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Le voci di Retesport: pensieri sulla Roma di speaker e opinionisti (23 Febbraio 2021)

Ecco il nostro spazio quotidiano nel quale potrete leggere i commenti sul mondo Roma degli speaker e degli opinionisti di Retesport. 

LE VOCI DI RETESPORT 23 Febbraio 2021

GIANLUCA PIACENTINI: "Credo che le strade di Totti e della Roma siano destinate a ricongiungersi. Non me lo immagino tra dieci anni a fare il procuratore, me lo immagino di più con un ruolo in società, un ruolo che gli permetta di sfruttare la sua capacità di riconoscere i talenti e di attirarli con il suo appeal."

MASSIMILIANO MAGNI: "Contro il Braga farei riposare quanti più calciatori possibili. In attacco farei giocare Borja Mayoral, e Dzeko titolare contro il Milan"

CICCIO GRAZIANI: "Fonseca domenica forse ha sbagliato un po' il timing dei cambi, ma contro il Benevento bastava ampiamente la qualità dei calciatori in campo, già dall'inizio, per sbloccare la partita e portare a casa i tre punti. L'allenatore può cambiare tatticamente l'assetto di una squadra, ma poi ciò che determina è l'atteggiamento dei calciatori in campo. Negli ultimi 10 minuti il Benevento ha giocato dentro la propria area di rigore"

STEFANO PICCHERI: "Non era possibile vincere tutte le gare contro le piccole, è accaduto contro il Benevento. Noto in Fonseca una scarsa perspicacia tattica. Rispetto agli allenatori italiani, il lusitano è scolastico nella lettura delle gare. Quando il gioco si va duro, quando c'è da prendersi le responsabilità, giocatori come Mkhitaryan o Pedro dovrebbero prendersi il pallone. A mio modo di vedere la Roma ha dei limiti di personalità, anche in quei calciatori che tecnicamente dovrebbero fare la differenza soprattutto in partite complicate come quella del Vigorito"

CHIARA ZUCCHELLI: "Chi di Totti estrapola solo certe frasi è in malafede. Da Vieri ha fatto un discorso estremamente maturo, sia sulla Roma sia sulla sua agenzia”

GIULIA MIZZONI: “Con il Braga sarà importante non subire gol sopratutto in momenti del match che possono mandare la squadra mentalmente in difficoltà. Detto ciò, la Roma per DNA non è una squadra che si parcheggia davanti alla porta avversaria, quindi immagino rotazioni in vista del Milan, ma senza cambiare l’intenzione”.

PAOLO ASSOGNA: "Fonseca ha lasciato il segno in negativo contro il Benevento. Se tieni Jesus in panchina snaturando due giocatori (Spinazzola e Bruno Peres) fai un errore. Borja Mayoral? Non c’erano spazi, sarebbe servito Dzeko. Mi risulta che Dzeko giocherà con il Braga, poi non so se il bosniaco giocherà anche contro il Milan. Fonseca al momento sembra irremovibile nell’alternanza degli attaccanti: le scorie tra il tecnico e Dzeko sono rimaste, è inevitabile. Nemmeno un pazzo può pensare che Borja Mayoral sia al livello di Edin Dzeko". 

FRANCO PECCENINI: "Fonseca dovrà necessariamente scegliere una formazione di livello contro il Braga, perché in Europa nessuno ti regala nulla. Schiererei Dzeko giovedì, perché Fonseca ha il dovere di recuperare il bosniaco che a sua volta ha necessità di ritrovare brillantezza e minutaggio. Con i movimenti del nove giallorosso, potresti esaltare le qualità in ripartenza di El Shaarawy e Pedro sugli esterni"

FABIO PETRUZZI: "La Roma non deve prendere sotto gamba il Braga, anche perché con il Covid, il fattore campo è stato momentaneamente eliminato. A livello offensivo possono metterti in difficoltà, servirà grande concentrazione. Se fossi Fonseca manderei in campo la miglior formazione. Sceglierei Dzeko giovedì e Mayoral domenica"

CHECCO ODDO CASANO: "Mi aspetto grande concentrazione da parte della Roma per la sfida europea di giovedì, perché nonostante il 2-0 dell'andata non si deve sottovalutare la forza dei lusitani. Schiererei un tridente leggero con Pedro, El Shaarawy e Mayoral, per sfruttare spazi e ripartenze. Totti? Ha fatto considerazioni giuste anche sulla Roma. La presenza di un uomo di campo in società è un aspetto che la nuova proprietà sta valutando. Il fatto che abbia incontrato Tiago Pinto, che era abituato a lavorare in sinergia con un grande ex calciatore come Rui Costa, penso sia propedeutico nel prossimo futuro a ragionare su un suo possibile ritorno, ma non credo nell'immediato"

MAX LEGGERI: "La Roma non deve commettere l'errore di sottovalutare il Braga, pensando in anticipo al Milan. I lusitani verranno qui con grande voglia di ribaltare il match e stanno disputando una grande stagione. Dal punto di vista tattico, sarebbe più appropriato Mayoral dall'inizio contro il Braga e Dzeko contro il Milan, ma Fonseca sembra aver stabilito delle gerarchie diverse. Totti? Lo riporterei di corsa a Trigoria e il ruolo può essere solo uno: direttore tecnico"

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Roma, ‘lo strano caso’ del fattore campo: l’Olimpico è un fortino, in trasferta si fatica

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano – Un anno fa esatto la Roma disputava all'Olimpico l'ultima partita alla presenza del suo pubblico. In Sud sventolavano fiere le bandiere con i vessilli giallorossi, il cielo del tardo pomeriggio nella capitale mostrava un tramonto meraviglioso. Sugli spalti le prime mascherine, il Coronavirus era sbarcato già da qualche giorno nel nostro paese, ma ancora non c'era la chiara consapevolezza di ciò che sarebbe avvenuto di lì a poche settimane. 

Quattro reti della squadra di Fonseca sul Lecce, poi il buio Covid e la lontananza della tifoseria che oggi festeggia un triste anniversario. Uno degli aspetti che ha inciso di più su questo calcio 2.0 è proprio il fattore campo, eliso dalla chiusura forzata degli impianti. I numeri della Roma però riflettono una realtà in totale controtendenza. Perché se in casa i giallorossi hanno un rendimento da Scudetto con 2,5 punti di media a partita, frutto dei 30 punti conquistati in 12 apparizioni, in trasferta la situazione è diametralmente opposta: 1,27 punti di media, 14 su 11 sfide (in attesa del punto maturato sul campo a Verona, ma rimosso dalla giustizia sportiva).

Certo, lontano dalle mura amiche i giallorossi hanno affrontato avversarie importanti: Juventus, Milan, Lazio, Napoli e Atalanta e recentemente il tecnico lusitano, parlando delle difficoltà negli scontri diretti, ha letteralmente detto: "ora le affronteremo quasi tutte in casa al ritorno". Il pubblico sarà ancora assente, ma è come se inconsciamente la Roma all'Olimpico si sentisse più libera di esprimere il suo gioco e mostrare il suo calcio, fatto di verticalizzazioni, combinazioni e gol, tanti gol. L'ultima sconfitta dei capitolini in casa risale allo scorso 2 luglio (0-2 contro l'Udinese). Poi in 20 sfide tra campionato e coppe, 14 vittorie e 5 pareggi e 1 sconfitta (contro lo Spezia in Coppa Italia ai supplementari, tramutata in uno 0-3 a tavolino per il noto caso delle sei sostituzioni). La morale? Per raggiungere la qualificazione in Champions, la Roma dovrà migliorare sensibilmente il suo rendimento in trasferta, cercando di mantenere blindato il fortino Olimpico.

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Prima Pagina ReteSport: Fonseca recupera Cristante e pensa ad El Sha per il Braga. Totti si candida: “Alla Roma serve una figura che conosca l’ambiente”.

PRIMA PAGINA RETE SPORT – Braga e Milan nel mirino. La Roma questa mattina tornerà a lavorare a Trigoria per preparare la doppia sfida casalinga. In Europa i giallorossi devono difendere i due gol dell'andata, possibilmente evitando di subire reti e magari provando a chiudere la pratica per risparmiare energie in vista dei rossoneri. Previsto il recupero di Cristante, difficile quello di Kumbulla che probabilmente rientrerà contro la formazione di Pioli. Out Smalling e Ibanez. 

Curiosità statistica: nonostante l'assenza di pubblico e un fattore campo di fatto eliminato causa Covid, la Roma in casa ha un ruolino da Scudetto mentre in trasferta da metà classifica. Nei match casalinghi i giallorossi hanno totalizzato ben 30 punti in 12 partite nelle quali non sono arrivate sconfitte, facendo per il momento (l'Inter ha una gara in meno a San Siro) meglio di chiunque altro e ottenendo un bottino totale di 31 gol segnati e 13 subiti.

Lontano dall'Olimpico l'andamento è del tutto differente, con appena 14 punti conquistati in 11 sfide (sul campo sarebbero 15, si attendono ancora segnali dal Coni sul ricorso per il 3-0 con il Verona) e una media punti che scende a 1,27, la peggiore di tutte le big della Serie A.

Procede bene il percorso di Zaniolo, che ha avuto soltanto un contatto con il professor Fink, con cui si sente con grande frequenza: la visita medica decisiva per avere l’ok agli allenamenti in gruppo è fissata per la seconda metà di marzo. 

Capitolo Totti: il capitano giallorosso ospite della Bobo TV parla del suo distacco dalla Roma e del suo possibile ricoinvolgimento, svelando di aver incontrato Tiago Pinto: «Alla Roma manca una figura italiana in società, che conosca l'ambiente, sono tutti stranieri. Ancora non ci sono stati contatti con i Friedkin, nel caso ci parlerei. Ho incontrato Tiago Pinto ma al momento ho intrapreso un percorso che voglio portare a termine, certo dire no alla Roma non sarebbe facile». Poi l’ex capitano ha concluso con amarezza: «Mi sarei ucciso pur di non lasciare Trigoria, mi sarei visto per sempre dentro la Roma ma le situazioni mi hanno portato altrove. Mi sono sentito messo al muro, ho preso una decisione che mai avrei voluto prendere. Avrei voluto fare il direttore tecnico, ma ero l’ultima ruota del carro».

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Roma, il punto sugli infortunati: Cristante e Kumbulla sulla via del recupero, Smalling punta il Milan

Alcuni calciatori questa mattina hanno lavorato a Trigoria, nonostante Fonseca abbia concesso una giornata di riposa al resto del gruppo. Nello specifico i vari infortunati, che sono quasi tutti appartenenti come noto al reparto difensivo. Buone notizie per Cristante, che tra domani e dopodomani tornerà stabilmente in gruppo. Superato dunque il problema alla schiena accusato giovedì scorso a Braga.

Contro i lusitani potrebbe esserci anche Marash Kumbulla: il difensore italo-albanese ha smaltito quasi del tutto il risentimento muscolare che lo ha tenuto fuori nelle ultime sfide, mentre Smalling punta il recupero contro il Milan. L'inglese sabato scorso ha iniziato a lavorare con il pallone sul campo. Un mese di stop, spingerà Fonseca a non rischiare i tempi per il recupero di una pedina fondamentale. Una decina di giorni di stop ancora per Ibanez. 

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Roma, Pellegrini: “Arrabbiati per il pari, ora dobbiamo recuperare i punti”

C'è delusione a Trigoria per il pareggio maturato contro il Benevento, anche per la superiorità numerica maturata agli inizi del secondo tempo. Tra i più delusi c'è sicuramente il capitano della Roma, Lorenzo Pellegrini, che sui social quest'oggi ha commentato lo stop contro la squadra campana: "Siamo arrabbiati, abbiamo buttato due punti che dovremmo per forza ritrovare in uno dei match importanti! Ora testa a giovedì per il passaggio del turno!!". 

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Le voci di Retesport: pensieri sulla Roma di speaker e opinionisti (22 Febbraio 2021)

Ecco il nostro spazio quotidiano nel quale potrete leggere i commenti sul mondo Roma degli speaker e degli opinionisti di Retesport. 

LE VOCI DI RETESPORT 22 Febbraio 2021

GIANLUCA PIACENTINI: "La Roma ha regalato un tempo, il primo, al Benevento e non è riuscita a sfruttare la superiorità numerica per gran parte del secondo. Hai giocato con il Benevento di Lapadula e Caprari, non contro Lukaku, Ibrahimovic e Ronaldo, per cui se la giustificazione è che loro si sono difesi con 10 calciatori, prepariamoci perché nel girone di ritorno in tanti si difenderanno così contro la Roma"

MASSIMILIANO MAGNI: "Ho avuto la sensazione che ai calciatori della Roma in alcune occasioni manchi quell’urgenza di voler vincere le partite ad ogni costo. Una mancanza di spirito e di anima che mi sembra sia anche un limite di un bravo allenatore come Fonseca."

ANDREA PUGLIESE: "E’ stata un’occasione clamorosa persa dalla Roma contro un avversario modesto e scarso, che si è difeso solamente. Ci sono due errori di partenza:  la prima è la panchina iniziale di Dzeko, sapendo che il Benevento non ti avrebbe dato la profondità, e la seconda riguarda la difesa e il mancato utilizzo di Spinazzola sulla fascia"

GABRIELE FASAN: "Purtroppo anche per la legge dei grandi numeri prima o poi doveva capitare che steccavi con una piccola, è stata una partita stregata per la Roma, non è facile segnare a una squadra che difende in undici in area di rigore. Specialmente se non tiri in porta. Sbagliato schierare dietro Spinazzola e rinunciare alla sua spinta? Questo dà l’idea di quanto Fonseca si fidi dei giocatori che sono ai margini del progetto, ma col Benevento ti dovrebbe bastare Bruno Peres".

ANGELO MANGIANTE: "È stata una serata deludente, anche per la superiorità numerica di quasi tutto il secondo tempo. Borja Mayoral? Con Dzeko in campo ha giocato peggio. Ieri insieme non hanno combinato nulla. Il sistema di gioco di Fonseca per ora non prevede la coppia. Prima o poi doveva arrivare il pari contro una piccola. Sarebbe stato molto difficile vincerle tutte, visto poi come si chiudono le squadre di bassa classifica. Niente drammi, adesso la Roma deve vincere anche qualche scontro diretto. Zaniolo ieri sarebbe servito come il pane, sarebbe stato lo spacca-partite alla Muriel. Dobbiamo aspettare ancora un po’ prima di vederlo in campo".

CHIARA ZUCCHELLI: "Dopo la coppa sbagliare una partita ci sta. Certo, in 10 contro 11 è un rammarico, ma non è che si deve pretendere che la Roma batta tutte le “piccole”. Non è una squadra costruita per lo scudetto, ricordiamocelo”.

GIULIA MIZZONI: "È evidente che Fonseca, che fa l’allenatore di mestiere a differenza mia, sapesse dall’inizio che con Spinazzola nei 3 avrebbe perso la spinta a sinistra, fondamentale contro squadre con le caratteristiche del Benevento. Detto ciò, se contro una squadra in 10, pur rognosa è arroccata,  senza Spinazzola non si può trovare il modo di fare un tiro in porta, resto perplessa”.

MAX LEGGERI: "La Roma a Benevento ha sprecato una grande occasione e non serviva un'impresa ciclopica per battere i campani: ho visto una squadra che ha giocato con scarsa aggressività, con scarsa intensità, convinta di vincere col minimo sindacale. Serviva decisamente qualcosa in più, da parte di tutti, a cominciare dai calciatori che sono scesi in campo in pantofole e non è ammissibile. Fonseca? Ha provato tutte le soluzioni possibili ma mi chiedo perchè la squadra giallorossa abbia giocato con una certa aggressività solo nei minuti finali"

CHECCO ODDO CASANO: "La Roma al Vigorito ha gettato al vento 2 punti contro una squadra modesta e di catenacciari. Più demeriti della Roma che meriti del Benevento, che poteva fare solo quel tipo di partita sporca e speculativa.La forza della Roma è il suo gioco, la sua identità ma quando si trovano muri come quelli di ieri, non è la prima volta, vedere la formazione giallorossa andare in difficoltà. Il fatto di non trovare delle strategie diverse per decriptare certe sfide è un limite su cui si deve lavorare. Le responsabilità di Fonseca sono sulle scelte iniziali e sulla disposizione caotica della seconda parte di gara, quelle dei calciatori di non aver tentato con coraggio qualche giocata individuale in più"

FRANCO PECCENINI: "Un passaggio a vuoto, dopo la gara europea poteva accadere. Non c'è da fare drammi: ho visto una Roma ancora un po' svuotata mentalmente dopo l'enorme dispendio d'energie di giovedì a Braga. I demeriti sono dei giallorossi, perché il Benevento ha giocato una partita difensiva normalissima. E' stata persa una grande occasione per accorciare sul Milan. Dzeko? Non mi pare che nei 40 minuti in cui ha giocato abbia fatto la differenza. Non si può trascorrere un'intera stagione a parlare di Dzeko…"

FABIO PETRUZZI: "Ieri la Roma ha fatto tanti passi indietro rispetto a quanto aveva mostrato contro le piccole. Nel girone di ritorno queste squadre giocheranno col coltello tra i denti, con un atteggiamento diverso e questo schieramento produce maggiori difficoltà alla Roma. C'è grande rammarico, perché vincere ieri, avrebbe permesso ai giallorossi di mantenere un certo distacco su chi la insegue e di avvicinarsi al Milan. La Roma gioca un ottimo calcio, ma soltanto giocando bene a calcio alla lunga i traguardi non li raggiungi. Serve maggiore aggressività. Fonseca? Nel leggere le partite è ancora carente"

(in aggiornamento…)

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Prima Pagina Rete Sport: Roma ‘stregata’ da Inzaghi. Terzo clean sheet consecutivo ma l’attacco fa cilecca. Zaniolo, controllo dal Prof. Fink

PRIMA PAGINA RETE SPORT – La Roma si ferma al Vigorito, in una serata che in caso di vittoria le avrebbe consentito di accorciare sul secondo posto occupato dal Milan. Una partita stregata, non giocata al 100% dai giallorossi – privi di quasi tutta la difesa titolare – ma agevolata dall'espulsione di Glik nella ripresa. Terzo clean sheet consecutivo per Pau Lopez, una novità assoluta per lo spagnolo da quando sta nella capitale, ma l'attacco ha fatto cilecca. Fallito l'esperimento della doppia punta centrale, con Dzeko e Mayoral che – schierati insieme nella ripresa – non hanno trovato misure e movimenti giusti. Male anche Mkhitaryan, Pellegrini e Villar, incapaci di ispirare azioni da gol nitide. Giusto l'annullamento del calcio di rigore conquistato al 95' da El Shaarawy, per fuorigioco precedente del capitano romanista.

Contro il Braga giovedì Fonseca dovrà nuovamente fare la conta in difesa: la squadra tornerà ad allenarsi domani mattina alle 11:00, da verificare le condizioni di Cristante e Kumbulla. Out certamente Ibanez, Smalling potrebbe recuperare col Milan. Intanto Zaniolo quest’oggi sarà visitato dal professor Fink – colui che lo ha operato a settembre al legamento crociato del ginocchio sinistro – per fare il punto della situazione. Dopo la visita dovrebbe arrivare la conferma: Nicolò potrà tornare a correre. E lo farà subito. Già da mercoledì.

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Villar: “Siamo arrabbiati. Benevento davanti alla porta, noi non tiriamo da fuori”

La Roma fallisce l’occasione per portarsi a tre punti dal secondo posto. Al termine del match Villar è intervenuto ai microfoni delle emittenti televisive per raccontare la gara: "Siamo tutti arrabbiati perché era una buona opportunità per avvicinarci al secondo posto. Ma ci sono partite in cui non si riesce a fare ciò che si era preparato", ha dichiarato a Roma Tv.

Cosa? 
"Erano tutti e undici davanti alla porta, per noi è stato difficile perché abbiamo sbagliato l’ultima scelta e l’ultimo passaggio, io per primo. Ora testa a giovedì, poi il Milan".

In questi casi, perché non si tira dalla distanza?
"Sì, è una cosa di tutta la squadra ma io per primo devo lavorare per tirare da fuori. Non lo faccio mai, non so perché neanche guardo la porta. È un difetto che devo migliorare. Non abbiamo fatto molti tiri in porta, domani e dopodomani dobbiamo lavorare, ora non possiamo fare niente".

Serviva più pazienza, velocità?
"Appena finita la partita posso dire qualcosa ma non l’ho vista, domani la rivedrò. Oggi abbiamo fatto male, qualcosa abbiamo sbagliato. Domani inizieremo a lavorare per fare meglio quando una squadra si metterà davanti alla porta. Con più pazienza".

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Benevento-Roma 0-0, le pagelle di ReteSport: giallorossi confusi e poco lucidi

Una partita trappola, dopo le fatiche di Coppa, che la Roma non è riuscita a decriptare. La Roma si ferma al Vigorito – per la prima volta in stagione contro una delle squadre della colonnina di destra della classifica – gettando al vento due punti che le avrebbero permesso di accorciare sul secondo posto. Giallorossi confusi, poco lucidi in zona offensiva, con una linea difensiva sperimentale, ma con tutta la qualità offensiva a disposizione che Fonseca non è riuscito a sfruttare al meglio.

Le pagelle di Benevento-Roma 0-0 della redazione di Rete Sport:

Pau Lopez 6 – Spettatore non pagante della partita. Un paio di parate agevoli centrali, poi ordinaria amministrazione

Fazio 6 – Torna titolare in campionato e ci mette un po’ a scrollarsi la ruggine di dosso. Inizialmente fortemente impacciato, poi gestisce con esperienza fino al cambio del finale l'ammonizione ricevuta da Pairetto

Mancini 6 – Bravo ad annullare l’unico reale pericolo dei campani – Lapadula – gestendo da libero una linea sperimentale. E’ mancata la sua verve in fase di spinta sul centro-destra

Spinazzola 6,5 – E’ l’unico che ha provato, anche da centrale, a suonare la carica nel primo tempo. Imbrigliato in una posizione arretrata, tenta di scatenarsi sull'esterno senza trovare però lo spunto giusto nella ripresa.

Karsdorp 5 – La corsa c’è, la precisione nell’ultimo passaggio quasi mai. Pesa tantissimo l’occasione nel secondo tempo in cui l’olandese sbuccia un pallone al volo che, se colpito bene, avrebbe permesso a Dzeko di insaccare in rete

Villar 5 – Prima prestazione negativa dello spagnolo dopo una serie infinita di prove convincenti. Sbaglia diversi appoggi semplici in avvio, non trovando quasi mai la soluzione giusta per superare le due linee serrate avversarie.

Veretout 5,5 – Uno dei pochi a mostrare il dinamismo di sempre, ma scarsamente lucido in fase di possesso. Sostituito più per il peso della diffida, che per un reale demerito

Bruno Peres 5 – Catalizza la maggior parte dei palloni offensivi della Roma, risultando totalmente improduttivo. Sbaglia controlli e cross a ripetizione, in quelle rare volte in cui non ha giocato il pallone all’indietro

Pellegrini 5,5 – Non trova mai la posizione giusta per ispirare la manovra offensiva, inghiottito dalle maglie difensive del Benevento. Sfortunato nella ripresa quando di testa riesce a superare il muro avversario, ma Caldirola gli nega la gioia del gol

Mkhitaryan 5 – Produce l’espulsione di Glik, con due falli subiti più o meno simili. Per il resto la serata è quelle da dimenticare: senza spunti, senza inventiva, senza strappi di qualità

Mayoral 5 – Non ha quasi mai porzioni di campo da aggredire in profondità, perchè il Benevento si difende per 85′ quasi all’interno della propria area di rigore

Fonseca 5,5 – L’emergenza difensiva non lo spinge di partenza a cambiare assetto. Risulta controproducente la scelta di lasciare arretrato Spinazzola per quasi tutta la partita. Nella ripresa tenta inserendo 3 attaccanti di ribaltare l’inerzia, ma la squadra non si scuote. Troppa confusione

Sost.
Jesus 6
Pedro 5,5
Dzeko 5,5
El Shaarawy 6

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Fonseca: “Roma lenta e poco concreta. Dzeko? Nessuno è titolare”

La Roma pareggia contro il Benevento e perde due punti importanti nella sua corsa Champions. Al termine del match Fonseca è intervenuto ai microfoni delle emittenti televisive per raccontare la gara: "Un passo indietro? No, è stata una partita diffiicile. Il Benevento si è chiuso bene. Siamo arrivati negli ultimi trenta metri senza difficoltà ma poi non siamo stati concreti e siamo stati poco aggressivi. I giocatori hanno capito che dobbiamo essere più concreti", ha dichiarato a Sky.

La posizione di Bruno Peres?
"Ci siamo messi a quattro quando è entrato Dzeko. Sulle corsie siamo stati lenti ad arrivare nelle zone di finalizzazione".

Mancava la brillantezza per la trasferta europea?
"Non credo sia una questione fisica. La squadra ha giocato con l'intenzione di arrivare veloce, ma è mancata anche un po' di iniziativa individuale, i tiri e l'uno contro uno sulle fasce. Il Benevento si è chiuso bene". 

Dal punto di vista tecnico, Borja Mayoral è più affidabile di Dzeko?
"Dzeko ha giocato titolare e bene col Braga, oggi ho scelto Borja. Non abbiamo un titolare, nessuno lo è in questa squadra". 

In Italia c'è poco la tendenza a tirare poco fuori area?
"Dobbiamo tiare di più. Il Benevento ha chiuso al centro molto bene, non abbiamo avuto molte opportunità".

Queste le parole di Fonseca a Roma Tv. 

Cosa non ha funzionato?
"Gli ultimi trenta metri. Siamo arrivati bene lì, dopo siamo stati poco concreti, poco aggressivi e un po’ lenti. La squadra ha sbagliato solo in quello. Il Benevento si è chiuso bene, ha lasciato spazi solo esterni. Abbiamo sbagliato nella velocità del giro palla, nella velocità di decisione…"

C’è un po’ di rimpianto?
"È lo scenario più difficile quando una squadra si chiude come il Benevento. Come ho detto la squadra ha fatto tutto bene fino a quel momento. Abbiamo fatto un cambio per avere più uomini avanti, era difficile fare di più. Ma abbiamo avuto facilità ad arrivare fino ai 30 metri, poi abbiamo sbagliato".

Cosa serviva? Più pazienza, qualità, movimento, personalità?
"Sì, è mancata iniziativa individuale. Contro squadre che difendono così abbiamo bisogno di più iniziative individuali, di non sbagliare cross e passaggi. Non è mancato movimento, siamo arrivati ai 30 metri perché ci siamo mossi, poi abbiamo sbagliato. Non siamo stati molto concreti".

Perché non si è riusciti ad allargare le maglie difensive? Le palle buttate da lontano erano più facili per i difensori… 
"Penso che il gioco è stato largo, il problema è che lì abbiamo cercato l’uno contro uno, contro due, e poi siamo tornati indietro… Quando arriviamo sui corridoi laterali dobbiamo fare i cross velocemente. Il problema sono state le decisioni e la velocità di queste".