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Ghini: “Pallotta-Petrachi? L’aria non è cambiata. Serve un presidente presente”

L'attore e comico Massimo Ghini è intervenuto in esclusiva sulle frequenze di Retesport per commentare le vicende della Roma e dello scontro Pallotta-Petrachi: "L'aria non è cambiata. Il problema nasce dall'assenza di Pallotta e di un gruppo dirigenziale vero. Non c'è mai uno che comanda veramente. I presidenti stranieri in Serie A sono tutti presenti, anche tramite delegati stretti. A Roma c'è Pallotta assente da due anni e un direttore sportivo che ogni anno prende il comando del club".

Oggi sono cento anni dalla nascita di Alberto Sordi: "Ho avuto un'avventura speciale con lui. Ho rifatto Sordi alcuni anni fa per una pubblicità diretta da Coppola interpretando lo sceicco bianco. Fu un'emozione enorme. Un giorno lui venne sul set, io tremavo. Si è avvicinato, mi ha guardato dicendomi: "Mi stai facendo l'imitazione?". Io lo chiamavo 'maestro': "No, è solo un omaggio". Lui mi rispose: "Tu lo puoi fare". Per me è stato vincere un Oscar". 

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Decolla il mercato: Pedro è in arrivo, poi terzino e punta

(La Repubblica) – A prescindere dal più che probabile addio al ds Petrachi, il mercato della Romaè già ampiamente impostato, scrive Matteo Pinci su “La Repubblica”. Il primo colpo è imminente e sarà un attaccante: lo svincolato Pedro, in uscita dal Chelsea, firmerà per i giallorossi con stipendio da 3,5 milioni. L’operazione è subordinata all’uscita di Kluivert, a cui però la Roma pare aver trovato una destinazione adatta: sarà la pedina per concludere il riscatto di Mkhitaryandall’Arsenal. L’olandese sarebbe valutato 40 milioni, l’armeno 18 e dunque l’operazione porterà anche liquidità nelle casse giallorosse. Con la permanenza del centrocampista offensivo verrebbe soddisfatta una delle richieste di Fonseca. Le altre: trattenere anche Smalling e trovare un centravanti di scorta e un terzino destro. La caccia è in corso ed è possibile che si arrivi a dama tramite scambi, per massimizzare la plusvalenza delle uscite ed evitare esborsi economici per gli acquisti.

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Roma, un Ceo sopra Petrachi

(Il Messaggero) –  Convinto Petrachi sin dal suo arrivo che a Roma servisse il pugno di ferro, ha deciso di crogiolarsi dietro l’identikit costruitosi su misura (“Uomo scomodo in questo ambiente perché non vado a prendere il caffè con nessuno“) per cambiare una situazione che ciclicamente si ripete in tutti i club quando i risultati non arrivano, scrive Stefano Carina  su Il Messaggero.

Ossia, paga l’allenatore (lo scorso anno insieme al ds), trapelano dissidi nello spogliatoio, emergono faide interne sino a quel momento sopite o negate: storie viste e riviste. Un copione che tra l’altro è molto di moda nella Roma americana capace in 9 anni di alternare 8 allenatori, 2 presidenti, altrettanti vicepresidenti, 5 tra a.d. e ceo, tre d.g. e 4 d.s. Conteggio prossimo all’aggiornamento.

In queste ore Fienga sta cercando di capire se esistono i margini per ricucire lo strappo. Difficile alla luce dell’sms al vetriolo inviato dal d.s. al presidente Pallotta. Tuttavia, pur non approvando i metodi del dirigente e criticando la sovraesposizione mediatica (a Torino il ritornello è che ha parlato più in 10 mesi a Roma che in 9 anni con Cairo), il Ceo è consapevole che c’è un mercato da effettuare.

Privarsi di Petrachi a giugno inoltrato, nonostante le scadenze siano state posticipate, senza avere, al netto di Baldini, nessun sostituto in mano (prontoDe Sanctis per l’interregno ma è al suo primo incarico; potrebbe tornare in corsa Massara se Maldini va via dal Milan), rappresenta un salto nel vuoto.

Senza contare che c’è una buonuscita di mezzo, mai secondaria per un dirigente che guadagna 1,2 milioni di euro netti più bonus sino al 2022 in un club con i conti in difficoltà. Problema che potrebbe essere bypassato se la Roma decidesse di intraprendere la strada del licenziamento per giusta causa (valutazioni in corso). Petrachi (che a Trigoria ritengono abbia una squadra dietro) rimane dunque appeso a un filo sottilissimo.

Fienga sta provando a convincere Pallotta a tenerlo a tempo, per fargli completare almeno la sessione estiva. L’ultima parola spetta a Jim.

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Delusione Petrachi. Ora si valuta una causa

(La Gazzetta dello Sport) – Che non sarebbe stato un Grande Amore, in fondo, si era capito in fretta, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Per un club che ambisce ad avere un respiro internazionale, a tanti a Trigoria – un anno fa – sembrava chiaro come la scelta di Gianluca Petrachi fosse una soluzione ponte, anche se l’appoggio nei suoi confronti pubblicamente non è mai mancato. Nessuno nella Roma, però, si sarebbe aspettato che il d.s. scegliesse lo scontro frontale con James Pallotta, a pochi giorni dal riavvio della stagione.

Vero che dopo il mercato Petrachi poteva saltare, ma perché rompere adesso? Ormai al vertice si stanno convincendo che il d.s. possa avere un club alle spalle. Si era fatto il nome della Fiorentina, ma ieri lo stesso Joe Barone ha contattato i giallorossi per dire no. A questo punto, la Roma valuta se intentare un licenziamento per giusta causa, visto che l’intervista rilasciata la scorsa settimana a Sky aveva fatto arrabbiare proprio tutti, dalla dirigenza alla squadra. Al netto delle scivolate lessicali e comportamentali a cui il d.s. aveva abituato tutti nell’ultimo anno (il caso Dzeko, la gaffe sulle donne con l’intervento del ministro Spadafora, le invasioni dello spogliatoio senza il permesso di Fonseca), la società gli rimprovera soprattutto una crescita enorme dell’autoreferenzialità– cosa che ha portato tra l’altro a un raffreddamento di rapporti anche col fedele Longo – e alla totale sparizione durante il “lockdown”.

La società smentisce che ci sia il possibile arrivo (o meno) di Pedro dietro la discussione di Petrachi con Pallotta. In ogni caso, stamattina sembra che il direttore sportivo si presenterà a Trigoria per un chiarimento e anche per non dare estremi a un licenziamento, senza prendere i due anni di contratto che vanta, ma la ricucitura sarà complicata. A questo punto, anche grazie alla presenza di Baldini, il traghettatore sembra essere Morgan De Sanctis.

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Roma, Petrachi ha inviato un sms offensivo a Pallotta

(La Repubblica) – Paulo Fonseca sperava che queste ore servissero a scegliere chi tra Pellegrini e Pastore dovesse affiancare Mhkitaryan e Dzeko nella partita “d’esordio” contro la Sampdoria. Invece s’è ritrovato immerso nell’ennesima tempesta primaverile della Roma. Il ds Gianluca Petrachi – scrivono Matteo Pinci e Giulio Cardone su “La Repubblica” – ha iniziato ieri a trattare il suo addio alla società, inevitabile dopo giorni in cui ha fatto tutto ciò che poteva fare per inimicarsi allenatore, giocatori e dirigenti. Ora è esplosa la bolla Petrachi, manifestata da un messaggio decisamente offensivo inviato dal ds al presidente James Pallotta, un tipo suscettibile non poco: giovedì sera sul suo cellulare è comparso un sms in italiano del direttore sportivo che gli rivolgeva epiteti non proprio gratificanti. Il motivo: Petrachi si era offeso perché il presidente aveva dimenticato di citarlo durante un’intervista in cui parlava del rapporto tra il tecnico Paulo Fonseca e i dirigenti.

Quella però era solo un’anticipazione di un discorso più lungo, in queste ore sarebbe dovuto uscire il testo integrale in cui invece di Petrachi parlava egregiamente. Parole che difficilmente leggeremo: dopo aver ricevuto quell’sms infatti Pallotta ha chiesto ai dirigenti la “testa” di Petrachi. Che a sua volta si sente poco considerato nelle scelte di mercato e venerdì è partito per la sua Lecce, dove vive la famiglia. Dopo un anno appena, la sua avventura è già ai titoli di coda. Da ieri sono iniziate le trattative per risolvere il rapporto: il ceo Guido Fienga sta cercando di ricucire lo strappo e Petrachi di certo non si dimetterà.

Le strade che restano sono quindi tre: il licenziamento per giusta causa (impraticabile). La permanenza da separato in casa. O l’esonero, con buonuscita di un anno. La soluzione che auspicano tutti a partire dai giocatori, furibondi con lui che nei giorni scorsi aveva pubblicamente mosso dubbi sul modo di allenarsi della squadra. Solo l’ultimo caso di incontinenza verbale del ds, che per una gaffe era finito al centro di un’inchiesta della Procura federale col sospetto di aver lavorato sotto traccia per la Roma quand’era ancora al Torino. Potrebbe sostituirlo Morgan De Sanctis, già in organico alla Roma, che ha congelato il passaggio all’Ascoli in attesa di capire se potrà giocarsi le sue carte. Da escludere il ritorno di Ricky Massara, del Milan. La suggestione è riportare in Italia Andrea Berta, ds dell’Atletico.

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Roma, allenamento allo stadio Olimpico in vista della Sampdoria

La Roma sosterrà un allenamento allo stadio Olimpico lunedì 22 giugno alle 19. I giallorossi, a due giorni dalla partita contro la Sampdoria che sancisce la ripartenza ufficiale del campionato, cercheranno di ritrovare la confidenza con il campo e con lo stadio, che ovviamente sarà senza tifosi. Il club di Trigoria ha prenotato l’impianto così come ha fatto anche la Lazio, anche se in base agli allenamenti di questa settimana la seduta all’Olimpico potrebbe essere anticipata di un giorno.

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Monta la protesta contro Pallotta

(Il Corriere Dello Sport – G.D’Ubaldo) – La contestazione non si placa, si diffonde nella città a macchia d’olio. I tifosi continuano a manifestare il loro dissenso nei confronti di Pallotta e dei suoi più stretti collaboratori. Nella notte tra giovedì e venerdì sono stati affissi centinaia di volantini e manifesti in molte zone della Capitale. Questa volta ritraevano i giocatori più chiesti sul mercato (Pellegrini, Zaniolo, Diawara, Kluivert e Under) affiancati dalla scritta: “Svendita totale dal primo settembre per rinnovo assortimento. Trentasei rate a tasso zero“. I volantini poi sono stati diffusi in tutta Roma, anche davanti al cancello e sui muri del centro sportivo, dei Roma Store e davanti alla sede del Coni. Anche tra i vip fedelissimi al club i toni nei confronti di Pallotta sono molto critici: “Pallotta dovrebbe venire a Roma, i veri gioielli li abbiamo dati via” ha detto Carlo Verdone.

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Schick peso d’oro, poi c’è Pedro

(Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi) – Il mercato della Roma verrà in parte finanziato dalla cessione di Patrik Schick. Ecco perché il direttore sportivo Petrachi non vuole fare sconti al Lipsia ma si aspetta i 29 milioni pattuiti all’inizio della stagione per il diritto di riscatto. L’attaccante fin qui ha realizzato dieci gol in diciannove presenze, eppure la sua permanenza in Bundesliga non è così scontata. Perché il club tedesco, nonostante i 55 milioni che incasserà dal Chelsea per la cessione di Werner, a oggi ha offerto solo venti milioni per l’attaccante: cifra a Trigoria considerata inaccettabile. In Premier League Sunderland e Newcastle sono interessate al giocatore e sarebbero disposte a offrire di più per il ceco che intanto, secondo la stampa spagnola, si sarebbe proposto anche al Real Madrid come vice Benzema. Insomma, la Roma vuole fare cassa e non è disposta a scendere sotto i 25 milioni. Per quanto riguarda il mercato in entrata, Pedro ha detto sì alla Roma che ha bisogno prima di cedere, mentre proseguono i contatti con Manchester United e Arsenal per tenere Smalling e Mkhitaryan. Il vice Dzeko potrebbe essere invece Nahuel Bustos, attaccante ventunenne del Talleres. [..] .Altro nome seguito in Sudamerica è quello di Montiel. Il River Plate cederà qualche pezzo pregiato della rosa, l’agente del terzino anche ieri ha confermato l’interessamento di Petrachi: «Gonzalo è richiesto da West Ham, Bayer Leverkusen e Roma. Penso che un’offerta italiana arriverà presto al River». A centrocampo Fonseca continua a seguire (anche sui social, dove c’è sempre il suo ‘like’ alle foto) Viktor Kovalenko, giocatore allenato allo Shakhtar e che dopo gli ultimi incontri con la dirigenza non ha ancora trovato un accordo per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2021.

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La Uefa vuole le Coppe con il pubblico. Il ritorno degli ottavi nelle sedi previste

(Il Messaggero) – Ottavi nelle sedi designate, final eight in una “bolla” stile Nba e, soprattutto, stadi parzialmente aperti per garantire un po’ di tifo per le fasi calde di Champions ed Europa League.

Sono le direttive lungo le quali si sta muovendo la Uefa che punta a giocare con un minimo di pubblico negli stadi le fasi finali delle coppe europee. 

Questo ovviamente sarà un fattore importante, se non decisivo, nella scelta delle sedi che dovrà prendere il Comitato esecutivo del prossimo 17 giugno, al posto di Istanbul e Danzica. Al momento, la capitale portoghese Lisbona è considerata la soluzione più concreta per ospitare la Final Eight di Champions, mentre per l’Europa League si pensa a Francoforte e ad altre tre città della Germania. Gli ottavi si disputeranno nelle sedi previste, e non come prospettato in sede unica

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Zaniolo-Fedez ora è ufficiale: “Lavoreremo bene insieme”

(La Gazzetta dello Sport – C. Zucchelli) – Sogni. Ma anche un pizzico di follia. È con queste premesse che nasce la collaborazione tra Fedez e Nicolò Zaniolo, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport. Un rapporto che durerà (almeno) due anni e vedrà il talento della Roma seguito dalla Doom Entertainment, partecipata al 51% da Be ShapingTheFuture e, appunto, da Fedez. L’obiettivo è quello di far crescere il brand Zaniolo di pari passo con il calciatore.

Nicolò, da tempo, era nel mirino di Fedez, che soddisfatto aggiunge: “Mi fa piacere che lui sia il nostro primo “nuovo acquisto”: è un vero emergente, sostenuto da una grandissima caparbietà (dimostrata anche nell’affrontare e superare il suo infortunio) e dalla personalità solare ed entusiasta del ragazzo che è. È esattamente questa la visione che avevamo quando abbiamo creato Doom: mettere una struttura professionale a supporto dei giovani talenti. Sono certo che lavoreremo bene insieme“.