Ecco il nostro spazio quotidiano nel quale potrete leggere i commenti sul mondo Roma degli speaker e degli opinionisti di Retesport.
LE VOCI DI RETESPORT 22 Febbraio 2021
GIANLUCA PIACENTINI: "La Roma ha regalato un tempo, il primo, al Benevento e non è riuscita a sfruttare la superiorità numerica per gran parte del secondo. Hai giocato con il Benevento di Lapadula e Caprari, non contro Lukaku, Ibrahimovic e Ronaldo, per cui se la giustificazione è che loro si sono difesi con 10 calciatori, prepariamoci perché nel girone di ritorno in tanti si difenderanno così contro la Roma"
MASSIMILIANO MAGNI: "Ho avuto la sensazione che ai calciatori della Roma in alcune occasioni manchi quell’urgenza di voler vincere le partite ad ogni costo. Una mancanza di spirito e di anima che mi sembra sia anche un limite di un bravo allenatore come Fonseca."
ANDREA PUGLIESE: "E’ stata un’occasione clamorosa persa dalla Roma contro un avversario modesto e scarso, che si è difeso solamente. Ci sono due errori di partenza: la prima è la panchina iniziale di Dzeko, sapendo che il Benevento non ti avrebbe dato la profondità, e la seconda riguarda la difesa e il mancato utilizzo di Spinazzola sulla fascia"
GABRIELE FASAN: "Purtroppo anche per la legge dei grandi numeri prima o poi doveva capitare che steccavi con una piccola, è stata una partita stregata per la Roma, non è facile segnare a una squadra che difende in undici in area di rigore. Specialmente se non tiri in porta. Sbagliato schierare dietro Spinazzola e rinunciare alla sua spinta? Questo dà l’idea di quanto Fonseca si fidi dei giocatori che sono ai margini del progetto, ma col Benevento ti dovrebbe bastare Bruno Peres".
ANGELO MANGIANTE: "È stata una serata deludente, anche per la superiorità numerica di quasi tutto il secondo tempo. Borja Mayoral? Con Dzeko in campo ha giocato peggio. Ieri insieme non hanno combinato nulla. Il sistema di gioco di Fonseca per ora non prevede la coppia. Prima o poi doveva arrivare il pari contro una piccola. Sarebbe stato molto difficile vincerle tutte, visto poi come si chiudono le squadre di bassa classifica. Niente drammi, adesso la Roma deve vincere anche qualche scontro diretto. Zaniolo ieri sarebbe servito come il pane, sarebbe stato lo spacca-partite alla Muriel. Dobbiamo aspettare ancora un po’ prima di vederlo in campo".
CHIARA ZUCCHELLI: "Dopo la coppa sbagliare una partita ci sta. Certo, in 10 contro 11 è un rammarico, ma non è che si deve pretendere che la Roma batta tutte le “piccole”. Non è una squadra costruita per lo scudetto, ricordiamocelo”.
GIULIA MIZZONI: "È evidente che Fonseca, che fa l’allenatore di mestiere a differenza mia, sapesse dall’inizio che con Spinazzola nei 3 avrebbe perso la spinta a sinistra, fondamentale contro squadre con le caratteristiche del Benevento. Detto ciò, se contro una squadra in 10, pur rognosa è arroccata, senza Spinazzola non si può trovare il modo di fare un tiro in porta, resto perplessa”.
MAX LEGGERI: "La Roma a Benevento ha sprecato una grande occasione e non serviva un'impresa ciclopica per battere i campani: ho visto una squadra che ha giocato con scarsa aggressività, con scarsa intensità, convinta di vincere col minimo sindacale. Serviva decisamente qualcosa in più, da parte di tutti, a cominciare dai calciatori che sono scesi in campo in pantofole e non è ammissibile. Fonseca? Ha provato tutte le soluzioni possibili ma mi chiedo perchè la squadra giallorossa abbia giocato con una certa aggressività solo nei minuti finali"
CHECCO ODDO CASANO: "La Roma al Vigorito ha gettato al vento 2 punti contro una squadra modesta e di catenacciari. Più demeriti della Roma che meriti del Benevento, che poteva fare solo quel tipo di partita sporca e speculativa.La forza della Roma è il suo gioco, la sua identità ma quando si trovano muri come quelli di ieri, non è la prima volta, vedere la formazione giallorossa andare in difficoltà. Il fatto di non trovare delle strategie diverse per decriptare certe sfide è un limite su cui si deve lavorare. Le responsabilità di Fonseca sono sulle scelte iniziali e sulla disposizione caotica della seconda parte di gara, quelle dei calciatori di non aver tentato con coraggio qualche giocata individuale in più"
FRANCO PECCENINI: "Un passaggio a vuoto, dopo la gara europea poteva accadere. Non c'è da fare drammi: ho visto una Roma ancora un po' svuotata mentalmente dopo l'enorme dispendio d'energie di giovedì a Braga. I demeriti sono dei giallorossi, perché il Benevento ha giocato una partita difensiva normalissima. E' stata persa una grande occasione per accorciare sul Milan. Dzeko? Non mi pare che nei 40 minuti in cui ha giocato abbia fatto la differenza. Non si può trascorrere un'intera stagione a parlare di Dzeko…"
FABIO PETRUZZI: "Ieri la Roma ha fatto tanti passi indietro rispetto a quanto aveva mostrato contro le piccole. Nel girone di ritorno queste squadre giocheranno col coltello tra i denti, con un atteggiamento diverso e questo schieramento produce maggiori difficoltà alla Roma. C'è grande rammarico, perché vincere ieri, avrebbe permesso ai giallorossi di mantenere un certo distacco su chi la insegue e di avvicinarsi al Milan. La Roma gioca un ottimo calcio, ma soltanto giocando bene a calcio alla lunga i traguardi non li raggiungi. Serve maggiore aggressività. Fonseca? Nel leggere le partite è ancora carente"
(in aggiornamento…)