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Zaniolo: “Ancora due o tre settimane e torno con la squadra”

Pomeriggio social per Leonardo Spinazzola e Nicolò Zaniolo. I due giocatori della Roma, tramite l'account  ufficiale del club, hanno intrattenuto i tifosi giallorossi con una diretta. I due giocatori hanno scherzato tra loro e hanno parlato dell'imminente ripresa del campionato. Queste le loro parole:

Spinazzola: Oggi il gestore dell’account  della Roma sarò io. Grazie a tutti quelli che mi hanno votato su socios.com. Ci colleghiamo in diretta con Nicolò Zaniolo

Spinazzola: Come stai Nicolò?
Zaniolo: Bene. Mi sono operato al naso. Adesso respiro meglio

Spinazzola: Quando tornerai in gruppo?
Zaniolo: Tu lo sai il percorso come è. Ancora due o tre settimane e torno con la squadra.

Spinazzola: Allenarsi senza un obiettivo era difficile, ora che vediamo un obiettivo sarà più semplice, manca soltanto una settimana alla gara con la Sampdoria, anche se giocare con lo stadio vuoto sarà molto diverso. Non vediamo l'ora di ricominciare. In questo periodo per motivi di sicurezza ci cambiamo nelle nostre stanze personali. Ci manca molto lo spogliatoio, ma rispettiamo i protocolli di sicurezza.
Zaniolo: Hai ragione. I tifosi ci aiutavano molto

Domanda di Nainggolan: Qual è l'obiettivo?
Spinazzola: Il primo obiettivo è vincere con la Samp. Poi penseremo al resto. L'obiettivo è la Champions.

Spinazzola: A Fifa come va?
Zaniolo: All’inizio perdevo, ora non perdo più con nessuno. Se Radja vuole giocare con me io ci sono.

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Roma, Totti ricorda lo scudetto: “Delirio totale. Io camuffato in motorino”

Diciannove anni fa la Roma vinceva il suo terzo e ultimo scudetto. Decisiva la vittoria all'ultima giornata contro il Parma, una gara mozzafiato in un Olimpico tutto a tinte giallo e rosse. Francesco Totti, capitano di quella squadra e assoluto protagonista della stagione ha ricordato la vittoria del tricolore ai microfoni di Dazn: "Il post Roma-Parma era un delirio totale, era impensabile che potessi camminare per strada anche perché c'erano 6 milioni di persone in giro per la città. Sai, non è che siamo abituati a vincere anno dopo anno, perciò una volta ogni 20 anni, quando succedono questi eventi importanti la vivi diversamente. Poi i romani sono abbastanza caldi. La celebrazione per le strade non l'ho vissuta tantissimo. L'ho vissuta col casco, con la sciarpa, cercando di non farmi riconoscere ma non era semplice!".

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Fonseca blinda il gruppo dalle tensioni nel club

(Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi) – Evitare le distrazioni per concentrarsi esclusivamente sul campo. È questo il diktat di Paulo Fonseca alla squadra, a una settimana esatta dalla ripresa della stagione. A Trigoria sale l’adrenalina per l’arrivo del match contro la Sampdoria, aumenta la voglia di scendere in campo dopo oltre tre mesi di stop e di provare a raggiungere quel quarto posto che sarebbe una boccata d’ossigeno anche per le finanze del club. Per raggiungere questo obiettivo Fonseca sta cercando di isolare il più possibile la squadra per evitare di coinvolgerla nelle tensioni societarie che stanno avvolgendo l’ambiente Roma, e che hanno già provocato qualche malumore nello spogliatoio.

[…] Il tecnico ha voluto parlare alla squadra ribadendo di non pensare a tutto ciò che sta accedendo in questo momento all’interno della società, dal possibile addio di Petrachi fino alle dichiarazioni di Pallotta sul futuro del club, ma di concentrarsi solamente sul campo. Gli allenamenti in questa fase finale della preparazione sono soprattutto incentrati sulla parte tattica, per definire tutte le mosse in virtù della ripresa e studiare nuove soluzioni per il tour de force di almeno tredici partite (Europa League compresa) nel giro di 44 giorni. Ieri pomeriggio la squadra è scesa in campo senza i soliti Pau Lopez e Mancini. Il primo è ancora alle prese con la microfrattura al polso sinistro e sta gradualmente riprendendo a lavorare con il pallone (uno più leggero per evitare troppo peso sull'articolazione infortunata), il secondo invece sta recuperando dalla lussazione al gomito: entrambi sono in dubbio per la gara del 24 giugno, anche se filtra ottimismo almeno per il recupero del difensore. Qualche problema anche per Pellegrini che ieri, per il terzo giorno consecutivo, ha lavorato individualmente per smaltire un affaticamento muscolare. Sarà monitorato, la Roma non vuole forzare i rientri in campo per evitare lunghi stop in un periodo in cui il turnover sarà fondamentale. 

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Zappacosta, via agli esami

(Il Messaggero – G. Lengua) –  Davide Zappacosta si gioca il suo futuro nella Roma nelle prossime 12 partite di campionato incui è chiamato a dare il massimo per conquistarsi la fiducia di Fonseca e strappare un altro anno di prestito nella Capitale.

Il terzino è reduce dalla rottura del legamento crociato anteriore durante un allenamento a Trigoria a inizio ottobre, da quel giorno sia per il percorso di riabilitazione che per lo stop del campionato causa Coronavirus, non è più tornato in campo: in gialorosso, fino a ora, ha messo insieme solo dodici minuti, prima giornata di campionato contro il Genoa.

La situazione del suo prestito dal Chelsea sarà da valutare assieme ai Blues pronti a lasciarlo nella Capitale per altri 12 mesi, ma a patto che venga sottoscritto un contratto con l’obbligo di riscatto legato alle presenze.

Da quando la squadra è tornata ad allenarsi, Zappacosta è il calciatore che ha dato i migliori risultati durante i testi fisici, il tecnico lo ha sempre inserito tra i titolari durante le partitelle e la concorrenza sulla destra non è così agguerrita.

Resta fermo ai box, invece, Lorenzo Pellegrini a causa di un problema muscolare: tecnico e staff medico stanno gestendo l’infortunio, ma nessuno vuole rischiare di peggiorare la situazione, per questo potrebbe è in dubbio la sua presenza il 24 giugno.

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Pedro, Pallotta ricomincia dall’attacco: carica spagnola per la nuova Roma

(La Gazzetta dello Sport – M. Cecchini) –  Difficile pensare che possa essere l’ultimo regalo della gestione Pallotta – perché l’impressione è che il presidente ancora non trovi l’acquirente giusto e Dan Friedkin, dopo l’intervista di lunedì, pare essersi ulteriormente irritato – ma l’arrivo ormai sicuro di Pedro Rodriguez Ledesma – al secolo calcistico Pedro – è di sicuro di quelli che fanno vetrina, scrivono Massimo Cecchini e Carlo Laudisa su La Gazzetta dello Sport.

L’attacante spagnolo, in regime di svincolo dal Chelsea, firmerà un biennale(con opzione sul terzo) da circa 3,5 milioni a stagione, grazie al decreto governativo post-Covid che consente, a chi viene in Italia per almeno due anni, di vedere la tassazione non sul totale del proprio reddito, ma solo sul 30%. Così, mentre il presidente cerca eredi soprattutto negli Usa – due i soggetti in trattativa -, la dirigenza si è mossa da tempo con decisione su Pedro, volendo così segnalare che il progetto – pur alla luce della crisi da coronavirus – nelle sue linee guida non cambia. L’ufficializzazione, comunque, ci sarà più avanti.

Da tempo a Baldini sono state delegate le trattative estere più delicate, che riguardano soprattutto la permanenza di Smalling e Mkhitaryan. Dopo la rottura del fine settimana scorso, sancita dal colloquio di lunedì coi vertici del club, infatti, Petrachi è in uscita, ma lo farà nei tempi che deciderà il club, anche per non creare aloni di martirio intorno a un dirigente che ha deluso soprattutto dal punto di vista comunicazionale e umano. In ogni caso, se per gli arrivi il tandem Baldini-De Sanctis può ben funzionare, per le cessioni la società si appoggerà a dei procuratori che magari riusciranno dove Petrachi non è riuscito. Da segnalare, poi l’arrivo di Lo Schiavo come capo scout delle Giovanili.

Titoli di coda su due giocatori offerti a Trigoria: l’attaccante Bouang (S.Etienne) e il difensore Porozo (Santos). Ma al momento, in giallorosso c’è voglia di esperienza. E tanta.

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Roma, Friedkin verso offerta cash

(Milano Finanza – L. Mondellini) –  La trattativa che Friedkin sta portando avanti per acquistare la Roma non è ancora tramontata. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il texano è disposto a fare il salto di qualità nelle negoziazioni con Pallotta sullo scoglio del seller financing, citato dal presidente romanista nella sua ultima intervista. Le parole del bostoniano potrebbero aver riaperto i giochi.

L’imprenditore texano non vorrebbe alzare il prezzo ma è pronto a pagare “cash upfront”. Quindi tutto e subito. Resta da capire se basterà per convincere Pallotta. L’offerta di Friedkin è di circa 580 milioni, con un’iniezione di 90 milioni da utilizzare come aumento di capitale riservato. Al momento al lavoro ci sono i pontieri delle due parti, che stanno tentando di riaprire la negoziazione.

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Il futuro tra l’attesa di un rilancio e la speranza di un nuovo socio

(Il Messaggero) – Un’intervista non banale. Che si può interpretare in due modi: la trattativa con Friedkin è ormai naufragata; le parole di Pallottasono volte a provocare una replica, o un rilancio, del texano. Che al momento tace. Jim comunque ha confermato apertamente di voler cedere la Roma e per la prima volta ha ammesso candidamente che oltre a “fare ciò che è meglio per il club“, ha “il dovere di fare ciò che è meglio per il gruppo di investitori e gli azionisti” che rappresenta. Questo è un avviso agli acquirentinon lascerà con una minusvalenza. Difficile che però arrivino grandi offerte in questo momento e allora il presidente lascia intendere che cosa accadrà nel mercato estivo: “Molto può dipendere da potenziali investimenti nel club“. Ossia, dall’entrata o meno di altri soci.

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Con Petrachi è guerra fredda. Il d.s. vive da separato in casa

(La Gazzetta dello Sport) –  Separati in casa. Almeno per ora, almeno fino a che uno dei due non farà un nuovo passo. Che, allo stato attuale, sembra indispensabile, per il bene della Roma.

Il d.s. Petrachi ieri si è recato a Trigoria, assistendo all’allenamento della squadra e lasciando il centro sportivo verso le 7 di sera. Prima, però, un lungo colloquio con il Ceo Guido Fienga. Un colloquio dai toni accessi, anche duri, durato circa un’ora e mezza. Per capire e chiarirsi.

La posizione di Petrachi oramai è quella di un uomo isolato, ai margini, che ha anche pochi appoggi nel club. La squadra non ha gradito alcuni atteggiamenti, esattamente come Fonseca. Tanto che ieri Pallotta è stato costretto a mettere una pezza alle frasi del d.s.: “I giocatori sono stati un motivo di orgoglio e hanno dimostrato di che pasta sono fatti. E i report mi dicono che sono in ottima forma e stanno bene mentalmente“.

Esattamente il contrario di quello che aveva detto Petrachi. Ora, però, il problema è capire come andare avanti. Petrachi non si vuole dimettere e anche di questo ha parlato ieri con Fienga. In caso, vuole una lauta buonuscita. Se non tutti e due gli anni che restano (due milioni di euro più bonus) giù di lì. Sarà una guerra di nervi e se dovesse portare all’addio di Petrachi, a gestire il prossimo mercato verrà chiamato Morgan De Sanctis, che è stato già allertato da qualche giorno.

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Friedkin, le verità di Jim

(Il Messaggero) –  Pallotta esce allo scoperto: “Invecchiando sto pensando al futuro e vorrei lasciare il club in mani ottime, solide. Vorrei qualcuno che sia una buona guida per la Roma e che le permetta di poter competere come a tutti noi piacerebbe“.

Per la prima volta l’azionista di maggioranza del club giallorosso ammette candidamente la volontà di cedere il club, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

E, fatto a dir poco inconsueto, parla apertamente del potenziale acquirente e della nuova offerta ricevuta non più tardi di 20 giorni fa: “Il gruppo Friedkin si è avvicinato a noi lo scorso autunno e verso la fine dell’anno stavamo iniziando a trovare un accordo. Abbiamo approfondito i dettagli, nei quali spesso si nascondono le difficoltà, ma dopo le modifiche apportate dai loro avvocati e banchieri, la proposta ha iniziato a trasformarsi in qualcosa di sempre meno appetibile sia per la Roma che per il nostro gruppo di investitori. L’ultima offerta semi-concreta che abbiamo ricevuto dal gruppo Friedkin non era minimamente accettabile“.

Dall’intervista, emergono altri punti chiave: 1) Fienga, chiamato per nome (Guido), gode ancora della sua massima fiducia 2) Jim rimarca come la pandemia abbia «gravemente colpito il club» alla voce ricavi 3) Quanto accadrà nel mercato estivo, “molto può dipendere da potenziali investimenti nel club“. Nessun riferimento a Petrachi che ingloba nel management quando dichiara”di aver apprezzato da Guido in giù, come il nostro management abbia fatto un passo avanti nel momento del bisogno, essendo presente non solo per i calciatori ma anche per le loro famiglie“.

Appare improbabile che si riferisse all’ex dirigente granata che ritiratosi in Salento dal primo giorno del lockdown, è stato l’ultimo a tornare a Roma. Come ieri Petrachi quando a Trigoria ha incontrato Fienga. Il ds è stato chiaro: non ha nessuna intenzione di dimettersi. Ergo, al momento, si va avanti da separati in casa.

Bisogna trovare un’intesa sulla buonuscita (guadagna 1,2 milioni a stagione sino al 2022) ma il ds ha già fatto presente a Fienga che non si accontenterà delle briciole. La palla passa a Pallotta.

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Pallotta: “L’offerta di Friedkin inaccettabile, ma siamo disposti ad ascoltarne di nuove”

Jim Pallotta ha rilasciato un’intervista ad asroma.com in cui ha toccato diversi temi, dalla ripresa della Serie A, al futuro del Club, passando per la professionalità dei calciatori durante il lockdown.

Il calcio italiano sta per tornare, scenario che non sembrava possibile due mesi fa.

"L'Italia è stata chiaramente uno dei paesi più colpiti al mondo in termini di vittime da Covid-19 e tutto questo è molto triste visto da lontano. Penso che ci siano stati errori significativi nel modo in cui non sono state protette le persone più esposte al rischio. È qualcosa che è accaduto anche negli Stati Uniti. In generale ho seguito la situazione con molta attenzione”.

I giocatori hanno mostrato grande disciplina durante il lockdown. Sei rimasto sorpreso?

“I giocatori sono stati un motivo di orgoglio per il Club e hanno dimostrato di che pasta sono fatti. Ho visto che alcuni calciatori di altre squadre sono tornati nei propri paesi di origine, ma i nostri sono rimasti a Roma e penso che questo sia stato di aiuto per poterli mantenere al sicuro. I numerosi rapporti che ho ricevuto da Roma riportavano che i giocatori erano in ottima forma e stavano bene anche mentalmente. Sono certo che abbiano apprezzato il modo in cui il management interagiva con loro e noi siamo rimasti molto soddisfatti della professionalità che hanno dimostrato.

"Sono stato contento di come il management della Roma ha reagito alla crisi. Da Guido in giù, il nostro management ha fatto un passo avanti nel momento del bisogno ed è stato presente non solo per i calciatori ma anche per le loro famiglie. Ci siamo costantemente domandati: "Stiamo facendo abbastanza per aiutarli? Stiamo facendo la cosa giusta?”.

Quanto è stato importante per te che il Club si sia dimostrato una forza positiva durante la crisi?

"È incredibilmente importante e penso che noi siamo stati presenti per la comunità durante tutta la crisi. Siamo stati a stretto contatto con la città di Roma, abbiamo fornito dispositivi medici a ospedali, chiese e case famiglia, oltre a cibo e beni di prima necessità ai tifosi anziani, ma ci siamo dimostrati attivi anche in diverse campagne a livello internazionale.

"Vogliamo sempre essere ottenere grandi risultati sul campo ma, per tanti motivi che a volte non dipendono totalmente dal nostro controllo, forse non raggiungiamo le aspettative che ci prefissiamo.

“Fuori dal campo, però, abbiamo il dovere di avere un impatto positivo e questo è stato il nostro obiettivo da quando sono arrivato.

“Quando guardo alle nostre azioni socialmente utili, alla sensibilizzazione nei confronti dei giovani e alle cause che promuoviamo e sosteniamo nella Città e in tutto il mondo, penso che siamo uno dei club modello in tal senso. Possiamo fare di più? Certo, ma quando guardo come operano e cosa pianificano l’AS Roma e Roma Cares e valuto l'impatto che tutto questo può avere sulle persone che aiutiamo, mi sento orgoglioso di tutto il nostro staff. Chiaramente non è un’alternativa alle vittorie sul campo, è qualcosa di completamente diverso, ma è incredibilmente importante e i tifosi della Roma in tutto il mondo dovrebbero essere contenti di cosa rappresenta il nostro Club”.

 

 

In che misura la crisi generata dal Covid-19 ha avuto un impatto finanziario sulla Roma?

"Prima di tutto, ha avuto un impatto finanziario significativo sul mondo del calcio e, certamente, sulla Roma. Mi sento di dire che il Covid ha persino avuto un impatto sul nostro mercato di gennaio, poiché certi accordi non sono avvenuti per questo motivo.

“In tutto il mondo molte aziende sono state colpite in diversi modi. I nostri giocatori e i nostri dirigenti sono stati incredibilmente disponibili, accettando per esempio riduzioni di stipendio, ma non possiamo negare di aver subito perdite per il mancato incasso dei biglietti, per la chiusura dei negozi, per la cancellazione dei campi estivi per i bambini, oltre alle discussioni in atto sugli introiti provenienti dalle TV.

“Quindi, sì, siamo stati gravemente colpiti, ma stiamo parlando dell'impatto finanziario che il Covid-19 ha avuto sul calcio. Migliaia di persone in tutto il mondo hanno subito una perdita molto più grave, quella dei propri cari.

"Questa è la vera tragedia del Covid-19, non la perdita di denaro nel calcio.

“Il calcio tornerà, quelle vite non lo faranno.

"Alcune persone pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte ma, anche se a volte può sembrare così, in realtà non lo è. Perdere una madre, un padre o un nonno è devastante, indipendentemente dall'età, e i miei pensieri vanno a chiunque abbia sofferto per questo motivo”.

Di recente ci sono state molte speculazioni sul futuro del Club, ma sei rimasto in silenzio. Perché?

"Spesso le persone dimenticano che siamo una società quotata, quindi nella maggior parte dei casi semplicemente non è possibile o funzionale parlare della situazione legata alla proprietà.

“So che può essere frustrante per alcune persone, ma questa è la legge. Per nove anni ho visto informazioni trapelare da dentro la Società, altre inventate da persone che lavorano al di fuori del Club o altre ancora spinte da chi è lontano dalla Roma, ma nonostante ogni tanto io abbia il desiderio di rispondere, siamo una società quotata in borsa, quindi non posso reagire a tutti i commenti o alle storie riguardanti ciò che potrebbe o non potrebbe accadere.

“Quello che posso dire, comunque, è che abbiamo un gruppo di investitori e se qualcuno ci avvicina per investire nel Club o per acquistarlo, noi abbiamo la responsabilità fiduciaria di ascoltare e rispondere.

"Personalmente sento di avere due responsabilità principali: fare ciò che è meglio per la Roma e anche fare ciò che è meglio per il gruppo di investitori e gli azionisti.

“Abbiamo investito oltre 400 milioni di euro in questo progetto, una cifra considerevole, cercando sempre di fare la cosa giusta per la Roma.

“Non ho preso un centesimo dal Club, mai. Abbiamo investito. Anche nelle ultime settimane.

“Come parte del nostro investimento, abbiamo speso oltre 70 milioni di euro nel progetto dello stadio, che, secondo i miei piani, avrebbe dovuto essere inaugurato adesso. Avremmo dovuto giocare in quello stadio la prossima stagione. Forse ci stiamo avvicinando di nuovo, ma quante volte l'ho già detto o sentito? Ma forse, con i recenti sviluppi, siamo vicini all'approvazione “davvero finale". Sono consapevole che, proprio ora, l’Italia e Roma hanno bisogno di questo nuovo stadio e di questo investimento nel Paese".

Sei stato duramente criticato per aver respinto un'offerta recapitata dal Gruppo Friedkin …

“Il gruppo Friedkin si è avvicinato a noi lo scorso autunno e verso la fine dell’anno stavamo iniziando a trovare un accordo. Abbiamo approfondito i dettagli, nei quali spesso si nascondono le difficoltà, ma dopo le modifiche apportate dai loro avvocati e banchieri, l'offerta ha iniziato a trasformarsi in qualcosa di sempre meno appetibile sia per la Roma sia per il nostro gruppo di investitori.

"L'ultima offerta semi-concreta che abbiamo ricevuto, sulla quale dei dettagli sembrano essere trapelati da alcuni dei loro avvocati o banchieri, non era minimamente accettabile.

“E questa è l'offerta che sembra aver molto turbato qualcuno.

"Non sono sicuro se le persone sconvolte capiscano come si costruisce un accordo del genere, ma non funziona con il seller-financing. In fin dei conti, se voglio comprare una casa non mi aspetto che il venditore riduca il prezzo richiesto inizialmente per coprire i costi di tutte le ristrutturazioni che ho in mente di fare. Non è così che funziona.

"Se il gruppo Friedkin avesse i soldi e volesse parlare ancora e avanzare un’offerta tale da essere ritenuta accettabile da tutti noi per la Roma, lo ascolteremmo.

“Potrebbero essere i proprietari ideali per la Roma? Forse. Non lo sappiamo.

“Io so solo che quando sono entrato nel Club avevo molto da imparare e per loro non sarebbe diverso. Quindi, è impossibile sapere se il Gruppo Friedkin possa essere o meno il salvatore della Roma, come alcuni pensano, oppure il miglior proprietario. La cosa certa è che abbiamo persone che continuano a contattarci e vogliono parlare con noi e, da fiduciari, dobbiamo ascoltarle”.

Sei pronto a lasciare la Roma?

“Beh, invecchiando sto pensando al futuro e vorrei lasciare il Club in mani ottime, solide. Vorrei qualcuno che sia una buona guida per la Roma e che le permetta di poter competere come a tutti noi piacerebbe. Fino a quel momento, continuiamo a sostenere la Roma in tutti i modi e a investire denaro nel Club, per poterci assicurare di competere nei tornei più importanti ai più alti livelli. Io, assieme ad altri investitori, ho sicuramente messo più di quanto mi sia stato richiesto a livello personale, perché ho sempre cercato di fare il meglio per la Roma”.

Qual è il ricavo che porterebbe a farvi accettare l’offerta per vendere la Roma? C'è una cifra?

"Credimi, non andiamo in giro a dire “vogliamo fare tanti soldi!”. Neanche per sogno. Ora voglio solo cercare di assicurarmi che, qualsiasi cosa accada alla Roma, sia la migliore per il Club, che sia con una vendita, con un nuovo investitore o con me stesso e l’attuale gruppo di investitori.

"Ho imparato molto tempo fa che per alcune persone non importa cosa dico o faccio, o quanti soldi ho messo nella Roma: per loro non sarà mai abbastanza. Questa è la vita, lo accetto".

Molti fan sono nervosi per la finestra di mercato estiva, considerando la posizione finanziaria del club.

"In questo momento c'è incertezza ovunque nel calcio, non è di certo una cosa legata solo alla Roma. Ci sono tante componenti in movimento nel calcio e molto può dipendere da potenziali investimenti nel Club. Nessuna società al mondo sa come andrà a finire la finestra di mercato questa estate o in inverno, ma alla fine dobbiamo fare la cosa migliore per la Roma”.

Hai un messaggio finale per i fan?

“Voglio solo ringraziare la maggior parte dei tifosi per aver continuato a supportarci e, qualunque cosa accada, continuerò a fare il possibile per l'AS Roma. Adoro la Roma, il Club e la sua gente. Non vedo l'ora di vederci di nuovo vincere”.