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Infortunio De Rossi, il capitano vola a Barcellona

Daniele De Rossi vola a Barcellona. Il capitano giallorosso, come molti suoi compagni negli ultimi mesi come Perotti e Pastore, si reca in Catalogna per svolgere delle particolari terapie presso la clinica Corachan, così da risolvere nel minor tempo possibile la lesione di primo grado al bicipite femorale destro evidenziata ieri dagli esami svolti a Villa Stuart. Lo stop, valutato tra le due e le tre settimane, è l'ennesima tegola di un anno maledetto per De Rossi, condizionato ancora dalla scadenza naturale del suo contratto nel prossimo giugno.

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Rassegna stampa

Da Campos a Sarri: la Roma secondo Jim

IL MESSAGGERO (U.Trani) – Pallotta volta ancora pagina e prepara la nuova (ennesima) rifondazione della Roma. Interviene e decide, come sempre, da lontano e dall'estero, a 6.600 km dalla Capitale. Ogni strategia parte da Boston. È lì che ha convocato Baldini, oggi più che mai il suo interlocutore di fiducia, e Massara, il ds chiamato a prendere in corsa il posto del dimissionario Monchi, oltre a Calvo responsabile del marketing. Il presidente, nella full immersion di un giorno e mezzo (ieri pomeriggio e l'intera giornata odierna), dovrà indicare il nuovo percorso. Cambierà i suoi collaboratori, con priorità all'area tecnica, da potenziare con l'ingresso di un responsabile del mercato. Ufficializzato il punto di riferimento della proprietà Usa per le operazioni in entrata e in uscita, il neo staff si dovrà dedicare all'individuazione dell'erede di Ranieri.

STEP QUASI SCONTATO – Magari, già nelle prossime ore, verrà subito annunciata la promozione definitiva di Massara. Sulla figura dell'ex vice di Sabatini c'è la piena condivisione di chi attualmente lavora per la Roma. È ok per l'anima italiana che governa a Trigoria e per quella straniera che comanda fuori dai nostri confini. Massara dovrà solo accettare di far coppia con Campos che, non ancora liberato dal suo presidente Lopez che se lo terrebbe stretto a Lille, è pronto alla nuova esperienza. Lo ha suggerito e contattato Baldini, è piaciuto a Pallotta. Non si può dire che però abbia il gradimento di chi sta nella Capitale. Niente di personale nei confronti del portoghese che preferisce restare distante dal Bernardini, cioè a Montecarlo. Consulente esterno, dunque, ma influente. Esperto in plusvalenze e quindi di trading. Proprio la continuità che, sul mercato, pretende il presidente, nonostante abbia poi chiuso male i rapporti sia con Sabatini che con Monchi. Il manager in esilio non convince. Ecco perché l'ad Fienga si è mosso in prima persona con Petrachi, il ds del Torino che, la scorsa settimana, ha dato la disponibilità pure a Baldini. La fumata bianca, con l'incarico a Campos, ancora non c'è. Staremo a vedere se si alzerà proprio nel cielo di Boston.

PROFILO INDIGENO – Stand by, invece, sull'allenatore. Chiari i candidati, non il prescelto. Baldini vota Sarri e non si scopre adesso: gioco e metodo, secondo il suggeritore di Pallotta, sono quelli giusti per la Roma. Con o senza la Champions. Baldini è certo che il Chelsea lo allontanerà a fine stagione. A Trigoria, però, non si arrendono per Conte. Che, però, aspetta la prossima mossa di Allegri. L'Inter, avversaria dei giallorossi sabato a San Siro, può incidere addirittura sul futuro di tre club. Marotta, ieri mattina, ha confermato Spalletti: «Resta qui, merita la nostra fiducia». L'uscita dell'ad nerazzurro non è casuale: la proprietà cinese non vuole pagare 28 milioni di euro (lordi) a vuoto per l'attuale tecnico e il suo staff in caso di esonero. Marotta, tuttavia, prenderebbe Allegri. Più di Conte che tornerebbe subito alla Juve. Campos spinge, invece, per la soluzione straniera: Fonseca o Jardim. O qualcun altro della scuderia Mendes. Nella Capitale insistono perché il tecnica sia italiano e hanno come alleato Baldini. Che, se Sarri resterà vincolato ad Abramovic, si prepara a virare su Giampaolo, perché Gasperini e l'Atalanta fanno resistenza. Totti, da Trigoria, osserva quanto sta accadendo in Italia e negli Usa. Solo quando saprà con chi dovrà confrontarsi ogni giorno, allora dirà la sua. E non è detto che sposi a priori il nuovo corso.

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Serie A 2019-2020, l’inizio è fissato per il 24 agosto. Roma e Lazio, ultima gara in trasferta

La Lega Serie A conferma l'inizio del prossimo campionato nel fine settimana del 24-25 agosto, «secondo quanto deciso a suo tempo per venire incontro all'interesse dei tifosi che il 17-18 agosto sono ancora in vacanza», come spiegano da via Rosellini all'agenzia di stampa.

Resta quindi il nodo dello Stadio Olimpico, che dal 24 maggio 2020 sarà impegnato per l'Europeo 'itinerante' che si aprirà proprio a Roma. Per consentire alla Figc di consegnare l'Olimpico nei tempi previsti alla Uefa per l'inaugurazione di Euro 2020, la soluzione più plausibile è quella di far giocare Roma e Lazio in trasferta nell'ultimo turno. Si tratterebbe di un fatto inedito per il campionato italiano, visto che vige la regola dell'assoluta alternanza di gare per le società che condividono lo stesso stadio.

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: “La partita con l’Inter è diventata in maniera insperata partita vera. Un’occasione che la Roma dovrà sfruttare”

ZUCCHELLI: “Uno che fa quasi 90 gol in 4 anni per meno di 20 milioni non tornerà mai”

CENTO: "Con l'Udinese tre punti importanti soprattutto grazie ad un bel secondo tempo"

CATALANI: "Con l'Udinese vittoria necessaria, attenzione a queste ultime giornate di un campionato falsato”

DI CARO: “Vorrei De Rossi allenatore il prima possibile”

CRISTOFORI: “A Boston si fa la Roma? Ma Totti non è invitato. Messaggio più chiaro non potevano inviargli: ‘La nuova Roma prenderà forma senza il tuo parere'”

TRANI: "Pallotta non cambierà strategia, Totti non è dentro il progetto Roma"

ANGELONI: “Dzeko si trova meglio a giocare con 2 esterni (specie se uno dei due è El Shaarawy) che con una punta vicino”

FRANCI: “Dobbiamo cominciare a chiederci se la Roma non sia rimasta fregata con Schick”

MAIDA: “Inter-Roma è determinante, perché il Milan può vincere a Parma. Se si allunga il divario poi diventa impossibile superare i rossoneri”

VALDISERRI: “Dopo il primo tempo doveva uscire Schick, non Dzeko, che poi ha segnato, anche se gran parte del merito è di El Shaarawy”

MADEDDU: “Quello di Ranieri è un lavoro di spogliatoio, più che di campo. Dzeko ed El Shaarawy qualche settimana fa si prendevano a schiaffi, ora si passano la palla, si sorridono, si abbracciano. Il gol contro l’Udinese lo ha segnato Ranieri”

INFASCELLI: “Prima vittoria con un’anima della Roma. Purtroppo, dopo quello che abbiamo visto nella gara di ieri sera a Milano, credo che il quarto posto resterà un’utopia”

DELVECCHIO: “Vedo la Roma un po’ più compatta, mi fa ben sperare. Allenatore? O trovi un fenomeno o è meglio tenersi Ranieri”

CERVONE: “Tanti episodi arbitrali fanno pensare davvero male”

ZAMPA: “La regia mi sembra affidata ancora una volta a Franco Baldini, non è cambiato niente. Io darei fiducia a Massara, ma darei anche più potere a Totti e Ranieri”

ASPRI: "Bisogna cominciare a fare ragionamenti differenti su Schick. Roma non sembra poterlo aspettare ancora a lungo"

DE ANGELIS: “Giusto criticare Pallotta, certo che poi guardando l’ennesima performance di Ferrero  e il comunicato del Milan a difesa del gesto di Bakayoko e Kessie, viene da tenersi stretta la realtà che ci appartiene”

BIOTTI: “Gattuso ha dimostrato, non solo con la gestione dell’episodio-Acerbi, ma anche per come ha messo in campo la squadra, di essere diventato un allenatore vero. Se non dovessero arrivare grandi nomi è quello che vorrei alla Roma per la prossima stagione”

CECCHINI: “La mancata presenza di Totti a Boston? Non si tratta di una deminutio capitis, di una perdita di potere. Quando mai c’è stata l’apertura di Pallotta sul ruolo di Totti? Era e resta defilato. La Roma non è di chi la ama, ma dei proprietari. Decide Pallotta anche sugli altri ruoli, come quello di Baldini. Il tifoso può scegliere come seguire la squadra, ma comanda il proprietario punto e basta. E’ una realtà dura da accettare, ma è così”

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Roma, De Rossi si ferma per 2-3 settimane: lesione al bicipite femorale della coscia destra

Brutte notizie in casa Roma: le porte scorrevoli dell'infermeria non accenano a fermarsi e a farne le spese è capitan Daniele De Rossi. Il centrocampista romano, visitato stamattina a Villa Stuart, dove ha svolto esami strumentali, ha riportato una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia destra.

L'infortunio lo terrà lontano dai campi per almeno 2-3 settimane e lo costringerà a saltare la delicatissima trasferta di San Siro contro l'Inter degli ex Spalletti e Nainggolan. Il numero 16 spera di tornare a disposizione per la partita del 12 maggio all'Olimpico, quando la Roma avrà di fronte la Juventus. 

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Allenamenti

Trigoria, per De Rossi esami in giornata. Ancora ai box Nzonzi

Torna a lavorare la Roma, in vista della decisiva gara di sabato prossimo contro l'Inter e dopo la vittoria casalinga contro l'Udinese. Ancora lavoro individuale per Nzonzi, alle prese con un'infiammazione al ginocchio, mentre Karsdorp e Santon sono impegnati ancora nelle terapie utili a superare i rispettivi stop. A tenere i tifosi e mister Ranieri in apprensione, però, è Daniele De Rossi: il capitano sarà valutato ulteriormente in giornata per capire i tempi di recupero dopo il problema muscolare accusato al flessore della coscia destra nell'ultimo turno di campionato. Il resto del gruppo si è suddiviso in un lavoro personalizzato di giocatore in giocatore e in esercitazioni tattiche in campo.

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Tifosi

Inter-Roma, tutte le info per i biglietti del settore ospiti

L’AS Roma, su indicazioni del FC Inter, rende note le modalità di vendita dei tagliandi per il settore ospiti per la sfida del Meazza di sabato 20 aprile alle ore 20:30. I biglietti saranno in vendita da lunedì 15 aprile fino alle ore 19:00 di venerdì 19 presso i punti vendita Vivaticket abilitati sul territorio nazionale e online su www.vivaticket.it. Prezzo: € 35 + diritti di prevendita. Per la vendita non è previsto l'obbligo di fidelity card. Per l’acquisto sarà sufficiente presentare un valido documento d’identità.

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STADIO

Stadio, la Commissione Sport rinvia l’espressione sulla delibera Grancio-Fassina

La seduta della Commissione Sport ha rinviato la decisione sul parere circa la delibera Grancio/Fassina che prevede l'annullamento in autotutela della delibera Raggi sul pubblico interesse alla costruzione dello Stadio della Roma. Lo scrive attraverso Twitter il giornalista Fernando Magliaro de Il Tempo. Si attenderanno i pareri degli uffici mancanti, ovvero Lavori Pubblici e Mobilità, mentre il parere della Commissione Urbanistica è stato contrario e quello della Ragioneria di non rilevanza contabile.

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Rassegna stampa

De Rossi: si teme uno stop di 20 giorni

Gli esami li farà oggi, ma l’impressione è che la stagione per Daniele De Rossi possa essere finita qui. O giù di lì, secondo quanto scrive La Gazzetta dello Sport. Se verrà confermata la lesione alla coscia destra, infatti, i tempi di recupero potrebbero essere lunghi, almeno 20 giorni. Dipenderà infatti dall’entità del danno muscolare, qualcuno a fine partita aveva ipotizzato anche lo scenario più drammatico, quello dello strappo, ipotesi che invece ieri sembra aver perso di consistenza.

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Rassegna stampa

Dzeko, l’insostituibile pesantezza dell’essere più leader che bomber

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) – Forse nemmeno Edin immaginava di avere certe doti: non tanto quelle di bomber, apprezzabilissime comunque in ogni campionato che lo ha visto protagonista, ma quelle da leader. Leader, una parola che nella Roma sta via via scomparendo. Chi possiede questo ruolo naturale ora sono De Rossi, non più sostenuto da una credibilità fisica, figlia di mille battaglie ad altissimi livelli e, appunto, Dzeko. Su Daniele, almeno per un altro anno, ci si potrà contare, su Edin, a quanto pare, no. Costa troppo. E' vero. Ma quel che dà costa, non è gratis. Il problema è l'età, dicono. Trentatre anni, non pochi, ma nemmeno troppi, specie se in giro ci sono ancora grandi club che pensano a lui per l'immediato futuro. Vederlo con la maglia dell'Inter, ad esempio, non sarebbe proprio il massimo. Dzeko quest'anno ha dato poco sotto l'aspetto del gol: 8 in campionato e cinque in Champions. Pochi se pensiamo a uno come lui, tanti se li rapportiamo a chi, non solo nella Roma, è stato strapagato e viene aspettato come Godot.

INNAMORATI PAZZI – Ciò che Dzeko dà è negli occhi degli allenatori, che mai hanno rinunciato a lui, tranne Spalletti, che solo per qualche mese aveva scelto di giocare con il falso nove. Dzeko è semplicemente un calciatore di spessore e la Roma ne ha bisogno, anche ora che ha trentatré anni. E forse ne avrebbe bisogno anche l'anno prossimo. Uno come lui è difficile da sostituire, ripetiamo, non per il numero di reti ma per quel che rappresenta dentro il gruppo. Ad esempio, Belotti magari segnerà di più, ma non ha quel carisma, quell'internazionalità. Chi ce l'ha, costa tanto. Appunto. Quest'anno Edin ha mostrato il peggio di sé da un punto di vista caratteriale: non è accettabile la sceneggiata (simulazione) di Oporto per la non testata di Pepe, sono al limite le alzate di testa di Frosinone e di Ferrara, quest'ultima culminata con la litigata negli spogliatoi con El Shaarawy, che tra l'altro è il suo compagno d'attacco preferito. La leggenda narra che alla sua sinistra, Edin voglia Stephan e pochi altri. Tutti episodi squalificanti, ma funzionali al ruolo che si è ritagliato nel tempo all'interno dello spogliatoio. Dal troppo buono ad arrogante. Ecco, magari una via di mezzo… E comunque Dzeko, si dice, non ha mai segnato tanto. No, solo 85 reti con il Wolfsburg, solo 72 con il Manchester City e fino a ora solo 86 gol con la maglia della Roma. Per non parlare poi delle reti, 55, messe a segno con la sua Nazionale. A Roma sono stati amati di più centravanti che hanno segnato meno (Voeller, Rizzitelli, per citare due grandi idoli della curva), e questo è comprensibile, perché l'innamoramento non dipende dal numero di gol. Ma credere che Dzeko sia da buttare, forse no. Sarebbe opportuno pensarci con calma.