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[VIDEO] – Inter, Spalletti: “Totti dirigente? Lui sa come fare. La Roma è un bellissimo ricordo che non dimenticherò mai”

L'allenatore dell'Inter Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa per parlare della sfida contro la Roma in programma sabato sera a San Siro.

L’anno scorso la qualificazione Champions arrivò all’ultima partita con la Lazio? Questa partita può assomigliare a quella?
"Trovarsi a sei giornate dalla fine a lottare contro una squadra di valore come la Roma significa aver ridotto quel gap di differenza con quelle squadre – perché poi il riferimento nostro sono squadre come Napoli e Roma, quelle squadre che negli ultimi anni hanno occupato in maniera stabile il podio del nostro campionato – per cui è importantissimo e ci arriviamo con la corda tirata al punto giusto che non è né moscia né tirata a rischio di spezzarsi e di conseguenza l’andiamo a stimolare e pizzicare volentieri questa corda perché ogni volta che lo facciamo emette un buon suono, per cui si va a giocare volentieri questa partita così importante".

Tottenham e Barcellona in semifinale di Champions, vi fa valutare la stagione in modo diverso?
"Non mi interessa, mi interessa fare valutazioni sul nostro cammino, su quello che è stato il nostro lavoro. Quando ti giochi le qualificazioni deve essere tutto apposto. Come è successo al Napoli – che forse non ci è arrivato nel momento giusto – o alla Juventus che aveva degli infortunati, come del resto è successo a noi contro l’Eintracht. A me non crea nessun imbarazzo essere uscito da quella partita per quello che è stato il momento e le difficoltà di quel momento. E’ una cosa che poteva succedere. Il fatto di dover giocare queste partite qui essendo messi non benissimo poi ti traina dentro anche le partite successive che ti mettono a rischio anche il campionato. Quei calciatori lì che hai a livello mentale e muscolare ad un livello difficile poi nella partita successiva ci arrivi con difficoltà. Poi che i nostri professionisti siano riusciti a mettere in carreggiata la macchina e viaggiare a pieni regimi è stato un passaggio dove c’è sintomo di serietà, di professionalità, di attaccamento e di tutte quelle componenti che ci hanno permesso di venire a giocare questa partita per un risultato importante".

Il fatto di non avere Borja Valero e Brozovic quanto la preoccupa visto che la Roma renderà densa la partita in mezzo al campo?
"Non è esattissimo, Borja Valero c’è. Brozovic lo valuteremo oggi anche se è troppo rischioso, gli ultimi allenamenti li ha fatti anche se in maniera personalizzata. Dobbiamo valutare se mettere a rischio e mettere a rischio non vogliamo se il rischio è troppo alto. Devo parlare con i miei collaboratori che sono tutti professionisti e voglio sentire la loro opinione, ma Borja Valero c’è. Abbiamo giocato delle partite anche senza tutti e due e abbiamo fatto buone gare. Abbiamo giocato con Gagliardini, Joao Mario è in un momento giusto, non è da escludere che si possa pensare a Joao Mario basso perché è un calciatore che sa fare quel ruolo lì. Borja Valero c’è".

Cosa ti viene in mente quando incontri la Roma?
"Prima di tutto che c’è una partita dove posso portare tre punti a casa e diventa fondamentale per la classifica attuale quindi l’attenzione va tutta lì. Poi naturalmente c’è il ricordo di stagioni fatte sulla panchina della Roma, tutte in maniera molto sentita, molto vissuta perché a me piace far così e che sono un bellissimo ricordo per cui io tiro sempre una riga giorno dopo giorno dietro di me per non essere poi invogliato dal girare e tornare indietro ma dall’andare sempre avanti. E’ chiaro che è una bella cosa quella che ho alle spalle e che non dimenticherò mai, ritroverò tante persone che conosco e le risaluterò volentieri".

E’ immaginabile dopo una settimana di allenamenti a pieni rivedere dal primo minuto Lautaro? O rivedremo Icardi?
"Rimane difficile dire chi gioca ad oggi. Dovremo fare delle valutazioni, stanno bene tutti e due per cui la scelta verrà fatta in maniera coerente, ma sarà una scelta difficile perché tutti e due meriterebbero di giocare".

Tra le persone che ritrovi domani c’è Totti. In queste settimane si parla del futuro di Totti in un ruolo da dirigente. Pensi che lui possa essere una persona che può recitare questo ruolo?
"Rimane difficile andare in casa d’altri a dare dei consigli, per cui alla Roma sanno come fare. Totti sa come fare. Preferisco non entrarci dentro perché il mio ruolo è un altro, loro rimarranno una delle società forti qualsiasi cosa faranno. Io non so neanche bene quello che è stato o quelli che sono i discorsi riguardo alla domanda che mi hai fatto".

Si parla di portare Dzeko all’Inter. E’ un giocatore che vorrebbe?
"Si parla dei nostri calciatori. Oggi c’è da affrontarlo, Dzeko è un avversario temibilissimo, in quel ruolo abbiamo Lautaro e Icardi che stanno facendo entrambi bene. Keita quando è stato chiamato ha fatto il suo lavoro in maniera corretta. Sul mercato dovete chiedere ad Ausilio, è lui il professionista su questi argomenti".

In questa fase del campionato si aspetta di più da Perisic?
"Io mi aspetto tanto da molti dei miei calciatori in questo campionato. Man mano che le giornate vanno a diminuire i risultati sono ancora più importanti e riuscire ad essere concentrati, maturi, produttivi – anche quel pezzettino in più può fare la differenza per portare una vittoria determinate -, mi aspetto che ci sia attenzione su queste partite qui. Lui essendo un calciatore di livello internazionale sarà collocare questa partita nel posto giusto nella sua testa, oltre che nei muscoli anche se i muscoli fanno quelli che dice la testa".

Per la Roma è una partita delicata. Come ci arriva la Roma? Conosce i punti deboli della Roma…
"Per quelle che sono state le ultime partite che ho visto la Roma ci arriva nella maniera corretta perché hanno disputato delle buone gare e hanno fatto punti importantissimi come quelli di Genova con la Sampdoria. Poi le difficoltà che si trovano nel nostro campionato toccano un po’ a tutti, devo pensare alle mie difficoltà, a quelle che riguardano l’Inter".

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Cattelan: “Conte? Non so dove andrà. E l’Inter l’ho esclusa io, non lui…”

GAZZETTA.IT (C.Zucchelli) – È l’uomo più cercato da mezza Europa. Da ieri ad Alessandro Cattelan arrivano messaggi da Milano, Roma, Torino, Parigi e Monaco di Baviera, tutti con la stessa domanda: “Ma dove va Conte?”. Mentre parla al telefono con la “Gazzetta” lo cerca, per fare un esempio, Valerio Mastandrea, un romanista doc, un altro di quelli che vuole, evidentemente, sapere il futuro dell’ex tecnico del Chelsea. Dopo il gioco delle carte andato in onda nella sua trasmissione “E poi c’è Cattelan” il conduttore di Sky ha il telefono in fiamme.

Dica la verità, lei lo sa dove andrà Conte?
“Giuro di no. Questa cosa mi diverte molto. Da quando voi della Gazzetta avete lanciato le anticipazioni è un continuo. Non cercavamo lo scoop, poi però se hai Conte che fai… provi un po’ ad indagare”.

Ma Conte sa dove andrà secondo lei?
“No, credo di no. E anche se lo sapesse non lo avrebbe certo detto a noi”.

C’è chi dice che sicuramente non sarà l’Inter perché lei l’ha esclusa.
“Ma è stata una scelta mia, non sua. Ci siamo un po’ divertiti. Pensate che quando abbiamo parlato del ristorante c’è stata gente che è andata a ripescare interviste di tre o quattro anni fa in cui lui parlava dei suoi posti preferiti, chiedendomi: 'È quello vero? Abbiamo indovinato?'”.

Ma perché secondo lei tutti vorrebbero Conte?
“Perché è bravissimo. E perché dà l’idea di riuscire a rendere forte una squadra anche senza fenomeni. Sa creare un gruppo e raddrizzare anche le situazioni che sembrano più complicate”.

Lei lo vorrebbe per l’Inter, di cui è tifoso?
“E chi non lo vorrebbe? Però l’Inter ha un bravissimo allenatore, che sta facendo i migliori risultati degli ultimi anni e quindi anche se resta Spalletti io sono contento così. Molto contento anzi”.

Quindi Conte all’Inter lo escludiamo?
Ride, ndr. “Davvero non lo so, rido troppo a pensare che un gioco in cui volevamo solo essere simpatici sta facendo ragionare giornalisti e tifosi di mezza Europa”.

Almeno quando aprirà la busta firmata ce lo può dire?
“Il giorno che sarà ufficialmente allenatore di qualche squadra. A giugno, non manca tanto”.

Fine della telefonata: Cattelan, ancora ridendo, saluta. Chissà se avrà poi richiamato il suo amico Mastandrea…

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Allenamenti

Trigoria, regolarmente in gruppo El Shaarawy. Alle 16 la partenza per Milano

Prosegue la preparazione del match contro l'Inter in casa Roma. Nella mattinata, a Trigoria, si sono succeduti sia il lavoro atletico che quello tattico per il gruppo, impegnato anche in sala video ad inizio sessione. Ancora a parte, però, Karsdorp, Santon e capitan De Rossi, mentre hanno partecipato alla seduta sia Perotti che El Shaarawy, entrambi gestiti in maniera personalizzata dal punto di vista fisico durante la settimana. La squadra partirà per Milano dalla stazione termini oggi alle 16, mentre nel primo pomeriggio sono attese le parole in conferenza stampa del tecnico nerazzurro Spaletti.

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Pellegrini: “Non cerco altro che non sia la Roma, ma non dipende solo da me. Ranieri ci ha ridato tranquillità”

 In vista del match di sabato sera contro l'Inter, ai microfoni di Sky Sport è intervenuto Lorenzo Pellegrini. Queste le sue parole:

Inter-Roma capita nel momento giusto?
"Capita nel momento migliore, è importante per un giocatore vincere e non prendere gol. Dobbiamo continuare così e vincere anche la prossima con l'Inter. Anche se sicuramente anche loro vorranno vincere. Sarà una gara impegnativa".

Ti sei sentito con Nainggolan?
"Ci siamo sentiti in stagione, anche tramite qualche compagno. Sono felice quando un mio ex compagno sta bene dopo aver avuto qualche problemino. Speriamo stia peggio sabato".

La partita di Sabato è decisiva per il quarto posto?
"Decisiva no perché finché la matematica ci dice che non possiamo lottare non è mai decisiva. è molto importante per accorciare i punti anche sull'Inter. Siamo tutti a pochi punti di distanza e fino alla fine del campionato può succedere di tutto. Però il nostro obiettivo è quello di tornare in Champions, da terzi o da quarti non ci interessa".

Cosa è cambiato con Ranieri?
"Siamo più compatti di prima. Lavoriamo molto su questo in settimana, anche sullo stare corti. Lo facevamo già con Di Francesco, anche se forse nell'ultimo periodo c'è mancata appunto un po' di compattezza che stiamo ritrovando ora. Ritrovando anche le vittorie ritrovi un pochino di serenità quindi è molto importante. In questo Ranieri è veramente forte. Ci ha ridato la tranquillità e la felicità di venire al campo ad allenarsi.

Che stagione è stata per te? Vuoi rimanere a lungo?
"Mi sono tolto tante soddisfazioni, ma non è stata quella che mi aspettavo. Non sono riuscito a giocare con la continuità che avrei voluto a causa dei miei infortuni e questa mi ha un po' bloccato. Perché più gioco e più entro in forma e va meglio sia fisicamente che mentalmente. Il fatto di dovermi fermare ogni due mesi nel momento in cui ricominciavo ad andare forte mi ha bloccato. Per me è stata comunque una stagione di crescita, speriamo in ogni caso di tornare in Champions altrimenti sarebbe un grande dispiacere. Il futuro? Qui sto bene e sto a casa. La Roma è una delle squadre più importanti d'Italia. Io non cerco altro. Vediamo ho sempre detto che rimanere qui mi renderebbe molto orgoglioso e mi sentirei onorato. Ci sono delle dinamiche in cui non sei l'unico a gestirle".

Hai dato qualche consiglio a Zaniolo? 
"Con Nicolò abbiamo un bel rapporto. Quando un giocatore si diverte fuori dal campo poi dentro rende il doppio. Per stare sul pezzo abbiamo i grandi che ci aiutano. A Nicolò ho detto di non accontentarsi mai. Questo è l'unico consiglio che mi sento di dargli".

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Calciomercato

Champions e mercato, Inter-Roma vale il futuro. Pellegrini e Dzeko sul piatto

Quella tra Lorenzo Pellegrini e l’Inter non è una storia nata ieri, scrive La Gazzetta dello Sport. Il club nerazzurro aveva messo gli occhi su di lui già ai tempi in cui vestiva la maglia del Sassuolo, ma poi il centrocampista (per gratitudine) due estati fa ha scelto di tornare a casa. Un atto di fedeltà cementato da un rinnovo sino al 2022, accompagnato da una clausola allettante per il giocatore: 30 milioni di euro. Adesso la sfida di San Siro diventa un crocevia senza appelli. Se i nerazzurri sbarrano la strada alla Roma, la rincorsa alla Champions della squadra di Ranieri diventa una chimera, rimpicciolendo le possibilità che il centrocampista giallorosso prolunghi la sua esperienza nella Capitale. Ne sono un po’ tutti coscienti, anche perché in questi mesi Lorenzo e il suo agente Giampiero Pocetta hanno preso tempo sull’ipotesi di un nuovo accordo anti-clausola. Giorno dopo giorno a Trigoria hanno preso atto del cambio di rotta, ben sapendo che le carte sono unicamente in mano al giocatore. In corso Vittorio Emanuele l’a.d. Beppe Marotta e il d.s. Piero Ausilio hanno elaborato la loro strategia. In parallelo alla trattativa per Pellegrini, infatti, può tornare in voga l’interesse giallorosso per il portiere romeno Ionut Radu, reduce da un’ottima stagione al Genoa.

Vecchio nel tempo è anche l’interesse dell’Inter per Edin Dzeko, così come è risaputo che all’attaccante bosniaco la corte nerazzurra non dispiace. Bisognerà capire quale sarà il futuro di Mauro IcardiSpalletti ha già avuto il bosniaco alla Roma e sa bene quanto il suo lavoro possa essere importante per un nuovo step di crescita della sua squadra. In più Dzeko sarebbe la chioccia ideale anche per Lautaro Martinez, protagonista designato del futuro. Resta da capire bene quali sarebbero i margini della trattativa a livello economico. La richiesta del club giallorosso è di 20 milioni. In caso di trattativa, tra i nomi che sono ancora attenzionati a Trigoria ci sono sicuramente Andrea Belotti (Torino) e Dario Benedetto (Boca Juniors).

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Rassegna stampa

Inizia l’asta per Zaniolo: la Roma dice no alla Juve

La Juventus ha appena ricevuto un no secco per Nicolò Zaniolo dalla Roma. Lo scrive oggi La Gazzetta dello Sport, e dire che l’ambasciata bianconera era molto più di una chiacchiera. Quella valutazione da 50 milioni di euro per il centrocampista giallorosso è la prova che il club di Andrea Agnelli intende fare sul serio per anticipare la concorrenza. Ma allo stesso tempo i vertici di Trigoria si sono dimostrati decisi, allontanando a priori l’insidia. L’intenzione dell’a.d. Guido Fienga è di dare a Zaniolo le chiavi del centrocampo del futuro, garantendogli un bel rinnovo di contratto. Semmai a Trigoria sacrificherebbero altri giocatori se non fosse centrato l’obiettivo della Champions. Tuttavia le voci di mercato si rincorrono e anche dall’estero sono arrivati interessamenti importanti. Si è fatto avanti il Bayern Monaco, a caccia di talenti di prospettiva dalla cintola in su. Così come ha mosso le sue pedine l’ambizioso Arsenal, disposto ad investire per il dopo Özil (considerato a fine corsa…). Se è per questo anche il Chelsea ci punta, sperando in una clemenza della Fifa per lo stop al suo mercato. Vista dalla sponda romanista, tutti questi corteggiamenti creano insidie a lungo termine, ma al momento garantiscono l’apertura di un’asta che potrebbe far alzare ancora la quotazione del giocatore. Una prospettiva che, invece, preoccupa Fabio Paratici e i suoi collaboratori.

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Rassegna stampa

Roma, ora in fila c’è anche Ranieri

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) – Maurizio Sarri, Antonio Conte, Gian Piero Gasperini, Marco Giampaolo, una fila di pretendenti (o di pretesi). Ranieri, col suo traghetto, si piazza in scia. Segue, aspetta. Un traghettatore ambizioso, che parte in vantaggio rispetto agli altri: lui intanto è lì, se la gioca, guadagna il giusto e non ha grandi pretese. E poi, si vedrà. Progetto (come vorrebbe Conte o altri più o meno con le stesse ambizioni) o non progetto (che va bene per chi vede la Roma come l'occasione con la maiuscola). Diciamo che Ranieri fa parte più di questa seconda categoria, perché 1) Vuole allenare e non fare il dirigente, lo ha fatto capire ieri mattina in conferenza stampa a Trigoria. 2) Si sentirebbe gratificato da una conferma come tecnico della Roma, perché quello vuole fare: l'allenatore. Chiaro, questa possibilità verrebbe presa in considerazione in caso di quarto posto. Che al momento non è scontato, ma possibile. Gratificato da chi, nella domanda, lo inserisce come uno dei candidati alla panchina della Roma del prossimo anno. «Non sta a me stabilire se la società abbia o meno un progetto credibile, ma menomale che mi avete messo in lista… Non stabilisco i programmi futuri, siamo gli ultimi a sapere le cose. Penso a fare il mio per quest'anno, ma dipende da quello che vuole fare il presidente e da che cosa faremo alla fine della stagione», le parole di Ranieri.

DIFFERENZE – Dichiarazione ben diversa da quella rilasciata appena arrivato, quando parlava di missione di tre mesi. Il piatto è ricco, la società non ha ancora in mano l'allenatore e giustamente Ranieri si candida, mandando messaggi urbi et orbi, compreso ai suoi dirigenti, guarda caso, all'indomani del summit di Boston. Come a dire: io ci sono, specie se vi porto in Champions. Del resto, gli fanno notare che, quando parla della Roma, gli brillano gli occhi. «Io mi trovo bene qui. Mi brillano anche per il Cagliari, dove ho scalato tutte le categorie, dalla C alla A. Ho tutte le mie ex squadre nella testa, ma queste due le ho nel cuore. Non mi sento un profeta, ma un professionista che alcune volte ha avuto le possibilità di poter lavorare come so, in altre sono arrivato in momenti storici non positivi. Sono soddisfatto della mia carriera, che non è finita ancora». Il riferimento è alla carriera da allenatore. Che domani si gioca un pezzo di Champions a San Siro, contro la sua Inter, che però non ha nel cuore. Non brillano gli occhi, dovrà brillare altro, la classifica, ad esempio. «Se ci fosse una battuta d'arresto non cambierebbe il nostro umore, ma un risultato positivo potrebbe darci una spinta notevole. Far bene significherebbe molto, perdere non cambierebbe la nostra determinazione di arrivare alla fine lottando su ogni pallone». Le due vittorie consecutive hanno rinvigorito l'autostima dei calciatori e sua, ovvio. La Roma, comincia a essere di Ranieri. «Questo mese e mezzo ci ha portato ad una conoscenza migliore, per i giocatori è più facile perché devono capire solamente me, io invece tutti loro. E' logico che le due partite ci hanno ridato un'autostima: non prendere gol e soffrire per vincerle ci ha riportato convinzione. San Siro sarà importante se arriva la vittoria, in caso di sconfitta dobbiamo comunque lottare, sudare e far vedere ai tifosi che arriveremo a fine anno a testa alta». E poi chissà, il futuro non ha ancora un nome. Ma tanti pretendenti (o pretesi).

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Mercato Roma, pronto il rinnovo contrattuale per Zaniolo

Nicolò Zaniolo resterà alla Roma. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il talento arrivato la scorsa estate dall’Inter, a giugno firmerà il rinnovo contrattuale con il club giallorosso, con tanto di meritato adeguamento di stipendio. Pronto un ingaggio da due milioni di euro netti a stagione più bonus per i prossimi cinque anni. La dirigenza giallorossa ha scelto di puntare sul diciannovenne anche il prossimo anno, convinta che il suo valore – tecnico ed economico – possa solo aumentare e portare in futuro ulteriori benefici al club.

CURIOSITA’ –

Il primo regalo, Nicolò lo ha fatto alla famiglia: Zaniolo, a febbraio scorso, ha acquistato una nuova casa a La Spezia per la famiglia: un appartamento di due piani a pochi metri dal lungomare di Viale Italia dove vivono principalmente il papà Igor e la sorella Benedetta. La camera di Nicolò (che vive a Roma, quartiere Eur, insieme alla madre) è ancora da arredare, ma sulle mensole ci sono già alcune sue foto con la divisa della Roma e appesa al muro la maglia del suo esordio con la Nazionale maggiore. 

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Retesport 24

I pensieri di giornata dei conduttori e degli opinionisti di Retesport: 

 

FERRAZZA: “Spero che i contatti con Conte non illudano troppo i tifosi che rischiano poi di vivere come un ridimensionamento qualsiasi altra scelta”

ZUCCHELLI: “Questa bellissima politica dei giovani dell’Ajax cosa ha portato negli ultimi 15 anni in Europa? Mi chiedo: da tifosa sono disposta a vivere un’esperienza del genere? Probabilmente no. Quando la Roma, con Garcia, ha provato a fare un Instant team è riuscita ad avvicinare la Juventus”

CENTO: “Contro l’Inter vedo Zaniolo più esterno che trequartista, lì ci deve giocare Pellegrini”

CATALANI: "Se non si può puntare ad un top, in panchina terrei Ranieri il prossimo anno"

CRISTOFORI: “Se l’unica alternativa per la panchina fosse Giampaolo, quanti di voi direbbero: ‘Continuiamo con Ranieri’?”

MAGNI: “L’autocandidatura di Ranieri di oggi non fa ben sperare”

TRANI: "Pallotta non ha fretta di scegliere, cambierà l'area tecnica. Quello a Totti è un fiocco"

ANGELONI: "Conte verrà a Roma se gli si presenterà un progetto, Ranieri rimarrebbe anche senza. Io cambierei a prescindere"

FRANCI: "Conte tende a decidere tutto e comunque guarderà la composizione dell'organigramma societario"

MAIDA: "Ranieri non vuole fare il dirigente, vuole allenare"

VALDISERRI: “Vale la pena vincere una coppa Italia e non vivere serate come quella di Roma-Barcellona? Per me, no”

MADEDDU: “Non conta l’allenatore, ma il progetto. Se si programma qualcosa di buono è più facile individuare il tecnico a cui affidare la squadra”

INFASCELLI: “Se non puoi prendere un top come Sarri o Conte allora tanto vale tenersi Ranieri. Mentre, mi sembra una follia anche solo pensare di cedere Dzeko all’Inter”

ZAMPA: “Ranieri merita rispetto, non può essere il ripiego di nessuno. Se lo si vuole, lo si tiene, ma a patto che si creda davvero in lui, non perché si è incassato il ‘no’ di qualcun altro”

ASPRI: “Ranieri è un’opzione valida soprattutto se si farà l’Europa League. Comunque attenzione a scartare l’ipotesi Conte”

DE ANGELIS: “Ranieri con le sue battute e il suo modo di fare è capace di trasmettere serenità a tutti, dallo spogliatoio, al campo, fino alla sala stampa. Era quello di cui la Roma aveva bisogno, un sorriso”

BIOTTI: “La Juventus è uscita dalla Champions e ha dichiarato subito quale sarà il suo progetto. Chiedere quale sarà il futuro della Roma, come obiettivi e progetto, sembra spionaggio industriale. Non si può avere una dichiarazione ufficiale?”

CECCHINI: “Totti avrà un ruolo di raccordo con lo spogliatoio, ma non quello di direttore tecnico. Un primo passo, tutti dicono che deve ancora crescere. Poi vedremo quello che succederà successivamente”

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Esclusive

[VIDEO] – Retesport racconta Italo Foschi. Zingarelli: “Ecco come è nata la Roma. Il museo Foschi? Presto nella sede dell’Eur”

Riccardo Zingarelli, presidente del Roma Club "Vittorio Zingarelli" dell'Aquila, ha raccontato ai nostri microfoni come il suo prozio Italo Foschi fondò l'Associazione Sportiva Roma e ne divenne primo sostenitore e presidente.

Nella sede del Roma Club è presente anche la Sala Museo Italo Foschi dedicata alla squadra giallorossa e al suo fondatore, in cui sono raccolti i documenti e gli oggetti d'epoca che diedero vita alla creazione del club che porta con sé i valori, i colori, il simbolo e il nome della Città Eterna

 

Dal nostro inviato

Giorgio De Angelis