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Le voci di Retesport: pensieri sulla Roma di speaker e opinionisti (22 Marzo 2021)

Le voci di Retesport: pensieri sulla Roma di speaker e opinionisti (22 Marzo 2021)

Ecco il nostro spazio quotidiano nel quale potrete leggere i commenti sul mondo Roma degli speaker e degli opinionisti di Retesport. 

LE VOCI DI RETESPORT  22 Marzo 2021

MARCO JURIC: "Queste due settimane di pausa saranno decisive per la Roma del futuro. In primavera si progetta la stagione successiva, a prescindere dai risultati. L’eventuale acuto in Europa League aggiungerebbe un piano ai progetti dei Friedkin, ma non avere ad inizio aprile un piano A e B, sarebbe grave”.

MASSIMILIANO MAGNI: "Contro il Napoli era importante non perdere ma soprattutto vedere una Roma diversa dopo la serie di sconfitte contro le big. Si può perdere ma non così. Fa male vedere la squadra giallorossa non scendere di fatto in campo queste sfide"

GIANLUCA PIACENTINI: "Se a fine partita l’allenatore dice che la squadra non ha la mentalità e l’atteggiamento giusto, e il capitano dopo 5 minuti dice esattamente il contrario parlando a nome suo e dei compagni, vuol dire che c’è un problema. Senza entrare nel merito di chi ha ragione e chi torto, ma il problema mi sembra evidente."

ANDREA PUGLIESE: "Le dichiarazioni di Fonseca dopo la sconfitta del Napoli sono preoccupanti, sembra quasi che abbia alzato bandiera bianca e se fosse così sarebbe gravissimo perché mancano 10 gare in Serie A e un quarto di finale d'Europa League. Fonseca si accusa anche di non riuscire dare le giuste motivazioni alla squadra, ma questo è un problema grave e si era già notato in altre sfide importanti. Il primo tempo di ieri è stato imbarazzante, così come l'impostazione della partita."

GIUSEPPE GIANNINI: "Parlare dopo è sempre facile, però aver visto dopo 10 minuti che Zielinski aveva una facilità di inserimento e gioco tra le linee, ho pensato che la formazione iniziale fosse sbagliata. Se devi fare una partita aggressiva e offensiva, sarebbe stato meglio intervenire subito spostando Cristante sulla linea dei mediani, mettendosi a specchio col Napoli. I quinti della Roma erano sempre a metà strada, non riuscivano ad accorciare bassi o ad alzarsi. Pellegrini e Diawara erano in balia della superiorità numerica avversaria. C'è poi anche l'aspetto psicologico, ma Fonseca ha ritardato nel leggere queste difficoltà"

GIULIA MIZZONI: "Fonseca ha ragione a parlare di mentalità nei big match. Perché a mio avviso era palese dal giorno uno. Il fatto che lo dica adesso suona come una resa. Il fatto che la squadra quando si alza l’asticella abbia palesemente paura di mettere in pratica i suoi dettami, non può non riguardare anche l’allenatore a livello di responsabilità. Detto ciò, siamo al secondo esonero pubblico da parte di un giocatore a un allenatore che andava cambiato a luglio e che finora ha tenuto insieme i cocci con merito e altrettanti limiti. Gli ultimi credo non siano superiori in percentuale a quelli della squadra stessa però".

JACOPO ALIPRANDI: "Ieri non si salva nessuno dalla debacle. Il tecnico ha sbagliato la formazione, non è riuscito a tirare fuori il carattere dalla squadra e le idee di gioco non erano chiare. Poi ci sono i giocatori, veri artefici del tracollo. A cosa servono i leader? Proprio per tirare fuori il massimo da queste partite, e invece sono i primi a cadere. Pau Lopez deprime la squadra, Spinazzola, Ibanez commette troppi errori, Dzeko un fantasma. E poi c'è Pedro, che si permette di discutere platealmente con allenatore e vice, quando in campo da cinque mesi non riesce a fare più nulla. Perché si chiede ai tifosi e ai giornalisti un equilibrio dei giudici quando è proprio la squadra a non averne?" 

ANGELO MANGIANTE: "Ho l’impressione che la Roma nel primo tempo abbia aspettato il Napoli consapevole di non avere i novanta minuti. Tra le due squadre c’era una disparitá nella preparazione della partita. La stanchezza c’era. A caldo lo sfogo di Fonseca è stato quello di un allenatore deluso dalla squadra e dalla prestazione. In ogni ko però non possiamo distruggere tutto, né reclamare l’esonero di Fonseca. Siamo sicuri che il quarto posto sia perso? Pellegrini ha fatto capire nel post di voler ripartire, che questa squadra vuole reagire. Io andrei cauto nel decidere il futuro di Fonseca oggi: aspettiamo l’Europa League, aspettiamo un mese prima di massacrarlo. Mi sono stancato di vedere tutte le colpe al tecnico e non ai giocatori. Parliamo di loro: Pau Lopez trasmette ansia a tutti. Ibanez lo fermerei per 2-3 settimane. Pedro ha alzato la cresta ma in 50 minuti non ha cominato nulla. Allegri? Se viene alla Roma pretende cinque giocatori da target alto. E con 300 milioni di debiti come fai a prendere i top player? Pensate che viene qui con Pau Lopez in porta?"

CHECCO ODDO CASANO: "La sconfitta col Napoli è stata deprimente, soprattutto perché personalmente già alla lettura della formazione ero abbastanza avvilito. E' una sconfitta di cui sono responsabili sia il tecnico sia la squadra. La Roma tutta ha dimostrato ieri sera di esser totalmente impreparata ad affrontare sfide di un certo livello, almeno in Italia. Sciagurata la formazione schierata da Fonseca, zero strategie, ma soprattutto incapacità totale di leggere dopo pochi minuti le difficoltà di una squadra in balia dell'avversario. Ci sono calciatori come Dzeko che passeggiano e che dovrebbero stare in panchina. Dispiace perché ritengo Fonseca un buon allenatore, ma non basta valorizzare un paio di individualità: la Roma non ha la rosa da settimo posto e fino a qualche gara fa lo ha dimostrato, poi si è suicidata come le accade sistematicamente da anni tra febbraio e marzo"

MAX LEGGERI: "Una sconfitta avvilente e deprimente, la Roma ieri sera non è scesa in campo candendo nuovamente contro una big del nostro campionato. Queste continue montagne russe non evidentemente sintomo di un percorso virtuoso. Il campionato della Roma è sostanzialmente terminato: i giallorossi in sette gare hanno gettato al cesso quanto di buono fatto nelle prime 21 sfide di questa stagione. Ora siamo ad un bivio: o si molla completamente la stagione o ci si dedica all'Europa League, giocando alla morte e tentando di arrivare fino in fondo. Nonostante gli evidenti errori di Fonseca – come ad esempio quello di schierare Dzeko e Pedro dall'inizio – considero da sempre i calciatori i principali protagonisti e quindi responsabili in positivo e in negativo"