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Prima Pagina RS: Manita giallorossa sulle ali degli ‘over’. Fonseca: “Massimo obiettivo il 4° posto”. Capitolo DS: Boldt si sfila, gira tutto intorno a Campos

PRIMA PAGINA RETESPORT – Ampio spazio sui quotidiani questa mattina per la manita rifalata dalla Roma al Benevento. Tra le fila giallorosse protagonisti soprattutto gli 'over 30': da Mirante, a Pedro (secondo gol consecutivo), da Mkhitaryan a Dzeko, che si è sbloccato trovando la prima doppietta stagionale. Per Fonseca però, l'obiettivo resta il quarto posto: "Non bisogna caricare di eccessive pressioni la squadra, serve equilibrio: Juve e Inter sono più forti, hanno investito di più e sono le favorite per lo Scudetto. Noi lotteremo per la Champions".

Intanto i Friedkin – presenti anche ieri in tribuna per la quarta volta consecutiva – lavorano sul fronte della direzione sportiva. Incassata l'anomala smentita di Boldt (con il quale è in programma un nuovo incontro in settimana) che ha dichiarato di voler proseguire il suo rapporto con l'Amburgo, continuano ad infittirsi le voci di un possibile arrivo di Campos, che sta tentando in tutti i modi di liberarsi dal Lille. Il portoghese indicherà in realtà il nuovo ds, più un uomo dedito allo scouting che un vero Ds, con Fienga in questa fase a dirigere le operazioni.

In vista della trasferta a Berna, la Roma resterà ancora in isolamento fiduciario a Trigoria a causa della recente positività al covid di Calafiori. Contro lo Young Boys mancherà Mancini (squalificato) e probabilmente Smalling sul quale Fonseca, ieri sera, si è espresso in maniera decisamente dubbiosa anche in vista di Milano: "Difficile che ci sarà contro il Milan".

 

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Pagelle

Roma-Benevento 5-2, le pagelle di ReteSport: Dzeko-Pedro-Miki tridente delle meraviglie

Le pagelle di Roma-Benevento 5-2 a cura della redazione di ReteSport:

Mirante 7
Santon 6
Mancini 6,5
Ibanez 6
Spinazzola 6,5
Cristante 7
Veretout 6
Mkhitaryan 7
Pellegrini 6,5
Pedro 8
Dzeko 7,5

Fonseca 7

Perez 7
Villar 7
Bruno Peres 6,5
Kumbulla sv
Borja Mayoral sv

 

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SERIE A TIM

Roma-Benevento 5-2 (5′ Caprari, 31′ Pedro, 35′ 76′ Dzeko, 55′ Lapadula, 69′ Veretout, 89′ Perez) – Prima vittoria casalinga, giallorossi a +7 in classifica

Allo stadio Olimpico la Roma di Fonseca affronta il Benevento di Filippo Inzaghi (6 punti in classifica) per il quarto match ufficiale di Serie A

LE FORMAZIONI:

AS ROMA: Mirante; Mancini, Cristante, Ibanez; Santon, Veretout, Pellegrini, Spinazzola; Mkhitaryan, Pedro; Dzeko.
A disp.: Pau Lopez, Boer, Jesus, Fazio, Peres, Kumbulla, Villar, Darboe, Zalewski, Mayoral, Perez.
All.: P. Fonseca.

BENEVENTO: Montipò; Letizia, Caldirola, Glik, Foulon; Ionita, Schiattarella, Hetemaj; Insigne, Lapadula, Caprari.
A disp.: Manfredini, Gori, Maggio, Tuia, Pastina, Basit, Tello, Dabo, Improta, Di Serio, Sau, Iago Falque.
All.: F. Inzaghi.

Arbitro: Ayroldi. Assistenti: Del Giovane – Galetto. IV uomo: Piccinini. VAR: Mazzoleni. AVAR: Fiorito.

RETI: 5' Caprari, 31' Pedro, 35' 76' Dzeko, 55' Lapadula, 69' Veretout (rig.), 89' Perez

CARTELLINI: Ammoniti: Schiattarella, Ibanez

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89' – GOOOOOOLLLLLl del 5-2 realizzato da Carles Perez, che si mette in proprio accende i razzi e scarta tre avversari prima di insaccare all'angolino con una rasoiata

84' – Esordio per Borja Mayoral al posto di Dzeko

83' – La Roma si divora il quinto gol con Mkhitaryan che servito a due passi dalla rete da Bruno Peres, spara alto incredibilmente

77' – Dentro Kumbulla e Perez per Pedro e Ibanez

76' – GOOOOOOOLLL del 4-2 della Roma realizzato da Dzeko, ma azione splendida di Villar che innesca in contropiede con una magia Mkhitaryan, assist facile facile sotto porta per il bosniaco che insacca

75' – Clamorosa occasione da gol per la Roma con Dzeko servito da Ibanez con una sponda di testa, tiro a botta sicura salvato da Montipò

73' – Villar e Bruno Peres per Veretout e Santon

69' – Calcio di rigore per la Roma, conquistato da Pedro. Dal dischetto Jordan Veretout che spiazza Montipò e riscatta il suo errore precedente portando i giallorossi sul 3-2

55' – Rigore per il Benevento causato da un errore di Veretout che colpisce Ionita in area. Dal dischetto Lapadula, sinistro parato da Mirante ma sulla ribattuta ancora Lapadula per il 2-2

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO:

47' – Annullato il tris di Mkhitaryan dal VAR per fuorigioco. Finisce il primo tempo

35' – GOOOOLLLLL del 2-1 della Roma siglato da Edin Dzeko. Mirante fa ripartire l'azione in velocità, per Mkhitaryan che punta la porta e serve un assist splendido in diagonale per il bosniaco, che insacca all'angolino

31' – GOOOOOLLLLL dell'1-1 della Roma realizzato da Pedro che riceve in area da Pellegrini, scarica un mancino preciso e potente che piega le mani a Montipò

28' – Ancora Roma con Dzeko che sventaglia sulla destra per Pedro, finta e tiro a giro col mancino palla a lato

23' – Occasione Roma con Dzeko che apre in profondità per Pedro cross sul secondo palo per Mkhitaryan che colpisce di testa, pallone debole bloccato dal portiere avversario

11' – Ci prova la Roma con Spinazzola che salta il diretto avversario, mette sul secondo palo un cross su cui svetta Pellegrini di testa, palla sul fondo

5'  Gol del vantaggio del Benevento realizzato da Caprari che prova la conclusione dal limite, deviata da Ibanez, la sfera si infila alle spalle di Mirante

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ESCLUSIVA RETESPORT – Avv. Contucci: “Incontro positivo con la Roma: ci auguriamo di rivedere il vecchio stemma sulle maglie”

L'Avvocato Lorenzo Contucci, da sempre al fianco dei tifosi giallorossi, ha patrocinato in questi mesi l'iniziativa di una parte della tifoseria romanista a favore del ritorno alla tradizione, con la riproposizione del vecchio stemma del club con l'acronimo ASR. Queste le dichiarazioni di Contucci ai microfoni di Rete Sport:
 

“Rispetto a quanto è emerso questa mattina, ci tengo a chiarire che l'incontro a Trigoria con Fienga è avvenuto non alla presenza di 4 tifosi della Sud, ma di due soli tifosi, di cui uno storico giallorosso, quindi un incontro paradossalmente trasversale, che avvolge l'intero arco costituzionale del tifo. Abbiamo raccolto 13 mila firma alla petizione per la riproposizione del vecchio stemma, che dal 1928 è sulla carta sociale della Roma. Non c'è stato ancora nessun accordo, nel senso che è e sarà la Roma a decidere, però le sensazioni sono positive: fa piacere che abbiano ascoltato l'istanza dei tifosi. Non credo sia qualcosa di sconvolgente, abbiamo consegnato una lettera in italiano e inglese per il Presidente Friedkin. E' un segnale d'apertura della nuova proprietà rispetto alla precedente gestione. Ci tengo a precisare che ci riferiamo allo stemma con la lupa capitolina e l'acronimo ASR, che corrisponde perfettamente allo stemma sociale del club. Le forme grafiche ovviamente possono variare e corrono con l'evoluzione grafica della modernità. E' un'esigenza identitaria, rispetto alla quale non capisco certe polemiche che sono scaturite sui social. Non so personalmente se dal 5 ottobre ad oggi ci sia presa una decisione definitiva, ma ci auguriamo che quanto riportato oggi dalla Gazzetta dello Sport sia vero e che il vecchio stemma torni sulle maglie da gioco della prossima stagione, perchè ha la stessa legittimità storica ad esempio del lupo di Gratton che vediamo utilizzato spess e volentieri negli ultimi anni"
 

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Fonseca: “Lottiamo per la Champions. Florenzi? Io lo avrei tenuto”

Il tecnico Paulo Fonseca è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida di domani sera contro il Benevento

La Nazionale ha detto che Pellegrini vicino alla porta dà qualcosa in più. Pensa che sia giusto puntare su di lui in mediana?
Può giocare in diverse posizioni, con il Verona ha giocato come in Nazionale. Può fare anche il trequartista, ma penso che abbia giocato molto bene. E’ molto importante per la nostra squadra e sta facendo molto bene. Può giocare anche come mediano o come ala.

Con questo sistema di gioco non è stata una leggerezza mandare via Florenzi?
Io volevo che Florenzi rimanesse con noi, sarebbe stato utile in questo sistema. Lui ha deciso di giocare al PSG e capisco questa decisione. Però era mia intenzione farlo restare.

Dopo la partita col Siviglia è successo qualcosa con Dzeko? Com’è il rapporto con lui?
Non è successo niente, lui è motivato. Non c’è nessun problema con lui.

Mirante sarà titolare in campionato e Pau Lopez in Europa?
Mirante sarà titolare domani. Vedremo poi.

Lei ha detto che manca un ds. E’ un problema non avere una figura di supporto?
La società sta cercando un ds perché ne abbiamo bisogno. E’ molto importante averlo.

Ha detto anche che sul mercato si sarebbe potuto fare di più. Pensa che la squadra sia inferiore a Lazio, Milan e Napoli?
Ho detto che nessun allenatore è mai soddisfatto della squadra. Vogliamo sempre di più, ma è normale. Però io non ho mai detto che non possiamo lottare con queste squadre, ma il contrario. Noi vogliamo fare più di loro e lottare per la Champions.

Con l’assenza di Mancini e Smalling, Fazio e Juan Jesus torneranno utili alla causa?
Loro si stanno allenando con noi, poi la decisione è la mia in funzione della partita.

Ha fatto capire che manca un giocatore sulla trequarti. Ci sarà la possibilità di vedere Dzeko e Mayoral insieme?
Può succedere in alcuni momenti della partita, ma è difficile iniziare un incontro con loro due assieme. Dipende dal risultato. Adesso la squadra sta lavorando su un altro sistema, non è abituata a giocare con due attaccanti.

Con la partenza di Under e Kluivert e l’abbassamento di Pellegrini, Villar può trovare più spazio dal 1′ come trequartista?
Sì, sta imparando molto ed è vicino a quello che io voglio. Per lui è difficile giocare come Pedro o Mkhitaryan, può farlo come unico trequartista o più indietro. Giocherà molte partite in questa stagione.

Domani arriva un Benevento in fiducia. Il fatto che i campani possano entrare all’Olimpico con uno spirito più leggero rappresenta una difficoltà in più?
Il Benevento è una buonissima squadra, coraggiosa e in fiducia. L’allenatore è molto bravo e ha giocatori con esperienza. Domani sarà una partita difficile.

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Smalling, lieve distorsione al ginocchio sinistro: salterà Roma-Benevento

Chris Smalling, al 99% salterà Roma-Benevento. Questa mattina il centrale inglese si è sottoposto ad alcuni accertamenti che hanno confermato una lieve distorsione al ginocchio sinistro. Il calciatore oggi ha svolto un lavoro individuale e sarà valutato giorno per giorno.

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Prima Pagina ReteSport: Ds Roma, sempre più direzione tedesca. Arriverà anche un DG. Dzeko, possibile spalmatura dell’ingaggio.

PRIMA PAGINA RS – A Trigoria tiene banco in queste ore il borsino del nuovo ds, che ieri Paulo Fonseca ai microfoni di Record ha definito "un'assenza importante e decisiva nel corso dell'ultimo mercato", annunciando contestualmente che la nomina è in dirittura d'arrivo. Venuta meno – almeno ufficialmente – la candidatura di Paratici, che è stato riconfermato come direttore dell'area sportiva bianconera, i Friedkini – che stanno valutando in totale autonomia – sono sempre più rivolti verso la Germania. 

Il candidato in pole position è Jonas Boldt: i rumors italiani sono stati confermati anche dalla Germania nelle scorse ore da testate importanti come la Bild e la società incontrerà nuovamente l'ex Leverkusen la prossima settimana, alla presenza fisica di Watts (braccio destro di Friedkin) e virtuale dei legali della proprietà. L'Amburgo vorrebbe proporre un rinnovo pluriennale a Boldt (contratto in scadenza nel 2021) ma il nuovo incontro suggerisce l'idea che la Roma sia vicina ad un accordo. Confermata la volontà di Friedkin di ingaggiare anche un DG, che abbia maggiori aderenze col nostro calcio. Rangnick, Gandini, Boban e Voeller i nomi sul tavolo, oltre a qualche altra carta ancora celata.

Capitolo Dzeko: il bosniaco – che post lockdown ha segnato solo 5 reti in 17 sfide ufficiali tra Roma e Bosnia, ha aperto alla possibilità di spalmare il suo ingaggio da 7,5 milioni di euro in tre annualità, con prolungamento a giugno 2023 e un sostanziale bonus come premio di ringraziamento per aver accettato il piano finanziario di riduzione dei costi.

 

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Roma, Fonseca: “Potevamo fare un mercato migliore”

Paulo Fonseca ha deciso di fare un bilancio sul mercato concluso con gli acquisti di Borja Mayoral, Smalling, Kumbulla, Mkhitaryan e Pedro, e le cessioni di Perotti, Kluivert, Under e Kolarov. Il tecnico portoghese avrebbe voluto qualche rinforzo in più per provare a migliorare il quinto posto raggiunto la scorsa stagione. Queste le sue parole rilasciate al portale "Record". 

La sua seconda stagione in Italia è iniziata da poco. Nel complesso, cosa vi aspettate per il 2020/21?
Questi sono tempi difficili a causa della pandemia, quindi è difficile proiettare il futuro. Ora iniziamo la mia seconda stagione e dobbiamo renderci conto che c’è stato un profondo cambiamento nel club da quando sono arrivato. C’è stato il cambio di proprietà, ora c’è la questione del direttore sportivo che può finalmente arrivare. È importante che il club sia in grado di stabilizzarsi e di trovare il giusto equilibrio in modo da poter ottenere risultati positivi. L’obiettivo della squadra è quello di fare meglio della scorsa stagione in cui abbiamo iniziato a costruire una squadra molto giovane, ma dobbiamo anche capire la realtà e il contesto in cui siamo inseriti. Tenendo in considerazione che ci sono due squadre che fanno investimenti molto più grandi della Roma. C’è una squadra con un progetto solido da diversi anni che non è cambiata molto, che è l’Atalanta e che sarà più forte quest’anno dopo l’esperienza di Champions. La Lazio è una squadra che non è cambiata negli ultimi anni, ha anche lo stesso allenatore da cinque stagioni e ha processi consolidati. C’è un Milan più forte, che si è rafforzato molto bene, che ha investito bene, così come il Napoli. Vogliamo essere in questa lotta per la Champions League, consci che ci sono due o tre squadre in lotta per il titolo e le altre lotteranno per la qualificazione alla Champions League.

Il 5° posto della scorsa stagione la rende felice considerando che è stata la sua stagione d’esordio nel campionato italiano?
Non mi considero mai soddisfatto, neanche quando vinco. Sono sicuro che è stata una stagione molto positiva in cui siamo riusciti a ottenere 70 punti e questi 70 punti nella stagione precedente (2018/2019) ci avrebbero dato accesso al terzo posto. Questo non è successo perché ci sono state quattro squadre che hanno fatto una stagione eccellente, molto di più di quelle degli ultimi anni. Dobbiamo ricordare che abbiamo iniziato un progetto con 14 nuovi giocatori. Abbiamo creato un modo di gioco offensivo, siamo la seconda squadra della Serie A (dopo l’Atalanta) che crea più situazioni da gol e occasioni per segnare. Nella maggior parte degli incontri, siamo stati una squadra dominante. Abbiamo avuto il record di gol segnati (77) e abbiamo anche battuto la squadra campione (la Juventus) e credo che abbiamo finito bene la stagione in Serie A. Tanto che la squadra non perde in campionato da 11 partite. Nelle ultime 11 gare abbiamo fatto 3 pareggi e 8 vittorie. E’ anche importante sottolineare che in questo processo di trasformazione della squadra è stata fondamentale la crescita di molti giocatori e soprattutto dei più giovani. Ibanez, Mancini, Veretout, Pellegrini, Zaniolo, Diawara che Spinazzola sono oggi giocatori molto più maturi e valorizzati.

In un’intervista a Record ad agosto, ha detto: “Voglio continuare ad avere una squadra offensiva, che gioca nella metà campo avversaria e con la linea difensiva lontana dalla sua porta. Ci stiamo preparando per giocare sempre così, ma la Serie A è un campionato impegnativo, soprattutto a livello tattico. Dovremo essere una squadra sicura dal punto di vista difensivo, ma io dico sempre che il modo migliore per difendere è tenere palla. Credo che la Roma avrà la palla la maggior parte del tempo e quindi difenderà meglio”. Ritiene che questo sia stato raggiunto?
Sì, credo che siamo riusciti a creare una squadra offensiva. Una squadra che gioca la maggior parte delle partite nel centrocampo avversario ad attaccare e provare a costruire. Ci prepariamo ad essere una squadra ancora più offensiva in questa stagione e che ha più la palla. Una delle cose che mi propongo in questa stagione è di aumentare il controllo del gioco con la palla, di continuare ad essere una squadra offensiva e di subire meno gol, sapendo che il campionato italiano è molto specifico e molto impegnativo dal punto di vista tattico. Tra l’altro, la squadra al momento è pronta a giocare con due sistemi tattici e può farlo per tutta la stagione, ma questo non significa che le principali intenzioni della squadra cambino.

Nella stessa intervista di agosto ha anche detto: “In questi due o tre anni vinceremo qualcosa, è una convinzione che ho e che credo sempre più spesso.” A poco più di un anno di distanza, si è rafforzata questa convinzione o credo che ci vorrà più tempo per realizzare questa idea?
Sono sempre una persona ottimista. Ma questo spirito positivo non mi fa scappare dalla realtà. La realtà è che ci sono squadre in Serie A che hanno avuto più stabilità e hanno investito molto di più della Roma. Nonostante questo, non è cambiata questa mia convinzione, e proseguo con dedizione e lavoro per poter raggiungere questo obiettivo e dare questa gioia ai tifosi di Roma.

Per tre stagioni ha vissuto in una realtà allo Shakhtar dove ha vinto quasi tutte le partite, soprattutto in casa, ed è stato sempre campione. A Roma e in un campionato molto più impegnativo la realtà è diversa. È stato difficile adattarsi o si è adattato facilmente al nuovo contesto?
Credo di essermi adattato facilmente al nuovo contesto. È estremamente motivante allenarsi qui in Italia. Ogni partita è una storia diversa e questo è estremamente entusiasmante per un allenatore che è innamorato del gioco come me. La verità è che la mia squadra gioca sempre per vincere e allo Shakhtar ho avuto questa possibilità. Qui a Roma è più difficile, teniamo presente che la Roma non vince un trofeo da oltre 12 anni e la gente deve capire che vincere in Italia è molto più difficile, tanto che negli ultimi anni ha vinto quasi sempre solo la Juventus.

Il processo di cambio di proprietà della Roma ha avuto un impatto sulla preparazione della stagione? Se sì, in che misura?
Quando c’è un nuovo proprietario sappiano che le aspettative sono molto alte e che la gente si aspetta grandi investimenti nella squadra di calcio. Penso che il nuovo presidente sia entrato nel club in modo molto equilibrato e realistico, comprendendo la realtà del club. Penso che per noi sia stata estremamente importante la loro vicinanza, soprattutto alla squadra, la loro preoccupazione per risolverne i problemi, risolvere tutto ciò che è legato al funzionamento del team; tutto questo è stato molto importante per noi. Sono rimasto molto colpito in senso positivo.

Qual è la sua valutazione del mercato estivo di Roma? È completamente soddisfatto o si aspettava più rinforzi in alcune posizioni?
Noi allenatori non siamo mai soddisfatti dal mercato. Ci sono una o due posizioni in cui avremmo potuto migliorare. È stato il mercato più difficile degli ultimi anni a causa della pandemia. Ci sono ovviamente grandi preoccupazioni finanziarie da parte dei club e la verità è che ci sono stati molti prestiti e scambi e questo significa qualcosa. Ora, per me, era importante avere Smalling, era importante avere Pedro e Mkhitaryan e sono stati importanti gli arrivi di Kumbulla e Borja Mayoral. Penso che sarebbe stato importante l’arrivo di un giocatore per sostituire Kluivert, ma non è stato possibile. Ora non dimentichiamo che la Roma è stata senza un direttore sportivo per diversi mesi, il che ha influenzato anche i nostri movimenti sul mercato.

Il nuovo proprietario ha già rivelato pubblicamente che vuole fare della Roma uno dei migliori club del mondo. Cosa pensa che sia necessario per raggiungere questo status?
Le migliori squadre del mondo non si costruiscono in due giorni, bisogna dare a questo presidente il tempo di lavorare in modo equilibrato. Il club ha bisogno di pensare ora a breve termine per poter ottenere successo in futuro. Penso che sia importante avere un direttore sportivo che possa aiutare molto a costruire una squadra vincente in futuro.

Come ha affrontato la notizia che i nuovi proprietari non contavano su di lei e che c’erano anche dei nomi pensati al suo posto? Ha mai pensato che il suo posto sarebbe stato in pericolo?
Cerco di vivere ogni giorno in modo equilibrato. Se mi lasciassi condizionare da ciò che viene speculato, di sicuro non avrei successo. Sono sempre stato concentrato esclusivamente sul mio lavoro. La verità è che nelle mie conversazioni con i nuovi proprietari ho sempre sentito totale fiducia nel mio lavoro.

I tifosi della Roma sono noti per il loro modo intenso di vivere il club. Come si è sentito da quando è entrata nel club?
Mi sento sempre molto sostenuto e amato dai tifosi. Possiamo dire che, in termini di passione e di amore per il club da parte dei suoi tifosi, la Roma vincerebbe sempre lo scudetto. Questo club e questi tifosi credetemi, sono speciali. Mi piacerebbe vincere un titolo alla Roma perché questi tifosi se lo meritano.

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ESCLUSIVA RETESPORT – Foggia (Ds Benevento): “Con la Roma gara difficile ma ce la giocheremo. Volevamo Kluivert. Colpito dall’umiltà di Iago Falque”

Pasquale Foggia, direttore sportivo del Benevento, è intervenuto in esclusiva nel pomeriggio ai microfoni di ReteSport 104.2 FM:

Complimenti per il lavoro che state facendo e per l'esordio in questo campionato.
"Grazie, stiamo facendo bene, in Serie A bisogna essere propositivi, altrimenti sei una squadra sparagnina, fai fatica. Abbiamo iniziato bene il campionato. E' stata fondamentale la prima vittoria a Genova contro la Samp: dopo il 2-0 subito eravamo convinti di ribaltarla,  sono venuti fuori i nostri valori e le nostre qualità morali"

Il tuo ruolo nel club è cresciuto?
"Ho fatto calcio, un'esperienza importante che mi porto dietro, chiaramente poi il ruolo del ds è difficile e diverso da quel del calciatore, sto imparando e si prova a migliorare ogni giorno"

Il vostro obiettivo è restare in A?
"Grazie al presidente, che vive il calcio con la passione d'un tempo e la voglia di fare bene, il nostro obiettivo è di provare a salvarci, dopo una prima stagione – due anni fa – non felice. Vogliamo giocarcela fino alla fine. La mia fortuna è lavorare con un presidente che ha voglia di costruire, sono testimone di un progetto vero non fatto di chiacchiere, stiamo costruendo dalla A alla Z tutto ciò che avevo in mente, condiviso ovviamente con i vari reparti della società"

C'è qualcosa sul mercato che vi è sfuggito?
"Onestamente no, perchè la squadra è stata pensata già dallo scorso anno, nei ruoli e  nelle caratteristiche insieme a mister Inzaghi. Abbiamo preso giocatori adatti al nostro progetto, sono contento"

Avete portato giocatori di livello come Iago Falque, Glick, Dabo o Caprari. Come nasce questa politica?
"Racconto un aneddoto simpatico: Dabo l'ho preso dalla Fiorentina scambiandolo con un ragazzo giovane del Benevento, è un'operazione che parte da lontano"

E' vero che hai provato anche con Kluivert e Villar?
"Kluivert sì, lo abbiamo chiesto, Villar no. L'olandese ha scelto il Lipsia, ha fatto altre scelte, gli avevamo proposto di giocare da noi un anno per crescere e tornare, magari con maggiore esperienza, alla Roma"

Inzaghi?
"Lo seguivo da due anni, lo conosco da giocatore, è un amico, a Venezia ha fatto benissimo, è un'idea condivisa e apprezzata dal presidente Vigorito sin dall'inizio"

Che partita sarà con la Roma?
"Mi aspetto ovviamente una gara difficile, la Roma ha un potenziale importante, sono le classiche partite per noi sulla carta proibitive, ma mi piace lo spirito del mio Benevento, che se la gioca con tutti, con grande entusiasmo, senza timori reverenziali. Dopo la retrocessione dalla A alla B abbiamo fatto fatica per qualche mese, sul mercato non si può acquistare l'anima e oggi questo è il nostro punto di forza. Abbiamo costruito un gruppo con dei valori importanti, con uno spessore umano e caratteriale importanti"

Iago Falque, lo hai voluto fortemente. Perchè?
"Posso sbagliare su tutti i ruoli, tranne quello offensivo perchè era il mio. Iago è un grande calciatore, mi ha colpito tanto la sua umiltà, è un ragazzo fantastico"

Caprari, gestito da Totti. Avete trattato con lui?
"Sì abbiamo parlato anche con Francesco e con gli altri legali dell'agenzia. Spero possa consacrarsi con noi"

 

 

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Roma, tutti negativi i tamponi dei nazionali

La Roma tira un sospiro di sollievo. Sono infatti tutti negativi i tamponi ai quali sono stati sottoposti i giocatoririentrati oggi nella Capitale dopo gli impegni con le rispettive nazionaliDzeko, Kumbulla, Mkhitaryan, Spinazzola, Mancini, Cristante e Pellegrini sono sbarcati a Roma questa mattina: prima di rientrare a Trigoria, i giocatori sono stati sottoposti al test del tampone per verificare che non ci siano altre positività dopo il caso Diawara. Tutti esiti negativiche consentiranno i calciatori di allenarsi questo pomeriggio a Trigoria, tra lavoro di scarico e in gruppo con i compagni.