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Schick: “Mental coach? Confrontarmi con qualcuno che non parla solo di calcio mi aiuta molto”

Patrik Schick ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport in vista della partita contro l’Atalanta. Queste le parole del numero 14 della Roma:

Un bilancio di questo anno e mezzo..
Sì, è passato un anno e mezzo. Ci sono stati momenti bellissimi e momenti difficili. Non sono arrivato in condizioni perfette e poi sono stato infortunato per due mesi. Erano momenti difficili.

Hai sofferto le pressioni di un club di alta classifica?
Rispetto alla Sampdoria è un po’ più grande, ma non penso. Con il Barcellona e in Champions c’erano momenti bellissimi. Mi ricorderò quelle partite per tutta la vita.

Noti un cambiamento in meglio?
Sì, provo a fare tutto il possibile. Voglio aiutare la squadra, mi sento bene. Quando fai gol ti senti in fiducia e giochi meglio.

Ci spieghi il ruolo del mental coach?
Sono con lui da poco, non penso di giocare meglio per lui, ma di sicuro è importante. Parlare con qualcuno che non parla solo di calcio è buono. È importante essere liberi di testa per dare il massimo.

Vi confrontate con Dzeko?
Sappiamo di non aver fatto bene finora. Sappiamo tutti di non averlo fatto, se migliora la squadra migliorano anche gli attaccanti.

Segnali importanti con il Torino…
Era una partita difficile, credo che siamo migliorati come mentalità e fiducia.

L’avversario che ti preoccupa in ottica Champions?
Nessuno. Se vinciamo ogni partita non dobbiamo guardare gli altri.

Rimarrai a Roma?
Avete scritto solo voi che sarei partito. Voglio rimanere.

Ti piace la Roma dei giovani che sta nascendo?
Mi piace molto.

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Coppa Italia, i tifosi ci tengono: per Fiorentina-Roma esaurito il settore ospiti

Mercoledì 30 gennaio, alle 18.15, la Roma scende in campo in casa della Fiorentina, in gara unica per i quarti di finale di Coppa Italia. Chiaro il segnale lanciato dai tifosi giallorossi: già esaurito il settore ospiti dell'Artemio Franchi.  Erano 2500 i tagliandi messi a disposizione dal club viola. Nonostante la precedente di appena tre giorni trasferta di campionato a Bergamo, i romanisti non faranno mancare il loro apporto per una competizione alla quale sono molto legati. Ora sta alla squadra rispondere presente.

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Trigoria. Seduta video per la squadra, De Rossi in gruppo

Inizia dalla sala video l'allenamento odierno a Trigoria. La squadra continua a preparare la gara di domenica in casa dell'Atalanta – ore 15.00, diretta Sky -. Terapie per quanto riguarda gli infortunati, ovvero Juan Jesus, Perotti e Under, ancora non a disposizione di Di Francesco. Prosegue ad allenarsi con regolarità, invece, il rientrante Daniele De Rossi. Regolarmente con i compagni anche Federico Fazio, che sembra aver del tutto smaltito l'attacco influenzale che l'aveva colpito nei giorni scorsi. La seduta è proseguita in palestra, per poi spostarsi sul campo per gli esercizi atletici e tattici. Domani, alle 12.45, la conferenza stampa del tecnico all'interno del centro sportivo Fulvio Bernardini.

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Mercato Roma, fatta per Sanabria al Genoa: “Felice di tornare in Italia”

Diventerà presto ufficiale, ma Antonio Sanabria è il volto nuovo del Genoa per il dopo Piatek. Il classe '96, che ieri sera ha segnato nell'ultima partita con il Betis Siviglia ed è ancora nell'orbita della Roma, è arrivato pochi minuti fa all'aeroporto di Milano Malpensa per intraprendere le visite mediche con i rossoblu. Intercettato da gianlucadimarzio.com, ecco le sue prime parole: "Sono felice di essere tornato in Italia, sono pronto per questa nuova avventura: ho molta voglia di conoscere i miei compagni e di cominciare questa nuova tappa. Questa la piazza giusta per essere protagonista in A? Credo di sì, è una squadra molto forte, una società storica, spero di fare bene qui. I tifosi? Ho voglia di incontrarli presto, un saluto a tutti”. La Roma vanta sul cartellino dell'attaccante un diritto al 50% sulla sua cessione: arriva in Liguria con la formula del prestito di 18 mesi con diritto di riscatto fissato a 20 milioni. I giallorossi, inoltre, possono ancora esercitare un'opzione di 'recompra' fino a giugno per un valore totale di 14,5 milioni.

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Roma, Defrel riapre il mercato

IL TEMPO (E.Menghi) – Una scintilla che potrebbe accendere il mercato della Roma. La Spal ha chiesto Defrel e Luca Pellegrini a Monchi, e fa sul serio: ieri Davide Vagnati, responsabile dell’area tecnica, e Andrea Bernardelli, segretario sportivo del club estense, hanno incontrato il diesse spagnolo nella capitale per intavolare la trattativa. Difficile, però, su entrambi i fronti. L'oggetto del desiderio della società di Ferrara è l'attaccante che i (giallorossi hanno prestato l'estate scorsa alla Sampdoria, ma c'è stato anche un sondaggio sul giovane terzino italiano, individuato come possibile sostituto del partente Costa, destinato all’Empoli). A Trigoria sarebbero disposti a lasciar partire Pellegrini, a sinistra Kolarov ha le spalle coperte con Santon e Jesus che in meno di un mese dovrebbe tornare a disposizione, ma il 19enne non vuole andarsene (ha già rifiutato il Cagliari) e preferirebbe seguire le orme dell'amico Zaniolo. La Spal ha proposto un prestito secco, per cui alla Roma sposterebbe poco sul piano economico l'eventuale trasferimento del baby difensore a gennaio. E per fare mercato adesso c'è bisogno di risorse fresche in cassa, che potrebbero arrivare da Defrel, per cui si potrebbe ragionare su un prestito oneroso con diritto di riscatto. Ma non dipende solo da Monchi.

La Sampdoria si era assicurata l’esterno francese con la stessa formula e dovrebbe spendere 12,75 milioni di euro a giugno per ottenere l’intero cartellino, ma ora come ora è in discussione persino il milioncino dovuto per quest'anno: i blucerchiati potrebbero pagarne solo una parte se decidessero di interrompere anticipatamente il prestito e la Roma proverebbe a strappare qualcosina in più subito alla Spal, confermando la cifra complessiva con cui eviterebbe di registrare una minusvalenza. I nodi sono tanti, in primis la Samp non è più così convinta di rinunciare a Defrel, causa infortunio di Caprari, poi c'è la questione stipendio: l'attaccante ha un ingaggio alto che potrebbe essere un problema per il club estense, poco disposto a fare grandi investimenti senza la certezza di restare in Serie A. Sono al vaglio diverse soluzioni, l’incontro romano non è bastato per sbloccare la situazione, si continua a lavorare con la consapevolezza che per la Roma potrebbe essere la svolta del mercato: con i soldi di Defrel, Monchi proverebbe ad anticipare l’acquisto di Mancini, al momento in cima alla lista per giugno. L'argentino Barrios piace, ma è una pista poco praticabile. Il diesse preferirebbe iniziare a sistemare la difesa, con la speranza che De Rossi, al secondo allenamento vero con il gruppo, possa essere l'uomo in più a centrocampo. Dietro ora si fa la conta, Fazio sta smaltendo l’influenza e ieri ha lavorato da solo in campo: dovrebbe farcela e giocare in coppia con Manolas contro l'Atalanta.

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Nuova Roma: stadio, club forte e futuro. I nomi per volare in alto

Di fatto, è sostanzialmente una riorganizzazione societaria, un riassetto interno che finisce con conferire cariche che aspettavano solo di essere ufficializzate. Scrive La Gazzetta dello Sport che cambia la struttura, è vero, ma la pelle della Roma resta di fatto la stessa. Da ieri, pero, Mauro Baldissoni e Guido Fienga fanno entrambi un bel salto in avanti nelle cariche del club: Baldissoni passa da direttore generale a vicepresidente esecutivo, Fienga diventa il Ceo (Chief executive operator). Da adesso in poi la Roma verrà gestita direttamente da loro due. Ad ufficializzare il tutto è stata direttamente la Roma nelle prime ore del pomeriggio, con un comunicato ufficiale in cui si riportano anche le parole del presidente James Pallotta, parole espresse direttamente da casa sua, negli Usa. «Fienga condurrà la società verso la prossima fase del nostro percorso di crescita e sviluppo – ha detto lo stesso Pallotta – Sarà lui il responsabile delle attività quotidiane e dei progetti a lungo termine della Roma, nel processo che sta portando il club ad essere una società economicamente sostenibile e di successo, dentro e fuori il campo. Il suo nuovo ruolo consentirà quindi a Mauro Baldissoni di dedicarsi maggiormente alla visione d’insieme del club, portando a termine il progetto legato allo stadio, step fondamentale per consentire alla nostra società di competere sul campo ai più alti livelli possibili». Baldissoni è di fatto da sempre l’uomo di riferimento di Pallotta, quello a cui il presidente ha deciso di mettere in mano le chiavi della Roma. È il suo uomo di fiducia, tanto è vero che anche da vicepresidente resterà nel Cda giallorosso, sarà ancora lui a riferire durante le assemblee degli azionisti e sarà sempre ancora lui l’uomo con potere di firma. Insomma, Baldissoni era l’anima della Roma prima e lo continuerà ad essere ancora oggi. Con una carica ancora più prestigiosa e dei compiti in parte diversi rispetto a prima. Nel senso che lui è l’uomo che ha sempre seguito da vicino le vicende legate al nuovo stadio di Tor di Valle, soprattutto negli ultimi anni, dopo l’esperienza negativa vissuta con Mark Pannes. Guido Fienga, invece, è entrato nella Roma nel 2013 come Strategy and Media Director, per poi diventare nel corso dello scorso anno Coo (Chief operating officer) e ora Ceo. Il che vuol dire sostanzialmente avere dei poteri molto forti ed accentrare sulla sua figura tutta una serie di cariche. Insomma, da oggi in poi faranno riferimento a Fienga tanti dipartimenti della vita societaria: il merchandising, il commerciale, il ticketing, lo sviluppo del brand, l’area delle revenues e anche la direzione sportiva (e quindi Monchi e tutti i suoi collaboratori, Francesco Totti compreso).

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El Shaarawy: “Atalanta-Roma vale la Champions, col Torino abbiamo dato un segnale”

AS ROMA MATCH PROGRAM – “Proprio quando non va devi riprovarci e vedrai, la palla che aspetti arriva anche all’ultimo minuto”, questa la frase di una pubblicità di una nota marca di biscotti, protagonista Stephan El Shaarawy che parla ad un bambino. Proprio come è successo allo stadio Olimpico. Minuto 73: dopo il pareggio del Torino, la Roma trova la forza di reagire e riandare avanti. Assist di Pellegrini per il Faraone, gol. “Non era l’ultimo minuto, ma mi sono fatto trovare pronto: l’ho pensato in una frazione di secondo, ho scelto di calciare sul primo palo, di modo che il portiere non se l’aspettasse ed è andata bene. Un gol bello, importante, soprattutto per me che venivo da un periodo di inattività, è stato un bel momento. Emozionante davvero”.

Partiamo dal suo gol contro il Torino. Una rete importantissima che, di fatto, rilancia definitivamente la Roma in campionato…
Sì è stato sicuramente un gol importante perché abbiamo dato un segnale forte al campionato e alla corsa per la Champions. Abbiamo ridotto il distacco e siamo ad un punto… sicuramente è stato un gol decisivo per me e per la squadra.

Un gol importante per la squadra ma, evidentemente, anche per lei che ha ritrovato il campo dopo diverse settimane di assenza…
Un gol importante per me a livello personale, perché dopo quasi due mesi di inattività era importante ritrovare il campo. Ma ancor più bello è stato ritrovare la via del gol che ti dà tantissima fiducia. È stato difficile entrare a freddo dopo pochi minuti, ho iniziato piano e poi con il passare del tempo sono andato più sciolto, le gambe hanno risposto bene ed è stato più facile. Le cose sono andate al meglio e di questo sono molto contento.

La partita contro il Torino, nonostante la vittoria, ha evidenziato cali di concentrazione della squadra…
C’è stato qualche calo di concentrazione, ma eravamo partiti veramente molto bene. Abbiamo fatto un primo tempo di grande sostanza, con entusiasmo, di qualità e soprattutto concretezza da parte di tutta la squadra. Nel secondo tempo abbiamo riproposto lo stesso atteggiamento, ma con il desiderio di andare a far male nella metà campo avversaria abbiamo perso un po’ di misure. Ci siamo allungati un po’ troppo dando loro la possibilità di partite in contropiede, perdendo sicuramente qualche distanza. Poi però abbiamo avuto una grande reazione, non è stata la prima volta, quindi per me è un segnale positivo. Siamo riusciti a portare a casa una partita veramente complicata anche perché il Torino non aveva mai perso fuori casa. Un dato importante.

La vittoria di sabato, in rimonta dal 2-2, evidenzia che la squadra è cresciuta… anche di testa.
Sì credo che questa squadra sia cresciuta molto anche dal punto di vista mentale nella gestione della partita. Anche dopo il 2-2 abbiamo avuto una grande reazione, si percepiva la possibilità che c’era di andare a fare il terzo gol. È chiaro che durante la gara bisogna leggere meglio alcune situazioni, anziché attaccare devi temporeggiare e gestire meglio la palla. È stato sicuramente un segnale molto importante, segno evidente che stiamo migliorando e dobbiamo proseguire invquesta strada. Con questa vittoria, abbiamo dato un segnale non solo al campionato, ma anche all’ambiente e soprattutto a noi stessi. Una crescita non solo a livello di squadra, ma anche individuale.

In questo periodo sono mancati tanti veterani, per forza di cose sono cresciuti i giovani…
La crescita dei giovani è stato un messaggio importante non solo per la squadra, ma in primis per loro. Avevo già detto in estate di non dare giudizi affrettati sui giovani al loro primo anno in una grande squadra; piano piano hanno dimostrato di sapersi caricare la squadra sulle spalle anche in momenti complicati. Affacciarsi per la prima volta in campionato in una squadra così importante non è facile per nessuno. Dopo tutto quello che hanno fatto, ora ci vuole tanto equilibrio perché è facile esaltarsi. Ora bisogna continuare così, a lavorare con umiltà e proseguendo per la nostra strada.

Dopo la gara di Coppa Italia contro l’Entella e il Torino, si è confermato in un buon momento anche Karsdorp…
In queste due partite ha fatto vedere cosa sa fare, è un giocatore di grande corsa, tecnica e lo ha dimostrato. È qui da più di un anno, però ha giocato poco per via degli infortuni ed è stato difficile per lui trovare confidenza con il campo e il campionato italiano, che per lui è tutto nuovo. Si è fatto trovare pronto e per noi sarà un valore aggiunto.

I prossimi venti giorni tra Coppa Italia, campionato e Champions saranno fondamentali per la stagione della Roma…
Ci aspetta un periodo impegnativo anche dal punto di vista mentale, visto che giocheremo ogni tre giorni. Ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti per affrontare questo mese in forma mentalmente e fisicamente, ma siamo in crescita e dobbiamo avere sempre più consapevolezza delle nostre forze. Ci vuole molto equilibrio, ma sono fiducioso.

Prima si va a Bergamo, contro un’Atalanta in grande forma. Che partita sarà?
Sarà una gara molto complicata. Tutte le volte cha abbiamo giocato a Bergamo abbiamo avuto difficoltà, come le squadre che l’affrontano in casa. Hanno una grande forza dal punto di vista fisico, soprattutto davanti stanno attraversando un momento di continuità nei gol. Sicuramente non sarà un avversario semplice, ma dobbiamo andare lì a fare la nostra partita sapendo che possiamo accorciare la distanza con le squadre davanti.

Possiamo dire che nella corsa Champions si iscrive di diritto anche l’Atalanta?
Ha dimostrato di essere una squadra che può lottare per un posto in Champions, lo dicono i risultati. A maggior ragione sarà uno scontro diretto, fondamentale per noi, per dare ancora di più un segnale di continuità nel rendimento, quello che un po’ alla Roma è mancato nell’ultimo periodo. Per noi potrebbe essere una forma di rivincita per dimostrare che siamo una squadra solida.

Hanno il miglior attacco in serie A e il pericolo numero uno è, senza dubbio, Zapata che da inizio dicembre è sempre andato a segno. Con il Frosinone ne ha realizzati quattro…
Fino alle tredicesima giornata aveva segnato solo un gol, poi ne ha realizzati tantissimi. Sta vivendo un ottimo momento di forma, dovremmo essere ancora più attenti in fase difensiva. Giocatori che stanno così bene possono crearti la giocata da un momento all’altro. Vanno prese le giuste distanze e fare la nostra partita, ma non solo a livello difensivo.

Quanto merito ha Gasperini nell’affermazione dei giovani e nel conseguimento dei risultati?
È un allenatore che lavora molto con i giovani e riesce a farti tirare fuori qualcosa in più. A me quando era al Genoa ha dato tanto, mi ha fatto esordire in A, prepara molto bene le partite lavorando sull’aspetto tattico, ma anche su quello fisico. E si vede.

Tornando a parlare di lei, con sei centri in campionato, è il miglior marcatore della Roma…
Sono felice di esserlo e l’obiettivo è arrivare in doppia cifra in campionato. È un traguardo che mi manca da un po’ di tempo. Però abbiamo bisogno dei gol di tutti per raggiungere gli obiettivi.

Il suo stop forzato ha interrotto un buon momento di forma. Che stagione è stata fino a questo momento e che stagione sarà?
Fino al momento dell’infortunio, la stagione la reputavo abbastanza positiva soprattutto dal punto di vista realizzativo. Mi sono fermato capocannoniere della squadra e sono tornato al gol al mio rientro. Sono ripartito bene e questo è il mio obiettivo da qui a fine stagione. Migliorare sempre, non solo in fase realizzativa, ma anche di prestazione. Quello che mi chiede sempre il mister è di alternare le due fasi, e pian piano sto migliorando la fase difensiva, prima di quella offensiva.

A marzo torna la Nazionale: non ha mai nascosto che si tratta di un obiettivo a cui tiene molto.
Ho sempre detto che è una maglia a cui tengo tanto, ma la Nazionale è strettamente collegata a quello che fai nel club. Devo continuare la strada intrapresa nella Roma e l’azzurro arriverà di conseguenza.

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L’Integrity Tour fa tappa a Trigoria: la Roma apre le porte alla legalità. Monchi: “Vogliamo preservare i valori e l’integrità del calcio”

L’Integrity Tour 2019 – che vede impegnati Lega Serie A, Sportradar e Istituto per il Credito Sportivo per rafforzare la cultura della legalità nel mondo del calcio e diffondere i veri valori dello sport – ha fatto tappa oggi al Centro Sportivo Bernardini a Trigoria dell’AS Roma. 

Monchi, Direttore Sportivo dell’AS Roma: «Anche quest’anno accogliamo con grande piacere qui a Trigoria la Lega Serie A, Sportradar e l'Istituto per il Credito Sportivo. La Roma – spiega il direttore sportivo Monchi – è sempre in prima linea nel preservare i valori e l’integrità del calcio e per questo motivo riteniamo fondamentale l’appuntamento di oggi nell’ottica di una crescita di coscienza che coinvolga tutti i nostri atleti, dai più giovani ai ragazzi della prima squadra».

L’obiettivo è contrastare il contrasto al match fixing, per combattere le frodi sportive ed educare tutti gli atleti dai più giovani ai più esperti. La formazione di oggi ha coinvolto al mattino (11,30) la Prima Squadra e la Squadra Primavera (e relativi staff tecnici); nel pomeriggio (14.30)  la selezione Under 17 (e relativo staff tecnico).

L'avvocato Marcello Presilla, responsabile Integrity per l'Italia di Sportradar AG, ha spiegato agli atleti il fenomeno del match-fixing in tutte le sue forme, illustrandone rischi e conseguenze. Dall’identikit dei cosiddetti fixers, veri e propri criminali che “agganciano” i giocatori intrappolandoli nelle truffe, ai rischi che si corrono inserendosi in un meccanismo che pregiudica il futuro e la credibilità degli atleti e del calcio.

L’impegno della Lega Serie A nella formazione dei propri tesserati prosegue per il quinto anno all’insegna del contrasto al match fixing, una problematica del mondo sportivo che deve essere illustrata e spiegata a tutte le parti coinvolte nello spettacolo del nostro campionato di calcio, per prevenirla e contrastarla in tutte le sue forme. 

Grazie alla partnership con la Lega Serie A e il Credito Sportivo, Sportradar continua il suo costante lavoro sul campo: formare e informare calciatori, atleti e addetti ai lavori, per rafforzare la cultura della legalità. All’Integrity Tour, poi, si affianca il costante controllo dei match che Sportradar svolge ufficialmente e quotidianamente, in quanto organismo designato da Uefa e Fifa, in Italia e nel resto del mondo, per il monitoraggio di tutte le partite. 

Il tema infrastrutturale rappresenta certamente una priorità per il calcio italiano, tuttavia, è soprattutto lo sviluppo di strutture immateriali, come l'educazione, la formazione e l'informazione a concorrere alla crescita economica, valorizzando la relazione con le comunità di cittadini e di tifosi. In questo ambito di costruzione della credibilità e della reputazione il Credito Sportivo, unica banca pubblica del Paese, leader nel finanziamento dell’impiantistica sportiva, intende assumere un ruolo determinante.

Per il quarto anno consecutivo, ICS è quindi al fianco della Lega Serie A in questo progetto formativo dedicato ai calciatori che, attraverso confronti utili e costruttivi, mira a responsabilizzare atleti e società sul tema del calcio scommesse.

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As Roma, nuove nomine: Baldissoni vicepresidente, Fienga nuovo CEO (COMUNICATO)

Doppia promozione in casa RomaGuido Fienga è stato nominato nuovo Chief Executive Officer del club giallorosso. Fienga ricoprirà il nuovo ruolo con effetto immediato e riporterà direttamente al presidente Jim Pallotta e al Consiglio di Amministrazione del Club, come informa una nota della società giallorossa. Contestualmente a questa nomina, cambia anche l'incarico del dg Mauro Baldissoni, che è stato nominato vicepresidente.

“Guido condurrà la Società verso la prossima fase del nostro percorso di crescita e di sviluppo”, ha dichiarato il presidente Pallotta a proposito di Fienga. “Sarà lui il responsabile delle attività quotidiane e dei progetti a lungo termine del Club, nel processo che sta portando l’AS Roma a diventare una Società economicamente sostenibile e di successo, dentro e fuori dal campo”.

Poi sulla nomina di Baldissoni: “Il nuovo ruolo consentirà a Mauro di dedicarsi maggiormente alla visione d’insieme del Club” – ha proseguito Pallotta –, “portando a termine il progetto legato allo Stadio della Roma, step fondamentale per consentire alla nostra Società di competere sul campo ai più alti livelli possibili”.

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La Uefa dimentica Totti, è rabbia sui social

Grossolana gaffe della Uefa che, in un sondaggio su Twitter,  dimentica Totti tra i grandi attaccanti azzurri. L'ex capitano della Roma, ora dirigente giallorosso, detiene il record di giocatore più anziano ad aver segnato in Champions League, ha vinto una scarpa d'oro ed è secondo nella classifica dei bomber in serie A di tutti i tempi. La Uefa però non lo ha inserito nella lista dei sei grandi attaccanti italiani: ci sono Filippo Inzaghi, Christian Vieri, Antonio Di Natale, Luca Toni, Roberto Baggio e Alessandro Del Piero. "Il tuo preferito?", scrive la Uefa, chiedendo agli utenti di votare. L'assenza di Totti non è passata inosservata e ha fatto arrabbiare molti tifosi sui social.