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[PODCAST] – Stadio, Avv.Pellegrino: “Roma, ad oggi nessun diritto acquisito. Le parole della Raggi una forzatura”

"Lo Stadio? Per la Roma siamo ancora nell'ottica di aspettative, assolutamente legittime, ma nulla di più. Il Comune ha comunque il potere di tornare indietro. Sono da escludere quindi ad oggi risarcimenti, tanto più milionari. Cambierebbe la situazione solo con le convenzioni concesse e la costruzione in atto. E un Comune che dice che bisogna andare avanti perché se no si va incontro ad un mega risarcimento, dice una bugia". 

L'avvocato Gianluigi Pellegrino, tra i massimi esperti di diritto amministrativo in Italia e non solo, cerca di far luce sulla vicenda Stadio della Roma ai microfoni diReteSport. Ponendo l'accento sul tema del diritto acquisito che la società rivendica per la costruzione dell'impianto:

"Da quello che si apprende sui giornali, è una vicenda questa il cui iter di atti pubblici è appena iniziato, mentre i primi diritti in materia si cominciano ad acquisire quando l'iter pubblico è del tutto sviluppato e quando gli accordi tra le parti sono perfezionati. Qui neanche la Variante urbanistica ancora è perfezionata, e siamo in tema di tipico potere pubblico come tale persino revocabile dopo il suo esercizio, e che quindi a maggior ragione può essere fermato nel suo procedimento per una modifica di volontà amministrativa. Parlare quindi di diritti acquisiti è cercare di fare la voce grossa, ma al più ci possono essere delle aspettative sulle quali il Comune ha comunque il potere di tornare indietroSono da escludere quindi ad oggi risarcimenti tanto più milionari; al massimo meri indennizzi tutti da verificare e per somme minimali rispetto a quelle che circolano. Pertanto un Comune che dice che bisogna andare avanti perché se no si va incontro ad un mega risarcimento, dice una bugia. La verità è che si va avanti se si vuole farlo. E’ legittimo ma è appunto una scelta non certo un obbligo".

L'avvocato Pellegrino chiarisce anche alcuni punti legati alla conferenza dei servizi, che portava in seno già di per sé la variante urbanistica, tanto che per alcuni non sarebbe stata necessaria l'approvazione del Consiglio Comunale: "Salvo l'esistenza di leggi speciali, che non mi risulta vengano invocate, una conferenza dei servizi che comporti variante urbanistica deve essere approvata dal Consiglio Comunale, che è l'unico organo che può variare la destinazione urbanistica delle aree. Ma perfino in caso di variante urbanistica già approvata si può tornare indietro. Il Comune può sempre non approvare una variante urbanistica, e anche azzerarla dopo aver approvata perché è una sua tipica potestà pubblica, senza che ciò legittimi limiti o risarcimenti se se non si è arrivati ancora alle convenzioni urbanistiche, a contratti o permessi edilizi rilasciati e costruzioni avviate. Solo in questi casi di potrebbe parare di diritti acquisiti ma qui siamo ancora lontani. Siamo ancora nell'ottica di aspettative, assolutamente legittime, ma nulla di più. E le aspettative non vengono risarcite, tutt'al più indennizzate, con somme ben inferiori a quelle che vengono agitate. Esistono plurimi precedenti di marce indietro, con iter di varianti urbanistiche approvate ma poi annullate per una modifica della volontà del Comune. Cambierebbe la situazione solo con le convenzioni concesse e la costruzione in atto"

L'avvocato vuole però rassicurare sulla correttezza del percorso intrapreso dalla Roma: "In alcun modo voglio dire che lo stadio non si può fare. Anzi è vero il contrario, se ne capiscono anche le esigenze. Ciò che il Comune non può fare è dire che vi sarebbe obbligato. Così assolutamente non è. Lo fa se vuole farlo come pure può fare marcia indietro se ci ripensa. L’importante è che parli chiaro e non trovi scuse né per una scelta né per l’altra".

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Allenamenti

Roma, finalmente Under. Le ultime da Trigoria

Torna a lavorare la Roma nel centro sportivo di Trigoria. La squadra giallorossa si è ritrovata in questa mattinata, dopo due giorni di riposo nei quali si sono visti al Bernardini soltanto gli infortunati, per cominciare a stringere l'attenzione attorno alla preparazione del match contro il Napoli, in programma questa domenica alle ore 15. Al netto dei calciatori ancora impegnati con le rispettive Nazionali, destano preoccupazione le condizioni di El Shaarawy, oggi sottoposto alle terapie del caso dopo l'infortunio al polpaccio accusato con l'Italia ma ancora in attesa di esami più approfonditi. Terapie anche per Florenzi, mentre proseguono il lavoro individuale tra campo e palestra De Rossi, Kolarov, Pellegrini, Manolas e Pastore. Buone notizie arrivano invece da Under: dopo oltre due mesi, il turco è tornato oggi parzialmente a lavorare con il gruppo.

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Calciomercato

Roma, Sarri la chiave per Higuain

Dzeko in bilico e Maurizio Sarri in pole per sedere sulla panchina della Roma nella prossima stagione. Queste sono le premesse che legano i colori giallorossi nuovamente al nome di Gonzalo Higuain. Come scrive oggi il Corriere della Sera, la dirigenza della Roma è al lavoro per il tecnico ex Napoli, nome gradito al consigliere Franco Baldini, chiave possibile anche per un ritorno in Italia di Gonzalo Higuain, che non sta facendo bene nella sua esperienza al Chelsea. L'argentino sarebbe il sostituto ideale proprio di Dzeko, qualora il bosniaco salutasse a fine stagione: su di lui è continuo il pressing dell'Inter.

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Rassegna stampa

Ranieri sogna Kolarov e Under

IL TEMPO (E.Menghi) – Sette giorni di fuoco in cui Ranieri si aspetta risposte dalla Roma. Dal Napoli alla Sampdoria, passando per la Fiorentina: tre partite cruciali concentrate in una settimana che potrebbe essere decisiva per il futuro del club. Ecco perché il tecnico fa la conta dei disponibili, sperando di ritrovare i pezzi da novanta dello spogliatoio giallorosso e quei titolari con cui non ha ancora avuto modo di lavorare. E questo il caso di Under e
Kolarov, prossimi al rientro dopo il riposo forzato nella pausa nazionali: il turco è rimasto nella capitale in cerca della forma migliore dopo due mesi di stallo ai box e, passo dopo passo, si è liberato dal fastidio muscolare che gli impediva di tornare in gruppo, obiettivo possibile già oggi alla ripresa degli allenamenti a Trigoria (ore 11) o comunque nei prossimi giorni, mentre il terzino aveva dovuto rispondere alla chiamata della Serbia ma una volta confermato l'infortunio è stato rispedito a casa, dove ha potuto proseguire il programma riabilitativo, con ottimi risultati. Sono loro due i rinforzi pronti per Ranieri, che dovrà gestire Under dopo il lungo stop e potrà invece contare subito sulla spinta di Kolarov sulla fascia sinistra. Non è escluso che la lista dei convocati per Roma-Napoli si allunghi con l'avvicinarsi della partita, sulla via del recupero ci sono infatti De Rossi, Pellegrini e Manolas, altri tre pilastri che potrebbero farcela per domenica, ma ad oggi sono un passo indietro rispetto ai compagni e saranno valutati quotidianamente. Con la consapevolezza del calendario che impone una riflessione in più sugli acciaccati di turno, perché dopo la gara con i partenopei ne arrivano due altrettanto complicate in un tempo strettissimo. Serviranno forze fresche all'allenatore, che potrebbe far ruotare i suoi giocatori in questa parentesi di campionato, puntando sui più in forma. Non parteciperà alla full immersion Florenzi, che si sta sottoponendo alle terapie per curare la lesione al soleo rimediata in nazionale. Ranieri tiene le dita incrociate per El Shaarawy, che rischia di ricevere lo stesso verdetto dagli esami strumentali che svolgerà oggi (posticipati di 24 ore per valutare meglio l'entità del danno), dopo il rientro anticipato dal ritiro azzurro sempre per un guaio al polpaccio. La Roma resta in emergenza, ma deve leccarsi le ferite e tornare in carreggiata finché la matematica dirà che la Champions è possibile.

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Rassegna stampa

Inter: il piano Dzeko

In tempi di social è giusto dire così: Dzeko ha messo il like all’Inter. L’ha messo e non è un mistero per nessuno dei protagonisti di questa storia, perché tra lui e la società nerazzurra c’è un po’ di più di una semplice stima a distanza. Non siamo al fidanzamento ufficiale solo perché i tempi non sono ancora maturi. Ma potrebbero esserlo presto, magari subito dopo Pasqua, dopo l’Inter-Roma di sabato 20 aprile che qualcosa di più sulla corsa Champions lo dirà, scrive oggi La Gazzetta dello Sport. A Dzeko piace l’ipotesi Inter. Molto più di un ritorno in Premier League, che pure sarebbe possibile se è vero che West Ham (soprattutto) ed Everton si sono mosse di recente mandando segnali alla Roma. Il bosniaco però ha espresso il desiderio, anche per motivi familiari, di restare in Italia. Con il club giallorosso non sta vivendo il migliore dei momenti, una cessione a fine stagione può rientrare nell’ordine delle cose, è un’eventualità che definire remota sarebbe sbagliato. E l’Inter gli darebbe la possibilità di giocare ancora ad alti livelli, da qui nasce il gradimento espresso da Dzeko all’eventualità di un trasferimento a Milano. Se a Dzeko piace l’Inter, va pure spiegato perché l’Inter cerca un profilo come quello dell’attaccante della Roma. Si ragiona, evidentemente, nell’ipotesi che Icardi vada via: la strada in quel senso è tracciata, poi evidentemente tutto dipenderà dalle offerte che arriveranno (se arriveranno) ad Appiano. Dzeko piace ad Ausilio da sempre, lo stesso Marotta ha provato in passato a portarlo alla Juventus, arrivando una volta a sfiorare persino il colpo. Il bosniaco è considerato il profilo perfetto per completare il reparto offensivo, per giocare vicino a Lautaro o al posto di Lautaro, in definitiva è considerato il tipo di centravanti ideale per accompagnare la crescita del Toro argentino. L’Inter cerca un affare low cost, magari studiando l’inserimento di una contropartita tecnica. La Roma invece parte da una valutazione elevata per il centravanti, non lontana dai 30 milioni di euro per i quali si concluse la trattativa – poi sfumata – con il Chelsea nel gennaio 2018, 13 mesi fa. Insomma, c’è un pezzo di strada da fare per vedere Dzeko in nerazzurro.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

ZUCCHELLI: “Diamo troppo per scontato che sia facile fare a meno di Dzeko. Io lo terrei fino a fine carriera”

CENTO: “Il mondo non finisce senza Champions, la Roma va avanti ma questo nessun dirigente lo dice"

CATALANI: "Il casting tra i ds del futuro? L'unico che andrei a prendere subito è Pradè"

COLANTUONO: "Petrachi lo conosco bene, è perfetto per la Roma"

CRISTOFORI: “Non affezionarsi ai calciatori? Una grossa sciocchezza. Servono degli uomini che con il loro modo di giocare facciano innamorare le nuove generazioni come è stato per tutti noi. Soprattutto in questo momento storico dove di vincere trofei non se ne parla”

ANGELONI: “Bielsa? Non scherziamo”

FRANCI: “La Roma di oggi mi porta ad augurarmi che lo sosta non finisca mai”

MAIDA: “Non si può escludere la cessione di Zaniolo anche dopo il rinnovo”

VALDISERRI: “Se cedi Zaniolo devi andare via insieme a lui”

INFASCELLI: “Non vedo motivi razionali per poter battere il Napoli domenica, però, per fortuna, il calcio e la stagione della Roma sono tutt’altro che razionali”

MADEDDU: “Pallotta e la Raggi sembrano due coniugi che hanno interesse a non rompere il matrimonio, ma nel frattempo chiedono al proprio legale di spiegargli le conseguenze di un eventuale divorzio”

CERVONE: “Monchi ha sbagliato a costruire la squadra, qualcun altro ha sbagliato la preparazione. Non è possibile che ogni giorno si faccia male qualcuno”

ZAMPA: "La Roma quest'anno non ha mai avuto continuità. E' difficile ipotizzare una striscia di vittorie da qui alla fine"

ASPRI: “Faccio fatica a capire chi possa prendere per mano la Roma”

DE ANGELIS: “La verità è che, all’ottavo anno di gestione americana, la Roma segna un clamoroso passo indietro. E’ difficile esultare per i successi  (evidenti) sui social network e in altri settori” 

CECCHINI: “I progressi registrati sui social network non leniscono la sofferenza del tifoso, ma servono per attrarre gli sponsor e, di conseguenza, ad aumentare la capacità di investimento del club. Fare contatti porta denaro. E’ una sorta di circolo virtuoso, anche se spesso il meccanismo si inceppa proprio sul campo” 

PALOMBELLA: "Alisson, Marquinhos, Salah…questa sarebbe la Roma oggi senza cessioni8 sul mercato. A voi i commenti…"

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Calciomercato

Atalanta, Percassi: “Gasperini resta a Bergamo, Ilicic è incedibile, come tanti altri della rosa”

“Gasperini via? Non abbiamo riscontri. Forse perché sanno già cosa risponderemo: non se ne parla". Così l'amministratore delegato dell'Atalanta, Luca Percassi in un'intervista concessa a L'Eco di Bergamo. "Gasperini – aggiunge – è l’uomo giusto col gruppo giusto. Il mister ha grandi meriti e altri tre anni di contratto. Non si discute". Il dirigente fa chiarezza anche sulla posizione di Ilicic: "La prossima Atalanta sarà competitiva, con Ilicic intoccabile come tanti altri. A gennaio ci siamo sempre detti disponibili a investimenti che ci potessero migliorare. Questa squadra non è facile da migliorare e ora il mercato è molto cambiato per noi: quando ti presenti e sei l’Atalanta, i prezzi lievitano". 

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Ct Repubblica Ceca: “Schick? Con Ranieri avrà più spazio. Può diventare una stella”

Jaroslav Silhavy, commissario tecnico della Repubblica Ceca, ha parlato in conferenza stampa in vista del match amichevole con il Brasile. Questo il passaggio riguardante Patrik Schick

Il Brasile avrà paura di Schick?
Lo spero, ma penso anche che i calciatori brasiliani non abbiano paura di nessuno. Schick è un grande talento, e ora con il nuovo allenatore nella Roma sembra che possa avere più spazio. Ha giocato bene nelle ultime gare, può crescere e diventare un grande calciatore, una stella del calcio.

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Nike, maxi multa dall’Antitrust: impediva la vendita delle maglie della Roma negli stati UE

IL SOLE 24 ORE – L' Antitrust Ue ha multato la Nike per 12,5 milioni di euro per avere impedito ai commercianti di vendere in tutti gli Stati dell’Unione, le magliette di alcune squadre di calcio tra cui Roma, Barcellona, Inter, Manchester City, dal 2004 al 2017. I commercianti che avevano la licenza, infatti, potevano venderle soltanto nel loro Paese, a scapito – secondo le leggi Ue – dei consumatori europei e violando le regole della concorrenza.

«I prodotti ufficiali della squadra del cuore, come sciarpe o magliette, sono spesso oggetti di culto per i tifosi di calcio. Nike ha impedito a molti dei suoi licenziatari di vendere questi prodotti in altri Paesi, riducendo così la scelta offerta ai consumatori e facendo salire i prezzi. Questo viola le norme antitrust dell'Ue», ha detto la commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager.

«La decisione – riporta il quotidiano economico – garantisce che rivenditori e consumatori possano beneficiare appieno di uno dei principali vantaggi del mercato unico, vale a dire la possibilità di acquistare ovunque in Europa per avere accesso a un maggior assortimento di prodotti e a offerte più vantaggiose». Poiché, però, Nike «ha collaborato con la Commissione al di là dei propri obblighi giuridici», la multa è stata ridotta del 40 per cento.

L’indagine dell’Antitrust Ue si era aperta a giugno 2017, focalizzandosi su alcune pratiche di concessione delle licenze e distribuzione di Nike, per accertare se l’azienda stesse limitando illegalmente la vendita transfrontaliera e online, da parte dei commercianti, di prodotti sotto licenza all’interno del mercato unico dell'Ue. «Dall’indagine è emerso che gli accordi sottoscritti da Nike configuravano una violazione delle norme dell’Unione in materia di concorrenza», scrive Bruxelles. L’azienda americana, ricostruisce l’Antitrust Ue, minacciava, tra l’altro, ai licenziatari «di revocare le loro licenze se avessero venduto al di fuori del territorio di competenza, conducendo ispezioni intese a verificare il
rispetto delle restrizioni».

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Manolas: “A Roma sto bene, c’è la mia vita”

"A Roma sto bene, c’è la mia vita". In un’intervista in Grecia al programma Il Turista, Kostas Manolas si racconta tra passato, presente e futuro, in barba alle voci di mercato. “Affronto la carriera come la vita. Posso andare in alto e ottenere ottimi risultati ma devo sempre rimanere con i piedi per terra e ricordarmi da dove sono partito. Il calcio, così come la vita non ti regala niente. Devi lottare per raggiungere gli obiettivi. In questo momento sono a un ottimo livello grazie anche alla mia famiglia che ha sempre sostenuto il mio obiettivo. Mio padre era un medico a Naxos, ha lasciato tutto per aiutarmi. Facevo tre allenamenti al giorno per raggiungere un buon livello e ora ce l’ho fatta. A Roma sto bene, mi piace la mia vita”.

Il greco, ora fermo ai box ma comunque al lavoro nel centro sportivo di Trigoria, ha una clausola rescissoria da 36 milioni e un agente potente come Raiola. Legatissimo alla Roma e alla città, dopo l'addio di Strootman è diventato l'acquisto più longevo della presidenza americana. "Mio nonno quando ero piccolo mi ha regalato le prime scarpe da calcio. Mia madre ha detto che la mia prima parola è stata «obiettivo» mentre tenevo in mano un pallone da calcio. Non è stata «mamma» o «papà». Qualcosa dentro di me ha subito capito che sarei diventato un calciatore, anche se a scuola andavo molto bene. Ho preso tutto da mio zio, uno dei difensori più forti della Grecia. Ho cominciato a lottare per inseguire il mio sogno e ora sono a un ottimo livello grazie anche alla mia famiglia che ha sempre sostenuto il mio obiettivo. Mio padre era un medico a Naxos, ha lasciato tutto per aiutarmi. Facevo tre allenamenti al giorno per raggiungere un buon livello" racconta il difensore, che infine racconta un aneddoto di inizio carriera: "Quando ero ancora un ragazzo ed ero in cerca di una squadra trovai su internet un annuncio dell’Aek Atene che stava cercando ragazzi da tesserare. Dissi ai miei genitori che sarei andato a sostenere il provino, e il club mi prese. Poi però dopo qualche mese l’allenatore mi disse che non ero ancora pronto, così presi un taxi per andare a Fyli e il giorno dopo firmai un contratto da professionista per il Thrasyvoulos. Nella vita bisogna sempre essere sicuri di se stessi"