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Dzeko, fai di più. La Roma gli chiede un nuovo sacrificio

(LA GAZZETTA DELLO SPORT) – In questi tempi grami, i sacrifici sono come esami: non finiscono mai. Alla Roma hanno chiaro un quadro di fondo: se non ricomincerà il campionato e quindi se si avrà la certezza assoluta di non partecipare alla prossima Champions League, ad alcuni big saranno chiesti altri sacrifici. Primo fra tutti Edin Dzeko. Il bilancio della Roma soffrirà ancora, nonostante il taglio degli stipendi, e un contratto come quello del bosniaco, che con i bonus può arrivare a 7 milioni netti a stagione fino al 2022, pesa come un macigno. La prima strada è quella di tagliare l’ingaggio del 15%. La seconda – più classica e fattibile – è quella che porta invece alla spalmatura del contratto, allungandolo per un’altra stagione, fino al 2023. All’allenatore questa strada non dispiacerebbe. La terza pista – la meno praticabile – è quella di concedergli il cartellino gratuitamente o al massimo una buonuscita, per liberarsi subito dal peso dell’ingaggio. Inoltre è molto complicato che la Roma riesca ad andare su attaccanti giovani e dal sicuro avvenire nella prossima finestra di mercato. Morale: è assai probabile che Dzeko rimarrà, ma è atteso da un ulteriore sforzo.

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Frenata Friedkin, va avanti Pallotta

(IL CORRIERE DELLO SPORT) – Il declassamento del bond non preoccupa Pallotta, che con i suoi uomini continua a lavorare per presentare la relazione sul bilancio alla fine del mese con i conti in ordine. Il presidente provvederà a completare l’aumento di capitale, ha tempo fino alla fine dell’anno, lo farà quando sarà necessario, senza fretta. Anche se in questo momento serve liquidità. La crisi dei mercati mondiali sembra che però abbiano indotto Dan Friedkin a ripensare in modo serio alla trattativa, considerato che ancora non è possibile capire quali saranno le conseguenze della pandemia sul valore della società. Che non è certo quello di dicembre, intorno ai 710 milioni. Inoltre i rapporti tra i due imprenditori continuano ad essere buoni, ma non al punto di poter entrare in società, come era stato prospettato inizialmente durante la trattativa. Friedkin e Pallotta infatti non si sentono da settimane e il tycoon texano e i suoi uomini hanno interrotto anche i rapporti con i dirigenti di Roma.

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Roma, accordo con i club: Mkhitaryan e Smalling restano fino a fine campionato

Chris Smalling e Henrikh Mkhitaryan resteranno in giallorosso fino a fine stagione. Secondo quanto riporta Sky Sport, la Roma avrebbe trovato l’accordo con Arsenal e Manchester United per estendere i contratti dei due calciatori. La nuova intesa tra i club prevede la permanenza dei due calciatori alla Roma fino al termine di questo campionato, fermato a causa dell’emergenza Coronavirus. L’armeno e l’inglese, dunque, resteranno nella capitale oltre il 30 giugno: la nuova intesa tra i club, infatti, prevede la permanenza dei due calciatori alla Roma fino al termine di questa stagione, fermata a causa dell’emergenza Coronavirus.

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Ibanez: “Voglio far parte della storia della Roma”

Il difensore della Roma, Roger Ibanez, arrivato in prestito dall’Atalanta nel mercato invernale, si è raccontato in una diretta Facebook con Esporte Interativo: “Ero all’Atalanta e volevo giocare di più. Quando i giallorossi si sono interessati ho chiesto di parlarne e poi abbiamo deciso di venire qui. Farò di tutto per trovare spazio”

Come stai trascorrendo queste settimane in Italia con il coronavirus?

“Vivere questo momento me è stato una pazzia. Nessuno sapeva bene cosa fosse questa pandemia e quando la Roma ci ha detto di restare a casa, di uscire solo per le emergenze, è stata dura. Ci hanno passato il programma di allenamento da fare in casa, a volte facciamo esercizi in gruppo con una videochiamata. Per fortuna abbiamo mantenuto questo contatto con il resto della squadra”.

Com’è stato l’inizio della tua avventura a Roma?

“È un club grandioso, mi hanno accolto in una maniera fantastica. Anche i compagni di squadra sono stati molto gentili con me. Non c’è cosa migliore per uno che entra in un gruppo nuovo”.

Con l’Atalanta hai giocato qualche minuto anche in Champions League.

“Sì ed è stata un’esperienza incredibile, una sensazione unica. È il sogno di quando ero bambino che si realizza”.

In Italia c’è un’attenzione alla tattica unica.

“Sì, qui il gioco difensivo è completamente diverso. Ci sono allenatori per ogni reparto, con esercizi particolari. E finché non raggiungi il meglio loro insistono molto. È bello imparare osservando e parlando con gli altri difensori”.

Ci sono notizie sulla ripresa dell’attività?

“Ancora non abbiamo novità, ci dicono solo di continuare ad allenarsi e stanno cercando di avere novità dalla federazione”.

Hai voglia di tornare in campo?

“Sì, tanta. Vogliamo che finisca il campionato e per questo non vediamo l’ora di tornare a giocare”.

Qual è il tuo progetto per il futuro?

“Sono venuto alla Roma per restarci, e far parte della storia di questo club cercando di guadagnare il mio spazio e di avere tante presenze, sono sicuro che migliorerò”.

Le maggiori difficoltà in Italia?

“All’inizio soprattutto la lingua, ma per il resto è stato tutto tranquillo2.

Hai qualche giocatore al quale ti ispiri?

“Sì, è Thiago Silva. Un esempio per me e cercherò sempre di migliorare per arrivare ai suoi livelli”.

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Prima Pedro, poi l’asse con Firenze

(IL CORRIERE DELLO SPORT) – La Roma a caccia di offerte di mercato. L’emergenza Coronavirus e la crisi nel bilancio stanno obbligando il ds Petrachi a lavorare su una strategia fatta di prestiti, scambi e ingaggi a parametro zero. Attenzione allora all’asse Roma-Firenze che può regalare gli scambi Spinazzola-Biraghi e Florenzi-Pezzella, un doppio affare che andrà studiato sulle cifre, così come quello tra i giallorossi e la Juventusper il passaggio di Mandragora a Trigoria e Cristante alla Continassa, con valutazioni dei due protagonisti di circa trenta milioni. Si punta anche sul mercato degli svincolati, dove la priorità per l’attacco porta il nome di Pedro. L’attaccante potrebbe essere il rinforzo ideale nel reparto offensivo di Fonseca, pronto a fargli una chiamata non appena verranno intensificati i contatti. L’ex Barcellona ha un’offerta anche dall’Al Sadd dell’amico Xavi, ma l’idea di continuare a giocare in Europa lo stimola.

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Il giorno delle frenate. Spadafora freddo: “Nessuna certezza sulla ripresa della A”

(LA GAZZETTA DELLO SPORT) – È il giorno della frenata sull’operazione ripartenza. A poche ore dal super vertice del mondo del calcio con il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, il fronte del sì perde qualche pezzo.

Il governo resta piuttosto freddo, il ministro anche. In serata, intervenuto al Tg2, Spadafora impone un rallentamento, per non dire una fermata, della road map immaginata. “Io oggi non do assolutamente per certo né la ripresa del campionato né quella degli allenamenti il 4 maggio“.

Ma la richiesta di chiarimenti alla Figc resta. I primi due quesiti riguardano i vincoli contrattuali dei giocatori: può la Federazione produrre “effetti modificativi” sulle scadenze del 30 giugno prossimo? E può intervenire sui contratti dei calciatori in prestito o con diritto/obbligo di riscatto? Vale quanto ha già detto la Fifa? Soprattutto, terzo quesito, “quali effetti giuridici potrebbero subire calciatori e club in caso di ripresa del campionato e successiva interruzione per conseguenze derivanti da contagio Covid 19? L’assunzione del rischio di un fatto non più imprevedibile potrebbe ricadere sul club“.

E servono risposte formali anche prima di passare all’attuazione del protocollo medico disposto dalla Commissione Federale. Si sa che su alcuni punti del protocollo (in particolare, la disponibilità in tempi brevi di tamponi e test sierologici, e i comportamenti da mettere in atto nel caso emergesse una positività nel gruppo) c’è qualche dubbio.

Alla ripresa o meno del campionato è legato il tema dei diritti televisivi: al consiglio di Lega di ieri sono state illustrate le richieste delle tv (Sky, Dazn, Img) che chiedono a loro volta un rinvio dei pagamenti o un eventuale sconto sulla quota che ancora devono ai club. Lo stesso Consiglio di Lega (che vede la presenza di Udinese, Inter, Atalanta, Lazio e Milan) ha confermato all’unanimità l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva «qualora il governo lo consenta e nel rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza».

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Campagna abbonamenti rimandata

(IL TEMPO) – Dopo aver toccato quota 21.671 abbonati per l’attuale campionato, la Roma è stata costretta a rivedere i piani per la prossima Serie A: a Trigoria era già tutto pronto tra motivo del lancio, prelazioni e prezzi, ma inevitabilmente è tutto rimandato. Nell’ultimo bilancio la società giallorossa ha incassato 33,67 milioni dal botteghino. Soldi sui quali non si potrà contare il prossimo anno.

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È Fonseca l’arma in più dopo lo stop

(IL MESSAGGERO) – Si chiama Paulo Fonseca. In Serie A il tecnico portoghese – avendo allenato tre anni in Ucraina dove il torneo si ferma per due mesi durante la pausa invernale – è l’unico a sapere come ripartire dopo interruzioni così lunghe. Un vantaggio in più da giocarsi nella corsa alla Champions

La ripresa del torneo è infatti una variabile inedita in Italia che rimetterà tutto in discussione. Da allenatore dello Shakhtar, Paulo ha avuto sempre due costanti nelle ripartenze primaverili: difficoltà in Europa, ma una marcia in più nelle competizioni nazionali.

Inoltre il tecnico romanista avrà quasi tutta la rosa nuovamente a disposizione e potrà dunque far ruotare ampiamente i giocatori, con la probabile modifica delle cinque sostituzioni che aiuterà in tal senso.

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Torna Conti e si cambia: stipendi bassi e gran qualità

(LA GAZZETTA DELLO SPORT) –  Il futuro ha il volto del passato. È quello che Bruno Conti, che è tornato ad essere il responsabile del settore giovanile giallorosso. La ristrutturazione, portata avanti da Morgan De Sanctis, con il coordinamento di Zubiria, è già cominciata.

Finita l’era dei contratti faraonici ai baby che poi, a causa degli stipendi, non possono essere neppure dati in prestito. Adesso il tetto massimo sarà di 70 mila euro lordi a stagione, con la Primavera che dovrà fornire sempre più materiale alla prima squadra, senza costare molto di più di una squadra di Serie C. 

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Pallotta tiene i conti a posto per aspettare Friedkin

(LA GAZZETTA DELLO SPORT ) – La storia è nota. James Pallotta e alcuni suoi soci del patto del sindacato che detengono il controllo della Roma vogliono cedere la società ed è per questo che, se la pandemia non avesse sconvolto il mondo, adesso il magnate texano Dan Friedkin sarebbe già il nuovo proprietario del club. La trattativa si è arenata, ma potrebbe ripartire dopo l’estate. Nel frattempo Pallotta non abbandona la società, visto che la ristrutturazione che sta portando avanti Fienga lo convince. Per questo entro un mese completerà il versamento dell’ultima tranche dell’aumento di capitale già deliberato.