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Roma senza difesa e in ansia per Manolas

IL TEMPO (F. Schito) –  La vittoria strappata nei minuti finali al «Benito Stirpe» non cancella le difficoltà della Roma. Anche contro il Frosinone penultimo in classifica si sono palesati i limiti ormai evidenti di una squadra incapace di tenere la porta blindata. Se è vero che si attacca e si difende in undici, è altrettanto vero che la difesa romanista, baluardo nella scorsa stagione, si è trasformata in un buco nero da cui è difficile non essere inghiottiti. Nella settimana più importante della stagione giallorossa – sabato c'è il derby e il 6 marzo il ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Porto – i numeri fanno spavento e c'è il rischio, se non la certezza, che possa mancare l'ultima sentinella che veglia la porta difesa da Robin Olsen. Kostas Manolas, uscito in barella dallo Stirpe, verrà sottoposto tra oggi e domani a esami approfonditi (ieri prima ecografia a Trigoria) del caso per capire le condizioni della caviglia destra, ieri ancora gonfia a causa di una distorsione. Gli esami strumentali daranno un quadro più chiaro e definito sia (dell'entità dell'infortunio del centrale greco, sia di conseguenza dei tempi di recupero. Al momento sembra  impossibile che Di Francesco possa averlo a disposizione perla stracittadina mentre esiste qualche possibilità perla gara di Champions. Il greco anche in questa stagione si è distinto in positivo salvando in più occasioni la porta giallorossa, incarnando il ruolo di leader incontrastato della difesa e sopperendo troppo spesso alle lacune dei suoi compagni di reparto. La sua assenza sarà pesantissima nello scacchiere del tecnico abruzzese.

Non che ora il rapporto tra gol incassati e reti segnati sorrida ai giallorossi: se Dzeko e compagni si piazzano al terzo posto tra gli attacchi più prolifici del campionato (49 le reti all'attivo) – con 312 tiri indirizzati verso la porta -, le reti subite dai giallorossi – ben 33 al netto delle 83 parate del portiere – piazzano la Roma al decimo posto di questa speciale classifica. I numeri, paragonati a quelli della passata stagione, fanno rabbrividire. Lo scorso anno, con Alisson in porta, la squadra capitolina incassò 28 reti in campionato – cinque in meno delle attuali con 13 partite ancora da giocare – collezionando 17 «clean sheet» a cui va sommato quello portato a casa da Skorupski nell'unica occasione in cui è stato schierato titolare. Olsen e Mirante hanno tenuto la rete inviolata appena 5 volte. Al di là delle qualità degli interpreti e del cambio di estremo difensore, è chiaro che gli equilibri cercati da Eusebio Di Francesco abbiano subito uno scossone che va ben oltre l'avvicendamento Alisson-Olsen e il lungo periodo di appannamento di Federico Fazio, apparso in grande difficoltà rispetto alla scorsa stagione. Nonostante questo, gli obiettivi minimi in casa Roma sono ancora ampiamente alla portata: i giallorossi sono quinti in classifica a una sola lunghezza dal Milan che occupa l'ultimo posto Champions e al Do Dragao De Rossi e compagni si presenteranno con la possibilità di guadagnare i quarti della massima competizione europea con due risultati a disposizione, entrando nelle prime otto d'Europa perla seconda volta consecutiva (e lo scorso anno ci fu addirittura l'ingresso nelle migliori quattro). Dieci giorni in cui si deciderà il futuro: per far sì che sia roseo, la Roma non può sbagliare.

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Rassegna stampa

Edin, gol e nervosismo. Londra chiama Monchi

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Dzeko a muso duro. Nervoso, tanto da rifiutare pure l’intervista di migliore in campo a fine gara, ma ancora decisivo. Il centravanti trascina la Roma, come spesso ha fatto dall’inizio del nuovo anno. La doppietta al Frosinone è pesantissima: la rete per rispondere a Ciano e pareggiare, l’altra alla fine del recupero per il successo. È sempre dentro la partita. Suo pure il contropiede per il 2° gol giallorosso. Si è scatenato quando il pubblico dello Stirpe ha deciso di offenderlo per aver restituito “male” il pallone al Frosinone. L’attaccante ha pensato che gli avversari volessero perdere tempo, interrompendo spesso il gioco. E lo ha detto, indurendo la mascella, pure a De Rossi, con il quale si è scambiato il cinque dopo la rete del pari. E dopo aver risposto alla gente che gli ha insultato a lungo la madre e gli ha urlato: «Zingaro». È stato anche ammonito, ritrovando l’arbitro Manganiello che lo cacciò a Firenze in coppa Italia. E ha difeso Manolas dai giocatori di Baroni. Ma si è sfogato come piace a lui, festeggiando con i tifosi della Roma l’85° gol in 166 partite. E in 6 degli ultimi 9 gol segnati dalla Roma in trasferta in campionato c’è stato lui: con 5 reti e 1 assist. In questo torneo fa centro solo fuori casa: 7 reti. In casa i 5 della Champions.

FUTURO NELLA CITY  – In Spagna e in Inghilterra, intanto, insistono: Monchi a fine stagione raggiungerà Emery all’Arsenal. Non c’è niente di ufficiale, ovviamente, ma sono però confermati i rumors sull’addio del ds giallorosso che lascerebbe dunque Trigoria in anticipo sulla scadenza del contratto (30 giugno 2021) e dopo appena 2 anni di lavoro con la società di Pallotta. Il club londinese avrebbe già presentato la sua offerta, anche per battere la concorrenza del Siviglia che ha proposto a Monchi il ruolo di presidente. L’Arsenal, invece, lo vorrebbe come direttore tecnico, affidandogli quindi il mercato e la gestione della squadra. Lo spagnolo, per liberarsi dalla Roma, dovrà comunque versare una penale che è superiore ai 2 milioni di euro, cifra che sarà pagata dalla società inglese.

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Di Francesco: “Si vince anche così, mi auguro che dalla prossima si giochi per 90 minuti”

Ai microfoni di Dazn, nel post Frosinone-Roma è intervenuto Eusebio Di Francesco. Queste le parole del tecnico giallorosso:

Aveva a lungo parlato dell'approccio da non fallire. Cosa le resta di questa partita?
Preferisco una prestazione diversa quando si vince, ma ogni partita è particolare e difficile. Anche oggi la situazione ambientale non era facile, c'era vento, non ha aiutato un certo tipo di calcio. Il Frosinone ci ha messo l'anima, si deve salvare e lo capisco. Si fanno tanti errori tecnici, che hanno permesso le loro ripartenze. Alla fine si rischia di pareggiare o di perdere. La cosa positiva è che abbiamo voluto vincere fino alla fine, si vince anche così. Anche con il Bologna non avevamo fatto bene per un tempo, mi auguro che ora si giochi per 90'.

I centrocampisti non tornano spesso ad aiutarvi, il vostro modulo vi porta ad allungarvi?
Il secondo gol è arrivato con la squadra posizionata male, De Rossi ha letto male quella situazione ma avevamo la partita in mano, anche se ritengo sempre che certe partite vanno chiuse e non bisogna star li a gestirle. La squadra ha la potenzialità di fare gol ma anche la forza di prendene troppi, è il nostro difetto pi grande. Non è il sistema di gioco, ma l'atteggiamento di squadra. Ti allunghi sempre quando si sbaglia nel palleggio, si rischiano di prendere ripartenze. Dobbiamo fare meglio queste situazioni, giustifico in parte la squadra per il campo e il vento. Ma certe prestazioni alla lunga non pagano.

Dzeko e Pellegrini protagonisti…
Lorenzo lo sto impiegando da trequartista, ha qualità diverse da Zaniolo, ha meno fisico e più tecnica. Nel secondo tempo mi ha fatto arrabbiare, è stato un po' lezioso. L'arbitro non gli ha fischiato contro un fallo incredibile, era impossibile non vederlo. Ma è un giocatore completo.

Come sta Manolas?
Ora vedremo, la caviglia si è un po’ gonfiata per una distorsione. Valuteremo.

Come cambia la preparazione in vista del derby?
Se avessi fatto scelte in questa ottica non avrei fatto giocare tutti i diffidati. Invece credo che è stata una partita importante, abbiamo cercato di alternare alcuni giocatori per avere più freschezza mentale. Era però fondamentale approcciarci al derby con una vittoria, giocare contro squadre in lotta per la salvezza è sempre difficile.

DI FRANCESCO A SKY 

"Quest’anno vi addebito le spese del cardiologo", ha scritto un tifoso. Quanto è stato penalizzante anche stasera la doppia disattenzione difensiva?
Rispondo alla domanda sul cardiologo: mio padre me lo dice tutte le volte che vede le nostre partite (ride, ndr). È un vantaggio perché superando questo test fanno visite e non spendono soldi. Al di la delle battute è vero, capisco che noi riusciamo sempre a complicarci la vita con disattenzioni assurde, dobbiamo anche capire che ci sono squadre con il coltello tra i denti che vogliono rimanere in serie A, nessuna partita è facile. Quello che mi ha sorpreso stasera, al di la che abbiamo voluto fortemente questa vittoria, sono stati i tanti errori tecnici dovuti magari al campo o al vento, ma noi non ci possiamo permettere nel palleggio questi errori che danno forza a un una squadra che stasera aveva gamba.

Stasera ha inciso pesantemente Dzeko
È stato anche il suo modo di fare in campo che ha voluto trascinare la squadra anche nei momenti di difficoltà quando si è abbassato a difendere. Lo deve far sempre, non ha fatto tanti gol in campionato quest’anno, noi siamo più una cooperativa del gol ma io preferisco che Dzeko ne faccia tanti per il morale e perché ha delle caratteristiche da centravanti importanti.

Manolas?
Ho visto che ha messo ghiaccio, gli si è girata la caviglia ci auguriamo che possa recuperare ma vedremo entro le 48 ore quello che sarà il referto medico degli esami che andremo a fare.

Per la prima volta in stagione avete subito gol nei primi 15 minuti. Come ti spieghi questo approccio?
Abbiamo regalato un pallone e abbiamo preso gol. Prendiamo troppi gol e questo va al di la se lo prendiamo al 10’, troppe disattenzioni e spesso sbagliamo cose semplici, stasera abbiamo sbagliato passaggi da distanze ravvicinate. Dobbiamo registrare subito il tiro perché sabato avremo la Lazio che non ti perdona al minimo errore e dobbiamo trovare quell’attenzione che c’è ma che durante la partita a volte ci perdiamo

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Pagelle

Dzeko “Cigno Nero”, De Rossi “in barba al destino”: la Roma resta a galla

Primi 20’ minuti da paura con Olsen re dell’incubo. Nemmeno Freddy Krueger avrebbe saputo far materializzare nella testa dei tifosi romanisti un orrore di tale portata. Poi alla mezzora, in due minuti, tutto si ribalta grazie a Dzeko e Pellegrini, ma la gara resta sempre in sul filo del rasoio fino al pareggio di Pinamonti. Per fortuna però la Roma stavolta non si ferisce a morte facendosi la barba, grazie a chi della barba ha fatto il proprio must: De Rossi

OLSEN 5,5: Ciano calcia improvvisamente e su assist inaspettato di Nzonzi al limite dell’area, ma la respinta dello svedese è imbarazzante, visto che indirizza la palla verso la propria porta, anziché deviarla lateralmente, come fa benissimo nel finale sul tiro di Trotta. 

SANTON 5,5: Diligente e più propositivo rispetto al collega di fascia sinistra, prova a dare spinta a una Roma indolente. Nulla da eccepire in fase difensiva. Ordinary life. 

MANOLAS 6,5: Gioca col peso di non di della diffida, ma diffidate dalle imitazioni perché il greco è unico e insostituibile anche quando è costretto a controllare la sua esuberanza e il proprio strapotere fisico. Quando si fa male la Roma dura 3 minuti. Dal 77’ FAZIO 5,5: Completamente fuori posizione sul pareggio del Frosinone. 

MARCANO 5,5: Partita di sostanza e di serenità in tandem con Manolas. Fino all’80’ nessuna sbavatura o incertezza, anzi andrebbero sottolineate alcune scelte pregevoli in fase di marcatura. Poi però c’è quel gol subito…

KOLAROV 5: Poco brillante in fase di spinta, si preoccupa di non lasciare spazi in difesa. Partita senza acuti, se non quello negativo del momentaneo pari di Pnamonti.

DE ROSSI 6,5: Capitano quando redarguisce Dzeko per l’impropria restituzione di palla al Frosinone, ancor più Capitano quando va dargli il cinque dopo il gol. Per il resto del tempo una presenza costante e una sicurezza a cui spesso i compagni si appoggiano. Entra nella gaffe del pari di Pinamonti ma rimedia col lancio millimetrico ad El Shaarawy nel finale. Vale 3 punti quel lancio. Cuore impavido, in barba al destino. 

NZONZI 4: Al 5’ minuto serve Ciano con un passaggio al millimetro che nella sua testa (e solo nella sua) doveva essere per De Rossi. Manco a dirlo, è vantaggio ciociaro. Poi una prestazione incolore, quasi sempre secondo sul pallone. Mummia. Dal 66’ CRISTANTE 6: Entra e dà sostanza al centrocampo. 

EL SHAARAWY 7: È sua la prima reazione della Roma al 14’ con un bel colpo di testa su cross dalla destra di Perotti che solo il miracolo di Sportiello riesce a fermare. Poi dal suo tiro nasce il 2-1 di Pellegrini. Sembra l’unico in grado di poter impensierire gli avversari e lo fa anche allo scadere, quando serve a Dzeko la palla della vittoria. Sentenza. 

PELLEGRINI 6: Primo tempo di sole ombre, di buono c’è solo la prontezza nel ribadire in rete il tiro di El Shaarawy. Nella ripresa prova a dare ordine senza trovare mai la via giusta per mandare in porta i compagni. 

PEROTTI 6: Non si può pretendere brillantezza dopo il lungo stop, ma la Roma ha davvero bisogno di riavere al meglio e presto uno come lui. Bentornato. Dal 65’ ZANIOLO SV. 

DZEKO 8: Un po’ nervoso prima del pareggio (e meno male). Rimette in piedi la Roma al 30’ rubando palla in area al dormiente Goldaniga e battendo Sportiello, poi si improvvisa rifinitore stoppando un pallone difficile rinviato da Olsen e servendo El Shaarawy, il cui tiro necessita di una deviazione di Pellegrini dopo quella disperata del numero uno ciociaro. Alla fine spinge in rete la palal del 3 a 2 con tutto sé stesso. Cigno nero. 

DI FRANCESCO 6: Reputa talmente folle il retropassaggio sbagliato di Nzonzi in avvio, che si volta verso la panchina perdendosi l’assurdo autogol di Olsen. Meglio così, perché se l’avesse visto si sarebbe autolanciato nello spazio. Assiste ad una partita folle e orrenda. A tutto c’è un limite, anche alla resilienza. Rocket man.

Giorgio De Angelis

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SERIE A TIM

[FOTO e VIDEO] – Frosinone-Roma 2-3. Allo Stirpe è Dzeko contro tutti

IL TABELLINO DEL MATCH

FROSINONE (3-5-2): 57 Sportiello; 6 Goldaniga, 27 Salamon, 25 Capuano; 17 Zampano, 66 Chibsah (77' Trotta), 92 Viviani, 24 Cassata, 33 Beghetto (60' Molinaro); 28 Ciano, 9 Ciofani (C) (65' Pinamonti). 
A disp.: 91 Iacobucci, 75 Marciano, 32 Krajnc, 34 Verde, 23 Brighenti, 21 Sammarco, 16 Valzania, 5 Gori, 8 Maiello.
All.: Marco Baroni.

Indisponibili: Ariaudo (distorsione caviglia destra), Dionisi (rottura crociato ginocchio sinistro), Ghiglione (distrazione tendinea bicipite femorale), Simic (distrazione muscolare).
Squalificati: –.
Diffidati: Maiello, Chibsah, Sportiello.

ROMA (4-2-3-1): 1 Olsen; 18 Santon, 44 Manolas (77' Fazio), 15 Marcano, 11 Kolarov; 42 Nzonzi (65' Cristante), 16 De Rossi (C); 92 El Shaarawy, 7 Pellegrini, 8 Perotti (65' Zaniolo); 9 Dzeko.
A disp.: 83 Mirante, 63 Fuzato, 3 Jesus, 24 Florenzi, 27 Pastore, 19 Coric, 34 Kluivert.
All.: Eusebio Di Francesco.

Indisponibili: 14 Schick (fastidio al flessore), 2 Karsdorp (problema al flessore), 17 Under (infortunio retto femorale della coscia sinistra).
Squalificati: –.
Diffidati: Fazio, Zaniolo, Florenzi, Manolas.

Arbitro: Manganiello di Pinerolo.
Assistenti: Ranghetti e Meli.
IV Uomo: Di Paolo.
VAR: Pairetto.
AVAR: Paganessi.

Ammoniti: El Shaarawy (R), Dzeko (R), Goldaniga (F), Cassata (F).
Marcatori: 5' Ciano (F), 30' Dzeko (R), 31' Pellegrini (R), 80' Pinamonti (F), 94' Dzeko (R).

LA CRONACA DEL MATCH

96' – Termina qui il match.

95' – ALL'ULTIMO RESPIRO PASSA LA ROMA! DE ROSSI VERTICALIZZA, EL SHAARAWY APPOGGIA E DZEKO CONCLUDE PER TRE PUNTI PESANTISSIMI.

90' – Iniziano 5 minuti di recupero.

85' – Fazio e Santon sbagliano la lettura difensiva, Trotta ad un passo dal gol. Questa volta Olsen salva la Roma.

80' – CLAMOROSO PAREGGIO DEL FROSINONE! Contropiede addirittura dei ciociari, atteggiamento inconcepibile della difesa giallorossa, e Pinamonti trova il gol tutto solo in area di rigore contro Olsen.

77' – Costretto a chiedere la sostituzione Manolas. Il greco esce in barella dopo uno scontro con Molinaro per quella che sembra una distorsione alla caviglia, al suo posto Fazio. Era pronto Pastore per uno spezzone di gara, ma la Roma con questo esaurisce i cambi.

71' – Serie di 4 calci d'angolo consecutivi per la Roma, che cerca di chiudere la gara. Cristante e Dzeko pericolosi, ma riesce a liberare la difesa del Frosinone.

67' – Pinamonti, appena entrato, ha la chance del pareggio. Per fortuna della Roma non riesce ad arrivare sul cross in area in tempo, libera Santon.

65' – Doppio cambio per la Roma: fuori Perotti e Nzonzi, dentro Cristante e Zaniolo. Quest'ultimo passa esterno a destra, con El Shaarawy che, dopo aver scambiato più volte la posizione con Perotti, si riappropria della fascia sinistra.

57' – Momento statico della gara. La Roma è in controllo del gioco, il Frosinone non riesce a ripartire in maniera pericolosa.

46' – Ricomincia la gara, con gli stessi 22 in campo dall'inizio. Come riferisce su Twitter l'agenzia Opta, sono passati 72 secondi tra il gol di Dzeko (29' 46'') e quello di Pellegrini (30' 58''): è il divario più corto tra due reti giallorosse in Serie A dal 21 gennaio 2012 quando Totti e Borini segnarono a 50 secondi di distanza contro il Cesena.

45'+1 – Dopo un minuto di recupero termina il primo tempo.

31' – ROMA IN VANTAGGIO! Scatenato Dzeko, che con un'azione personale libera sulla destra in ripartenza El Shaarawy. Sportiello chiude lo specchio, ma sulla respinta si fionda Pellegrini e con una reazione di nervi, in poco più di 60 secondi, i giallorossi ribaltano la partita. Terza rete stagionale per lui, seconda in campionato.

30' – GOOOOOOOL ROMA! Si addormenta Goldaniga in area del Frosinone, tardando a rinviare un pallone, e Dzeko glielo soffia, trovando la sesta rete in Serie A (tutte lontane dall'Olimpico).

27' – Scintille tra Dzeko e il Frosinone: il bosniaco correttamente restituisce una palla ai ciociari dopo che il gioco si era interrotto per permettere ai medici di soccorrere un calciatore in area canarina. Dzeko, però, ne approfitta per recuperare alcuni metri lungo l'out mancino.

14' – Cross di Perotti dalla destra, stacco di El Shaarawy al centro dell'area di rigore ciociara e gran risposta di Sportiello. Prima occasione per la Roma.

11' – Ad un passo dal 2-0 ancora Ciano! Beghetto crossa dalla sinistra, sul secondo palo l'attaccante ciociaro può calciare praticamente indisturbato: palla alta.

5' – GOL FROSINONE! La Roma dorme, Nzonzi non si capisce con Kolarov e De Rossi regalando palla a Ciano, che lascia partire un gran tiro non pensandoci due volte. Olsen ci arriva, ma invece che spingere via la palla se la butta alle proprie spalle.

1' – El Shaarawy parte esterno a sinistra, con Perotti schierato a destra. 200esima gara da capitano dal primo minuto per Daniele De Rossi.

0' – Fischio d'inizio allo Stirpe. Completo rosso per la Roma, che in questo primo tempo attacca da Curva Sud a Curva Nord.

PRE PARTITA

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As Roma, inaugurata la nuova sede di viale Tolstoj. Per l’occasione l’obelisco dell’Eur è stato illuminato di giallorosso

Inaugurata all'Eur la nuova sede della Roma. Alla presenza dell'intero corpo dirigenziale, Baldissoni, Totti, Monchi, Zecca, prende avvio il nuovo corso, così come anticipato nei mesi scorsi da James Pallotta. Trigoria resterà, dunque, il Quartier generale della squadra, mentre gli uffici si trasferiscono ufficialmente in viale Tolstoj, 4. Per l'occasione l'obelisco dell'Eur è stato illuminato di giallorosso. 

LIVE

19.28 – Raggiunge la nuova sede della Roma anche il Premier Giuseppe Conte che ha parlato a lungo con Virginia Raggi, Francesco Totti, Mauro Baldissoni e Monchi.

19.05 – È arrivata la Sindaca Virgina Raggi.

18.50 – Interviene Monsignor Fisichella: "Mi ha fatto particolarmente piacere ricevere l'invito del vice presidente e dell'amministratore delegato. Credo che in un momento come questo in cui, secondo un'antica tradizione e la nostra cultura avviene la benedizione dei locali, non è un atto magico: è un momento in cui chiediamo che il Signore possa proteggere tutti quelli che ci lavorano e che abbia da dare anche soddisfazioni per il lavoro, perchè la maggior parte della vita di una persona viene impiegata a lavorare. Noi spesso passiamo più tempo nei locali in cui lavoriamo che in famiglia, per cui spero che si possa costruire anche qui quel clima di impegno, di lavoro, di famiglia; credo sia una cosa più che mai importante invocare la benedizioni del Signore su questi locali, per i quali vi faccio le mie congratulazioni per questa nuova iniziativa prodromo di quello che tutti aspettiamo per la città di Roma, per il Paese e per la Roma stessa. Le mie congratulazioni a chi ha reso questi locali belli in modo che affacciandosi, dal una parte all'altra, si possa ugualmente ammirare la bellezza di questa parte di Roma. Roma non è soltanto il centro storico, è anche l'Eur e tutte queste realtà che riempiono la nostra vita; Roma arriva fino a Ostia. Facciamo che attraverso l'impegno di tutti, la squadra possa raggiungere i propri obiettivi, come li hanno raggiunti quando hanno vinto il campionato. Questo è l'augurio che io posso fare, un in bocca al lupo, penso che Roma abbia di nuovo di vivere un momento importante come quello".

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Frosinone-Roma, Di Francesco: “Niente calcoli, dobbiamo vincere. Qualche diffidato giocherà”

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida col Frosinone. Queste le sue parole:

In vista di domani teme di più le motivazioni delle sfide con Lazio e Porto o il Frosinone in piena lotta salvezza?
La partita più importante è la prossima e la prossima è quella col Frosinone. Abbiamo dimostrato con il Bologna che a prendere in partenza sottogamba una squadra in lotta per la salvezza si rischia di fare figuracce, lo so sia da calciatore che da allenatore. Per questo l’approccio a questa partita è fondamentale e non lo possiamo sbagliare, anche perché sono partite fondamentali. Sicuramente troveremo un Frosinone che ha fatto dal mio punto di vista con la Lazio molto bene in casa nell’ultima partita. Sarà una gara non facile, anche se noi dobbiamo vincerla. Sono andati a vincere a Genova con la Sampdoria. È una squadra che ha un’identità un modo di pensare e noi dobbiamo essere bravi ad approcciarla.

Ci sono quattro diffidati, questo può incidere sulle sue scelte in vista di domani?
Giocheranno sicuramente alcuni di questi diffidati. Il concetto sempre sbagliato di questo ambiente che pensa sempre alle prossime. Farò valutazioni in base al turnover, a chi ritengo giustamente opportuno far recuperare delle energie, anche nervose, e che ho visto meno lucido nell’ultima partita.

Zaniolo potrebbe riposare?
Potrebbe anche riposare, ma non diamo vantaggi a nessuno, al di là di chi potrebbe giocare o non giocare. Zaniolo è un giocatore che, per l’età che ha, ha giocato veramente tanto, a ritmi altissimi e facendo delle ottime gare, ma anche subendo un po’ questa cosa di giocare sempre. Non possiamo pretendere faccia tutte le partite a un determinato livello. È probabile che domani possa partire dalla panchina.

Le condizioni di De Rossi? Rimane il centrocampo a tre?
Sicuramente sarà della partita domani. De Rossi giocherà titolare. Ieri non si è allenato, oggi si allenerà con la squadra, perché facciamo allenamento dopo, e sarà il nostro capitano e giocherà dall’inizio. Per quanto riguarda il sistema di gioco è probabile che giocheremo 3-5-2, a specchio col Frosinone (fa l’occhiolino, ndr).

Under lo vedremo in campo dal primo minuto o a partita in corso?
Non sarà nemmeno convocato perché non è pronto.

Pastore e Perotti come stanno? Perotti dal punto di vista fisico e Pastore da quello morale.
Pastore non può essere contento di non giocare o di giocare pochissimo o di aver giocato l’ultima in Coppa a Firenze un tempo. Vi posso dire però che si sta allenando veramente bene. Farò delle scelte dettate da un punto di vista tecnico, ma sono contento di come sta approcciando agli allenamenti. Si ferma spesso anche più degli altri per fare quel qualcosa in più per ritrovare condizione fisica adeguata. È uno di quei giocatori che si potrebbero rivedere anche a Frosinone. Perotti, anche rispetto a Under che dicevo prima, sta molto meglio, si è alleato con  maggiore continuità e potrebbe essere della partita.

Che effetto le fa leggere che Baldini viene accostato spesso a situazioni strategiche della Roma?
E’ un ambente che destabilizza e tira fuori cose che non hanno senso, come questa storia qui. A me non interessa. Il mio referente rimane sempre Monchi. Tutto il resto per me sono chiacchiere. Mi piace parlare di calcio e a volte voi dovreste sfruttare le occasioni per parlare di calcio ma voi avete maggiore interesse ad altro, faccio un discorso generale. Mi interessa il Frosinone e basta.

Dzeko ha avuto qualche battibecco con Manganiello in Coppa Italia. Si aspetta qualche chiarimento?
Il calcio è fatto anche di litigi, cose che non vanno bene e giornate storte, credo fossimo tutti nervosi in quella partita compreso Edin. Mi auguro che si risolva tutto al meglio e che possa tornarsi a sbloccare perché domani sarà il nostro attaccante titolare e mi auguro faccia gol, al di là che sia il Frosinone o meno, perché per noi è importante vincere.

Kluivert sarà nuovamente titolare?
Si giocano il posto in tre per gli esterni: El Shaarawy, Perotti e lui. Non ho tanti esterni. In tante situazioni ci ho adattato  sia Zaniolo che Florenzi. In questo caso però deciderò domattina tra i tre chi giocherà dall’inizio.

Contro il Frosinone quanto sarà importante avere una circolazione della palla più veloce e imprevedibile?
Quando una squadra si schiaccia e si abbassa non è facile essere imprevedibili, perché ti aspettano. Se tu li riesci a muoverli e a tirarli un po’ fuori magari riesci a creare un po’di situazioni favorevoli. Noi dobbiamo essere bravi anche in questo. Contro una squadra attendista non è mai facile. Si può trovare una soluzione o un gol da calcio piazzato, ci sono tante situazioni da sfruttare al meglio. Sicuramente non sarà facile. Al di là del discorso della reattività, credo che sarà una gara diversa da quella col Bologna, sia per sistema di gioco ma anche per caratteristiche differenti dei giocatori che hanno loro. Come ho detto prima dobbiamo approcciare alla partita in maniera differente, prima di tutto con una testa diversa.

Nell’ultimo mese sembra esserci stata più attenzione degli arbitri verso Zaniolo. Tante ammonizioni e pochi falli fischiati a suo favore. Come sta vivendo la situazione?
Se parlassi per difenderlo gli creerei degli alibi, invece deve capire che in certi momenti della partita, essendo un giocatore fisico, a volte non deve andare a terra. Sicuramente in alcune partite non è stato tutelato come sarebbe potuto essere. È un giocatore che ha impeto, ci sta che prenda qualche ammonizione, è aggressivo nell’andare a sradicare palloni agli avversari ma delle volte non ci riesci perché prendi il piede. Il fatto delle ammonizioni ci può anche stare. Il fatto che gli abbiano fischiato pochi falli a favore in certi momenti della partita è vero, andrebbe un pochino più tutelato. Non dico sia preso di mira, non lo penso assolutamente. In alcuni casi gli avrebbero dovuto dare qualche fallo in più.

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Di Francesco: “Allenatore lo sono diventato. Guardiola e Zeman i miei modelli”

Il tecnico della Roma Eusebio Di Francesco si è raccontato al portale coachvoice.com, ripercorrendo la sua storia da allenatore. Questo il suo pensiero:

Allenatore lo sono più diventato che nato. Non ho mai voluto farlo. E, onestamente, non avrei mai pensato di farlo. Guardavo gli altri allenatori e non avrei mai voluto passare attraverso quello che hanno passato. Quel desiderio è venuto dopo. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo come giocatore, sono diventato team manager della Roma. L’ho fatto per un anno, ma non mi piaceva quel ruolo. Non mi sembrava quello giusto, quindi me ne sono andato. Non pensavo più al calcio. Mi sono allontanato dal campo. Non guardavo nemmeno i risultati. Successivamente, mi sono messo alla prova come consulente per sei mesi. Facevo il consigliere di un piccolo club, a Val di Sangro, nel calciomercato. Ma non ero soddisfatto nemmeno di quello. A poco a poco, ho iniziato a sentire l’odore dell’erba. Quelle sensazioni che provi quando sei nello spogliatoio. Diventare allenatore mi ha rimesso in contatto con quelle sensazioni”.

Inevitabile fare il punto sulle differenze nel lavoro in Italia rispetto al resto d'Europa, con un accenno ai modelli che hanno contribuito a creare l'idea di calcio di Di Francesco: “Tendiamo a concentrarci molto di più sull’aspetto difensivo che su quello offensivo. Lavoriamo tantissimo sulla tattica senza lasciare nulla al caso, abbiamo molti allenatori esperti. All’inizio della mia carriera fui colpito da Marcello Lippi, più tardi a Roma da Fabio Capello. Non ho intenzione di elencarli tutti, ma ho cercato di prendere qualcosa da tutti. Ora osservo molto Pep Guardiola. Ho grande ammirazione di lui. Mi piace la sua idea di calcio e non amo il possesso palla fine a se stesso. Non voglio aspettare l’avversario, ma andare sempre ad aggredirlo. Zeman? Era un pioniere. Le sue squadre attaccavano sempre e puntavano sempre a fare un gol in più dell’avversario. Da lui ho imparato molto del lato offensivo del gioco e ancora oggi ne traggo benefici”. 

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Il vino dei campioni, ecco chi rappresenta la Roma

Shopping online, vino e calciatori… un abbinamento inaspettato quello proposto da vente-privee, creatore delle vendite-evento online e parte di Veepee, che conferma la sua attenzione nei confronti di una shopping experience in continua evoluzione. Dal 10 marzo l’offerta Food&Wine del sito ospiterà per una settimana la collezione del Vino dei Campioni, una selezione rinomata che associa i grandi nomi dello sport ad alcuni dei più pregiati vini del nostro Paese: Barolo, Toscana Rosso, Primitivo di Manduria e Negroamaro Merlot. I soci di vente-privee potranno così “miscelare” alla passione per lo shopping online anche quella per lo sport e il buon vino italiano.

UN BRINDISI DA VERI TIFOSI – In porta Gigi Buffon, in difesa Vincent Candela, sulla trequarti Wesley Snejider, in avanti Ronaldinho con Ivàn Zamorano e infine anche il pugile medaglia d’argento olimpica, Clemente Russo. Ecco le stelle che compongono la squadra dei sogni di Fabio Cordella, salentino appassionato di calcio, dirigente sportivo e anche imprenditore vinicolo. La Fabio Cordella Cantine nasce nel 2008 a Copertino, Lecce, nel cuore del regno del Negroamaro dall’intensa passione del fondatore per la propria terra e i suoi frutti. La produzione è curata in ogni dettaglio affinché nulla possa intaccare il prodotto finale, un vino di alta qualità che Cordella vuole dedicare a tutti coloro che, come lui, condividono la passione per lo sport.

DINHO, SNEIJDER, BAM-BAM ZAMORANO E GLI ALTRI – I campioni a cui sono state dedicate le bottiglie personalizzate hanno fatto (e nel caso di Buffon continuano a fare) la storia del calcio: Ronaldinho, Pallone d’Oro nel 2005 e campione del mondo col Brasile a Corea e Giappone 2002, può essere un Barolo, un Toscana Rosso. Tutti sapori che rappresentano la classe innata del Gaucho, così come quella di Wesley Sneijder, olandese decisivo per il Triplete conquistato dall’Inter nel 2009-10 (campionato, Coppa Italia e Champions League). Nella lista dei fenomeni del calcio “diventati” bottiglie di vino c’è Ivan Zamorano, cileno che nell’Inter giocava con il numero 1+8 (il 9 era occupato dal fenomeno Ronaldo). Nelle bevande c’è tutta la grinta e la forza di Bam-Bam, come era soprannominato il centravanti. Salentino DOC come Cordella, Fabrizio Miccoli è il miglior marcatore della storia del Palermo: impossibile non associarlo a una bottiglia di Primitivo di Manduria, il vino della sua terra. Anche Vincent Candela si è trasformato in vino, da bere tutto d’un fiato come le sue cavalcate su e giù per il campo. E Clemente Russo? Fra tanti talentuosi calciatori, anche il pugile capace di ottenere due Medaglie d’Argento in due Olimpiadi consecutive (Pechino e Londra) diventa un vino per esportare ancora di più la tradizione del vino italiano in tutto il mondo.

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Viviani: “La Roma è in crescita nonostante le difficoltà. Florenzi? Trasformerà i fischi in applausi”

Il centrocampista del Frosinone Federico Viviani, ex prodotto del vivaio della Roma, è stato intervistato nel Match Program realizzato dal club giallorosso alla vigilia della gara di domani. Ecco le sue parole:

Incontrare la Roma per lei non sarà una sfida qualunque…
“Non sarà mai una partita normale, sono cresciuto con la maglia della Roma, sette anni passati a Trigoria sono indimenticabili”.

Perché ha scelto il Frosinone?
“Ho passato sei mesi a Ferrara senza giocare neppure un minuto, non so per quale motivo il mister abbia deciso di non impegnarmi, ero trattato come l’ultima ruota del carro. Il Frosinone mi voleva a tutti i costi e io avevo bisogno di tornare a sentirmi importante e rimettermi in discussione… ed eccomi qui!”.

Ad un mese dal suo arrivo, qual è il bilancio?
“Bene, direi abbastanza positivo. Da quando sono qui si sono giocate quattro gare e io sono sceso in campo per due volte. Mi trovo bene con i miei compagni, la società e il presidente e sono certo che piano piano andrà sempre meglio”.

Che calciatore toglierebbe alla Roma per la sfida di sabato sera?
“De Rossi, Pellegrini, Florenzi, Zaniolo, Dzeko… un po’ tutti! Una squadra fortissima, che ha tutte le carte in regola per fare bene. Hanno la possibilità di giocare una grande partita, speriamo di no, mi auguro che comincino a fare grandi prestazioni dopo aver incontrato noi”.

Ritroverà Alessandro Florenzi, con la maglia della Primavera insieme avete vinto uno scudetto.
“In quei due anni abbiamo vissuto in simbiosi, dividevamo la stanza in ritiro. Quando io rientravo a Roma dopo essere andato a trovare i miei, Alessandro mi passava a prendere alla Magliana e poi andavamo insieme agli allenamenti. Insomma eravamo sempre insieme…”.

Non sta passando un ottimo momento, il suo amico Alessandro.
“A Roma è difficile, in tanti parlano di calcio. Alessandro ha dimostrato in questi anni che tiene alla maglia giallorossa come se fosse la sua seconda pelle e supererà benissimo questo momento difficile. È un ragazzo eccezionale, è migliorato tantissimo da quando giocavamo insieme e sono certo che trasformerà le voci che ci sono su di lui in applausi, che sono quelli che merita”.

Nella Roma c’è anche Daniele De Rossi, l'attuale capitano. Che giocatore è?
“Ho avuto la fortuna di giocare con un campione che faceva la differenza allora, la fa oggi e la farà ancora. Gli anni passano per tutti ma si sente quando è in campo; ha carisma, personalità e carattera da leader”.

Nella stagione 2011-12 ha conquistato la fiducia del mister Luis Enrique, perché il progetto del mister è fallito?
“Lui veniva da una situazione particolare, aveva allenato il Barcellona B ma non si era mai affacciato al calcio di altissimo livello. Essere proiettato in una situazione come quella romana, se non sei abituato a subire certe pressioni non è facile sopravvivere, soprattutto per un allenatore. Aveva idee di un altro calcio, un calcio bellissimo, eccezionale, che avrebbe fatto fare alla squadra un salto di qualità incredibile, ma credo avesse bisogno di più tempo per inculcare il suo credo partendo sin dal settore giovanile. Roma è una piazza esigente e pressante che non ha avuto il tempo di aspettare”.

Se dovesse scegliere un ricordo su tutti della sua esperienza in giallorosso?
“Sicuramente l’esordio in serie A da titolare, contro la Juve. Porterò quell’emozione con me per sempre. Esordire in una gara così importante e sentita, era la prima Juve di Conte. Purtroppo Francesco (Totti n.d.r.) ha sbagliato il rigore altrimenti avremmo vinto 2-1. La settimana prima della partita non sono riuscito a chiudere occhio, tutti parlavano di un mio possibile esordio e pensare che si sarebbe potuto avverare il sogno che avevo da quando tredicenne arrivai a Trigoria”.

Veniamo ad oggi. Quali sono i suoi obiettivi?
“Nei prossimi quattro mesi vorrei migliorare e fare bene con continuità, ne ho bisogno dopo sei mesi difficili. E voglio la salvezza con il Frosinone, sono venuto qui perché ci credo fortemente e sappiamo di poter dire la nostra nella corsa alla salvezza”.

A proposito di salvezza, dalla metà di dicembre sulla panchina siede Marco Baroni, anche lui ex giallorosso.
“Non lo sapevo, non abbiamo avuto occasione di parlarne. Siamo concentratissimi sulla partita e sulla voglia di portare a casa la partita, giochiamo davanti ai nostri tifosi e vogliamo fare bella figura”.

Prima di salutarci, quali sono gli obiettivi alla portata della Roma di quest’anno?
“Se devo essere sincero non mi aspettavo tante difficoltà dopo la scorsa stagione, hanno fatto più fatica del previsto. Ma sono in crescita, spero che continueranno a fare bene ma solo dopo sabato sera, speriamo che abbiano un po’ di testa alla Champions, al ritorno con il Porto”.