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Le voci di Retesport: pensieri sulla Roma di speaker e opinionisti (23 Marzo 2021)

Ecco il nostro spazio quotidiano nel quale potrete leggere i commenti sul mondo Roma degli speaker e degli opinionisti di Retesport. 

LE VOCI DI RETESPORT  23 Marzo 2021

MASSIMILIANO MAGNI: "La stagione non è ancora finita, la Roma è ancora in corsa in Europa, ma è già partito il toto allenatore. Nagelsmann? E' un'opzione che mi intriga"

GIANLUCA PIACENTINI: "Per me i Friedkin dovrebbero puntare tutto su un tecnico al di sopra di ogni sospetto, uno che metta tutti d’accordo, proprio per dare un segnale forte alla piazza e ai calciatori che rimarranno. Allegri sarebbe la soluzione migliore, anche se a me per il tipo di rosa che ha la Roma piacerebbe anche Sarri.

STEFANO PICCHERI: " Fonseca? La partita col Napoli ha certificato la sua inadeguatezza. Il lusitano è l'uomo sbagliato al posto giusto, le continue discussioni con i big dimostrano che non è un fine psicologo. Se fossi un uomo della società richiamerei tutti all'ordine perché la stagione comunque non è finita"

CICCIO GRAZIANI: "La mancanza di continuità è il vero male di questa Roma: è una squadra che ha un'eccessiva alternanza di risultati e di gioco. Poi se alcuni singoli, come il portiere, continuano a commettere errori da oratorio, diventa difficile. Ibanez è un altro: sempre distratto, sempre in ritardo sulla marcatura. Fonseca continua ad insistere con Cristante centrale, quando ha Kumbulla in panchina: scelte che non capisco. Le responsabilità dei calciatori sono tante"

CHIARA ZUCCHELLI: "Forse Sarri rappresenta il giusto equilibrio tra quelli che puoi e quello che vuoi fare. Ma io rispetto a lui darei ancora fiducia a Fonseca". 

GIULIA MIZZONI: "Questo è il momento in cui la Roma deve valutare il futuro. Non credo alla favola del “vediamo come va a fine stagione”. Credo che nella testa dei Friedkin ci siano già delle certezze, nel bene e nel male. Il cambio in panchina ad oggi sembra inevitabile. Ma consegnare per l’ennesima stagione una squadra da rivoluzionare all’ennesimo allenatore, dovremmo aver capito, perché ce lo dice la storia, che rischia di portare a poco o nulla".

PAOLO ASSOGNA: "Il tempo ci sta dicendo che questa Roma è largamente incompleta. Dobbiamo renderci conto che c’è l’usura del tempo che fa la differenza su Dzeko e Pedro. Il ruolo del portiere in futuro va largamente migliorato. Ci sono dei limiti di Fonseca, che in determinate partite (quando l’asticella si alza) non riesce a trovare i risultati importanti. Questo livello di empatia tra tecnico e giocatori è sufficiente per l’Europa League ma non per la Serie A. Le dichiarazioni post Napoli di Fonseca (“Non abbiamo la mentalità e il coraggio per questo tipo di partite”) ci dice che questo percorso è buono fino a un certo punto. Sufficiente in Europa League (vediamo con l’Ajax) ma non in campionato. Il gruppo della prossima stagione non va rivoluzionato: bisogna aggiungere alcuni tasselli importanti per rendere questa squadra più completa. Contro il Napoli abbiamo visto un obbrobrio tattico: una squadra né adatta a difendere basso, né una che fosse in grado di pressare alto".

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Prima Pagina RS: Fonseca in bilico, Allegri e Sarri le prime scelte. Dzeko, oggi l’esito degli esami strumentali. Cristante torna a Roma

PRIMA PAGINA RETE SPORT – La sconfitta col Napoli e il post gara con l'evidente distonia di vedute tra Fonseca e Pellegrini, ha fatto riemergere la possibilità quasi certa dell'addio a fine stagione del tecnico lusitano. Diversi componenti della società giallorossa hanno raccolto informazioni su vari profili: il sogno resta Max Allegri, che Ryan Friedkin ha conosciuto ad inizio ottobre a margine di Udinese-Roma. Non sarebbe un problema di soldi, ma va convinto con un progetto ambizioso.

Maurizio Sarri è il secondo nome, spinto dall'agente Ramadani. A livello internazionale Nagelsmann del Lipsia sarebbe il preferito, ma Bayern e Tottenham sono le due destinazioni più probabili qualora il tedesco lasci il Lipsia (contratto fino al 2023). 

Nel frattempo riemerge il problema infortuni in casa giallorossa: 15 da inizio anno, che hanno colpito 13 calciatori. Cristante è rientrato nella capitale dal ritiro della Nazionale a causa di un fastidio al pube, che lo staff sanitario giallorosso non vuole rischiare si trasformi in una vera e propria pubalgia. In ritiro con la nazionale Bosniaca in Finlandia, Edin Dzeko si è sottoposto ad esami strumentali al flessore della coscia destra: l'esito in giornata. A giugno il bosniaco può lasciare la Roma e un intermediario di fiducia del club ha offerto ai giallorossi Mauro Icardi in prestito con diritto di riscatto.

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Roma, Cristante salta la Nazionale e torna a Trigoria: ecco le sue condizioni

Bryan Cristante lascia il ritiro della Nazionale e torna a Roma. A deciderlo lo staff azzurro e quello giallorosso per unproblema al pube avvertito al centrocampista ex Atalanta. I medici hanno infatti deciso di non rischiarlo per evitare che il problema si trasformi in pubalgia. Cristante tornerà quindi a Roma e comincerà la riabilitazione già da domani. 

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Le voci di Retesport: pensieri sulla Roma di speaker e opinionisti (22 Marzo 2021)

Ecco il nostro spazio quotidiano nel quale potrete leggere i commenti sul mondo Roma degli speaker e degli opinionisti di Retesport. 

LE VOCI DI RETESPORT  22 Marzo 2021

MARCO JURIC: "Queste due settimane di pausa saranno decisive per la Roma del futuro. In primavera si progetta la stagione successiva, a prescindere dai risultati. L’eventuale acuto in Europa League aggiungerebbe un piano ai progetti dei Friedkin, ma non avere ad inizio aprile un piano A e B, sarebbe grave”.

MASSIMILIANO MAGNI: "Contro il Napoli era importante non perdere ma soprattutto vedere una Roma diversa dopo la serie di sconfitte contro le big. Si può perdere ma non così. Fa male vedere la squadra giallorossa non scendere di fatto in campo queste sfide"

GIANLUCA PIACENTINI: "Se a fine partita l’allenatore dice che la squadra non ha la mentalità e l’atteggiamento giusto, e il capitano dopo 5 minuti dice esattamente il contrario parlando a nome suo e dei compagni, vuol dire che c’è un problema. Senza entrare nel merito di chi ha ragione e chi torto, ma il problema mi sembra evidente."

ANDREA PUGLIESE: "Le dichiarazioni di Fonseca dopo la sconfitta del Napoli sono preoccupanti, sembra quasi che abbia alzato bandiera bianca e se fosse così sarebbe gravissimo perché mancano 10 gare in Serie A e un quarto di finale d'Europa League. Fonseca si accusa anche di non riuscire dare le giuste motivazioni alla squadra, ma questo è un problema grave e si era già notato in altre sfide importanti. Il primo tempo di ieri è stato imbarazzante, così come l'impostazione della partita."

GIUSEPPE GIANNINI: "Parlare dopo è sempre facile, però aver visto dopo 10 minuti che Zielinski aveva una facilità di inserimento e gioco tra le linee, ho pensato che la formazione iniziale fosse sbagliata. Se devi fare una partita aggressiva e offensiva, sarebbe stato meglio intervenire subito spostando Cristante sulla linea dei mediani, mettendosi a specchio col Napoli. I quinti della Roma erano sempre a metà strada, non riuscivano ad accorciare bassi o ad alzarsi. Pellegrini e Diawara erano in balia della superiorità numerica avversaria. C'è poi anche l'aspetto psicologico, ma Fonseca ha ritardato nel leggere queste difficoltà"

GIULIA MIZZONI: "Fonseca ha ragione a parlare di mentalità nei big match. Perché a mio avviso era palese dal giorno uno. Il fatto che lo dica adesso suona come una resa. Il fatto che la squadra quando si alza l’asticella abbia palesemente paura di mettere in pratica i suoi dettami, non può non riguardare anche l’allenatore a livello di responsabilità. Detto ciò, siamo al secondo esonero pubblico da parte di un giocatore a un allenatore che andava cambiato a luglio e che finora ha tenuto insieme i cocci con merito e altrettanti limiti. Gli ultimi credo non siano superiori in percentuale a quelli della squadra stessa però".

JACOPO ALIPRANDI: "Ieri non si salva nessuno dalla debacle. Il tecnico ha sbagliato la formazione, non è riuscito a tirare fuori il carattere dalla squadra e le idee di gioco non erano chiare. Poi ci sono i giocatori, veri artefici del tracollo. A cosa servono i leader? Proprio per tirare fuori il massimo da queste partite, e invece sono i primi a cadere. Pau Lopez deprime la squadra, Spinazzola, Ibanez commette troppi errori, Dzeko un fantasma. E poi c'è Pedro, che si permette di discutere platealmente con allenatore e vice, quando in campo da cinque mesi non riesce a fare più nulla. Perché si chiede ai tifosi e ai giornalisti un equilibrio dei giudici quando è proprio la squadra a non averne?" 

ANGELO MANGIANTE: "Ho l’impressione che la Roma nel primo tempo abbia aspettato il Napoli consapevole di non avere i novanta minuti. Tra le due squadre c’era una disparitá nella preparazione della partita. La stanchezza c’era. A caldo lo sfogo di Fonseca è stato quello di un allenatore deluso dalla squadra e dalla prestazione. In ogni ko però non possiamo distruggere tutto, né reclamare l’esonero di Fonseca. Siamo sicuri che il quarto posto sia perso? Pellegrini ha fatto capire nel post di voler ripartire, che questa squadra vuole reagire. Io andrei cauto nel decidere il futuro di Fonseca oggi: aspettiamo l’Europa League, aspettiamo un mese prima di massacrarlo. Mi sono stancato di vedere tutte le colpe al tecnico e non ai giocatori. Parliamo di loro: Pau Lopez trasmette ansia a tutti. Ibanez lo fermerei per 2-3 settimane. Pedro ha alzato la cresta ma in 50 minuti non ha cominato nulla. Allegri? Se viene alla Roma pretende cinque giocatori da target alto. E con 300 milioni di debiti come fai a prendere i top player? Pensate che viene qui con Pau Lopez in porta?"

CHECCO ODDO CASANO: "La sconfitta col Napoli è stata deprimente, soprattutto perché personalmente già alla lettura della formazione ero abbastanza avvilito. E' una sconfitta di cui sono responsabili sia il tecnico sia la squadra. La Roma tutta ha dimostrato ieri sera di esser totalmente impreparata ad affrontare sfide di un certo livello, almeno in Italia. Sciagurata la formazione schierata da Fonseca, zero strategie, ma soprattutto incapacità totale di leggere dopo pochi minuti le difficoltà di una squadra in balia dell'avversario. Ci sono calciatori come Dzeko che passeggiano e che dovrebbero stare in panchina. Dispiace perché ritengo Fonseca un buon allenatore, ma non basta valorizzare un paio di individualità: la Roma non ha la rosa da settimo posto e fino a qualche gara fa lo ha dimostrato, poi si è suicidata come le accade sistematicamente da anni tra febbraio e marzo"

MAX LEGGERI: "Una sconfitta avvilente e deprimente, la Roma ieri sera non è scesa in campo candendo nuovamente contro una big del nostro campionato. Queste continue montagne russe non evidentemente sintomo di un percorso virtuoso. Il campionato della Roma è sostanzialmente terminato: i giallorossi in sette gare hanno gettato al cesso quanto di buono fatto nelle prime 21 sfide di questa stagione. Ora siamo ad un bivio: o si molla completamente la stagione o ci si dedica all'Europa League, giocando alla morte e tentando di arrivare fino in fondo. Nonostante gli evidenti errori di Fonseca – come ad esempio quello di schierare Dzeko e Pedro dall'inizio – considero da sempre i calciatori i principali protagonisti e quindi responsabili in positivo e in negativo"

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Prima Pagina RS: Roma è sindrome grandi: giallorossi affondati anche dal Napoli ora la sosta per preparare le sfide europee

PRIMA PAGINA RETE SPORT – Un'altra serata amara, un'altra deludente sconfitta contro una big. La Roma perde all'Olimpico 2-0 sotto i colpo di Mertens e vede allontanarsi sempre di più il quarto posto. Sesta in classifica, potenzialmente settima se la Lazio vincerà il recupero col Torino. I giallorossi hanno totalmente sbagliato l'approccio alla gara – come era avvenuto nel derby e col Milan – con Fonseca che ha scelto di partenza una formazione decisamente offensiva. Zero coraggio, zero idee, zero umiltà. Sovrastati e in balia del Napoli per tutto il primo tempo, meglio messi in campo e più vogliosi nella ripresa, ma il risultato non cambia. La Roma non perdeva tre partite consecutive contro il Napoli dal 1975/76. 

I numeri della Roma contro le big in questa stagione sono mortificanti: 3 punti su 27 a disposizione. Se si estende il discorso all'intera gestione Fonseca, i giallorossi – soprattutto grazie a Zaniolo – hanno portato a casa solo 3 scontri diretti contro Milan-Napoli e Juventus. Poi 12 sconfitte e 7 pareggi con 23 reti segnate e 41 subite. 

Ma anche i numeri generali del girone di ritorno sono negativi: 5 punti in meno (13 vs 18) nelle prime nove gare e peggior media punti nelle ultime 5 (1.2 pnt). 

Ora la sosta delle nazionali. Edin Dzeko, uscito lamentando un fastidio al flessore della coscia destra, risponderà comunque alla chiamata della nazionale Bosniaca. Villar andrà con la Spagna Under 21 ma sarà a disposizione anche della nazionale maggiore. 5 gli azzurri invece convocati da Mancini per le gare di qualificazione ai prossimi mondiali. Fonseca spera di riavere a disposizione Veretout e Smalling per l'andata contro l'Ajax in programma l'8 aprile in Olanda. 

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Roma-Napoli 0-2, le pagelle di Rete Sport

La Roma esce nuovamente sconfitta in un big match. Una sindrome cronica ormai per i giallorossi e per Fonseca che non ha lesinato critiche ai suoi dopo la partita, sottolineando la totale assenza di coraggio e mentalità soprattutto nel primo tempo. 

Le pagelle di Rete Sport

Pau Lopez 4,5 – Sbaglia posizionamento della barriera e subisce gol sul suo palo in occasione della prima rete. Esce in maniera scriteriata sul secondo. Altra serata da dimenticare. Quando si alza il livello, la Roma gioca col portiere volante

Mancini 6 – Nervosismo a parte, nonostante un evidente condizione fisica deficitaria ci mette il cuore fino alla fine, concedendo quasi nulla ad Insigne

Cristante 5 – Schierato nuovamente da libero, sbaglia troppi appoggi e uscite basse che danno coraggio agli avversari. Balla per una buona mezz'ora in balia degli eventi

Ibanez 4,5 – Fatica a ritrovare lo standard di prestazioni positive che aveva offerto nell'ultimo anno solare. Irruento, impreciso e a tratti penalizzante per la fase difensiva giallorossa

Karsdorp 6,5 – E' nettamente il migliore in campo dei suoi, correndo per tre, anche per quelli che questa sera hanno lasciato cuore e dignità nello spogliatoio

Diawara 6 – Unico mediano spesso infilato in mezzo al turbinio delle mezzali e dei trequartisti del Napoli. Non sbaglia nulla col pallone tra i piedi, ma non inventa nulla per rendere meno amara la serata

Pellegrini 6 – Primo tempo in totale affanno, si contano sulle dita di una mano i palloni toccati. Nella ripresa prova a prendere per mano i suoi, sfiorando il gol con un colpo di testa e con un palo che avrebbe riaperto il match

Spinazzola 4,5 – Non è la prima volta che nelle grandi partite appare abulico, incapace di saltare l'uomo e soprattutto autore di una serie di errori tecnici a ripetizione che generano inevitabile sfiducia. Ha giocato tanto, forse troppo, è un piccolo alibi

Dzeko 4,5 – Doveva essere la partita del suo riscatto e invece è stata l'ennesima prova inquietante di un centravanti che fatica a sostenere il livello fisico di qualsiasi avversario. Esce nuovamente infortunato, la sua stagione sta prendendo una piega malinconica

Pedro 4,5 – Irritante perchè frenetico in qualsiasi occasione riceva il pallone. Non apporta nulla di qualitativo alla manovra offensiva giallorossa. Esce nuovamente arrabbiato per la sostituzione, chiedendo spiegazioni che dovremmo chiedere a lui per il suo perdurante stato di forma deprecabile

El Shaarawy 5 – Corre tanto, supporta l'azione ma gira a vuoto come tutti i suoi compagni di reparto. Necessita di altro tempo per inserirsi in un contesto tattico non compreso ancora fino in fondo

Fonseca 4,5 – Presenta una formazione sciagurata, ultra offensiva con soli due giorni di preparazione di una sfida che doveva esser vissuta come una finale per la lotta Champions. L'approccio alla gara sul piano emotivo dei suoi è nullo, le strategie e le contro misure sono inesistenti.

Sost.
Carles Perez 5,5
Mayoral 5,5
Villar 6,5
Kumbulla 6

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Pellegrini: “Giusto atteggiamento ma ci siamo abbassati troppo”

Altro tracollo della Roma in un big match. La squadra di Paulo Fonseca ha perso contro il Napoli per 2 a 0 per la doppietta di Mertens nel primo tempo. Adesso il bilancio negli scontri diretti è ancora più allarmante: solamente tre punti guadagnati su ventisette a disposizione. La zona Champions si allontana sempre di più: la Roma è a cinque punti dal quarto posto occupato dall'Atalanta, a tre dal Napoli che ha la partita con la Juventus da recuperare. E adesso deve guardarsi anche alle spalle: la Lazio è a un solo punto e con una gara in meno. Al termine del match Lorenzo Pellegrini è intervenuto ai microfoni di Roma Tv.

Cerchiamo di dare una spiegazione a questa partita, il mister ha detto che l’atteggiamento non è stato giusto nel primo tempo…
Mah, non mi sento di dire che da parte mia e dei miei compagni non ci sia stato l’atteggiamento giusto, analizzando il primo tempo ci siamo abbassati troppo e loro hanno avuto modo di dimostrare le qualità. Nel secondo tempo siamo entrati in maniera diversa e ha fatto la differenza. Anzi, abbiamo fatto un pochino meglio, non proprio la differenza.

Peccato perché nel secondo tempo avete cominciato bene e potevi fare il gol di testa e quel palo… è la mentalità o tatticamente il primo tempo tutti siete andati in confusione? Anche tu che sei abituato a giocare davanti…
Quello che posso assicurare è che parlando a nome di tutti i compagni questa partita è stata preparata da tutti noi, non è bello dirlo perché è andata così, ma come un’opportunità per dimostrare le nostre ambizioni. Purtroppo non è andata così e nel primo tempo abbiamo abbassato il nostro baricentro e abbiamo sofferto il Napoli che continuava a giocare il pallone e prendere confidenza e ci ha messo in difficoltà. Nel secondo tempo siamo entrati in maniera diversa e si è visto ma non è servito a niente.

Se ho ben capito non è stata una scelta di giocare bassi e uscire in velocità?
Dal mio punto di vista abbiamo preparato una partita non pressando alto ma la cosa in cui dobbiamo migliorare è che essere leggermente più bassi non vuol dire essere passivi. Su questo dobbiamo migliorare perché ci sta una partita in cui la squadra è più bassa. Poi è normale che restando più bassi il Napoli che è una squadra di qualità ha avuto la possibilità di metterci in difficoltà.

Avete ancora la voglia di rimontare e cercare di rientrare con le big?
Questo assolutamente, la partita non è andata bene e non è bello dirlo ma vedevamo all’interno dello spogliatoio questa partita come un’opportunità. Per tante cose, perché vincere questa partita non valeva solo tre punti ma molto di più, valeva tre punti contro una squadra che si giocava quello che giocavamo noi. Valeva anche per la partita di andata, per vincere contro una squadra che si gioca il posto in Champions. Era la partita dell’ambizione ma purtroppo non è stata così ma non perché non ci sia stata ambizione ma perché è andata così, sicuramente abbiamo tanto da migliorare.

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Roma, Fonseca: “Non abbiamo la mentalità giusta per lottare contro le big”

Altro tracollo della Roma in un big match. La squadra di Paulo Fonseca ha perso contro il Napoli per 2 a 0 per la doppietta di Mertens nel primo tempo. Adesso il bilancio negli scontri diretti è ancora più allarmante: solamente tre punti guadagnati su ventisette a disposizione. La zona Champions si allontana sempre di più: la Roma è a cinque punti dal quarto posto occupato dall'Atalanta, a tre dal Napoli che ha la partita con la Juventus da recuperare. E adesso deve guardarsi anche alle spalle: la Lazio è a un solo punto e con una gara in meno. Al termine del match PauloFonseca è intervenuto ai microfoni delle emittenti televisive: "Non abbiamo la mentalità per lottare contro questo tipo di squadre. La squadra non ha avuto coraggio, senza mentalità, una squadra poi diversa nella ripresa. Abbiamo voluto giocare nella ripresa e volere l’iniziativa. Nel primo tempo non siamo esistiti", ha dichiarato a Sky.

Senza coraggio la responsabilità di chi è?
"Siamo tutti responsabili. Quando abbiamo paura di perdere e di giocare è troppo difficile. Nel secondo tempo abbiamo dimostrato di poter fare. Non possiamo però entrare così nel primo tempo".

E’ un ridimensionamento definitivo?
"Se la squadra non faceva quel secondo tempo avrei detto che non eravamo in grado. Nella ripresa non hanno creato nulla, abbiamo avuto il pallone. Avevamo un altro atteggiamento. Se manca questa mentalità è difficile".

L’atteggiamento è cambiato perché eravate sotto 2 a 0…
"Perché però siamo entrati così. E’ successo per una questione di atteggiamento. Nel primo tempo non ho visto la squadra con la voglia di giocare. Nella ripresa è cambiato tutto. Per me è una questione di mentalità e non sto dicendo che non sono responsabile. E’ questa la realtà".

Nello spogliatoio ne parlate di questo? Vi confrontate sul perché con le squadre di vertice in Italia fate fatica mentre in Europa il coraggio non vi manca?
"Ovviamente ne parliamo. Non è facile pressare alto questo Napoli, ma è difficile dare una spiegazione del perché non possiamo avere un atteggiamento continuo. Questa questione di non vincere contro le big crea un po’ di ansia, ma solo noi possiamo cambiare questo con coraggio. Poi magari possiamo anche perdere, ma non possiamo accettare di non avere coraggio".

Per caratteristiche siete stati in difficoltà sempre in mezzo al campo, giocando a due. Senza ritmi e aggressività. Pellegrini e Diawara sono bravi per certe cose ma difficilmente in fase di non possesso tengono botta. Serviva forse una squadra più alta…
"Penso che il principale problema nel primo tempo è stato che lasciavamo la palla sulla destra senza pressione. Eravamo obbligati ad abbassarci e loro avevano spazio per girare la palla. Non ci sono state grandi opportunità".

Questa squadra sta mostrando da sempre alti e bassi, un problema strutturale. Si rimprovera qualcosa a livello di preparazione di queste partite?
"Sono sempre aperto alle critiche. Non abbiamo avuto molto tempo per preparare la partita, lo abbiamo fatto in un giorno. E’ una questione di motivazione della squadra. E’ un mio compito questo, certo, magari manco in questo fattore. Abbiamo bisogno di capire che se contro queste squadre manca voglia di vincere succede questo. Posso accettare che sia anche una mia mancanza".

 

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Roma-Napoli 0-2 (Mertens 27′ 34′) – Ennesima sconfitta contro una big, giallorossi sesti in classifica

La Roma affronta all’Olimpico il Napoli di Gattuso per la 28ª giornata di serie A. Giallorossi privi di Smalling, Veretout, Mkhitaryan e Zaniolo.

LE FORMAZIONI:

ROMA (3-4-2-1) – Pau Lopez; Mancini, Cristante, Ibañez; Karsdorp, Diawara, Pellegrini, Spinazzola; Pedro, El Shaarawy; Dzeko.
A disp.: Mirante, Fuzato, Kumbulla, Fazio, Santon, Calafiori, Reynolds, Pastore, Borja Mayoral, Villar, Carles Perez.
All. Fonseca.

NAPOLI (4-2-3-1)  Ospina; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Demme; Politano, Zielinski, Insigne; Mertens.
A disp.: Meret, Contini, Manolas, Costanzo, Bakayoko, Elmas, Zedadka, Osimhen, Lozano, Cioffi.
All. Gattuso.

Arbitro: Di Bello di Brindisi. Assistenti: Peretti e Paganessi. IV uomo: Ayroldi. VAR: Di Paolo. AVAR: Cecconi

RETI: 27' 34' Mertens

CARTELLINI: Ammoniti: Ibanez, Mancini, Zielinski, Diawara, El Shaarawy, Koulibaly, Villar, Osimhen


 

85' – Bakayoko e Manolas per Maksimovic e Insigne

82' – Kumbulla per Pellegrini

77' – Conclusione di Carles Perez dal limite, pallone sul fondo

72' – Lozano ed Elmas nel Napoli al posto di Politano e Zielinski

65' – Mayoral, Perez e Villar  per Dzeko, Pedro e Diawara

64' – Osimhen al posto di Mertens nel Napoli

61' – Palo clamoroso di Pellegrini che calcia a giro dal limite, pallone sul legno

58' – Opportunità importante per Pedro che dopo un rimpallo in area calcia a botta sicura col mancino ma spara alto

56' – Zielinski pesca Insigne in area di rigore stop e tiro debole, Pau Lopez stavolta blocca

46' – Occasione clamorosa per la Roma con Pellegrini che stacca di testa in area sul cross di Spinazzola, un tiro centrale che Ospina blocca

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO:

Fine primo tempo

37' – Occasione Roma con Cristante che calcia al volo su un traversone di Karsdorp, grande respinta di Ospina in angolo

34' – Gol del raddoppio del Napoli realizzato da Mertens che insacca di testa a porta vuota su sponda di Politano

27' – Gol del vantaggio di Mertens che insacca su punizione dal limite dell'area

22' – Errore di Cristante che serve Mertens, passaggio a Zielinski che calcia dall'interno dell'area, pallone sul fondo

17' – Opportunità per la Roma con Dzeko che riceve da Mancini, stop e tiro col mancino, troppo debole e facile per Ospina

5'  Occasione Napoli con Politano che verticalizza su Insigne, stop e tiro di prima intenzione sul fondo

Le due squadre scendono in campo, inizia il match

CRONACA PRIMO TEMPO:

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Aguero o Icardi in attacco, Nagelsmann per la panchina della Roma: ecco il casting dei Friedkin

A 30 anni dall’ultima finale europea, il futuro della squadra italiana che più di tutte ha contribuito al ranking italiano degli ultimi 5 anni, (Juve esclusa) passerà dalle emozioni che saprà offrire a Dan e Ryan Friedkin, texani silenziosi e riservati che da agosto hanno fatto di Roma la loro casa. Dalla torretta che domina il campo di allenamento di Trigoria, e su cui salgono quotidianamente, padre e figlio osservano. Poi, decidono.

In un tavolo a quattro col general manager Tiago Pinto, imposto in un istante senza che nemmeno a Trigoria nessuno ne avesse il sospetto, e Charles Gould, consulente scelto dal giovane Ryan. Studi, statistiche e analisi, strumenti base del loro progetto sportivo, hanno indicato al gruppo una rosa di allenatori giovani con esperienza nelle coppe.

Al vertice della lista, scrive “La Repubblica”, c’è il tedesco del Lipsia Julian Nagelsmann, 33 anni appena, enfant prodige e figlioccio di quel Ralf Rangnick cui il Milan voleva affidare panchina e mercato. Ma la dirigenza è realista e non ha scartato la soluzione che più piacerebbe ai tifosi: Massimiliano Allegri. Attenzione, però: Fonseca non è fuori, una clausola gli permette di rinnovare se arrivasse 4°. Ma oggi è l’Europa il maggior alleato dell’allenatore portoghese, oltre al connazionale Pinto.

Fonseca ha dimostrato di saper navigare nelle acque agitate della capitale nonostante gli infortuni, a partire da Zaniolo. Se la Roma ha recuperato Dzeko, spogliato dei gradi di capitano dopo essere stato venduto e riacquistato due volte, è merito anche di un gruppo, però: Pellegrini, Cristante, Mancini, Spinazzola, Mirante, non a caso tutti (tranne il portiere) convocati dall’altro Mancini, il ct, in azzurro. I leader di un gruppo cui i Friedkin sono pronti a donare un grande centravanti. Al club sono stati offerti due giganti: Icardi e Aguero. Dalla torretta di Trigoria, Dan e Ryan osservano, sapendo che decidere spetta soltanto a loro.