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Baluardo Mancini, la Roma lo difende

(IL CORRIERE DELLO SPORT – R. MAIDA) – […]  Ecco l’ultimo baluardo. In un flemmatico doppio senso, Gianluca Mancini rappresenta un punto di non ritorno per la Roma. Se un attaccante avversario lo supera, difficilmente la squadra eviterà un gol. Se la società deciderà di venderlo, sarà l’extrema ratio per difendere Zaniolo e Pellegrini. Il piano di Fienga prevede che i giocatori rimangano a Trigoria almeno 24 mesi prima di essere ceduti, ma questa sarà un’estate particolaree non solo per colpa degli errori gestionali del passato. Al momento comunque l’entourage del difensore non ha avuto segnali di cessione imminente, mentre qualche avvisaglia c’è stato per un altro assistito di Riso, ovvero Cristante, che la Juventus vorrebbe inserire nello scambio con MandragoraMancini invece non è stato coinvolto in nessuna trattativa al momento e ciò significa che la Roma lo considera un patrimonio tecnico, oltre che economico, del quale privarsi solo in caso di impellente necessità.

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Pellegrini, il futuro è da leader

(IL MESSAGGERO – S. CARINA) –  Se volesse andare via, impiegherebbe poco a salutare. Lorenzo Pellegrini, 24 anni il prossimo 19 giugno, rimane un affare per tanti. Clausola di 30 milioni, esercitabile dal 1 al 31 di luglio, pagabile in due tranche. Fortuna vuole che davanti a possibili scenari nefasti ci sia quella congiunzione “se”che, al momento, fa tutta la differenza del mondo.

Nel quadro d’incertezza che pervade la Roma, costretta suo malgrado all’ennesima rivoluzione estiva per sistemare un bilancio deficitario, una delle poche sicurezze alle quali aggrapparsi è proprio Lorenzo.

Se il campionato non dovesse ripartire gli scenari potrebbero cambiare radicalmente e in quel caso il club potrebbe vedersi obbligato a prendere decisioni (per lui e/o Zaniolo) che ad oggi non vuole nemmeno prendere in considerazione. Per questo motivo, aspettando di capire l’evoluzione degli eventi, anche per il rinnovo del contratto è un momento di attesa.

Il fatto che la dirigenza voglia avere un quadro più chiaro di come potrà muoversi in futuro per poi confrontarsi con il ragazzo e andare avanti insieme, combacia con la volontà del calciatore. Che tra l’altro avendo un contratto (con scadenza nel 2022)che si autoalimenta da solo (grazie ai bonus che può raggiungere in una stagione legati ai gol, agli assist o alle presenze che poi diventano la base dell’annata successiva) non ha fretta.

Se è nel prossimo futuro che Pellegrini assumerà i gradi di capitano, già nel presente sta costruendo la sua credibilità all’interno dell’universo giallorosso. È stato lui la voce della Roma nei rapporti (quasi) quotidiani con l’Aic diTommasi e Calcagno. Ed è toccato sempre al numero 7, sia farsi promotore col gruppo del rispetto delle regole nella quarantena che dettare le linee-guida (insieme a Dzeko, Fazio e Kolarov) per l’intesa con la società riguardo agli stipendi (rinuncia a marzo più spalmatura delle restanti tre mensilità negli esercizi finanziari successivi). Leader si diventa anche così. In silenzio.

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Trattenere Smalling, missione quasi disperata

(IL CORRIERE DELLA SERA – G. PIACENTINI) – 

Chris è straordinario, è adorato dai tifosi ed è uno dei leader dello spogliatoio. È una persona incredibile, so che vuole rimanere alla Roma e io farò qualsiasi cosa per trattenerlo“.

Non ha bisogno di troppe interpretazioni il pensiero di Paulo Fonseca riguardo a Smalling. Il centrale inglese è la sua priorità anche in vista del prossimo anno, ma la grande stagione del difensore da una parte e le richieste sempre del Manchester United per il riscatto dall’altra, hanno complicato notevolmente le cose per una permanenza del giocatore nella Capitale. 

Una trattativa che nei primi mesi della stagione sembrava poco più di una formalità, rischia di diventare una montagna troppo alta per il d.s. Gianluca Petrachi, che dovrà fare i conti con un bilancio in rosso. Per questo i 20 milioni che lo United valuta oggi Smalling sono considerati troppi, e per lo stesso motivo negli ultimi giorni il calciatore è stato accostato (proposto?) a Juventus e Inter, che hanno maggiore disponibilità e devono sistemare il reparto. La società giallorossa cercherà in tutti i modi di trattenerlo – lui e la moglie si trovano benissimo a Roma – ma sta guardandosi intorno in caso di fallimento della trattativa.

Un nome tornato prepotentemente di moda è quello del croato Dejan Lovren, che già la scorsa estate era stato vicinissimo alla Roma, ma poi non se ne fece più niente. Anche il piano B è una vecchia fiamma. Si tratta di Jan Vertonghen, centrale belga di 33 anni che a fine stagione si libererà dal Tottenham a parametro zero.

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Kean-Roma, i tifosi spaventati per… Zaniolo. Il padre: “Tranquilli, Nicolò lo aiuterà”

(CORRIEREDELLOSPORT.IT – J. ALIPRANDI) – Moise Kean nel mirino della Roma, ma i tifosi giallorossi storcono il naso per la sua esuberanza fuori dal campo che lo ha portato all'esclusione dall'Europeo Under 21 insieme a Zaniolo. Proprio il ritorno della coppia preoccupa i sostenitori della Roma. Il padre di Zaniolo però – intervistato dal CorrieredelloSport.it – rassicura: "Nicolò mi ha detto che Kean che è un bravissimo ragazzo, a prescindere da qualche comportamento fuori dalle righeÈ normale che dovrà un po’ trattenere la sua esuberanza. I ragazzi sono giovani, avrebbero voglia di fare cose normali, ma non possono perché sono al centro dell'attenzione". A cominciare dalle infinite partite alla Playstation, grande passatempo dei giocatori ma che ha portato anche problemi ai due ragazzi in Nazionale: "Le cose bisogna farle in due, e in quel discorso ci è entrato anche mio figlio: Nicolò ha capito gli errori fatti e, qualora Moise dovesse approdare alla Roma, spero possa aiutarlo a superare questa fase. Anche perché Kean se sta bene con la testa può diventare tra i migliori attaccanti d’Europa". La festa organizzata nel suo appartamentodurante la fase di isolamento in Inghilterra però ha scatenato molte polemichesugli atteggiamenti del ragazzo: "Quello è stato un po’ più grave, soprattutto per il dovere che hanno i giocatori di dare il buon esempio. Ma se la Roma riuscisse a fare questo acquisto e Moise riuscisse a frenare questa esuberanza, sarebbe un giocatore top. Potrebbe giocare ovunque: sulla fascia, come centravanti, anche insieme a Dzeko. E ha solo vent'anni…"Rassicurazioni quindi da parte di Igor Zaniolo, convinto che l'arrivo dell'ex Juve non possa penalizzare il talento giallorosso: "Nicolò non vuole fare passi indietro e tornare a quel famoso Europeo. Si è sempre comportato bene, quello step l’ha superato e spero possa aiutare anche Moise".

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Diawara: “Lo scetticismo era normale, ma non ho deluso i tifosi. Ora l’obiettivo è la Champions”

Amadou Diawara, centrocampista della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Roma Radio:

Come hai vissuto questo periodo così particolare?
“Sto vivendo questo periodo come tutti, con un po’ di stress. Non vedo l’ora che finisca questo brutto periodo. Sono rimasto a casa seguendo le direttive del Governo”.

Com’è la situazione in Africa?
“Il virus ha colpito anche la Guinea, ma la situazione al momento sembra sotto controllo. Ho sentito mio padre e le mie sorelle, mi dicono che la situazione si sta risolvendo piano piano. Ci sono meno casi rispetto all’Italia, ma il virus ci ha comunque colpito, però è sotto controllo”.

Quanto conta per una squadra di calcio far parte in modo concreto del tessuto sociale al quale appartiene?
“La Roma si è comportata da grande squadra con quello che ha fatto fuori dal campo durante l’emergenza. Il calcio è lo sport più seguito al mondo e deve dare il suo contributo anche in queste situazioni”.

Che effetto ti ha fatto tornare a Trigoria? Venivi da un infortunio, come stai?
“Sto bene. Non vedevo l’ora di tornare in campo per allenarmi con gli altri, anche se per ora ci stiamo allenando individualmente. Non vedevo l’ora di tornare a Trigoria, incontrare i compagni e tornare a fare le cose che facevamo prima”.

Qual è stata la cosa che ti è piaciuta di più tornando in campo?
“Ritrovare i compagni. Stando con loro tutti i giorni ti ci affezioni. Non è stato bello non vederli per così tanto tempo, mi mancavano”.

All’inizio hai giocato poco, poi hai dato la sensazione di esserti inserito bene nel gioco di Fonseca.
“Venivo da un anno a Napoli, dove avevo giocato poco. Quindi sapevo che alla Roma avrei dovuto dare il 100% quando mi sarebbe stata data l’opportunità. Ho capito cosa voleva il mister da me e dagli altri centrocampisti e mi sono inserito bene”.

Cosa vi chiede Fonseca?
“Il mister ci chiede di metterci posizionati bene con il corpo, di aiutare i centrali difensivi. Gli piace uscire sempre con il pallone dal basso, il suo calcio è divertente”.

Hai scelto la numero 42 per Yaya Touré. Che cosa ha rappresentato per il calcio africano?
“E’ stato un grandissimo giocatore e un simbolo per tutti gli africani che giocano in questo ruolo. Di lui mi piaceva tutto, dalla visione di gioco alla tranquillità con il pallone. Mi faceva impazzire da piccolo. Devo fare qualche gol in più per assomigliargli ma con un po’ di lavoro posso arrivarci”.

Sei arrivato alla Roma tra lo scetticismo. Quando hai avuto la sensazione di aver vinto la tua scommessa?
“Quando sono arrivato alla Roma non avevo continuità di gioco, mi ero fatto anche male. Sono andato in Coppa d’Africa, mi ha aiutato molto e sono tornato anche prima per iniziare a lavorare con i compagni. Non era semplice entrare subito nei meccanismi della squadra, ho aspettato il momento sapendo che quando avrei trovato continuità non avrei deluso i tifosi romanisti ed è stato così”.

Che cosa ti aspetti quando ritornerete in campo?
“Quando torneremo in campo sarà come a inizio campionato. Veniamo da un lungo periodo di stop, ci siamo allenati a casa. Servirà la forza per ricominciare e andare a mille per centrare il nostro obiettivo. Speriamo di tornare in campo, se si gioca il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro”.

Sei riuscito a fare qualche passeggiata per Roma?
“Ho avuto poco tempo per visitare Roma tra allenamenti, partite e infortuni. Non vedo l’ora che tutto questo finisca per scoprirla meglio”.

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Fonseca promuove tutti, Cetin e Ibanez fremono

(IL CORRIERE DELLO SPORT – J. ALIPRANDI) – Seconda settimana di allenamenti per i giocatori della Roma, scesi ieri in campo a Trigoria per continuare la preparazione individuale in vista delle sedute di squadra. L’entusiasmo tra i giocatori continua ad aumentare, spinti dalla voglia di ricominciare il campionato e farsi trovare pronti fisicamente e mentalmente. […] Fonseca e i suoi sono rimasti molto soddisfatti per come i giocatori hanno lavorato in isolamento e in questi primi giorni al Fulvio Bernardini: tutti hanno seguito attentamente il programma personalizzato preparato dallo staff e quello del nutrizionista che continua a fornirgli un piano alimentare per il post allenamento. Tra i giocatori più carichi, due ragazzi che hanno voglia di dimostrare a Fonseca tutto il loro valore: Cetin e Ibanez. Il difensore turco è tra i più in forma: si è allenato regolarmente durante lo stop e anche nei primi test a Trigoria ha dato prova di stare molto bene. Già dalla ripresa del campionato vorrebbe trovare più spazio, anche in virtù delle tante partite ravvicinate che dovrebbero disputarsi tra giugno e luglio. Ibanez non è riuscito a esordire nelle cinque partite giocate prima dell’interruzione del campionato. Fatta eccezione per il suo passaggio in giallorosso, fin qui la sua stagione si è rivelata piuttosto deludente, avendo giocato appena diciannove minuti nella gara di Champions di dicembre vinta dall’Atalanta contro lo Shakhtar. Non che sia andata meglio lo scorso anno, quando da gennaio a giugno aveva visto il campo solamente per un minuto, l’11 maggio 2019. Proprio ieri ricorreva un anno esatto dal suo esordio in Serie A: adesso Ibanez ha voglia di dimostrare a Fonseca di essere pronto a dire la sua. Non da titolare, per quello c’è tempo, ma quantomeno come una soluzione importante in vista dei tanti incontri ravvicinati che si prospettano con la ripresa del campionato.

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Vertonghen davanti a Lovren

(IL CORRIERE DELLO SPORT – R. MAIDA) – Eh sì, serve un difensore. Un totem che inibisca avversari dall’alto della personalità, dell’esperienza e perché no, della qualità. La Roma non lo dica ma ormai dà praticamente per perso Smalling, che rispondeva perfettamente all’identikit tracciato. Per questo Petrachi dovrà sostituirlo con un collega di livello simile. I due potenziali sostituti giocano sempre in Premier League. Uno è al Liverpool e la Roma stava per prenderlo lo scorso anno. Si tratta di Dejan Lovren, a cui Klopp ha dato il via libera un anno prima della scadenza naturale del contratto. Il secondo nome, è il belga Jan Vertonghen, classe ’87, da otto stagioni al Tottenham ma pronto a liberarsi a parametro zero. È questo l’elemento che ingolosisce la Roma, indebolita nel potere d’acquisto da un bilancio dissestato. Il fatto che sia mancino è un plusvalore e inoltre Baldini, che è stato direttore tecnico dei londinesi per due stagioni, potrebbe facilitare la trattativa.

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Ripresa, avanti piano: protocolli da rifare, squadre in ritiri blindati

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – V. PICCIONI) – Il sospirato via libera è arrivato. Da lunedì 18 maggio si potrà ricominciare con partitelle, schemi, contrasti. Ma attenzione, la possibilità degli allenamenti collettivi per il calcio dovrà rispettare le stringenti indicazioni firmate dal Comitato tecnico-scientifico e battezzate dal ministro della salute, Roberto Speranza, e da quello dello sport, Vincenzo Spadafora. Per entrare nella terra promessa delle partite, sarà necessario un altro punto della situazione: lo faranno gli scienziati, lo farà il governo, ma lo farà pure il calcio.

Nella strada verso la ripresa agonistica, comunque, non c’è un solo colle. Oltre all’obbligo di quarantena, nasce il dubbio su cosa accadrà dopo la prima fase, quella del ritiro chiuso a chiave, che gli scienziati hanno approvato. Spadafora ha deciso di raccogliere tutte le indicazioni degli scienziati senza se e senza ma, autorizzando la ripresa degli allenamenti ma con il rispetto delle regole. La pagina di indicazioni ha così cambiato veste, dal “parere” è diventato obbligo per le autorità sportive. La porta non è chiusa e ci sono le possibilità per aprirla di più. In questo senso, bisognerà vedere anche che cosa succederà nel vertice del calcio con il premier Conte.

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Una cinquina di terzini senza futuro

(IL MESSAGGERO – S. CARINA) –  Nella parte del campionato interrotta poi dal Corona virus – a nessuno dei cinque terzini destri a disposizione Fonseca ha dato continuità sulla fascia, scegliendo di volta in volta un titolare diverso.

E così in campionato Peres ha giocato 339 minuti (da gennaio), Santon 584 minuti, Florenzi 1002, prima di essere girato al Valencia in prestito, formula con la quale aveva già salutato in estate Karsdorp. Senza contare Spinazzola che prima della mancata cessione all’Inter spesso e volentieri è stato impiegato a destra, benché avesse fatto presente di voler giocare sul versante opposto. Una maledizione che dalla prima stagione di Maicon in giallorosso (2013-14, quella che gli servì poi per riacciuffare la Seleçao) la Roma si porta dietro.

Ora, con Zappacosta in stand-by (la Roma vuole prima verificare come rientrerà dall’infortunio ai legamenti e poi valutare se chiedere o meno al Chelsea il rinnovo del prestito) e Santon che dovrebbe comunque rimanere in rosa (ha il contratto in scadenza nel 2022: sfruttando la spalmatura dei tre stipendi nel nuovo esercizio non è escluso che l’intesa possa essere prolungata di un anno), Petrachi si sta guardando intorno per provare ad accontentare Fonseca.

A gennaio, dopo il no del Fulham per Christie (chiesto in prestito), era stato fatto un tentativo con il Verona per Faraoni. La richiesta dei gialloblù (7 milioni) era stata però ritenuta eccessiva dal ds che aveva rimandato ogni discorso a fine stagione. Nel frattempo si è fatta spazio l’ipotesi legata a Tomyasu. Sul giapponese (che all’occorrenza può essere impiegato anche come centrale in una difesa a tre, modulo al quale Fonseca potrebbe appoggiarsi in futuro) sono state chieste informazioni non tanto al Bologna quanto alle persone che lo hanno portato in Italia la scorsa estate per una somma vicina agli 8 milioni. Il ds rossoblù Sabatini lo valuta ora il doppio. Ma in un mercato che sarà caratterizzato dagli scambi la Roma ha le sue pedine da muovere.

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Pallotta punta su Londra come ponte per l’Oriente

(LA GAZZETTA DELLO SPORT – M. CECCHINI) – Dai circa 700 milioni di partenza (debiti compresi) per acquistare la Roma il magnate Dan Friedkin è sceso parecchio, perché la crisi coinvolge non solo il calcio, ma anche i suoi affari. Così, mentre la vera trattativa è in stand-by, sottotraccia girano informalmente posizioni diverse: una forbice tra 650 e 550 milioni accontenterebbe (in misura diversa) James Pallotta e la maggior parte del patto di sindacato che controlla la Roma (e che vorrebbe uscirne); fare proposte più al ribasso (non impossibili) avrebbe l’effetto invece di affondare tutto peraltro, non da escludere. Per questo il presidente si è mosso da tempo per correre ai ripari.

La banca d’affari che cura il dossier Roma, Goldman Sachs, sta operando non solo attraverso le sedi statunitensi, sfruttando peraltro le entrature nel mondo finanziario dello stesso Pallotta, ma anche lavorando su Londravero ponte con il Medio e l’Estremo Oriente.

D’altronde, lo stallo che si sta verificando sul fronte relativo al nuovo stadio, che dovrebbe sorgere nell’area di Tor di Valle, di sicuro non facilita le operazioni per la cessione della Roma nel modo migliore. Fonti ceche, però, assicurano che Vitek vuole solo prendere tempo, e forse spuntare un pezzo migliore per acquistare i terreni da Parnasi.