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Dall’Inghilterra: Monchi all’Arsenal entro fine mese in caso di eliminazione della Roma dalla Champions League

L'attuale direttore sportivo della Roma, stando a quanto riferito dal tabloid inglese "The Sun", potrebbe approdare al club londinese già entro la fine di marzo. Ipotesi che si concretizzerà in caso di eliminazione dalla Champions League per mano del Porto e di conseguente esonero di Di Francesco.

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Retesport 24 – Le opinioni di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport

Le opinioni di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: “A questo punto della stagione inutile parlare troppo di moduli e scelte, bisogna solo essere concreti”

ZUCCHELLI: “Per l’anno prossimo si faranno ragionamenti sul portiere, ma per ora continuerei con Olsen”

CENTO: “Con il Porto farei giocare Mirante”

CATALANI: “Il problema della Roma non è Olsen, ma il resto della difesa. Il portiere quest’anno la sufficienza se la merita”.

PICCHERI: “Sul fronte Napoli-Ancelotti potrebbe esserci una sorpresa”

TRANI: “Molto probabilmente domani si opterà per la difesa a 3. Il ballottaggio è Marcano-Fazio. Ci sarà un solo mediano: o De Rossi o Nzonzi”

MAGNI: “Se si passa con il Porto Di Francesco è salvo. E se si perde con l’Empoli? E se si vince con l’Empoli e si perde con la Spal? Si vive alla giornata da troppo tempo"

CRISTOFORI: “Se si dovesse cambiare allenatore spero che si colga anche l’occasione per cambiare la struttura della società”

PIERI: “Giusto dare rigore per il fallo di Fazio su Correa, troppo chiedere l’espulsione”

ANGELONI: “Un traghettatore ora ti permetterebbe di programmare le prossime stagioni”

FRANCI: “Pastore? Almeno ha avuto una reazione”

MAIDA: “Alla Roma troppe incognite per il futuro, ma Chiesa è l'obiettivo numero uno. Il quarto posto può aiutare a trattenere Zaniolo”

VALDISERRI: “Non cederei Zaniolo per arrivare a Chiesa. Pastore non si è mai sentito realmente integrato”

INFASCELLI: “Temo che questo gruppo sia perfettamente in grado di fare una mini impresa (per il momento che vive) a Oporto, così come di rischiare la sconfitta con l’Empoli 4 giorni dopo. Sul portiere, salvo problemi fisici, lascerei in pace Olsen come numero 1.”

MADEDDU: “Ormai Di Francesco non ragiona più a lunga scadenza. Da questo momento in avanti punta su chi può garantirgli qualcosa di utile nell’immediato. Il periodo della semina è superato, si passa al raccolto, anche a rischio di far marcire qualcuno in panchina”

CERVONE: “Nei panni di Di Francesco non convocherei più Pastore”

ZAMPA: ”Se Di Francesco batte il Porto rimane, altrimenti verrà esonerato"

ASPRI: “Non rinuncerei mai a Zaniolo. In questo momento la Roma non ha giocatori migliori di lui, la prima maglia spetta a lui”

DE ANGELIS: “Che sia un sogno o che sia un incubo, viviamolo insieme. Forza Roma!”

CECCHINI: “Non credo che Di Francesco stia pensando alle dimissioni, mi sembrerebbe paradossale andarsene senza giocare i quarti di finale di Champions League. Sarebbe uno schiaffo in faccia alla società e non mi sembra che il tecnico abbia questo desiderio”

PALOMBELLA: "Gli allenatori della Roma hanno la scadenza.  Quando arrivano già sanno che tempo un anno e mezzo, forse due,  scadono, perché non sono più nelle condizioni di poter  dare qualcosa alla squadra. Vale anche per Di Francesco che vede avvIcinarsi  la data della sua scadenza. Se lo tieni oltre tale data, la Roma si ammala e si fanno soltanto danni".

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Porto-Roma, la conferenza di Conceicao: “Bisogna vincere ma non dobbiamo avere fretta”

Alle 16.00 è andata in scena la conferenza di Conceicao e Otavio nella sala stampa dell'Estadio do Dragão.

Le dichiarazioni di Conceiçao:

Come pensa di affrontare la Roma? Dovrà avere pazienza?
Penso che l’equilibrio sia fondamentale, bisogna vincere ma non dobbiamo avere fretta. Dobbiamo vincere e difenderci con consistenza. Sappiamo dei valori della Roma, hanno il terzo attacco della Serie A, hanno giocatori straordinari ed è una squadra forte. L’equilibrio sarà fondamentale.

Avete fiducia?
La nostra fiducia dipende dal lavoro giornaliero. Nelle ultime gare abbiamo utilizzato giocatori che non avevano avuto molti minuti e la risposta è stata eccellente. Conta la squadra. Ogni partita ha una storia a sé, ho già detto che contano una o più soluzioni ma non sono decisive. Conta il lavoro di squadra in funzione delle nostre caratteristiche. Se giochiamo come sappiamo possiamo arrivare ai quarti di finale.

Bisognerà evitare di prendere gol?
Dobbiamo essere efficaci in attacco e in difesa, arrivare all'ultimo terzo di gara sullo 0-0 sarebbe pericoloso. Dobbiamo essere aggressivi e saperci difendere, l'equilibrio di cui parlo è fondamentale.

Di Francesco e la Roma in difficoltà.
Tutti siamo in difficoltà, ma non deve pesare. Conta poco tutto quello che si dice quando l’arbitro fischia l'inizio. Non è per questo che la Roma è più o meno fragile, siamo tutti sulla corda.

Visto il tipico gioco delle squadre italiane, siete pronti ad affrontare anche una Roma ultradifensiva?
Siamo pronti ad una partita difficile, indipendentemente dal tipico gioco delle squadre italiane la Roma ha anche subito dei gol. Si tratterà di essere efficaci nelle situazioni che creeremo. Loro si difenderanno bene, hanno un risultato favorevole dalla loro parte ed è chiaro, lo capiamo. Può darsi che durante la partita cambieremo strategia, la mia squadra sarà pronta ad attaccare per centrare la qualificazione.

Quali sono le vostre opzioni in attacco?
Non dirò nulla, chiaramente, sulla formazione. Ci sono tre giocatori che fanno parte del gruppo e ci aiuteranno, se lo riterrò opportuno.

Come ha dato fiducia alla squadra?
Non è necessario dare messaggi particolari, maggior motivazione della possibile qualificazione non esiste. Poi si può parlare di uno stadio pieno, ma non è questo che ci aiuterà. Le motivazioni di questa sfida sono fondamentali.

Cosa è andato storto con il Benfica?
Ho analizzato la nostra ultima partita. Molte persone non capiscono di calcio e ne parlano gratuitamente. Io sono sempre disponibile a parlare. Gli attaccanti sono la nostra prima difesa, quando si gioca con l'attaccante e con le ali dobbiamo analizzare una serie di situazioni, anche le caratteristiche dell'avversario.

Le parole di Otavio

Come avete gestito questi giorni dopo il ko con il Benfica alla vigilia del match con la Roma?
E' stato difficile ma non possiamo tornare indietro, siamo concentrati sulla Roma. Cercheremo di segnare almeno un gol, poi si vedrà.

All'andata avete dato l'impressione di essere più forti della Roma?
Non siamo più forti ma abbiamo le possibilità di poter vincere. Se ci concentriamo sul nostro gioco avremo tutto per vincere.

Avete fiducia, visto che siete al massimo delle vostre forze?
Non abbiamo infortunati, siamo tutti qui, anche il mister è concentrato e darà il massimo.

Cosa significherebbe superare gli ottavi?
Sarebbe un sogno. Possiamo farcela, ci proveremo per i nostri tifosi.

Gli errori dell'andata?
Dobbiamo migliorare in molte cose, dobbiamo fare più gol e arrivare più volte nei pressi dell'area. dipenderà dalle scelte del mister, ma chi giocherà darà il massimo per evitare gli errori dell'andata.

Dal 2014 il Porto non arriva in semifinale.
L'anno scorso ci fermò il Liverpool, il gol di Adrian fuori casa ci aveva dato speranza. Ma abbiamo tutto per poter vincere.

Che Roma si aspetta?
Non lo so, non posso rispondere. Loro hanno il risultato dell'andata dalla loro parte, noi dobbiamo fare almeno un gol. Mi interessa solo pensare a vincere.

Cosa le soddisfa di più, fare un gol o un assist?
Difficile dirlo, per me un gol o un passaggio decisivo hanno la stessa importanza.

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[FOTO] – Andare ai quarti per andare in Porto: la partenza della Roma da Fiumicino

Missione possibile, o forse no. Dipenderà da quale Roma scenderà in campo domani sera al Do Dragao alle ore 21.00. Da questa gara dipendono le sorti dell'allenatore Eusebio Di Francesco, "boicottato" da una miriade di infortuni stagionali, errori di mercato e scelte tecniche sbagliate. 

Nemmeno un anno dopo la straordinaria avventura in Champions culminata con l'approdo in semifinale, la Roma è riuscita a dilapidare un patrimonio sportivo, economico ed emotivo come nemmeno il peggior nemico dei giallorossi avrebbe saputo fare.

Oggi la squadra è partita da Fiumicino, destinazione Oporto, dove stasera Di Francesco terrà la conferenza stampa prepartita affiancato da Perotti, uno dei grandi assenti stagionali.

Siamo davvero all'ultima chiamata per il tecnico abruzzese che dovrà provare a entrare di nuovo nella testa dei suoi per "convincerli" a non mollare e a riprendersi un finale di stagione in cui è ancora possibile salvare il salvabile.

In caso di insuccesso, DiFra passerebbe dal banco degli imputati a quello di colpevole e capro espiatorio di una situazione in cui i responsabili (come sempre) sono anche altri.

In primis Monchi, reo di non aver allestito una squadra all'altezza e con gavi carenze strutturali e di aver acquistato calciatori non proponibili a certi livelli.

In secondo luogo, ma in egual misura, i dirigenti tutti: da Baldissoni al consigliere Baldini, nessuno sarebbe esente da responsabilità, ma a pagare, come sempre, sarà soltanto uno. E in estate sarà ennesima rivoluzione. 

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Strootman a Trigoria per caricare la squadra prima del Porto

Piacevole sorpresa a Trigoria nel giorno della rifinitura pre Porto-Roma. A saluatare i suoi ex compagni si è presentato Kevin Strootman, felice di poter dare la carica in vista di un appuntamento così importante per la stagione giallorossa. L'olandese ha lasciato questa estate la Roma dopo 5 stagioni nella Capitale, direzione Marsiglia.

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Allenamenti

[FOTO e VIDEO] – Trigoria. La rifinitura pre Porto-Roma: nuovo problema per Pastore

[Da Trigoria, Giorgio De Angelis] – Mattinata di rifinitura a Trigoria per la Roma. La squadra giallorossa partirà alle 15.00 dall'aeroporto di Fiumicino per raggiungere Oporto, sede del ritorno degli ottavi di finale di Champions League, in programma domani sera alle 21.00. Intanto, però, la squadra completa la preparazione alla partita nel Bernardini. Il primo a scendere in campo è Under, impegnato però ancora una volta in un allenamento individuale. Il turco è fuori dal 19 gennaio, quando ha rimediato un guaio muscolare nei primi minuti di RomaTorino: l'obiettivo ora è tornare a disposizione contro l'Empoli in campionato. Nuovo stop, invece, per Pastore: l'argentino ieri sera ha svolto degli esami che hanno evidenziato un risentimento al polpaccio sinistro. Sarà valutato giorno per giorno: si tratta del quinto infortunio dello stesso tipo in questa stagione. Per quanto riguarda il gruppo, sono Zaniolo e Manolas a presentarsi per primi in campo: il greco, in particolare, conferma di star bene dopo i problemi della settimana scorsa che lo hanno costretto a saltare il derby, allenandosi con il resto dei compagni. Dopo il riscaldamento canonico, Di Francesco ha diviso i calciatori in due squadre per il lavoro tattico, assegnando la pettorina blu a Olsen, Karsdorp, Manolas, Marcano (coppia titolare), Santon, De Rossi, Coric, Kluivert, Pellegrini, El Shaarawy e Dzeko. A Trigoria presente, per salutare i compagni, anche l'ex Kevin Strootman.

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Porto-Roma, possibile sorpresa in porta: pronto Mirante

A Oporto per trovare nuove certezze. In soccorso di un Di Francesco nuovamente in difficoltà in questo periodo della stagione torna l'appuntamento con la tanto cara Champions League. Competizione nella quale il tecnico abruzzese ha sempre dimostrato di trovarsi più a suo agio in queste due stagioni giallorosse. Ecco perché, nonostante la delicatezza del match col Porto (si riparte del 2-1 per la Roma all'andata), DiFra potrebbe sfruttare l'occasione per ricercare nuovi equilibri. Partendo dalle fondamenta: pur restando il titolare nel ruolo, Olsen sta attraversando un momento di chiara difficoltà, dovendo convivere anche con un difficoltoso recupero da un problema al polpaccio che lo costrinse al forfait proprio nel match d'andata contro i lusitani. Mirante, al contrario, ha sfruttato bene fin qui le poche occasioni avute, facendosi trovare pronto anche grazie alla sua esperienza. Tanto da instillare il dubbio nella testa del tecnico. Quel che è certo è che mercoledì alle 21.00 scenderà in campo chi darà garanzie maggiori in questo momento a Di Francesco.

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Champions, i quarti valgono almeno 15 milioni. Ecco perché non si può sbagliare

Ballano almeno circa quindici milioni di euro, a conti fatti la copertura degli stipendi stagionali di Dzeko e Pastore, i due big a livello di ingaggio di tutta la rosa della Roma. Come scrive La Gazzetta dello Sport, basterebbe questo per capire quanto è importante anche dal punto di vista economico la sfida di domani sera ad Oporto. Se non addirittura decisiva, per alcuni versi. Già, perché quei quindici milioni lì sono proprio i conti basilari, il minimo indispensabile insomma. E sono legati al bonus di 10,5 milioni di euro che la Uefa riconosce a tutte le squadre che raggiungono i quarti di finale della Champions League ed al potenziale incasso della sfida casalinga che si giocherebbe, ai quarti, allo stadio Olimpico. Insomma, una Roma ai quarti di finale garantirebbe grossomodo circa altri 4 milioni di euro. Ai quali, però, bisogna poi aggiungere la quota percentuale di market pool. Quota che allo stato attuale non può essere calcolata, perché dipende sostanzialmente da due variabili: quanto la Roma riuscirebbe, in caso, ad andare avanti nella competizione e se la Juventus sia in grado di ribaltare il 2-0 dell’andata con l’Atletico Madrid e qualificarsi anch’essa per i quarti (ed eventualmente poi quanto andrebbe avanti anche lei). Insomma, è evidente che se la Roma dovesse passare il turno, il vantaggio economico sarebbe anche maggiore di quei 15 milioni di euro che, come detto, rappresentano sostanzialmente la base. 

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Calciomercato

Mercato Roma. Per il futuro tutto su Chiesa

Possibile scenario di mercato svelato dal Corriere dello Sport in edicola questa mattina. Manchester City e Real Madrid hanno messo gli occhi su Nicoló Zaniolo che la Roma ha intenzione di blindare, ma che allo stesso tempo, davanti a un’offerta clamorosa potrebbe lasciar partire. A quel punto, sempre secondo il quotidiano, i giallorossi andrebbero prepotentemente su Federico Chiesa, asso della Fiorentina. Monchi già in estate aveva provato a strapparlo ai toscani, parlando di uno scambio con El Shaarawy più un ricco conguaglio, ma la famiglia Della Valle aveva stoppato ogni negoziazione. Per il futuro in dubbio anche la conferma di Perotti e la permanenza di Under: sul turco resta forte l'Arsenal.

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Rassegna stampa

DiFra, le mosse per restare

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) – Mai come questa volta, i dubbi sono tanti. Oggi, alle 15, quando la Roma partirà per Oporto, molti saranno fugati. La posta in palio è alta (oltre ai soldi da incassare in caso di qualificazione: una quindicina di milioni), Di Francesco sta facendo di tutto per caricarsi e caricare la squadra, senza dare troppe pressioni. Impresa complicata. Il momento è difficile, ma tanto si sa, in questi casi paga sempre l'allenatore, non certo i giocatori, che dovranno essere liberi di pensare al calcio e non al futuro dell'allenatore. Le pressioni sono quasi tutte su Eusebio, dunque, che non deve sbagliare le mosse, forzandole su una squadra in condizioni precarie, fisiche e psicologiche. L'impresa non sarebbe nemmeno proibitiva (giallorossi in vantaggio di 2-1 maturato all'andata in casa e ha a disposizione due risultati utili su tre, al Do Dragao arbitrerà il turco Cakir): il problema non è il Porto, ma la Roma. Di Francesco si gioca le sua chance nel silenzio: allenamenti blindati, niente filmati nemmeno dalle amiche telecamere di Roma Tv.

TENTAZIONE DIFESA A TRE – I moduli visti quest'anno per la maggior parte delle gare, ovvero il 4-2-3-1 e il 4-3-3, hanno dimostrato di non essere totalmente affidabili. Ieri ad esempio è stata provata anche la difesa a tre, non si sa mai. E anche l'atteggiamento della squadra spesso è stato criticato dal tecnico, e lui sta battendo molto su questo aspetto. Vogliamo parlare dei giocatori? A parte rare eccezioni, El Shaarawy, Zaniolo tanto per fare qualche esempio, molti non sono al top, e proprio per questo sarà difficile fare le scelte giuste. Molte sono obbligate, vedi De Rossi, che arranca ma dovrà stringere i denti, anche perché per lui potrebbe essere anche l'ultima in Champions. Per superare uno scoglio come quello di domani sera servono equilibrio, gamba, voglia e coraggio e queste caratteristiche vengono riscontrare – onestamente – poco nella Roma. Quindi, la forbice si stringe. Chi giocherà? Ripartiamo dal sistema: tra i due fissi, Eusebio – nonostante l'andata sia stata giocata, e bene, con il 4-3-3 – ha fatto capire come il gruppo recepisca meglio il 4-2-3-1, con cui si sente più protetto e attacca con più facilità. Con questo sistema tattico la squadra ha mostrato sprazzi di pericolosità anche nel derby disastroso. Con il 4-2-3-1 rischiano di restare fuori Cristante e forse anche Pellegrini. Mentre nel 3-5-2 il sacrificato sarà uno tra Nzonzi e De Rossi. L'ex giocatore dell'Atalanta dovrebbe lasciare spazio a Nzonzi, pronto a fare coppia con De Rossi, come a Frosinone e si sperra nettamente meglio. Dicevamo, rischia di restare fuori anche Pellegrini (o Nzonzi). Questo, però, solo se Eusebio decidesse di riproporre Karsdorp o Santon a destra alzando Florenzi sulla linea dei trequartisti (in questo caso Zaniolo diventerebbe trequartista e Pellegrini al fianco di De Rossi, quindi fuori il francese).

PASTORE A RISCHIO TRIBUNA – Ipotesi che regalerebbe al Porto una Roma a trazione inferiore e con la paura addosso. Sono le stesse sensazioni se dovessimo vedere una Roma con difesa a tre: Fazio, Manolas e Jesus (o Marcano), con il doppio terzino sulle fasce. Di Francesco, al di là dei numeri, vuole più coraggio. E torniamo al famoso atteggiamento di cui sopra: mentalità. La stessa che lo scorso anno ha consentito alla Roma di fare bella figura allo Stanford Bridge e con il Barcellona, pur giocando con i tre dietro. Il coraggio di giocare al calcio, anche in questa notte da dentro o fuori. Eusebio, che recupera Manolas, ha difficoltà a scegliere il partner del greco, i suoi colleghi non sono in un momento magico, a sperare in un posto anche Marcano, che tra l'altro conosce bene l'ambiente del Do Dragao. Vedremo. Vincere al di là dei moduli e dei numeri, questo il concetto che ha in testa l'allenatore. E da dopo domani sarà comunque un'altra storia. Ma in tutto questo, Pastore? Il giocatore non aveva preso bene l'esclusione dal derby, né era, diciamo così, ben predisposto a subentrare. Tant'è che, raccontano, avrebbe gettato il fratino per terra e rivolto un gestaccio verso la panchina, davanti alle telecamere. Non è escluso che oggi venga escluso dalla lista dei convocati o che guardi la partita di domani dalla tribuna del Do Dragao.