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Petrachi va all’assalto di Mertens

(IL TEMPO) – Dopo una serie di abboccamenti andati in scena nelle prime settimane del 2020, i giallorossi stanno provando a sfruttare lo stallo tra il belga e il Napoli. Il classe 1987 era a un passo dalla firma del rinnovo, ma ora ci sta riflettendo e c’è stato un allontanamento. Si è allora inserito Petrachi, che ha messo sul tavolo un triennale per Mertens, che piace non poco a Fonseca. Il dirigente salentino è consapevole che la Roma non è la prima scelta del ragazzo al momento e che sarà difficile competere con le cifre che possono mettere sul tavolo Chelsea, Monaco e Inter.

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La semestrale si avvicina, Friedkin aspetta i nuovi conti

(LA GAZZETTA DELLO SPORT) – La semestrale si avvicina, la Roma provvederà a pubblicarla la prossima settimana. Ed è probabile che proprio i conti di fine mese possano dare un primo indicatore a Friedkin per il futuro. E, di conseguenza, se e come trattare l’acquisto o meno. Mentre da Houston non si esprimono in merito, Pallotta cerca nuovi soci per l’aumento di capitale: Starwood non parteciperà all’ultima tranche

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Spadafora: “Ripresa allenamenti? Decideremo a giorni”

"Ho ascoltato con grande attenzione le diverse posizioni emerse e nei prossimi giorni, dopo un confronto con il Ministro della Salute e il Comitato tecnico scientifico, emaneremo le disposizioni aggiornate in merito alla possibilità e alle modalità per una ripartenza degli allenamenti”. Così in una nota il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ufficializza la notizia del rinvio della decisione, dopo la videoconferenza con le componenti del calcio per la possibile ripresa degli allenamenti. La riunione, in videoconferenza, è durata due ore – dalle 12 alle 14 – e ha permesso, si sottolinea dal ministero, "di approfondire gli aspetti legati alla possibile ripresa degli allenamenti nella massima sicurezza per atleti e tecnici delle società sportive".

Alla riunione hanno partecipato per la Figc il presidente, Gabriele Gravina, il vicepresidente vicario, Cosimo Sibilia, e il segretario generale, Marco Brunelli; i presidenti delle tre Leghe Paolo Dal Pino (serie A), Mauro Balata (B) e Francesco Ghirelli (Lega Pro); i presidenti dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi, dell'Assoarbitri, Marcello Nicchi, e dell'Assoallenatori, Renzo Ulivieri; e infine Maurizio Casasco, presidente Federazione Medico Sportiva, Paolo Zeppilli, presidente Commissione Medico Scientifica della Figc, e Francesco Vaia, esperto della Commissione.

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Kluivert: “Non vedo l’ora di ricominciare, voglio dare il massimo per la Roma”

Protagonista di una videochat sul profilo Instagram ufficiale della Roma con Generation Amazing, ha parlato Justin Kluivert:

Come stai? 
“Sto bene, sono sicuro e sano a casa qui a Roma. Che è la cosa più importante.Tutti quanti devono stare a casa e al sicuro per tornare tutti quanti a giocare insieme”.

Come passi questi giorni di quarantena, che consigli puoi dare a chi è a casa? 
“Stara a casa, al sicuro. Di non entrare in contatto con altre persone. Ma non dimenticarsi mantenersi in forma, di allenarsi tutti i giorni, come faccio io, perché a casa si cucina molto. Faccio molte cose a casa, gioco a calcio e corro nel mio giardino. Cercate non andare a letto tardi per mantenere il ritmo normale”.

L’apporto della tua famiglia quando eri all’Ajax academy? 
“I miei sono stati molto importanti, mi hanno dato forza di fare tutto. Senza di loro non ce l’avrei fatta. Mio padre era un giocatore professionista, molti avevano la sua foto e mentre ero piccolo mi sono detto di voler diventare una stella del calcio come lui”.

Quali sono i tuoi sogni, obiettivi da raggiungere da calciatore? 
“Voglio vincere con l’Olanda il Mondiale e l’Europeo, lavoro molto duro per questo. Con la Roma speranza è di finire la stagione, sono pronto per giocare con la mia squadra e a dare il massimo. Spero di vincere un trofeo, o il campionato, chi può dirlo, il calcio è pazzo. Bisogna credere in se stessi e nella squadra e mantenersi motivati per raggiungere gli obiettivi”.

Ti abbiamo visto rappresentare la Roma in un torneo di FIFA
“È stato differente rispetto a una partita di calcio vero, ma gioco spesso a fifa con i miei amici. Per me è stato divertente perché non possiamo giocare al calcio così è stato un modo per giocare con la Roma. Non ho vinto, mi devo allenare molto”.

Un messaggio a tutte i giovani che sognano di diventare calciatori professionisti?
“Possi dire loro di iniziare con dedizione. A tutti piace giocare a calcio per divertimento all’inizio, ma intorno ai 14/15 anni molte persone devono capire occorre fare per diventare professionisti. Quello che ho fatto io, non avevo paura di dire no ai miei amici per alcune attività perché avevo nella mente il mio cammino: andare a dormire presto, allenarsi duramente, stare attento a cosa mangiavo, una delle cose più importante è la scuola. Mi impegnavo molto nella scuola, perché una volta che andavo bene a scuola potevo dedicarmi al calcio. L’educazione è molto importante. Non tutti diventato calciatori per alcuni rimane un sogno. L’educazione ti rimane e ti permette di andare di proseguire”.

La tua più grande sfida?
“La mia più grande sfida è stata quando ero piccolo e tutti mi vedevano come il figlio di mio padre, che non fossi così capace, che giocavo con l’Ajax solo per lui. Poi quando mi vedevano giocare capivano che non era solo per questo. Ma è una cosa che mi ha bruciato molto essere sempre in competizione, paragonato a mio padre”.

Un giocatore della storia che vorresti nella tua squadra?
“Sicuro con mio padre, sarebbe un gran team. A Fifa avrebbe il 100% di intesa (ride). Chi mi ha ispirato è stato Cristiano Ronaldo. Quando avevo 12 anni guardavo lui, faceva grandi cose nelle sue squadre anche quando era giovane e ha raggiunto molti traguardi perché è sempre affamato nel migliorarsi. Questo importante sia dentro e fuori dal campo”.

Hai una routine particolare prima delle partite? 
“Adesso sono solito bere caffé, per l’energia che ce ne serve molto, lo zucchero mi tiene attivo e ascolto musica nel pullman e nello spogliatoio”.

La tua partita migliore?
“Non c’è una partita in particolare. Una che ha significato molto per me è un Ajax-Feyenoord  di quando avevo 17anni”.

Un messaggio a chi sta soffrendo di solitudine in questo momento?
“Che presto questa cosa finirà, di non sentirsi soli, potete parlare con la vostra famiglia con Face-time, tenersi impegnati con allenamenti, giocando a FIFA se volete, ma non arrendetevi”.

Quale allenatore ti ha influenzato maggiormente?
Erik ten Hag, il mio primo coach all’Ajax perché ha sempre creduto in me all’età di 16 anni e mi ha portato fino in prima squadra, facendomi giocare”.

Un messaggio alla gente su come realizzare i propri sogni? 
“Coltivare i propri sogni che può essere difficile, ma non lasciatevi influenzare dalle cose che può accadere nella vita e essere concentrati sull’obiettivo. Ma ora state al sicuro e sani in casa vostra”.

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Caso Dzeko, la Roma chiarisce: “Resta qui, non rivedremo il suo contratto”

La Roma non vuole fare a meno di Edin Dzeko e non ha intenzione di ridiscutere al ribasso il suo contratto. La posizione ufficiale del club giallorosso, sulle indiscrezioni di stampa di queste ore, è chiara: "L'AS Roma è estremamente soddisfatta di come Edin stia interpretando il ruolo di capitano, ancora di più in un momento così delicato – la dichiarazione all'ANSANon c'è nessuna strategia in atto per cambiare il suo futuro, che è nella Roma, né il club ha pensato di rivedere i propri accordi con il calciatore". Inoltre, la società precisa "che le notizie in merito ad altri rinnovi di contratto, pubblicate da alcuni organi di stampa nei giorni precedenti, sono del tutto prive di fondamento".

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Fienga: “Studiamo la possibilità di ricominciare in sicurezza”

Guido Fienga sta guidando le manovre della Roma durante il periodo di crisi legato al coronavirus. L’amministratore delegato giallorosso ha rilasciato un’intervista ieri a Sky, in cui ha parlato anche del Campus Biomedico di Trigoria e del ruolo del calcio nel protocollo sicurezza per la ripresa dei campionati. Ecco le sue parole: “Come società abbiamo iniziato a studiare la possibilità di ricominciare in sicurezza la nostra attività. Abbiamo cominciato a lavorare con gli ospedali di Roma tra cui lo Spallanzani e con il Campus Biomedico di Trigoria. Con loro abbiamo analizzato il miglior protocollo possibile per atleti e dipendenti. Inoltre hanno creato un Covid center aperto al pubblico. Speriamo che possano offrire servizi a un prezzo accessibile a tutti”.

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Spadafora: “Lo sport deve ripartire. Gradualmente riapriremo gli allenamenti”

Giornata importante per lo sport e per il calcio italiano. Il ministro Spadafora oggi incontrerà i vertici della federazione italiana e discuterà il futuro della Serie A. Queste le sue parole durante il question time al Senato: “Ho chiesto che tutte le federazioni spieghino in quale modo poter riaprire in sicurezza. Oggi incontrerò alle 12:00 gli esponenti del calcio e della FIGC, in modo tale da capire entro il 4 maggio come ripartire. Dobbiamo riaprire perché lo sport è importante come valore economico e sociale ma nel rispetto della salute. Quindi gradualmente potremo pensare di riaprire gli allenamenti, per quello che riguarda i campionati e l’attività motoria all’aperto valuteremo con il comitato tecnico scientifico della Protezione Civile, consapevoli che la ripartenza vada spinta ma vada anche tutelata la salute di tutti i cittadini”.

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Kolarov: “Ho altri due anni di contratto, posso dare ancora tanto”

Nelle ultime settimane è stato accostato spesso al Bologna. Aleksandar Kolarov al momento però è ancora un giocatore della Roma, uno dei più importanti. Il terzino serbo ha rilasciato un’intervista ai microfoni di DAZN.

“Penso da tempo a cosa farò nel futuro visto che non sono un giocatore giovane. Non mi sento vecchio, però la maggior parte della mia carriera è alle spalle. Ho i miei programmi già da uno o due anni. Ora mi vedo come giocatore, posso dare ancora tanto, mi sento bene fisicamente. Sono concentrato sul campo. Dopo la fine della carriera mi vedo sempre nel calcio, è poco ma sicuro. Il ruolo oggi non saprei dirlo. Avrò altri due anni per pensarci, poi deciderò con tutta la serenità”.

Quando hai cominciato a tirare le punizioni?
Mio fratello e io da piccoli giocavamo nel nostro cortile con una palla e un cancello di legno. Questo aveva in alto a sinistra una parte che se la colpivi faceva un gran rumore e faceva arrabbiare i vicini che iniziavano ad urlare. Quindi io cercavo di colpirla in modo da farli urlare.

Che serve per calciare come te?
Talento, piede ma dipende tanto da come ti alleni. Per me è troppo importante la rincorsa, se mi metto bene col corpo vedo il portiere e la porta. Cerco di mettermi bene, vedo come posizionarmi per mettere bene il piede così il pallone lo prendo come voglio io. Se mi metto bene e mi sento comodo quando prendo la rincorsa ci sono tante possibilità che il portiere la prende dalla rete.

Il tuo idolo Mihajlovic. 
Non era solo il mio ma di tanti ragazzi quando giocava alla Stella Rossa. Io poi ho avuto la fortuna di lavorare con lui in Nazionale, quindi qualche segreto me l’ha detto sicuramente…

La tua punizione preferita?
Se devo sceglierne una mi è piaciuta tanto quella col Bologna. Era una partita che dominavamo e dopo un paio di minuti nel secondo tempo l’ho aperta io, poi l’abbiamo vinta all’ultimo secondo.

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Tagli, versamenti e sponsor solidali: “Così ripartiamo”

(LA REPUBBLICA) – In casa Roma si fanno i conti provando a quantificare i danni economici della crisi. E’ stato attuato un piano d’emergenza, con la proprietà americana costretta a rivedere i piani futuri, anche a causa della mancata cessione a Friedkin (messa in stad-by). L'ultima semestrale ha visto il consolidamento del debito a 264 milioni, con una perdita netta di quasi 87 milioni.E’ stato fondamentale il taglio stipendio di quattro mensilità da parte dei giocatori, che ha restituito al bilancio 35 milioni. Il club inoltre deve rinunciare agli introiti delle partite e del merchandising dei Roma Store. Il rilancio passa dal supporto degli sponsor che non hanno abbandonato la Roma.

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Contro il rosso in bilancio vince la linea verde

(IL MESSAGGERO) – La Lega di serie A che si compatta per provare a portare a termine la stagione(l’ultima parola l’avrà comunque il Governo), fa sì che la Roma possa continuare a sperare di raggiungere l’obiettivo quarto posto. 

La Roma, però, alla luce di un bilancio che – al netto dei 30 milioni lordi risparmiati con il taglio-stipendi (tre mensilità saranno comunque restituite negli esercizi finanziari successivi) – rischia di presentare un rosso a tre cifre, s’è già data delle linee guida da seguire nel prossimo futuro. Sia a livello d’ingaggi che per quanto riguarda il calciomercato.

Il domani passa per acquisti che non dovranno superare la soglia dei 27 anni e guadagnare più di 3 milioni. Sarà bandito l’escamotage dei bonus che spesso e volentieri sono serviti a far lievitare gli stipendi con i classici premi alla firma, alla prima presenza o in caso di salvezza del club. I benefit inevitabilmente saranno presenti ma per obiettivi reali come la vittoria di uno scudetto, di una coppa o per una qualificazione alla Champions. Traguardi che, se raggiunti, procurerebbero una soddisfazione economica reciproca per giocatori e società.

Sopra i 27 anni, l’intenzione è di muoversi sui prestiti che possano regalare qualità e esperienza, come accaduto con Smalling e Mkhitaryan. Tagli agli stipendi (intorno al 20% per permettere al club di tornare intorno ai 115 milioni lordi) ma anche una drastica sforbiciata alle commissioni per gli agenti e gli intermediari che gravano sulle casse del club per 23 milioni (solo Juve e Inter spendono di più).

Senza Champions, il club inviterà in primis Dzeko (che percepisce 6 milioni più bonus) a ridiscutere l’accordo sino al 2022 sottoscritto soltanto la scorsa estate, proponendo una spalmatura fino al 2023. Dalla risposta del bosniaco, dipenderanno molte cose. Anzitutto gli obiettivi futuri di mercato di Petrachi.