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Schick in rampa di lancio, vicino l’accordo per la cessione al Lipsia

(GAZZETTA.IT – C. ZUCCHELLI) –  Lipsia e Roma sono nella fase decisiva – e quindi delicatissima – della trattativa per il riscatto di Schick. L’attaccante, che un anno fa era stato valutato a Trigoria 29 milioni (nel 2017 il costo del cartellino era di 42), adesso potrebbe essere venduto in Germania, e restare nel campionato che tanto ama, per qualcosa in meno. La Roma, infatti, è disposta a scendere fino a 24-25 milioni, purché il Lipsia li paghi in un’unica soluzione. La base dell’accordo è questa, ci stanno lavorando i dirigenti romanisti e tedeschi, oltre a Pavel Paska, l’agente di Schick. 

Il giocatore, d’altronde, ha espresso la sua volontà da tempo: vuole restare al Lipsia (20 presenze, 7 gol e 2 assist). Il modo in cui parla della Bundesliga, poi, fa capire come il campionato tedesco lo abbia conquistato, anche se domenica è arrivata qualche critica per il gol fallito contro il Friburgo: “Sono entrato nel finale – spiega Schick -, ma se la partita fosse stata chiusa (risultato 1-1, ndr) non avrei neppure giocato, visto che tutta la settimana precedente avevo convissuto con il mal di schiena. Sono ovviamente entusiasta per la ripresa, anche se altrettanto ovviamente non è tutto come prima e mi dispiace. Ma le motivazioni non mi mancano: giochiamo per i nostri contratti, per il titolo o per la retrocessione. Abbiamo cominciato per primi un campionato davvero importante in Europa, ci guardano tutti, tutto il mondo del calcio è concentrato su di noi”.

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Veretout, ipotesi Napoli. Il rebus dei tanti esuberi

(IL CORRIERE DELLO SPORT – G. D'UBALDO) – La Roma si prepara ad affrontare un mercato complesso. La campagna acquisti e cessioni sarà difficile per tutti, con quasi tutte operazioni di scambi, plusvalenze, prestiti e parametri zero. Di soldi ne gireranno pochi, ma la Roma spera di incassarne per mettere a posto i conti ed evitare cessioni dolorose, come quella di Zaniolo e Pellegrini. Così uno dei giocatori sacrificati potrebbe essere Veretout. Il francese piace al Napoli, che sembra intenzionato a cedere Allan, per il quale pare ci sia l’interessamento del Paris Saint Germain. Tra i candidati alla sostituzione del brasiliano c’è il francese della Roma, che il Napoli aveva già cercato la scorsa estate.

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Fonseca chiede quattro innesti. In uscita quindici giocatori

(LA REPUBBLICA – M. PINCI) – Quattro nomi per il futuro. Al tramonto della sua prima stagione romanista, mozzata come quella di tutti dalla pandemia, il tecnico Paulo Fonseca è già proiettato sulla prossima.

E per poter competere ha chiesto 4 innesti. La lista è blindata, ma le posizioni sono note: un difensore centrale, un terzino destro, un centravanti. Il quarto acquisto sarebbe una conferma: Henrikh Mkhitaryan, la stella che la Roma è riuscita a regalargli la scorsa estate prelevandolo in prestito dall’Arsenal. Forse, l’unico vero desiderio irrinunciabile nella fantasia del tecnico. Il club ha già fatto presente che di prime scelte potrà acquistarne una, forse due se le condizioni lo permetteranno.

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Da Pedro a Vertonghen, la Premier nel mirino

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – A. PUGLIESE) –  Occhi sulla Premier. La Roma sta mettendo su tutta una serie di idee che, in qualche caso, si sono già trasformate in tentativi. Toccherà a Baldini intavolare alcune trattative e cercare acquirenti, perché oltre comprare la Roma butta un occhio alla Premier anche per vendere, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

Il pezzo forte su cui sta lavorando la Roma è Pedro, che piace tanto a Fonseca per le sue qualità tecniche, la sua esperienza e la sua abitudine a vincere. Lo spagnolo è in scadenza col Chelsea ma vorrebbe restare sulla linea dei 5 milioni a stagione.

Nel mirino c’è anche Kean, che piace per forza. qualità fisica e tecnica, oltre che per la possibilità di coprire due ruoli: esterno d’attacco o centravanti. Mino Raiola sta lavorando ad un prestito con diritto di riscatto a 20-22 milioni.

Sempre in Inghilterra piace Vertonghen, anche se la Roma proverà a tenereSmalling. A Baldini piace anche Lovren, che però non sembra convincere né Petrachi né Fonseca.

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Roma, adesso puoi sorridere: Zaniolo è tornato e tira in porta

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – M. CECCHINI) – 

Nicolò Zaniolo a quattro mesi dall’intervento al ginocchio destro per la rottura del legamento crociato anteriore già ha ripreso confidenza con la palla e ha provato di nascosto anche a fare qualche tiro in porta, nonostante la parola d’ordine congiunta dello staff medico e dello staff tecnico sia chiara: per non correre rischi, nessuna fretta, scrive Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Suo padre, Igor Zaniolo, spiega: “Si sente un leone in gabbia. Pensi che l’altro giorno, che Fonseca aveva dato la giornata libera alla squadra, Nicolò in casa ha fatto una doppia seduta di allenamento. Tutti a Trigoria sanno che devono frenarlo e glielo dico anche io, perché uno con la sua muscolatura, così potente, deve fare le cose gradualmente”. Il professor Mariani, che lo ha operato presso la clinica Villa Stuart di Roma, continua a seguirlo: “Sta rispettando perfettamente i tempi di recupero che avevamo previsto per lui nelle tabelleLui è un talento naturale, perciò non mi sorprende che sia già tornato a toccare il pallone. D’altronde, fin dal momento del suo infortunio, è stato sempre focalizzato sul rientro in campo”.

L’avvenire è legato strettamente all’andamento dei conti del club. La Roma non intende cederlo, ma è ovvio che, finanziariamente parlando, tutto sarà più chiaro più avanti. In questo senso, sono tante le società alla finestra, anche se fra queste si è già chiamata fuori il Liverpool. L’impressione è che i giallorossi stringeranno i denti e proveranno a blindare Nicolò, che peraltro si trova benissimo in città e con la squadra. Ma il calcio va veloce sotto tutti i punti di vista. E in fondo anche per questo Zaniolo già tocca la palla con la stessa delicatezza con cui pensa al futuro

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Totti: “La Roma un sogno che mi sono tenuto stretto. Ilary mi spingeva verso il Real Madrid”

"La Roma è stato un sono che mi sono tenuto stretto". Francesco Totti ricorda con grande orgoglio la sua storiad'amore con la Roma, partita da quando era ancora un ragazzo e terminata due anni fa. L'ex capitano giallorosso ha rilasciato un'intervista alla rivista spagnola "Libero" raccontando il suo rapporto con la città e i tifosi, e della trattativa saltata per sua volontà con il Real Madrid. 

"Nella vita quotidiana poche volte mi sono goduto Roma. Tanti monumenti, tante strade, tante cose fino a oggi non le ho ancora viste. Per esempio il Colosseo l’ho visto tre o quattro anni fa. Una cosa surreale. Io a via del Corso sono trent’anni che non ci vado, l’ultima volta avevo 18 o 19 anni". Fino a ieri: perché Totti con cappello e mascherina protettiva è riuscito a girare in incognito per le vie della capitale insieme a sua moglie Ilary.

"Non posso fare una passeggiata, non posso andare al cinema, devo entrare quando il film è iniziato. Sono cose surreali. Però mi piace, mi ci sono abituato, mi fa piacere. Certo, poi ci sono momenti in cui vorresti stare per conto tuo, respirare un po’ di più: sono un essere umano anche io. Questo 'problema' però inorgoglisce perché il rapporto con i romani va oltre il calciatore. Essere cresciuto con una squadra sola mi ha aiutato a capire tante cose reali di Roma. È speciale per me perché sono sempre stato tifoso della Roma, è sempre stato il mio sogno giocare con il numero dieci e la fascia di capitano. Una volta ottenuto questo sogno me lo sono tenuto stretto. Roma per me è la città più bella del mondo. Mare, montagna, sole, amici, parenti. Per me è una città che non cambierei con nessun'altra al mondo”.

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Mkhitaryan: “La Roma è fantastica, sarebbe bello restare”

Il trequartista è stato intervistato dall’Ambasciata italiana in Armenia, ecco le sue parole.

In una recente intervista hai parlato dei tuoi piani per restare Roma. Che livelli vuoi raggiungere, la Champions? 
Dal primo giorno che sono arrivato a Roma mi sono trovato bene, con al squadra, la città, era tutto fantastico. Ovviamente sarebbe bello restare qua. L’obiettivo principale sarebbe la Champions, e ovviamente giocare e vincere dei titoli.

Hai giocato in Ucraina, Germania e Inghilterra, ora sei in Italia. Cosa ti ha dato la Serie A?
Paragonandola al calcio inglese, tedesco e ucraino, ha le sue particolarità. Alcuni la sottovalutano, ma è molto interessante giocare qui. Non è forse come 20 anni fa, ma sono sicuro che il campionato stia continuando a crescere e anche la scelta del prestito dell’anno scorso parla da sé. Sono molto felice di essere qui, giocare in Italia con questi tifosi è davvero incredibile. Avevo sentito molto sul fatto che i tifosi qui fossero pazzi in senso buono, ma non potevo credere che fosse davvero così. Sono molto soddisfatto di giocare per la Roma e di avere questi tifosi. Non è un segreto che il successo di ogni giocatore in campo dipenda anche dai suoi compagni e da una collaborazione efficace tra di loro.

Raccontaci qualche aneddoto sui tuoi compagni. 
Ovviamente una buona performance non si basa solo su di te, dipende anche da tutti gli altri perché non puoi vincere una partita da solo. Devi vincere con 11 giocatori più quelli in panchina, perché il calcio è uno sport di squadra. Non puoi pensare: “Ok, oggi gioco da solo, dipende tutto da me”. No, dipende da tutta la squadra. Cerco di fare del mio meglio per aiutare i compagni e loro fanno lo stesso per me. Dal primo giorno che sono arrivato sono rimasto impressionato da alcuni giocatori, dei livelli che non avevo visto in Germania, Inghilterra o Ucraina. Non farò i nomi ma dico che abbiamo dei grandi talenti, dei grandi calciatori che possono raggiungere livelli altissimi e spero che con le loro qualità potranno aiutare la Roma per raggiungere gli obiettivi.

La situazione più divertente nella quale ti sei trovato in Italia? Anche gli italiani come gli armeni hanno un grande senso dell’umorismo…
Gli italiani con la loro mentalità sono molto simili agli armeni ed è una cosa buona per me perché mi trovo molto bene con loro e mi rende la vita più facile. Di cose divertenti ne sono accadute, la prima è stata mentre stavo prendendo il volo, il 2 settembre, per viaggiare da Londra a Roma. Ero seduto in aereo e l’assistente di volo è venuto da me e mi ha chiesto: “Hai già firmato con la Roma?” e io gli ho risposto: “Beh, come vedi sto andando a Roma a vedere se firmare o meno”. Quando sono sceso dall’aereo c’erano tantissimi giornalisti e ho chiesto all’ufficio stampa della Roma: “Non ho ancora firmato, perché c’è tutta questa gente con le telecamere che si aspetta che dica qualcosa sulla Roma?”. E mi ha risposto che l’Italia va pazza per il calcio, quindi sarei dovuto essere pronto per queste cose. Forse ora la storia non è così divertente ma comunque ti dice molto: ero in una situazione in cui io stesso non sapevo se avrei firmato o meno con la Roma, ma tutti già lo davano per scontato.

In che modo la tua famiglia ti sprona ad essere più motivato?
Anche prima di sposarmi avevo la famiglia che mi motivava, mia madre mia sorella, ma anche mio cugino, i miei amici. Io gioco a calcio per me stesso ma voglio che anche loro siano felici. Se gioco bene significa che staranno bene anche loro. Il livello successivo è stato quando mi sono sposato ed è nato mio figlio. Ogni volta che vado agli allenamenti penso a loro. Sfortunatamente non ho ancora giocato una partita dalla sua nascita, ma spero che presto ci saranno altre gare. Durante gli allenamenti penso sempre a loro, penso ad allenarmi e a giocare con più impegno.

Impossibile evitare l’argomento della buona cucina…
Quando ho iniziato ad assaggiare il cibo qui, in tanti ristoranti ho pensato: “Oh mio Dio”. In tutto l’anno che ho passato qui ho provato un sacco di cose e tutto ciò che ho assaggiato è stato fantastico. Certamente anche questo può spronarti, perché ti dici che ti sei allenato e hai giocato e poi puoi goderti la vita in Italia.

Qual è il tuo prossimo obiettivo nel calcio a livello personale? 
Ho già ottenuto molto, ma per me quello è il passato. Voglio di più per l’anno prossimo, non mi restano molti anni in carriera ma sono sicuro che sto facendo del mio meglio per raggiungere i miei obiettivi. Alla fine dalla tua carriera tutti penseranno a cosa hai fatto per le squadre, cosa hai vinto, come hai giocato… Quindi per me è molto importante lasciare un ricordo positivo: vincere qualcosa, un titolo, fare qualcosa di buono per la squadra.

C’è qualche gergo particolare per il calcio italiano? 
L’italiano è una lingua splendida e quando ero giovane avevo l’obiettivo di impararla, ora ho questa opportunità. Grazie a Dio sto andando bene, anche gli altri sono soddisfatti del mio italiano e ho già fatto delle interviste. In più è molto più facile parlare con i compagni perché non ti servono frasi lunghe, dici solo un paio di parole. Non è facile, ma credo che il modo in cui mi sono dedicato allo studio dell’italiano sia ottimo, anche grazie alle persone che mi hanno aiutato.

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Brivido Roma: bilancio in rosso e Friedkin sparito

(LA REPUBBLICA – M. PINCI) – L’ultimo contatto diretto risale alla settimana prima del lockdown. Poi, più nulla. Anche a Boston ormai si sono arresi: la trattativa tra James Pallotta e Dan Friedkin per la cessione della Roma è saltata. Almeno alle condizioni che erano state impostate tra l’autunno e l’inverno: la pandemia di Covid 19 ha colpito anche quell’affare e magari il magnate texano avrà benedetto di aver temporeggiato quando avrebbe potuto chiudere. Il motivo è molto semplice: automotive, entertainment e turismo di lusso, i tre pilastri sui quali ha costruito il proprio impero, sono probabilmente i settori più colpiti dal dilagare del virus. Ovviamente tutto ciò non esclude che la situazione possa riaprirsi, visto che l’interesse di Friedkin era concreto. Le condizioni però andrebbero riscritte da capo o quasi.

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Lorenzo e Nicolò, gli intoccabili

(IL CORRIERE DELLO SPORT – R. MAIDA) – Tentazioni ed emozioni da una parte. Necessità e orgoglio dall’altra. Zaniolo e Pellegrini sono un capitale umano e tecnico di cui la Roma non vorrebbe privarsi. Né loro, i due diamanti della casata, spingono per andare via, tutt’altro. Eppure le vie del calciomercato potrebbero portare a una separazione dolorosa. Se non con entrambi, almeno con uno dei due. Fienga e Petrachi stanno lavorando per evitare il sacrificio e al momento sperano di farcela. La ripresa del campionato in questo senso aiuterebbe, generando un minimo di flusso di cassa. Se i due dovessero rimanere nella Capitale potrebbero entrambi rinnovare fino al 2025. Gli stipendi verrebbero alzati secondo il nuovo tetto salariale: 3 milioni più bonus. Ma per questo proprio non c’è fretta. Fienga deve prima tagliare per poi reinvestire.

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Fonseca rivede il “gruppo” ma con palla

(IL MESSAGGERO – S. CARINA) –  La normalità può attendere anche se la politica dei piccoli passi è in atto. Mentre in giornata calciatori e staff saranno sottoposti al quarto ciclo di tamponi grazie alla collaborazione con il Campus biomedico, ieri il Consiglio di Lega svolto in videoconferenza ha dato il via libera alle squadre di Serie A per gli allenamenti di gruppo. Da domani a Trigoria (visto che le linee guide saranno approvate nel pomeriggio alle 15) sarà possibile assistere a qualche esercizio in più, magari effettuato in piccoli mini-raggruppamenti con la presenza più frequente del pallone, mantenendo tuttavia il distanziamento sociale che per l’attività sportiva è fissato sempre in 2 metri.

L’intenzione di Fonseca – anche in previsione di una ripartenza della serie A a metà giugno – è comunque quella di aumentare gradualmente i giri prestando la massima attenzione a non forzare troppo.

Con il Premier Conte che sabato ha preso tempo sulla ripresa del torneo, è chiaro che stilare tabelle non è proprio il caso. Ma a Trigoria si lavora come se il campionato dovesse riprendere nel weekend del 13-14 giugno. E quello che attende la Roma sarà una sorta di tour de force: 12 partite in 50 giorni (se la serie A si concluderà il 2 agosto),con quattro trasferte nelle tre regioni italiane più colpite dal Covid-19. Ultimato il campionato, partirebbero poi le coppe europee con i giallorossi attesidalSiviglia.Servepresentarsi incondizione.Emagaricon larosa alcompleto.