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Malcom e il dietrofront con la Roma. Ecco come andarono le cose

Malcom Filipe Silva de Oliveira, ex calciatore del Barcellona adesso in forza allo Zenit, ha parlato del suo passaggio dal Bordeaux alla squadra spagnola, in un'incredibile vicenda di mercato che vide coinvolta anche la Roma, nell'estate 2018. L'ala brasiliana ha parlato a footmercato.net della trattativa: 

“Non sapevo niente riguardo alla trattativa tre le società. Ero felice di andare all’AS Roma, ma poi il presidente Stéphane Martin non mi ha lasciato andare perché il Barcelona aveva fatto un’offerta più alta al Bordeaux. I blaugrana sono passati prima di tutto dal club. Era il mio sogno, lo sapevano. D’accordo col presidente ho quindi scelto di vestire la maglia del Barça”.

Saltato l'acquisto dell'attaccante brasiliano, l'allora ds giallorosso Monchi, virò su un centrocampista neo campione del mondo: Steven Nzonzi.

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Il giornalismo sportivo italiano piange: è morto Gianni Mura

È morto stamattina Gianni Mura, giornalista e scrittore, storica firma de La Repubblica. Si è spento all'ospedale di Senigallia a causa di un improvviso attacco cardiaco, all'età di 74 anni. Vincitore del Premio Grinzane, è stato un grande cronista di sport, dal calcio al cicilismo, scrivendo pagine memorabili negli ultimi decenni. Nato nel 1945, costruì il suo percorso seguendo le orme del suo maestro Gianni Brera, del quale ha raccolto l'eredità intellettuale. 

L'editore, i conduttori, i redattori e tutto lo staff di Retesport si stringono attorno alla sua famiglia e ai suoi amici. 

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Quattro colpi da Roma

IL CORRIERE DELLO SPORT (R.MAIDA) – La Roma vuole aumentare la sua competitività, per questo ha messo nel mirino quattro colpi da mettere a segno durante il mercato estivo. Il primo potrebbe riguardare la difesa nel caso in cui Smalling non venisse riscattato: si tratta di Garay, svincolato del Valencia reduce però da un grave infortunio.

In mediana invece Petrachi ha fatto diversi sondaggi per Bonaventura, che a giugno si libera dal contratto con il Milan. Ma il vero obiettivo è Castrovilli: per convincere la Fiorentina, la Roma potrebbe mettere sul piatto sia cash che il cartellino di Florenzi (che attualmente però non sembra intenzionato ad accettare squadre italiane).

In attacco il club vorrebbe trattenere Mkhitaryan, ma l'Arsenal chiede 25 milioni e l'armeno guadagna 7 milioni a stagione, per questo un ipotetico ritorno di El Shaarawy appare un'ipotesi sempre più concreta.

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La lista della Lega: richieste al governo e stipendi congelati. Tanti dubbi sulle date

LA GAZZETTA DELLO SPORT – L'assemblea di ieri dei presidenti di Serie A è stata la più cupa di sempre. Il timore per l’emergenza salute si traduce in primo luogo in massima prudenza sulla prossima ripresa del campionato. E lo stesso vale per gli allenamenti, che dovrebbero addirittura precedere di settimane la ripartenza della stagione ufficiale.

Ieri la discussione sulle proposte da rimandare al governo ha completamente sostituito quella sulle eventuali date di ripartenza. Sono diventati esercizi prematuri: la priorità è seguire di giorno in giorno gli sviluppi dell’emergenza sanitaria. Tutti hanno consapevolezza del momento, per questo anche ai calciatori verrà chiesto di contribuire al tentativo di contenimento dei danni: l’idea della sospensione degli stipendi è diventata una delle prime dell’elenco.

I giocatori “producono” allenamenti e partite, ma la loro attività è ormai da giorni azzerata. Per cause che non dipendono dalle società ma da una forza maggiore. La proposta che i club hanno portato all’attenzione dell’AIC riguarda la sospensione degli ingaggi relativi ai giorni di inattività: fino all’8 marzo i giocatori sono stati impegnati, dunque verrebbero regolarmente pagati. Dal giorno successivo in poi e fino a quando le condizioni non permetteranno la ripresa: è su questo periodo che i club intendono calcolare un congelamento temporaneo dei versamenti.

Per l’Aic ieri si è espresso Tommasi“Chi pensa di avvantaggiarsi facendo allenare i suoi tesserati, non so cosa abbia in mente, allenarsi ora non ha senso ed è pericoloso”. Poi sugli stipendi: “Tema da affrontare, ma non adesso. L’AIC non può imporre ai calciatori di accettare eventuali tagli. Possiamo dare una linea, ma sulle rinunce decidono i singoli. Siamo d’accordo con la Lega dì anticipare le ferie estive e di considerare questi giorni come vacanze per ridurre le ferie a luglio. Su questo nessun problema. Sugli stipendi vedremo”.

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Roma, il ritorno del Faraone

LA GAZZETTA DELLO SPORT (M. CECCHINI) – Roma si era trovato benissimo, tant’è che nel giorno del munifico addio, non si sa se fu più forte la soddisfazione oppure la malinconia. Stephan El Shaarawy, uno che in giallorosso ha messo a segno 40 gol in 139 partite, dal gennaio 2016 al giugno 2019, ora potrebbe tornare. 

Nonostante la sua quotidianità sia rappresentata dallo Shanghai Shenua, in cui ha segnato 4 gol in 13 partite, il cordone ombelicale con l’Italia non si è mai davvero interrotto. Roma – in tutte le sue accezioni – è rimasta sempre al centro dei pensieri dell’attaccante. In generale, l’operazione ritorno, a Trigoria, presenterebbe non pochi punti a favore. El Shaarawy ha solo 27 anni e vanta un’esperienza, in Italia e all’estero, con pochi paragoni. Non solo. Il commissario tecnico Roberto Mancini lo stima da tempo, segno del saper essersi conquistato un gradimento in tempi non sospetti e così, anche lo spostamento dell’Europeo potrebbe essere un’opportunità in più per tentare un rientro stabile in azzurro.

Ad ostacolare l’operazione ritorno è un solo elemento, però non certo banale: lo straordinario ingaggio che il Faraone percepisce adesso, circa 14 milioni netti a stagione per tre anni. Uno stipendio del genere sarebbe ovviamente fantascientifico per la Roma (e non solo), ma El Shaarawy, pur di tornare, sarebbe pronto a fare un sostanzioso sconto, rientrando dentro i parametri del club giallorosso, magari accettando 2,5 milioni per un contratto almeno triennale, e per lo Shanghai un risparmio di 28 milioni netti.

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Liverpool, Sean Cox è tornato a casa. La moglie: “Non vedevamo l’ora di vivere questo giorno”

A due anni di distanza dagli scontri avvenuti all'esterno di Anfield prima di Liverpool-Roma, Sean Cox è tornato a casa. Lo riporta il sito irishmirror.ie, ma la testimonianza arriva anche dal profilo Instagram della moglie Martina, che dice: 

Noi come famiglia da molto tempo non vedevamo l’ora di vivere questo giorno. Sean ha ancora una lunga strada da percorrere, ma averlo a casa con noi è un passo incredibilmente importante, ci riuniamo come unità familiare di nuovo. Non posso ringraziare abbastanza coloro che hanno aiutato Sean nel corso degli ultimi due anni. Senza dubbio questo supporto ha reso possibile tutto questo. In particolare, vorrei ringraziare l’incredibile staff del Marymount Care Center di Lucan per le cure e il supporto che hanno fornito a Sean negli ultimi mesi. In un momento in cui stare a casa assume un nuovo significato per tutti noi, è chiaro che non c’è altro posto in cui Sean preferirebbe essere“.

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EMERGENZA CORONAVIRUS

Coronavirus, nuova ordinanza restrittiva: sport all’aperto solo nei pressi della propria abitazione. Vietati gli spostamenti in altre abitazioni durante il weekend

Era attesa in serata ed è arrivata la nuova ordinanza relativa ai comportamenti da tenere per prevenire il coronavirus. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato la nuova ordinanza restrittiva, che prevede il divieto d'accesso al pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici. Inoltre "non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona". Vengono chiusi "gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all'interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consiunarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro". Infine, "nei giorni festivi e prefestivi, nonche' in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza".

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As Roma, giocatori e staff donano una giornata di lavoro per l’acquisto di macchinari utili a combattere il Coronavirus

La Roma scende in campo ancora una volta nella partita contro il COVID 19. Giocatori e staff tecnico hanno deciso di decurtarsi una giornata di lavoro dallo stipendio e di metterlo a disposizione per l'acquisto di macchinari utili alla lotta contro il coronavirus.

Lo comunica la società stessa attraverso una nota apparso sul sito ufficiale. Questo il testo integrale: 

"L'AS Roma ha comunicato oggi che acquisterà tre ventilatori polmonari per la terapia intensiva e otto nuovi letti dedicati allo stesso trattamento nell’ambito dell’iniziativa del Club per contrastare il Covid-19.

L’annuncio è arrivato dopo che i giocatori e lo staff tecnico giallorossi hanno deciso di donare una giornata del loro stipendio alla raccolta fondi avviata la scorsa settimana dalla Società su GoFundMe, in aggiunta alle quote che personalmente molti di loro avevano già elargito.

La somma messa a diposizione dalla squadra, che ammonta a oltre 200.000 euro, ha portato la campagna a superare i 460.000 euro, a pochi passi dall’obiettivo iniziale di 500.000.

L’Ospedale Spallanzani sta combattendo in prima linea la lotta contro il Coronavirus nel nostro Paese, dove c’è bisogno urgente di nuove attrezzature. La Roma, con la cifra raccolta finora, ha deciso di donare da subito, oltre ai tre ventilatori e agli otto letti dedicati alla terapia intensiva, anche cinque ventilatori polmonari per la terapia sub-intensiva.

“In un momento così difficile per l’umanità̀, avere la percezione del sostegno reale della fondazione Roma Cares ci riempie di orgoglio e di giusta carica positiva per affrontare al meglio il duro lavoro che ci aspetta”, ha dichiarato Marta Branca, Direttore Generale dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. “Medici e infermieri sono da sempre impegnati a contrastare e a contenere la malattia, ma è importante e necessario il supporto da parte di tutti”.

La campagna dell’AS Roma per arginare il Covid-19 è stata annunciata la scorsa settimana con una donazione iniziale di 50.000 euro da parte del presidente del club Jim Pallotta e altri 50.000 euro, successivamente aumentati a 89.000 euro, da parte di Roma Cares, a cui hanno fatto seguito il contributo del CEO Guido Fienga, di altri membri del management e dei dipendenti del Club, quello del team di GoFundMe e oltre 100.000 euro da parte dei tifosi, dei follower sui social media e degli ex giocatori giallorossi.

"I giocatori e lo staff tecnico volevano fare qualcosa di significativo per la città e per le persone che soffrono in questo Paese", ha dichiarato il CEO della Roma Guido Fienga. "In momenti come questo, è importante che tutti ci assumiamo le nostre responsabilità e facciamo il possibile per aiutare chi ha bisogno. Tutte le persone che hanno fatto una donazione, che si tratti del Presidente, dei nostri giocatori e dello staff, dei nostri fantastici ex calciatori e di tutti i nostri fan in tutto il mondo, hanno contribuito ad acquistare questi ventilatori polmonari, che saranno utili a salvare vite umane. Ma non abbiamo intenzione di fermarci proprio ora: vogliamo raccogliere ancora più denaro, superare il nostro obiettivo di € 500.000 e acquistare altre attrezzature ospedaliere”.

Nell’ambito delle iniziative a supporto della Città per il Coronavirus, martedì l'AS Roma ha consegnato 13.000 maschere FFP2 agli ospedali della città, oltre a 120 bottiglie da 500 ml di disinfettante per le mani. Nella giornata di ieri, invece, il Club ha distribuito un totale di 8.000 paia di guanti protettivi e 2.000 flaconi di gel disinfettante nelle periferie della Capitale".

(asroma.com)

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Uefa: “Euro 2020 cambierà le date, ma non il suo nome”

A pochi giorni di distanza dalla decisione di posticipare di un anno l’Europeo previsto inizialmente per questa estate, la Uefa ha oggi precisato che la competizione continuerà a chiamarsi “Euro 2020” e manterrà il logo inizialmente disegnato. “Sebbene sia stato provvisoriamente programmato dall’11 giugno all’11 luglio 2021, il nome della manifestazione resterà quello di Uefa Euro 2020”, si legge nella nota diffusa.

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Coronavirus, Fonseca: “Momento difficile, ma gli italiani sono consapevoli e rispettosi. Non sappiamo quando potremo tornare ad allenarci”

Paulo Fonseca torna a parlare dell'emergenza Coronavirus. Lo fa al portale portoghese "Liga portugal".  Queste le sue parole:

Come hai vissuto in Italia nelle ultime settimane?
È stata una settimana dura, siamo tutti a casa. In questo momento, gli italiani hanno capito che solo così il virus può essere fermato. I numeri continuano ad aumentare, ci sono sempre più persone infette e anche più morti. Mercoledì, ad esempio, sono morte quasi 500 persone, un numero davvero impressionante. C’è una preoccupazione diffusa da parte degli italiani e il tentativo di cambiare le cose. Mi sembra che gli italiani siano consapevoli della situazione attuale e vogliano rispettare tutte le regole per cambiare l'andamento di questo virus che sta uccidendo molte persone. Possiamo solo uscire per andare al supermercato e a quello più vicino alla nostra abitazione. La polizia è costantemente in strada per monitorare le uscite delle persone ed è un momento difficile.

Quali altre misure sono state prese per contenere e prevenire la diffusione di questo virus?
In questa fase il governo sta valutando di prorogare il tempo previsto per questa quarantena, che era inizialmente fino al 3 aprile. Probabilmente sarà prolungato. Sono sempre più rigorosi i controlli, perché i numeri sono aumentati. Qui si dice che il picco sarà all’inizio della prossima settimana, ma vedo gli italiani uniti che cercano di superare questo momento. C’è una preoccupazione del governo affinché si rispettino queste misure e le persone sono consapevoli che devono rispettarle.

Credi che ci sia motivo di sperare che la situazione migliorerà?
Penso di sì perché in questo momento vedo che gli italiani stanno facendo quello che gli viene chiesto di fare. Si prevede che i numeri aumenteranno, ma se tutti continuiamo a rispettare le regole, senza alcun contatto con altre persone, la situazione finirà per migliorare. Abbiamo un grande esempio dalla Cina, dove la situazione è migliorata con la quarantena. Credo e spero che tutto migliorerà e che saremo in grado di vincere questa lotta.

Tu cosa stai facendo per mantenere la tua forma fisica?
Sono stato a casa con la mia famiglia. Ho fatto un po' d'esercizio fisico, ho mangiato di più, è vero, ma ho anche fatto più attività per conto mio. Ho trascorso molto tempo con la mia famiglia. Noi allenatori di calcio non abbiamo molto tempo per stare a casa, quindi sto sfruttando il più possibile questo momento per stare con mio figlio, con mia moglie e per fare cose che normalmente non facciamo insieme.

Hai parlato con i giocatori? Com’è il clima in squadra?
Lo stop è già lungo e non sappiamo quando torneremo. Con questa situazione è difficile prevedere quando inizieranno gli allenamenti e i campionati. Abbiamo cercato di controllare le attività fisiche dei giocatori, gli abbiamo dato alcune attrezzature, abbiamo cercato di controllare il loro cibo e il loro peso e tutti hanno un programma da fare a casa. La Roma è un club molto ben organizzato sotto tutti i livelli e sta facendo un lavoro fantastico con il monitoraggio della squadra.

Ha seguito la situazione in Portogallo? Come valuti la capacità di risposta del popolo portoghese?
Ho seguito la situazione in Portogallo, perché sono preoccupato per la mia famiglia, ma sono situazioni diverse. Il Portogallo è ancora nella prima fase di questo virus, i numeri non sono ancora così allarmanti, sebbene l’aumento nelle ultime ore sia già significativo. È così che è iniziato in Italia. Il governo portoghese ha adottato le misure giuste per evitare di raggiungere le cifre che vediamo attualmente in Italia, ma anche con l’esempio italiano che è qualche settimana avanti, è stato possibile anticipare alcune fasi. In Portogallo, le persone devono essere consapevoli del fatto che è solo a casa che questo problema può essere risolto. Non so se i portoghesi siano già a conoscenza del sacrificio che devono fare, ma credo e confido nella loro intelligenza e sono sicuro che non trascureranno questo momento.

Vuoi lasciare un messaggio ai portoghesi?
Un messaggio semplice, da persona che ha vissuto e vive da dentro questa situazione di estrema difficoltà in Italia, il paese con il maggior numero di casi in Europa e attualmente nel mondo. Voglio dire ai portoghesi che è possibile evitare che si arrivi a tanto. Dipende da ognuno di noi.