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Pallotta, pronto il piano B. A caccia di nuovi investitori se Friedkin “molla” la Roma

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – A. PUGLIESE) – E adesso, è chiaro, c’è da studiare un piano B. Anzi, ci si sta lavorando già su da un po’, perché l’ipotesi che il deal tra James Pallotta e Dan Friedkin alla fine possa non andare in portoacquista sempre più probabilità. Ed allora, se alla fine Friedkin non dovesse formulare neanche un’offerta al ribasso (550 milioni contro i 710 pattuiti a inizio marzo) che cosa ne sarà della Roma? Semplice, alla guida resterà JamesPallotta, ma con il piano B, appunto. Che prevede, di per sé, due scenari diversi, a seconda dello sviluppo di questi mesi.

La Roma dovrebbe chiudere il bilancio del prossimo 30 giugno con un rosso previsionale di circa 110 milioni di euro. Un fardello pesante, che si associa all’indebitamento netto del club che è di oltre 260 milioni.

È evidente che se tutta la prossima stagione si dovesse giocare a porte chiuse, il danno sarebbe grande anche in tal senso. Ed ecco anche perché entro la fine di maggio Pallotta dovrebbe mettere un’altra ventina di milioni dell’aumento di capitale da 150 milioni da onorare prima della fine dell’anno (finora il presidente ne ha versati 89). Quei soldi servono sostanzialmente a garantire la cassa ed a evitare che il capitale sociale si riduca sotto un terzo.

Pallotta, quindi, cercherà di salvaguardare il suo investimento fino alla fine, ma è evidente che anche il possibile disimpegno di Vitek nella questione-stadio sia un’ulteriore spallata alla sua fiducia. Già minata dalle resistenze che trova nel suo patto di sindacato, con alcuni soci (Starwood in testa) che non vogliono più esporsi economicamente per la Roma. E allora Pallotta ha dato mandato a Goldman Sachs di trovare nuovi possibili investitori, che possano essere interessati alla Roma. O, anche, che vogliano eventualmente dare una mano come soci di minoranza. La speranza è sempre quella che Friedkin decida di mettersi ugualmente a tavolino per trattare l’acquisto del club.

Nel caso in cui la manovra non riesca – e cioè che non si trovino neanche dei soci di minoranza – gli scenari possono portare a qualsiasi strada futura. Anche alla cessione degli asset più pregiati, nello specifico Zaniolo e Pellegrini.

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Florenzi e Riccardi: alla Roma torna il “gatto maculato”

(IL CORRIERE DELLA SERA – G. PIACENTINI) –  Piò o meno quattro anni fa, era il 6 maggio del 2016, l’allora direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini, rispondendo ad una domanda su chi avrebbe ceduto tra Miralem Pjanic e Radja Nainggolan, coniò un’espressione che meglio non avrebbe potuto descrivere le difficoltà che la Roma stava affrontando sul mercato: “Se mi riesce una manovra a coda di gatto maculato – disse -, li possiamo tenere entrambi”. La frase è diventata storica e coda di gatto maculato è diventato il sinonimo di «operazione di finanza creativa per rinforzare la squadra», magari una plusvalenza o la cessione di calciatori in esubero e con stipendi molto alti.

Nel rapporto qualità/prezzo, ad esempio, gli arrivi negli ultimi giorni di mercato della scorsa estate di Chris Smalling e Henrikh Mkhitaryan, possono rientrare nella definizione sabatiniana. Operazioni che Petrachi, rientrato pochi giorni fa a Trigoria insieme alla squadra, dopo aver trascorso tutta la quarantena a casa sua, in Puglia, dovrà ripetere nella prossima sessione di mercato. I conti della società, pubblicati nei giorni scorsi nella semestrale del club, non autorizzano a sognare e lasciano pochi margini al direttore sportivo: la missione, quasi impossibile, è la riduzione dell’abbondante rosa e del monte ingaggi, possibilmente provando ad aumentare il livello di competitività della formazione giallorossa o, quanto meno, non abbassarlo. Plusvalenze e scambi sono le strade da percorrere, escludendo, per il momento, le soluzioni più «semplici», che porterebbero alle cessioni dei calciatori top come Zaniolo e Pellegrini.

Per quanto riguarda la prima voce, gli uomini che possono far segnare un segno più ai conti romanisti sono il turco Cengiz Under, anche se il suo prezzo si è ridimensionato rispetto alla valutazione che la Roma ne faceva un anno fa, ma anche Florenzi e Riccardi. Entrambi provenienti dal vivaio, i soldi di una cessione sarebbero considerati una plusvalenza integrale: l’ex capitano, poi, ha uno stipendio di 3 milioni netti che pesa non poco sul bilancio. Il talento della Primavera, invece, è valutato circa 8 milioni di euro, tanti per un giovanissimo che ancora non si è misurato nel calcio che conta, ma forse non tantissimi soprattutto se dovesse finire in qualche scambio.

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Pau Lopez: “E’ il momento di convivere col virus, c’è bisogno di tornare a lavorare anche nel calcio”

Pau Lopez, portiere della Roma, ha parlato in diretta su Instagram al profilo ufficiale del club giallorosso:

Com’è stato il ritorno a Trigoria?
“Bello, la situazione ora è strana. Ci cambiamo in stanza e giriamo con la mascherina, rispettando tutte le indicazioni”.

Come vi state allenando?
“La squadra è divisa in gruppi, 4 calciatori per ogni campo. Noi portieri ci alleniamo due alla volta: una coppia nel primo turno e l’altra nel secondo. Per noi è cambiato poco, ma comunque dobbiamo rispettare le precauzioni”.

Cosa pensi sul ritorno in campo?
“Faccio il paragone coi negozi. Dal 18 riaprono tutti, dal 1° giugno anche i ristoranti. È il momento di iniziare a convivere col virus, noi come tutti i lavoratori. C’è bisogno di tornare a lavorare, anche nel mondo del calcio. Non ci sono solo i calciatori, ma tutte le persone che hanno bisogno di lavorare. Il virus non sparirà a breve, quindi bisognerà imparare a conviverci. Abbiamo questi due mesi per capire come convivere col virus e per farci trovare pronti per la prossima stagione. La settimana prossima inizia la Bundesliga, possiamo imparare da loro. Facciamo del calcio un luogo più sicuro, migliorando quello che è già stato fatto. E’ una cosa che nessuno si aspettava”.

Come hai scelto di fare il portiere?
“Mio padre faceva il portiere nel paesino dove abitavo. Mi è sempre piaciuto vederlo e mi sono messo in porta per lui”.

Come va con l’Italiano?
“Sono fortunato perché è simile allo spagnolo e al catalano. Quando sono arrivato con Claudio ho fatto due mesi di insegnamento. Per fortuna parlo più o meno bene”.

Come ti trovi con Mirante e Fuzato?
“Benissimo. Sono due dei migliori compagni mai avuti. Mirante mi ha aiutato molto dall’inizio, sempre col sorriso. Ha un peso importante nello spogliatoio”.

Com’è vivere in Italia?
“L’Italia è simile alla Spagna. Si trova tutto, mi trovo bene con la gente, la pasta è incredibile”.

Differenze tra calcio italiano e spagnolo?
“Qui il calcio è più tattico. Io non seguivo il calcio italiano, quando sono arrivato qui non conoscevo i calciatori ed è stato difficile all’inizio”.

La parata col Genoa a Marassi?
“La cosa difficile era che il cross veniva dalla mia destra e quando l’avversario colpisce la palla stavo andando a sinistra. Quindi mi ha preso in contro tempo”.

Più difficile quella parata o quella a Bologna?
“Quella a Bologna. La situazione era frenetica, ho dovuto scegliere in fretta di uscire. Questa è una cosa che mi ha insegnato Savorani, gli ho tolto spazio uscendo e l’ho preso di sorpresa”.

Come hai allenato la reattività a casa?
“Non l’ho allenata, è impossibile. Abbiamo fatto soprattutto esercizi di forza sulle gambe, ci mandavano un programma quotidiano, era diverso dal solito, ma era quello che potevamo fare”.

Posto preferito di Roma?
“Mi piace molto passeggiare a Villa Borghese con i miei due figli”.

Un portiere a cui ti ispiri?
“Ho provato sempre ad imparare da tutti quelli che vedevo in tv, anche oggi cerco di imparare da tutti i portieri con cui mi alleno o da quelli che vedo in tv. Non ce n’è uno in particolare”.

Hai visto la Casa di Carta?
“Si, certo. Non mi sono serviti nemmeno i sottotitoli”.

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Riccardi in partenza: lo vogliono adesso Cagliari, Sassuolo e Torino

(IL CORRIERE DELLO SPORT – R. MAIDA) – Uomo mercato a 19 anni. Alessio Riccardi si avvia a lasciare la Roma, a malincuore ma con la consapevolezza di aver fatto il possibile per meritarla. Nel momento di difficoltà economica la società è pronta ad ascoltare offerte dopo aver resistito alle lusinghe della Juventus la scorsa estate. La valutazione di partenza del giocatore è di 8 milioni, che sarebbero benedetti, per il bilancio. Il trequartista ha tre offerte dalla Serie ACagliari, Sassuolo e Torino. Bisogna solo mettersi d’accordo sulle cifre e scegliere la destinazione migliore. Non è escluso che la Roma riesca a inserire una clausola per il riacquisto, come accaduto con Lorenzo Pellegrini.

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Riecco Lovren, la Roma c’è

(IL CORRIERE DELLO SPORT – R. MAIDA) – Ridimensionamento sì, però con stile. Nel suo percorso obbligato di risanamento, la Roma cercherà in primis di piazzare esuberi come Pastore, Juan Jesus, Fazio e Perotti. Andranno via anche alcuni giocatori in prestito, come Kalinic e Smalling. Vista la difficoltà nel trattenere l’inglese Petrachi ha virato su Dejan Lovren, che ha il contratto in scadenza con il Liverpool e con tutta probabilità lascerà i Reds in estate. Il croato è in cima alla lista del d.s. romanista insieme a Todibo, che il Barcellonariprenderà probabilmente dallo Schalke per poi mandarlo un altro anno a giocare in prestito. L’unica condizione che i giallorossi non sarebbero disposti ad accettare è l’obbligo di riscatto.

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Zappacosta e Pastore, finalmente!

(IL CORRIERE DELLO SPORT – J. ALIPRANDI) – È cominciata ufficialmente la Fase 2 della Roma, ma anche di Davide Zappacosta e Javier Pastore, che ieri finalmente sono tornati al Fulvio Bernardini senza infortuni. I due per la prima volta si sono allenati senza avere quei problemi fisici che si portavano dietro dall’inizio della stagione. Il terzino è fermo dal 4 ottobre per la rottura del crociato, ma adesso è pienamente ristabilito e ha la fiducia di Fonseca. La stessa fiducia il tecnico la ha data a Pastore, che è stato però bloccato dai soliti problemi fisici. Adesso però il Flaco ha avuto tempo di lavorare e lo ha fatto con grande attenzione, anche grazie al costante aiuto dei preparatori atletici giallorossi. Adesso il problema sembra risolto e lavora con tanto ottimismo.

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Tor di Valle, il magnate ceco non compra più

(IL MESSAGGERO – L. DE CICCO) – Ennesimo ostacolo per il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Sembrava quasi fatta, prima dell’emergenza virus, invece è congelata la trattativa per l’acquisizione delle società di Luca Parnasi – e dei terreni dell’ex ippodromo dove dovrebbe nascere l’impianto – da parte di Radovan Vítek, imprenditore ceco e azionista di maggioranza di CPI Property Group. A confermare lo stop è Martin Nemecek, direttore generale di CPI: “L’operazione è ora completamente rinviata. Abbiamo discusso, ma non abbiamo assunto alcun impegno – le sue dichiarazioni di ieri -. Alle condizioni finanziarie di cui avevamo parlato, non è possibile concludere l’accordo!.

A fine dicembre, in gran segreto, durante le vacanze di Natale, gli emissari di Vitek si erano presentati al Comune di Roma, nella sede del dipartimento Urbanistica. Un primo, informalissimo, meeting per chiedere informazioni sulla complessa operazione stadio, che tra rimpalli, errori tecnici e arresti si trascina dal 2013. I dirigenti del Campidoglio, all’epoca, non si erano sbilanciati. Agli uomini dell’imprenditore ceco – che con la sua Cpi aveva inizialmente previsto un investimento di 400 milioni per l’ex gruppo Parnasi – era stato spiegato ufficiosamente che una bozza della convenzione urbanistica era stata faticosamente redatta dopo mesi di trattative con i delegati di James Pallotta e di Parnasi.

I NODI Un confronto che si era concluso con un compromesso: rimandare il problema principale del progetto stadio alla prossima consiliatura, dopo le elezioni comunali del 2021. Insomma, al prossimo sindaco. Il nodo è la viabilità, che con la costruzione del nuovo impianto e del mega-complesso di negozi, uffici e alberghi rischia di mandare in tilt il quadrante Sud di Roma, come hanno certificato anche gli esperti del Politecnico di Torino. I privati avrebbero voluto allentare il vincolo della «contestualità» tra opere private e pubbliche, in particolare per le corse della malandata ferrovia Roma-Lido, che dovrebbe viaggiare con un treno ogni 3 minuti e mezzo (oggi ne passa uno ogni 20 minuti). Il vincolo della «contestualità» però alla fine è rimasto, anche se la bozza della convenzione prevede che si faccia un check sullo stato di avanzamento dei lavori un anno prima del termine. Cioè intorno al 2022-2023, sempre che il progetto vada avanti. A quel punto, se ci sarà uno scostamento non imputabile direttamente al soggetto proponente, si proverà a trovare una soluzione. Quale? Non si sa. Ma come detto, sarebbe affare del prossimo sindaco. Il vero nodo è politico: la maggioranza di Virginia Raggi è spaccata sul progetto. Anzi, prima delle elezioni del 2016 ilM5S bocciava completamente l’operazione. I tecnici del Dipartimento Urbanistica hanno ormai terminato il lavoro. Ora la palla è passata ai politici. Ma è un dossier che più d’uno, tra i grillini del Campidoglio, non vorrebbe riaprire prima delle elezioni.

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Roma al primo giorno di scuola: “Bello anche solo correre”

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – A. PUGLIESE) – Non è stato proprio come il primo giorno di scuola, ma per alcuni versi ci siamo andati anche vicini, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

Nel senso che già solo varcare di nuovo il cancello di Trigoria, dopo quasi due mesi di assenza è stato emozionante. “Già solo rientrare a Trigoria, correre in un campo, è un’altra storia – ha detto ieri Diego Perotti –. Voglio tornare a giocare e finire la stagione. Giusto farlo in sicurezza, senza dimenticare le tante vittime del coronavirus e le famiglie messe a dura prova dal rischio della perdita del lavoro“.

Il primo ad arrivare a Trigoria è stato Pau Lopez, verso le 9. Poi tutti gli altri, a seconda dei vari gruppi. Già, perché i 29 giocatori scesi in campo a Trigoria sono stati scaglionati in tre gruppi diversi (il primo ha iniziato ad allenarsi su due campi alle 9.30, il secondo alle 10.45 e il terzo alle 12).

A parte il solo Zaniolo, che ha proseguito nel suo programma di recupero. A cavallo dei due campi di allenamento c’era Fonseca, che ha seguito così il lavoro (proprio mentre in ogni campo c’era un componente dello staff tecnico, uno dello staff medico e un fisioterapista). I giocatori si sono spogliati nelle proprie camere, dove si sono fatti anche la doccia prima di tornare poi a casa (lasciando gli indumenti in sacchetti sigillati). Con tanto di pranzo, trovato proprio davanti alla porta della camera. Tra un gruppo e l’altro, poi, igienizzazione di palloni, coni, porticine e paletti, con i giocatori che hanno ritrovato subito anche il contatto con la palla.

Si andrà avanti così almeno fino al 18 maggio, quando a Trigoria sperano di poter riprendere gli allenamenti in forma collettiva. Da quel giorno, poi, facile anche che Fonseca possa dar vita a un piccolo laboratorio tattico, magari svoltando anche verso la difesa a tre. Se non in forma definitiva, anche come soluzione alternativa valida per la ripresa del campionato.

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Piano Roma, il tris delle plusvalenze

(IL CORRIERE DELLO SPORT – J. ALIPRANDI) – Sarà un mercato complicato per tante squadre italiane ed europee, lo sarà specialmente per la Roma che è alle prese con il solito problema delle plusvalenze. Il mancato passaggio di proprietà ha complicato i piani di Petrachi, costretto a cedere qualche giocatore importante per provare a sistemare il bilancio in perdita. La Roma non vuole privarsi di giovani promettenti come Zaniolo, Pellegrini, Diawara e Mancini, ma per altri ragazzi il discorso è molto diverso. Kluivert e Under sono i sacrificabili della rosa giallorossa per ricavare delle plusvalenze che serviranno come il pane se la Roma non dovesse rientrare in Champions per il secondo anno consecutivo.

Tra i cedibili in casa Roma ci sono Fazio, Pastore, Perotti e Bruno Peres. Ma se dovesse arrivare anche un’offerta per Spinazzola, Petrachi la valuterebbe attentamente. Il terzino era stato già “scaricato” a gennaio quando era a un passo lo scambio (poi saltato) con Politano, ragion per cui se arrivasse un’offerta importante la Roma inevitabilmente ci penserebbe. Ovviamente dall'ex Juve, messo a bilancio 30,8 milioni, non si ricaverebbe una plusvalenza importante, ma quantomeno il diesse risparmierebbe sull’ingaggio da tre milioni netti a stagione. Il Bologna già dallo scorso inverno ha invece messo Juan Jesus nel mirino, Petrachi ha sondato il terreno per arrivare a Takehiro Tomiyasu, terzino ventiduenne alto 1,88 m e che guadagna solamente 800mila euro. A proposito di terzini, Petrachi vorrebbe anche riuscire a realizzare una plusvalenza con Florenzi che a fine stagione rientrerà dal prestito sfortunato al Valencia e sarà nella lista dei cedibili. 

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Occhi su Miranchuk se Micki non resta. Attesa per Smalling

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – A. PUGLIESE) – Ci sarà comunque da faticare. E non poco, nonostante ci si stia lavorando su da parecchio. Perché la voglia della Roma è di tenere sia Mkhitaryan sia Smalling anche per la prossima stagione, ma le possibilità che il doppio colpo riesca sono esigue.

Per entrambi è difficile, ma molto di più per il difensore centrale. Che ha una situazione contrattuale diversa dall’armeno (scadenza 2022 per Chris, 2021 per Henrikh). Tra l’altro, entrambi i giocatori resterebbero volentieri nella Capitale. Ma mentre Smalling ha legato il suo futuro alla qualificazione alla prossima Champions (anche per giocarsi le chance di tornare nel gruppo della nazionale per gli Europei), per Mkhitaryan la coppa da giocare nella prossima stagione non farebbe grande differenza.

Molto del mercato della Roma dipenderà proprio da queste due pedine. Si cercherà di riempire due caselle: un vice-Dzeko e un terzino destro, considerando che non ci si può affidare a Zappacosta (che non gioca da oltre sei mesi) e che gli altri non entusiasmano Fonseca (Florenzi e Bruno Peres, Santon invece resterà per fare il vice).

Dalla Russia è rimbalzata anche la voce di come la Roma sia interessata (con il Siviglia) ai gemelli Miranchuk del Lokomotiv Mosca (più Aleksey che Anton), valutati tra i 13 ed i 15 milioni l’uno. Non dovesse restare Mkhitaryan, potrebbero essere un’idea. Mentre al posto di Smalling potrebbe arrivare il giovane Todibodal Barcellona.