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EMERGENZA CORONAVIRUS

Coronavirus, trend in flessione per il secondo giorno consecutivo

E' ancora presto per tirare un sospiro di sollievo, ma oggi come ieri si è registrata una leggera flessione nei numeri relativo al coronavirus in Italia. Lo ha comunicato il commissario Borrelli nella conferenza stampa delle ore 18. 

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 3.780 i positivi al Coronavirus in più in 24 ore, mentre ieri erano 3.957. Le vittime in un solo giorno sono invece 601, mentre l'aumento domenica era stato di 651. In totale sono 6.077.

AMENTANO i GUARITI 

Sono 7.432 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il Coronavirus, 408 in più di ieri. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 952. Superati invece i 50mila malati. Sono complessivamente 50.418, con un incremento rispetto a ieri di 3.780: domenica l'incremento era stato di 3.957. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 63.927.

TREND IN CALO IN LOMBARDIA

Migliorano i dati relativi alla Lombardia dove, rispetto a ieri, cala la crescita sia dei contagiati che dei decessi: i pazienti positivi sono 28.761, 1.555 in più rispetto a ieri, e le persone morte sono 3776, 320 in più. Ieri c'era stato un aumento di 1.691 casi, mentre i morti erano stati 361. È quanto ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, aggiungendo che le persone ricoverate in terapia intensiva sono 1142, 41 in più rispetto a ieri.

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NEWS

Uefa: rimandate ufficialmente le finali di Champions ed Europa League

Attraverso il proprio profilo ufficiale di , la UEFA ha preso la decisione di rinviare la finale di  e di Europa League, si maschile che femminile, a data da destinarsi. L'emergenza coronavirus ad oggi non sembra rallentare e probabilmente l'organo ha preso la decisione di aspettare per decidere sul da farsi in un secondo momento.

L'emergenza coronavirus non accenna a rientarre e allora la Uefa torna sui propri passi. Dopo aver deciso di far slittare in avanti le date delle finali delle due competizioni internazionali, Champions ed Europa League, ora mette un punto, cancellando il calendario fino a nuovo ordinene. Una decisione definitiva sarà presa più avanti, quando le condizioni generali saranno migliorate e daranno modo di programmare la ripresa della stagione agonistica. La comunicazione è stata sancita da una nota pubblicata sul sito e sui profili ufficiali. 

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Calciomercato

Calciomercato, Smalling potrebbe restare a Roma

Chris Smalling potrebbe spingere Kalidou Koulibaly lontano dal Napoli. Il difensore centrale inglese infatti, sembra ogni giorno più vicino alla permanenza alla Roma, anche secondo quanto riportato dal Daily Mirror, e con il suo addio, il Manchester United lavorerà per migliorare la difesa con l'obiettivo di acquistare un grande centrale di livello internazionale. Solskjaer ha da tempo messo nel mirino il senegalese di proprietà del Napoli, che in estate pare deciso a cambiare maglia dopo anni di militanza in azzurro. Un affare che potrebbe valere quasi 100 milioni di euro per De Laurentiis, con i red devils pronti a investire una cifra molto importante pur di mettere un altro importante mattone nella ricostruzione della squadra.

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NEWS

Tommasi, presidente AIC: “Bisogna trovare una soluzione, senza pensare soltanto al proprio ambito”

Il presidente dell'AIC, Damiano Tommasi, è intervenuto a Radio Rai, nella trasmisisone Radio Anch'io Sport, per parlare dell'emergenza Coronavirus e del suo impatto sul paese e sul calcio italiano:

Domani riunione in Lega. Si parlerà anche del possibile taglio degli stipendi. Cosa ne pensa?
"Credo che anche questo sia un segnale che non siamo allineati al Paese. Si parla di danni che non sono ancora stati calcolati, vedremo come andrà. I dipendenti dovrebbero prima parlare con i datori di lavoro, non si possono prendere decisioni unilaterali".

C'è l'ipotesi di giocare fino ad agosto?
"Se si potesse tornare a giocare sarebbe una notizia positiva, vorrebbe dire che la situazione sarebbe rientrata. Giocare avanti con la stagione comporta intervento nei contratti dei giocatori e spostamento delle competizioni, con la stagione 2020/21 che subirebbe delle altre variazioni. Vedremo cosa succederà: sarebbe un sogno tornare a giocare questa estate. Una situazione come quella attuale è veramente eccezionale, è impossibile riuscire a prevederla e di conseguenza è molto difficile prendere decisioni. Alcuni pensano al particolare ma siamo tutti collegati a un fenomeno globale. In questo contesto bisogna trovare una soluzione, senza pensare soltanto al proprio ambito".

Di quanto tempo ha bisogno un giocatore per tornare all'attività?
"Sicuramente servirà qualche settimana. Il problema è comunque che in questo momento nessuno può spostasi dal proprio Comune, quindi non possiamo programmare una ripresa".

Come si immagina la ripartenza del calcio italiano?
"Abbiamo parlato di stagione che si prolunga o che non viene conclusa ma di scenari ce ne sono tanti. Potremmo ripartire in tanti modi, le ipotesi sono molteplici. Molto dipende anche dall'Olimpiade di Tokyo. Attualmente non è possibile fare previsioni, dobbiamo solo prepararci a tutte le ipotesi. Ci sono ancora presidenti che pensano alla soluzione solo per la propria squadra ma non è possibile farlo".

Ha preso contatti con gli altri rappresentanti dei calciatori in Europa?
"Siamo in contatto ma non abbiamo parlato del possibile taglio degli stipendi. Il Barcellona ha parlato con i suoi quattro capitani ma non so se la decisione è stata presa dalla società o dalla squadra. Ho parlato anche con il presidente della Lega A Dal Pino, parleremo di questo ma non in questo momento, dove ci sono altre priorità. Il calcio è meno in difficoltà di altri comparti produttivi del nostro Paese. Parleremo di questo tema, certo, ma lo faremo sottovoce".

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Rassegna stampa

Lega Serie A, domani lettera alla FIGC. Una soluzione per gli stipendi

La Gazzetta dello Sport (A.Gozzini)  Il calcio ragiona su come riuscire a sostenersi, a maggior ragione se l’ipotesi di non tornare a giocare si concretizzasse. Le proposte che la Lega ha raccolto dai club saranno sintetizzate e restituite alle società e soprattutto alle Federazioni in un documento strutturato.

La FIGC lo riceverà già domani e sarà il passo ufficiale per arrivare poi sul tavolo del Governo. Una o più leggi dello stato eviterebbero singole contrattazioni, come quella sulla possibile sospensione (o taglio) degli stipendi nel periodo di inattività dei calciatori. 

L’AIC, come sindacato di categoria, è soggetto politico: non potrebbe imporre decisioni ma dettare una strategia comune. I club e la Lega confidano piuttosto in una direttiva UEFA, uguale per tutti i paesi.

In un secondo momento si discuterà dell’ammontare, specie se dalla sospensione si arriverà a trattare tagli veri e propri: da calcolare in base al periodo di inoperosità, o se il campionato non dovesse riprendere, in base alle partite non giocate. In questo caso sarebbe interessato il 25-30% dello stipendio.

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Rassegna stampa

Calvo: “Vogliamo riportare la Roma tra la gente. Sta a noi rinconquistare i tifosi con i risultati”

La Gazzetta dello Sport (M. Cecchini) – Francesco Calvo, Chief Operating Officer della Roma,  intervistato dal quotidiano sportivo ha parlato di Roma, della Roma e del suo futuro. 

State operando per ricucire il rapporto con la città?
"Esatto. In questi anni la Roma l’ho osservata dall’esterno ed è cresciuta tantissimo a livello internazionale. Adesso però stiamo cercando di ribilanciare, cercando di riportare una presenza capillare nella città, cosa che secondo me si è persa. Faccio un esempio: se vado in giro dai ristoranti alle officine, alle pareti ci sono le foto degli anni Ottanta, quelle dello scudetto e poi ci si è fermati, come se negli ultimi vent’anni la Roma fosse sparita dalla città. Ecco, noi vogliamo riportarla alla gente".

A suo parere, che ruolo occupa il calcio nella società?
"Tendenzialmente io provo a non prendermi troppo sul serio. Il calcio non è una priorità, ma riveste un’importanza sociale. Chi vi lavora è un privilegiato, però è una responsabilità perché lavoriamo con i sogni delle persone. Il calcio genera soldi e illusioni. Dobbiamo esserne consapevoli".

Da stratega commerciale, è stata una sfortuna gestire la Roma proprio quando sono andati via Totti e De Rossi?
"Sicuramente è stato un momento storico particolare. Inutile però piangersi addosso. L’età è un dato di fatto su cui non possiamo fare nulla. Dobbiamo guardare al futuro e provare a cercare altre forme di promozione del marchio".

Negli ultimi tempi i tifosi sono delusi. È più difficile lavorare?
"Tutto è difficile nella vita. Sta a noi riconquistare la fiducia dei tifosi con le giuste parole, le giuste promesse e le giuste aspettative. Ma il tifoso di calcio in generale – e quello della Roma ancora di più – ha una capacità di perdono che è fuori dal comune. Però in tutto guida il risultato sportivo".

A proposito di stadio, si aspetta il via libera al nuovo impianto.
"Mi avvalgo della facoltà di non rispondere… Ilcoronavirus porta rallentamenti su tutto, speriamo che lo stadio sia uno dei meno impattati, quantomeno nell’iter. E poi se dovrà ripartire l’Italia con grandi investimenti, cosa ci sarebbe di meglio di uno stadio?"

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Rassegna stampa

Fienga: “Coronavirus? Qualcuno voleva fare il furbo. Nel calcio o ci salviamo tutti insieme o non si salva nessuno”

Corriere della Sera (L. Valdiserri) – Nell'intervista al quotidiano Guido Fienga, CEO della Roma, ha parlato dei possibili scenari per il futuro del campionato italiano, travolto dal Coronavirus così come tutti i settori economico-sociali dell'Italia. 

I danni prodotti da questo virus non soltanto sanitari ma anche sociali. Mi riferisco ai comportamenti degli egoisti e dei furbi. All’inizio qualcuno ha provato a prendere dei vantaggi su chi, in quel momento, era più debole. E non sto parlando solo del calcio italiano, ma anche di decisioni prese dai governi di alcuni Stati o da comportamenti industriali da concorrenza sleale. Il calcio, che in Italia è il terzo settore per fatturato, compreso l’indotto, si salverà se gioca di squadra“.

Mettere una data per la ripartenza del campionato è illudere la gente?
"Fissare degli step è utile, ti costringe a programmare e a capire quanto serve per essere pronti. Detto questo, ogni data è subordinata all’emergenza. Si parte quando non c’è più rischio, non un minuto prima".

Sulla ripresa degli allenamenti la serie A non ha una posizione univoca. Perché?
"Gli allenamenti di sportivi professionisti sono regolari da un Decreto ministeriale in base a standard di sicurezza. I medici sportivi hanno dato indicazioni chiare: serve un mese di allenamenti per riprendere a giocare, da qui l’idea di riprendere il 3-4 aprile. Però le date possono cambiare a seconda dell’evoluzione dell’emergenza. Naturalmente dovranno essere fatti controlli su tutti i calciatori".

Come si possono mettere insieme esigenze e tempistiche diverse dei vari campionati europei?
"Serve un piano internazionale. L’Unione europea lo ha capito e ha allentato le regole di bilancio per sostenere le imprese. Lo dovrà fare anche il calcio. L’importante è non andare alla ricerca di capri espiatori. Il danno totale, una volta quantificato, dovrà essere spalmato su tutta la catena del calcio. O ci salviamo tutti insieme o non si salva nessuno. Niente sarà più come prima dopo il coronavirus, il calcio non può fare eccezione".

Tutti sanno che c’è una trattativa con Dan Friedkin per il passaggio di proprietà, in questo momento per forza di cose congelata. Come si sta relazionando Pallotta con la parte italiana del club?
"Il presidente Pallotta ci sta supportando in ogni modo per garantire la serenità di tutto il gruppo Roma, che è ben più ampio dei giocatori che vanno in campo. Per questo non finirò mai di ringraziarlo".

Qualche giocatore della Roma le ha chiesto di lasciare la città? E le hanno chiesto di poter fare il tampone?
"No, nessuno ci ha chiesto di andar via, anche se e logico che chi ha messo le radici qui da tempo, magari con la famiglia, sia facilitato nell’isolamento. Non abbiamo avuto casi di positività né sappiamo di contatti di nostri giocatori o di loro familiari con casi positivi. Non c’è stato motivo di chiedere un’eccezione al Sistema Sanitario Nazionale che è già sotto stress. Abbiamo già attivato una piattaforma che assiste calciatori di prima squadra, della squadra femminile, delle giovanili e dei dipendenti. Mettere in sicurezza solo il settore dei calciatori di serie A non ha senso. Il virus, in questo senso, è molto democratico. Colpisce tutti e proprio per questo bisogna difendere tutti".

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Pau Lopez: “Situazione triste, ma è per il bene di tutti”

Ai microfoni dell'emittente spagnola Canal Sur, il portiere romanista Pau Lopez ha parlato dell'emergenza Covid-19 e della quarantena. 

La quarantena?
“È una situazione complicata che ci prende tutti impreparati. La stiamo vivendo con tristezza. Roma non è una zona caotica come il nord Italia, ma la situazione è difficile in tutto il paese. Viviamo giorno dopo giorno seguendo le notizie. Il club ha preso delle misure affinché la gente passi più tempo possibile a casa. Ovviamente ne perde il calcio e ne perdono i tifosi, ma sono misure che sono state prese per il bene di tutti”.

Il Siviglia?
“Nessuno ha dubbi sul fatto che sia una grande squadra. Ha una rosa fortissima, un allenatore molto bravo. È una rivale pericolosa”.

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Veretout: “Roma città morta. La situazione è grave, serve l’aiuto di tutti”

Il centrocampista francese della Roma Jordan Veretout ha raccontato a L'equipe come si vive in Italia l'emergenza Covid-19:

"Quando mia figlia mi ha chiesto se poteva uscire in giardino o se ci fosse la bestia, le ho risposto che c’è una piccola bestia nell’aria, ma poteva uscire a giocare in casa. Roma, ora, è una città morta. Di solito è una città sempre affollata, occupata. Le grandi piazze, il Vaticano, solitamente sono sempre piene. Nel mio quartiere c’è sempre rumore di fondo. Lì, quando esco in giardino con le mie figlie, c’è una sensazione di vuoto, di niente, è un po’ spaventoso. Ma viviamo così ora. La situazione è molto grave. Senza la mobilitazione di tutti non ne usciremo”.

Sulle giornate a casa.
“Con le mie figlie realizziamo disegni, giochi da tavolo, abbiamo organizzato una caccia al tesoro. Balliamo e giochiamo nascondino. Quando i giochi saranno finiti, le mie figlie mi taglieranno i capelli. In questo momento, anche loro sono in quarantena. Spieghiamo alla più grande perché dovremmo rimanere in casa, provando a non spaventarla troppo”.

Ha pensato di tornare in Francia?
"No perché abbiamo continuato ad allenarci per diversi giorni. Per me e la mia famiglia era un grosso rischio".

Come ha reagito la Roma all’arrivo dell’epidemia?
"Abbiamo continuato ad allenarci fino alla vigilia del match con il Siviglia. Al centro di allenamento l’attenzione era molto alta, c’era un ambiente particolare. Tutti i dipendenti avevano guanti e mascherine. Niente più pasti di gruppo ma individuali, non ci potevamo salutare".

Come segue l’evolversi della situazione?
“E’ complicato vedere le immagini degli ospedali o legate al virus, preferisco vedere quelle dei balconi dove si canta. Non sono sorpreso, gli italiani mostrano sempre solidarietà ed è molto bello”.

Sul calcio.
“Il calcio è la mia passione, quindi mi manca. Quelle abitudini, con allenamento e partite, sono la mia vita. Abbiamo un programma di allenamento basato su corse e altre cose ma che non sostituisce una sessione collettiva e il piacere del gioco. E il calcio riguarda le emozioni da condividere con il pubblico. Mi manca”.

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Carles Perez: “La Roma ci aiuta a tenerci in forma. Ai tifosi chiedo di stare a casa”

Carles Perez, attaccante della Roma, ha rilasciato un'intervista al quotidiano spagnolo Mundo Deportivo in cui ha parlato della situazione Coronavirus e di come lo si affronta in Italia, spiegando la sua routine da quarantena. 

Cosa ti manca di più in questa quarantena?
“Mi manca il mio amore e le risate con gli amici. Le apprezzo molto di più. Questa situazione deve farci valutare le cose di routine a cui normalmente non diamo importanza. Come un bacio, un abbraccio o comunicare faccia a faccia con altre persone”.

Come stai affrontando questo periodo?
“È un po' difficile perché sei lontano da casa e non hai la tua famiglia al tuo fianco, ma ho la grande fortuna di avere un giardino e una piscina, che sono molto buoni per l'allenamento e altre cose che mi distraggono. Ne approfitto per fare molta palestra”.

Com’è la tua giornata tipo?
“Mi alzo, faccio colazione e inizio ad allenarmi. Faccio il tipico lavoro da calciatore: sprint e alcuni esercizi di nuoto, ciclismo, flessioni, sit-up e prevenzione degli infortuni. Tutto per rimanere in forma perché alla fine siamo fermi da due settimane. Devo mantenere il fisico per quando torneremo per essere al meglio”.

Com'e vivere da solo in quarantena?
“Mi piace stare da solo, avere il mio spazio e la mia tranquillità. Ma è vero che ora sono rinchiuso in casa da più di una settimana, 24 ore al giorno senza vedere quasi nessuno. Se fossi con i miei genitori e mio fratello, sarebbe più piacevole. Nemmeno gli amici possono venire… Ma lo prendo bene, stando positivo e approfittando per lavorare fisicamente su aspetti che non posso fare quotidianamente, durante la stagione”.

La società vi ha detto qualcosa?
"Ci chiedono tranquillità, pazienza e, soprattutto, che non usciamo. Ci stanno aiutando e facilitando in ciò di cui abbiamo bisogno, anche con materiale di formazione. Il club è in contatto con le autorità e ci sta informando mentre si svolgono gli eventi. Quindi non so quanti altri giorni dovrò rimanere a casa rinchiuso”.

Cosa vuoi dire ai sostenitori?
"Chiedo alla gente di seguire le raccomandazioni delle autorità e di rimanere a casa. Più casi si svolgono, più velocemente accadrà tutto e possiamo tornare alla nostra vita come sempre, che è ciò che tutti desideriamo. Dobbiamo prendere il lato positivo e approfittare di questi momenti per stare con la famiglia, riposare, fermarsi, riflettere e valorizzare ciò che abbiamo”.