amnesie difensive, come quella che costa il gol dell’1-3 di Castagne. Dal 78’ Fazio sv: Messo per evitare il tracollo.

Manolas 6: Ilicic, Zapata e Gomez sono clienti difficili ma il greco è una colonna che non vacilla mai. 

Marcano 4: Molte sbavature. Troppo spesso scavalcato dai lanci del “Papu” e ubriacato dalle finte di Ilicic e dello stesso Gomez. Un’agonia. 

Kolarov 4.5: Male, molto male. Tanto che alla mezz’ora cambia gli scarpini e poco dopo serve a Zaniolo la palla del possibile 3-0. Buon segno? Macché. Nella ripresa Hateboer lo sovrasta e Ilicic lo dribbla ottenendo un rigore. Dormiente. 

Cristante 6: Solita partita di contrasti, fatica e concretezza che unisce alla capacità di ripartenza palla al piede dalla propria metà campo e alla straordinaria caparbietà nell’intercettazione di ogni pallone avversario, sia nella propria metà campo, sia in quella dell’Atalanta.

Nzonzi 6: Si improvvisa assist-man in occasione del secondo gol di Dzeko, pescandolo in verticale con un lancio preciso. In mezzo al campo tanta sostanza, ma quella non manca mai. 

Zaniolo 6,5: Destra, sinistra, su, giù, centro questo ragazzo può giocare ovunque e con qualsiasi parte del corpo (petto, coscia, destro, sinistro, testa) riesce ad impensierire gli avversari. Quando non segna fa assist. Meraviglioso. Qualcuno dovrebbe prendere esempio da questo giovane vecchio. “Old boy”.

Pellegrini 5: Gara in ombra nel primo tempo dove non trova mai la la giocata decisiva. Nella ripresa la musica non cambia e Di Francesco lo manda in panchina. Dal 65’ Florenzi sv: Si piazza alto a destra, mandando Zaniolo a fare il trequartista. 

El Shaarawy 6,5: Utile in fase di copertura quando c’è da soffrire e micidiale quando lo innescano in area di rigore. In silenzio, lavorando ogni giorno, Stephan sta conquistando tutti. Faraonico. Dal 62’ Kluivert 4: Messo dentro per sfruttare la sua velocità. Non si vede mai. Non fa una cosa – una – utile alla Roma. Bimbo sperduto. 

Dzeko 7: Doveva segnare di più in campionato. Detto, fatto. Anche contro chi, in questa folle città, reclamava a gran voce la panchina per il vecchio Edin. Ma in mezzo a tanti giovani, un attaccante esperto (e fortissimo) può servire eccome. 

Di Francesco 5: Incapace di arginare tatticamente l’orda bergamasca che preme incessantemente. I cambi gli danno davvero poco, ma è comunque l’ennesima rimonta.

Giorgio De Angelis

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SERIE A TIM

[FOTO e VIDEO] – Atalanta-Roma 3-3. Non basta il triplo vantaggio: la ripresa è un incubo

Ventunesima giornata del campionato di Serie A, 2^ del girone di ritorno. All'Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo fischio d'inizio alle ore 15.00 per Atalanta-Roma, gara valevole per la rincorsa al 4° posto utile alla qualificazione in Champions League.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

ATALANTA (3-4-2-1): 1 Berisha; 2 Toloi, 19 Djimsiti, 23 Mancini (53' Palomino); 33 Hateboer, 88 Pasalic (91' Pessina), 15 De Roon, 21 Castagne; 10 Gomez, 72 Ilicic (84' Barrow); 91 Zapata.
A disp.: 95 Gollini, 31 Rossi, 5 Masiello, 7 Reca, 8 Gosens, 11 Freuler, 44 Kulusevski, 17 Piccoli.
All.: Gian Piero Gasperini

Indisponibili: Varnier
Squalificati: – 
Diffidati: 10 Gomez, 15 De Roon

ROMA (4-2-3-1): 1 Olsen; 2 Karsdorp (77' Fazio), 44 Manolas, 15 Marcano, 11 Kolarov; 42 Nzonzi, 4 Cristante; 22 Zaniolo, 7 Pellegrini (65' Florenzi), 92 El Shaarawy (62' Kluivert); 9 Dzeko.
A disp.: 63 Fuzato, 77 Greco, 3 Lu.Pellegrini, 18 Santon, 16 De Rossi, 27 Pastore, 14 Schick.
All.: Eusebio Di Francesco

Indisponibili: 3 Juan Jesus (lesione menisco interno ginocchio destro), 8 Perotti (problema al polpaccio sinistro), 17 Under (sospetta lesione retto femorale destro), 83 Mirante (problema al polpaccio), 19 Coric
Squalificati: –
Diffidati: Fazio, Lo. Pellegrini, Nzonzi, Cristante

Arbitro: Gianpaolo Calvarese della sezione di Teramo
Assistenti: Passeri – Manganelli
IV Uomo: Guida
VAR: Di Bello
AVAR: Bindoni

Ammoniti: Cristante (R), Manolas (R), Nzonzi (R).
Marcatori: 3' Dzeko (R), 32' Dzeko (R), 39' El Shaarawy (R), 44' Castagne (A), 59' Toloi (A), 71' Zapata (A).

LA CRONACA DEL MATCH

90'+5 – Dopo 5 minuti di recupero termina la gara.

90' – Atalanta in costante pressione offensiva in questo secondo tempo, la Roma non riparte mai.

77' – Si passa al 3-5-2. Dentro Fazio per Karsdorp.

71' – È solo un'illusione. Zapata si prende subito la rivincita: 3-3 a Bergamo. Non reattivo nell'occasione Olsen.

70' – Calcia in curva Zapata! Errore clamoroso dal dischetto per il colombiano. Resta avanti la Roma! 

68' – Rigore per l'Atalanta! Kolarov aggancia Ilicic in area, Calvarese prima ammonisce l'atalantino per simulazione ma poi con l'ausilio del Var si corregge e assegna la massima punizione.

65' – Entra Florenzi, esce Lorenzo Pellegrini. Zaniolo si sposta sulla trequarti.

64' – Ammonito anche Nzonzi, diffidato pure lui. Altra assenza pesante contro il Milan oltre a quella di Cristante.

59' – Rientra in partita l'Atalanta. Trova infatti il gol dell'ex Rafael Toloi, su cross di Gomez. Prima rete in stagione per l'atalantino.

53' – Esce dal campo l'obiettivo di mercato giallorosso Gianluca Mancini: dentro Palomino per l'Atalanta.

49' – Clamoroso errore di Ilicic a due passi da Olsen. Lo sloveno sbaglia completamente il controllo e inciampa sulla sfera dopo l'assist di Gomez.

46' – Inizia senza cambi il secondo tempo.

45' – Finisce il primo tempo senza recupero.

44' – Ancora un gol contro la Roma per Castegne, che accorcia le distanze subito. Ilicic e Gomez inventano negli spazi stretti, l'esterno chiude di testa l'azione sovrastando Karsdorp sul secondo palo.

39' – EL SHAARAWY! Zaniolo inventa, il Faraone firma lo 0-3! Roma cinica in contropiede con l'italoegiziano sempre più capocannoniere dei giallorossi in Serie A.

32' – DZEKOOOOOOOOOOOO! Raddoppia la Roma! 82 gol in 160 partite con la Roma! Nzonzi serve in profondità il bosniaco che vince il duello in velocità con Toloi, scarta Berisha e deposita in rete! I giallorossi soffrono ma raddoppiano.

21' – Ammonizione per Cristante: diffidato, salterà Roma-Milan.

9' – Ancora pericolosa l'Atalanta. Ilicic non trova lo specchio della porta di prima intenzione col suo sinistro dopo essere stato imbeccato alle spalle di Marcano e Kolarov da Gomez. Brividi.

6' – Traversa di Gomez! Il Papu colpisce il legno direttamente da calcio d'angolo.

3' – DZEKOOOOOOOO! Si sblocca il bosniaco, oggi capitano! Kolarov crossa dalla sinistra, preciso l'assist di Zaniolo con il petto per l'inserimento di Dzeko che non sbaglia: 0-1. Gol che mancava dallo scorso 23 ottobre contro il Cska Mosca in Champions.

0' – Fischio d'inizio a Bergamo. Roma in completo grigio. Panchina per Fazio, ancora delibitato dall'influenza: gioca Marcano. Terza da titolare di fila, prima volta da quando è in Italia, per Karsdorp.

14.30 – Ai microfoni di Sky, il ds giallorosso Monchi ha così commentato la lista attribuita al collega juventino Paratici nella quale compare il nome di Nicolò Zaniolo vicino ad una valutazione di 40 milioni, lista che in molti hanno indicato come quella della spesa sul mercato: "La lista era fantacalcio, stava facendo uno scambio di giocatori. Scherzo, ma non devo valutare Zaniolo, è della Roma, dobbiamo continuare a farlo crescere perché siamo convinti che sarà un calciatore importante. Dobbiamo rilassarci e non parlare più di Nicolò".

IL PREPARTITA

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Atalanta-Roma, le probabili formazioni. DiFra col dubbio Pellegrini, rientra Nzonzi

La Roma affronta a Bergamo l’Atalanta di Gasperini, con fischio d'inizio alle ore 15.00. Sfida cruciale in chiave Champions League: i giallorossi in caso di vittoria scavalcherebbero il Milan di Gattuso, in caso di sconfitta invece verrebbero scavalcati proprio dai dirimpettai odierni. Pochi dubbi di formazione per Eusebio Di Francesco.

IL MESSAGGERO

Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; Cristante, Nzonzi; Zaniolo, Pellegrini, El Shaarawy; Dzeko.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CORRIERE DELLO SPORT

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CORRIERE DELLA SERA

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IL TEMPO

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TUTTOSPORT

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IL ROMANISTA

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Zaniolo e Milinkovic, è saccheggio Juve!

IL TEMPO (A.Austini) – Un direttore sportivo distratto. Un foglietto strappato e ricucito. Un tifoso curioso. Un lettore preoccupato. Nasce così il giallo di calciomercato che getta la lunga ombra della Juventus sui gioielli più pregiati delle romane. Nella lista che il dirigente bianconero Fabio Paratici ha lasciato, senza accorgersene, sul tavolo di un ristorante milanese ecco la lista della spesa del mercato juventino per la prossima estate. Al romanista Zaniolo, valutato a quanto sembra 40 milioni di euro, al nome del laziale «Savic» scritto sotto Pjanic e quindi sempre al centro dei pensieri del club pluricampione d’Italia, fino a Chiesa (50 milioni?), Tonali (20) e il genoano Romero (20). Insomma la Juventus vuole prendere tutti i migliori, come sempre. La storia. Fabio Paratici pranza seduto al tavolo di un ristorante di un hotel in zona Brera, che frequenta spesso. Mangia e prende appunti. Un presente lo riconosce, lo osserva, muore dalla voglia di capire cosa stia scrivendo. E una volta che il direttore sportivo straccia quel foglio, lo lascia sul tavolo e si allontana, il tifoso-curioso pensa bene di raccoglierlo e rimettere insieme i pezzi.

La foto che pubblichiamo è la «prova», parziale, del suo lavoro certosino da maniaco del calciomercato. Parziale, perché questa è solo una parte di una lista, recapitata poi a “Il Tempo” da un lettore, che l’ha ricevuta a sua volta da quel tifoso e ci ha chiesto di aiutarlo a interpretare quanto scritto da Paratici. Ci proviamo. Si inizia con un elenco di giocatori e dei numeri a fianco, che probabilmente indicano il prezzo in milioni di euro. I primi nomi sono quasi illeggibili, si intuisce che il quarto è Szoboszlai, un regista classe 2000 ungherese in forza agli austriaci del Salisburgo. A maggio scorso si è parlato di un interesse della Juventus per lui, a quanto pare Paratici pensa di prenderlo in prestito («loan») fissando il riscatto a 10 milioni («+10»). Subito dopo c'è Zennaro, talento del Venezia, anche lui del 2000 e di ruolo trequartista, che proprio qualche giorno fa è stato accostato ai bianconeri. Prezzo ipotizzato sul foglietto: 3 milioni. Scorrendo due righe più in basso, si arriva alla parte più interessante della lista.

Quattro nomi, uno dietro l’altro: Romero 20, Tonali 20, Chiesa 50, Zaniolo 40. Sui primi tre è noto l'interesse juventino, il difensore del Genoa in realtà è già stato bloccato nell’ambito dell'operazione che ha riportato Sturaro in Liguria, con annessa plusvalenza. Tonali piace a tutti i grandi club e quel «20» difficilmente basterà a convincere il Brescia di Cellino, così come 50 pare un'offerta troppo bassa per strappare Chiesa alla Fiorentina. Ma il figlio d’arte piace tantissimo alla Juventus e si sa.

La novità sarebbe quindi rappresentata dall’assalto a Zaniolo, il miglior giovane del campionato italiano che la Roma si appresta a «difendere» con l'imminente rinnovo di contratto. Detto questo, Monchi dovrà mettersi l’elmetto per tutta l'estate se vorrà davvero, come ha dichiarato, resistere ai vari assalti annunciati da mezza Europa. Nella seconda colonna della lista compare una freccia riferita a dei difensori esterni sinistri («dif. est. sx») che però non possiamo leggere. Sotto, altri due nomi: il secondo pare essere Muratori, centrocampista della Juve Under 23. In un’altra parte del foglio ecco Pjanic, in vendita da tempo, e subito dopo «Savic». Potrebbe anche essere il difensore dell’Atletico ex viola, ma tutto lascia pensare si tratti di Milinkovic.

Il lettore ci racconta che dalla versione complessiva del listone si evincerebbe la partenza di Benatia – cosa appena avvenuta – e la possibile cessione di Douglas Costa al Chelsea. Ma di questo non ci fornisce alcuna «prova» fotografica. Sarà tutto vero? L'autore è realmente Paratici? E se pure fosse, secondo quale logica ha scritto quei nomi e quei numeri? Non possiamo rispondere con alcuna certezza, ma il quadro complessivo è verosimile e abbiamo deciso di mostrarvelo. Con gli obbligati dubitativi del caso. Le smentite o, al massimo, i no comment della Juventus saranno altrettanto doverosi. Ma non sarebbe la prima volta che i piani di una società, un litigio (ricordate la telefonata Lotito-Inzaghi?) o la formazione di un allenatore venissero svelati grazie a questa sorta di Grande Fratello continuo che circonda il calcio. Quando c’è di mezzo il mercato, poi, i tifosi si fanno voraci e sui social tutto diventa virale in un attimo. C'è da giurare che accadrà lo stesso oggi col «pizzino» della Juve, con i tifosi bianconeri a sognare i prossimi colpi e quelli delle romane preoccupati di doversi rassegnare all'ennesimo saccheggio dei più ricchi.

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Atalanta-Roma, tra i convocati De Rossi, Florenzi e Pellegrini

Sono 21 i giocatori convocati per la gara di domani in casa dell'Atalanta. C’è Daniele De Rossi, oltre a Lorenzo Pellegrini e Alessandro Florenzi, anche se i due, per stessa ammissione del tecnico, non sono al massimo. Assenti per infortunio Under, Jesus, Mirante e Perotti. Out anche Coric. Questa la lista completa:

Portieri: Olsen, Fuzato, Greco;
Difensori: Karsdorp, Luca Pellegrini, Kolarov, Marcano, Santon, Fazio, Florenzi, Manolas;
Centrocampisti: Cristante, Lorenzo Pellegrini, De Rossi, Zaniolo, Pastore, Nzonzi.
Attaccanti: Schick, Dzeko, Kluivert, El Shaarawy.

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Di Francesco: “Con l’Atalanta Pellegrini e Florenzi in dubbio, Schick a destra è un’opzione”

Appuntamento alle 12.45 nel centro sportivo Fulvio Bernardini per la conferenza stampa pre Atalanta-Roma di mister Di Francesco. Queste le sue parole:

De Rossi è tornato in gruppo, come ha reagito? E’ a disposizione? 
Sì, sono molto contento di come ha reagito. A differenza della partita col Genoa in cui lo avevo convocato più per un sostegno morale, la sua presenza era importante in quel momento, ora è proprio a disposizione. Ovviamente non ha i minuti nelle gambe, non si è allenato con la squadra un tempo determinato, però il ginocchio ha reagito abbastanza bene. Siamo soddisfatti di questa prima settimana, mi auguro che rimanga tale anche per le prossime.

Quali sono le insidie del match con l’Atalanta? 
Ho molta stima di Gasperini e della sua squadra, è molto fisica e tecnica. Le insidie sono tantissime, dobbiamo rimanere in campo con fisicità e aggressività. Sarà una partita combattuta, loro hanno fatto sempre molto bene contro le grandi. Dobbiamo imporre il nostro gioco nonostante le loro qualità.

Zaniolo a destra può essere rivista anche domani?
Abbiamo avuto qualche problemino fisico con Pellegrini e Florenzi che dobbiamo valutare entro domani, per questo la formazione è un po’ in bilico in generale. Sono tutte opzioni valide, anche il fatto di poter spostare Zaniolo, ma devo valutare le altre situazioni fisiche. Anche Florenzi può fare quel ruolo, come Kluivert che ha giocato in queste occasioni. Come lo stesso Schick ha dimostrato di poter coesistere con con Dzeko, anche se va valutato per una partita intera. Sono tutte soluzioni che tengo in considerazione per questa gara e quelle a seguire.

Come sta Dzeko di condizione? 
Questa settimana si è allenato veramente bene, a livello di continuità sapendo che gli mancano un po’ di minuti per poter arrivare in condizione. Un attaccante ha bisogno di far gol, magari quando finisce una partita e non fa gol l’attaccante è arrabbiato, però ho visto Edin entusiasta della prestazione della squadra e del fatto che abbiamo visto. Diventa un giocatore per noi che sa giocare a calcio, sa mandare i compagni in porta, sa far girare la squadra, è normale che deve fare gol. Sono convinto che tornerà a farli presto.

I diffidati influiranno sulle sue scelte? 
Non sto pensando a questo, cercherò di mettere in campo la squadra più opportuna per fare bene contro l’Atalanta. Poi valuteremo le gare successive.

Karsdorp è pronto per fare tre partite di fila? 
Secondo me sì, c’è stato un tempo di recupero in più. Lui ha riposato di più in alcuni allenamenti, lui e Santon sono in ballottaggio per il ruolo di terzino.

L'Atalanta è una concorrente per la Champions? L’Inter può essere risucchiata nella lotta per il 3-4 posto? 
E’ ovvio che noi prima di tutto dobbiamo cercare di arrivare quarti visto. L’Inter ha un buon vantaggio, poi sappiamo tutti che bisogna giocare le partite. L’Atalanta è un avversario molto temibile per il quarto posto, non ha coppe, ha solo la Coppa Italia. E’ una squadra che fa paura, ha tutte le potenzialità e le carte in regola per poter ambire al quarto posto. E’ una squadra forte.

Gasperini ha parlato dell’interesse della Roma su Mancini. Che ne pensa lei di questo calciatore? 
Puoi fare un’altra domanda. Non parlo dei giocatori che non sono della Roma. Io sono uno molto corretto, prima di una partita non si parla di un avversario.

Nzonzi può tornare dal primo minuto?
Pressiamo anche noi e non solo loro, è una squadra fisica, lui è un giocatore fisico, ci può essere molto utile per questa gara. Ha superato pienamente tutti i problemi e potrebbe essere della partita.

State valutando qualche cessione? Coric, Pellegrini…
Stiamo facendo delle valutazioni, ma è ancora presto per poterlo dire. Tutte le parti devono essere d’accordo, anche in base alla volontà dei calciatori. Hanno poco spazio, ma ce li teniamo stretto. Abbiamo tre partite molto importanti in questa settimana, al mercato pensa il direttore sportivo.

Dal punto di vista concettuale, contro questa Atalanta, è meglio accettare i duelli fisici o metterla più sulla qualità? 
Io credo che l’Atalanta, se guardiamo gli elementi che ha davanti, ne ha di qualità. Ha Ilicic, ha Gomez, ha qualità. Effettuano tanti dribbling. Dobbiamo mettere in campo la qualità, ma anche il fisico. Sarà una partita molto aperta, in un campo non facile.

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Kolarov: “Le punizioni non si insegnano, si allenano. Mai visto uno come De Rossi”

Aleksandar Kolarov ha rilasciato una lunga intervista al portale ufficiale del club. Queste le sue parole:

Partiamo dall’inizio. Chi era Aleksandar da bambino?
Un bambino come tutti gli altri. Ovviamente vengo da un Paese come la Serbia, dove non c’erano molte possibilità visto il periodo in cui sono cresciuto. Per questo il pallone era un’ossessione, non solo per me ma anche per tutti i miei amici. Dopo un po’ è diventato un sogno, già da piccolo ero convinto che sarei arrivato in alto.

Quando hai capito che avresti fatto il calciatore?
Gioco da quanto ho sette anni, poi a 17 anni ero al Cukaricki Stankom e sono passato dalla Primavera alla Prima Squadra. Ho cominciato a fare sul serio e dovevo scegliere se continuare a fare il calciatore o continuare la scuola: ho preso la strada del pallone, ma dopo ho proseguito comunque gli studi come potevo. È lì che ho capito che il calcio sarebbe stato davvero il mio futuro.

C’è un giocatore al quale ti ispiravi o che ammiravi?
Tutta la mia generazione guardava agli idoli della Stella Rossa, quelli che vinsero la Coppa dei Campioni nel 1991. Io adoravo Mihajlovic e mi ispiravo a lui. In realtà ho sempre ammirato i calciatori offensivi e tecnicamente forti, non mi interessavano i terzini. Mi piaceva molto Lampard, con il quale sono riuscito a giocare al City, e anche Gerrard. Tra quelli della Serie A da noi era molto famoso Ronaldo in Fenomeno, un idolo per tutti, anche Maldini per la classe che aveva. E poi Totti, quando la Roma vinse lo Scudetto.

Hai sempre giocato come terzino?
No, principalmente ero ala: da terzino ho iniziato con la Primavera. Per questo ho il numero 11. Da più piccolo ero anche centrocampista o mezzala sinistra. Avevo già un tiro potente e in quelle categorie faceva la differenza questo dettaglio: i portieri erano bassi e bastava tirare forte e alto per scavalcare la barriera.

Chi ti ha insegnato a calciare le punizioni?
Mi è sempre piaciuto, fin da quando ero bambino. La potenza ce l’ho sempre avuta, ma le punizioni non si insegnano, si allenano. Io mi alleno tanto. E ogni tanto faccio qualche gol bello. Ma è solo allenamento.

Qual è il consiglio migliore che hai ricevuto in carriera?
A un ragazzo puoi dire tutto quello che vuoi, come all’uomo, ma finché non vai contro un muro non le realizzi certe cose, devi capirle da solo. Io credo sempre nel lavoro e nell’onestà. Devi presentarti bene al campo di allenamento, con la motivazione giusta e con la disciplina. Non basta alzarsi una mattina e dire “dai, oggi sono calciatore”, bisogna pensarlo sempre, anche nei momenti meno belli, perché è lì che serve andare più forte.

Quanti anni avevi quando è iniziata la guerra nel tuo Paese?
Avevo 14 anni quando è cominciato tutto nel mio Paese e ricordi molto vivi di quel periodo. Dopo due o tre giorni di paura, purtroppo, ti abitui che la guerra resta lì, non se ne va. E tu puoi fare tutto quello che vuoi, ma se quelli da sopra lo decidono sei fuori. Quindi abbiamo iniziato a vivere una vita regolare, non si andava a scuola e per noi era tanto, perché significava avere più tempo per giocare a pallone. Lo facevamo per strada, di sera c’erano le sirene e ci rifugiavamo, era il segnale che gli arei stavano partendo dalle basi. Poi è arrivato il momento in cui neanche le sirene ci facevano più effetto e dopo un mese di guerra rimanevamo fuori a giocare, fino a mezzanotte.

Quanto ha influito sulla tua vita quel periodo?
È stata un’esperienza che ha fatto crescere in fretta tutti i ragazzi della mia generazione, siamo diventati uomini prima.

Qual è la persona con cui hai condiviso maggiormente questa esperienza?
Mio fratello Nikola. Stavamo sempre con il pallone tra i piedi. E qualche volta ci siamo fatti anche male. Ci piaceva tanto un gioco, partivamo dai due lati opposti della stanza, mettevamo un pallone al centro e gli andavamo contro correndo, per vedere chi vinceva il contrasto e chi era più forte fisicamente. Una volta gli ho rotto la clavicola. Mentre lui mi ha rotto una mano.

In molti ti descrivono come serio e burbero: vuoi smentire questa voce?
Non c’è niente da smentire, io sono serio. Sono il primo a scherzare, se serve, ma ci sono i momenti in cui non si può. Non mi piace scherzare in campo. Ovviamente ci sono allenamenti in cui ci si diverte di più, ma quando si lavora si lavora, non mi piace quando uno sottovaluta gli allenamenti: lì mi incazzo proprio.

Quando torni a casa però un sorriso lo farai…
Io rido sempre, tranne quando sono nervoso: capita a tutti. La cosa che non mi piace è una: siccome sono un personaggio noto e sono un calciatore, qualcuno si prende troppa confidenza con me se mi incontra per strada. E io mi chiedo: ma ci conosciamo? Sarà anche un mio difetto, ma sono fatto così.

Il calcio però sembra darti tante emozioni…
Per me, visto che ti alleni tutta la settimana, non c’è una cosa più bella della vittoria, al fischio finale mi sento volare, mi sento più libero. Quando non vinciamo sono teso e non riesco a dormire. Noi lavoriamo per questo. Sono sempre contento dopo un successo, tutte le volte, mi basta vincere contro una squadra di terza categoria per provare una sensazione incredibile.

Qual è il campo più difficile sul quale hai giocato in carriera?
Ci sono tanti campi caldi. Anfield è molto difficile a livello di ambiente. Tutte le partite più importanti le senti da solo, non serve la cornice a ricordarti che sono difficili. E dopo un po’, con l’esperienza, la pressione dei tifosi la senti sempre meno, però.

Chi è il tuo migliore amico nel calcio?
Ne ho tanti, con molti di loro ci sono cresciuto. Non vivendo più in Serbia, la vita mi ha diviso con molti di loro. Il mio migliore amico è Dorde Rakic, mi ci sento spesso, ha giocato in Italia alla Reggina, in Germania e in tante altre parti del mondo. Edin (Dzeko, ndr) lo conosco da tanti anni ed è uno dei miei migliori amici. Daniele (De Rossi, ndr) lo conoscevo prima, ma ora che ci gioco insieme e ho approfondito la persona lo ritengo tra i miei migliori amici. Ho un ottimo rapporto anche con Company, del City. Ma la vita è così, spesso ci si allontana.

Giocare in Premier era un obiettivo importante per la tua carriera?
Avevo dieci anni e quando guardavo il calcio inglese in televisione già dicevo a mia madre “io andrò a giocare lì un giorno”. Quando poi sono andato al Manchester City l’ho chiamata e le ho detto “hai visto che avevo ragione?”. Lei mi ha risposto “te mica sei normale…

Cosa vuol dire per te indossare la maglia della Serbia?
È un orgoglio, come credo lo sia per tutti i calciatori di ogni Paese. Io ho fatto più di 80 presenze in Nazionale e sono capitano, quindi sono certo della convocazione. Eppure mi sento sempre fiero quando arriva la chiamata, è un’emozione tutte le volte. Quando non sentirò più niente, smetterò di giocarci. È una cosa che devo al mio Paese. Noi non andiamo lì per soldi, non siamo pagati, ma è un orgoglio. E finché provo qualcosa ci sarò.

Quanti tatuaggi hai?
Ne ho uno, ma è enorme. Volevo farlo, sette o otto anni fa ho chiamato un mio amico e abbiamo deciso mentre lo faceva cosa aggiungere. Mi chiedeva “ti piace questo?” e inserivamo un dettaglio. Non ha un significato particolare. Ora non lo rifarei, ma ormai è lì.

Al tuo arrivo a Roma si è parlato tanto del tuo passato alla Lazio: poi è arrivato quel gol a Bergamo alla prima di campionato. Cosa hai pensato dopo aver segnato?
Quando ho ricevuto la chiamata della Roma non ho mai avuto dubbi, anche perché già conoscevo la piazza e gli eventuali problemi. Ma sapevo che lavorando bene e facendo il mio mestiere non avrei fatto fatica in questa avventura. La punizione segnata alla prima partita è stata una bella spinta. Io non mi guardo mai indietro, so che a qualcuno inizialmente il mio passato alla Lazio ha dato fastidio, da una parte e dall’altra. Questo però fa parte del calcio e dell’ambiente di questa città. Ognuno ha la sua opinione ed è libero di esprimerla.

Che consiglio daresti a un ragazzo che sogna la carriera da professionista?
Essere onesti con se stessi. Tutti i genitori vogliono bene ai figli, ma alcuni esagerano. Io sono stato fortunato, perché mia madre non capiva niente di calcio e mio padre non giocava. Ho fatto il mio percorso da solo. Oggi appena uno fa un gol a dieci anni, la mamma e il papà sono i primi a dire “questo è più forte di Totti e di De Rossi”. È sbagliato. Se mio figlio domani vuole fare il calciatore ma non è capace, sarò io il primo a dirgli che è scarso, serve la verità. Ce ne sono tanti di ragazzi bravi, ma a quindici o sedici anni non sono diventati già giocatori forti, c’è tanta pasta ancora da mangiare per crescere. Serve onestà con i giovani e loro devono essere bravi a lavorare tanto. Faccio un esempio. Nicolò Zaniolo è un ragazzo dal futuro top.  Mi piace come si comporta, è serio e lavora. Lui sì che ha la testa giusta. Ma se dovessi vederlo volare troppo, sarei il primo a tarpargli le ali. Per il suo bene.

E con i più grandi come ci si comporta, invece? Prendiamo Edin Dzeko, con una grande carriera alle spalle ma in passato criticato spesso per alcune prestazioni…
Su lui mi sono espresso già e non parlavo dei tifosi della Roma, ma in generale. Magari ne avessimo altri tre o quattro come Dzeko. Per Edin parla il campo. Ci sono i calciatori e i giocatori. Edin è un giocatore.

Hai pensato la stessa cosa quando hai sentito dei giudizi sui nuovi acquisti?
L’equilibrio serve sempre, ma in questa città non c’è e lo sappiamo. Ieri era il compleanno di Patrik Schick, sai quanti anni ha? Ventitré! E è arrivato qui ne aveva 21. È giovane, tanto giovane. È un ragazzo. Ora sta bene fisicamente e speriamo che faccia tanti gol. Il tempo serve a quell’età. Non è come uno come me, ho 32 anni, ho esperienza e il giudizio può essere diverso. Come Schick ce ne sono tanti in squadra, che prima erano considerati scarsi, ma che ora si stanno esprimendo al meglio e sono veramente bravi.

De Rossi è il Capitano di questa squadra: che valore ha un giocatore come lui, anche in questo periodo di assenza dai campi di gioco?
È fondamentale. In carriera ne ho visti pochi così tifosi e così attaccati alla squadra in cui gioca. Io ora do tutto per la Roma, ma non posso mai dire di essere più romanista di De Rossi. Non ho mai visto uno così attaccato alla maglia. Lui è fondamentale nello spogliatoio, anche quando non gioca. E ora che sta tornando in campo si sente subito.

È vero che odi rilasciare interviste?
Sì, è vero.

Ne facciamo un’altra prima della fine della stagione?
Questa non mi è dispiaciuta, ma vediamo. Non lo so.

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Calciomercato

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