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L’indebitamento sale a 418,4 milioni. Attesa per Zakaria, torna di moda Nacho

Peggiorano i conti della Roma. A certificarlo è il comunicato finanziario emesso ieri dal club giallorosso (su richiesta della Consob), dove emerge come l’indebitamento finanziario netto adjusted del club al 30 settembre sia salito a 418,4 milioni di euro. Come riporta La Gazzetta dello Sport, rispetto al 30 giugno scorso l’aumento è di ben 106,7 milioni, visto che tre mesi fa era fermo a quota 311,7. Incremento sostanzialmente dovuto ai finanziamenti soci erogati negli ultimi tre mesi dalla proprietà e che ancora non sono stati convertiti in aumento di capitale (ben 110,9 i milioni erogati da Romulus and Remus Investments LLC tramite la controllante NEEP Roma Holding S.p.A., cifra in parte compensata dal decremento del finanziamento infragruppo verso MediaCo e del debito verso le banche).

Insomma, la Roma continua a spendere molto di più di quanto incassa. Ecco anche perché il mercato di gennaio difficilmente potrà essere un mercato ricco di sorprese. L’obiettivo numero uno resta Zakaria, che a giugno vedrà concludersi il suo contratto con il Borussia Moenchengladbach. Con il Real Madrid, invece, oltre al centrocampista Dani Ceballos (che però preferisce il Betis Siviglia) si potrà parlare presto di Nacho, difensore centrale, spesso accostato alla Roma in passato e sembra suggerito a questo giro direttamente da Mourinho.

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Roma, il chirurgo che ha operato Spinazzola: “Leo in campo nel 2022”

Al Corriere dello Sport ha parlato Lasse Lempainen, il chirurgo finlandese che ha ricostruito il tendine d’Achille di Leonardo Spinazzola. 

Professore, a che punto siamo? 
«Siamo tutti molto soddisfatti, non ci sono complicazioni. Mai nella mia carriera avevo incontrato un atleta così determinato. In questi giorni abbiamo stilato una tabella che servirà a Spina (lo chiama così, ndr) per passare alla seconda fase: la riatletizzazione». 
 
Tra quanto tornerà a giocare? 
«Non possiamo indicare una data precisa, per un infortunio così grave. Ma il protocollo per la rottura di un tendine su cui grava tutto il peso del corpo è di almeno sei mesi». 
 
A gennaio in campo. Non a dicembre. 
«A gennaio tornerò a Roma, o forse verrà lui a Turku, per l’ultimo controllo. A quel punto, se tutto continuerà a procedere bene, si potrà passare alla fase agonistica. Che significa allenarsi con la squadra e poi piano piano entrare in partita». 
 
Almeno gennaio, quindi. 
«Diciamo che non potrà subito giocare 90 minuti. Magari comincerà con 15, poi 30. Ripeto, serve attenzione». 
 
Le dichiarazioni entusiastiche di Spinazzola avevano lasciato immaginare che avesse anticipato i tempi. 
«Nessuno di noi lo ha mai pensato. Bisogna andare per gradi, non sarebbe saggio né realistico il contrario. Non possiamo correre rischi perché qui parliamo di un calciatore e di una squadra top. Domenica ero allo stadio per Roma-Milan: un conto è giocare a calcetto tra amici come lei o come me, un conto è andare a contrasto con Ibrahimovic. Non dovete dimenticare che Spinazzola è un calciatore capace di sviluppare una velocità di 35 chilometri orari: questo aumenta il carico sul tendine». 
 
 

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Il Corriere della Sera: “E Mou salta la procedura anti-Covid”

Prima la lite e poi, a fine partita, il chiarimento con la Roma. Anche il pre RomaMilan dello Special One è stato all’insegna del nervosismo. José Mourinho, riporta il Corriere della Sera, è stato infatti protagonista di un episodio di insofferenza dopo che il pullman giallorosso era entrato nel carrabile dello stadio Olimpico seguendo due torpedoni del Milan: il tecnico portoghese, secondo quanto ricostruito ieri, ha deciso di non rispettare l’ordine della polizia di rimanere a bordo per le rigide norme anti-coronavirus e ha ordinato all’autista di aprire le porte e farlo scendere. 

Subito dopo, seguito dal medico societario, Mou ha imboccato la porta degli spogliatoio precedendo la squadra senza fermarsi, nonostante le rimostranze degli addetti alla sicurezza e, in particolare, di una poliziotta incaricata di gestire i flussi di ingresso all’impianto sportivo.

Un comportamento che ha colto di sorpresa chi stava lavorando in quel momento proprio per mantenere la sicurezza anticontagio in quella parte dello stadio e che non è stato apprezzato. Non ci sono stati contatti fisici, né insulti nei confronti degli operatori ma, successivamente, la Polizia ha contattato i vertici della Roma con i quali ha dato vita ad un chiarimento per quanto accaduto. 

Ai responsabili di Trigoria è stato fatto presente che non era quello il comportamento da tenere in circostanze simili, e che il pullman della Roma avrebbe comunque dovuto attendere che venisse conclusa la procedura con quelli del Milan, entrati prima, proprio per evitare qualsiasi contatto. Nei confronti di Mourinho, comunque, non sono stati presi provvedimenti di alcun genere. 

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È davvero una colpa essere quarti dopo 11 giornate?

Interrogativi d’inizio novembre. Essere al quarto posto in classifica, in compagnia dell’Atalanta, e davanti a Lazio e Juventus, può essere per la Roma motivo di tiepida soddisfazione oppure è la triste sintesi di un campionato che poteva (doveva?) essere migliore?

In soldoni, scrive Repubblica, la Roma sta facendo piuttosto bene o piuttosto male? José Mourinho ha azzeccato qualcosa o sta sbagliando tutto? Andiamo per ordine, mettendo da parte (a fatica…) rigori dati e/o non dati nelle ultime settimane. La Roma è al quarto posto nonostante quattro sconfitte in undici gare, e questo vuol dire che, pur non avendo prodotto meraviglie, è a pochi passi dal podio.

Merito suo o demeriti altrui? Il campionato italiano è equilibrato oppure scarso? Forse un po’ l’uno e un po’ anche l’altro. Una cosa, comunque, è certificata: la rosa della Roma – per qualità e quantità – è inferiore non soltanto a quella di squadre che le sono davanti, ma pure ad alcune che ora le sono dietro.

Basta guardarle e confrontarle, per riscontare un netto divario. Ecco perché la valutazione del lavoro di Mourinho può prestarsi a diverse, opposte interpretazioni: con quelli che aveva (ha) a disposizione, ha prodotto quello che poteva (doveva?) produrre o non ha aggiunto alcun valore al gruppo? Chi gli rinfaccia di far giocare sempre gli stessi, e di aver sistematicamente messo in tribuna quattro o cinque pezzi, dovrebbe porsi una domanda: con quei quattro o cinque in campo, la Roma sarebbe più su del quarto posto? Non esiste controprova, vero.

È certo, però, che si parla sempre molto (troppo?) di Mourinho e poco della Roma. Come se fossero due identità separate. E fin quando si continuerà a valutare in primis, nel bene e/o nel male, l’operato del portoghese non si tratterà mai nella maniera corretta il comportamento della squadra. Non può vincere Mou e perdere la Roma. O viceversa. In assoluto, una squadra fa o non fa quello che le chiede l’allenatore in rapporto alla capacità (tecnica, tattica e mentale) del gruppo di assecondarlo. Chi mette Josè in cima alla lista dei “colpevoli” per il quarto posto, dovrebbe piazzarci ex aequo i giocatori. Ma, poi, è davvero una colpa stare dopo undici giornate al fianco dell’Atalanta e davanti a Lazio e Juventus?

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Tanti attaccanti ma pochi gol: Abraham non tira, Zaniolo a secco

Sei gol per sei attaccanti. Meno di quanto hanno segnato da soli i vari Immobile (9), Vlahovic (8), Simeone (8) e Dzeko (7). Gli stessi di Zapata (6), appena uno in più di Osimehn (5) e due di Giroud (4). La Roma che nonostante 4 ko in 11 giornate resta aggrappata al quarto posto (in coabitazione con l’Atalanta),evidenzia un reparto offensivo in crisi, scrive Il Messaggero. Tre reti nelle ultime 4 partite e un centravanti, Abraham, alla ricerca di se stesso. L’inglese è fermo al gol contro l’Udinese (23 settembre) che in campionato ha bissato soltanto a Salerno. Due acuti in 11 gare: troppo poco se rapportato con gli attaccanti delle prime 8 in classifica. E menomale che c’è Pellegrini (pronto a fermarsi giovedì contro il Bodo/Glimt: infiammazione al ginocchio) già a quota 5. L’involuzione dell’inglese fa rumore. Tra pali colpiti e problemi fisici (anche a Cagliari e contro il Milan ha giocato non al meglio) c’è sempre qualcosa che è girato storto. Paradossalmente più dei pochi gol quello che sorprende, rispetto ai colleghi di reparto, è il fatto che non tiri (quasi) mai in porta. In 11 gare c’è riuscito appena 17 volte (media 1,5), trovando lo specchio in 8 casi. Numeri negativi considerando tra l’altro l’anomalia che regna a Trigoria. Perché la Roma in serie A è la squadra che conclude maggiormente verso la rete avversaria: già 135 tiri (esclusi quelli ribattuti, dati Opta), 4 in più del Napoli, 6 dell’Inter, 24 dell’Atalanta e del Milan, 32 della Fiorentina, 37 della Lazio e 45 del Verona. L’attacco, però, tra le prime 8 in classifica è malinconicamente settimo (19). Mira quindi da migliorare. O probabilmente pericolosità da aggiungere. Perché anche contro il Milan il tabellino recita 24 conclusioni ma soltanto 3-4 hanno seriamente impensierito la retroguardia rossonera. Ad Abraham vengono chiesti infatti gli stessi movimenti di Dzeko ma l’ex Chelsea è un centravanti diverso rispetto al bosniaco. Edin è/era bravo a giocare (anche) spalle alla porta, arretrando e permettendo così alla squadra di salire. L’inglese, invece, si esalta nel gioco in profondità. L’optimum sarebbe avere due ali pronte ad assisterlo: Zaniolo e uno tra El Shaarawy e Mkhitaryan i candidati. In questo caso bisognerebbe arretrare Pellegrini (ruolo a lui congeniale) e passare al 4-3-3.

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Il Corriere dello Sport: “Disastro Maresca: fermato! Rocchi imbufalito, lungo stop”

L ’idea di prendere i pacchi per gli addobbi di Natale in cantina, le luminarie che rendono famosa nel mondo Salerno, le luci e le vetrine nelle vie dello shopping (speriamo): potrebbe essere questo, a conti fatti, lo scenario che Fabio Maresca si troverà attorno la prossima volta che tornerà ad arbitrare una partita in serie A. Il pensiero sarebbe quello, misurando il livello di arrabbiatura (eufemismo) del designatore Rocchi già domenica sera (ma anche ieri mattina), dopo i molteplici errori di Roma-Milan ma soprattutto dopo l’ennesima gestione pessima di una gara che l’arbitro/presidente della sezione di Napoli non riesce a terminare se non con una caterva di ammoniti, davvero suo punto debole. E se lo fai in Inter-Atalanta prima (8 ammoniti, gara letta malissimo) e lo rifai in Parma-Monza (8 gialli e un rosso), le avvisaglie della tempesta perfetta ci sono tutte.  

 Gli errori dell’Olimpico hanno stravolto la notte dei vertici arbitrali. Sono tanti, ma soprattutto ce n’è uno che costerà a Maresca uno stop lungo. L’irriverente ostinazione di continuare a pensare di aver assegnato un giusto rigore anche quando il VAR (Mazzoleni) te lo ha fatto vedere e rivedere. Mazzoleni, pur non essendo il più bravo, è comunque un VAR esperto e la scorsa stagione – ad un certo punto – era diventato una garanzia al monitor. Eppure neanche davanti all’evidenza, la presunzione di Maresca ha fatto un passo indietro. Perché il rigore su Ibra – inutile insistere – non c’era, ne è convinta la commissione che guida la serie A (voto bassissimo in pagella), che ha “promosso” la chiamata al VAR di Mazzoleni. Il contatto con Ibañez è di gioco, dopo è Ibra che semina esche (trascina il piede destro fino a quando è lui che incoccia quelli del giallorosso; cade in maniera poco naturale a gambe larghe). E qualcuno ha abboccato, due volte. Ma di errori ce ne sono stati altri. Sul caso Kjaer-Pellegrini si può dire che il VAR è rimasto “sdegnatamente” silente, come a dire: ora cavatela da solo. C’è da comprenderlo, visto il precedente di pochi minuti prima, eppure doveva chiamarlo ancora al video, come fece Guida con Mariani in Inter-Juve, per un rigore che era più «chiaro ed evidente» di quello assegnato. E poi, il rosso a Theo Hernandez che non c’era (precedente fallo su Ballo-Toure) mentre poteva starci quello per Veretout su Tonali al 96’. 
 
Gestione schizofrenica delle vicende disciplinari, cattiva lettura degli episodi cruciali, nessuna sollecitazione una volta riviste al video le immagini del rigore sul quale non ha voluto cedere di un millimetro: Fabio Maresca sarà fermato, lo stop si prevede lungo, mentre Mazzoleni non ha grosse responsabilità, tutt’altro. Ok, forse la ferita è ancora fresca, magari col passare del tempo certi giudizi saranno riveduti, corretti, limati. Fra l’altro, Maresca dovrebbe andare all’estero con l’Uefa, quindi non sarà disponibile per un po’ in Italia. Però sicuramente domenica prossima resterà fermo (sarebbe un azzardo), poi ci sarà la sosta delle Nazionali, possibile faccia uno o due turni di VAr in B, una partita in B e siamo ai primi di dicembre. Lì dipenderà da lui e dal designatore: potrebbe raddoppiare (e allora il 5 dicembre potrebbe tornare in A) oppure restare fermo di turno (quindi fare un IV uomo o un VAR in A) e poi rientrare il 12 dicembre.

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Tiago Pinto: “Roma danneggiata dagli arbitri. Chiediamo rispetto”

Dopo gli ennesimi episodi arbitrali negativi emersi nella gara contro il Milan, il General Manager Tiago Pinto ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport:

A fine partita si è parlato solo di arbitri, ma bastano gli episodi a giustificare la sconfitta? Perché non è la prima volta che accade.
«Innanzitutto voglio dire che non mi piace parlare dopo le partite, perché sono sempre molto nervoso e molto teso, soprattutto quando le partite sono in equilibrio come quella di ieri. Credo che sia un tema che abbia bisogno di serenità e tranquillità, oggi siamo tutti più concentrati per fare questa analisi. Voglio anche dire che il Milan ha fatto una grande partita, magari ha meritato la vittoria. Tutto quello che voglio dire sugli arbitraggi non serve a nascondere quelle che possono essere le debolezze della Roma.Noi siamo professionisti e vogliamo migliorare, facciamo questa riflessione interna ogni giorno, ma non possiamo nascondere quello che è successo ieri e quello che è successo in queste 11 partite, perché i criteri arbitrali sono stati così diversi, così opposti, che non riesco a capire quello che dobbiamo dire all’allenatore e ai giocatori.Situazioni uguali hanno avuto criteri di giudizio totalmente opposti»

Lei sta citando episodi controversi e situazioni interpretate in modo opposto: a quali si riferisce?
«Non voglio fare un elenco di queste situazioni che sarebbe troppo fastidioso, nel calcio ci sono molte cose soggettive, ma ci sono 4 o 5 esempi che sono molto chiari e che ci devono far preoccupare. Noi abbiamo visto Lorenzo Pellegrini, il capitano della Roma, saltare il derby per un doppio giallo contro l’Udinese, in una situazione di gioco che ho visto tante volte in Serie A e per la quale non ho mai visto applicare lo stesso metro di giudizio. Nel derby abbiamo visto un fallo da rigore su Zaniolo da cui arriva anche il 2-0: in quella circostanza ci hanno spiegato che il Var non può richiamare l’arbitro e che può farlo solo se c’è la certezza che sia stato commesso un errore. Ieri contro il Milan è chiaro che il rigore su Ibrahimovic non c’era. Non c’è fallo, Ibanez tocca la palla, il Var ha chiamato l’arbitro a vedere questa situazione, perché c’era un errore chiaro e purtroppo – un’altra volta contro la Roma – l’arbitro ha fatto la stessa scelta. Anche sui rigori, negli ultimi minuti della partita c’è un rigore su Pellegrini per un contatto con Kjaer e magari, dal momento che l’arbitro ha ignorato la chiamata precedente su Ibrahimovic, forse per questo il Var non è più intervenuto. Ma se pensiamo che due settimane fa in Inter-Juve il Var ha chiamato un contatto molto più leggero e assegnato un rigore contro l’Interche ha cambiato il risultato, stiamo parlando un’altra volta di criteri opposti, dove la Roma si sente danneggiata. Per finire, ieri in tutte le partite della Serie A gli arbitri hanno lasciato sempre giocare, hanno lasciato il tempo al Var di maturare un giudizio corretto. Di nuovo, purtroppo l’unica volta in cui un arbitro non ha concesso il tempo giusto per valutare la situazione è stata a Torino, dove è stato tolto un gol ad Abraham. Non voglio parlare di troppe situazioni, ma credo che queste 4 siano chiare. Il criterio è stato sempre diverso, sempre opposto e la Roma è stata danneggiata»

Secondo lei la Roma ha dimostrato ieri sera di essere al livello del Milan e di meritare di più del verdetto del campo?
«
Come ho già detto, credo che il Milan abbia fatto una grande partita, ma credo anche che in tutti questi confronti la Roma è stata bene in campo, è stata al livello della Juve, del Napoli e magari anche del Milan. Un’altra volta: non voglio nascondere le debolezze della Roma o il lavoro che dobbiamo fare. Credo che le persone sappiano che nella cultura di questa società non c’è spazio per nascondere quello che dobbiamo fare. E tutti i tifosi della Roma possono avere la sicurezza che noi ogni giorno lavoriamo per migliorare. Penso che noi miglioreremo, perché Mourinho è arrivato da tre-quattro mesi ed è un processo che richiede tempo, sono sicuro che miglioreremo. Ma siamo tutti professionisti, non possiamo nascondere due cose molto importanti. Questa è una riflessione che anche voi potete fare, ho visto tante trasmissioni di Sky dove persone con più credibilità di me, come Fabio Capello e tanti altri, hanno parlato di questi criteri arbitrali a confronto con altri campionati e con la Champions League. Qui in Italia abbiamo calciatori di qualità, allenatori di qualità, la nazionale che è campione d’Europa, ma dopo di questo nessuno capisce i criteri arbitrali. Io non posso nascondere che in queste 11 partite ci sono state situazioni in cui la Roma è stata chiaramente danneggiata.Così come siamo tutti professionisti, così come dobbiamo migliorare e assumerci la responsabilità di quello che facciamo, è anche il momento di dire basta. La Roma, tutti i suoi professionisti e tutti i suoi tifosi meritano anche rispetto. Lo ripeto, non vogliamo nascondere i nostri difetti e quello che dobbiamo migliorare. Però è ilmomento che, tutti insieme, visto che non è solo un problema della Roma, facciamo una riflessione in modo professionale su questi criteri arbitrali, perché altrimenti perdiamo credibilità».

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Roma, torna di moda Marcao per gennaio

Un centrale difensivo di piede sinistro. Tiago Pinto non ha mai fatto mistero, anche nel corso di incontri ufficiosi, di avere tra gli obiettivi di mercato, quello di dare a Mourinho un ulteriore centrale difensivo.

Come riferisce il Romanista, ce ne sono tre in cima alla lista di Tiago Pinto: Lisandro Martinez (Ajax, 23 anni, scadenza contratto 2025, costo 25 milioni), Marcos Senesi (Feyenoord, 24 anni, scadenza contratto 2023, costo 12 milioni), Marcao (Galatasaray, 25 anni, scadenza contratto 2023, costo 10 milioni trattabili). Se avete letto con attenzione, è abbastanza chiaro, considerando pure i conti della Roma, che il più semplice da prendere è il brasiliano che gioca in Turchia. Anche perché il ragazzo già da tempo ha fatto sapere che sarebbe felice di trasferirsi a Trigoria.

E pure perché il suo procuratore, Ugo Garcia, ha un rapporto consolidato con Tiago Pinto con il quale ha concluso diversi affari ai tempi del Benfica. 

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Ibra, cori razzisti dall’Olimpico: la Procura Federale indaga. Inviato l’audio al giudice sportivo

Ibrahimovic sblocca Roma-Milan, esulta a braccia spalancate verso la curva della Roma per più di qualche istante e viene anche ammonito da Maresca. A quel punto parte un coro contro di lui in cui viene definito “zingaro”. Come riferisce gazzetta.it, proprio per questo coro, ritenuto di natura discriminatoria, gli ispettori della Procura Federale hanno registrato tutto e la Procura stessa nelle prossime ore procederà con la segnalazione al Giudice Sportivo della Serie A. Al 55′ quando il coro si è in parte ripetuto lo speaker dello stadio ha letto anche l’avviso per i tifosi.

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Roma, Pellegrini out contro il Bodo per un’infiammazione al ginocchio

Contro il Milan ha stretto i denti nonostante sentitissimo dolore, adesso Lorenzo Pellegrini si prenderà qualche giorno di riposo saltando la partita contro il Bodo. Già durante il riscaldamento pre match di ieri sera il capitano giallorosso aveva avvertito dolore al ginocchio sinistro, visibilmente fasciato e sul quale più volte lo staff medico aveva utilizzato il ghiaccio spray. Pellegrini aveva però stretto i denti per esserci nel big match contro la squadra di Pioli, sacrificandosi e giocando sentendo dolore. 

Adesso, riporta il corriere dello sport.it, inevitabilmente dovrà riposarsi un po’ per far passare l’infiammazione al ginocchio sinistro. Giovedì sera il trequartista non sarà convocato per il match di Conference League contro il Bodo: l’obiettivo della Roma è di riaverlo a disposizione per la gara di domenica prossima contro il Venezia.