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Roma, il padre di Nzonzi blocca la trattativa: chiesta la buonuscita

Nzonzi-Al Rayyan, fumata grigia nonostante l’accordo tra il francese e il club qatarino. Il giocatore francese si trova in Qatar dove ieri ha effettuato le visite mediche con la squadra e ha anche accettato il ricco contratto da 3 milioni netti a stagione più bonus.

L’intoppo nella trattativa è arrivato però per le pretese del padre di Nzonzi che ha chiesto anche una buonuscita di un paio di milioni per accettare il trasferimento. La Roma, che ha anche regalato il cartellino al francese, naturalmente ha rifiutato la richiesta. Si continua a lavorare, ma senza un passo indietro del padre di Nzonzi difficilmente la trattativa arriverà a una fumata bianca.

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Mourinho furioso con il delegato della Lega: “Fatemi parlare con la stampa” – VIDEO

José Mourinho furioso nel post partita, tanto da disertare la conferenza stampa. Il motivo non sono le domande, bensì la mancata possibilità di parlare direttamente con i giornalisti. Lo Special One ha avuto da ridire con il delegato della Lega perché ai giornalisti non è stato permesso di entrare in sala stampa per porgli le domande (una scelta della società biancoceleste), durante la conferenza post partita. Il tecnico della Roma non si è frenato: “Chi l’ha decisa questa cosa?”, ha chiesto Mourinho al delegato della Lega. “L’ha scelto la Lazio, aveva questa possibilità. Le domande le deve fare il vostro addetto stampa” ha risposto l’uomo. “L’ha scelto per il suo allenatore, io voglio parlare con i giornalisti – ha aggiunto il portoghese – Non c’è rispetto per la gente che lavora. Questa regola è una cazzata, io voglio parlare alla stampa e voi non mi lasciate parlare. L’addetto stampa non è un giornalista”. L’uomo della Lega prova a calmare: “È la modalità che ha scelto la Lazio, non devi prendertela con me”. “Allora glielo chiederò”, la risposta di Mourinho mentre lasciava l’area stampa decisamente contrariato. 

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Lazio-Roma 3-2, le pagelle dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Rui Patricio 6,5; Karsdorp 6,5, Mancini 6, Ibanez 6,5, Vina 5; Cristante 6, Veretout 7; Zaniolo 7,5, Mkhitaryan 6,5, El Shaarawy 6; Abraham 5,5. Subentrati: Shomurodov 6,5, Perez 6, Smalling sv, Zalewski sv. Allenatore: José Mourinho 6,5.

CORRIERE DELLO SPORT
Rui Patricio 5; Karsdorp 5,5, Mancini 4,5, Ibanez 5, Vina 4; Cristante 6, Veretout 6,5; Zaniolo, Mkhitaryan 6,5, El Shaarawy 5; Abraham 5. Subentrati: Shomurodov 5,5, Perez 5, Smalling sv, Zalewski sv. Allenatore: José Mourinho 5,5.

CORRIERE DELLA SERA
Rui Patricio 6; Karsdorp 6 , Mancini 5, Ibanez 6, Vina 5; Cristante 6, Veretout 6,5; Zaniolo 7,5, Mkhitaryan 4,5, El Shaarawy 4,5; Abraham 6. Subentrati: Shomurodov 5, Perez 5, Smalling sv, Zalewski sv. Allenatore: José Mourinho 6.

LA REPUBBLICA
Rui Patricio 5; Karsdorp 5, Mancini 5, Ibanez 6, Vina 4,5; Cristante 5, Veretout 6,5; Zaniolo 6,5, Mkhitaryan 5, El Shaarawy 5; Abraham 5. Subentrati: Shomurodov 5,5, Perez 5, Smalling sv, Zalewski sv. Allenatore: José Mourinho 4.

IL MESSAGGERO
Rui Patricio 5; Karsdorp 5, Mancini 4,5, Ibanez 5,5, Vina 5; Cristante 6,5, Veretout 6; Zaniolo 7, Mkhitaryan 6, El Shaarawy 5; Abraham 5. Subentrati: Shomurodov 5,5, Perez 5,5, Smalling sv, Zalewski sv. Allenatore: José Mourinho 5.

IL TEMPO
Rui Patricio 5; Karsdorp 5,5, Mancini 4,5, Ibanez 5,5, Vina 4,5; Cristante 5,5, Veretout 6,5; Zaniolo 6,5, Mkhitaryan 5, El Shaarawy 5; Abraham 6. Subentrati: Shomurodov 5,5, Perez sv, Smalling sv, Zalewski sv. Allenatore: José Mourinho 5,5.

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Mou, niente conferenza stampa e poi attacca l’arbitro

Un derby spettacolo. E non poteva essere altrimenti, scrive Leggo. E’ finito 3-2 per la Lazio con Sarri che l’ha spuntata su Mourinho. Un match teso e combattuto, rimasto in bilico fino al triplice fischio . L’avvio è tutto di marca laziale, al 10′ Milinkovic s’inserisce e la sblocca di testa, 9′ più tardi ci pensa l’ex Pedro a trovare il raddoppio dopo un’involata di Immobile. La squadra di Mourinho però non ci sta e a l5′ dall’intervallo accorcia con Ibanez sugli sviluppi di un angolo. I biancocelesti iniziano la ripresa a mille e al 18′ fanno 3-1 con Felipe Anderson, il migliore in campo con Immobile che pur non segnando ha vestito alla perfezione i panni dell’uomo assist. Sembra finita ma Zaniolo si procura un rigore per un contatto in area con Akpa Akpro, un penalty contestato dai biancocelesti, nemmeno le immagini chiariscono ma sembra più no che sì. Sul dischetto ci va Veretout che fa 3-2. Da lì tante occasioni da una parte e dall’altra, ma alla fine il punteggio non cambia più. Per la Lazio è festa grande, la Roma si lecca le ferite. Mourinho invece non ci sta e attacca l’arbitro: “Lui e il Var non sono stati all’altezza“. Poi rincara: «Prima del 2-0 c’era rigore su Zaniolo, doveva essere 1-1: l’arbitro non ha visto, la Var non è intervenuta – ha detto il tecnico Roma a Dazn – E poi il secondo giallo mancato a Leiva». Mou diserta anche la conferenza, in polemica con le regole della serie A applicate all’Olimpico.

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Il ritorno delle coreografie e il giallo del tabellone “sbagliato”

A 609 giorni dall’ultima stracittadina “vera”, con il pubblico in presenza, torna a ruggire il tifo all’Olimpico. Come scrive Repubblica, il 155esimo confronto in Serie A tra Lazio e Roma inizia presto con i laziali a presidiare ponte Milvio, il loro quartier generale, fin dal mattino. I romanisti sono invece radunati tra piazza Mancini e l’Obelisco, sul lungotevere. I cancelli si aprono alle 15, con i doppi filtraggi per il controllo del Green Pass, alle 18 inizia lo spettacolo delle due curve. “La nostra città, la nostra Lazio, la nostra vita“, ammonisce lo striscione che accompagna la coreografia della Nord, colorata di biancoceleste con una grande scritta al centro, in giallo: “Roma”, accanto a un’aquila (molto simile a quella imperiale).

Dalla parte opposta, la Sud ribolle di passione. Colorata con le bandierine gialle, arancio e bordeaux, incita la squadra con un messaggio chiaro: “Voi sulla maglia – scrivono gli ultrà ai loro calciatori – noi in curva: con questi colori uniti per la vittoria”. Le sigle ultrà della galassia giallorossa sono tutte al loro posto, tranne i Fedayn, che all’Olimpico torneranno sugli spalti solo quando verrà superata la capienza ridotta a 32mila spettatori per via del Covid.

Prima della partita, in curva Sud, scoppia una rissa tra romanisti: quattro tifosi (sembra avulsi alle sigle del tifo) si presentano sulla vetrata occupata dal gruppo che sostiene la Roma a ridosso dei distinti Sud, volano parole grosse, parte una scazzottata. Ma la cosa finisce subito e non produce ulteriori conseguenze. Dopodiché, ha preso il via lo spettacolo del tifo. Con il fuoriprogramma del nome di José Mourinho stravolto sul tabellone che annuncia le formazioni in “Muorinho“: un incidente che è stato notato da molti e che è destinato a rimanere non chiarito: un refuso, una gaffe o una goliardata voluta?

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Furia Mou: “Gara dominata, l’arbitro non all’altezza”

 Ha radunato tutti i calciatori a centrocampo, José Mourinho, in cerchio come si fa di solito prima di una partita: era però la fine di un derby, il primo sulla panchina della Roma, perso 3-2 tra molte polemiche per alcune decisioni dell’arbitro Guida. Come scrive il Corriere della Sera, li ha catechizzati tutti (“Quello che ho detto ai ragazzi rimane tra di noi, ho voluto parlare subito come se fossimo dentro lo spogliatoio“) e poi li ha portati sotto la curva Sud per ringraziare i tifosi, che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno.

Anche nella sconfitta è stata una Roma ad immagine del suo allenatore, il cui nome è stato cambiato in Muorinho (errore o goliardia da derby?) sul tabellone dell’Olimpico al momento dell’annuncio delle formazioni.

È un Mou furioso per la direzione arbitrale. “Meritavamo un risultato diverso – le sue parole – l’arbitro è stato decisivoIl calcio italiano è migliorato tanto, la qualità del gioco offensivo, la voglia di vincere sono migliorati, e se anche voi (i giornalisti, n.d.r.) preferite parlare di calcio e non di arbitri vuol dire che il calcio in Italia è davvero cambiato. Purtroppo l’arbitro e il Var non hanno avuto la dimensione di una partita di questo livello.

Sugli episodi lo Special One non ha dubbi. Sul loro secondo gol l’arbitro ha sbagliato in campo, il Var forse era a Coverciano, questo è troppo. Il secondo giallo non dato a Lucas Leiva è grave, perché giocare undici contro dieci sarebbe stato un grande vantaggio. Poi ci sono state due o tre situazioni molto simili a quelle di Pellegrini con l’Udinese, solo che per Lorenzo è stato rosso e stavolta niente”.

Di positivo c’è la prestazione della squadra. “Per orgoglio, qualità di gioco e spirito di squadra siamo stati la squadra più brava: quando concedi tre gol evidentemente hai sbagliato qualcosa, ma il secondo e il terzo sono due gol in contropiede, il secondo era su una situazione in cui la squadra aspettava il rigore. Però abbiamo dominato, li abbiamo messi in difficoltà, loro hanno gestito gli ultimi minuti perché l’arbitro gli ha consentito di farlo“.

Il portoghese a fine partita ha dato in escandescenze anche con il delegato della Lega che non gli ha permesso di fare la conferenza stampa (l’ufficio stampa della Lazio richiede le domande in anticipo). Questo lo scambio: “Chi l’ha decisa questa cosa?” chiede Mourinho al delegato. “L’ha scelta la Lazio, aveva questa possibilità. Le domande le deve fare il vostro addetto stampa” risponde il delegato. “L’ha scelto per il suo allenatore, io voglio parlare con i giornalisti – ribatte il portoghese – Non c’è rispetto per la gente che lavora. Questa regola è una c…ta, io voglio parlare alla stampa e voi non mi lasciate parlare. L’addetto stampa non è un giornalista». L’uomo della Lega prova a calmarlo: “È la modalità che ha scelto la Lazio, non devi prendertela con me». Ma Mourinho è furioso: “È una modalità del c…, mettitela nel c… questa modalità.

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Zaniolo, prova stratosferica. Poi il gesto delle corna alla tribuna

Non è stato tutto negativo, ieri pomeriggio all’Olimpico, per i colori giallorossi. La sconfitta nel derby – scrive il Corriere della Sera – è pesante e riporta la Roma in una dimensione che non è ancora quella delle prime della classifica, ma c’è una buona notizia che potrebbe risollevare il morale di José Mourinho oltre che di Dan e Ryan Friedkinla prestazione di Nicolò Zaniolo.

Dopo un avvio di stagione in cui non ha mai convito fino in fondo, il talento giallorosso è stato senza dubbio il migliore in campo nella Roma. Strappi, accelerazioni, un palo colpito (il secondo consecutivo dopo quello di giovedì contro l’Udinese, il terzo in un derby), un rigore conquistato (due secondo Mourinho, che considera fallo anche quello di Hysaj nel primo tempo, da cui è partita l’azione del gol del 2-0 di Pedro), una grande conclusione di destro che ha costretto Reina ad una grandissima parata salva risultato.

Gli ingredienti per una serata memorabile c’erano tutti, ma non è andata come voleva lui. Personaggio da derby, è stato il più acclamato dai romanisti e il più fischiato dai tifosi laziali, che lo temono e con cui già in passato ha avuto qualche problema. Ieri sera altri momenti di tensione: al momento di lasciare il campo e imboccare il sottopassaggio, beccato dai laziali in tribuna, Zaniolo si è portato la mano destra sui genitali e poi ha fatto il gesto delle corna. 

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Pagelle

Lazio-Roma 3-2, le pagelle di Retesport: il ritorno di Zaniolo non basta ai giallorossi

La Roma di Mourinho perde il primo derby stagionale per 3-2, dopo una gara rocambolesca giocata di fatto sempre a rincorrere il risultato, ma l’emotività dei primi minuti ha lasciato spazio alla compattezza e alla voglia di non mollare. Tante occasioni da entrambe le parti per rendere ancor più spettacolare la contesa, tanti gli errori di Guida e Irrati che hanno condizionato il match. A segno per i giallorossi Ibanez e Veretotu, ma il migliore in campo nella Roma è stato Zaniolo.

I MIGLIORI:

  • Zaniolo 7,5
  • Veretout 7
  • Ibanez 7

Le pagelle di ReteSport a cura di Francesco Oddo Casano:

Rui Patricio 5 – Inizio ed esordio da incubo nel derby per il portoghese che dopo 20 minuti già deve raccogliere due volte la sfera alle sue spalle. Sulla rete di Milinkovic decisamente spericolata ed errata nella tempistica l’uscita che non impedisce al centrocampista di trovare la rete. La rete di Pedro è sul suo palo, ma la conclusione è secca e precisa. Nella ripresa tiene botta in un paio d’occasioni, ma non legge con i tempi giusti l’uscita bassa su Immobile.

Karsdorp 5 – Troppo timido in fase offensiva, troppi errori negli appoggi, nei cross, nella qualità della giocata. La corsa c’è, ma anche in fase difensiva si concede delle leggerezze pesanti, come in occasione della mancata diagonale sul primo gol biancoceleste

Mancini 4,5– Nella confusione dei primi 20 minuti non trova linee e regole per guidare la fase difensiva giallorossa. Portato a spasso da Immobile in più di un’occasione, non riesce ad opporsi nell’uno contro uno allo strapotere del centravanti biancoceleste. Nella ripresa un paio di chiusura in contrasto forse decisive, ma il plot del primo tempo si ripete tristemente.

Ibanez 7 – Tosto, vivo, sempre pronto a sostenere un compagno di squadra in difficoltà. Trova la rete dell’1-2 che rimette la Roma in vita dopo una mezz’ora di apnea totale. Nella ripresa ci riprova ma è sfortunato. Tra i pochi a salvarsi nella continuità del match

Vina 5 – Reduce da un problema al ginocchio che ne limita la spinta offensiva, trova dalla sua parte un Felipe Anderson particolarmente ispirato, che per quasi tutta la sfida, lo punta e lo salta senza quasi faticare. Deve migliorare ancora tanto per entrare appieno nel nostro calcio

Cristante 5 – Mourinho gli affida il compito di giostrare sul centro-sinistra, per tenere a bada la fisicità di Milinkovic, ma quando c’è da arretrare tatticamente per dare sostegno alla linea non ha i tempi o lo spunto adatto. Balla pericolosamente sin dai primi minuti, mostrando anche un calo fisico vistoso. Nella ripresa prova a gestire meglio la sfera, ma è un ruolo che fatica ad interpretare in gare di un certo livello

Veretout 7 – Corre per tre, difende per tre, attacca per tre. Il francese torna a sfoggiare il viso cattivo, quello del lupo famelico di inizio stagione ed è uno dei primi a suonare la carica per spronare i suoi alla rimonta. Realizza l’assist dell’1-2 e il gol del 2-3 dal dischetto.

Zaniolo 7,5 – Prestazione strepitosa del 22 che dopo i primi minuti di difficoltà, si scuote e si mette la squadra letteralmente sulle spalle, trascinandola ad una disperata rimonta. Un palo, una serie di occasioni create, due rigori conquistati – di cui uno non concesso – e una formidabile conclusione all’incrocio sventata da Reina. Il ritorno di Zaniolo è la più bella notizia di serata

Mkhitaryan 6 – Corre tanto, si muove tra le linee, non dando mai punti di riferimento all’avversario. Non trova dentro l’area la qualità dell’ultima giocata, che lo scorso anno lo poneva al top della classifica nel ruolo in Italia, ma è sempre nel vivo di tutte le ripartenze giallorosse e quando c’è da battagliare mostra un cuore enorme.

El Shaarawy 5 – Frizzante e vivo, certamente una versione più credibile del Faraone spento visto nei primi sei mesi del 2021. Non riesce però a trovare la giocata utile per incendiare il match

Abraham 5  – Soffre vistosamente la marcatura a uomo di Acerbi che non gli lascia mai spazio in zona centrale. Paradossalmente più incisivo quando si decentra. Mostra segni di fatica nel finale, ma Mourinho non lo sostituirà mai se non sarà lui a richiederlo

Mourinho 5,5 – E’ un voto che sintetizza le faticose letture in fase difensiva, non ‘Mourinhiana’, ma anche l’elevata capacità emotiva di reagire nelle difficoltà. Il gruppo è suo, ma il piano tecnico-tattico deve essere resettato soprattutto nelle grandi sfide

Sost.
Shomurodov 6
Perez 5,5

Smalling sv
Zalewski sv

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Roma, Ibanez: “Sbagliati i primi venti minuti, poi abbiamo controllato il derby”

Il primo derby della stagione va alla Lazio che ha battuto la Roma 3-2 grazie alle reti di Milinkovic-Savic, Pedro e Felipe Anderson. A nulla sono servite le reti di Ibanez e Veretout, i giallorossi non sono riusciti a trovare nel finale il gol del pari nonostante le occasioni avute. Al termine del match Ibanez è intervenuto ai microfoni di Dazn.

I primi 20 minuti?
“Siamo entrati con l’atteggiamento sbagliato, poi abbiamo cambiato mentalità e abbiamo controllato la partita. Peccato per il risultato e per i tifosi, ci rifaremo alla prossima”.

Il gol?
“Ha significato tanto, ma mi dispiace per la sconfitta”.

Il discorso di Mourinho a fine partita?
“Rimane tra noi”. 

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Mourinho, furia sull’arbitro: “Tanti errori, così è troppo. Derby rovinato”

Il primo derby della stagione va alla Lazio che ha battuto la Roma 3-2 grazie alle reti di Milinkovic-Savic, Pedro e Felipe Anderson. A nulla sono servite le reti di Ibanez e Veretout, i giallorossi non sono riusciti a trovare nel finale il gol del pari nonostante le occasioni avute. Al termine del match Mourinho è intervenuto ai microfoni di Dazn. 

Cosa ha detto alla squadra a fine partita?
“Rimane tra noi. Ho voluto fare il discorso subito in campo, ma è come se fosse stato nello spogliatoio”.

I primi 20 minuti e l’episodio del 2-0?
“Innanzitutto dico qualcosa di positivo: il livello del calcio in Italia è migliorato tanto rispetto alla mia ultima esperienza. La qualità del gioco, la voglia di vincere, però purtroppo l’arbitro e il Var non sono stati all’altezza di questa partita. L’arbitro ha sbagliato in campo, il Var ha sbagliato ovunque sia. Questo è troppo. Poi manca il secondo giallo a Leiva. A Pellegrini è stato dato il rosso, oggi niente in due-tre situazioni simili. Sono con i miei giocatori, siamo stati la squadra migliore in campo. Quando prendi tre gol sbagli sempre qualcosa, ma abbiamo giocato, abbiamo dominato, abbiamo dato tutto e messo la Lazio in grande difficoltà. Abbiamo preso due gol in contropiede e uno aspettando un rigore. Hanno gestito bene gli ultimi minuti perché l’arbitro gliel’ha concesso. E niente, basta così”.

Gli errori difensivi?
“Non sono preoccupato. Lo sarei se non giocassimo, se non cercassimo di vincere anche sotto di due gol. Sarei preoccupato se la Lazio ci avesse dominato dall’inizio alla fine, ma loro hanno fatto due gol in contropiede e una squadra che perde deve rischiare”.

Il primo gol subito?
“Parlare di calcio e non di arbitri dopo una partita del genere testimonia che il calcio italiano davvero è cambiato, complimenti. Conoscevamo gli inserimenti di Milinkovic, gli abbiamo lasciato troppo spazio al centro. Certamente abbiamo sbagliato, ma abbiamo reagito come se niente fosse successo, come piace a me”.

Zaniolo può essere un leader come Pellegrini?
“Non voglio parlare ancora di Pellegrini. Nico ha fatto una buona partita, magari ha fatto qualche errore di decisione, ma fisicamente ha distrutto gli avversari con le progressioni, anche se sbagliando alcune decisioni. Ha fatto una partita fantastica, peccato che non ha potuto finirla per questo affaticamento fisico”.

La Roma esce bene dal derby?
“La squadra c’è sempre, anche nei momenti di difficoltà. Siamo stati in difficoltà per dieci minuti, all’intervallo ho detto alla squadra che loro potevano farci male in contropiede, ma dovevamo prenderci questo rischio. Meritavamo un risultato diverso, l’arbitro è stato decisivo. Però ci abbiamo messo orgoglio e siamo stati squadra”.