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El Shaarawy: “L’anno della maturità? Voglio dare il massimo. De Rossi e Kolarov i punti di riferimento”

"Ho sempre ritenuto tutti gli anni della mia carriera cruciali. Ogni anno ti devi confermare o cercare di dare una svolta. La mia carriera è sempre stata un po' così, il problema è sempre stato la continuità. Credo che quest'anno sia un altro anno molto importante per me. Il mio obiettivo è riprendermi la nazionale". Esordisce così Stephan El Shaarawy ai microfoni di Dazn, intervistato in vista del match contro il Frosinone, in programma sabato alle 20.30 proprio sulla piattaforma online. Ecco l'intervento integrale:

Un girone esatto fa ci vedevi già lunghissimo.
"Il mio obiettivo era ritrovare continuità e penso di averla ritrovata in questo periodo, sia dal punto di vista realizzativo che da quello delle prestazioni. Sono contento di questo periodo positivo"

E' l'anno della maturità per El Shaarawy?
"Guarda, non lo dico perché nella mia carriera è sempre stato così: un po' di esaltazione all'inizio e poi alti e bassi. Voglio concentrarmi sul presente, ho sempre pensato che nel calcio le cose cambiano rapidamente. L'importante è avere equilibrio e proseguire sulla propria strada. Ho sempre preteso tanto da me stesso, quindi la pressione me la mettevo da solo ma ci ho sempre convissuto. Ho sempre cercato di lavorare in maniera seria, di dare tutto per il mio lavoro e per la Roma".

Ci spiega la sua esultanza?
"E' dedicata al mio migliore amico, che è andato a giocare e studiare in America. Mi aveva chiesto questa esultanza e gliel'ho promessa"

Un ragazzo che sta vivendo un momento che tu hai già vissuto al Milan, forse in maniera esponenziale, è Nicolò Zaniolo.
"Sei catapultato in un altro mondo, in un'altra dimensione, hai gli occhi addosso non solo di tutta Italia ma di tutto il mondo. E' importante gestire un po' e trovare l'equilibrio giusto, non esaltarsi troppo e lavorare su te stesso, soprattutto sulla testa, perché le gambe in questo periodo vanno da sole, ti senti un animale fisicamente… Gli ho dato qualche consiglio extracalcistico. Cambia anche la considerazione che la gente ha di te, si aspetta tanto, ci sono tante aspettative e devi essere bravo a gestire queste dinamiche. Io punto sempre sull'umiltà: di rimanere umili e non esaltarsi troppo. Come ho già detto nel calcio funziona così, un giorno sei un campione e un altro ritorni nel baratro… Serve un certo equilibrio" 

In una passata intervista con Lorenzo Pellegrini avevi detto scherzando che da lui avrebbe preso 4 anni in più di carriera: per fare cosa?
"Per rifare qualcosa in maniera diversa o semplicemente per vivere il calcio. Il calcio è sempre stata la mia vita, lo è tuttora. Fino a 20 anni mi faceva piacere festeggiare i compleanni, adesso un po' meno, anche se ho solo 26 anni, non sono un vecchio (ride, ndr). Prendo come esempio Kolarov, che è un professionista, uno di quelli che in palestra arriva sempre per primo. Così come De Rossi: due punti di riferimento, da cui prendere cose positive dal punto di vista del lavoro"

Che idea si è fatto sulle polemiche per la vittoria a Sanremo di Mahmood, che come lei è di origini egiziane?
"Posso dire per esperienza personale che non ho mai sofferto questa cosa, sono sempre stato considerato italiano a tutti gli effetti, ho sempre fatto parte della Nazionale dall'Under 16. Non è mai stato un problema e non deve essere un problema per nessuno, nel mondo del calcio, della musica e parlo anche a livello generale. Dovrebbe essere la normalità"

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Sarri: “La cena con Baldini? Una bella caz**ta”

"Una bella cazzata": così ha risposto Maurizio Sarri, tecnico del Chelsea, ai microfoni di Sky Sport nel post partita del match vinto contro il Malmoe in Europa League circa le voci su una cena con Franco Baldini finalizzata a preparare il terreno per il suo arrivo alla Roma la prossima stagione. “L'ultima volta che ho sentito Franco era in Sudafrica – ha aggiunto Sarri – penso sia ancora lì”.

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Rassegna stampa

Roma, il rebus dei quattro diffidati: rischiare il derby o riposare?

Quattro diffidati in casa Roma: Manolas, Fazio, Florenzi e Zaniolo. E c'è un interrogativo che Di Francesco deve porsi: meglio farli giocare e rischiare un cartellino giallo, che significherebbe saltare il derby, oppure preservarli e dare un segnale sbagliato per affrontare il Frosinone? Se lo chiede oggi il Corriere della Sera in edicola. Il tecnico giallorosso ha dimostrato in passato di non fare troppi calcoli. Contro l’Atalanta e prima del Milan la situazione era la stessa e i diffidati sempre quattro: oltre a Fazio c’era il centrocampo al completo Pellegrini, Nzonzi e Cristante, con gli ultimi due che hanno rimediato un giallo e sono stati costretti a saltare il match con i rossoneri. Stavolta il tecnico potrebbe gestire la situazione in modo diverso. Di sicuro scenderà in campo El Shaarawy: «Non voglio sbilanciarmi sul fatto che questa sia la stagione della maturità – ha detto ai microfoni di Dazn in un’intervista che andrà in onda oggi -: nel calcio le cose cambiano in fretta. Zaniolo? Gli do qualche consiglio extracalcistico».

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Olsen: “Con il Bologna sapevamo che sarebbe stato difficile, ma bello tornare dopo l’infortunio”

Robin Olsen, portiere della Roma, ha parlato ai microfoni di svenskafans.com al termine del match contro il Bologna di lunedì scorso. Queste le parole del migliore in campo nel match:

È stato contento di fare un ritorno di grande successo con molti salvataggi cruciali?
“E’ stato bello. Quando sei infortunato è sempre fastidioso non essere in grado di allenarsi con la squadra, e dover stare a casa a guardare le partite. Quindi è stato molto bello tornare e giocare di nuovo”.

Nel Bologna due svedesi in campo (Helander e Mattias Svanberg) entrambi ex giocatori del Malmö, che ovviamente sono stati due avversari speciali…
“E’ stato divertente. È sempre divertente incontrare amici e due ragazzi di Malmö”.

Lei con i suoi interventi ha subito fatto capire che sarebbe stata una partita davvero dura…
“Quando abbiamo incontrato il Bologna per la prima volta in questa stagione, abbiamo visto che era una buona squadra e molto fisica. Quindi sapevo che sarebbe stata una partita difficile”.

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STADIO

Stadio, crepe a 5 Stelle su Tor di Valle

IL TEMPO (F.M.Magliaro) – Due dati, uno politico, l’altro cronometrico, emergono dalla seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata, ieri pomeriggio, al progetto Stadio della Roma di Tor di Valle, seduta, per altro, richiesta direttamente (e in modo inusuale) dal sindaco, Virginia Raggi. Il dato politico è che i 5Stelle non sono stati in grado di presentare un loro documento da votare a sostegno delle decisioni dell’Amministrazione Raggi sul progetto, limitandosi semplicemente a bocciare i documenti presentati dalle opposizioni. Il secondo dato, cronometrico, è che la seduta di ieri è stata un orologio rotto: gli interventi che si sono succeduti erano uguali uguali a quelli uditi, sempre in Aula Giulio Cesare, già nel 2014 e, poi, ancora, nel giugno 2017.

Da una parte quelli del rischio idrogeologico; della proprietà dell'impianto e lo Stadio che non è della Roma; il favore ai costruttori e agli speculatori; e le case popolari da costruire invece di pagare lo stadio; e le opere pubbliche che, se ci sono, costano troppo, se non ci sono, perché non ci sono; sì allo Stadio ma no a Tor di Valle. Anche se nessuno si è ricordato di spendere due parole in croce in difesa delle famose rane di Tor di Valle dimostrando che non ci sono più gli ambientalisti veri di una volta. Dall'altro lato, quelli che il nostro è il progetto migliore possibile, lo abbiamo migliorato, la nostra viabilità andrà bene, è tutto bello, bello bellissimo e se non lo sarà è colpa delle Amministrazioni precedenti da cui abbiamo ereditato il progetto che ci vedeva contrari e siamo rimasti coerenti con la nostra contrarietà.

Sono cambiate solo le casacche: ieri, la giaculatoria la facevano i 5Stelle. Oggi, tocca a Fassina (sinistra), Grancio (ex 5Stelle oggi misto), Pd, Fratelli d’Italia. Ieri il cantico pro Stadio bellissimo era del Pd. Oggi, tocca ai 5Stelle. Tre ore circa di chiacchiere inutili, di luoghi comuni e inesattezze clamorose, di frasi buttate lì quasi per caso e concetti dal vago sapore populista; di oratori intenti ad udire solo le proprie voci, tanto da una parte, quanto dall’altra, buone tutte solo per avere un post da scrivere su Facebook o un cinguettio su Twitter, una inutilità testimoniata dalla scontata bocciatura di tutti gli ordini del giorno presentati dalle opposizioni.

Al netto delle chiacchiere, però, appare assolutamente irrituale l'assenza di un qualunque documento della maggioranza: sempre, in occasione di sedute straordinarie monotematiche, la maggioranza usa presentare un proprio testo di sostegno al Sindaco e alla sua Giunta. L'assenza di questo testo, invece, lascia aperti pesanti interrogativi circa la solidità del Gruppo pentastellato di riuscire a mantenere la compattezza oltre la mera bocciatura degli ordini del giorno presentati dalle opposizioni. Insomma, uniti nel dire “no” al Pd, liste civiche, misto, sinistra, ma totalmente incapaci di trovare una sintesi sulle posizioni interne. Un no, per altro, piuttosto netto ma con numeri scarni. In aula la maggioranza è di 29 consiglieri, Sindaco compresa. Assente giusitificata la neo mamma Eleonora Guadagno e astenuto per ragioni di opportunità (coinvolto nell'inchiesta Rinascimento) l’ex capogruppo Paolo Ferrara, la maggioranza dei consiglieri grillini ha perso per strada ben 6/8 voti, fermandosi ai 18/20 che hanno bocciato i sette documenti presentati dalle opposizioni. Non esattamente un buon viatico in vista della futura votazione di variante e convenzione urbanistica.

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Ecco l’ItalRoma, giovane e azzurrabile: in regia l’idea è Locatelli

Se il futuro di Di Francesco e di Monchi è ancora tutto da definire, alcune linee guida non dovrebbero cambiare nella prossima stagione scrive La Gazzetta dello Sport. Ovvero: spazio ai giovani e agli italiani. Uno dei primi ruoli che a Trigoria vorrebbero coprire è quello del regista. E così il club sta seguendo Manuel Locatelli, 21 anni, che in estate il Milan ha ceduto in prestito con obbligo di riscatto al Sassuolo per circa 12 milioni. Sotto l’ala protettiva di De Rossi, che comunque dovrebbe rinnovare ancora di un anno, Locatelli potrebbe diventare un punto di riferimento per il centrocampo. Occhi sempre puntati su Mancini e Belotti. I prossimi saranno mesi di esami da parte di tutti, anche per la dirigenza, al punto che si sono già fatti i nomi di Faggiano e Mirabelli. Sul fronte allenatore, invece, in modo informale da Trigoria fanno sapere non c’è stato alcun incontro tra Baldini e Sarri: l’ex d.g. della Roma è in Sudafrica da novembre.

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Roma, un esame lungo tre mesi

IL MESSAGGERO (U.Trani) – In bilico a Trigoria, come nel resto d'Italia. Anche a Milano e Torino, addirittura sponda Juventus. In ogni società, e quindi anche nella Roma, ogni ruolo è in discussione, ovviamente legato al raccolto stagionale. In palio c'è il futuro dei singoli che si giocano il posto: direttore sportivo, allenatore e giocatori. L'esame, per gran parte delle squadre di serie A, è lungo tre mesi, quelli che mancano alla fine del campionato: ultima giornata il 26 maggio. In teoria è possibile anche posticipare la scadenza: il 29 maggio c'è la finale di Europa League e il 1° giugno quella di Champions (la Coppa Italia, invece, si assegna il 15 maggio). Pallotta, come è successo alla fine di ogni annata e come ha spiegato anche recentemente al suo management, è pronto a intervenire prima dell'estate, scegliendo in prima persona, e sempre ascoltando il consulente Baldini, chi confermare e chi allontanare.

PATTO VULNERABILE – Sotto osservazione, e ormai da tempo, Monchi e Di Francesco. Il presidente, come ha spesso fatto capire nei suoi interventi da Boston, non è soddisfatto dal rendimento della squadra in questa stagione. Il 5° posto in campionato, con i 13 punti lasciati per strada contro i club di bassa classifica, non gli va giù. E si prepara, dunque, a chiedere il conto sugli investimenti della scorsa estate che non hanno migliorato la rosa, sui 31 infortuni muscolari che sono finiti al centro del dibattito pure oltreoceano e sulle prestazioni altalenanti da agosto ad oggi. Il ds sa che le operazioni di mercato non hanno convinto la proprietà Usa: quelle in entrata e non certo le dismissioni eccellenti, con relative e ottime plusvalenze, di Alisson, Nainngolan e Strootman. L'allenatore, invece, è nel mirino dal ko del 23 settembre contro il Bologna al Dall'Ara. D 5 mesi, dunque, con Baldini che contattò Paulo Sousa. Il 30 gennaio, dopo l'umiliante 7-1 del Franchi nei quarti di Coppa Italia contro la Fiorentina, bastò l'«ask Monchi», inviato ai media da Boston, per definire la posizione di Pallotta. È toccato ancora allo spagnolo salvare il tecnico. Ma Monchi e Di Francesco, senza mettere in discussione l'alleanza siglata nel giugno 2017, hanno capito in quelle ore che pedalare in tandem pure nella nuova stagione, con il presidente di traverso, sarebbe stato complicato.

ENNESIMA RIVOLUZIONE – Dal destino del ds e dell'allenatore, comunque, dipende la Roma che verrà. Monchi potrebbe decidere autonomamente di chiamarsi fuori, scegliendo di ricongiungersi ad Emery e di passare quindi all'Arsenal. Meglio Londra del ritorno a Siviglia dove lo vogliono da presidente. Tra i possibili eredi rimane in corsa Mirabelli. Di Francesco, forte del contratto fino al 2020, aspetta che escano allo scoperto Pallotta e Baldini. Il 4° posto dovrebbe bastare per restare a Trigoria. Ma avrebbe sicuramente più chance in caso di promozione ai quarti di Champions. I giocatori, invece, non possono avere al momento alcuna certezza. In particolare i big. La difesa, ad esempio, andrà rinnovata. Manolas ha un prezzo con la clausola da 36 milioni e quindi nessuno può garantirne la permanenza in giallorosso, gli altri sono appesi alle performance dei prossimi 94 giorni. Da Florenzi a Kolarov, da Fazio a Jesus, da Santon a Marcano. Ognuno deve dare garanzie al club. Già bloccato Mancini dell'Atalanta. La verifica è quotidiana, in allenamento e in partita. Ne sa qualcosa De Rossi che, dopo lo stop di 3 mesi abbondanti, deve valutare se è il caso di continuare a giocare o no. Nzonzi, invece, potrebbe chiedere di essere ceduto in Inghilterra. Il regista è la priorità: Sensi o Locatelli del Sassuolo, anche perché per Tonali la richiesta del Brescia è esagerata. I giovani della rosa sono (quasi) al sicuro. Non solo Cristante e Zaniolo, anche Pellegrini, nonostante sia accompagnato nella sua avventura da quei 30 milioni invoglianti di clausola, e Karsdorp che sembra in ripresa. L'attacco, come la difesa, va rivisitato. Se resta Dzeko, bisogna prendere il vice. Di ruolo. Se parte il centravanti, serve il titolare. Probabile il ritorno di Perotti in Argentina, Under è uomo mercato e bisogna vedere se spingerà per andarsene. Kluivert è ancora da decifrare, Schick l'interrogativo, Pastore il flop.

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Roma-Sarri, anche in Inghilterra parlano di contatti tra le parti

Prende sempre più corpo la possibilità che, nella prossima stagione, Sarri possa essere l'allenatore della Roma. La notizia di un contatto tra Franco Baldini e l'attuale tecnico del Chelsea (circolata in mattinata attraverso le colonne di Repubblica), si accompagna a quella comunicata dalla piattaforma inglese di Sky, che nel pomeriggio ha confermato i contatti tra le parti. 

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Santon: “Ci aspetta un tour de force molto importante”

Davide Santon, terzino della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione dell’evento Junior TIM Cup  Il calcio negli Oratori, presso la parrocchia Sant’Anna a Morena, piccola località vicino alla Capitale. Le parole dell’ex Inter:

Le tue aspettative per le prossime partite? 
Ci aspetta un tour de force molto importante. Puntiamo sempre a fare tre vittorie. Purtroppo il futuro non si può prevedere però dipenderà soprattutto da noi e dal modo in cui prepareremo queste partite e dal modo in cui scenderemo in campo. Il Frosinone non è una squadra da sottovalutare perché giochiamo in casa loro e sarà una partita molto difficile. Dobbiamo andare lì con la massima concentrazione e provare a portare a casa tre punti che sono obbligatori.

La Lazio che riposa è un vantaggio per il derby? 
Non penso perché se ti alleni bene e una squadra sta bene fisicamente non cambia se hai uno o due giorni di riposo.

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Stadio della Roma, consiglio straordinario in Campidoglio. Raggi: “Porterà molti posti di lavoro”

Presso l’aula Giulio Cesare di Palazzo Senatorio va in scena il Consiglio Comunale Straordinario sullo Stadio della Roma. Nella seduta, richiesta direttamente dalla sindaca Raggi al Presidente dell’Assemblea Marcello De Vito, viene presentato il parere del Politecnico di Torino sulla viabilità dell’area intorno all’impianto da edificare a Tor di Valle. Dopo la presentazione dello studio dell’ateneo piemontese è prevista una fase di dibattito e le votazioni sulle mozioni presentate. L’appuntamento di oggi è fondamentale per vedere se la maggioranza sarà compatta sul voto, in vista delle discussioni su variante e convenzione urbanistica.

QUESTI I PARERI ESPRESSI: 

Ore 15.30 – Montuori: “Lo stadio è un bene per fornire servizi a famiglie ed imprese, indipendentemente dalla natura privata del soggetto proprietario

Ore 15.50 – Meleo: “Lo studio del politecnico di Torino ha confermato la validità degli atti posti in essere da Roma capitale e dagli uffici del sindaco che sapevamo già essere corretti sotto al profilo amministrativo e tecnico. Stiamo facendo interventi per far sì che i cittadini possano muoversi lasciando a casa l’automobile ed usufruendo di altri sistemi di mobilità condivisa e sostenibile e questo al di là della questione “Stadio“.

Ore 15.56 – Fassina: “Abbiamo lasciato che fosse modificato per scelta unilaterale l’ordine previsto per questo consiglio comunale. Sul piano istituzionale è assolutamente scorretto che su un tema così importante lei abbia delegato alla sua giunta. Questo non aiuta a rendere la discussione più utile, dovrebbe lei in prima persona avere più rispetto per questa assemblea, che non è un soprammobile. Veniamo a lei, Montuori, e lo dico per la stima che ho per lei: oggi non serviva una pagella tra le due delibere. I cittadini romani hanno espresso il loro giudizio sull’Amministrazione Marino, che lei dedica il 95% del suo intervento per spiegare i vostri miglioramenti, non sposta alcunché. E’ impropria la costruzione proprio a Tor di Valle e nonostante tutti i miglioramenti la localizzazione è inadeguata per l’assetto idrogeologico, per l’assetto ambientale, è l’ultimo spazio per un parco fluviale in questa cittàMi sarei aspettato un Consiglio Comunale dedicato al Politecnico di Torino. Avete fatto un uso propagandistico dello studio del Politecnico. Il progetto può partire con un piano che preveda le condizioni del Politecnico? Senza aver individuato le fonti delle risorse per finanziare quelle infrastrutture? Sono centinaia di milioni a carico dei cittadini di Roma. Vi assumete la responsabilità politica e morale per un interesse che definite pubblico, ma che rimane privato, quando ci sono condizioni sociali drammatiche in questa città. Strumentalizzate la passione dei tifosi della Roma, che io invece rispetto tantissimo”. 

Ore 16.10 – Grancio: “Il Sindaco ha la responsabilità dell’incolumità pubblica e della salute pubblica. Lo Stadio è e resta una catastrofe. La mobilità non è risolta, soprattutto quella su gomma, entrerà in blocco totale, il che significherà danni per la salute, perché il traffico produce polveri sottili, aumentando quindi gli infarti delle persone che già sono a rischio. Lo Stadio non è uno stadio di proprietà, già di per sé è intesa male la legge, lo stadio dovrebbe essere di proprietà dell’AS Roma, ma è di una holding di James Pallotta, che controlla la Roma, e non viceversa. E’ un pericolo per il quartiere limitrofo. E’ una catastrofe dal punto di vista della legalità. E’ un danno catastrofico per le opere pubbliche, c’è ancora in sospeso la questione dei terreni, è aperta un’indagine perché Parnasi non ha ancora pagato, probabilmente, i 21 milioni a Papalia. Se si va a leggere con minuzia e si studia, invito tutti dentro questo consiglio di andarselo a studiare, c’è chi ha delle capacità di poter affrontare questa cosa. Quella che è stata la conferenza stampa è solamente propaganda: chi adesso ha ricevuto la chiusura delle indagini non ha fatto altro che, nei dati da inserire, situazioni ottimistiche. Perché? Si voleva coprire che la parte su gomma era una catastrofe? Nella sostanza, se si vanno a leggere le simulazione, si capisce che il Business Park non viene preso in considerazione. La parte legata alla viabilità su ferro porta solamente le persone allo stadio, come se la città si dovesse congelare prima e dopo la partita. Veniamo alla società che sarà proprietaria dello Stadio. Chi utilizza la procedura semplificata non è una società di calcio, ma una che ha sede nel Delaware .

Ore 16.30 – Pelonzi: “Ci saremmo aspettati un intervento della Sindaca, ma l’importante è che c’è. Questa amministrazione ha stravolto il progetto precedente. Lo ha fatto per programmi elettorali, per la cittadinanza, ci sono tanti motivi. Quella decisione ha rallentato i tempi per lo stadio, ma con la nuova delibera che avete votato avete messo una pietra tombale sulla realizzazione. Si può discutere se l’iniziale scelta delle aree fosse la più idonea o meno. Voglio dire ai tifosi, purtroppo, l’iter si bloccherà a causa delle scelte di questa giunta. Quando noi diciamo ‘no’ oggi, come abbiamo detto più volte, non lo facciamo in riferimento al fatto che Roma possa essere dotata di un impianto, ma lo diciamo ad un progetto che non ha più interesse pubblico“.

Ore 17.20 – Celli: “Ci saremmo aspettati, prima della sua conferenza stampa, che lei venisse a parlare con i capigruppo, che potessero ascoltare le sue parole. Spero che sia un segnale di inizio per poter dialogare. Io non ho mai avuto la possibilità di incontrarla in questi anni. Ci troviamo a parlare del famoso stadio della Roma. Dico che il mio sì era basato sulla legge 147 del 2013, che prevedeva la possibilità che un privato potesse intervenire per creare un plusvalore, un arricchimento e che migliorasse la mobilità, non aggravasse. Il ponte di Traiano avrebbe comunque migliorato il quadrante totalmente interessato, il secondo interesse era legato all’impegno che la Roma aveva preso di realizzare impianti sportivi nelle periferie della nostra città per 10 milioni di euro. I due capisaldi sono caduti. La relazione del Politecnico non ha fatto altro che darvi la zappa sui piedi: ha sollevato i dubbi che avevo già. Secondo Montuori il Ponte di Traiano non serviva, ma si prevedono 60 mila presenze durante le partite. Come mai proprio con il Politecnico di Torino? Non vi fidavate dei nostri tecnici? Qual è il criterio della scelta? Si parla di soldi spesi dai romani”.

Ore 17.33 – Figliomeni“Siamo in favore di far gioire i tifosi della Roma in sicurezza. I tifosi devono avere questa possibilità, il calcio riguarda la gran parte della popolazione. Ieri sera abbiamo visto un Wanda Metropolitano. Il progetto attuale è peggiore dal punto di vista della mobilità e delle opere pubbliche. È un regalo ai privati. La realizzazione in quel territorio non è idonea. I rischi idrogeologici sono di livello 4. Il vincolo che c’è sulle tribune, la mobilità prima dell’inizio della gara, ma immaginate il post gara. Impossibile pensare che le persone vadano in bici. Il Ponte di Traiano serviva. Quando si fanno le opere pubbliche rispetto a quelle private? Vi dovreste porre questa domanda.

Ore 18.28 – Sindaca Virginia Raggi: “Per noi il progetto della giunta Marino era una speculazione dal punto di vista edilizio. Abbiamo fatto un’analisi costi-benefici e l’esito ci ha confermato che la costruzione dello Stadio Della Roma va effettuata nell’area di Tor Di Valle. Abbiamo iniziato a tagliare tutte quelle parti che erano opere accessorie, che portavano lo sviluppo di cubature che non erano necessarie alla fruibilità dell’impianto. La nostra azione è stata volta al miglioramento del progetto. Oggi rimangono lo stadio, il business park, gli interventi sul parco. Rispetteremo i migliori standard energetici esistenti. Allo stadio ci si andrà al 50% in auto e al 50% con la struttura su ferro. Miglioreremo, pertanto, la ferrovia Roma-Lido e la linea FM1. Il Politecnico dice che per rispettare le due quote del 50% il ponte di Traiano non è necessario. L’ammodernamento della Roma-Lido dovrebbe prescindere dalla realizzazione dello Stadio, i 180 milioni devono essere spesi a prescindere dall’impianto sportivo. Lo studio del Politecnico oggi ci dice che per la costruzione dello Stadio della Roma il miglioramento dei collegamenti su ferro è indispensabile. Gli interventi che andremo ad affrontare sul quel quadrante della città incideranno, si, sul benessere dello Stadio ma in primis su quello dei cittadini. Abbiamo migliorato le opere pubbliche funzionali alla sostenibilità economica finanziaria dell’opera ed eliminato la speculazione edilizia. Io credo che Roma Capitale abbia bisogno di grandi opere utili per la città e quella dello Stadio, se ben effettuata, andrà a migliorare un’area abbandonata della città. Il progetto porterà 800 milioni di investimenti privati e molti posti di lavoro. Spero vivamente che nelle fasi successive si possa portare avanti questo progetto, Continuiamo fermamente a volerlo solo ed esclusivamente per i cittadini”.