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Roma, un passo avanti rispetto al nulla. Ma l’Europa è lontana

In una cornice desolante, ma con una Curva che prova comunque a svegliare i morti, la Roma dà segni di vita, seppure minimi, e trova la forza di pareggiare per due volte lo svantaggio. 

MIRANTE 5,5: Sul gol non può nulla ma nell’azione che aveva portato al calcio d’angolo era stato apprezzabile il suo riflesso sul rasoterra di Muriel, che più tardi fa paura dalla distanza, ma il numero 35 copre bene la traiettoria supportato dal palo. Il terzo gol subito è ascrivibile alla punta del piede destro di Jesus.

SANTON 5: Parte bene, proponendosi in avanti e provando a dare una scossa ai compagni. Cala col passare dei minuti e dalla sua parte arriva il 2-1 dei viola, in complicità con l’ingenuo di Kluivert. Si fa male (infortunio muscolare) e esce al 68’. KARSDORP SV: Chiamato con forza da Ranieri dopo l’infortunio di Santon, corre a scaldarsi vicino alla bandierina, costringendo l’allenatore a fargli notare che deve subito entrare in campo. Si fa ammonire subito per proteste per un calcio d’angolo concesso dall’arbitro dopo un contrasto con Chiesa. Il replay svela presto che aveva ragione l’arbitro. 

FAZIO 5: In una serata non disastrosa dal punto di vista personale, la squadra incassa comunque due gol. La notizia è che non si segnalano orrori. 

JESUS 5: Come contro l’Empoli, sempre nella stessa porta, ma con un portiere diverso, fa autogol. Sfortunato, vero, ma non dà certo l’idea di essere impeccabile. Un ricambio mediocre con stipendio di lusso che la Roma non può permettersi. 

KOLAROV 5: Spento. Quel che fa, lo fa di mestiere e esperienza. Difficile chiedere di più anche per via della condizione fisica, folle pensare con quanta leggerezza la Roma si sia liberata dell’unico sostituto di ruolo, Luca Pellegrini.

CRISTANTE 5,5: Ci mette sempre tutto ciò che ha, che però in questo momento è assai poco. Da un suo contrasto arriva il gol del pareggio, quando lottando evita due difensori viola e pesca Kluivert che trova poi Perotti.

NZONZI 5: Lento, impacciato e a volte dannoso, come quando caracolla su Zaniolo, facendo tremare i pochi spettatori dell’Olimpico. Al 75’ da due metri sbaglia ancora di testa. Pachidermico. 

ZANIOLO 6: Autore di un bel gol di testa e l’unico ad osare il tiro verso la porta di Lafont per più di una volta. Stremato lascia il campo sfiorando la deviazione del possibile 3-2. Dal 74’ ÜNDER SV: Si sbraccia e si arrabbia quando i compagni lo ignorano su un possibile contropiede.

KLUIVERT 5,5: Suoi i due passaggi per i gol di Zaniolo e Perotti. Due episodi isolati in una prestazione impalpabile. Dal 58’ PELLEGRINI 6: Prova ad animare la manovra con qualche spunto interessante, può essere un ritorno prezioso. 

DZEKO 5: Una buona apertura per Kluivert nell’azione del primo gol giallorosso, poi due sinistri da fuori area senza la minima convinzione e un colpo di testa su cross di Pellegrini che lascia perplessi i più e anche i meno. 

PEROTTI 6: Zero assoluto nel primo tempo, quando Ranieri lo richiama spesso ricordandogli i compiti difensivi. Poi il gol del 2-2 con la complicità della deviazione di Pezzella.

RANIERI 5,5: Se la prende coi collaboratori quando scopre che avevano assegnato a Zaniolo la marcatura su Pezzella. Boccia Schick e prova il 4-3-3, senza ottenere grandi passi avanti, ma almeno una prova più dignitosa di quella vista contro il Napoli (ci voleva poco) da parte dei suoi.

Giorgio De Angelis

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SERIE A TIM

[FOTO e VIDEO] – Roma-Fiorentina 2-2. Un punto che alimenta il rimpianto

IL TABELLINO DEL MATCH

ROMA (4-3-3): 83 Mirante; 18 Santon (68' Karsdorp), 20 Fazio, 5 Jesus, 11 Kolarov; 22 Zaniolo (75' Under), 42 Nzonzi, 4 Cristante; 34 Kluivert (57' Pellegrini), 9 Dzeko, 8 Perotti.
A disp.: 1 Olsen, 63 Fuzato, 16 De Rossi, 19 Coric, 53 Riccardi, 60 Celar, 14 Schick. 
Allenatore: Claudio Ranieri

INDISPONIBILI: 24 Florenzi (lesione al soleo del polpaccio sinistro), 92 El Shaarawy (problema al polpaccio).
SQUALIFICATI: Manolas
DIFFIDATI: Zaniolo, Florenzi, Cristante, Kolarov

FIORENTINA (4-3-3): 1 Lafont; 4 Milenkovic, 20 Pezzella, 31 Hugo, 3 Biraghi; 24 Benassi (62' Chiesa), 17 Veretout, 14 Dabo; 29 Muriel, 9 Simeone (68' Mirallas), 8 Gerson.
A disp.: 23 Terraciano, 33 Brancolini, 2 Laurini, 16 Hancko, 6 Noorgard, 27 Graiciar, Montiel, 28 Vlahovic. 
Allenatore: Stefano Pioli

INDISPONIBILI: Pjaca (rottura del legamento crociato), Edimilson (problema muscolare)
SQUALIFICATI: –
DIFFIDATI: Chiesa

Arbitro: Davide Massa di Imperia
Assistenti: Alassio-Di Liberatore
IV uomo: Calvarese
VAR: Mazzoleni
AVAR: Bindoni

Ammoniti: Kolarov (R), Simeone (F), Perotti (R), Milenkovic (F), Biraghi (F). 
Espulsi: –
Marcatori:
13' Pezzella (F), 14' Zaniolo (R), 51' Gerson (F), 56' Perotti (R).

LA CRONACA DEL MATCH

90'+4 – Termina senza ulteriori emozioni il match.

90' – Segnalati 4 minuti di recupero. Il pubblico spinge la squadra nel finale.

87' – Grande giocata di Pellegrini sulla destra: il cross per Dzeko è però troppo morbido, il bosniaco correndo all'indietro non riesce a dare forza.

76' – Calcio di punizione dalla sinistra battuto da Pellegrini: riesce a staccare Nzonzi di testa, ma il suo pallone è alto.

75' – Ultimo cambio in casa Roma: dentro Under, fuori Zaniolo.

68' – Ennesimo problema muscolare in casa Roma: Santon è costretto a lasciare il campo per un guaio che sembra al bicipite femorale della gamba sinistra, dentro Karsdorp.

57' – Primo cambio di Ranieri, fuori Kluivert e dentro Pellegrini.

56' – Gol Roma! Come nel primo tempo, i giallorossi rispondono subito. La rete è di Perotti, dopo una buona azione di Cristante e Kluivert: conclusione di prima vincente su cross dell'olandese, anche qui complice una deviazione.

51' – Vantaggio Fiorentina. Gerson trova la rete dalla distanza sfruttando una deviazione vincente col piede di Jesus che spiazza Mirante.

46' – Inizia il secondo tempo con la Roma in possesso.

45'+1 – Termina il primo tempo.

32' – Ci prova Dzeko dal limite dell’area di rigore: è attento Lafont a parare il tiro.

24' – Palo di Muriel! Gran conclusione del colombiano dalla distanza, battuto Mirante: è il legno a salvare la Roma.

14' – RISPONDE SUBITO ZANIOLO! Reazione della Roma: Dzeko cambia gioco con un lancio di 30 metri per Kluivert, che mette giù e dribbla il proprio marcatore. Il cross è preciso per la testa di Zaniolo, che in torsione colpisce a rete banciando il palo.

13' – Gol della Fiorentina. Pezzella punisce Mirante di testa sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il viola è lasciato colpevolmente solo sul secondo palo.

11' – Grande imbucata di Gerson per Muriel: il colombiano lascia partire un grande diagonale ma Mirante è bravissimo a deviare in calcio d’angolo.

4' – Buona risposta di Mirante su Benassi che all’interno dell’area aveva colpito verso la porta. Disattenzione di Perotti che non segue l'inserimento sul secondo palo del calciatore viola.

3' – Subito un'ammonizione per Kolarov, che stende in ripartenza Simeone.

0' – Fischio d'inizio all'Olimpico. Roma in completo rosso che attacca da Curva Sud a Curva Nord in questo primo tempo. Solo tribuna per Pastore: l'argentino, ancora non al 100%, non va neanche in panchina. A guardare il match dagli spalti, anche Vincenzo Montella e il ct azzurro Roberto Mancini.

IL PREPARTITA

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Calvo: “Al Barcellona vedevo meno il presidente rispetto a quanto non senta ora Pallotta, non è assente”

Appuntamento con Francesco Calvo, Chief Revenue Manager giallorosso, per gli studenti dell’Università Roma Tre in questo pomeriggio. Il manager ex Barcellona e Juventus ha presentato il business model della Roma alla Facoltà di Economia insieme a Fabrizio Sammarco, AD ItaliaCamp, impact partner dell’evento e società che cura il bilancio d’impatto dell’AS Roma. Apre i lavori Carola Roddi, Consigliera degli Studenti Roma Tre, mentre Riccardo Carnevale, Head of Events Starting Finance, introduce le tematiche. La moderazione dell’evento è invece in mano a Marco Scioli, Presidente Starting Finance. Queste le parole di Calvo:

“Entrare in università fa sempre effetto, ero un pessimo studente e non mi sarei mai immaginato di stare da questa parte della cattedra. Il CEO si occupa della gestione di tutti i ricavi esclusi quelli del mercato, ovvero sponsorizzazioni, ricavi stadio, tv, negozi e merchandising. Nasco come esperto di sponsorizzazioni, poi sono diventato un tuttologo, anche se non mi piace esserlo. Per prima cosa definiamo la strategia, poi metto in condizione le persone che lavorano con me di lavorare con tutti i dettagli necessari“.

La cessione di Alisson… 
Sono arrivato a 41 anni senza capire se sono destro o sinistro, sono 15 anni che non gioco e l’ultima volta che l’ho fatto ho rotto un piede ad un amico. Ho rinunciato a capire il calcio (ride, ndr).

Le fonti di ricavo della Roma?
Nel mondo ideale dovrebbero essere 33% sponsorizzazioni, 33% reparto commerciale e 33% stadio per sopperire a mancati risultati sportivi. Nessuna squadra europea ha queste perfezioni. I migliori sulle tv sono gli spagnoli, sul commerciale le inglesi e sugli stadi le tedesche. In Italia nessuna squadra ha una distribuzione perfetta, ci sono delle eccellenze. Alla Roma i diritti tv rappresentano la fetta maggiore, sono quasi la metà del fatturato. Il resto arriva da marketing, sponsorizzazioni, dai nostri media e dallo stadio. L’obiettivo è crescere negli introiti da stadio e marketing, per avere un bilanciamento perfetto dei ricavi, per sopperire a eventuali mancanze di partecipazione alle coppe europee o altre evenienze. Non l’abbiamo ancora raggiunto come obiettivo ma ci stiamo lavorando.

Le differenze tra Roma Barcellona e Juve?
Sono da poco alla Roma, Juve e Barcellona sono due realtà diverse. Quando ero alla Juventus si veniva da 2 anni senza coppe europee. La Juventus era a un livello più locale rispetto al Barcellona. La Juve ha un azionista forte e gli altri, il Barcellona ha 143mila soci, un cda che viene rinnovato ogni 6 anni. E’ un’organizzazione più politica che imprenditoriale. Alla Juventus proponevo idee, ricevevo una risposta e lavoravo tranquillo per il tempo necessario al progetto. La Roma è più simile alla Juve, i progetti sono più facili da realizzare avendo il presidente immerso nella questione.

Quanto potrebbe pesare il mancato accesso in Champions? 
L’impatto economico c’è, ma ogni società lavora su piani pluriennali. Anche la Roma lavora su un piano quadriennale dove è ipotizzabile un mancato accesso alla Champions League, l’importante è che non diventi una costante.

La costruzione dello Stadio quanto potrebbe influire? 
Lo stadio per tutte le società è un asset fondamentale. Avere uno stadio cambia la percezione della stessa società: la rende più moderna e dinamica, gestire lo stadio 7 giorni su 7 lo rende la casa dei tifosi. Ha un impatto sulla squadra, sulla percezione dei tifosi e sul senso d’appartenenza. L’impatto economico si misura con le attività parallele, permette di arrivare a un impatto economico importante. La Juventus quando giocava all’Olimpico generava 15 milioni di ricavi, quando sono passati allo Stadium sono saliti a 35 milioni. Il Barcellona ha uno stadio enorme, è nel centro città ed è un vero quartiere. I loro asset sono il museo, che genera 45 milioni di ricavi, ci sono società di Serie A che neanche fatturano quelle cifre, e il negozio ufficiale. Non so se il turismo di Barcellona è generato dalla squadra stessa o viceversa. Le nostre aspettative sullo stadio sono importanti, anche per l’impatto di brand che darebbe e a livello competitivo.

Gli investimenti sul settore giovanile e sull’area commerciale? 
La nostra ricerca e sviluppo risiede nel settore giovanile. Lo vediamo sul lungo periodo, quando arrivano in prima squadra. Abbiamo il record di investimento sui giovani. Investiamo molto sul digitale: penso ai nostri media radiotelevisivi e su internet.

La differenza di approccio delle società con i tifosi di Roma, Juventus e Barcellona? 
Non credo ci siano differenze di approccio, ogni società cerca di rendere i tifosi orgogliosi. La prima modalità si realizza sul campo, poi si passa a cosa si riesce a trasmettere ai tifosi. Stiamo lavorando per rendere orgogliosi i tifosi della Roma. Non è una cosa che si fa dall’oggi al domani, è sul lungo periodo e prescinde dai risultati sul campo che sono altalenanti per natura.

Quanto conta creare i contatti giusti nel mondo del calcio rispetto ad altri business?
Da un lato il calcio è diverso da altri settori, siamo in associazioni con squadre che ne fanno parte e dobbiamo sviluppare il business a livello di sistema. I miei pari nelle altre squadre sono sì competitor, ma anche alleati. Nei rapporti col management degli sponsor, il calcio ha un grande privilegio: apre molte porte. Tutta la gente che è qui oggi è perché si parla di calcio, in particolare della Roma. È facile farsi ascoltare, poi stringere accordi è difficile come in tutti i settori.

La Roma ha circa 200 milioni di debito. Che cosa ha in mente di fare per evitare di continuare a fare cessioni? Quando si farà lo stadio?
Nel nostro debito rientrano anche quelli per l’acquisto di alcuni calciatori. In tutte le società la compravendita sta diventando una caratteristica. Il nostro obiettivo è crescere nei ricavi, quello che il presidente della Juve chiamava potenza di fuoco. Il debito per noi oggi non rappresenta un problema. So che vedete la vendita dei giocatori, ma ci sono anche gli acquisti. Lo stadio ha delle dinamiche di finanziazione diverse da quelle di un’attività calcistica.

Quanto è importante per una società avere rapporti con la Pubblica Amministrazione?
Io mi relaziono con la parte di business. Il rapporto con l’amministrazione è importante per entrambe le parti. L’impatto di bilancio era su tutta la città e il territorio. Siamo parte integrante della vita di Roma, non può che esserci un rapporto duraturo.

Il calcio femminile quanto impatto ha su ricavi e costi?
Il calcio femminile sta avendo un boom enorme. In Italia c’è il problema che è ancora uno sport dilettantistico e non professionistico. Costi e ricavi sono marginali rispetto al bilancio, ma sono destinati a crescere. È un trend in crescita a livello europeo e mondiale. In Spagna ha raggiunto livelli importanti di sviluppo.

Il Fair Play Finanziario impatta sulla sua gestione? Che differenza c’è tra lavorare in una società con un presidente presente e uno fantasma?
Il Fair Play non impatta sul mio lavoro. È uno strumento di controllo che impone limitazioni, impatta tutte le società grandi e piccole. È uno strumento forte che ha portato benefici nel calcio. Pallotta non è un presidente assente, usiamo tutti gli strumenti possibili per comunicare. C’è un contatto quotidiano, è presente. Alla Juve vedevo meno il presidente rispetto a quanto non senta ora Pallotta.

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Esclusive

Cristiana Dell’Anna: “Vi racconto la Patrizia di Gomorra. Nella vita reale tifo Napoli”

Cristiana Dell'Anna, attrice che interpreta il personaggio di Patrizia nella serie tv 'Gomorra', è intervenuta nella mattina di ReteSport durante la trasmissione condotta da Francesca Ferrazza e Chiara Zucchelli

"Gomorra era un successo già dopo la prima stagione e vedere il mio personaggio crescere sempre di più, vederlo sempre più inserito nei meccanismi delle serie, è un qualcosa che si riflette anche su di me come attrice. Ognuno di noi ha dentro di sé un sentimento represso di cattiveria e interpretare un ruolo che si evolve da questo punto di vista permette di tenerlo un po' a bada: il poter affrontare questo sentimento anche solo sul set, così per finta, è materia importante per poterlo capire e riconoscere. Poi se un personaggio femminile cattivo sorprende e risulta più antipatico del suo equivalente maschile, è ancora meglio. Tutto ciò che infastidisce è in un certo senso anche rivoluzionario. L'idealizzazione del male in serie come Gomorra? Non esiste alcuna polemica, ogni tanto qualcuno ci prova a sollevare dubbi ma non ne esistono le basi. Sul mio futuro ora non posso dire gran ché, posso soltanto dire che sono in un'opera prima di Giovanni Aloi il cui titolo di lavorazione è al momento 'Tensione superficiale', una bellissima storia che non so ancora però quando uscirà. Nella vita reale sono una tifosa del Napoli, anche se non ero allo stadio in occasione della gara contro la Roma, e supporto soprattutto Milik che mio marito ha al fantacalcio (ride, ndr). Gioco anche a calcetto di tanto in tanto. E segno parecchio devo dire (ride, ndr)".

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Rassegna stampa

Roma-Fiorentina, le probabili formazioni. Pronto Under, ballottaggio Dzeko-Schick

Ultimo turno infrasettimanale di questa stagione per il campionato di Serie A, la Roma ospita la Fiorentina per uno degli ultimi incroci disponibili per la strada verso l'Europa. Ecco le probabili formazioni ipotizzate dai vari quotidiani oggi in edicola:

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Mirante; Santon, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Zaniolo, Nzonzi, Cristante; Under, Dzeko Perotti.

CORRIERE DELLO SPORT
Mirante; Santon, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Zaniolo, Nzonzi, Cristante; Under, Dzeko Perotti.

LA REPUBBLICA
Mirante; Karsdorp, Fazio, Marcano, Kolarov; Cristante, Nzonzi; Under, Zaniolo, Perotti; Schick.

TUTTOSPORT
Mirante; Santon, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Zaniolo, Nzonzi, Cristante; Under, Dzeko Perotti.

IL MESSAGGERO
Mirante; Santon, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Zaniolo, Nzonzi, Cristante; Under, Dzeko Perotti.

IL TEMPO
Mirante; Santon, Fazio, Marcano, Kolarov; Cristante, Nzonzi; Under, Zaniolo, Perotti; Schick.

LA STAMPA
Mirante; Santon, Fazio, Marcano, Kolarov; Cristante, Nzonzi; Kluivert, Zaniolo, Perotti; Schick.

IL GIORNALE
Olsen; Santon, Fazio, Marcano, Kolarov; Zaniolo, Nzonzi, Cristante, Under; Perotti, Dzeko.

IL ROMANISTA
Mirante; Santon, Fazio, Marcano, Kolarov; Cristante, Nzonzi, Zaniolo; Under, Schick, Kluviert.

LEGGO
Mirante; Santon, Fazio, Marcano, Kolarov; Zaniolo, Nzonzi, Cristante; Under, Schick, Perotti.

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PARTITE

Roma-Fiorentina, i convocati di Ranieri: mancano Florenzi e El Shaarawy per infortunio e Manolas per squalifica

Claudio Ranieri, al termine dell'allenamento odierno ha diramato l'elenco dei convocati per la partita di domani contro la Fiorentina, in programma alle 21.00 allo Stadio Olimpico, quando la Roma sarà chiamata a riscattare la scialba prestazione contro il Napoli.

Questo l'elenco dei convocati ruolo per ruolo:

PORTIERI

Olsen
Fuzato
Mirante

DIFENSORI

Juan Jesus
Kolarov
Marcano
Santon
Fazio

CENTROCAMPISTI

Cristante
Pellegrini
De Rossi
Coric
Zaniolo
Pastore
Nzonzi
Riccardi

ATTACCANTI

Perotti
Dzeko
Schick
Under
Kluivert

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

ZUCCHELLI: “La Roma ha talmente tanti problemi in questo momento che l’idea di prendere una rivincita contro la Fiorentina (per quello che è successo in coppa Italia) non conta nulla”

CATALANI: "Manca l'ossatura di squadra, Roma-Napoli mi ha dato un senso di nausea"

CENTO: "Questa società ha gestito malamente l'uscita dal campo di Totti, difficile possa trovare più spazio ora. Ma non lo si usi da parafulmini"

MAGNI: “A vedere la formazione prevista per domani non si capisce bene l’esonero di Di Francesco”

CRISTOFORI: “A Totti voglio bene, ma non vorrei fosse pronto già un bel piattino: Totti da adesso in poi decide tutto, quando sappiamo che non è così, la Roma si ridimensiona negli acquisti e negli obiettivi e se si navigherà ancora nella mediocrità si dirà: ‘Questa è la Roma di Totti’. Fossi in lui ci penserei bene”

TRANI: “E’ più importante fare la squadra che prendere l’allenatore”

FRANCI: “Mi spiegate perché Ancelotti è andato al Napoli e Conte andrà all’Inter? Totti ha bisogno di fare un percorso per poi essere messo alla prova. Il direttore tecnico deve avere una certa preparazione dietro la scrivania”

MAIDA: “Pallotta non ha alcuna intenzione di rinunciare a Franco Baldini, ma Totti potrebbe svolgere il ruolo di direttore tecnico. Nell’idea di Totti non c’è Campos, c’è Massara”

VALDISERRI: “Se Pallotta vuole ripartire da Totti e De Rossi, deve venire a Roma e consegnargli ufficialmente il ruolo, altrimenti si tratta soltanto di usare i loro nomi”

INFASCELLI: “Ranieri pensa a cambiare di nuovo modulo e giocatori, ma se non cambia l’atteggiamento in campo c’è poco da sperare anche per la gara di domani sera”

MADEDDU: “Le prossime 9 partite le userei per capire il valore effettivo di Schick. Adesso o mai. La Roma deve capire se affidargli l’attacco del prossimo anno o accompagnarlo alla porta, non c’è più tempo. Da qui alla fine farei giocare più lui che Dzeko”

CERVONE: “C’è bisogno di chiarezza. Le scelte vanno fatte oggi: i giocatori più importanti sono a scadenza di contratto. Bisogna cominciare a mettere le prime basi, senza perdere altro tempo”

ASPRI: “La Roma sta pensando seriamente a Gattuso. Sarebbe un’ottima scelta”

DE ANGELIS: “Se i giocatori non riescono a tirare fuori un po’ d’amore per i tifosi, almeno tirino fuori l’amore verso sé stessi”

CECCHINI: “La Roma può ancora arrivare al quarto posto. Mi aspetto che faccia bottino pieno nelle ultime 3 partite”

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[VIDEO] – Roma-Fiorentina, Ranieri: “Serve una reazione per i tifosi. Uno tra Schick e Dzeko andrà in panchina domani”

Claudio Ranieri ha tenuto la conferenza stampa alla vigilia di Roma-Fiorentina, parlando delle possibili scelte di formazione. Schick e Dzeko potrebbero non giocare insieme e in porta potrebbe esserci un avvicendamento tra Olsen e Mirante. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore: 

Pastore, Pellegrini e Under come stanno?
Li ho avuti a disposizione pochissimo tempo quindi il mio compito è fare il lavoro del farmacista: valutare bene chi può giocare dall’inizio e chi può subentrare ricordandomi che ho solo tre cambi da fare. Sono a disposizione ma tra virgolette.

La sconfitta di domenica e la famosa debacle in Coppa Italia possono essere una spinta per la squadra?
Mi auguro che queste sconfitte siano la benzina che ti fa reagire, ci dobbiamo proiettare su questo. Sette gol in Coppa sono tanti e molti sono stati fatti sempre nello stesso modo: palla lunga a scavalcare la difesa. Questa è un’arma che la Fiorentina utilizza molto bene, anche contro l’Inter dopo pochi secondi, è un modello che ripetono molte volte al di là di chi gioca, se Chiesa, Simeone, Muriel, Mirallas o tutti gli altri. Dobbiamo stare attenti a non dargli la profondità per farci male.

Manca un rubapalloni alla Roma? Nzonzi e De Rossi possono giocare insieme o a livello di passo la squadra non se lo può permettere?
Indubbiamente è vero quello che dici, ma due mediani possono far filtro. Alcune volte riesce e altre no. E’ logico che avere tutti a disposizione permette di fare scelte differenti.

I giocatori che saltano l’uomo sono più importanti degli altri in questo momento?
È una mia convinzione, ma sopra c’è chi sta bene fisicamente. Chi ha fatto una partita e può giocare ogni due giorni. Le mie considerazioni sono varie e devo valutare bene tutto: chi è molto bravo nel fare l’uno contro uno, chi mi può dare mezz’ora o quarantacinque minuti e chi ha bisogno di un recupero più lungo perché hanno dato tanto e non hanno allenamento.Tutte queste considerazioni mi porteranno a scegliere la formazione domani.

Uno dei due tra Dzeko e Schick va in panchina?
Potrebbe, vedremo come stanno. Dzeko ha giocato con una botta all’anca e a fine partita vera un versamento incredibile, oltre ad avere anche un ‘meloncino’ sopra la caviglia per la botta che aveva preso. Devo vedere come sta, dopo sceglierò.

Sta pensando di cambiare qualcosa nel modulo?
Sto pensando 25 ore al giorno come aiutare la squadra, credetemi. Non è facile, ma ci sto mettendo tutto me stesso. Valuterò bene tutto, gli uomini, il sistema di gioco e gli avversari.

Domani giocherà Olsen o Mirante?
Adesso vediamo. Ci sarà l’ultimo allenamento e, come faccio ogni volta la sera prima della partita, vedremo che sceglierò. Forse questa volta, non parlo di Olsen o Mirante ma di tutta la squadra, dovrò aspettare l’allenamento di domani mattina.

Totti ha chiesto un incarico più incisivo. Come lo vede in questa figura?
Ha già assunto un ruolo importante. Ha smesso da un anno e mezzo se ricordo bene e c’è un processo passo dopo passo per entrare in sintonia con la società e pensare bene quello che deve fare. E’ un punto importante per me, per i giocatori e per la società, ma sarà quest’ultima, insieme a lui, a decidere dove sarà meglio che agisca.

Faticano ad uscire gli attributi come dice il Presidente?
Questa è una squadra che sta vivendo un momento particolare. Ho letto le analisi su velocità, potenza e corsa. Siamo uguali al Napoli, ma non corriamo da squadra al contrario loro. Loro hanno avuta una percentuale di passaggi riusciti notevole, mentre noi siamo stati carenti. Questo dipende da una mancanza o perdita di fiducia che i ragazzi hanno, ma voglio uomini ed una squadra che sappia reagire alle avversità. Quando le cose vanno bene potrei tornare a giocare anche io, quando le cose vanno male devono sapersi aiutare l’un l’altro. Lo chiederò questo alla squadra: un aiuto reciproco.

Kluivert, Marcano, Coric, Riccardi e così via. Si può puntare anche su questi profili se il resto della rosa è scarico mentalmente?
Kluivert l’ho utilizzato immediatamente, Zaniolo non appena si è sentito a disposizione e pronto per essere utilizzato. Voglio dire una cosa: quando le cose vanno bene qualsiasi giocatore metti dentro l’orologio funziona. Quando non vanno così ci devono stare alcuni giovani ma soprattutto giocatori d’esperienza che sappiano guidare gli altri.

Con il recupero di qualche centrocampista è possibile vedere un rombo in quella zona?
Sto pensando a tutto, ma per pensare bene prima devo fare allenamento oggi e vedere le risposte dei giocatori, per poi decidere.

Come mai la squadra non riesce ad essere corta e compatta?
Io voglio la squadra corta e compatta ma è facile da dire, ma non da fare. Chi fa l’allenatore anche nelle giovanili e nei dilettanti sa che vede delle cose, ci lavora e poi la squadra è costruita per fare un certo tipo di gioco, per pressare in avanti. I difensori però hanno paura e restano dietro. Dobbiamo riuscire ad essere compatti e a non dare opportunità all’avversario di infilarti.

Vuole coinvolgere i tifosi per motivare la squadra a Trigoria?
I tifosi hanno capito che la squadra ha bisogno di loro. Devo essere sincero, la Curva Sud fino all’ultimo ci ha incoraggiato. Ha fatto due o tre cori quando non ne potevano più ma anche se stavamo 4-1 ci hanno incoraggiato. Io lo chiedo sempre il supporto, ma il pubblico vuole vedere che la squadra reagisca, che abbia una ribellione e che faccia qualcosa, fare qualcosa per trascinarti dietro il pubblico. Io chiedo solamente questo.

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[VIDEO] Totti: “Sono un dirigente appassionato. Non è come fare il calciatore, ma ho lo stesso spirito di prima”

Francesco Totti durante il workshop tenuto nei giorni scorsi in Qatar, ha parlato ai microfoni di beIN Sports (l’intervista integrale andrà in onda l’8 aprile): Questo uno stralcio delle sue parole:

“Essere dirigente è un’esperienza diversa dall’essere giocatore. E’ un altro lavoro, molto impegnativo e passionale. L’ho intrapreso con lo spirito giusto, come se facessi il calciatore. Comincia una nuova avventura, sono molto contento”.

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Lucchesi: “Totti risorsa unica, va valorizzato. Baldini? Toglie spazio a chi lavora a Trigoria”

"A Roma c'è una risorsa unica come Totti che deve essere valorizzata. Non da comprimario, non a fare l'uomo immagine o a tener buona la piazza, è riduttivo in questo ruolo. Lui è un genio del calcio. Baldini? Trigoria deve essere vissuta, le decisioni vanno prese vicino a squadra e allenatore". Fabrizio Lucchesi, direttore generale della Roma dello Scudetto targato 2001, torna a parlare della situazione societaria del club giallorosso ai microfoni di ReteSport. Queste le sue parole su Francesco Totti, sul ruolo di Franco Baldini e su cosa andrebbe modificato per ripartire nella prossima stagione:

SU TOTTI: 

"Se alla Roma manca la figura del direttore generale? E' chiaro che culturalmente sono predisposto verso un modello di impresa che sia di carattere manageriale. Oggi le grandi squadre hanno la necessità di avere una struttura composta da varie persone, complementari, che formino un punto di riferimento. Se c'è una società forte, forse si arriva ad ottenere risultati sportivi, ma quando non c'è una società forte è sicuro che non si riescano a ottenere successi. A Roma poi c'è una risorsa unica come Totti, che deve essere valorizzata. In Italia non c'è un paragone all’altezza del legame tra Totti e la Roma. Ha voglia e mi sembra gli piaccia approfondire la questione. Lo valorizzerei con un ruolo tecnico. Le sue qualità migliori sono quelle in termini sportivi, è un genio del pallone e ne capisce. Dovrebbe lavorare al fianco di un'altra figura che possa aiutarlo nella gestione ordinaria, ma non da comprimario, non a fare l'uomo immagine o a tener buona la piazza, è riduttivo in questo ruolo. La Roma non è un'azienda che può fare da nave scuola e basta, ci vogliono professionisti pronti e chiarezza nei ruoli. Totti ora va aiutato a non tornare indietro, bisogna dargli la possibilità anche di sbagliare ma di fare esperienza sul campo. Se non lo responsabilizzi e non gli dai la possibilità di fare, non farà mai”.

SU BALDINI: 

Su Franco Baldini: "Spero che la sua figura non sia ambigua, come viene definita. Questo esserci o non esserci non gli dà una responsabilità diretta, vero, ma toglie spazi a chi sta a Trigoria. Non essere a Roma e non vivere in prima persona la realtà dell'impresa è uno svantaggio. Le persone che sono a Trigoria devono avere la possibilità di fare e non fare, poi se il presidente vuole servirsi di un consigliere personale è anche giusto che lo faccia, l'importante è che non influisca sui ruoli di chi vive la quotidianità. Lo spogliatoio, il rapporto con l'allenatore e con i giocatori vanno vissuti. Da fuori tutto è annacquato, diluito. Ora consiglierà il prossimo allenatore: in passato ha portato anche tecnici da fuori, ma ora credo stia consigliando a Pallotta uno tra Sarri e Giampaolo; ma prima che dell'allenatore, parlerei della società, dei piani del club e di dove si vuole portare questa squadra. Il progetto generale deve essere riorganizzato, e credo Pallotta abbia capito che in questo momento c'è qualcosa che non funziona, quindi ripartire dal rivedere la società è fondamentale”.

SU ALLENATORE E SQUADRA: 

Infine, una valutazione sulla crisi della Roma e sulla rosa giallorossa: "Ranieri è un uomo esperto, sa che quando le situazioni prendono certe dinamiche al peggio non c'è misura, e l'ho visto molto preoccupato. Il problema non era la guida tecnica, anche se è chiaro che Di Francesco ha commesso qualche errore. Non c'era persona più azzeccata di Ranieri in questo momento per arginare una situazione che all'interno è sicuramente peggiore di quello che vediamo dall'esterno. Bisognerebbe resettare tutto, anche tra i calciatori si nota che i rapporti non sono buoni. Di alcuni di loro è stata sopravvalutata la valutazione, e forse la qualità. Costruire una squadra non significa fare l'album delle figurine. Culture, lingue, caratteristiche, complementarità delle qualità, tutto è importante. A volte la chimica non scatta e non sai perché, nonostante tu sia sicuro di aver fatto un buon lavoro. Alla Roma un insieme di tante piccole cose ha rovinato una stagione".